Archive for the ‘AGRICOLTURA’ Category

FERVONO I PREPARATIVI PER “I GIORNI DELLE ROSE” A VILLA FIDELIA DI SPELLO

19 maggio 2015

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La presentazione, venerdì 22 maggio, alle 11.30, nella sede della Provincia a Perugia

Dopo il successo della scorsa edizione, che ha fatto registrare circa 20mila visitatori, torna “I giorni delle rose”, l’evento dedicato alla regina dei fiori. (more…)

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Regione Umbria: Nuovi fondi per indennizzare gli allevatori

18 novembre 2014

forza_italia_ logoGrazie alla presenza in aula e al senso di responsabilità delle forze del centrodestra è stato possibile approvare questa mattina un’importante legge che assegna più fondi per indennizzare gli allevatori dai danni (more…)

Cannara adotta la carta di Matera proposta dalla Confederazione Italiana Agricoltori

1 novembre 2014
fabrizio Gareggia

Fabrizio Gareggia

L’ambito è quello dell’agricoltura, l’impegno è quello di sostenere e valorizzare le comunità contadine del territorio nazionale: è per questo che l’amministrazione cannarese ha aderito al documento proposto dalla Confederazione Italiana Agricoltori.

‘L’adozione di questo documento – dichiara il Sindaco di Cannara Fabrizio Gareggia – rappresenta per noi un atto dovuto poiché la Carta di Matera è una rappresentazione puntuale delle linee programmatiche su cui  l’amministrazione ha sempre puntato’. (more…)

Il nuovo Piano di Sviluppo Rurale: nuove opportunità per l’Umbria

21 ottobre 2014

agriLa nuova Politica Agricola Comunitaria (PAC) per il periodo 2014-2020 è ormai realtà e si appresta ad entrare nella fase attuativa. Molte le novità ed anche le opportunità per gli operatori del settore agricolo ed agroalimentare, contenute nel nuovo Piano di Sviluppo Rurale dell’Umbria predisposto dalla Regione con una portata economica complessiva di oltre 850 milioni di euro. Si tratta dunque di uno strumento che avrà una ricaduta di assoluto rilievo per l’economia locale e che necessita della massima informazione e programmazione. Proprio per questo, all’Istituto Agrario Ciuffelli di Todi, mercoledì 22 ottobre, alle ore 18, si terrà un incontro pubblico sul tema che vedrà l’intervento delle massime autorità regionali in materia per illustrare ad imprenditori e professionisti tutti i provvedimenti in materia. Sarà presente la Presidente della Giunta regionale dell’Umbria Catiuscia Marini, l’assessore regionale all’agricoltura Fernanda Cecchini e il dirigente coordinatore dell’ambito agricoltura della Regione Ciro Becchetti. L’incontro risulta quanto mai tempestivo, poiché dopo le ipotesi e le proposte inoltrate nei mesi scorsi all’esame dell’Unione Europea, si è adesso giunti alla fase definitiva che precede la pubblicazione dei bandi specifici per accedere ai contributi messi in campo. Se si considera che le tutte le misure sono attivate con la formula del co-finanziamento, l’impatto che il nuovo PSR avrà sull’economia regionale nei prossimi sei anni è misurabile in circa 2 miliardi di euro, un importo fondamentale per il rilancio del sistema, tanto più prezioso in un periodo congiunturale difficile come quello che l’Umbria, al pari del resto del Paese, sta ancora attraversando.

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Conferenza stampa presentazione Nutrition Days 2014

24 settembre 2014
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Sarà la Sala Falcone Borsellino di Palazzo della Provincia, a Perugia, ad ospitare, venerdì 26 settembre, alle ore 11, la conferenza stampa di presentazione di “Nutrition Days”, manifestazione che si svolgerà nel centro storico di Perugia dal 1 al 5 ottobre. Nutrition Days rientra nel più ampio progetto sull’Ecosistema e sulla Nutrizione “Umbria Green&Food” ed è l’unico progetto patrocinato e riconosciuto da Milano Expo 2015 S.P.A. ( per la formazione), Comitato Scientifico di Milano Expo 2015 e ANCI Expo. All’appuntamento saranno presenti la Vicepresidente della Regione Umbria, Carla Casciari, il Presidente della Provincia, Marco Vinicio Guasticchi, e i rappresentanti del Comune di Perugia, degli Atenei perugini, di Usl Umbria1 e di
ANCI Expo.
Nutrition Days 2014 è tenuta a battesimo dalla testimonial  Maria Grazia Marchetti Lungarotti, Direttore della Fondazione Lungarotti, nota alla realtà Umbra e Italiana che, per l’occasione, si soffermerà sull’attività da lei svolta con successo nel corso di molti anni, aprendo il varco ad importanti realtà sia culturali che imprenditoriali della nostra Regione, tra cui, ad esempio, i progetti inerenti il Museo del Vino e il Museo dell’Olivo e dell’Olio. I punti di rilievo della manifestazione sono tre (more…)

AGRIUMBRIA… E IL SEME DELLA RETORICA

5 aprile 2013

di Elena Testi

Apre i battenti Agriumbria, la mostra nazionale dell’agricoltura, zootecnica e alimentazione a Bastia Umbra. Apre i battenti, ovviamente, con i saluti della (more…)

Slow Tour, il lento viaggio dalla terra alla tavola

19 settembre 2012
Domenica 23 settembre 2012 – Teatro Lyrick Assisi
CIA Confederazione Italiana Agricoltori

Incontro‐spettacolo, condotto e animato da Patrizio Roversi sui temi della valorizzazione e della promozione della Dieta Mediterranea. “Sapori e saperi” della Dieta Mediterranea patrimonio immateriale dell’Umanità. All’appuntamento parteciperanno agricoltori, cuochi e giornalisti esperti di enogastronomia che dialogheranno con Roversi sulle prospettive di sviluppo del turismo culturale enogastronomico in Italia.

Innovazione,valorizzazione e riconoscimento della Cipolla di Cannara

18 settembre 2012

Innovazione,valorizzazione e riconoscimento della Cipolla di Cannara: questo il tema affrontato il 4 settembre presso l’auditorium S. Sebastiano nel corso del convegno organizzato (more…)

LAV CONSEGNA A MINISTRO CLINI PRIMA INDAGINE EUROPEA SUI VERI COSTI DELLA PRODUZIONE DI CARNE

21 giugno 2012

Per la prima volta in Europa, la LAV ha analizzato e stimato i veri e complessivi costi del ciclo di produzione della carne, analizzando tutti gli impatti – ambientali, economici, salutari, etici – che questa produzione genera, secondo i più importanti studi internazionali degli ultimi anni. Il (more…)

A NORCIA IL NUOVO CASEIFICIO TARGATO GRUPPO GRIFO AGROLIMENTARE

8 maggio 2012

Nuovo traguardo per il Gruppo Grifo Agroalimentare che si appresta a inaugurare il nuovo caseificio di Norcia, immerso nel cuore del Parco nazionale dei Monti Sibillini. L’appuntamento è in programma domenica 13 maggio, all’insegna di una giornata ricca di iniziative. Si inizia la mattina, alle 10, nella sala riunioni dello stabilimento, con un workshop dal tema “Prospettive per la zootecnia del futuro” al quale parteciperanno, oltre al presidente del gruppo, Carlo Catanossi, che aprirà i lavori, Angelo Frascarelli docente dell’Università degli Studi di Perugia, che parlerà dell’impatto della riforma Pac sulla zootecnia, Paolo Scrocchi, direttore generale Aia (Associazione italiana allevatori) il cui intervento sarà su “Le tecniche di allevamento per la competitività”, Angelo Rossi, direttore Clal (società di consulenza che analizza il mercato lattiero caseario), che si soffermerà sulle tendenze del mercato dei prodotti lattiero caseari, e Fernanda Cecchini, assessore alle politiche agricole della Regione Umbria, che concluderà il dibattito. La cerimonia di inaugurazione, invece, che si terrà alle 12, vedrà la presenza anche di Gian Paolo Stefanelli, sindaco di Norcia, Marco Vinicio Guasticchi, presidente della Provincia di Perugia, Sergio Marini, presidente Coldiretti, Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, e don Mario Curini che benedirà lo stabilimento. A seguire si terrà la visita al nuovo caseificio e alle 13.30 ci sarà un buffet con prodotti tipici del Gruppo Grifo agroalimentare.

