Archive for the ‘società’ Category

NUOVA SOCIETA’ : LO STRANO FASCINO DELL’INUTILE

22 settembre 2017

Lo spirito non è una fortuna che si compra, ma una miracolosa eredità di famiglia, di cui si deve poi dimostrare di esserne degni. Come ad ogni morte, il capezzale vede un campionario di sentimenti, più o meno dissimulati, in attesa di aprire il testamento del defunto, così il defunto regala a chi l’utile, a chi l’inutile per continuare a vivere. E’ in queste circostanze che la riflessione sulla qualità  dell’eredità, sconfina con un esame di coscienza personale, segreto e silenzioso.

Denari o cultura? Avidità o curiosità? Cose o idee?

E’ innegabile che il fascino dell’utile, del solido, del possesso attragga e sostanzi le aspirazioni più profonde di chi viva con ansia e superficialità questo mondo consumista, tuttavia l’erede di beni immateriali scoprirà il valore silenzioso ma persistente di un lascito di sostanza, che parla al cuore, che rinnova l’idea mai sopita dell’ essere prima che dell’ avere. L’utile e l’inutile sono ombre danzanti al centro del cuore, sono il maggiore ed il minore di pesi e misure che intralciano il sentiero di ogni decisione, fili intrecciati che tramano per carpire pregi e difetti delle nostre idee nascoste.

L’inutile non serve, non vende né compra, non fruttifica o ingombra, non cresce né calcola, conta solo l’infinito, non parla ma intuisce, l’inutile insegna ma non impara, l’inutile fluisce come una corrente ma non corrode né trascina. L’inutile, musica o poesia, tela, pietra, carta o inchiostro che sia, rende però la vita diversa dalla morte, arricchisce e sostiene quel che non pesa, ripulisce ciò che è sporco e risana ciò che s’è lacerato. Le cose inutili sono così inutili che non hanno prezzo, sono disprezzate solo da chi è abituato a pagare.

A cosa servono i fiori?

Il mondo vivrebbe lo stesso, con meno profumi forse, o meno insetti. Invece i fiori servono ad essere belli e a far bello quello che si dispone intorno ad essi. Senza i fiori tutto sarebbe brutto; non più brutto. Brutto e basta! L’inutile infatti è bello, perché fa apparire l’utile brutto. Cosa c’è più inutile dell’amore? Uno spreco di energie, di tempo, sonno, di denaro…Ma l’amore è bello, non costringe, non premedita e non offre garanzie, tuttavia è l’unica arma che difende la mia libertà: e a che serve la libertà se non a riconoscere la mia dignità? Ecco! “L’inutilità” dell’amore serve a non smarrire la via che porta al bene, perché io sono il mio bene. Immagina un mondo senza l’inutile, un mondo tutto popolato da cose utili, dove nulla di ciò che esiste diventa inutile, dove tutto viene utilizzato per controllare, dirigere, reprimere e facilitare, dove anche la trivialità, la avarizia, la impazienza, la violenza siano utili e praticate: un mondo proprio come questo che stiamo vivendo…  © Massimo Capacciola

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NUOVA SOCIETA’: IL PENSIERO IGNORANTE

18 settembre 2017

“L’ignoranza è una rete piena di buchi tenuti insieme da uno spago di sapere”.

Per quanti sforzi abbia fatto, non sono riuscito a trovare una migliore definizione dell’ignoranza , e dire che al tempo dello strapotere della tecnica, il concetto di ignoranza assume un ruolo decisivo, agli occhi di un’umanità confinata nell’angolo angusto di una conoscenza sempre più imperfetta. (more…)

ME LO COMPRI, PAPÁ?

16 maggio 2017
IL DIGITALE PER I BAMBINI, SIAMO SICURI CHE VA TUTTO BENE?
bambini-380x280Niente è più stupido che disprezzare la stupidità umana e farne ampio uso allo stesso tempo; le nostre abitudini sciocche ci condizionano l’esistenza e proprio per questo continuiamo a farne uso anche se avvertiamo la pericolosa tendenza a rincitrullirci. La più perfida delle invenzioni, peraltro utilissima (!) indispensabile (!), insostituibile(!), è lo smartphone (lett: telefono intelligente), impropriamente chiamato telefonino, tanto per definirne la assoluta utilità e alleggerire la coscienza per il diverso uso che se ne fa.

