Archive for the ‘Uomini in primo piano’ Category

Cultura: La Donna per essere sacra può essere nello stesso tempo anche laica?

11 maggio 2016

Ne parliamo con Franco Valentini, noto appassionato di tutti gli aspetti culturali e antropologici della dorsale appenninica umbra.

di Francesco La Rosa

valentini

Franco Valentini

Franco so che c’è in corso un progetto culturale per esaltare la figura femminile in Umbria, e in particolare in Valnerina, visto che sappiamo che questo territorio ti sta a cuore, puoi raccontarci qualcosa?

Certo, partendo dall’aspetto che la figura della donna è laica e religiosa nello stesso tempo, in tutte e due le direzioni la donna caratterizza l’ambiente, la cultura e quindi processi storici, e la possibilità di rilanciare verso il futuro diventando figura centrale sul piano universale. Lo faremo attraverso un progetto che avrà come obiettivo il racconto del Sacro Femminile in Umbria.

Nello specifico cosa puoi dirci? (more…)

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Foligno: IL SOGNO DI UN RAGAZZO: TEATRO E NUOVI ORIZZONTI

1 settembre 2015

pasquale de paoloNapoletano, 19 anni, pizzaiolo, barman, attore e tanto altro si trasferisce da Napoli a Foligno per inseguire i suoi sogni, proviamo a saperne di più.

Intervista di Federico Santoni

Chi è Pasquale De Paolo?

Ho 19 anni e vivo a Foligno; sono originario di Napoli e mi sono trasferito nel 2014. Come molti, ho deciso di lasciare la mia città natale non tanto per “trovare fortuna” altrove, ma anche per scommettere sulla mia vita professionale, facendo sì che potessi dare una svolta positiva ai miei sogni e ai relativi obbiettivi. Sento davvero molto la nostalgia della bellissima Napoli, ma cerco di resistere e quando posso ritorno a far visita a quella che è stata la mia culla e luogo della mia infanzia. (more…)

Lo spoletino Giampiero Catanzani: ultimo rimasto a fare il suo mestiere con l’arte e gli strumenti di una volta: le mani.

30 aprile 2015
Giampiero Catanzani

Giampiero Catanzani al lavoro

Al mio meraviglioso Papà

Oggi è il Tuo compleanno!!
Vediamo… Non saprei proprio da dove cominciare tanto è grande l’Amore che provo per quest’uomo che ha reso possibile la mia vita, mi adora da sempre, mi ha voluta insieme alla Mamma e Sua Moglie che in un infinito gesto d’amore incondizionato hanno preso quella decisione tanti anni fa.
La Mamma gli sta facendo gli auguri guardandolo di Lassù felice insieme a me qui con Lui.
Un uomo amato e rispettato da tutti, che ama e rispetta tutti a sua volta, un uomo che vive ed ha sempre vissuto con l’amore per la sua famiglia e per il suo lavoro, con tante persone che gli vogliono bene e da Lui sono ricambiate.
Per i nipoti è Zio Giampi, per me …IL MIO PAPÀ !!!!!
E io, indegnamente Sua figlia gli ho preparato una bella sorpresa, Insomma, Papà TI VOGLIO BENE!!!!!!!

Un bacione Grande Grande, Tua Figlia SEMPRE

Maria Grazia

A breve uscirà una sua biografia 

Tosto, talmente tosto, che per tre volte l’anno in estate molla la sedia a rotelle e prova a volare.

18 settembre 2014

mauro belligiMauro Belligi, nato a Perugia nel ’66, fa sul serio. Affetto da sclerosi multipla, si diverte a lanciarsi col paracadute da un’altezza di cinque mila metri. Lo fa a Fermo.

 

 

“Il paracadute è sempre stato una mia grande passione – racconta – figuriamoci se ne faccio a meno per via della malattia. Ho fatto un corso da paracadutista da (more…)

“Chi ha detto che a 50 anni non si è più liberi di scegliere come vivere e lavorare?

11 giugno 2014

“Io ne sono un esempio. Per inseguire i propri sogni davvero non ci sono limiti. Vivo di arte. Eppure ho una formazione da perito agrario”.