Istituti Zooprofilattici Sperimentali i custodi della nostra salute alimentare

28 aprile 2012

Gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali operano nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale per svolgere la sorveglianza epidemiologica, la ricerca sperimentale, la formazione del personale, il supporto di laboratorio e la diagnostica nell’ambito del controllo ufficiale degli alimenti. Con le 10 sedi centrali e le 90 sezioni diagnostiche periferiche, assicurano sul territorio nazionale una rete di servizi per tutelare la sanità ed il benessere animale, verificare la salubrità degli alimenti e dell’ambiente, per la salvaguardia della salute dell’uomo. (Unico esempio al mondo di organizzazione a rete di strutture laboratoristiche e di ricerca in tutti i settori della sanità pubblica e veterinaria). L’IZS Umbria Marche ha valenza biregionale e garantisce al sistema veterinario delle Regioni Umbria e Marche l’attività di prevenzione, di controllo e di ricerca nell’ambito della Sanità Animale e della Sicurezza Alimentare. Oltre la sede centrale di Perugia ha 5 sedi territoriali: Ancona, Terni, Macerata, Pesaro, Fermo. Il personale impiegato è di 222: tra tecnici, sanitari, amministrativi, biologi e chimici, ad esclusione dei borsisti, i tirocinanti e i volontari. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria Marche ha molte attività al suo interno, che vanno dalla sorveglianza epidemiologica applicata ai settori della sanità animale, all’igiene delle produzioni zootecniche, alla sicurezza alimentare. Attività che investono la salute. Se la salute è anche informazione è altrettanto vero che la diffusione delle conoscenze scientifiche è un problema particolarmente importante e difficile, a causa della complessità dei temi e dei diversi modi con cui tali informazioni possono essere interpretate e percepite dai cittadini. Diviene strategico rendere note le notizie, prodotte dalle attività di ricerca e di analisi, affinchè in
primo luogo gli amministratori e poi gli operatori sanitari siano in grado di svolgere al meglio la loro funzione comunicativa nei confronti del cittadino. A tale scopo sono in corso e in programmazione una serie di attività di comunicazione che investono sia la comunicazione esterna che interna utilizzando diversi strumenti che vanno dall’attività di ufficio stampa, alla produzione di materiale informativo per l’utente, alla ristrutturazione del sito internet, a newsletter aggiornate. L’Istituto è in grado da tempo di usare alcune tecniche di analisi genomica che permettono di tracciare il prodotto di origine animale e individuare con certezza assoluta il soggetto dal quale l’alimento è derivato: dalla stalla al piatto del consumatore.  Negli ultimi anni questa tecnologia è stata applicata alla tracciabilità delle carni (per rendere inequivocabile il collegamento tra animali di origine e carne al consumo) così come alla ricerca ed alla
caratterizzazione di agenti di malattia alimentare, siano essi virus, batteri o parassiti presenti lungo i passaggi della filiera alimentare. Una nota particolare va rivolta all’applicazione delle tecniche biomolecolari alla ricerca degli Organismi Geneticamente Modificati: le tecniche di analisi genomica sono le uniche, infatti, in grado di svelare la presenza anche di minime concentrazioni di DNA di piante geneticamente modificate in prodotti alimentari; e l’attenzione dell’IZSUM in questi anni si è concentrata su Soia, Mais e più recentemente su riso e patate OGM.
Infine, nell’ultimo anno, grazie ad un progetto di ricerca finanziato dal Ministero della Salute, sono state messe a punto ed introdotte in routine analisi per la determinazione rapida di batteri (Salmonella, Listeria monocytogenes, Campylobacter,Yersinia enterocolitica, Escherichia coli O157 e O104) e Norovirus in matrici alimentari di origine vegetale.

“Potremmo dire di aver realizzato uno strumento – dichiara Silvano Severini, Direttore Generale IZS Umbria Marche – che permette di cambiare, rinnovare facendo leva sulla responsabilità dei professionisti. I professionisti sono i veri controllori dei dati, capaci di individuare facilmente se un buon risultato si basa su un’elevata professionalità e capacità dell’organizzazione. La possibilità di potersi confrontare permette non solo di attivare processi di apprendimento ma anche meccanismi di controllo sociale fondamentali nei contesti dove il livello di professionalità è elevato”.

AGRICOLTURA: FIMA, OGGI TUTELA DEL LAVORO E’ PRIORITA’ PER TUTTI

12 marzo 2012

E’ stata ricorrente la domanda fatta dai tanti giornalisti presenti lungo il corteo della Fiom: “che ci fate voi agricoltori a Roma con i lavoratori?” La risposta non poteva essere diversa: “Oggi la tutela del lavoro e del reddito ad ogni livello, dipendente e autonomo, e’ una priorità per tutti. E siamo pronti a sostenere altre iniziative perche’ il tema della giustizia sociale e di un’equa distribuzione dei redditi non puo’ lasciare insensibile nessuno. Ci saremmo augurati che alla manifestazione avessero aderito tutte le organizzazioni sindacali agricole le quali nelle interviste riconoscono la natura strutturale della crisi, ma pensano che sia sufficiente dichiararla senza scendere in campo”. Lo ha dichiarato Saverio De Bonis, Coordinatore della Fima, Federazione Italiana Movimenti Agricoli, in occasione della manifestazione dei lavoratori in cui erano presenti delegazioni di agricoltori di molte regioni. “Gli agricoltori non ce la fanno perché per produrre cibi sani spendono piu’ di quello che guadagnano – ha sottolineato De Bonis – ma i prodotti agricoli valgono sempre meno, mentre i consumatori pagano il cibo a caro prezzo. Di fronte a questo scenario il governo non puo’ opprimerci di tasse e chi si straccia le vesti per il ruolo politico che assumono i lavoratori, dovrebbe ripensare alla propria azione. Legittimare lo scippo subito dagli agricoltori, che sì impoveriscono, a favore delle industrie e della grande distribuzione, le uniche che ci guadagnano, e’ inaccettabile per la società italiana”. E’ arrivato il momento di richiamare l’ attenzione. “L’ allarme che abbiamo lanciato a Roma di fronte a migliaia di consumatori inconsapevoli – prosegue il coordinatore – supera i confini corporativi ed investe altre sfere comuni: la salute, l ’ ambiente, il paesaggio, il presidio del territorio, oggi sempre piu’ compromessi come il lavoro”. La questione ormai assume rilevanza di carattere generale. Il comparto agricolo e’ strategico ma alcuni aspetti sono sottovalutati. Ad esempio, si pensi all’ impatto di un’ alimentazione contaminata, derivante da certe importazioni, sui bilanci sanitari dello Stato! Gli industriali trovano convenienza ad approvvigionarsi di materie prime straniere, spesso di scarsa qualità, spacciate per made in Italy e chi ci rimette sono i consumatori che, disinformati, vedono aumentare patologie e intolleranze. Oltre allo Stato che invece di proteggere un’ agricoltura sana e forte, come fanno altri paesi europei, favorisce così le multinazionali farmaceutiche e alimentari, a danno dei bilanci sanitari pubblici. “Bisogna, dunque, lottare insieme per uscire dalla crisi – ha concluso dal palco della piazza romana il portavoce degli agricoltori – e tornare ad un mercato orientato alla società, in cui il cibo diventi un bene comune e l’ uomo abbia un ruolo centrale senza consentire a nessuno di calpestare la dignità, i diritti e la democrazia”.Salvaguardare l’agricoltura significa tutelare il bene comune; perché la terra è bene comune!

 

Fima, accordo Ue-Marocco: l’ agricoltura italiana e’ stanca di essere barattata

21 febbraio 2012

di Floriana Cutini

“La notizia che giunge in questi giorni dal Parlamento europeo dimostra, attraverso la spaccatura sull’ accordo Ue – Marocco, la sconfitta dell’ agricoltura italiana. Perdono gli agricoltori del sud Europa e vincono ancora una volta i Governi e i “poteri forti del nord”, schierati contro l’agricoltura mediterranea con il sostegno dei parlamentari del PPE tra cui la Muscardini, vice presidente della Commissione commercio internazionale, a cui il Presidente Fini farebbe bene a chiedere conto del suo operato a difesa di tali accordi, che sarebbero stati stipulati per favorire la transizione democratica del Marocco, ma che accelerano e aggravano enormemente gli spazi di una non controllabile nuova povertà nel nostro Paese e negli altri paesi europei del Mediterraneo”. Lo dichiara Saverio De Bonis, coordinatore della Fima, Federazione Italiana Movimenti Agricoli, nata per tutelare l’ agricoltura italiana.

 

L’ accordo prevede l’apertura delle frontiere europee ai prodotti marocchini dell’agricoltura e della pesca, in particolare l’importazione di olio, cereali, agrumi e di ortofrutta, a fronte di esportazione dall’ Europa di tecnologie industriali e in cambio di ulteriori commesse di opere pubbliche. Già in passato l’ agricoltura era stata oggetto di baratto a favore dell’ industria meccanica italiana ed europea. Così, in assenza di una politica agricola valida, al di là degli slogan, i nostri prodotti saranno costretti a competere al ribasso, in una situazione di crisi economica e sociale devastante che colpisce tutti i Paesi Europei del Mediterraneo.

 

“Noi non possiamo consentire – conclude il coordinatore – che si distrugga deliberatamente l’agricoltura del nostro Paese e si azzeri la prospettiva di un rilancio produttivo dell’economia agraria delle Regioni del Mezzogiorno, senza un’ adeguata politica di compensazione e senza tener conto dei drammi causati a centinaia di migliaia di agricoltori, condannati così alla rovina. Nella revisione della PAC occorre rispettare i principi sanciti nei trattati istitutivi, che prevedono di assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola migliorando il reddito individuale di coloro che lavorano nell’ agricoltura. Un reddito che in Italia e’ già calato del 35 per cento negli ultimi dieci anni. Ogni accordo di questo tipo, non condiviso e non votato dai Parlamentari dei Paesi UE Mediterranei, fa certamente gli interessi di alcune grandi lobby ma si pone in conflitto con l’economia reale di tutti i Paesi Mediterranei e in contrasto con il diritto comunitario”.