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L’ARTE DELLA VERGOGNA

12 novembre 2016
vergognaTra i tanti sentimenti che la modernità ha riposizionato nell’ampio recinto della nostra
autocoscienza, quello della vergogna è certamente il più fragile, il prototipo di un’insostenibile instabilità, quello che da solo potrebbe sgretolare l’impassibilità di una maschera, imposta come estrema difesa contro l’ineluttabile, maligno senso di colpa. Impossibile non ricordare l’origine  antropologica del vergognarsi: i primi capitoli della Bibbia (Genesi) illustrano con brevi e fulminanti strofe, la vergogna di Adamo ed Eva quando si scoprirono nudi e pertanto provarono vergogna, nascondendosi alla vista di Jahvè.

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LACRIME COME SE PIOVESSE, “Ci sono persone che, lacrimando per mestiere, non hanno mai pianto.”

12 ottobre 2016

piantoSarà per non aver vissuto la tragedia della guerra, la povertà e l’indigenza del Terzo e Quarto mondo, sarà che lo slogan  preferito da noi sessantottini era “una risata vi seppellirà” comunque sia, la mia generazione ha perduto l’abitudine al pianto, la frequentazione con la rassegnazione disperata. O meglio, senza la partecipata presenza di pubblico attonito. Questo è il punto: da sempre il pianto è stata la spontanea, sincera, appagante (more…)

UNICREDIT: Due cyclette per l’Associazione “Amici del Cuore” di Città di Castello

27 luglio 2016

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Grazie ai contributi raccolti con Carta Etica, la speciale carta di credito che, senza alcun costo aggiuntivo per il titolare, devolve il 2 per mille di ogni spesa effettuata per iniziative sociali

Si è tenuta oggi 26 luglio presso la sede dell’Agenzia UniCredit di Città di Castello la cerimonia di consegna delle due cyclettes che l’Associazione Amici del Cuore Onlus ha acquistato con il contributo di Unicredit. (more…)

All’ Isola del Libro si parla del “Processo in Italia”. Davigo, Cardella e il tema della giustizia

6 giugno 2016

isolaUn pomeriggio ad Isola del Libro Trasimeno per parlare di giustizia in Italia, con due ospiti come Piercamillo Davigo, presidente dell’Anm e Fausto Cardella procuratore generale presso la Corte d’appello di Perugia. I due magistrati, hanno svolto carriere in parallelo, confrontandosi con le massime inchieste della storia del nostro Paese. Negli stessi anni in cui Davigo faceva parte del pool di “Mani pulite”, Cardella era in Sicilia ad affrontare le indagini sulle stragi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. (more…)

Nuova Società: LA FAVOLA DELLA MORALE

6 giugno 2016
bambinoChi avrebbe mai pensato che nell’odierno Giappone, ci fossero fitti ed inesplorati boschi, luoghi remoti ed isolati entro cui perdersi? Beh! Un paio di genitori moderni, nient’affatto misericordiosi né votati alla passività pedagogica, quelli che …
Tanto la strada li educa prima della famiglia, hanno volutamente abbandonato il loro figlio di sette anni, a scopo educativo, proprio in una fitta boscaglia isolata ed isolata.

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Società: A PROPOSITO DI GIOVENTU’ BRUCIATA

2 giugno 2016
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Sara di Pierantonio

Orrore e sconcerto ha provocato la notizia dell’ennesimo efferato delitto passionale in cui una giovane donna è stata barbaramente uccisa dandole fuoco, come si dà ad un cumulo di immondizie, lungo una strada di periferia romana. La colpa? Aver interrotto un rapporto affettivo per l’esaurirsi del sentimento stesso. Le tenebre non sono semplicemente assenza di luce, ma sono una realtà solida, dura ed iniqua, una sorta di mondo perverso abitato da una popolazione famelica che pretende obbedienza e sottomissione. Come altro si può definire la personalità distorta di un giovane innamorato, che con spietata premeditazione, elimina con il fuoco la persona amata che non più corrisponde nel sentimento? (more…)