 

Roberto Fugnanesi

Roberto Fugnanesi

A parlare è Roberto Fugnanesi, nato a Sigillo, nel Perugino. Dopo aver frequentato la facoltà di Agraria a Firenze, Roberto si è scoperto artista.
“Ho iniziato come pittore, partecipando ad alcune estemporanee e collettive – spiega – per poi approdare a mostre personali a Sigillo, Gualdo Tadino, Cagli. Dopo aver lavorato per alcuni anni come responsabile commerciale in un’azienda di ceramica artistica umbra, qualche anno fa ho iniziato ad assecondare quella che chiamo un’urgenza creativa e la volontà di esprimermi in prima persona nel campo della ceramica, ho avviato una attività. Ho quasi risposto ad una chiamata. Sembra strano, ma ho sentito una sorta di vocazione e l’ho seguita. Ho creato un laboratorio artigianale nel cuore del parco di Monte Cucco, diventando un po’ ceramista per caso. Una continua, appassionata ricerca tecnica e formale, abbinata ad una sapienza tradizionale e ad una sperimentazione più spinta, mi ha permesso di entrare in confidenza con la materia e giocarci. Creo oggetti unici e originali, interamente fatti a mano, pulsanti di vita e ironia. Soprattutto lavori in cui si incrociano design e funzione d’uso”.
L’azienda, che Roberto gestisce con sua moglie Catia, storica dell’arte ed esperta in scultura di terracotta del Rinascimento, sarà a breve trasferita in una nuova sede, un palazzo ristrutturato all’inizio del Novecento nel centro storico di Sigillo, ex sede di un vecchio forno del pane. “Preservare una dimensione ridotta e artigianale – afferma – è per noi fondamentale”.
Tanti gli oggetti ispirati al mare, che si trovano nel loro laboratorio. “Gran parte della nostra clientela – continua Roberto – si trova nelle più belle località balneari italiane e, dal 2013, in California”.
In un anno i due riescono a realizzare quasi mille oggetti. “Un traguardo importante – ancora le sue parole – è stato entrare nel mercato americano e sapere che il nostro è visto come un prodotto unico. Certo, i problemi non mancano. Iniziare e, soprattutto, continuare ad innovare in un posto come Sigillo, cercare di catturare sempre nuovi clienti, che vengono in Umbria soprattutto per apprezzare le ceramiche di di Gubbio, Gualdo Tadino, Deruta. Le difficoltà non ci frenano. Credo che ognuno di noi possa emergere con le sue potenzialità, se motivato dalla passione, L’età e il contesto contano, sì, ma in modo relativo”.
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TORGIANO: FABRIZIO LALONI E LE ENOIDEE

5 giugno 2014

 

Fabrizio Laloni

Fabrizio Laloni

“Ho intrapreso una strada, semplicemente guidato dalla passione. E ce l’ho fatta. Ho realizzato quello che sognavo di fare sin da quando avevo 14 anni: vivere e lavorare in campagna, tra i mille ulivi che appartengono alla mia famiglia”.
Racconta così la sua esperienza Fabrizio Laloni, nato ad Assisi nel 1987, che, nel 2006 ha conseguito il diploma di Perito agrario e che oggi vende cantine chiavi in mano.
“Fin da piccolo – dice – sono sempre stato affascinato dal mondo dell’agricoltura. Mi ricordo che in gita all’ Istituto agrario di Todi in quarta elementare e poi in terza media, avevo già capito quale strada avrei percorso. Volevo studiare e applicare alla realtà quello che avevo appreso a scuola. Faccio proprio quello. L’amore per la campagna, come ho detto, l’ho provato sempre. Me l’hanno trasmesso mio nonno e poi mio zio, coltivatore diretto. Da piccolo (more…)

Sognava di diventare attore. Ma oggi è con la sua barca che vive e ha sconfitto la sua crisi.

