Archive for the ‘Spiritualità’ Category

La beatificazione di Madre Speranza rinnova e richiama la spiritualità della nostra terra umbra

7 luglio 2013

La città di Todi si unisce con gioia alla Famiglia dei Figli e delle Ancelle dell’Amore Misericordioso per la notizia della firma da parte del Santo Padre Francesco del decreto di Beatificazione con il quale viene elevata agli onori (more…)

PALA D’ALTARE “SAN BONAVENTURA” DELL’ARTISTA MASSIMO BIGIONI.

5 luglio 2013

Il 14 Luglio, 2013 h. 18,00 sarà inaugurata la “Pala dell’altare della chiesa parrocchiale di Villa Gizzi”, Leonessa Rieti.

Interverranno alla cerimonia, Padre Carmine Ranieri, Padre Provinciale dei Cappuccini , Aquila, P. Anavio Pendenza, parroco della parrocchia di (more…)

Assisi, Celebrata la Beata Angela Da Foligno

22 giugno 2013

Assisi, Sala Romanica Sacro Convento San Francesco: celebrata la figura della Beata Angela Da Foligno. Presenti all’incontro il Cardinale Giuseppe Betori (more…)

GMG 2013: GIOVANI CUSTODI DEL CREATO. PRESENTAZIONE MANIFESTO AMBIENTE PER GIORNATA MONDIALE GIOVENTÙ

18 giugno 2013

La Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù del Pontificio Consiglio per i Laici e il Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare presenteranno il manifesto per l’ambiente della Giornata Mondiale della (more…)

Il Santuario di Mongiovino nell’Angelus di Papa Francesco di Domenica scorsa 9 giugno

12 giugno 2013

papa-angelus-ok_84223-L0x0Da San Pietro, domenica 9 giugno scorso, Papa Bergoglio ha salutato con affetto, tra gli altri,  le Confraternite e i volontari del Santuario di Mongiovino, un graditissimo ed importante segnale che incoraggia tutti noi ad andare avanti nel nostro incondizionato impegno per questo Santuario che rappresenta un grande valore sotto l’aspetto culturale, turistico e pastorale per Panicale e non (more…)

CON IL CUORE NEL NOME DI FRANCESCO, IL FOULARD DELLA SOLIDARIETA’ TINTO DAL MAESTRO CUTULI, RIPRODUCE AFFRESCO GIOTTESCO

6 giugno 2013

FOULARD E FRATIUn velo al naturale, rispettoso dell’ambiente, tinto come ai tempi di Francesco d’Assisi per riprodurvi una delle più famose scene giottesche della Basilica superiore di Assisi. E’ il foulard della solidarietà, opera del maestro Claudio Cutuli, che sarà presentato venerdì alle 16.00 in occasione della conferenza stampa di ”Con il cuore, nel nome di Francesco”. Per il secondo anno (more…)

PAPA AD ASSISI: FRATI BASILICA SAN FRANCESCO, GIOIA E CAMAPANE A FESTA PER PROSSIMO ARRIVO

24 maggio 2013

“Un fragoroso applauso della comunità del Sacro Convento di Assisi e il suono a festa delle campane della Basilica di San Francesco, hanno espresso la gioia con la (more…)

Papa Francesco ad Assisi il 4 ottobre, gratitudine del sindaco Ricci

24 maggio 2013

papa 2Il Sindaco di Assisi Claudio Ricci, nell’apprendere da Sua eccellenza il Vescovo di Assisi Mons. Domenico Sorrentino (a cui dobbiamo “molta gratitudine”), la “conferma della visita di Papa Francesco” in Assisi per il prossimo 4 ottobre 2013, “festa nazionale di San Francesco Patrono d’Italia”, esprime ” commossa gratitudine al Santo Padre Francesco”, assommate con i sentimenti di tutta la Serafica città di Assisi. (more…)

MONGIOVINO: ANCORA MOLTE LE INIZIATIVE NEL MESE DI MAGGIO PER I 500mo COMPLEANNO DEL SANTUARIO

17 maggio 2013

Un mese di maggio ancora ricco di iniziative a Mongiovino, sempre nell’anno del 500mo anniversario che ricorda il miracolo della moltiplicazione dei pani. Domenica scorsa il pellegrinaggio da Castiglione della Valle, l’unico ancora rimasto che si rinnova ininterrottamente da 500 anni, ha sopravvissuto a (more…)

TORNA RATZINGER. PER LA 1° VOLTA DUE PAPI IN VATICANO

2 maggio 2013

Castel Gandolfo, Papa Francesco incontra BenedettoPer la prima volta nella storia della Chiesa, all’interno delle mura della Città Leonina, conviveranno due Papi.

Un tiepido sole ha, infatti, fatto da cornice al il ritorno di Benedetto XVI in Vaticano due mesi dopo la sua partenza in elicottero verso Castel Gandolfo. Quel giorno, a salutare Papa Benedetto, che (more…)

Si è spenta a Roma Suor CLARA BONI di Montefalco

9 aprile 2013
Suor Clara Boni

Suor Clara Boni

Una “Figlia di Obbedienza” che dedicava la vita alla Società ed ai Giovani.

di RMG

Suor Clara Boni si è spenta a Roma all’età di 84 anni. La religiosa era entrata giovanissima nell’ordine delle Suore Dorotee di Santa Paola Frassinetti, presso il Convento sito all’epoca a Montefalco (dove (more…)

Papa Francesco conferma la visita ad Assisi

4 aprile 2013

Papa Francesco  ha risposto. Con una lettera ufficiale dalla Santa Sede il nuovo pontefice ha “accolto con particolare gradimento” l’invito rivolto dal vescovo di (more…)

PASQUA DI RISURREZIONE: AL VIA LE CELEBRAZIONI SACRO CONVENTO ASSISI

29 marzo 2013

Inizia oggi, giorno che ricorda la Cena del Signore, il Triduo pasquale: ed è “invasione” di pellegrini nella città di San Francesco. In questo momento particolare per la Chiesa sono giunti ad Assisi da tutto il mondo turisti e pellegrini per le celebrazioni di Pasqua e per “scoprire” la figura di (more…)

FRANCESCO, PAPA DEI POVERI O DELLA LIBERTA’?

23 marzo 2013

PAPA: FRANCESCO, MISERICORDIA VERSO LE ANIMEI superstiziosi e gli appassionati di profezie hanno di che scrivere: un Papa che arriva al soglio dopo l’abdicazione del precedente (prima volta che succede in quasi 600 anni), che per primo arriva dal Nuovo Mondo, che per primo sceglie il nome di Francesco e, sempre per primo, è un gesuita. E i gesuiti, si sa, sono un corpo ecclesiastico il cui generale è considerato il “Papa nero”, o “anti-Papa”. È la prima volta, dunque, che i gesuiti esprimono Papa e anti-Papa.

Chi credeva nella profezia del Papa nero, quale ultimo pontefice della storia della Chiesa, è convinto di aver avuto ragione, anche se sul balcone di San Pietro non è comparso un africano.

Mettiamoci anche il fulmine sulla cupola di San Pietro, immortalato dal (more…)

IL SANTUARIO DI MONGIOVINO DI NUOVO SULLA RIBALTA TELEVISIVA NAZIONALE DI RETE 4

23 marzo 2013

mongiovinoPer il secondo anno consecutivo il Santuario di Mongiovino può vantare un importante vetrina nazionale, infatti domenica 24 e domenica 31 marzo prossimi, giorno delle Palme e di Pasqua, ritornerà la Santa Messa celebrata in diretta televisiva su RETE 4, alle 10 del mattino. La Confraternita del S. Sacramento in Mongiovino e i volontari del Santuario esprimono grande soddisfazione per il fatto che questo importante monumento, che fa parte del più

prestigioso patrimonio storico-artistico nazionale, abbia attirato da qualche (more…)

Il Papa: “Così ho pensato a Francesco d’Assisi”

21 marzo 2013
Papa Francesco

Papa Francesco

Il Sindaco di Assisi Claudio Ricci ha appreso, con “ampia gioia a gratitudine” come il Papa “ha pensato al nome di Francesco d’Assisi” (nei momenti dell’elezione a Pontefice).

Le motivazioni Valoriali legate agli ultimi (sostegni ai poveri), le guerre (con la necessità di dialogo e (more…)

Francesco I è il nuovo Papa, l’elezione accolta con speranza e gratitudine da Assisi

13 marzo 2013
Papa Francesco I

Papa Francesco I

Con “ampia commossa emozione” il Sindaco di Assisi Claudio Ricci ha accolto la notizia dell’elezione del nuovo Papa che ha voluto prendere il nome di Francesco I segno di come “lo Spirito di Assisi, i valori di umiltà, dialogo, dignità per ogni persona e senso della comunità” siano nuovamente “posti dalla storia” all’attenzione di ognuno di noi.

Assisi, nel nome di Francesco e Chiara, accoglie con “gratitudine questo segno” e con rinnovato impegno, istituzioni civili e religiose, continueranno a camminare con lo spirito della “Seraphica Civitas” per il bene e il bello in linea con il ruolo che la storia ha assegnato alla terra di San Francesco d’Assisi e all’Umbria.

Il Papa, scegliendo Francesco I come nome, ci invita a ritrovare il senso dei valori legati alla persona e ai piccoli gesti umili della quotidianità che edificano, nella “fratellanza e nell’amore il cammino insieme” (come citato da Papa Francesco I).

 

PAPA: BASILICA ASSISI, CAMBIO DI STEMMA IN ATTESA NUOVO PONTEFICE

6 marzo 2013
Padre Vladimiro

Padre Vladimiro

Rimosso questa mattina lo stemma di Papa Benedetto XVI dalla facciata della Basilica Inferiore di San Francesco d’Assisi. Un rito che si rinnova dalla costituzione delle Basiliche Papali in attesa del nuovo Pontefice. Sarà padre Vladimiro Penev, il frate più anziano del Sacro Convento di Assisi, a riprodurre lo stemma del futuro Papa che verrà apposto sul protiro bella Basilica Inferiore di San Francesco. Per il francescano sarà il quinto dopo quelli di Papa Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

Benedetto XVI, L’Umiltà di Pietro

25 febbraio 2013

Photo1 (2)Qualche giorno fa, rileva il Sindaco di Assisi Claudio Ricci, l’Avveniva (direttore l’assisano Marco Tarquinio) sintetizzava i Valori del gesto di conclusione, del Pontificato di Benedetto XVI, con il titolo “L’Umiltà di Pietro”.

Dopo aver appreso “l’Angelus di oggi”, sintesi del suo saluto, la città di Assisi é grata a questo Pontefice la cui (more…)

LA DECISIONE DI BENEDETTO XVI: UNA RINUNCIA UMANA O UNA VITTORIA DELL’AMORE DIVINO?