NUOVA SOCIETA’ ? LA MACCHINA PER I PIZZICOTTI

26 maggio 2016
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Ivan Pavlov

La realtà in cui viviamo spaventa per la confusione ed il disordine su cui edifica le proprie basi e le idee che vengono diffuse per porre rimedio agli eccessi o ai difetti, paiono più terrificanti della realtà stessa. Il canone estetico della bellezza moderna ha finora preteso di asserire la propria verità senza dare ricette su come praticarla: tutti in forma, tutti sani, belli, smilzi, eleganti, abbronzati, disintossicati, felici e sorridenti. Non importa se per raggiungere questo paradigma ci si dovrà assoggettare a trattamenti crudeli o rischiosi. Digiuno, bisturi, psicoterapia, farmaci, palestra, l’importante è condividere l’idea della forma perfetta, a qualunque età. Credevamo che fosse proprio così, noi poveri ingenui che abbiamo sempre ritenuto faticoso, perseguire virtù antiche oppure evitare vizi corrosivi nella lotta contro il male, il nulla. (more…)

GOOD MORNING UMBRIA o GOOD NIGHT?

9 maggio 2016

giornaliRiceviamo e pubblichiamo

Il compito degli strumenti di comunicazione, come l’utilissimo “Good Morning Umbria” che ogni tanto mi usa la cortesia di pubblicarmi, dovrebbe essere quello di informare con immediatezza sulla realtà locale umbra, ma anche di contribuire ad acquisire, seppur in minima parte, la consapevolezza di essere una parte della coscienza civile e morale nazionale. Non si tratta di deformare o influenzare opinioni individuali, ma di considerare come funzione necessaria per noi tutti, quella di possedere ed alimentare la “cultura del vivere civile” senza ritenere questa parola, la somma di cose cui si guarda con sospettosa indifferenza. (more…)

Società: Siamo convivendo con un elefante in salotto?

6 maggio 2016

elefante1Parafrasando una celebre poesia di Sergio Endrigo degli anni ’70 mi accingo ad una sorta di carotaggio geologico nel terreno roccioso o fangoso (fate voi) delle nostre convinzioni profonde di italiani in crisi.

Il freddo polare che ha invaso il nostro benessere condito d’illusoria speranza  (cioè che la crisi prima o poi sia destinata a passarci sopra senza danni eccessivi) è molto probabilmente la conseguenza e non la causa dei nostri tempi limacciosi e maleodoranti. Conseguenza di un progressivo e costante degrado (more…)

Società:L’UMBRIA NON E’ UN PAESE PER GIOVANI

2 maggio 2016

571px-Madonna_del_parto_piero_della_FrancescaA pochi chilometri dal confine nord della nostra regione, in direzione tosco-romagnola, c’è una piccola frazione abbarbicata sopra un piccolo rilievo dell’Alta Valle Tiberina detto mons Herculis (il monte di Ercole) donde il nome Monterchi, in provincia di Arezzo (fino al 1939 in provincia di Perugia).

Questo borgo, a ridosso del più noto Borgo San Sepolcro, ospita, in un piccolo museo di campagna, uno dei più celebri affreschi di Piero della Francesca e, per la sua inconfondibile iconografia credo, di tutta la storia dell’Arte italiana. (more…)

“SE DIO NON ESISTE TUTTO E’ PERMESSO” Mariella Cutrona risponde a Massimo Capacciola

22 aprile 2016

Nel continuare ad onorare la mia garbata cortesia nel confrontarmi con il prossimo ribadisco che: dall’umanesimo definito come movimento ideologico-culturale che afferma la dignità degli esseri umani e che caratterizza una grande fiducia nell’intelligenza umana parte la citazione a Pico della Mirandola e alla sua opera letteraria il De dignitate hominis.

E non dal mio non professare la fede cristiana.