15 aprile 2014

massMassimiliano Gori, classe ’94, fa il pescatore a Sant’Arcangelo, una frazione di Magione, nel Perugino, affacciata sul Lago Trasimeno. Un diploma in Ragioneria e poi il lavoro di suo nonno, che l’ha avviato. “Non mi sono dannato a cercare un altro impiego – dice- Alla pesca si dedicava la mia famiglia e poi stare a contatto con la natura mi fa stare bene. Certo, fare il pescatore richiede enormi sacrifici. Non esistono giorni di festa, lavoro anche la domenica e mi alzo all’alba. Il lago non è il mare, né l’oceano, ma si corre il rischio di non uscirne vivi in giornate di pioggia o di vento. In più, la pesca è un’incognita. Puoi tornare a casa con le reti vuote. E sai quante volte mi capita?

Però, nessuno mi corre dietro o mi dà ansia. Lavoro, seguendo i ritmi della natura. Vado lento e mi godo uno dei laghi più belli d’Italia”.  (more…)

Frate Alessandro Brustenghi: “portavoce” di Dio

12 gennaio 2013
frate Alessandro Brustenghi

frate Alessandro Brustenghi

Da semplice frate carpentiere, frate Alessandro Brustenghi è divenuto in poco tempo uno dei “portavoce” di Dio – ingaggiato dalla Decca Records di Londra –, per diffondere il messaggio del Vangelo nel mondo. Come la forza della musica, accompagnata da una voce che si fa dono, possano essere veicolo di trasmissione di pace, serenità e sacralità.

È la Vigilia di Natale e sto per intervistare frate Alessandro Brustenghi, La Voce di Assisi, come titola il suo cd, uscito da qualche mese e inciso a Londra, presso la Decca Records.

La sua voce non può lasciare indifferenti: è calda, gutturale, piena di trasporto, arriva dritta al cuore. Note basse, e poi acuti, sapientemente calibrati con la partitura musicale e il volume più o meno forte al bisogno, insieme alle parole di vari (more…)

Al Morlacchi, Sandro Allegrini presenta: “Ferdinando Cesaroni, imprenditore perugino”

6 gennaio 2013
Ferdinando Cesaroni

Ferdinando Cesaroni

Ma cosa sanno realmente i perugini intorno alla figura di Ferdinando Cesaroni (di cui ricorre il primo centenario della morte, avvenuta nella sua villa di Fontana), oltre al fatto che il palazzo a suo nome è sede del Consiglio regionale dell’Umbria?

A questa e ad altre domande intende rispondere l’incontro del Dónca (Lunedì 7 gennaio, teatro Morlacchi, ore 17) incentrato sulla biografia del personaggio che fu imprenditore di enorme successo, pur sapendo a malapena vergare il proprio nome. (more…)

E’ umbro il protagonista dell’ultima campagna pubblicitaria H3GI in Svezia

17 ottobre 2012

Fosco Giulianelli

di Nicola Cassieri

Si chiama Fosco Giulianelli, è nato a Perugia ed è il protagonista della nuova campagna pubblicitaria della compagnia telefonica 3 in Svezia. La pubblicità ispirata alle avventure di James Bond è intitolata Mannen från 3 ovvero “Uomo della tre”. Fosco nei panni di James Bond è l’uomo della 3 che deve difendersi dagli attacchi delle altre compagnie telefoniche. Si tratta di sofisticati video, dei quali i più affaascinanti girati a Venezia, che lo hanno reso celebre in tutta la Scandinavia. Fosco Giulianelli da 20 anni vive a Stoccolma ed è conosciuto nel mondo sia come fotografo di moda che come blogger con lo pseudonimo di The Fashionist (www.thefashionist.se ). Dopo essere stato protagonista della campagna pubblicitaria The Style Road per Alfa Romeo ed Italia Independent oltre che di Superman per Iveco, è stato scelto dalla compagnia 3 per le sue doti di attore. Un grande successo ed un ennesimo esempio di quanto la terra umbra sia fertile di talenti. A seguito alcuni dei più divertenti video della campagnia pubblicitaria 3 con Fosco Giulianelli protagonista, trasmessi dalla televisione svedese:

http://www.youtube.com/watch?v=ZTSob_myoWk

http://www.youtube.com/watch?v=smRHOAT2C3U

http://www.youtube.com/watch?v=2a8mvRd1Pgg

http://www.youtube.com/watch?v=5lV-GsO7kbA

http://www.youtube.com/watch?v=UYebQddzbxQ

Trentennale della morte: “Don Gino Vicarelli, un prete speciale”