 

Monti cede alle multinazionali, con il nuovo accordo sul corridoio verde

20 febbraio 2012

È stato siglato il rinnovo accordo con il Marocco, il cosiddetto (corridoio verde), un accordo fatto a suo tempo dall’ex Ministro dell’agricoltura Gianni Alemanno, l’attuale Sindaco di Roma. Questo intreccio tra politica internazionale, banche e multinazionali, prevede l’importazione di prodotti non solo dal Marocco, ma tutto il Nord Africa dove i regolamenti europei nel rispetto dei fitofarmaci sono “un miraggio”. A questo punto sorge spontanea una domanda: come mai noi in Europa ci dobbiamo attenere alle regole quando poi arrivano sui tavoli dei consumatori prodotti trattati con pesticidi a noi vietati? L’accordo del Parlamento europeo in sede ( con 369 si, contro i 225 no, e 31 astenuti), prevede il contrario di quanto noi abbiamo richiesto al Governo e alle nostre Regioni, in materia di corridoi verdi. Tutto ciò va a scapito di una leale concorrenza, a queste condizioni, con queste Leggi non potremmo mai più essere competitivi, ciò si tradurrà nella chiusura definitiva della aziende agricole. Sarà un disegno di qualcuno? Oppure sotto ci sono compromessi economici? Si parla di filiera agroalimentare poi invece si fanno accordi per importazioni selvagge. Questi buon temponi del Governo tecnico hanno ridotto le tariffe doganali per l’importazione del Marocco dal 55% al 33% sui prodotti importati. Niente da dire, sono dei veri geni!! A questo punto, ci farebbe piacere che la Finanza, ossia le Fiamme Gialle, togliessero gli occhi dai scontrini fiscali per puntarli su intrallazzi molto più grandi, dove il tornaconto per i nostri politicanti e assai più grande degli scontrini fiscali?! Vediamo sempre scattare i blitz per i pomodori cinesi venduti in Italia, per le scarpe o altri prodotti che al momento non vengono in mente: dov’è la differenza tra un pomodoro cinese e uno marocchino o tra una scarpa fatta dai cinesi o fatta in Cina? Si perché per chi ancora non lo sapesse le multinazionali si sono spostate nei paesi dove la manodopera non costa nulla, non ci sono le normative europee, però poi i prodotti li vendono in Europa, quindi anche in Italia È proprio vero: si vede la pagliuzza nell’occhio del vicino, ma non si vede la trave davanti al proprio! Basta ormai la cosa è chiara, quando si vanno ad intaccare le multinazionali allora scattano i blitz della Guardia i Finanza verso i poveri cinesi? Si spera che la Procura della Repubblica, almeno una volta si attivi per la tutela degli agricoltori e dei consumatori e non solo per i Ruby o per Schettino, continuando di questo passo l’Italia affonda da sola non servono manovre azzardate.

Dino Rossi – Movimento dei Forconi

I Forconi Siciliani diventano un Movimento Politico “ufficializzato”

18 febbraio 2012

Il Movimento Dei Forconi Siciliani, ha presentato il proprio Statuto per la registrazione, erano presenti a rappresentare il movimento, due dei capi fondatori: Mariano Ferro e Giuseppe Scarlata, che si sono recati per il deposito dell’atto presso un notaio, affinchè il movimento fosse ufficializzato, e regolarmente registrato assieme al simbolo “della rivoluzione”del Sud…Mancava Giuseppe Morsello, fuoriuscito dal movimento, che sembra riorganizzarsi a parte, dopo le ultime polemiche che lo rappresenterebbero come appartenente a Forza Nuova, quindi schierato politicamente…

Il giorno 11 marzo 2012, a Chianciano Terme è in programma un incontro tra i vari movimenti italiani, per dicutere delle varie future iniziative, sarà presente anche   il Movimento dei Pastori Sardi.

Gestire le emergenze: siglato un accordo tra la Protezione Civile e l’IZS Umbria Marche

13 febbraio 2012

Siglato un accordo tra la Protezione Civile della Regione Umbria e l’Istituto Zooprofilattico Umbria Marche (IZSUM), in cui è stato firmato il protocollo d’intesa finalizzato all’organizzazione di corsi di formazione/aggiornamento, a titolo gratuito, rivolti al personale addetto alla preparazione e somministrazione pasti della Colonna Mobile Integrata della Regione, in ottemperanza alle Linee Guida della Regione Umbria. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche è intervenuto in numerose calamità naturali: proprio da queste esperienze si è concretizzata l’idea di disporre di personale adeguatamente preparato da mettere a disposizione di coloro che operano sul territorio

In Umbria, il sistema regionale di Protezione Civile ha implementato uno strumento tecnico di monitoraggio e supporto alle decisioni per la gestione delle emergenze che, nelle varie fasi di attenzione, preallerta, pre-allarme e allarme, permette di individuare su mappe dinamiche di tipo GIS gli allevamenti in pericolo per definire le azioni di mitigazione dei rischi e relativi soccorsi. Tale sistema può essere applicato a tutte le attività  produttive di interesse: mattatoi, mangimifici, imprese alimentari, depositi frigoriferi di stoccaggio alimenti etc.

Dora Carapellese

 

Fermate le mucche, voglio scendere

10 febbraio 2012

Roberta Raspa

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

SIAMO SIGNORI O SERVI DELLA GLEBA? Ed in entrambi i casi dov’è il nostro Robin Hood? Dumas scriveva delle ingiustizie del suo tempo attraverso romanzi un pò storici un pò fantastici, a noi non ci resta che un romanzo criminale. “Dalla terra nasce l’acqua, dall’acqua nasce la vita e l’anima.” Possiamo tornare a carri e buoi e fermare il progresso? Altresì possiamo forse andare avanti con il gasolio agricolo a più di 1 € al litro? Chi ha alterato l’equilibrio? Il rapporto economico tra materia prima e prodotto finito? Se il pane ed il latte da sempre sono considerati beni di prima necessità chi è in grado di spiegarmi perché un produttore di latte per poter prendere un caffè al bar deve vendere 3 litri di latte o per acquistare un filone di pane comune vendere più di 10 kg di grano? Ogni giorno in tutti i modi ci viene proposto come una moda da inseguire o una bandiera sotto la quale rifugiarsi il benessere (condivisibile intendiamoci) degli animali.  Chi pensa al benessere e alla salute delle persone? Le aziende agricole dovranno sacrificarsi ancora una volta  per far posto a chi e a che cosa? Quale oscura sorte ci è stata riservata da qualche “immortale”? Se Dante potesse riscrivere la Divina Commedia dovrebbe aggiungere al limbo un nuovo girone,  quello degli agricoltori rei di essere solo figli della terra e di aver tramandato di generazione in generazione come fosse parte del dna, la passione, l’attaccamento e l’amore verso quella Madre Terra  che tutti ha sfamato, basti pensare all’IMU (Imposta Municipale Unica ) applicato su tutti gli annessi agricoli ad altre tasse che peseranno come macigni e che contrbuirnno insieme ad altre diavolerie finanziarie allo strangolamento delle imprese agricole. A tutto cio’ io non ho piu’ risposte razionali e sono stufa di sentirmi rispondere che la causa della situazione che ci stà martoriando è la GLOBALIZZAZIONE, invece di fare dei “mea culpa” e di cercare di rimediare allo scempio e allo sperpero protratto negli anni da parte di chi con una pacca sulla spalla ti fregava e tutt’ora continua a farlo. Se la locuzione latina mors tua vita mea può avere un riscontro oggettivo… qualcuno perira’.  Però mi conforta e ne sono orgogliosa che dal basso qualcuno abbia alzato  la testa  contro un regime autoritario  che non tiene conto della sopravvivenza di chi coltivando la terra e producendo latte fa sopravvivere gli altri, e che la protesta sia partita  proprio dagli umili del sud e dalla terra,  della madre di tutti noi. Non arrendiamoci però, se ciascuno fa la sua parte prima o poi qualcosa succederà, perchè qualcosa dovrà succedere ne va del futuro nostro,  dei nostri figli e del paese.

Roberta Raspa – Contadina di Assisi

 

 

 

Nasce “Simply Med”, “Sosteniamo la giusta battaglia del Ministro e di Coldiretti contro ogni forma di contraffazione nel settore eno-agro-alimentare

3 febbraio 2012

Gli alimenti italiani potrebbero essere contrassegnati da chip in grado di limitare le contraffazioni del Made in Italy che incidono sull’economia nazionale per circa 80 miliardi. Lo ha dichiarato il ministro Mario Catania che ha ricevuto il plauso dal presidente di Coldiretti Sergio Marini e dall’organizzazione che ha dato vita a Simply Med, il primo Brand Etico nel mondo Alimentare in relazione ai prodotti della Dieta Mediterranea(www.dispensasimplymed.it). “Sosteniamo la giusta battaglia del Ministro e di Coldiretti contro ogni forma di contraffazione nel settore eno-agro-alimentare – ha dichiarato la giovanissima Silvia Lanzafame Amministratore Delegato della Dieta Mediterranea srl. Questa battaglia per la legalità interpreta perfettamente lo spirito del nostro Brand Etico “Simply Med” che vuole essere un sigillo 100% ITALIA sui prodotti che identificano la Dieta Mediterranea oggi anche patrimonio UNESCO. Simply Med è stato istituito dalla nostra organizzazione per essere parte attiva di una battaglia per la legittimità in un settore che, come ha ben affermato il Presidente di Coldiretti Marini, frutta oltre 80 miliardi di Euro. Si tratta del lavoro di noi giovani e del nostro futuro. Stiamo investendo moltissimo nel concetto di Dieta Mediterranea = 100% Italia perché intendiamo fare del Cibo Sano il primo biglietto da visita di noi giovani italiani nel mondo”.