25 febbraio 2013

Pope Benedict XVIL’umanità cristiana e non cristiana si sta ponendo questa domanda che sembra alimentare le più svariate teorie , dalla mera stanchezza personale del Pontefice alla più complessa tesi del complotto interno alla Chiesa. L’unica certezza è che (more…)

Non habemus Papam

12 febbraio 2013

Benedetto XVI tiara idi Costanza Bondi

Incredulità, stupore, sconcerto, misti a curiosità, perché no? È uno scherzo, ci si domandava ieri? La solita bufala di Faccialibro? Una twittata impazzita? Uno scoop di cattivo gusto? Niente di tutto ciò: la Provvidenza ha i suoi piani e non si cura dei pronostici… Siamo, infatti, semplicemente di fronte a una forma di umanizzazione del papato. Ebbene, sì. Abbiamo “scoperto” che anche il Papa è un uomo, in carne e ossa, al pari di un qualsiasi nostro vicino di (more…)

Benedetto XVI l’orso di Dio

11 febbraio 2013

papa-benedetto-xvArticolo scritto dopo l’elezione a papa, ci sembra interessante riproporlo

Chiamato a Roma da Giovanni Paolo II come custode della Dottrina della Chiesa

E’ difficile giungere dopo….Qualcuno, specie se quel Qualcuno si chiamava Karol Wojtyla! Dopo il Papa delle masse oceaniche, degli atteggiamenti spettacolari e dei discorsi tonanti che risuonavano nelle sterminate pianure del mondo che si riempivano di folle strabilianti ed impetuose, arriva questo, apparentemente fragile e sobrio, Cardinale di curia. Nato in Baviera, il Lander più “ romano “ tra le genti (more…)

ARTE E SPIRITUALITA: Realizzate due opere di Massimo BIgioni che rappresentano San Giuseppe di Leonessa

4 dicembre 2012

IN OCCASIONE DELL’ARRIVO DELLA SANTA URNA CONTENENTE IL SIMULACRO DI SAN GIUSEPPE DA LEONESSA, L’ARTISTA MASSIMO BIGIONI REALIZZA, SU COMMISSIONE DELLA CONFRATERNITA DEL SUFFRAGIO, DUE OPERE SULLA VITA DEL SANTO.

San Giuseppe orante davanti la Madonna del soccorso

San Giuseppe orante davanti la Madonna del soccorso

Il 10 novembre 2012, presso il santuario di Colle Collato di Leonessa, è stata collocata l’urna con il simulacro di San Giuseppe di Leonessa, proveniente dalla Chiesa di San Tommaso di Lama di San Giustino ,  per volontà della confraternita di San Giuseppe del Suffragio. In onore di San Giuseppe e per l’occasione dell’evento, l’artista Massimo Bigioni ha realizzato due meraviglie sulla vita del santo:

– San Giuseppe dona il cordone ad una famiglia di Lama;

– San Giuseppe orante davanti la Madonna del soccorso.

Queste due opere vanno ad aggiungersi alla precedente donata dal creativo leonessano, al santuario, che aveva raffigurato il santo liberato dalla prigionia in terra di Costantinopoli, in uno dei suoi tanti pellegrinaggi.

Il Santuario di San Giuseppe di Leonessa è un centro di preghiera e meta di numerosi pellegrinaggi. Grazie all’opera dei Cappuccini di Leonessa e della confraternita che insieme, si occupano della cura pastorale e “nuova evangelizzazione” per i cristiani che hanno perduto il (more…)

Movimento per il rinnovamento spirituale: Un manifesto per migliorare il mondo

5 novembre 2012

La crisi attuale sembra essere prettamente economica, ma quello che viviamo è soprattutto l’effetto di una crisi culturale e dei valori. La concezione materialistica del mondo, che tende a ridurre la coscienza a una semplice manifestazione del cervello, ha prodotto una profonda crisi morale, perché ha espropriato l’uomo del principio di responsabilità. Nessuno si sente (more…)

Cannara: “Sulle orme di Francesco piantiamo la speranza”

25 ottobre 2012

Venerdi 26 ottobre 2012 ore 9.30

L’evento organizzato per venerdi 26 ottobre nasce dal progetto finanziato dalla Coop Centro Italia Sezione Soci Francigena che ricomprende i territori di Assisi, Bastia, Cannara e Valfabbrica su (more…)

Il Cortile dei Gentili. Dialogo tra credenti e non credenti nella Basilica di San Francesco

20 settembre 2012

Assisi dal 5 al 6 ottobre 2012

In occasione dell’Anno della Fede, indetto da Papa Benedetto XVI a partire dal 12 ottobre 2012, il Cortile dei Gentili vuole raccogliere e dare forma al grido spesso silenzioso e spezzato dell’uomo contemporaneo verso un Dio che per un numero crescente di persone rimane un “Dio (more…)

IN HOC SIGNO: La Croce nell’arte, nella cultura e nella fede

7 settembre 2012

La visio di Costantino del 312, aldilà dei risvolti storico-politici, costituisce un evento simbolico di straordinaria importanza per la storia della fede cristiana, per la cultura europea, per la storia dell’arte in generale e dell’arte sacra in particolare. Dopo quell’evento e quello dell’anno (more…)

PELLEGRINAGGIO ad ASSISI del GRAN PRIORATO di ROMA del Sovrano Militare Ordine di Malta

7 settembre 2012

sabato 8 settembre 2012

Il tradizionale Pellegrinaggio ad Assisi alla Basilica S. Maria degli Angeli per venerare l’Icona di Nostra Signora del Monte Fileremo, protettrice del Sovrano Ordine avrà  luogo sabato 8 settembre ore 11, come sempre in occasione della festa della Natività della B.V. Maria, alla presenza di S.E. il Gran Priore di Roma Frà Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto

Montefalco: 150° Anniversario dalle Apparizioni della Madonna della Stella a Righetto Cionchi

4 settembre 2012

RAI 1 Trasmetterà la Santa Messa del 9 Settembre 2012

di R.M.G.

Presso il Santuario Mariano e Passionista della Madonna della Stella (Montefalco) dal 30 Agosto all’8 Settembre 2012 è in programma un importante Anniversario, quello delle Apparizioni della Madonna della Stella al fanciullo Federico (o Righetto) Cionchi.

A suo tempo (con precisione nell’Autunno del 1862) il buon “Righetto” (come viene popolarmente chiamato) di soli anni cinque risultò essere (more…)

Castello di Torchiagina: 6° Rassegna ecologico-ambientale sul sentiero francescano

28 agosto 2012

Assisi, località Torchiagina di Assisi Via della Torre, 5

 SEGRETERIA ORGANIZZATIVA telefono 075.8039372

Scorre inesorabile il tempo! Abbiamo già consumato buona parte del fatidico 2012, preconizzato

Vittorio Marchi

da tanti veggenti e tante culture come lo spartiacque tra due ere: la fine di una civiltà e l’inizio di un’altra. L’incontro annuale di “Cun tutte le creature” non può ignorare questa circostanza. Se i veggenti e le profezie hanno un fondamento di verità dovremmo essere in grado di leggere e identificare i sintomi della fine, ma anche di individuare i segni del nuovo che germoglia. Avremo la possibilità di approfondire in un clima sereno e informale queste tematiche con ospiti e esperti d’eccezione. Con Vittorio Marchi,  ( venerdi 21 settembre ore 17,30) noto fisico dell’Università Sapienza, autore di varie pubblicazioni in cui, con un approccio multidisciplinare e grande competenza, cerca di portare alla luce una verità tanto antica e tanto attuale, ma sempre ignorata, nascosta e (more…)

Il “Mistero” di Italia 1 a Perugia: LA TELA “DEMONIACA” PIU’ GRANDE AL MONDO, situata nella Basilica di San Pietro

29 giugno 2012

di Antonio Ricciuti (San Martino Sulla Marrucina – CH)

Una puntata davvero scioccante quella di Mistero (Italia 1) andata in onda i primi del mese di Giugno 2012 sui Quadri Esoterici. Le telecamere della Mediaset si sono situate a Perugia, presso l’Abbazia di San Pietro, prima sede vescovile perugina, che ospita la più grande collezione (more…)

Cordoglio per la scomparsa di Mons. Sergio Goretti

22 giugno 2012

Mons. Sergio Goretti

“Sono sinceramente addolorato per la scomparsa di Mons. Sergio Goretti. Egli ha amato Assisi e l’intera diocesi con autentici sentimenti cristiani e concreto spirito di servizio. Infaticabile ed umile, lo ricordo, in particolare, nei difficili momenti del terremoto del 1997, quando di notte, mi sono trovato più volte ad incontrarlo da solo sulla montagna di Assisi, proveniente da Nocera. Anch’Egli terremotato, con il Vescovado inagibile, stava sempre tra la sua gente, che conosceva una ad una.”

Giorgio Bartolini

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Annullata la cerimonia di premiazione del premio televisivo Santa Chiara, prevista per oggi pomeriggio

Mons. Sergio Goretti: Nato a Città di Castello il 2 aprile 1929; ordinato presbitero il 5 aprile 1953; eletto alle sedi vescovili di Assisi, di Nocera Umbra e Gualdo Tadino il 14 dicembre 1980; ordinato vescovo il 6 gennaio 1981; divenuto emerito il 11 febbraio 2006.

Santa Maria dei Laici (o dei Bianchi), il “gioiellino” di Gubbio riapre le porte

13 aprile 2012

Riaperta al pubblico la chiesetta di Santa Maria dei Laici, detta dei Bianchi, all’angolo tra via Piccardi e la ‘loggia dei tiratori’ in piazza Quaranta Martiri, domenica scorsa, otto aprile, in occasione della giornata di Pasqua. La riapertura, dopo la pausa invernale, è stata però solo una prova generale, date anche le condizioni meteorologiche non particolarmente favorevoli. La riapertura ufficiale della Chiesetta sarà invece posticipata all’ultimo fine settimana di aprile, in occasione dell’esposizione delle opere in ceramica a lustro del gualdese Paolo Rubboli (info su http://www.roccaflea.com ). La struttura sarà poi aperta tutti i fine settimana, dal giovedì alla domenica, più festivi, dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 18, ingresso a offerta di due euro, un euro il ridotto, entrambi daranno diritto alla riduzione sul biglietto per la visita del Palazzo del Bargello e del Museo Diocesano, in via Federico da Montefeltro, adiacente al Duomo.