4 ottobre 2012

Martedì 9 ottobre, Sala dei Notari, ore 17. Sandro Allegrini presenta: “Don Gino Vicarelli, un prete speciale”, con Claudio, Stefano e Pierpaolo Vicarelli, Gino Puletti, Leandro Battistoni. Don Gino Vicarelli – di cui ricorre il trentennale della morte – è stata una figura di assoluta eccezionalità. Era subentrato nella guida della parrocchia di Ponte Felcino a don Remo Palazzetti, il prete inventore, un cui brevetto fu addirittura utilizzato dalla Nasa. Monsignor Vicarelli fu, a sua volta, un prete veramente speciale. Sacerdote, intellettuale, (more…)

“Noi siamo ciò in cui crediamo”: incontro con Luca Panichi

21 aprile 2012

Costanza Bondi

di Costanza Bondi

Giorni fa, navigando in internet, mi imbatto in una nuova e piacevole conoscenza, nata per un contatto letterario e sfociata, per me digiuna di ciclismo, con tutta una serie di domande, più o meno tecniche sull’argomento. Allora Luca, questo il nome del mio interlocutore che di cognome fa Panichi, mi racconta che si allena 3 volte alla settimana e per varie ore al giorno, poiché sta tentando di raggiungere il suo obiettivo per il 2012: scalare il Passo dello Stelvio e aumentare il livello della prestazione rispetto all’anno scorso. Quindi, il martedì salite brevi e faticose, tipo il Colle della Trinità dalla parte di Corciano (chi legge ed è perugino, già fatica solo a sentirle certe cose); il venerdì, percorso misto non impegnativo; la domenica, salite lunghe come Bocca Trabaria, Castel Rigone o il Monte Peglia. “Scusa, ma quando trovi il tempo per lavorare con tutto questo impegno sportivo?” la domanda mi sorge spontanea… Lui sostiene che l’impegno sportivo è commisurato ai tempi di lavoro e non viceversa, perciò spesso gli capita che nei suoi spostamenti per i servizi esterni di Mia o di

Luca Panichi

Pianeta Umbria, o quelli per l’università a Roma, ne approfitta per ricavarsi degli spazi aggiuntivi di allenamento. Ma – tende a precisare – non segue tabelle rigorose di allenamento, poiché sono parecchie le cose di cui si occupa e quindi cerca di non sacrificare il lavoro allo sport, anche se alcune volte, ammette, può capitare! E qui mi sgancia la “Panichi philosophy”: il segreto reale è una assunzione quotidiana di forti dosi di “convintion” nel cervello! “Mmh, niente male… e a casa che dicono di tutti questi impegni?” “Mah, vedi, in tutto quel che faccio ho trovato pure il tempo di divorziarmi, ma guardo sempre avanti con positività perché considero ciò che mi succede sempre un arricchimento, partendo dal fatto di render merito e valore al come si sono vissute certe situazioni, dando priorità al come le si è percepite ed avvertite dentro, nell’animo… sì, è proprio la mia disposizione d’animo che mi perette di affrontare sempre col sorriso tutti i molteplici momenti della vita!” “Ah, abbiamo la stessa laurea, come leggo dalle tue info, Scienze Politiche, e siamo pure coetanei!” “Sì, ma io mi sono laureato tardi, nel 2005, con una tesi sullo spirito civico degli italiani: ci ho messo due anni a realizzarla!” “Beh, vista l’entità dello spirito civico dei nostri connazionali… due anni mi sembran pure troppi…” (ridiamo) “Ho analizzato il caso di Pescasseroli e del Parco Nazionale d’Abruzzo a parametro di analisi e, a seguito dell’elaborato elettronico, mi son ritrovato un po’ a fare il gabbianello della situazione…” “Gabbianello, uno che scala per il quarto anno consecutivo l’arrivo di tappa del Giro d’Italia professionisti?” “Pensa che nel 2009 scalai gli ultimi 5 km del Blockhouse… per il quale mi fecero la telecronaca in diretta degli ultimi 50 metri all’arrivo Auro Bulbarelli e Davide Cassani. Da lì presi l’idea di scalare ogni anno una salita del Giro d’Italia, quindi… nel 2010 feci i 5 km del Terminillo e i 10 km del Passo Tonale… nel 2011 scalai il Grossglockner in Austria di 12 km con pendenza media del 8-9% : il tutto come gesto simbolico e concreto, per me, di rivivere certe sensazioni, ma anche di condividerlo con gli appassionati di ciclismo, portando un messaggio positivo di ciò che è questo sport… ti allego il link delle scalate in ordine cronologico per darti un’idea…” Il bello di tutta questa chiacchierata che avete appena letto è che, solo alla fine, quando appunto apro il link, mi accorgo che Luca è in carrozzella. Un incidente di percorso, come lo ha definito lui. Una determinata consapevolezza, come la definisco io. Perché solo questo, a parer mio, può plasmare fortemente il proprio destino e, nonostante le restrizioni della vita che ci mettono a dura prova, può farci librare verso orizzonti infiniti. Ecco, quindi, come ciò, che agli occhi degli altri appare una sconfitta, Luca l’ha trasformato in vittoria: perché, aggiungo, noi siamo sempre e solo ciò in cui crediamo.