Preferisco la chiesa invisibile alla chiesa visibile …ma ciò non toglie che io non creda in un essere superiore che sta più in alto degli uomini…altrimenti esisterebbe una spiegazione per tutto. Per quanto riguarda il suo quesito posto in merito a Dio e all’assolutezza della legge morale, uno dei postulati della ragione pratica di Kant prevede l’esistenza di Dio. La stessa vita morale rimanda a Dio: non nel senso che la legge morale e la sua obbligatorietà si basi su Dio, ma nel senso che Dio è basato, cioè è rivelato dalla legge morale. Non dobbiamo considerare certe azioni come doverose perché sono precetti di Dio, ma dobbiamo considerarli come precetti di Dio perché sono interiormente doverose. Secondo Kant è la religione che si basa sulla morale e non viceversa. La religione è infatti la legge che è in noi, in quanto riceve autorità da un Giudice: è la morale applicata alla conoscenza di Dio. Se la religione non è integrata dalla morale, essa non è che implorazione dei favori celesti. Kant identifica religione e morale, ad assorbire la prima nella seconda.

Mariella Cutrona

 

 

 

 

 

“SE DIO NON ESISTE, TUTTO E’ PERMESSO” (F. Dostoevskij, I fratelli Karamazov)

21 aprile 2016

(Risposta a Mariella Cutrona)

Ringrazio la gentile signora Mariella Cutrona non solo per la sua garbata risposta al mio scritto ma più ancora perché ha avuto la bontà di leggermi, forse incuriosita dal tono ironico del titolo circa il carattere del popolo (pardon) della “gente” italiana. Lungi da me entrare in polemica, ancorché soffice ed educata come la sua cortesia, devo però reclamare una diversa opinione circa la vexata quaestio sulla autodeterminazione dell’uomo. Mi spiace insistere sul fatto che, come ogni controversia di carattere metafisico, il dialogo assomigli ad un concerto tra sordi: l’autodeterminazione dell’uomo non è una conquista, (se vuole aggiungo “solo”) frutto della creatività dell’uomo ed, aggiungo io, per fortuna, perché se così fosse ci incammineremmo a grandi passi verso la catastrofe distruttiva del soggettivismo relativista che tende a fare dell’uomo e della sua dignità “ontologica”, uno sgabello per ogni sorta di licenza bioetica (ad es. aborto, eutanasia, teoria gender, manipolazione e cosificazione della procreazione, etc). Sono costretto a ribadire alla persona Mariella Cutrona, la quale suppongo non professi la fede cristiana in quanto quello che personalmente riteneva Giovanni Pico conte della Mirandola e, dopo di lui, ben più motivatamente, Immanuel Kant, non corrisponde con quanto invece mi costituisce da cattolico (e perciò peccatore!). L’uomo non è fine a se stesso e la morale kantiana, che svincola la volontà dall’atto del conoscere, determina lo sviluppo dell’autodeterminazione dell’uomo senza freni e senza limiti! L’uomo non è fine a se stesso ma è finalizzato a Dio. Certo, l’uomo ha una dignità superiore a quella degli animali, ma almeno a giudicare da quel che pensano alcuni campioni dell’ecobiosofia attuale, non sembra proprio che la pensino proprio tutti allo stesso modo. Il fondamento di questa dignità è trascendente: l’uomo è fatto ad immagine di Dio ed in vista di Lui. Ovvio che invece chi la pensa come Kant, oltre la dimensione dei fenomeni, nulla v’era di causalità nè finalità: Dio diviene  solo un postulato, altrimenti la vita morale perderebbe di assolutezza. Domanda: Dio deriva dall’assolutezza della legge morale o piuttosto è l’assolutezza della legge morale che deriva da Dio?