La costruzione della chiesetta dei Laici risale alla seconda metà del XIV secolo, quando la Confraternita dei Bianchi ottenne della terra dal Comune e vi edificò la prima struttura, che nei secoli successivi ha subito diverse opere di ampliamento e restaurazione, come l’aggiunta dell’ospedale e della sacrestia, in particolare risalenti al barocco, fino ad oggi, passata sotto la gestione amministrativa della Associazione Onlus del Polo museale di Gualdo Tadino, Museo dell’Emigrazione Pietro Conti.

La Confraternita dei Bianchi, anche detta dei ‘Disciplinati’ o dei ‘Battuti Bianchi’ – per via della lunga tunica candida (“saccone”) con la croce porpora cucita sul petto, indossata dai consociati durante le riunioni e le opere di solidarietà e beneficienza rivolte alla comunità della ‘città di pietra’ – nasce a Bologna dal perugino Barcobini Fasani e ottiene poi riconoscimento ufficiale grazie alla bolla papale del 1399; a Gubbio viene fondata nel 1313 con uno statuto proprio sotto l’invocazione e la benedizione della Beata Vergine Maria. La costruzione è composta di due sale su due livelli, una cripta ipogea affrescata con pitture sulla Passione di Cristo e la sala dedicata al culto a livello stradale la cui peculiarità è la presenza di una sola navata. Verso la fine del VX secolo è stato innalzato il campanile a vela, per fare entrare maggior luce nella sala del culto. Ai lati del pulpito sono posizionati due conchiglioni azzurri con due finestrelle. Sotto di essi sono due dipinti del reatino Gherardi: una Natività a sinistra e a destra un’Adorazione dei Magi. La chiesa è decorata, tutt’intorno alle quattro pareti, cantoria inclusa, da una serie di dipinti ritraenti la storia della Vergine, tratti dai vangeli apocrifi e dalla Leggenda Aurea, che vanno dall’infanzia all’Assunzione in cielo, che si trova però – questa – al centro dell’arco trionfale tra navata e abside. Questi dipinti, in origine 31, ora rimasti solo 27, sono incorniciati da una composizione lignea dorata e suddivisi da circa 12 cariatidi, opera per di più dell’eugubino Felice Damiani. La maestosa e meravigliosa opera dell’Annunciazione di Federico Fiori, detto “il Barocci”, completata postuma dal cantianese Ventura Mazza, è posta su un altare innalzato sul lato sinistro della struttura e incorporato alle mura stesse ed è solo uno dei preziosi tesori contenuti in questo gioiellino di architettura, arte, storia della città di Gubbio, insieme a paramenti antichi decorati a mano e altre suppellettili religiose di alta qualità artigianale locale.

 

Collocata la statuetta della Madonnina “della medaglina miracolosa” presso il campo del gruppo di protezione civile della città di Gubbio,

26 marzo 2012

Ieri,   domenica 25 marzo 2012, è stata collocata la statuetta della Vergine della medaglina miracolosa o delle Grazie, donata dalle suore Clarisse Cappuccine del piccolo monastero di clausura del Buon Gesù, nel centro della “città di pietra” in via Perugina, presso l’edicola del nuovo campo del gruppo della protezione civile in via San Lazzaro, di recente inaugurato a fianco dell’antica chiesetta di San Lazzaro, a circa 500 metri dal parco della chiesetta di Santa Maria della Vittoria (detta della Vittorina), che congiunge la città eugubina con Assisi. A consacrare la Madonnina è stato  il vescovo di Gubbio, mons. Mario Ceccobelli. La storia della Medaglia della Madonnina delle Grazie ha avuto inizio in Francia, nel lontano 1830, quando la Madonna apparve a santa Caterina di Labouré, giovane religiosa del convento parigino delle Figlie della Carità. Caratteristica e segno identificativo di questa Vergine e del suo dispensare grazie e miracoli, indice di protezione e amore verso i devoti figli, la Madonnina è raffigurata nella medaglina ovale dedicata con le braccia allargate e tese e le mani rivolte verso il basso. La struttura dell’edicola, tutta in pietra lavorata, è frutto della buona volontà e dell’opera generosa e attenta degli stessi volontari del gruppo della protezione civile del campo di San Lazzaro, che ricordiamo anche per aver ospitato i piccoli alunni della quarta elementare della scuola di Madonna del Ponte, che scorso settembre hanno affrontato il pellegrinaggio da Assisi a Gubbio guidati dalle insegnanti e dal maestro Emanuele Catanese e che lo  scorso 13 marzo hanno presentato la loro impresa in consiglio comunale a Palazzo Pretorio, con il supporto di un dvd.

Assisi, tre giorni di Yoga per sviluppare il potenziale creativo dell’anima

2 febbraio 2012

Nel suggestivo scenario di Assisi, da venerdi 23 a domenica 25 marzo 2012, presso il Palazzo Bernabei, edificio del XII° secolo sottoposto ad un recente superbo restauro, a 50 mt dalla Basilica di San Francesco e dal Bosco Sacro, si svolgerà la II° edizione di “YogAssisi”. Un luogo ricco di energia, tre giorni di Yoga, Sat Nam Rasayan e Costellazioni Familiari per sviluppare il potenziale creativo dell’anima. Non abbiate “paura di camminare a testa alta ed essere pieni di grazia, aperti e pieni d’amore” , “potete vivere al di sopra del diniego, dare il benvenuto alla gente, e servire la nascita di un nuovo millennio”. Yogi Bahjan. “YogAssisi” è: Breath Walking presso il Bosco Sacro di San Francesco, Gong Therapy Meditation, Kirtan, Gatka, Costellazioni Familiari, Alimentazione Bio-Vegetariana, Numerologia Tantrica, Ashtanga Yoga, Campo Kundalini Yoga e Laboratori di Intelligenza Emotiva per Bambini, Vinyasa Shakti Yoga, Sat nam Rasayan, tecnica del Relief, Yoga della Risata, Bazar. Seminari di tre ore e mezza e classi di un’ora e mezza con importanti nomi: Sadhana Singh, Sangeet Kaur, Siri Ram Kaur Khalsa, Sotantar Singh Khalsa, Stefano Silvestri, Guru Siri Kaur, Beant Kaur Khalsa, Siri Narajan Singh, NiranKar Singh, Datta Kaur, Carla Ricci, Alessandra Angelucci, Guru Siri Singh, Roberta Tortora Parvati, Carmela Lo Presti, Marta Cristofani.

Per informazioni: Agiapal Kaur +39 3928925738 – +39 075 816116

http://www.yogassisi.com info@yogassisi.com

Perugia, presentazione del libro: L’Abbazia di San Pietro in Perugia e gli studi storici

14 gennaio 2012

Abbazia di San Pietro, Aula magna della Facoltà di agraria
Venerdì 20 gennaio, ore 16.00
Interverranno: Attilio Bartoli Langeli (Deputazione Storia Patria per l’Umbria), Francesco G.B. Trolese O.S.B. (Centro Storico Benedettino Italiano), Rita Chiacchella (Università di Perugia), l’Autore Giustino Farnedi O.S.B. (Archivio storico di San Pietro).
La presentazione sarà seguita dalla visita guidata della mostra Bibbie e manoscritti atlantici in Umbria (23 settembre 2011-31 gennaio 2012), Archivio Storico di San Pietro.
L’Abbazia di San Pietro in Perugia e gli studi storici di Padre Giustino Farnedi, pubblicato in coedizione dal Centro Storico Benedettino Italiano e dalla Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, è un’opera senza precedenti sia per la novità dell’impostazione che per l’ampiezza dell’analisi storiografica, destinata a divenire un modello di riferimento per tutta la ricerca sul monachesimo italiano e la storia locale dell’Umbria.

Il volume costituisce la più dettagliata e completa storia dell’abbazia benedettina di San Pietro di Perugia. L’abbazia perugina è una delle fondazioni monastiche più antiche e prestigiose di tutta l’Italia centrale. Fondata nel 966 dall’abate Pietro, nel corso della sua storia più che millenaria, San Pietro giunse a costituire un vastissimo patrimonio fondiario lungo la Media Valle del Tevere, sul quale vivevano più di 500 famiglie e sorgevano 20 parrocchie amministrate dall’abate.

La prima parte dell’opera di Padre Giustino Farnedi ricostruisce la storia di San Pietro di Perugia attraverso la storia dell’archivio, dei suoi archivisti e delle molteplici tipologie documentarie e librarie che vi si conservano. La seconda parte comprende la bibliografia storico-ragionata delle opere a stampa pubblicati dal XVI secolo al 2011, che trattano specificatamente di San Pietro.

Per la ricchezza dei dati raccolti e le molteplici prospettive di ricerca che offre, L’Abbazia di San Pietro in Perugia e gli studi storici costituisce uno strumento indispensabile per la ricerca sulla storia perugina, la storia religiosa locale, la storia del monachesimo italiano, oltre che per la storia dell’arte, dell’amministrazione economica e degli scambi tra i monasteri italiani dal Medioevo al XIX secolo.

Per informazioni:  http://www.archiviosanpietroperugia.it
Nadia Togni
nadia.togni@unige.ch

Monsignor Giuseppe Betori nominato Cardinale, gioia dei cattolici umbri

7 gennaio 2012

Giuseppe Betori, nato a Foligno nel 1947, è stato ordinato sacerdote il 26 settembre 1970. Ha compiuto la formazione sacerdotale prima presso il Pontificio Seminario Regionale Umbro e successivamente presso il Pontificio Istituto Biblico  e  docente di sacra scrittura nell’Istituto Teologico di Assisi. Il neo Cardinale  ha speso gran parte del suo mandato sacerdotale come assistente dell’Istituto San Carlo di Foligno aiutando i giovani della diocesi a diventare adulti nella fede e cittadini responsabili.

”Nel momento in cui viene resa nota la volonta’ del Papa Benedetto XVI di annoverarmi nel Collegio cardinalizio, esprimo profonda gratitudine al Santo Padre per questo gesto di benevolenza, che sento rivolto non solo alla mia persona, ma anzitutto alla Chiesa fiorentina e alla citta’ di Firenze, come riconoscimento della loro gloriosa tradizione di fede e di cultura’‘. Cosi’ l’arcivescovo di Firenze, monsignor Giuseppe Betori, ha commentato l’annuncio del pontefice all’Angelus.

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Grande gioia per l’imposizione del berretto cardinalizio a Mons. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze. Una straordinaria gioia per gli umbri ma particolarmente per la Chiesa e tutta la citta’ di Foligno. Tutti a Foligno, ma particolarmente i giovani di quel tempo, ricordano l’impegno pastorale di Betori e la sua straordinaria capacita’ di interessare anche su questioni teologiche proposte con semplicita’ e chiarezza. La nomina a cardinale di Betori e’ un fatto storico per tutta la citta’ di Foligno.