 

 

 

 

 

Brunello Cucinelli riceve l’onorificenza “Paul Harris” dal Rotary Perugia Est

8 aprile 2011

Il riconoscimento gli è stato consegnato giovedì 7 aprile 2011 dal presidente del Rotary Club Perugia Est Paolo Latini, al termine di una conferenza tenuta dal noto imprenditore umbro del cashmere.

Cucinelli ha ripercorso la sua vita: dalle origini contadine della famiglia, di cui va orgoglioso, agli anni della formazione con la scoperta della filosofia, sua grande passione e guida, fino all’intuizione, all’età di 25 anni, del cashmere colorato che gli ha dato il successo.

Ispirata agli insegnamenti di personalità come Kant, San Benedetto e San Francesco, la formula di Cucinelli è tanto semplice quanto coraggiosa: la realizzazione di un capitalismo etico. Pur credendo nel profitto, Brunello Cucinelli è convinto che esso non deve diventare un’ossessione e, soprattutto, il suo raggiungimento non deve arrecare danni al prossimo. Egli è convinto che l’imprenditore deve sentirsi non tanto il proprietario dell’azienda quanto un custode, così da sganciarsi dalle aride logiche del possesso e poter ripartire i guadagni in maniera onesta e dignitosa, indirizzandoli anche al bene comune.

L’idea che Cucinelli ha del lavoro ha fatto ormai il giro del mondo, tanto da vedersi ribattezzato come l’imprenditore illuminato. Eppure sentirlo parlare è sempre una nuova scoperta. Probabilmente è quell’assegnare al lavoratore e alla sua condizione un tale rispetto che non può non stupire chi è abituato alla vita di tutti i giorni. L’impresa di Cucinelli, che conta circa 600 persone, non è un’utopia ma la dimostrazione che l’etica applicata all’economia funziona.

Come ogni grande azienda è gestita con regole precise e rigorose. Tuttavia il principio ispiratore è il rispetto del lavoratore, la sua dignità che non deve mai venire meno. Secondo Cucinelli ogni essere umano possiede una certa dose di genialità ed essa riesce ad emergere in particolari condizioni di vita e di lavoro.