FIMA: attenzione al monito di cambiamento che dalla Sicilia giunge al Paese. Disinformare e’ un errore, ma occorre prudenza.

23 gennaio 2012

Riceviamo da FIMA Federazione italiana Movimenti Agricoli e volentieri pubblichiamo

“Dopo l’ iniziale silenzio mediatico ed istituzionale calato sulle iniziative di protesta degli agricoltori siciliani, cui abbiamo ribadito la nostra vicinanza e sostegno, e’ in atto il tentativo di delegittimare l’immagine di un movimento spontaneo, che ha il merito di aver sollevato la questione agricola e fiscale, in particolare del mezzogiorno, dove il disagio delle popolazioni rurali, piu esposte alla crisi, fa sentire la sua eco in tutto il Paese”. Lo dichiara Saverio De Bonis, coordinatore della neonata FIMA, Federazione Italiana Movimenti Agricoli. La personale conoscenza di molti agricoltori che guidano il movimento e la storia drammatica di tragedie familiari vissute nel silenzio ci consente di testimoniare la sincerita’ dei manifestanti, animata da uno spirito di servizio verso i piu’ deboli e negli interessi generali del Paese, pur nella rabbia comprensibile di chi soffre e non viene ascoltato. Quelle rivendicazioni sono sacrosante. Da anni i movimenti agricoli italiani e le associazioni autonome stanno denunciando alle istituzioni, a tutti i livelli, la grave situazione in cui versa il settore, presentando proposte e soluzioni, tuttora inattuate. La nostra Federazione e’ allarmata per le affermazioni del presidente regionale di Confindustria che denuncia il tentativo – fisiologico – di infiltrazioni malavitose verso cui i movimenti sapranno certamente difendersi, senza ricercare saldature. Tuttavia, tali affermazioni, creando confusione sulle vere motivazioni che muovono la protesta, sposta l’ attenzione dei media nazionali. Occorre condurre una battaglia per la trasparenza nelle filiere, il reddito alle aziende e la lotta alla criminalita’ in modo serio e combattivo, senza utilizzare quest’ ultima come un pretesto per bloccare il resto. Di criminalita’ e’ disseminato tutto il Paese e i suoi abiti sono diversi. Il nuovo Ministro e’ gia’ informato degli squilibri nella catena del valore alimentare, frutto dell’ egoismo dei poteri forti, dei cartelli e degli abusi, che hanno ampliato le distanze sociali e la poverta’, riducendo la capacita’ contributiva e il potere di acquisto dei prodotti agricoli, ma non la dignita’ di chi, venendo alla luce dalla terra, puo’ andare a testa alta di fronte ad accuse disdicevoli”. La verita’, forse, e’ che la classe industriale e dirigente di questo Paese comincia ad allevare il timore di un cambio di paradigma che possa mettere in discussione la distribuzione dei redditi, intaccando molte situazioni di privilegio. Gli industriali non dovrebbero dimenticare che sul primario si fonda l’ economia dell’ Italia e se si ferma il primario e’ normale che si fermino tutte le altre attivita’ economiche. E’ inutile, pertanto, scandalizzarsi! Al contrario, serve un cambio radicale di regole e classe dirigente. La Sicilia, culla di civilta’, sta alzando la testa senza farsi strumentalizzare da nessuno; bisogna cogliere il grande segnale di mutamento dal basso, che produrra’ una contaminazione positiva per la crescita del mezzogiorno e dell’ intero Paese. E’ tempo che il Parlamento ed il Governo, in modo unitario, ne prendano atto, aprendo subito il confronto ed assumendo con urgenza misure straordinarie. Il vento del cambiamento e’ inarrestabile ed indomabile e la buona politica dovra’ supportarlo, per il bene comune.

 

FIMA: attenzione al monito di cambiamento che dalla Sicilia giunge al Paese. Disinformare e’ un errore.

20 gennaio 2012

“Dopo l’ iniziale silenzio mediatico ed istituzionale calato sulle iniziative di protesta degli agricoltori siciliani, cui abbiamo ribadito la nostra vicinanza e sostegno, e’ in atto il tentativo di delegittimare l’immagine di un movimento spontaneo, che ha il merito di aver sollevato la questione agricola, in particolare del mezzogiorno, dove il disagio delle popolazioni rurali, piu esposte alla crisi, fa sentire la sua eco in tutto il Paese, nella totale inerzia delle organizzazioni sindacali di categoria”. Lo dichiara Saverio De Bonis, coordinatore della neonata FIMA, Federazione Italiana Movimenti Agricoli. “La personale conoscenza di molti agricoltori che guidano il movimento e la loro storia drammatica – aggiunge il coordinatore – mi consente di testimoniare la sincerita’ dei manifestanti, animata da uno spirito di servizio verso i piu’ deboli e negli interessi generali del Paese, pur nella rabbia comprensibile di chi soffre e non viene ascoltato. Un attitudine questa sempre piu’ rara in un Paese in cui l’ egoismo miope dei poteri forti e le connivenze hanno ampliato le distanze sociali e la poverta’, riducendo la capacita’ contributiva e il potere di acquisto dei prodotti agricoli, ma non la dignita’ di chi, venendo alla luce dalla terra, puo’ andare a testa alta di fronte ad accuse disdicevoli e strumentali”. “La nostra Federazione – prosegue De Bonis – e’ basita per le affermazioni del presidente regionale di Confindustria che, nel tentativo vano di minimizzare o zittire la protesta – denunciando infiltrazioni malavitose – spera, forse, di pregiudicare l’ accesso ai media nazionali, creando confusione sulle vere motivazioni che la muovono. E’ altresì difficile, ed insensato, di fronte ad una reazione di popolo trasversale, distinguere il colore politico dei manifestanti”.

La verita’, forse, e’ che la classe industriale di questo Paese comincia ad allevare il timore di un cambio di paradigma che possa mettere in discussione la distribuzione dei redditi, intaccando molte situazioni di privilegio. Gli industriali non dovrebbero dimenticare che sul primario si fonda l’ economia dell’ Italia e se si ferma il primario e’ normale che si fermino tutte le altre attivita’ economiche. E’ inutile, pertanto, scandalizzarsi! La Sicilia, culla di civilta’, sta alzando la testa senza farsi strumentalizzare da nessuno, men che meno da coloro che si frappongono ad una nuova regolamentazione dei mercati agricoli; bisogna cogliere il grande segnale di cambiamento che produrra’ una contaminazione positiva per la crescita del mezzogiorno e dell’ intero Paese.

L’ assenza di una politica seria di sviluppo e coesione del Paese, oggi che la crisi morde con forte intensita’, manifesta la sua portata storica. E’ tempo che il Parlamento ed il Governo in modo unitario ne prendano atto, aprendo subito il confronto ed assumendo con urgenza misure straordinarie. Il vento del cambiamento e’ inarrestabile ed indomabile e la buona politica dovra’ supportarlo, per il bene comune.

 

Il ministro Romano in Umbria

11 ottobre 2011

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Il ministro dell’agricoltura Romano avrebbe fatto bene, vista la presenza in Umbria, a non soffermarsi solo sui massimi sistemi ma rispondere sulla situazione drammatica del comparto, particolarmente in Umbria, con la tabacchicoltura in fase di dismissione, gli allevamenti suinicoli quasi tutti chiusi, con una Agea che “dimentica” reiteratamente di liquidare i contributi legati alla Pac, con i prezzi dei carburanti agricoli ormai non più sostenibili. Gli agricoltori umbri sono certo interessati agli ogm, alla green economy, all’eco sostenibilità, ma molto di più alla sopravvivenza delle loro aziende a meno parate e a più risposte.

Maurizio Ronconi

Spello, “Campagna d’autunno” alla scoperta della Valle Umbra con visite ad aziende agricole, cantine, frantoi

7 ottobre 2011

Parte da Spello il prossimo 15 e il  16 ottobre l’Agri Bio Fest 2011, una vera a propria  “Campagna d’autunno” alla scoperta dei migliori prodotti di qualità del territorio con il coinvolgimento di associazioni che puntano sull’eccellenza, come il Touring Club Italiano, Agri.Bio.Umbria, Slow Food Umbria e il GAL Valle Umbra e Sibillini e con il patrocinio del Comune di Spello e della Provincia di Perugia. “E’ una iniziativa importante – ha spiegato il sindaco Sandro Vitaliperché valorizza non solo i prodotti tipici del nostro territorio, ma porta alla scoperta non solo dei luoghi più importanti del centro storico, ma anche degli itinerari di campagna, del suo paesaggio più naturale”. Ha aggiunto Enrico Testa, direttore del GAL Valle Umbra e Sibillini: “Il Gal partecipa volentieri a tutte quelle manifestazione che promuovono la qualità, il territorio e la cultura biologica. Stiamo infatti portando avanti un progetto in collaborazione con Austria, Finlandia e Lussemburgo per portare alcuni rappresentanti a Spello il 18 novembre per partecipare alla raccolta delle olive”. Per Agri  Bio Umbria era presente il presidente Fabio Ciri: “La nostra associazione è impegnata attivamente nella promozione e valorizzazione dei prodotti alimentari tipici del territorio umbro, con particolare attenzione alle produzioni alimentari provenienti da coltivazioni biologiche e biodinamiche. Ad Agri Bio Fest partecipo anche con la mia azienda a Limiti di Spello dove ho cercato proprio di dare un senso ai valori che mi ha trasmesso la mia famiglia”.