Maurizio Ronconi

Assisi, riflessione con momenti di preghiera per la pace e la solidarietà con Padre Alfredo Avallone

30 dicembre 2011

In occasione della 45° giornata mondiale della Pace, alcuni amici hanno voluto  organizzare un momento di preghiera da Assisi capitale mondiale della Pace, per sensibilizzare tanti amici e cittadini sui gravi problemi che la guerra ancora porta in tanti paesi del mondo, la sofferenza delle popolazioni e la fame. hanno  scelto per questo momento di preghiera l’Istituto Serafico di Assisi, che rappresenta uno dei più alti momenti del messaggio francescano di solidarietà, dove pace e solidarietà quotidianamente sono vissuti nel servizio per i ragazzi ciechi e pluriminorati.

Il momento di riflessione si svolgerà Martedì 3 gennaio alle ore 17.00 presso l’Oratorio dell’Istituto Serafico

“La comunione con Dio e tra gli uomini, alla quale la Chiesa vuole dare il suo contributo, può essere raggiunta solo attraverso l’eliminazione di tutte quelle forme di ingiustizia, che provocano divisioni tra i diversi ceti sociali e impediscono quell’equa distribuzione dei beni che porterebbe alla eliminazione delle situazioni di povertà e di sfruttamento”.

Claudia Maria Travicelli

Agello di Magione, domenica 6 novembre riapre al culto la chiesa di San Donato

2 novembre 2011

Chiesa di San Donato

Riapre al culto domenica 6 novembre con una festosa cerimonia che avrà inizio alle ore 16 con la presenza dell’Arcivescovo di Perugia, monsignor Gualtiero Bassetti, del Ministro  Provinciale dei Frati Minori Cappuccini, Agnone padre Colaceli e del Sindaco di Magione Massimo Alunni Proietti, la Chiesa di San Donato in Agello, dichiarata con decreto della Soprintendenza dell’Umbria nel dicembre 2008  “edificio di interesse culturale  per i suo profilo storico, ambientale ed architettonico oltre alle ricche decorazioni interne”. I lavori di restauro, diretti dall’architetto Cristina Passeri e dall’ingegnere Mauro Cruccolini, hanno interessato la parte interna dell’edificio e sono stati finanziati con i fondi messi a disposizione dalla Conferenza Episcopale Italiana e con le offerte degli abitanti di Agello. Sono in corso delle pratiche per ottenere un  contributo da parte della Soprintendenza. Nel 2006 l’allora parroco Giuliano Governatori, prematuramente scomparso, aveva iniziato  le pratiche burocratiche per accedere ai fondi previsti attività proseguita dal nuovo parroco, padre Francesco Ciaffoloni, che ha completato l’iter permettendo l’inizio del restauro  e seguendo personalmente i lavori. Alcuni artigiani e volontari di Agello hanno risistemato le parti in legno della chiesa (porte, panche e l’antico ambone), mentre il restauratore Nicola Panichi ha provveduto ai lavori di tinteggiatura e di sistemazione degli affreschi sotto il vigile controllo della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria.

Interno Chiesa di San Donato

Dopo i lavori di restauro interni rimane da sistemare  il sagrato e la piazza circostante, questa parte di  lavori verranno eseguiti entro i primi mesi del prossimo anno  sulla base dell’accordo tra la Parrocchia di Agello ed il Comune di Magione; la Croce posta sul sagrato verrà restaurata e  riposizionata su un nuovo piedistallo a cura della Pro Loco e della famiglia Prelati Ruggero. La Chiesa di San Donato, eretta fuori del paese,  ha un notevole valore storico ed artistico. Il suo impianto originario è certamente precedente al 1115 come si può dedurre in un documento dell’8 febbraio di quest’anno in cui Papa Pasquale II,  nel confermare “all’Abate del Monastero di San Pietro di Perugia i beni, i privilegi e le chiese già concessi ai suoi antecessori”, cita la chiesa di San Donato unitamente a ciò che il Monastero possedeva in Agello S.Donato rimane sotto la giurisdizione del Monastero fino al 1859, anno in cui fu ingrandita e restaurata dal Santini. Da quella data, fino al secondo dopoguerra, è sede di una  delle due parrocchie del paese con un proprio parroco nominato dalla Diocesi di Perugia. Per gli abitanti di Agello,  colpiti anche dal terremoto del dicembre del 2009, la riapertura al culto della chiesa rappresenta un momento di grande festa  anche in preparazione alle Feste Giubilari del S.S. Crocifisso che si terranno nel mese di giugno 2012.

Mongiovino, finalmente il restauro del complesso edilizio adiacente al santuario

2 novembre 2011

santuario di Mongiovino

Preso atto del grave stato di degrado in cui versa il complesso edilizio adiacente al Santuario di Mongiovino che, da alcuni anni, non aveva più visto l’attenzione delle istituzioni locali a garanzia della  salvaguardia di questo importantissimo pezzo di storia di Panicale che il tempo sta logorando sempre di più e, grazie alla sensibilità della Regione dell’Umbria, ed in particolare dell’Assessore Silvano Rometti che ha raccolto le istanze della Confraternita del S.S. Sacramento, le istituzioni tutte hanno recentemente condiviso un protocollo d’intesa per il restauro, il recupero ed il conseguente riuso del complesso edilizio adiacente al Santuario di Mongiovino. Seguendo il percorso intrapreso già nel 1996 che riportò al suo antico splendore il Santuario, monumento nazionale restaurato con i fondi del Giubileo per il 2000,  il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Regionale per l’Umbria, la Regione Umbria, la Provincia di Perugia, il Comune di Panicale la Diocesi Arcivescovile di Perugia Città della Pieve e la Confraternita del S.S. Sacramento di Mongiovino, hanno convenuto unanimemente l’urgenza delle opere di restauro e la necessità di individuare fondi pubblici e privati per la fattibilità dell’intervento, condividendo un protocollo d’intesa, nel quale, ognuno per la sua parte, si sigla un impegno congiunto per salvare un bene di inestimabile valore storico per il quale il passare del tempo e l’avanzato stato di degrado rappresentano un rischio serio. Costituiscono oggetto del Protocollo il recupero dell’intero complesso edilizio adiacente al Santuario di Mongiovino, la valorizzazione del complesso medesimo, in un più generale contesto paesaggistico territoriale e nello specifico:il recupero del complesso edilizio adiacente al Santuario di Mongiovino ed il riuso dell’intero patrimonio per finalità religiose e legate al culto del Santuario, culturali legate alla possibile realizzazione di un Museo Diocesano per la custodia e la fruibilità del patrimonio del Santuario in termini di Paramenti ed oggetti Sacri, ad attività ricettive legate al turismo religioso e sociale, ad attività di ricerca e formazione professionale ed alla promozione di piccole attività, anche artigianali compatibili con le destinazioni di cui sopra;la realizzazione di tutte le infrastrutture necessarie alla migliore fruibilità del complesso; la valorizzazione del Santuario di Mongiovino e del complesso edilizio adiacente in un più ampio contesto paesaggistico territoriale per la creazione di itinerari di turismo religioso, entro le eventuali estensioni europee dell’itinerario della Via Francigena, che ricomprendono eventualmente anche le Chiese di Mongiovino Vecchio, la Querciolana, Colle S. Paolo, le Grondici, la Collegiata di San Michele Arcangelo, la Chiesa della Sbarra e la Chiesa di San Sebastiano al centro storico di Panicale e l’inserimento negli itinerari culturali e religiosi del Comprensorio del Trasimeno e della Regione Umbria; l’inserimento dell’esperienza locale nei progetti di valorizzazione e di promozione a livello regionale, nazionale ed internazionale. L’obiettivo è quello di creare una struttura che possa portare sviluppo ed occupazione e favorire la ripresa economica a seguito della grave crisi che ha investito anche la Valnestore in una ottica di riconversione compatibile con il prezioso valore paesaggistico e storico dell’intera area di Mongiovino. Il gruppo consiliare di opposizione “Il Tuo Comune” già si fece promotore  all’interno del Consiglio Comunale nella primavera del 2009, della riproposizione e del rinnovo dell’accordo di programma, si sviluppò poi un interessante dibattito nella campagna elettorale del 2009 nel quale il complesso di Mongiovino era uno dei punti cardine del nostro programma elettorale che accolse anche la sensibilità di Vittorio Sgarbi, il quale incantato da tanta bellezza pose all’attenzione delle istituzioni regionali e nazionali la necessità di recupero. Oggi l’impegno continua, all’interno del Consiglio Comunale che lunedì prossimo porterà in approvazione il nuovo testo, che vedrà, mi auguro, opposizione e maggioranza uniti nella sensibilità a questo importante progetto, ma anche a supporto della Confraternita, mettendo a disposizione le mie competenze per individuare tutte le possibilità per reperire fondi, provenienti in particolare dalle istituzioni nazionali e comunitarie, al fine di salvare questo monumento di inestimabile valore per Panicale ma anche per l’Umbria. Francesca Caproni   Nota di redazione: Per giungere al Santuario di Mongiovino si segue la statale 220 “Pievaiola” fino all’abitato di Tavernelle e da li  seguire  le indicazioni stradali. Il progetto originale del Santuario (1513) è attribuito al Bramante. Le porte in pietra serena sono del 1532-38 ed attribuite a Mastro Bernardino da Siena uno dei maggiori intagliatori dell’epoca.  L’altare maggiore fu scolpito da Francesco d’Alesssandro da Fiesole.  Il Santuario è letteralmente una immensa unica opera d’arte essendo praticamente totalmente affrescato in ogni angolo. Gli affreschi sono stati eseguiti da vari maestri tra cui  Johannes Wraghe (1567), Niccolò Circignani detto il Pomarancio (1569-70), Giovan Battista Lombardelli (1567), Arrigo Van den Broeck (1564) e Orazio di Paride Alfani (1552).  Le nicchie sono invece del Salvio Savini (1590).  La cupola centrale fu affrescata da Marco Battaini nel 1709. Complessivamente ci sono  oltre 25 grandi affreschi e 24 formelle ex voto. Il Santuario fu consacrato il 30 Settembre 1646 dal Vescovo di Città della Pieve Monsignor Reginaldo Lucarini. Per  informazioni tel. 075 833 351

Assisi si prepara ad accogliere il Papa. Attesi 300 esponenti delle fedi mondiali