Il pensiero di Brunello Cucinelli è guidato anche dall’ottimismo. Secondo l’imprenditore il mondo è agli albori di una nuova età dell’oro grazie anche alle economie di paesi emergenti come l’India e la Cina. In questa nuova situazione l’Umbria può avere un grande futuro puntando sulla bellezza dei suoi prodotti. Il lavoro e l’economia devono però poggiare le proprie basi sulla cura e il mantenimento dei rapporti interpersonali, un concetto che ha spinto Cucinelli nell’impegno verso il bene comune. La realizzazione del “foro delle arti” a Solomeo è uno degli esempi in cui si concretizza questa concezione, basata sull’incontro. A questo proposito Brunello Cucinelli non ha mancato di dare un giudizio sulla vita sociale di Perugia. “Nella nostra città – ha detto – manca un luogo di incontro, un polo dove le persone possano interagire ed arricchirsi anche con la concomitanza di eventi artistici”. L’imprenditore ha le idee chiare e ne lancia una: trasformare Palazzo Baldeschi in Corso Vannucci in una sorta di Beaubourg, il celebre Centre Pompidou parigino.

“Le vie del Brigante”- L’Umbria segreta su RAI 2

29 novembre 2009

a destra franco valentini e danilo ronzi regista della trasmissione nell’eremo di Pale

di Francesco La Rosa

E’ stata trasmessa da Rai2 in orario per insonni, “le vie del Brigante” rivisitazione in chiave ironica e curiosa di alcuni luoghi tradizionalmente esclusi dagli itinerari turistici più conosciuti. Cosi la curiosità di conoscere l’autore del programma che è umbro mi porta a Foligno e mi permette di presentarvi un personaggio che appare veramente fuori dal tempo.

Franco Valentini è curiosamente noto a Foligno con lo pseudonimo “il Brigante” e  per cercare di capire cosa può aver motivato la produzione di questo programma televisivo sono andato a trovarlo nel suo “eremo” di Piaggia nei pressi di Sellano.

L’uomo, davvero appare un brigante,  la barba bianca gli da un aspetto apparentemente truce, sprofondato su una seggiola mi scruta e aspetta la mia prima mossa, ed io muovo subito…

Sig. Valentini ci diamo del tu o del lei?

Per costume locale in questo modo di interloquire, ti danno del lei quando vogliono punirti, quindi diamoci del tu.

Come è nata l’idea di questo programma?

L’idea è nata dopo una simpatica conversazione con amici fra i quali un noto artista romano che da qualche tempo risiede a Stifone presso Narni, e quasi come  sfida ho accettato di produrre questo documento televisivo, cercando di dare un contributo per una lettura dell’Umbria  fuori dagli stereotipi.

Quali aspetti intendevate evidenziare con questa opera?

Siamo partiti dalla consapevolezza che il territorio umbro già da sé è “la storia dell’arte” e dai secoli passati possiamo considerarlo come una semina di fatti e di avvenimenti culturali che ne hanno fortemente condizionato ogni angolo dello stesso.

Perché l’ironia come filo conduttore?

Beh, la mancanza di mezzi finanziari e mezzi tecnici non ci lasciava altra scelta e quindi abbiamo cercato l’impatto mediatico  utilizzando come patrimonio l’ironia delle persone normali.

Riesci a conciliare il tuo lavoro con questi impegni artistici?

Ho sempre pensato che esiste un lavoro per vivere e un lavoro per fare, e di solito accade che il lavoro per vivere è “quello che è” non si ama, invece il lavoro per “fare” è quello che soddisfa le più intime esigenze dell’uomo, come lo straordinario  concerto organizzato al Castello di Giomici poco tempo fa. Per queste cose cosi importanti ed esaltanti il tempo dobbiamo trovarlo

Parlaci di questo concerto…

L’idea di questo concerto è nata conversando con il maestro fernando Grillo, da importanti critici considerato ”il Buddah del contrabbasso”, ma che io considero invece “l’angelo del contrabbasso”  con il quale “discuto musicalmente” da quaranta anni, abbiamo pensato di invitare un quintetto d’archi composto da artisti che possono essere considerati nel loro campo fra i più grandi esecutori del nostro tempo, come il russo Dimitri Tombassov, primo violino della Orchestra Filarmonica di Berlino, e che abbiamo potuto offrire all’Umbria anche grazie alla appassionata competenza e partecipazione di un caro amico, Luciano Vagni, proprietario del Castello di Giomici i cui saloni  hanno  fatto da magica scena all’evento.

Cosa ti ha dato dal punto di vista musicale e umano l’incontro con Tombassov?