Per informazioni   sul programma:     

Ufficio stampa Comune di Spello 0742.300042- Fax 0742.300038

Simona Fuso  Cell: 339.8524861  E-mail: sfuso@comune.spello.pg.it

Missione in India per le aziende della meccanica agricola umbra

23 settembre 2011

Destinazione India per le imprese umbre che operano nel settore della meccanica agricola. Umbria Export, nell’ambito di un Progetto finanziato dal Centro Estero Umbria ed in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana di Mumbai, sta curando una missione in India che coinvolge importanti aziende del comparto  dell’agromeccanica.

Il progetto si inserisce nel quadro delle attività previste nel Programma Promozionale 2011 del Centro Estero Umbria ed ha avuto l’adesione di otto aziende del comparto che hanno tutte sede nell’area dell’Alto Tevere umbro. Si tratta della De Cloet Srl, Erreppi Srl, Faza Srl, Giunti Spa, Mial Srl, Nardi Spa e Sitrex Spa. Le azioni promozionali si sviluppano in due fasi. La prima fase si è svolta nei mesi di giugno e luglio 2011, durante i quali una delegazione indiana formata da rappresentanti della Camera di Commercio Italiana in India e dell’Agenzia Statale Indiana per l’Agricoltura ha fatto visita alle otto aziende umbre che partecipano al progetto. Successivamente, la Camera di Commercio Italiana in India ha realizzato uno studio di pre-fattibilità verificando le potenzialità dal mercato indiano per queste le imprese umbre.

La seconda fase del progetto prevede quindi una missione in India, che si svolgerà dal 26 al 30 di settembre, cui parteciperanno cinque delle otto imprese coinvolte. Il programma della missione prevede tre tappe: Mumbai, Pune, Delhi/Ludhiana. In ogni città, i rappresentanti delle aziende umbre incontreranno possibili controparti commerciali indiane.

La missione umbra si svolgerà in perfetta concomitanza con una importante vetrina commerciale, ovvero la Indo–Italian Business Conference Mumbai,  cui prenderanno altre 38 aziende italiane.

“DALLA TERRA ALLA TAVOLA”: LE ECCELLENZE UMBRE NEL PUNTO VENDITA TAGLIONI

15 settembre 2011

 Inaugurazione della vendita diretta del nuovo negozio AgriGastronomia a Bastia Umbra in via Pertini 129 .  Domenica 18 settembre ore 16

Animali allevati in modo tradizionale, con alimentazione controllata, che garantiscono carni e derivati di qualità. Filosofia “a chilometro zero” e rapporto diretto produttore consumatore. Prodotti, insomma, esclusivamente “dalla terra alla tavola”. Sono questi i valori a cui si ispira l’azienda Taglioni che, domenica 18 settembre, aprirà a Bastia Umbra il nuovo punto vendita “AgriGastronomia”, in cui i consumatori potranno conoscere e scoprire specialità agroalimentari esclusivamente del territorio, lavorate secondo la tradizione umbra. Proprio per la sua specificità nel settore agroalimentare di

Enzo Taglioni e Adriana Spelloni

qualità, la nuova attività è stata presentata nella sala Piediluco di palazzo Cesaroni oltre che dai titolari dell’azienda Enzo, Angela, Franco e Beatrice Taglioni, Adriana Spelloni e Giulia Montagnoli e da Ilvano Chiaraluce, direttore marketing dell’azienda Taglioni, anche da Gianfranco Chiacchieroni e Maria Rosi, Raffaele Nevi e Massimo Mantovani, rispettivamente presidente, vicepresidente e membri della seconda commissione del Consiglio regionale dell’Umbria. Presente anche Adolfo Orsini, amministratore dell’Arusia (Agenzia regionale umbra per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura). “La novità  che sta alla base dell’attività di Taglioni – ha spiegato Chiaraluce – è che per la prima volta il prodotto passa dal produttore al consumatore con la garanzia di un allevamento tradizionale, con metodi che risalgono a un periodo precedente l’industrializzazione. Gli animali crescono, infatti, liberi in ampi spazi aperti, sono nutriti solo con cereali e vegetali, senza mangimi chimici, additivi e proteine animali e il risultato è una carne più soda e saporita. Lo stesso discorso vale per i derivati e i salumi che sono prodotti con le nostre carni e la semplice aggiunta di spezie, con metodi di produzioni tramandati di padre in figlio e lavorati localmente da artigiani del mestiere. Riportiamo, quindi, sulle tavole delle famiglie prodotti genuini e sapori quasi dimenticati. Con le nostre produzioni non ci

Raffaele Nevi, Maria Rosi, Gianfranco Chiacchieroni

rivolgiamo alla grande distribuzione, che richiede prodotti standardizzati e qualità garantita, ma alla piccola distribuzione che accetta la produzione locale che ha caratteristiche specifiche: produzioni non standardizzate, stagionalità dei prodotti, qualità incostante secondo natura, discontinuità delle forniture, ma che garantisce la genuinità del prodotto”. “‘AgriGastronomia’ a Bastia Umbra è uno ‘shop test’ – ha concluso Chiaraluce – e, a seconda delle indicazioni che il mercato ci darà, contiamo di espanderci in diverse zone anche fuori regione”.  “Quella di Taglioni – ha spiegato Chiacchieroni – è una famiglia che da cinque generazioni si occupa di suinicoltura e ci sta dimostrando che non vuole smettere e che sa rinnovarsi nella sua proposta. Lo sforzo di riconvertire la sua attività, l’apertura di questo un nuovo punto vendita, basato sulla specifica filosofia appena illustrata, dimostra la cultura profondamente radicata alla base dell’azienda, e spiega la presenza al fianco di questa realtà della seconda commissione del Consiglio regionale dell’Umbria. Nella nostra regione, d’altronde, c’è un legame con il settore dell’allevamento e della suinicoltura che la gente non vuole abbandonare e lo dimostrano anche i dati emersi dal censimento del 2010 secondo i quali il 46 per cento del prodotto interno lordo proveniente dall’agricoltura regionale viene dalla zootecnia”.

Mostra del Cavallo di Città di Castello, contributo straordinario del Governo

9 settembre 2011

“Non è stato facile, ma grazie al costante impegno del sottosegretario Catia Polidori e di tutta la classe dirigente del Pdl, ieri a Roma è stato firmato un contratto tra l’Ente Mostra del Cavallo di Città di Castello ed il Ministero per le Politiche agricole con cui si prevede l’erogazione di 83mila euro netti (Iva compresa) per l’edizione di quest’anno”. Il consigliere regionale del Pdl Andrea Lignani Marchesani nel darne notizia sottolinea che “non è poco, in tempi di vacche magre: moltissimo, se si paragona questo contributo alle erogazioni di altri Enti, che con pochi ‘spiccioli’ pretendono protagonismi e clientele ingiustificate”. “Le due principali manifestazioni del territorio tifernate (“Festival delle Nazioni” e “Mostra del Cavallo”) – aggiunge l’esponente del Pdl – hanno potuto invece incrementare i propri standard qualitativi esclusivamente grazie a contributi straordinari, derivanti da una “filiera” che, partendo dai consiglieri comunali, ha impegnato in un proficuo lavoro il sottosegretario Catia Polidori che, proprio domani, inaugurerà a buon titolo la Mostra. Contributi ‘straordinari’ e non ‘ordinari’ – sottolinea Lignani Marchesani -, che le manifestazioni stesse e la classe dirigente locale dovranno o potranno confermare solo con
il merito e con comportamenti concreti e appropriati”.

Monacelli UDC: proposta di “Costruzioni in zona agricola”

20 giugno 2011

Il Capogruppo in Consiglio Comunale della Lista Civica ‘Cambia Cannara’ Luca Pastorelli ed il consigliere Comunale Simone Agostinelli hanno promosso una assemblea pubblica, tenutasi venerdì 17 giugno presso l’Auditorium San Sebastiano, sul tema “Costruzioni in zona agricola”. L’incontro ha visto la partecipazione del Consigliere Regionale Udc, Sandra Monacelli, in qualità di promotrice della proposta di Legge Regionale: “Realizzazione di manufatti provvisori in terreno agricolo”.

Tale proposta prevede la possibilità di realizzare nuovi manufatti a destinazione non abitativa in zona agricola e mira a consentire la realizzazione per ogni proprietà fondiaria e senza limite minimo di superficie territoriale, di un fabbricato della superficie di mq. 40,00 con altezza massima in gronda di mt. 2,50 per il ricovero di piccoli attrezzi agricoli o animali domestici.

La novità normativa ha riscosso l’apprezzamento unanime dell’assemblea il cui moderatore, Luca Pastorelli, ha elogiato l’impegno del Consigliere Monacelli in quanto finalizzato ad accogliere le esigenze dei piccoli proprietari terrieri.

Si tratta di una normativa che per la prima volta premia i cittadini che hanno investito nell’acquisto di piccole quantità di terreno e che, con il loro lavoro, accudiscono con cura le nostre campagne evitandone così l’abbandono e il progressivo degrado.

Il Consigliere Monacelli ha illustrato il contenuto della sua proposta di legge  sottolineando che essa costituisce l’inizio di un percorso che la vedrà impegnata nella promozione di altre iniziative per rilanciare e promuovere la vivibilità delle zone agricole della nostra Regione e ciò in controtendenza rispetto alle normative vigenti che vedono le stesse zone trattate come “musei” con una pianificazione territoriale prossima allo zero.