25 ottobre 2011

Papa Benedetto XVI

Tantissimi sono i pellegrini e i giornalisti attesi ad Assisi per l’arrivo del pontefice. Per l’occasione sono stati allestiti 2 centri accoglienza, 5 sale stampa per i giornalisti e 10 mega schermi posizionati sulla piazza della Basilica Superiore ed Inferiore di San Francesco, nella Porziuncola e nella piazza di Santa Maria degli Angeli. “Saranno circa 300 gli esponenti delle varie fedi mondiali che si uniranno al Papa nella città di San Francesco, raggiungendola insieme a lui in treno da Roma”, ha reso noto la sala stampa del Sacro Convento. “Rispetto ai precedenti incontri di Assisi – dopo quello dell’86, ci furono quelli del’93 in piena crisi dei Balcani e del 2002, dopo l’attentato al World trade center – c’é un aumento dei delegati musulmani e per la prima volta parteciperanno anche personalità ‘non credenti’: tra i delegati ci saranno gli intellettuali Julia Kristeva, Remo Bodei, Guillermo Hurtado e Walter Baier”. Alle 10 e 15, all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli, ci saranno gli interventi degli esponenti delle religioni, e subito dopo  quello di Benedettto XVI. Il pomeriggio, alle 16 e 30 in piazza San Francesco, ci sarà l’incontro conclusivo con il “Rinnovo solenne dell’impegno per la pace”. Verranno accese e consegnate ai capi delegazioni le lampade, copie di quella presente sulla tomba di San Francesco. Alle 18 il Papa e i capi delegazione che lo desiderano sosteranno brevemente davanti alla tomba di San Francesco.

sintesi da: www.tuttoggi.info

MAGIONE: Rubata una delle tele del Santuario delle Fontanelle

27 settembre 2011

Rubato uno dei dipinti  del Santuario della Madonna delle Fontanelle in località Montecolognola a Magione. La scoperta del furto è avvenuta questa mattina durante un sopralluogo, richiesto dall’assessore alla cultura del Comune Giacomo Chiodini, per una verifica dello stato di conservazione di alcuni monumenti del territorio. Il gruppo di lavoro, costituito da Roberto Minelli, della Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici dell’Umbria; Giovanna Bacoccoli, della Soprintendenza Archeologica; don Augusto dell’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve; Stefano Picciafuoco, Comitato per Montecolognola, dopo aver effettuato il sopralluogo alla chiesa di Montecolognola, pregevole edificio che conserva al suo interno affreschi di Gerardo Dottori in gravi condizioni di degrado a causa di infiltrazioni provenienti dal tetto; ha proseguito, senza l’assessore Chiodini, il giro per l’accertamento dello stato di conservazione di alcuni monumenti del territorio comunale, raggiungendo la seconda tappa della visita: il Santuario delle Fontanelle. La porta, con evidenti segni di scasso, ha subito allertato gli studiosi che, entrati nell’edificio, hanno visto che uno dei due grandi dipinti, realizzati nel Settecento ai lati dell’altare e incorniciati da una ricca edicola di stucco, era stato tagliato e rubato. Il giro di ricognizione, che doveva toccare anche Collesanto ed Agello, dove altri edifici religiosi necessitano di interventi, è stato quindi interrotto ed i presenti si sono recati presso la locale stazione dei carabinieri per sporgere denuncia.

Il santuario, edificato nel Cinquecento, in un luogo di grande suggestione, è stato sempre oggetto di grande culto. Come altri edifici del Comune anche questo necessita di lavori di restauro, da qui le ricognizioni volute dall’Assessore Chiodini di cui la prima, effettuata nel mese di marzo di quest’anno, aveva visto la presenza dell’allora soprintendente Vittoria Garibaldi.

«Il furto del dipinto – fa sapere l’assessore Giacomo Chiodini – rappresenta una gravissima perdita per il patrimonio artistico del nostro territorio e conferma la necessità di una maggiore tutela non solo per quanto riguarda la manutenzione ma, anche, per la sua sicurezza».

Bibbie e manoscritti atlantici in Umbria, giornata di studi e mostra

21 settembre 2011

Bibbia San Pietro

Nelle biblioteche pubbliche e private di Perugia si conserva un ricchissimo patrimonio manoscritto, in cui figurano dei veri e propri capolavori della produzione libraria dell’antichità e del medioevo: testimoni della storia più che secolare della nostra città e delle  sue istituzioni civili, religiose e culturali. Tra i codici medievali più noti e preziosi vi sono alcuni esemplari di Bibbie e manoscritti atlantici, pervenutici integralmente o in forma frammentaria, tutti provenienti dall’Abbazia benedettina di San Pietro di Perugia. Prodotti tra la fine dell’XI secolo e la metà del XII secolo, le Bibbie e i manoscritti atlantici costituiscono l’espressione editoriale più spettacolare della riforma ecclesiastica promossa dalla curia papale romana in questo periodo. La tipologia delle Bibbie e dei manoscritti atlantici presenta

Leggio e Coro in San Pietro Perugia

caratteristiche fortemente distintive e omogenee: di formato monumentale (550/600 x 350/400 mm), tali manoscritti sono trascritti in minuscola carolina su fogli in pergamena ovina, con il testo disposto su due colonne di scrittura e con un apparato decorativo costituito da iniziali di stile geometrico che segnano l’inizio e la successione delle diverse unità testuali.   L’identificazione di un fondo considerevole di manoscritti atlantici tutti riconducibili all’Abbazia benedettina di San Pietro permette di chiarire il ruolo svolto dall’istituzione perugina nella promozione della riforma ecclesiastica dei secoli XI e XII nella regione dell’Italia centrale, oltre che di definire, con maggiore precisione, i rapporti tra i potenti abati perugini e la corte papale a Roma. Solo di recente le Bibbie e i manoscritti atlantici perugini sono stati oggetto di uno studio sistematico e approfondito, volto a definirne le caratteristiche materiali, grafiche, ornamentali e testuali. Tali ricerche hanno permesso di identificare almeno tre Bibbie atlantiche – i due primi tomi contenenti l’Antico Testamento, più alcuni

Nadia Togni

frammenti di un terzo esemplare – e ben 24 frammenti di 12 manoscritti liturgici dello stesso formato, attualmente conservati presso l’Archivio storico di San Pietro e presso la Biblioteca comunale Augusta. L’analisi dettagliata dei manoscritti e dei frammenti atlantici identificati ha permesso di ricollocarli nel più vasto fenomeno della produzione e della circolazione di questa tipologia libraria, analizzandone le possibili modalità di committenza e acquisizione, ma soprattutto di uso concreto da parte della comunità religiosa, come supporto delle celebrazioni liturgiche corali dell’Ufficio divino, quotidianamente celebrato in basilica. Dal punto di vista della storia delle istituzioni religiose, la presenza di un fondo omogeneo di libri liturgici destinati ad una fondazione monastica ben conosciuta è stato lo spunto per una più ampia riflessione sulla storia dell’abbazia di San Pietro dalla seconda metà dell’XI secolo, quando, a un secolo dalla fondazione, costituisce una delle istituzioni ecclesiastiche più potenti dell’Italia centrale, fino al XVI secolo, quando ancora si celebrano gli abati e i pontefici che beneficiarono l’abbazia e furono all’origine della sua grandezza. I risultati di queste ricerche ad ampio raggio sull’abbazia di San Pietro e il suo patrimonio librario medievale sono stati presentati al Convegno internazionale: Les Bibles atlantiques. Le manuscrit biblique à l’époque de la réforme ecclésiastique du XIe siècle, svoltosi a Ginevra nel febbraio del 2010. Ci è sembrato quindi importante approfondire alcuni temi relativi ai manoscritti perugini già emersi al Convegno di Ginevra e presentarli a Perugia, proprio nella basilica di San Pietro, dove questi manoscritti sono stati conservati e usati per molti secoli. Le ricerche d’archivio hanno infatti permesso di documentare un caso estremamente raro di identificazione di un fondo omogeneo e compatto di manoscritti atlantici, raggruppati intorno al testo biblico, destinato fin dall’origine ad una comunità monastica ben identificata: quella di San Pietro di Perugia. Ed è proprio dell’eccezionalità dei manoscritti medievali liturrgici di San Pietro che si tratterà nella Giornata di Studi Bibbie e manoscritti atlantici in Umbria, che si terrà nella basilica abbaziale venerdì 23 settembre 2011 alle ore 16.00. In particolare, l’abate Giustino Farnedi, Conservatore e Direttore dell’Archivio storico di San Pietro, illustrerà i rapporti tra la produzione documentaria medievale e la produzione artistica rinascimentale. In una secolare continuità della tradizione delle origini, i santi, i papi e gli abati benedettini dell’XI e del XII secolo, autori dei documenti fondativi dell’abbazia, sono celebrati ancora nel Cinquecento nella produzione artistica commissionata dai monaci di San Pietro; gli autori dei diplomi più antichi conservati in archivio sono raffigurati da Benedetto Bandiera negli affreschi che ornano la basilica, organizzati secondo una struttura gerarchica teorizzata nel Lignum Vitae (1595) dal monaco fiammingo Arnoldo Wion, scritto proprio a Perugia. L’intervento di Nadia Togni dell’Università di Ginevra riguarderà invece l’identificazione e l’analisi dei frammenti di manoscritti atlantici rintracciati nell’archivio storico di San Pietro e alla Biblioteca comunale Augusta. Tra questi figurano i frammenti di un terzo esemplare di Bibbia atlantica che si affianca così a quelle già conosciute: la Bibbia di San Pietro e la Bibbia dell’Augusta. Accanto ai manoscritti biblici, saranno presentati i frammenti appartenenti a 12 manoscritti liturgici, sempre di formato atlantico; si tratta precisamente di Passionari, Lezionari, Omeliari, Vitae Sanctorum e, addirittura, un Sacramentarium con letture ed elementi dell’Ufficio divino. Tutti i manoscritti identificati sono riconducibili a San Pietro e testimoniano come l’istituzione fosse attivamente impegnata nella promozione della riforma ecclesiastica nella seconda metà dell’XI secolo, a cui è strettamente legata la produzione delle Bibbie e manoscritti atlantici. Al termine della Giornata di studi sarà inaugurata la mostra documentaria Bibbie e manoscritti atlantici in Umbria (23 settembre 2011-31 gennaio 2012) che costituirà l’occasione per presentare i preziosi documenti medievali conservati nell’Archivio di San Pietro al mondo accademico, agli studiosi locali, ai culturi della materia e all’intera cittadinanza perugina. Auspichiamo che la Giornata di studi e la mostra Bibbie e manoscritti atlantici in Umbria contribuiranno alla valorizzazione della straordinaria ricchezza del patrimonio manoscritto medievale della nostra città di Perugia che, proprio per le sue straordinarie ricchezze storiche e artistiche, è giustamente candidata a divenire Capitale europea della cultura 2019.