Dimitri è un uomo che ha compiuto una scelta di vita importante lasciando la Filarmonica di Berlino per essere grande solista fra grandi solisti, e studiare e sperimentare insieme a lui presso il Castello di Pupaggi le prove del concerto, anche grazie alla sua straordinaria umiltà è stato esaltante per me e mi resta un ricordo incancellabile, e anche se con grande simpatia il quintetto mi ha nominato presidente onorario in realtà mi sento il rozzo che poco può contribuire al compimento culturale di questi grandi musicisti.

Perché avete scelto Pupaggi per il laboratorio?

L’idea è partita dal soffitto della chiesina del ’500  di Pupaggi dove il soffitto è riempito magnificamente da un grande affresco che rappresenta Dio che è contornato da due quintetti di angeli contrapposti con in mano archi e vielle, angeli che curiosamente hanno le ali dipinte con il tricolore, ma anche dal fatto che la zona è stata nei secoli passati un grande laboratorio di sperimentazione di medicina e chirurgia e percorso di grande valore musicale. Da sottolineare anche la splendida ospitalità nel castello  della famiglia Onori che ci ha permesso di penetrare in maniera precisa nell’ambiente e nella gente di questo territorio che  nei propri cromosomi ha sintetizzati gli eventi più importanti dei passaggi della storia del mondo moderno. Il riferimento a San  Benedetto non è casuale come non è casuale che Benedetto sia il Patrono di Europa.

Cosa farai da grande?

Farò da grande tutto ciò che ho fatto da piccolo, e continuerò a riflettere sugli stessi errori, che stranamente ricordo come i  momenti più belli e senza i quali non sarei quello che sono, tanto è vero che il mio modo di vivere nella mia lunga e stratificata” professione di ateo” non ho mai avuto paura di ringraziare il cielo e dire: Signore ti ringrazio per quello che mi dai.

Per concludere vuoi dedicare una tua riflessione in versi ai lettori di Goodmorning Umbria?

“Quando la sera guardo il sole ed il suo tramonto, anche i miei pensieri si uniscono nella mia fronte e si abbracciano come le onde del mare al pari delle rughe che ormai segnano i lunghi giorni della mia vita”.

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VUOI ESSERE AMICO DI GOODMORNINGUMBRIA?

scrivi a gdmumbria@gmail.com

 

Agenore Tomassini Cavaliere d’Italia

1 novembre 2009

il cav. Agenore Tomassini e il comm. Elio Carletti presidente U.N.C.I. Cavalieri d'Italia sezione di Perugia

nella foto :

il Cav. Agenore Tomassini ed il comm. Elio Carletti presidente della sezione di Perugia dei Cavalieri d’Italia che consegna il distintivo dell’associazione

di Francesco La Rosa

Il titolo di Cavaliere d’Italia spesso viene assegnato a persone di grande prestigio e apprezzate nel loro lavoro, e Agenore Tomassini dimostra di avere tutti i requisiti per meritare questa prestigiosa onorificenza, ma l’uomo non è sempre e solo azienda, è anche sentimento e passione per le cose che realizza e che progetta, curando in maniera quasi maniacale le finiture dei suoi mezzi di trasporto destinati ad un pubblico esigente e raffinato che pretende di avere un prodotto quasi su misura a partire dai piccoli particolari.

Cav. tomassini cosa è per lei l’azienda?

E’ sicuramente uno strumento utile a produrre benessere per chi intraprende ma anche per tutte le persone che con impegno e passione tutti i giorni si presentano al loro posto di lavoro e dove ciascuno, per il proprio ruolo, dà il meglio di se per raggiungere i risultati sperati. L’azienda è un insieme di risorse sia umane che professionali e mi ha insegnato anche che si può crescere senza dover ricorrere a trucchi come la corruzione, che mi è lontanissima come carattere e come cultura.

Come è nata la sua passione per le automobili?