Amministrative di Assisi. Roberta Raspa, per noi in campagna gli avversari politici non sono mai nemici

7 maggio 2011

di Francesco La Rosa

Roberta Raspa

Ci siamo, le elezioni del 15 marzo sono prossime e tutti i candidati stando spendendo le ultime energie per raccogliere voti nel loro territorio. Non fa eccezione Roberta Raspa, candidata per la prima volta per il consiglio comunale di Assisi nella  lista Futuro per Assisi a sostegno del candidato sindaco Giorgio Bartolini.

Roberta, nell’ultimo incontro intervista ti ho definita tosta e concreta, era un modo per presentarti agli elettori con le tue specificità caratteriali, due mesi di campagna elettorale ti hanno cambiata?

Penso di essere rimasta me stessa, anche se ho imparato molto dal contatto che ho avuto con la gente del mio paese, ho avuto netta la percezione  del  desiderio di cambiamento e di futuro buono che c’è nelle persone, il confronto mi ha aiutata a capire tante cose, in particolar modo i bisogni per delle persone che vivono nelle bellissime realtà rurali del nostro territorio.

Spesso la campagna elettorale fra i candidati sindaci è stata aspra, quasi al limite dell’insulto in alcuni casi, tu sei riuscita a mantenere comunque il tuo stile, come hai fatto?

Ho fatto la scelta di non fare campagna elettorale violentemente  “contro”, perchè ritengo più importante presentarsi per quello che si è e si vuole, sempre in positivo, nel massimo rispetto  verso i competitor e senza  dimenticare  mai  che spesso, come accade nelle piccole comunità come la nostra, sono  amici,  e per me restano tali anche se hanno fatto scelte politiche diverse.

A proposito delle realtà rurali, tu sei una imprenditrice e quindi addetta ai lavori, hai presentato delle proposte concrete ai cittadini?

Certamente si, l’interesse verso questi argomenti è stato vivo e molto concreto, tanto è vero che è mia intenzione lavorare per creare le condizioni che favoriscano la permanenza dei nuclei familiari nel territorio.

Spesso però l’agricoltura e gli allevamenti sono visti come agenti inquinanti della terra, responsabili di devastazioni ambientali, quale è la tua opinione?

Credo che sia un falso problema, la devastazione ambientale e i dissesti idrogeologici  e le frane sono  conseguenza dell’abbandono del territorio da parte degli agricoltori  e dello spopolamento della montagna.

Pensi allora che sia possibile un ritorno alla campagna?

Se riusciremo a creare le condizioni per fare tornare i nuclei familiari sul territorio si

Come si possono creare le condizioni?

Innanzitutto garantire maggiore  capacità competitiva per le merci prodotte, giusti livelli di reddito,  aiutare l’imprenditore agricolo  e  permettere anche ai giovani di avere un’abitazione adeguata alle necessità di vita, agevolare il recupero funzionale ed estetico del patrimonio edilizio esistente superando alcuni vincoli ormai anacronistici. Mi piacerebbe che l’imprenditore agricolo emergesse come un soggetto inserito in un contesto socio economico capace di rivalutare e tutelare le risorse disponibili sul territorio. Ed in questo mi sento molto allineata con la Comunità Europea quando sostiene che queste attività producono sicurezza alimentare, equilibrio territoriale, rispetto e conservazione del paesaggio e dell’ambiente.

Come pensi di riuscire a realizzare questo progetto?

Credo che sia importantissimo rivedere la normativa regionale sull’edilizia nelle zone rurali, aiutare le imprese anche con risorse finanziarie per creare le condizioni per lo sviluppo che facilitino l’accesso ai giovani nel mondo del lavoro, anche perché le limitate dimensioni medie aziendali non consente ai figli degli agricoltori di realizzarsi e assistiamo ad un progressivo spopolamento delle campagne con conseguenze disastrose sulla salvaguardia dell’ambiente che un progressivo invecchiamento della popolazione rurale non riesce più a mantenere sano.

Per finire, mi  hai detto dei tuoi propositi in caso di elezione, e se non ce la fai ? sei autorizzata a toccare ferro…( non tocca ferro ma lo sguardo è fulminante n.d.r.)

Non dimenticare che ho un lavoro che mi impegna abbastanza, in fondo fare bene il proprio lavoro è come fare politica, produce il bene per la gente, quindi continuerò ad impegnarmi in questo senso, anzi ti invito a fare una visita alla mia azienda agricola,  qualunque sia l’esito elettorale, perché sono sicura che rimarrai sorpreso.

Invito accettato.

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

21 aprile 2011

Solo a seguito di una mia personale sollecitazione corredata ad una mozione in Provincia, la Regione ha assunto finalmente iniziativa verso i gravissimi ritardi dei pagamenti inerenti il piano rurale e che sta mettendo in drammatica difficoltà centinaia di aziende agricole umbre. Se tutto è bene quel che finisce bene c’è anche da dire che rimane inspiegabile l’inerzia perdurata per mesi da parte della Regione che neppure si era resa conto dei ritardi dei pagamenti da parte dell’ente erogatore AGEA. Ora gli agricoltori chiedano i danni con gli interessi per il ritardo del pagamento visto anche che i finanziamenti che hanno dovuto chiedere alle banche comunque costano interessi salati. Gli interessi della agricoltura umbra non si risolvono chiudendo partite antiche ma prevenendo ritardi e disattenzioni.

Maurizio Ronconi – UDC

Dichiarazioni Confagricoltura, Perugia Civica “non ci sta”

19 gennaio 2011

Apprendiamo da “Il Giornale dell’Umbria” del 14 gennaio che  Confagricoltura attribuisce al movimento Perugia Civica affermazioni  mai rilasciate ufficialmente da nessuno dei suoi componenti. La  correlazione tra abuso edilizio ed agricolo del territorio e l’attività
criminale è una libera interpretazione di Confagricoltura. Quest’ultima  farebbe meglio a preoccuparsi della sostenibilità dei modelli di  sviluppo che appoggia se intende veramente garantire il mantenimento  di  lavoro di qualità e soprattutto duraturo nel tempo, e non
semplicemente fare politica. Il sospetto di una azione speculativa finalizzata ad incamerare lecitamente i soldi del conto energia ed il sospetto che una gestione ampiamente in rimessa non possa dare ad oggi le garanzie necessarie a sviluppare un progetto tanto ambizioso quanto
potenzialmente pericoloso per l’ambiente, non significa accusare le Opere Pie di attività criminale, ma dovrebbe far riflettere Confagricoltura che se vuole realmente tutelare il futuro delle imprese  agricole locali questa è la strada sbagliata. L’istat ci consegna uno scenario ortofrutticolo Umbro desolante, con  produzioni ampiamente al di sotto del fabbisogno regionale,  penalizzando anche lo sviluppo di un commercio di qualità basato sulla filiera corta. Appare quindi insostenibile continuare ad utilizzare il comparto agricolo per coltivare pannelli solari e/o biomasse: si torni  a produrre pomodori, fave, fagioli, zucchine puntando alla costruzione  di un futuro dell’agricoltura umbra anche potenziando le coltivazioni  biologiche a km zero, non ascoltando le sirene estemporanee dei sussidi  di stato per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Consiglio Esecutivo
Movimento Perugia civica

ALTO TEVERE, “SPEZZATURA DEL MAIALE A BORGO DI TOPPO”

3 dicembre 2010

Valtiberina’s fa.ce. è lieta di presentare a tutti i lettori di Good Morning Umbria lo special event di sabato 18 Dicembre 2010.
Riviviamo insieme una delle tradizione più radicate in Alta Valle del Tevere, in una giornata che ci farà riscoprire le nostre origini contadine.

Cecilia Fabrizi

Programma: partenza alle h 10.00 nel luogo di incontro fissato al momento della prenotazione arrivo al Borgo di Toppo, incantevole borgo medievale presso Morra, al confine tra Umbria e Toscana,  illustrazione tecniche lavorazione delle carni, pranzo conviviale tipico, vino rosso incluso, rifinitura tagli di carne e preparazione insaccati, visita piccolo frantoio, degustazione olio nuovo,  tempo libero per godersi lo scenario,  rientro nel pomeriggio.

Costo: 30 euro a persona

Disponibilità di interprete in inglese

per partecipare: contattare Cecilia al + 39 338 46 68 005 –  mail cecilia@valtiberinasface.com

 

 

 

 

Dall’Umbria arriva l’olio bio-organico, ricco di polifenoli e spremuto a freddo entro 4 ore

16 novembre 2010

Premiato ieri sera all’Hotel Cavalieri Hilton di Roma con 5 gocce “ll Fontanaro” dell’azienda agrituristica eco-biologica della famiglia Pinelli.

alina e lucia pinelli

L’azienda nasce  nel 1976, con un’esperienza alle spalle di agricoltori di olive di oltre 3 generazioni caratterizzate da un fedele rispetto della tradizione e delle cultivar previste dalla zona DOP  di appartenenza (Colli del Trasimeno). Produce anche olio, miele e zafferano e l’olioFontanaro è biologico, certificato da ICEA, N.L. 579 dal 2001.

L’Olio del Fontanaro è un olio prodotto con olive Moraiolo, Leccino, Frantoio, Pendolino, e Dolce Agogia coltivate nelle colline del Trasimeno a 400 m s.l.m. Tutti gli uliveti sono iscritti nei registri della DOP.