Nadia Togni – Università di Ginevra  Nadia.Togni@unige.ch

IL SACRO ANELLO DELLA MADONNA OFFERTO ALLA DEVOZIONE DEI FEDELI NELLA CATTEDRALE DI SAN LORENZO

29 luglio 2011

Il Sacro Anello della Vergine Maria può essere ammirato in San Lorenzo fino a domenica 1 agosto

Il Sacro Anello

Molti perugini desiderano conoscere la storia del sacro anello, ed il culto che ebbe ed ha la reliquia. Nell’anno 989,  l’anello con cui vennero sposati la Madonna e San Giuseppe fu portato a chiusi grazie al desiderio di   Giuditta, moglie di Ugo, marchese di Toscana, di possedere gioielli, e che mandò a roma un orafo di nome Raniero per aquistare pietre preziose e gemme da un ebreo che per ultimo gli propose l’acquisto di un anello fatto con una materia sconosciuta.  Nel tempo però accaddero vari prodigi che i fedeli hanno accredidato all’anello e quindi decisero di metterlo sotto custodia nella Basilica di Santa  Mustiola e poco tempo dopo nel convento dei frati minori onventuali a Chiusi. Nell’anno 1473 un frate, Vinterio di Magonza … con l’aiuto del diavolo … aprì la cassa chiusa con molte chiavi, rubò il sacro Anello e fuggì da Chiusi con l’intento di andare in Germania, ma come racconta Vinterio successivamente, a causa delle nebbia della Valdichiana, smarrì la strada e grazie al prodigio del sacro Anello arrivò  alle porte di Perugia. e li , grazie all’aiuto di un certo Luca delle Mine, offrì in dono la sacra reliquia a Matteo di Francesco Montesperelli che lo considerò un favore della divina provvidenza. Successivamente, il vescovo  di Siena avendo saputo che l’anello era in mano ai perugini, venne a perugia per

Maria Rosi onora il Sacro Anello

protestare   ma il priore Matteo di Francesco di Montesperelli rispose picche e che mai avrebbero reso la preziosa reliquia nemmeno davanti alle pesanti minacce dei senesi perchè la considerava a Perugia per volere della Provvidenza e quidi li doveva rimanere anche a costo di una guerra.

…il giorno della festa, nella cattedrale di San Lorenzo, all’altare dello sposalizio … in gran pompa e con tutta la numerosa famiglia con le cappe nere e la guardia intervengono i signori dieci, allorchè si espone la sacrosanta reliquia del santissimo anello, nella mattina e verso sera quando decorosante si ripone…

Oggi il sacro anello è conservato in una cassa munita di grata di ferro costruita dai fabbri ferrai Pietro di  Giovanni Gili ed il suo socio, Pietro fu l’artefice delle undici chiavi per richiudere la cassa, le quali vennero consegnate ai vari collegi di Perugia. … certo che nel palazzo del comune la preziosa reliquia non poteva essere meglio onorata, ne più sicuramente

Cassa con grate in ferro custodia del Sacro Anello

custodita, ma 13 anni dopo il Beato Bernardino da Feltre, eccellentissimo predicatore dei frati minori di San Francesco consigliò di costruire una cappella in onore della Madonna e di San Giuseppe all’interno di San Lorenzo, una cappella di marmi di diverso colore di sculture in pietra e argento e perchè nulla mancasse un quadro dipinto da Pietro Vannucci, detto il Perugino, che raffigura lo Sposalizio della Vergine.

LA CAPPELLA DEL SANTO ANELLO

E chiusa per due lati da un’artistica cancellata di ferro, sull’altare, tutto di marmo posano 4 colonne di marmo broccatello ed è opera di Francesco Caselli perugino, in alto c’è il grande cornicione dietro al quale si trova la camera che custodisce il santo Anello racchiuso in un ricco tabernacolo ed in avanti pende dal cornicione la macchina d’argento in forma di nube che viene calata al piano dell’altare, l’anello è tenuto da una catenella d’oro nel vano del tabernacolo ed è attaccato ad una corona d’argento dorata con

Pergamena

incastonati rubini e diamanti donata da Ippolito della Corgna nel 1716. Il tabernacolo è costruito con argento e con  bronzi dorati disegnato e lavorato dai perugini  Giulio Donati e Cesarino Roscetto.

IL CUORE D’ORO

Insieme all’anello si custodisce ancora un cuore d’oro finissimo del 1716 ed all’interno del cuore è custodita una pergamena in cui si legge:

altare con base a forma di nuvola e contenente il tabernacolo d'argento con il sacro anello, fatto scendere dall'alto

“Noi decemviri e magistrato di Perugia a nome della nobiltà e popolo e del Clero si regolare che secolare di essa, ci

Vigile in onore dell'altare

obblighiamo con voto solenne a Voi, Vergine Santissima, di fare di obbligo la vigilia della festa del Vostro S.S. Anello, e di osservare come di precetto la festa del medesimo, acciò vi degniate d’intercedere dal vostro divino Figluolo che voglia per sua infinita misericordia rimuovere da noi il fragello della mortalità che tanto ci travaglia. E per dimostrarvi la devozione e amore sincero che ci gloriamo di portarvi, vi offeriamo, in questo Cuore tutti noi stessi, pregandovi che vogliate impetrarci dal Signore abbondante Grazia per adempire quanto vi promettiamo, siccome de l’avete ottenuta per desiderarvelo ed offritvelo.”

 

Montemelino, Il Rotaract Club Perugia Est ed il Sovrano Militare Ordine di Malta insieme per sostenere il Progetto Gemma del Movimento per la Vita

14 giugno 2011

Massimiliano Crusi, fra' Giacomo dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, Luciano Valentini di Laviano

Sabato 28 maggio la Delegazione di Perugia – Terni dell’Ordine di Malta ha accompagnato i Signori Assistiti nel consueto pellegrinaggio presso il Santuario della Madonna di Lourdes a Montemelino (PG). La tradizione si ripete ormai da dieci anni e proprio in occasione di questo anniversario il Gran Priore di Roma fra’ Giacomo dalla Torre del Tempio di Sanguinetto ha voluto partecipare personalmente. La S. Messa celebrata al mattino è stata officiata dall’arcivescovo di Perugia S.E. mons. Gualtiero Bassetti, le cui parole hanno commosso i cuori dei presenti: i Cavalieri e le Dame, i rappresentanti del CISOM e gli anziani della Casa di Riposo Sodalizio di San Martino, assistiti dai volontari dell’Ordine. I membri dell’Ordine, vestiti con gli abiti da chiesa, e gli altri pellegrini hanno aperto in processione l’ingresso dell’arcivescovo nel santuario, guidati dalla bandiera e dal crocifisso. Al termine della funzione il Gran Priore ha voluto ringraziare, non senza una sincera commozione, mons. Bassetti per le amorevoli parole dell’omelia, “ispirate dallo Spirito e dal cuore”, ed ha infine rivolto i suoi saluti a tutti i partecipanti, in special modo al Delegato Luciano Valentini di Laviano; quindi l’arcivescovo si è diretto verso la grotta, abilmente ricostruita all’interno della chiesa, e dopo aver pregato insieme ai cavalieri ed al popolo dei fedeli ai piedi della Nostra Signora di Lourdes, ha impartito la benedizione solenne. Oltre a profondo raccoglimento e preghiera non sono mancati motivi di festa: il Gran Priore ha infatti consegnato il diploma di ammissione nell’Ordine alla Donata di Devozione Patrizia Giuliodori ed ha ricevuto una donazione da parte del presidente del Rotaract Club Perugia Est dott. Massimiliano Crusi, il cui gruppo di giovani si è fortemente impegnato a raccogliere fondi, riuscendo a consegnare nelle mani di S.E. fra’ Giacomo dalla Torre un assegno di euro 1000 per sostenere il Progetto Gemma del Movimento per la Vita. I pellegrini si sono poi trattenuti per condividere un momento conviviale: i cavalieri e i Signori Assistiti accompagnati dai volontari hanno pranzato assieme presso il santuario, conversando come cari amici, mentre un caldo sole primaverile carezzato talvolta da candidi veli, osservava curioso dall’alto.

GIOVANNI PAOLO II : LA LUCE DELLA FEDE E DELLA SPERANZA

11 maggio 2011

di Vincenzo Luigi Gullace

Osservando con il consueto meravigliato stupore il firmamento, aldilà delle stelle, si può scorgere una nuova luce, quella del Beato Giovanni Paolo II. Un Pontefice che ha goduto di un’immensa grazia divina, ovvero guidare la Chiesa Cattolica per ben 27 anni. In questo lungo periodo, egli ha proseguito nell’opera di rinnovamento avviata dai suoi predecessori, in particolare dal Beato Giovanni XXIII; opera di riconciliazione e di nuova e feconda evangelizzazione. Dinanzi al fallimento della politica mondiale, al relativismo dilagante, alle ideologie fuorvianti ed ipocrite, ad una globalizzazione che invece di diminuire aumenta il solco che divide la povertà dal benessere, un’inaspettata potente luce di fede e di speranza, si è accesa il 16 ottobre 1978 con l’elezione di Karol Wojtyla al soglio Santo di Pietro. La storia dei Conclavi è fitta di dispute e di elezioni che in talune circostanze hanno portato a soluzioni mediate, come nel caso di Papa Celestino V, venerato dalla Chiesa come Santo ed eletto Pontefice nel 1294 per calmierare gli animi dei contendenti dell’epoca che non trovavano un accordo; dunque una soluzione comoda e di transizione, considerata l’età e le non buone condizioni di salute dell’eremita divenuto, con viva sorpresa dello stesso Celestino V, Vicario di Cristo per la chiesa Cattolica. Nel caso di Karol Wojtyla la scelta giunse inaspettata e fu assai coraggiosa, ma più che mai indirizzata e voluta dallo Spirito Santo. Fu eletto Papa un giovane Cardinale Polacco con soli 32 anni di sacerdozio alle spalle: quasi insignificante nel contesto del Conclave, poco conosciuto e senza incarichi di rilievo né in Vaticano, né nel suo Paese. Giovanni Paolo II diede subito la sensazione al mondo intero che la Chiesa Cattolica aveva voltato pagina; la sua grande umiltà, la potente energia e la robusta fede che lo animava ne faceva un trascinatore sin dalla giovane età, ed un esempio nella delicata fase del pontificato. Prima di rispondere alla vocazione sacerdotale e dedicare completamente la propria vita a Dio, egli spiccava per l’energico e fattivo impegno denso di particolare attaccamento ai valori familiari, delicato amore per la sua Polonia, concreto operare sia nel sociale, sia nella cultura, rifiuto della violenza e immenso amore per il prossimo. Già si poteva intravedere il suggestivo progetto che Dio aveva riservato alla sua Anima! Fu un sacerdote insaziabile nello studio che approfondiva senza tralasciare alcun particolare sia nelle materie religiose, sia in quelle secolari; altra dote universalmente riconosciuta era la grandissima umanità che esercitava con pacatezza riflessiva e coinvolgente. Queste doti certamente ispirate, lo portarono a scalare in breve tempo i gradini della gerarchia ecclesiastica, con indiscusso merito e apparentemente senza difficoltà. Fu criticato da una parte della Chiesa per i suoi modi ritenuti troppo “gentili” con il regime comunista che opprimeva la Polonia, in verità egli sapeva bene che mantenere alto il livello dello scontro tra la Chiesa ed il potere politico non avrebbe giovato ad alcuno, e la storia gli ha dato ampiamente ragione; fu, altresì, costantemente spiato e ostacolato dal regime che lo riteneva un personaggio potenzialmente pericoloso, ma la fede era con lui ed egli ben sapeva di poter confidare in Dio sempre, e così coloro che lo tenevano sotto controllo lo sottovalutarono; essi non potevano sapere che in quell’uomo, solo all’apparenza debole, agiva la potenza dello Spirito Santo. Giovanni Paolo II ci lascia una cospicua eredità di insegnamenti. Il più importante è che l’amore verso Dio e verso il prossimo è l’arma più potente per vincere nella famiglia, nella società, nella politica. Per vincere nella vita per la vita. Con il suo lungo pontificato, egli ci ha voluto ricordare che la strada per la santità è aperta a tutta l’umanità, è sufficiente volerla percorrere. Concludo questo modesto e breve ricordo del grande Giovanni Paolo II con una meravigliosa preghiera di San Luigi Maria Grignion de Montofort, posta alla fine di un bellissimo libro scritto dal Montofort che Papa Wojtyla amava leggere spesso “ Il trattato della vera devozione a Maria”  uno dei libri più odiati da Satana . “Gloria a Gesù in Maria! Gloria a Maria in Gesù! Gloria a Dio solo! “