Deve sapere che ho cominciato a lavorare da piccolo in una carrozzeria, e lì, oltre ad imparare un mestiere ho capito che la meccanica avrebbe fatto parte della mia vita. Oggi porto con me l’esperienza maturata in quegli anni non dimenticando mai che oltre ad essere imprenditore sono stato apprendista, operaio, caposquadra, e quindi conosco a fondo le problematiche dei miei dipendenti che io amo chiamare collaboratori.

Mi sembra di capire che l’azienda per lei sia un valore sia per l’aspetto economico che sociale…

Certamente lo è, non dobbiamo dimenticare che dietro un lavoratore c’è sempre una famiglia, dei figli, una cultura, ed io sono molto attento a questi valori.

Mi parli della sua famiglia…

Sono sposato dal 1962 con Alice Hirshi, cittadina svizzera, che mi ha regalato due splendide figlie che oggi, insieme ai loro mariti,  lavorano nella mia azienda, grazie a loro sono felicemente nonno di quattro nipoti, Sara, Veronica, Fabio e Thomas, ma mi piace anche ricordare che ho il privilegio di avere adottato a distanza due bambine, una brasiliana ed una cambogiana, anche se ho il rammarico, per la seconda,   perchè non ho la possibilità di vederla, il territorio dove vive è lacerato dalla guerra e quindi tutti i terreni sono minati.

Lei è nato a Genova, emigrato in svizzera, ma come è finito a Passignano sul Trasimeno?

Deve sapere che ho un forte legame con questo terra, ho vissuto da piccolo a Macchie di Castiglion del Lago, paese di origine di mia madre, ma la vita, certo,  mi ha portato prima in Svizzera, dove ho lavorato per prestigiose aziende del settore meccanico e poi nel 1972 ho deciso di tornare in Umbria e mettere a frutto in questa terra tutte le esperinze acquisite.

Come cambierà la sua vita da Cavaliere d’Italia?

Vivo molto semplicemente, dedicando tutto il mio tempo alla famiglia e all’azienda, ho una casa costruita con semplicità, dove mi piace ospitare gli amici e trascorrere delle ore serene, anche se a volte vengo considerato burbero e poco ospitale perché non organizzo mai feste e cene ufficiali, la mia casa è aperta a tutti coloro che vogliono venire in amicizia. Per l’onorificenza credo che vada merito anche alla mia famiglia, che, spesso con sacrificio,  ho sempre avuto molto vicina sia nei momenti belli che in quelli dolorosi.

Cosa si aspetta per il futuro?

Considerata la mia età, ho un sogno e grande rammarico, che forse non vedrò mai i miei nipoti sposarsi, ma la cosa che mi gratifica di più è pensare che in questo mondo, nonostante rapine stupri, corruzione io sia riuscito a resistere 45 anni e difendere i miei valori sempre, e spero di essere stato capace di trasmetterli anche ai miei figli ed ai miei collaboratori.

Giuseppe Mascio Cavaliere d’Italia

26 ottobre 2009
Dario Marciano, funzionario de gabinetto del Ministro dell'Interno e Giuseppe mascio

Dario Marciano, funzionario del gabinetto del Ministro dell'Interno e Giuseppe Mascio

Con decreto del Presidente della Repubblica del 27 dicembre 2008, il dott. Giuseppe Mascio Assessore  Regionale alla Mobilità ed alle Infrastrutture è stato nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Giuseppe Mascio, è noto a Terni per la sua professionalità, ha progettato fra gli altri gli impianti di idrogeno ed ossigeno per la Linde Gas italia, la produzione dei lingotti cavi per impianti petroliferi e chimici per l’india e la Cina, ma la passione per la politica e la militanza attiva lo hanno sempre impegnato fin dai tempi della scuola.

E’ ricordato a Terni per il suo impegno come consigliere comunale e come assessore all’urbanistica alle case popolari, e adesso è impegnato  con l’incarico di assessore regionale alla Mobilità ed alle Infrastrutture. Ha dimostrato particolare attenzione al sociale, infatti è iscritto a numerose associazioni per la ricerca sul cancro, ed ha collaborato con l’Università della Terza Età per la realizzazione di un seminario per la “sicurezza sociale” e con l’Aci, nel 2007, per una serie di eventi sulla la Sicurezza Stradale.