Con ossequio

Massimo Capacciola

Commento a: Società: “SPIRITO DEL POPOLO” NON SIGNIFICA ALCOOL PER TUTTI

20 aprile 2016

di Mariella Cutrona

Gentile Direttore,  desidero commentare l’articolo, a firma di Massimo Capacciola,  citato nel titolo sperando di avere dignità di pubblicazione

“Ho letto con attenzione e mi sovviene alla mente Pico della Mirandola. Nel De Dignitate Hominis egli pone le basi dell’uomo come padrone del proprio destino, come libero creatore della propria dignità. La dignità dell’uomo non più ontologicamente costitutiva dell’uomo in quanto creato da Dio, ma è una conquista frutto della creatività dell’uomo.L’Umanesimo…quella Humanitas che indica le discipline atte a sviluppare nell’uomo quelle capacità che gli consentono di sviluppare la propria dignità di uomo capace di costruire un futuro. L’humanitas che appartiene a pochi…oggi a chi possiede la coscienza per esempio di andare a votare per esprimere il proprio dissenso!!!… (more…)

Società: “SPIRITO DEL POPOLO” NON SIGNIFICA ALCOOL PER TUTTI

20 aprile 2016

Sentirsi italiano o, per meglio dire, essere italiano, non è semplice oggi. Forse nell’epoca rinascimentale avrebbe potuto essere un motivo di vanto ed orgoglio, ma a quel tempo l’Italia, come forma politicamente compiuta, non esisteva ancora.

la pietà di michelangelo buonarroti

La Pietà di Michelangelo Buonarroti

La tradizione di un passato glorioso, talora persino ingombrante nella sua nostalgica persistenza, l’oggettiva sensibilità per la bellezza formale come riflesso divino, la consapevolezza cosciente di non poter più essere degni del nostro passato che non passa, la presenza costante e pressante di un centro religioso pervadente ed invadente, ma anche irrinunciabile, hanno forgiato le caratteristiche sostanziali di un popolo (?) che stenta a sentirsi tale ma che non per questo si dimette dal consesso delle genti. Una sorta di cortesia intellettuale ci porta a preferire la parola ambigua “gente” al posto della più significativa “popolo”, per definire la nostra appartenenza ad una terra che, questo sì, sentiamo di abitare per diritto divino. (more…)

Aiuto!!!!! Come diventare delle strafighe sui social grazie ai selfie?

18 settembre 2015
Emanuela Corsi

Emanuela Corsi

Ok, lo ammetto … io nei selfie vengo proprio un cesso (scusate il francesismo)! Ci ho provato e riprovato. Davanti allo specchio del bagno, in camera, sul lettino dello stabilimento balneare, le ho provate tutte … ma niente! Non so che angolazione prendere. Se la prendo dall’alto sembro ET (ovviamente per il testone e le rughe!) che dice “telefono –selfie- casa”. Una versione 2.0. Se la prendo frontale mi viene il nasone, labbra piccole, faccia di “vastedda” (gli amici siculi capiranno) e quindi ci rinuncio. Anche l’Iphone me lo chiede con pietà e si impalla! Se la prendo dal basso, non ne parliamo. Il doppio mento mi fa sembrare Peter Griffin. Quindi, mi chiedo, care donne, come cacchio fate a sembrare delle porcone con un autoscatto fatto col cellulare? Ci sono dei corsi di selfie (magari su Groupon) di cui non so nulla? Ci vuole talento?? (more…)

Uber e sharing economy, servizio da ricchi , ma non è tutto oro quel che luccica

11 giugno 2015

uriSgomberiamo subito il campo dagli equivoci. Qui non si tratta di dar ragione ai tassisti, tantomeno a quelli – come ne esistono – disonesti, scortesi e inefficienti; ma neanche a quelli che proprio grazie alla concorrenza di Uber – giudicata sleale in decine di città e Paesi del mondo, non solo in Italia dal Tribunale di Milano – hanno colto l’occasione per migliorare alcuni aspetti del servizio offerto. E neanche si tratta di giustificare il presunto ritardo normativo da “Italietta” arretrata, che vorrebbe tutelare un servizio preistorico come quello del tassì anziché proiettarsi nel futuro. Anche perché questo compito, cruciale nel dirimere l’annosa vicenda Uber, spetterebbe e spetta – prima che al legislatore italiano, come chiesto ieri dall’Authority – alla Commissione europea, che secondo quanto sostenuto dal Financial Times ad aprile ci starebbe seriamente pensando, per porre fine al caos di corsi e controricorsi nei singoli Paesi. (more…)