Tsunami: la condizione di creature tra le creature ci dimostra che Dio esiste

14 marzo 2011

di Caterina Carosi

Di fronte al “Di Shin” del Giappone la fede trema, traballa e s’interroga. E’ volontà e abitudine umana additare la colpa di ciò che è inspiegabile verso qualcuno che in molti non si spiegano. E’ così che Dio diventa artefice e carnefice dei più grandi disastri naturali e anche in questo caso la domanda più gettonata rimane: Dio esiste davanti a tanta morte e distruzione?
Il sorgere di questo dubbio è l’evidenza dell’egocentrismo umano e la consapevolezza, data impropriamente, della sua superiorità indiscussa verso ciò che è diverso da lui. Una consapevolezza sbagliata, che lo fa cadere in errore nel stesso momento in cui l’uomo non si accorge che la sua condizione non è una patente della superiorità. Lo scriveva San Francesco nel Cantico deI Cantici e lo ha ripetuto in questi giorni, prima del catastrofico evento in Giappone, Papa Benedetto XVI: rispetta la natura chi si riconosce creatura.  Il Pontefice ha indicato che il primo passo per “una corretta relazione con il mondo che ci circonda è proprio il riconoscimento, da parte dell’uomo, della sua condizione di creatura”. “L’uomo non è Dio, ma è la Sua immagine. Per questo, deve cercare di diventare più sensibile alla presenza di Dio in ciò che gli sta attorno: in tutte le creature, e specialmente nella persona umana, c’è una sorta di epifania di Dio”.  L’uomo, ha aggiunto, “sarà capace di rispettare le creature nella misura in cui avrà nel suo spirito un senso pieno della vita; in caso contrario, sarà portato a disprezzare se stesso e ciò che lo circonda, a non avere rispetto per l’ambiente in cui vive, per la creazione”. Nel momento in cui si arriva al disprezzo per la creazione ci si avvicina inesorabilmente al disprezzo per la propria vita.  L’appellarsi alla volontà di Dio è una bieca forma di sgravio della propria coscienza, è i lenzuolo sopra la polvere utile all’uomo per dimenticare il suo stato di creatura tra le creature. Non a caso, anche la terra è una creatura tra le creature, così come il mare, il sole, la luna. Asserzioni che valgono probabilmente solo per un credente, ma che rientrano nella condizione imprescindibile di un cristiano.
Secondo la Genesi (Gen 2.7-9;3,1-7) a proposito dell’albero al centro del giardino dell’Eden Dio dice: “Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”. La morte dell’anima di cui si legge nelle sacre scritture ha come conseguenza la convivenza e la sopravvivenza delle creature sulla terra. Per un credente, e per chi si chiede se il Dio dei cristiani esiste, la risposta si ha quando accettiamo di non essere superiori a tutto quello che ci circonda e scegliamo di vivere (e non sopravvivere) nella Grazia di Dio.  Dio non ci salva dalla catastrofe, così come l’uomo scelse di non vivere nella sua beatitudine. Dio può aver determinato in anticipo l’esito di ciò che sarà, a motivo della sua onniscienza (Is. 46:9,10), ma le calamità non sono eventi voluti e causati da Dio, ma sono eventi previsti, annunciati, a motivo della tendenza dell’uomo nelle scelte che fa e nelle opere che compie. Dio assicura la salvezza nei cieli e spera nella fede dell’uomo durante la vita terrena, così come fece suo figlio Gesù che, nonostante la via della Croce, le tentazioni, le difficoltà e la sofferenza è rimasto fedele al suo Dio. Per questo, e per molti altri motivi che possono essere spiegati per via teologica, piangiamo le vittime del “Di Shin”, ma piangiamo anche per la condizione umana, che non dipende da Dio, ma solo dalla nostra volontà.

Da Carsulae a Torre Maggiore_”Il Sacro Sentiero dell’Eremita”

15 febbraio 2011
domenica 20 febbraio · 16.00 – 17.30

A.D.1213. Francesco d’Assisi, dopo una «memorabile» permanenza a Sangemini, desideroso, come sua consuetudine, di raggiungere la solitudine di qualche limitrofo anfratto, venne a sapere dell’esistenza di un fatiscente romitaggio benedettino (edificato intorno ai secc. VII-IX, in memoria dei Santi Procolo e Volusiano, vescovi di Terni e di Carsulae, che in una grotta di questa altura ebbero dimora), posto – precisa il settecentesco Antonio da Orvieto – su «la cima di un aspro e rigido Monte, a cui sovrastano alla levata del Sole altri contigui ed asprissimi Monti». Francesco Moriconi di Assisi, percorrendo il magico sentiero delle Tagliate lunghe, che, da Carsulae, adduce sino al monte Torre Maggiore, pervenne presso l’anzidetto romitaggio e, rimasto incantato dalla beltà del luogo, volle lì edificare uno dei suoi primi loca minoritici.
Il Poverello di Assisi tornerà a temprare il suo spirito nella solitudine dell’Eremita (documentate almeno quattro sue permanenze: 1213, 1218, 1220-21, 1226), che diverrà uno dei capisaldi del francescanesimo, luogo, sottolinea il trecentesco Bartolomeo da Pisa, «in cui sempre rinverdì l’albero delle religione minoritica», dove oltretutto, Francesco compose l’Exhortatio ad Laudem Dei, autentico abbozzo, in versi sciolti latini, del più famoso Cantico di frate Sole, di cui risulta, chiaramente, il precursore.

Incontro a cura del Dott. Paolo Rossi dell’Associazione Sanfrancesco.com.

A seguire tozzetti e vin santo per tutti. – L’evento è gratuito.

L’Abbazia di San Pietro in Valle, imponente complesso fra la Cascata delle Marmore e Spoleto

3 febbraio 2011

Francesca Romana Plebani

di Francesca Romana Plebani

Esattamente come l’Abbazia di Sant’Eutizio di Preci, le origini dell’Abbazia di San Pietro in Valle affondano le proprie radici nel fenomeno del monachesimo di IV sec. d.C. Attualmente situato nel Parco naturale del fiume Nera, a metà strada tra la Cascata delle Marmore e Spoleto, e immerso in un rigoglioso bosco, il complesso abbaziale deve la sua fondazione ai due eremiti siriaci, Giovanni e Lazzaro, che negli anni centrali del IV sec. d.C. peregrinavano in cerca di un luogo recondito dove dedicarsi alle loro attività di preghiera. Varcato il Monte Solenne e da lì ridiscesi nella valle Suppenga, avrebbero fondato, su un preesistente insediamento pagano, l’eremo che sarebbe poi divenuto l’Abbazia di San Pietro in Valle. Nell’VIII sec. d.C. Faroaldo IIduca di Spoleto, infatti, proprio sui luoghi dove avrebbero vissuto Giovanni e Lazzaro, diede il via ai lavori di edificazione dell’intero complesso monastico. Secondo una leggenda, fu lo stesso San Pietro ad ispirare in sogno il duca di Spoleto, il quale esortato dal santo, fece edificare nel luogo dell’attuale abbazia un monastero benedettino. Pochi anni seguenti, Faroaldo rinunciò al privilegio del titolo e, presi i voti, divenne monaco di San Pietro in Valle. Da allora il cenobio fu strettamente legato alla città di Spoleto, divenendo luogo deputato ad accogliere le spoglie di molti dei duchi della città.

 

Nell’881 il monastero subì, affrontando la medesima sorte dell’Abbazia di Farfa, il saccheggio dei Saraceni. Fu per volere di Ottone III che risorse solo nel 996. Nel 1234 Gregorio IX assegnò la gerenza del complesso monastico ai Cistercensi, esattamente in linea con quanto stava avvenendo nel Lazio sotto Innocenzo III.

Abbazia San Pietro in Valle

Nel 1484 Papa Innocenzo VIII donò il feudo dell’Abbazia ai Cybo[1].

Dal 1917[2], l’intero complesso risulta proprietà di privati, ed attualmente, ristrutturato, è stato tradotto in struttura ricettiva alberghiera.