Per raggiungere l’eccellenza nella produzione dell’olio, nel 2009, l’azienda agrituristica, guidata da Lucia Pinelli Verdacchi ed ora anche dai figli Giovanni ed Alina Pinelli ha ritenuto indispensabile controllare l’intera filiera produttiva acquistando un frantoio della Toscana Enologica Mori, azienda leader nei mulini di piccola e media dimensione.  Avere il mulino all’interno dell’azienda ha permesso  di lavorare le olive entro 4 ore dalla raccolta ad una temperatura massima di 25°C, controllando la velocità di frangitura la gramolazione  e l’estrazione. Il  frantoio  con gramole verticali ha una capacità di circa 3 quintali l’ora.  E’ caratterizzato dal ciclo a 2 fasi denominato “Integrale” perché non utilizza l’aggiunta di acqua di diluizione, al fine di evitare il dilavamento dell’olio, preservando le sue parti aromatiche di maggior pregio. Tali operazioni consentono di ottenere la massima qualità,  la minima acidità e la più alta percentuale di polifenoli. Inoltre l’olio viene filtrato immediatamente dopo la spremitura con un filtro pressa con strati di cellulosa che garantisce un ottimale mantenimento delle caratteristiche di fragranza e freschezza nel tempo.

Così racconta  Lucia Pinelli Verdacchi: “Quest’anno abbiamo iniziato una prima frangitura il 18 ottobre insieme con il nostro oleologo Giorgio Mori con l’obiettivo di valutare le qualità dell’olio con una raccolta molto precoce. La campagna produttiva è terminata il 5 Novembre ed  insieme al nostro Oleologo abbiamo  realizzato  un cru  monocultivar  di Frantoio e di Moraiolo. I risultati delle analisi chimiche e organolettiche della Camera di Commercio di Firenze  ci confermano di aver ulteriormente migliorato i risultati già lusinghieri dell’anno 2009.

Tutte le ulteriori info nel sito: www.fontanaro.it

Famiglia Pinelli – Il Fontanaro, via Montanaro, 64 – 06060 Paciano, Pg  Italy

cell  + 39 338 7338869    +39 338 7408884 – alina@fontanaro.it  lucia@fontanaro.it

“Progetto Raccolta Olive 2010”, invito a partecipare

5 novembre 2010

L’associazione InclusoMe o.n.l.u.s. ,vi invita a partecipare alla  raccolta delle olive, per la realizzazione del progetto “Olioro” 2010, nella meravigliosa cornice dell’ Abbazia di Montelabate. Il progetto “Olioro”, nasce in collaborazione con l’ Azienda Agricola Fondi Rustici di Montelabate e  rientra nel percorso di costruzione di reti territoriali e non , fondamentali per il processo di inclusione sociale, espressione di potenzialità e risorse di quanti vivono il disagio psichico. Il contatto e l’interazione con la natura, hanno sicuramente un effetto positivo sul benessere psicofisico della persona. Studi attendibili dimostrano che gli stimoli sensoriali (tattili, olfattivi, visivi,…) che riceviamo operando in un ambiente verde, riducono lo stress e aiutano a ritrovare un ritmo meno frenetico I membri dell’associazione “InclusoMe” e i volontari esterni oltre alla raccolta delle olive avranno modo di seguire (presso il frantoio dell’ Azienda Agricola Fondi Rustici di Montelabate)  il processo di spremitura, realizzare direttamente l’ imbottigliamento dell’olio, vivendo un’esperienza stimolante  e valorizzante per tutti. Progetti come questo, per persone che convivono con il disagio psichico rappresentano una risorsa e possono assumere una funzione sociale di forte valorizzazione ed inserimento nel percorso terapeutico – riabilitativo individuale.

La raccolta si svolgerà indicativamente dall’ 8 al 20 Novembre 2010, presso i terreni dell’ Azienda Agricola Fondi Rustici di Montelabate.

Tutti i partecipanti saranno ricompensati con forti strette di mano…attività fisica gratuita pic-nic all’aria aperta, bruschettata e grigliata di carne finale e confidando in una cospicua raccolta, olio extra vergine di oliva “OLIORO” per tutti!

I proventi della vendita di “Olioro” saranno devoluti all’ Associazione InclusoMe o.n.l.u.s. per la realizzazione di nuovi progetti e lo sviluppo di percorsi già avviati.

Per informazioni ed adesioni,  075/8012816 o al 349/7151380 gruppo.famiglia@libero.it

valtiberina’s fa.ce. ti porta alla scoperta delle attività più affascinanti dell’Alta Valle del Tevere, e dei suoi protagonisti più curiosi!

2 novembre 2010

Nuove proposte ti aspettano sul sito che sarà aggiornato a breve! Escursioni di mezza giornata per apprezzare al meglio lo spirito del luogo! English intepreter available! diventa fan e scopri lo special event di dicembre!..

Anche dall’olanda con affetto! i nostri amici Paat hanno scelto di avventurarsi in ” i formaggi del pastore + salumi & salami” delizioso mini tour tra le eccellenze della nostra gastronomia, con una incantevole passeggiata nel centro storico di Montone!

Paat nella stalla di Monni

Con Cecilia hanno visitato il caseificio e visto l’antica tecnica di produzione del miglior pecorino! E certo un bell’assaggio non poteva mancare, ma il nostro pastore ha fatto di più…..ci ha pure offerto un generoso bicchiere di vino rosso, proveniente nientedimeno che…dalle fertili vigne del vicino Giuseppe!!

“Lontano dal turismo di massa, vicino al calore degli abitanti, in Valtiberina come

Montone

a casa tua”

E dopo una bella salita tonificante, fin sulla terrazza panoramica di quel delizioso borgo di Montone, patria del valoroso condottiero Braccio Fortebraccio… Giù di nuovo a valle per continuare l’escursione in un autentico salumificio umbro, dove la signora Teresa stava aspettando proprio noi per insaccare le norcinerie della giornata! A contatto tra gli animali, hanno visto come qui, in Valtiberina, ancora oggi le vecchie tradizioni  sono rispettate e a onor del vero hanno seguito tutta la filiera: dall’allevamento al taglio del salame nella piccola bottega!

Salumi Brachini in bella mostra

Il complesso rurale che è anche l’abitazione dei titolari, ospita tutti gli animali da cortile immaginabili… e i nostri ospiti si sono meravigliati di come anche piccioni, colombe e coniglietti sono allevati per finire… in pentola! E una volta seduti tutti insieme attorno al tavolo, una lunga chiacchierata come vecchi amici. Fattasi  una certa ora, però, Teresa doveva preparare la cena!  Il tempo vola quando si sta in buona compagnia; giusto il tempo per un po’ di ghiotto shopping,  la raccomandazione di un buon ristorante e già la nostalgia di dover lasciare un posto così bello.

Un grazie affettuoso ai miei primi ospiti! Arrivederci alla prossima “immersione turistica”! Se volete  fissare un  incontro con Cecilia … via, chiamatela  e seguitela, scoprirete il vero mondo rurale umbro con le sue perle più preziose.

Per info contatta Cecilia Fabrizi  Cell +39  338 46 68 005

Mail cecilia@valtiberinasface.com

Scopri le nuove offerte e lo special event di dicembre su http://www.valtiberinasface.com

L’agricola Romanelli sarà presente a Livorno Food festival

14 ottobre 2010

Con oli extravergine da agricoltura biologica e vino di prima qualità si fa portavoce della produzione umbra nella più importante e ricercata kermesse enogastronomica della Costa Tirrenica. Dopo “I Primi d’Italia”, i prodotti “Romanelli” sbarcano a Livorno.

Olio, vino e natura: sono i tre elementi che si fondono per garantire eccellenza all’agricola Romanelli di Montefalco, nel cuore verde dell’Umbria. Reduce dalla brillante partecipazione ai Primi d’Italia di Foligno come fornitore ufficiale di olio extravergine di oliva biologico, l’azienda continua la sua azione di promozione del patrimonio enogastronomico regionale con la partecipazione il 23 e 24 ottobre alla seconda edizione di Livorno Food festival.  Allestita in sette meravigliose sale dell’NH Grand Hotel Palazzo, è la più importante e ricercata kermesse enogastronomica della Costa Tirrenica. Sarà l’agricola Romanelli a rendere onore all’Umbria tra i produttori vinicoli e di olio in questo festival del gusto. Insieme agli altri espositori, darà vita ad un viaggio incentrato sui sapori che solo l’alta qualità e la genuinità dei prodotti Made in Italy sanno regalare, con tantissimi prodotti da degustare, assaporare e acquistare direttamente.

David Romanelli, giovane titolare dell’azienda:

“È nostra ferrea volontà valorizzare la tipicità dei prodotti del territorio umbro. Siamo molto soddisfatti di aver contribuito al successo dei Primi d’Italia, che ha usato il nostro olio per preparare le sue eccellenti portate che hanno ricevuto largo apprezzamento dalle migliaia di persone accorse. Abbiamo inoltre partecipato alla kermesse con due stores dedicati al nostro vino, presso il rione Pugilli e nella splendida cornice di Palazzo Candiotti. Siamo nati come una piccola azienda, ma nel tempo ci siamo sviluppi ampliandoci con innovazioni e nuovi prodotti, registrando positivi riscontri a livello nazionale. Crediamo molto nella partecipazione ad eventi culturali di diversa portata, sia regionali che nazionali. La prossima tappa sarà al workshop del Livorno Food festival dove pubblicizzeremo la nostra azienda, ma allo stesso tempo intendiamo valorizzare l’intero territorio umbro”.