La proprietà è comunque un monumento nazionale, meta di molte visite per le sue opere d’arte: la chiesa conserva, ad esempio, il ciclo degli affreschi di scuola romana (1150) antecedenti il Cavallini, e gli affreschi nell’abside del maestro di Eggi del 1445. [1]

La chiesa, corpo separato a se stante rispetto all’abbazia, è ad una sola navata e risale al VII secolo; mentre l’abside venne aggiunta solo del XII secolo. L’intera struttura conserva pregevoli affreschi medievali e rinascimentali[3] di scuola umbra, raffiguranti scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, che si svolgono sulle pareti  della stessa, simulando una finta galleria. Di particolare rilievo, sono invece due lastre di epoca longobarda, scolpite a bassorilievo e impiegate come sostegni per l’altare. Quella che costituisce la fronte della sacra mensa reca un’iscrizione in lingua latina, con una curiosa commistione di caratteri maiuscoli e minuscoli: “Ilderico Dagileopa, in onore a san Pietro e per amore di san Leone e san Gregorio, per la salvezza dell’anima (pro remedio animae)”. Ilderico fu duca di Spoleto tra il 739 e il 742. La lastra presenta due bizzarre figure a petto nudo, con braccia piegate a 90° e levate verso l’alto, e corto gonnellino che scopre metà delle cosce. Entrambe sono intercalate da fusti vegetali stilizzati, che le circondano, e i quali culminano con dischi con delle croci inscritte. Una delle due figure brandisce uno sorta di stiletto, interpretato da alcuni come uno scalpello. Ciò avrebbe fatto supporre che la figura in questione fosse la rappresentazione stilizzata di Orso, lo scultore indicato come autore della lastra, la quale, non a caso, reca  l’epigrafe Ursus magester fecit (“Il maestro Orso l’ha fatto”).

Più difficile comprendere chi sia l’altra figura: il gonnellino, indumento forse adatto all’attività di scultore, mal si addice alla dignità del duca. Le braccia levate sono state interpretate come atteggiamento rituale. La posa si riscontra anche per la figura del vescovo Liudger di Werden (frazione di Essen), effigiata sul coevo altare in osso, o per quella del vescovo Agilberto, raffigurata sul suo stesso sarcofago (leggermente più antico ai casi precedenti), conservato  nella cripta di Jouarre (Francia). Congiunto alla navata della chiesa, il lato settentrionale del chiostro è scandito da tre alti e grandi archi sorretti da pilastri quadrangolari. I rimanenti lati presentano una diversa

lastra di orso di fronte all'altare

situazione: l’ordine inferiore è costituito da portici con poderose volte a crociera sostenute da robuste e basse colonne di pietra locale.  Il Campanile è di pianta quadrata leggermente asimmetrica e presenta un parato murario costituito da blocchi irregolari di pietra locale. Le sue pareti permettono di osservare il classico fenomeno del rimpiego di materiali antichi: ad altezze differenti si notano, tra l’altro con intento decorativo, suggestivi frammenti di epoca romana e longobarda.

Bibliografia:

C. Favetti, Ferentillo Segreta: L’Abbazia di San Pietro in Valle Suppegna.

Francesco Dell’Acqua, Ursus «magester»: uno scultore di età longobarda, in Enrico Castelnuovo, Artifex bonus – Il mondo dell’artista medievale, ed. Laterza, Roma-Bari, 2004.

 


[1] Il papa Innocenzo VIII (Giovan Battista Cybo – ossia Giobatta, ricordato come il pontefice romano che iniziò la caccia spietata alle streghe), come detto, costituì per suo figlio Franceschetto Cybo un principato, nominandolo oltre che duca di Spoleto, anche conte di Ferentillo, e quindi governatore dell’Abbazia. A Franceschetto, che sposò Maddalena de’ Medici, successe il figlio Lorenzo Cybo, il quale sposò Ricciarda Malaspina marchesa di Massa e Carrara. Dal matrimonio nacque Alberico I Cybo, il quale, dopo la morte della madre Ricciarda, assunse anche (sempre per volere della madre) il cognome di Malaspina. Alberico I Cybo Malaspina divenne cosi Marchese di Massa, Signore di Carrara, Conte di Ferentillo governatore di Monteleone di Spoleto, e dunque signore anche della Abbazia di San Pietro in Valle. Il feudo di dominio dei Cybo Malaspina durò fino al 1730 con Alderano Cybo.

[2] L’abbazia comunque ebbe sempre la commenda degli Ancaiani, nobili spoletini, fino alla sua vendita definitiva avvenuta nel 1907.

[3] L’intero ciclo pittorico è stato da pochi anni restaurato.

Sant’Eutizio di Preci in Valnerina: culla del monachesimo occidentale

8 gennaio 2011

Francesca Romana Plebani

di Francesca  Romana Plebani

Di origini antichissime, l’Abbazia di S.Eutizio si trova a Preci in Valnerina a circa 18 Km. da Norcia, e per diversi secoli fu il centro ispiratore di tutte le attività della valle e culla del monachesimo occidentale. Fu fondata agli inizi del V sec. dai monaci Siriani (i Padri del Deserto) giunti in Valnerina[1], la cui conduzione di vita suscitò l’ammirazione delle persone del luogo che si unirono ad essi proseguendone la loro esperienza.

Le vicissitudini e la costituzione della “congrega” videro emergere la figura di S. Spes, guida spirituale di S. Benedetto, di S. Eutizio e di S. Fiorenzo. Come tramandato da S. Gregorio Magno, fu S. Spes, nel 470 d.C., a fondare questa abbazia, o meglio, a far erigere un oratorio dedicato alla Vergine, su cui quindi sorse l’intero complesso.

A questo stesso momento storico, si fa risalire, infatti, la costituzione di una comunità definita ed organizzata. Morto S. Spes, gli successe S. Eutizio, al quale vennero riconosciute grandi virtù, e che divenne, così, la guida spirituale del cernobio. La comunità ebbe un notevole impulso in questo periodo. Venne eretto il primitivo monastero, e di seguito, la chiesa nella quale, alla sua morte, vennero deposte le stesse spoglie di S. Eutizio.
Nel periodo altomedievale molte donazioni arricchirono l’Abbazia, che in primo luogo acquisì diritti feudali su un vasto territorio esteso fino all’Adriatico, e che divenne una Congregazione propria. Il complesso di S. Eutizio, a differenza delle abbazie di Farfa e Montecassino, non fu distrutto nè dalle incursioni dei Longobardi, né cadde ad opera dei Saraceni.
Nei “tempi bui” del Medioevo molti Vescovi di Spoleto furono monaci eutiziani. La prosperità di cui godeva l’Abbazia permise ai monaci di migliorare gli edifici, di dotarsi di una biblioteca e di un operoso “scriptorium”. Questo la resero uno dei più rilevanti poli religiosi e culturali dell’Italia centrale per quel periodo. Non è un caso, infatti, se proprio dall’abbazia di S. Eutizio proviene il più antico documento in volgare dopo il Placito di Montecassino: la “Confessio Eutiziana”, risalente alla metà dell’XI sec.
Vanto della biblioteca eutiziana erano i testi tramandati, i quali conservavano gli antichi trattati della medicina greca e romana, e gli erbolari in cui erano enucleate le virtù curative delle erbe. I monaci arricchirono queste conoscenze con l’esperienza e dettero origine ad una importante scuola medico-chirurgica specializzata, la Scuola Chirurgica Preciana. Infatti, quando i Concilii proibirono agli ecclesiastici di esercitare l’arte medica, l’ordine monastico eutiziano trasmise il suo sapere agli abitanti dei paesi circonvicini, allora soggetti all’Abbazia.

Nel 1180, l’abate Teodino I diede inizio ai lavori per il restauro e l’ampliamento della chiesa. L’opera si conclusenel1236,sotto il successore Teodino II. Anche S. Francesco d’Assisi ebbe rapporti con l’Abbazia: egli ottenne dall’abate Raynaldus la chiesa di S. Cataldo al Valloncello per erigervi un lebbrosario.

Attualmente la chiesa, cuore dell’abbazia, mostra, ancora priva di manomissioni, la superba facciata ingentilita da un rosone in stile romanico-spoletino. All’interno, sottostante ad un presbiterio decisamente rialzato, è conservata un’ampia cripta, le cui volte poggiano su due massicce colonne in pietra locale di probabile pertinenza all’antico oratorio. Un pregevole tempietto, nel quale si conservano le spoglie di S. Eutizio, occupa il centro del presbiterio. Il monumento, la cui pregevole realizzazione fu attribuita a Rocco da Vicenza, venne scolpito nel 1514, su commissione dell’abate Scaramellotti. Posto a contornare il tempietto, sempre di realizzazione coeva, un coro intagliato in legno di noce, opera di Antonio Seneca, artigiano della vicina Piedivalle.

Il complesso dell’abbazia si affaccia su due cortili: il primo, il più ampio e dominato dalla chiesa è meravigliosamente ingentilito da due splendide bifore trecentesche; l’altro presenta una fontana, ad ornamento della quale, venne posta una transenna in pietra, scolpita a losanghe. Tale transenna, riferibile all’VIII sec., dovette appartenere alla antica chiesa dedicata alla Vergine.

Molto suggestive sono le grotte dove si ritirarono S. Eutizio e S. Fiorenzo, scavate nello sperone roccioso che sovrasta a picco l’Abbazia e, sulla cui sommità venne poi eretto il campanile. Nel X secolo vicino alle grotte fu costruito in pietra un piccolo eremo, con la cappella dedicata a san Fiorenzo. Si deve a Legambiente il recupero e la valorizzazione del percorso naturalistico e storico che si diparte dalle grotte di V sec. e giunge sino a Norcia, attraversando gli senari della Val Castoriana.

http://www.museiecclesiastici.it/museisingoli.asp?museoId=21#

Curiosità:  Oggi in questo luogo isolato ma ricco di storia vive un altro eremita “venuto da lontano”: un giovane polacco di nome Tadeusz , la cui vocazione lo ha condotto a vivere da anacoreta nei luoghi che furono di San Benedetto. Il monaco ha già restaurato la cappella dedicata al san Fiorenzo e lì ne ha ricavato una minuscola stanza dove vive. Due piccoli pannelli solari gli forniscono l’energia per illuminare la sua cella, mentre una semplice stufa a legna gli è funzionale per riscaldarla nei lunghi mesi d’inverno.

http://domenica.niedziela.pl/artykul.php?dz=swiat&id_art=00008

[1] Nel V secolo – in seguito alle persecuzioni dell’imperatore Anastasio Dikoro che sosteneva l’eresia ariana e del vescovo Severio di Antiochia – circa 300 monaci salirono sulla nave che li portò dalla Siria ad Ostia, in Italia. A Roma i monaci chiesero al Papa di affidare loro una zona isolata e tranquilla dove poter fare la vita eremitica. Il Papa li mandò nelle valli tra Spoleto, Cascia e Norcia. Un gruppo di monaci formò un importante insediamento eremitico a Monteluco di Spoleto, mentre circa 50 di loro, guidati da Santo Spes, arrivarono alla valle chiamata “Valcastoriana”. Lì formarono una piccola comunità dove oggi si trova l’abbazia di Sant’Eutizio e 15 eremi sparsi sulle montagne circostanti.