Agricoltura, bella, complicata, ma non la disprezzo

29 settembre 2010

Floriana Cutini

di Floriana Cutini

L’Agricoltura sta attraversando un periodo nero. E sento di affermarlo a ragion veduta, perché pur non essendo un’esperta in campo economico, lavoro in questo settore da dieci anni e mi sto seriamente chiedendo (e non sono l’unica) se andare avanti o meno con la mia attività.

La debolezza del settore primario, in Italia, non deriva soltanto dalla congiuntura economica, ma da altri due problemi. Il primo è la politica. Negli ultimi anni i Ministri delle Politiche Agricole non sono mai stati né “tecnici” (qualità a quanto pare non necessaria, seppur auspicabile) né tantomeno professionisti del settore. Dunque, mi chiedo come si possano trovare soluzioni pertinenti quando non si conoscono a fondo i problemi che gli agricoltori e le loro aziende devono affrontare. Non solo. La dubbia qualifica di questi politici ha favorito, nel tempo, la “svendita” del nostro settore al prezzo di “favori internazionali”. Il secondo problema è la globalizzazione. Le politiche seguite fino a oggi, allo scopo di abbattere i costi, hanno messo in  concorrenza Paesi (europei e non) dalle realtà economiche e sociali profondamente diverse, ignorando che questi hanno normative, salari e costi di manodopera che non corrispondono a quelli italiani. I cosiddetti “corridoi verdi” lo testimoniano: alcuni Paesi, con una semplice autocertificazione e pagando miseri dazi, importano in Italia e in Europa prodotti la cui qualità non è minimamente paragonabile a quella della nostra filiera agricola. Così, molti prodotti scadenti vengono “ripuliti” e immessi nel mercato europeo a basso costo, eludendo ogni controllo. In un sistema come questo, è possibile una concorrenza vantaggiosa?

Quando più di dieci anni fa iniziai a lavorare in questo settore come giovane imprenditrice, ero mossa dall’ambizione di dare il mio contributo al settore agricolo e di cambiare il destino della mia famiglia in meglio. Ora, nonostante l’amore per la natura e per la mia terra, comincio ad avere qualche dubbio sul mio futuro. Ho un’azienda vitivinicola e agroforestale di medie dimensioni e, devo ammettere, a volte mi chiedo perché non abbia continuato gli studi universitari invece di mollare per questo lavoro.

In questi anni ho combattuto affrontando ogni giorno costanti aumenti di spese e con una burocrazia troppo vincolante. A fronte di ciò, giorno dopo giorno ho visto i miei guadagni precipitare e, con essi, anche la mia dignità. Non si può lavorare sodo e produrre sempre sottocosto.

Le grandi multinazionali premono sui mercati, l’inefficienza dei nostri governi che non considerano più il settore primario essenziale nella sua interezza (bensì al pari di una qualsiasi industria), la ricerca selvaggia del prodotto a basso costo a discapito della qualità e della salute delle persone: tutto ciò contribuisce a distruggere l’Agricoltura. Considerare un settore così delicato al pari dell’industria non è possibile, in quanto i problemi cui è soggetto sono legati a produzioni incerte e fin troppo variabili.

L’attribuzione di fondi comunitari poi, ha contribuito al fiorire di scandalose speculazioni che hanno compromesso lo sviluppo delle aziende meno competitive. In questo modo la concorrenza, ancora una volta, è stata messa a repentaglio (sostituita dai clientelismi) e il risultato, nel complesso, è stato il regresso dell’intero settore.

Questo sistema, indubbiamente, un senso ce l’ha: portare ingenti guadagni nelle tasche di grandi produttori a discapito dei piccoli. A questo punto però mi chiedo: si vuole tutelare anche l’interesse delle aziende meno competitive, oppure no?

La nuova sfida: come riavvicinare il consumatore all’Olio extravergine DOP Umbro

9 febbraio 2010

Dott. Ettore Giacomo Calderoni

 

L’olio extravergine DOP rappresenta una garanzia di qualità che lo attesta come un prodotto sicuro e dalle spiccate caratteristiche qualitative ed organolettico-sensoriali apprezzabili al palato del consumatore.

Nonostante ciò negli anni a livello nazionale si è registrato un calo della domanda in valore espresso come variazione % di acquisti. Secondo indagini ISMEA/Nielsen durante il primo semestre del 2009 si è avuto un calo della domanda di olio DOP a livello nazionale pari al 16.8% rispetto al pari periodo del 2008 e ciò si contrappone ad un aumento delle produzioni certificate pari al 48% in valore. A fronte di questa vasta sproporzione tra domanda e offerta, la quale certamente non viene neanche aiutata dall’attuale crisi economica globale, sarebbe auspicabile mettere in atto un efficacie processo di valorizzazione e promozione attiva di tale prodotto tipico.

L’olio extravergine DOP della nostra regione Umbria è caratterizzato da cinque sottozone (Colli Assisi-Spoleto, Colli Martani, Colli del Trasimeno, Colli Amerini, Colli Orvietani) e vanta il primato di essere l’unico olio a carattere regionale a cui si associa l’elevato standard qualitativo espresso dal suo disciplinare di produzione. Tali connotazioni sono il fondamento per affrontare le sfide del futuro in ogni suo aspetto: da quello nutrizionale-salutistico, a quello turistico ed infine a quello di competere sui mercati nazionali ed esteri.

Sulla base di questi aspetti, la Regione Umbria, le varie associazioni di categoria, gli enti di ricerca scientifica, il Consorzio di tutela dell’olio extravergine di oliva DOP Umbria, la Strada dell’Olio DOP Umbria e le Città dell’Olio raggruppando tutte le loro conoscenze e competenze tecnico-scientifiche dovrebbero divulagare una campagna promozionale del prodotto a 360 gradi a carattere sia educativo che informativo che punti ad evidenziare non solo la sua tipicità ma anche la presenza di caratteristiche proprie di un alimento funzionale , ossia di un alimento con effetto benefico sulla salute dell’uomo. In particolare il Consorzio di tutela DOP Umbria dovrebbe mirare ad una sempre più crescente capacità di valorizzazione, promozione oltre che di controllo del prodotto certificato.

L’aspetto distintivo dell’olio DOP rispetto agli altri oli extravergini non certificati è dato dall’influenza che le condizioni microclimatiche e le variabili tecnologiche hanno sulla composizione finale dell’olio in particolare sui “componenti minori” che rappresentano delle vere e proprie “pillole della salute” grazie alle loro proprietà antiossidanti.

Al fine di rafforzare ulteriormente la valorizzazione di tale prodotto risulterebbe necessario creare una nuova strategia commerciale e turistica che lo differenzi dagli altri prodotti mirando ad orientarsi maggiormente verso l’insieme delle esigenze, aspettative, conoscenze e decisioni di acquisto del consumatore rendendolo consapevole sul beneficio che ne trarrebbe in termini di qualità e salute anche spendendo un euro in più.

Inoltre, negli ultimi anni in Umbria è nato “Frantoi Aperti”, un evento finalizzato alla promozione della cultura dell’olio DOP Umbria in abbinamento con le produzioni agroalimentari tradizionali e in stretto legame con il territorio.

Tale manifestazione si presenta come un itinerario lungo i sentieri dell’olivicoltura e dei suoi protagonisti in Umbria, rappresentati dalla Strada dell’Olio DOP Umbria e, segue i 5 percorsi che vanno a solcare i 5 colli di produzione della DOP Umbria. Il tutto viene arricchito dalla collaborazione del Sistema Museale regionale, per effettuare visite guidate nei musei dell’Olio, delle Associazioni di categoria della ristorazione e di agriturismi ed dei sommelier dell’olio per assaporare i pregi di questo prodotto.

“Frantoi Aperti” rappresenta quindi l’occasione per approfondire le modalità di coltura dell’olivo, le caratteristiche delle diverse cultivar, le innumerevoli espressioni degli oli, le tecniche di degustazione e l’abbinamento con i cibi. Data la grande valenza socio-culturale e di promozione turistico-economica sarebbe quindi auspicabile estendere questo tipo di manifestazione anche nei mesi primaverili-estivi invece di concentrare l’evento solo nel periodo della campagna olearia.

Da una analisi effettuata sulle ultime tre campagne olearie rispettivamente degli anni 2006-2007, 2007-2008 e 2008-2009 in Umbria la campagna olearia 2008-2009 si è chiusa con una produzione di olio extravergine di oliva che è risultata essere il 9,4% più alta rispetto alla campagna precedente 2007-2008 anche se ha registrato un calo del 13,4% rispetto alla campagna 2006-2007.

Ad una produzione così alta, che si attesta ad un 2% di quella nazionale, ha corrisposto una qualità altrettanto elevata. Con una superficie olivata di 27.550 ettari e 6.500.000 di piante d’olivo, l’Umbria riesce a collocarsi tra le aree a più solida vocazione olearia d’Italia.

Concludendo, l’intento principale risulta pertanto quello da una parte di accrescere la cultura dell’olio DOP Umbria e le sue valenze storiche sociali e culturali stimolando sempre più l’interesse del consumatore e dall’altra di consolidare il legame tra sviluppo del prodotto e promozione turistica nel territorio di origine attraverso l’incremento di visite guidate nei luoghi di produzione, frantoi, mostre e feste delle zone tipiche, rendendo così l’olio DOP uno dei capisaldi del mercato sia nazionale e locale che estero.