Posts Tagged ‘abolizione’

LAV: GIOSTRA DELLA QUINTANA DI FOLIGNO DA ABOLIRE

14 giugno 2012

“La Giostra della Quintana di Foligno, in programma sabato 16 giugno, è una manifestazione da abolire, ovvero da riconvertire in un torneo senza animali, in quanto basata su un anacronistico rapporto con i cavalli, sulla quale pesa la macchia di una grave condanna a diverse persone e la (more…)

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Regione, Rossi: non voterò la proposta di abolizione dei consorzi di bonifica

25 novembre 2011

Oggi in commissione abbiamo assistito allo psicodramma della sinistra sulla questione dei consorzi di bonifica e dopo lunga e penosa sofferenza la Giunta regionale ha ritirato il suo Disegno di legge e annunciato una nuova proposta che arriverà la settimana prossima. Di questo me ne rallegro ed è esattamente quello che avevo chiesto tirandomi dietro le critiche di molti. Mi pare che dal dibattito sia emerso il nodo che ci tiriamo dietro da sempre e che è quello dei soldi che la Regione non vuole mettere a copertura del mancato introito della tassa. Se alla fine di questo percorso non si arriverà alla abolizione della tassa noi annunciamo una dura opposizione e speriamo che questa volta ci saranno al nostro fianco i comitati abolizionisti. Speriamo che ora, Venturi e soci, si renderanno conto che la Regione, Stufara e l’Italia dei Valori stanno prendendo in giro tutti con tecnicismi che alla fine andranno solo a giustificare il fatto che la tassa rimane perché la Regione non vuole metterci i soldi. Infatti anche oggi l’assessore Rossi e il PD, per bocca di Locchi, hanno ribadito che l’ordine del giorno di Luglio non ha valore vincolante e Rossi ha anche aggiunto che lui non lo avrebbe mai votato. Alla faccia degli annunci di abolizione in cui anche lui si è sperticato, nei giorni scorsi!

Raffaele Nevi – Presidente gruppo PDL Regione Umbria

Fuori tempo massimo la manifestazione di Perugia in difesa delle province

13 ottobre 2011

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Con la crisi politica in atto è impensabile che la maggioranza di centro destra sia in grado di approvare una legge costituzionale per abolire le province. Rimane il rammarico per un progetto che poteva semplificare la burocrazia politica locale, eliminare sprechi e soprattutto clientele. Oggi, una classe politica che resiste al cambiamento si ostina a difendere l’indifendibile senza dire una parola invece sull’aumento della tassazione provinciale che invece affonda nelle tasche già vuote dei cittadini, verrà disconosciuta dagli elettori. Più che nelle giaculatorie in difesa delle province, bisognerà sperare nel miracolo della resipiscenza di quelle forze politiche, dal PdL al Pd che inserirono nel loro programma l’abolizione delle province facendo oggi marcia indietro.

Maurizio Ronconi

ABOLIZIONE DELLE PROVINCE – LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

3 agosto 2011

Nel corso del 2010 le province italiane hanno pesato per ben quattordici miliardi di euro sul bilancio dello Stato. Di questa somma il settanta percento è stato destinato ai costi di funzionamento degli enti, mentre il residuo trenta percento è stato impiegato per erogare servizi al cittadino. Questo dato ci dice che le province, oltre a dimostrarsi in pratica superflue, sono affette da un’inefficienza strutturale che l’Italia non può permettersi. La verità è che oggi le province non sono più uno strumento dell’azione amministrativa, ma sono divenute solo un gradino nella scala gerarchica della politica: per questo motivo i soldi che dovrebbero servire per la manutenzione delle scuole e delle strade, ad esempio, vengono impiegati per iniziative di marketing politico-elettorale. Di qui l’insofferenza dei cittadini verso questi enti dei quali oggi mal si comprende l’utilità, visto che le funzioni della provincia potrebbero essere svolte agevolmente e con costi sensibilmente inferiori dalle regioni.

Tutti i partiti politici, da anni, hanno sfruttato le province in termini di consenso elettorale: in piazza è stata promessa la loro abolizione, in parlamento ne sono state autorizzate di nuove. Questo atteggiamento truffaldino e strumentale, ribadito nella bocciatura ad opera di PDL, Lega e PD della proposta di legge sull’abolizione delle province presentato da IDV, si ripresenta oggi in maniera ancor più evidente. Il caso è quello dell’aumento dell’imposta sull’RC auto da parte delle province (a ciò autorizzate dal DL sul Federalismo Fiscale): tutti si sono dichiarati contrari, tutti hanno ghermito i propri avversari politici senza preoccuparsi però di quello che stavano facendo i propri colleghi di partito nelle province limitrofe o di quanto era successo in Parlamento solo pochi giorni prima. In realtà nessuno dice che fino a quando le province esisteranno si dovrà far fronte ai loro costi “strutturali” e improduttivi a prescindere da chi amministri politicamente l’ente: Guasticchi (PD) e Podestà (PDL), a Perugia come a Milano, saranno sempre costretti a succhiare risorse dai cittadini per cercare di far quadrare il bilancio.

Finché ci saranno le province tutti avranno qualcosa di cui parlare, in termini più o meno contrari a seconda della convenienza del momento. Nel frattempo il nostro debito pubblico ha assunto proporzioni incomprensibili per un normale essere umano e le risorse accumulate con manovre finanziarie di “lacrime e sangue” svaniscono per le oscillazioni di borsa. La sensazione è che chi siede nella stanza dei bottoni abbia compreso che la crisi economica dell’Italia sia ormai irreversibile. Come dargli torto?

Fabrizio Gareggia

Massa Martana, costituito Comitato Abolizione Tassa Tevere Nera

26 marzo 2011

riceviamo da: COMITATO CIVICO ABOLIZIONE TASSA TEVERE-NERA MASSA MARTANA e volentieri pubblichiamo

Al termine dell’Assemblea Civica, convocata su iniziativa di Alcini Mellito e Agnetti Gianluca, si è formalmente costituito anche a Massa Martana  il Comitato Abolizione Tassa Tevere Nera. Alla presenza di Leo Venturi (TERNI OLTRE) e dell’Avv. Moreno Primieri, in rappresentanza del Comitato Abolizione Tassa Tevere Nera di Todi, si è svolta con la partecipazione di numerosi cittadini, una riunione nella quale si sono affrontate le problematiche dovute alla applicazione di un balzello ingiusto, discriminatorio e vessatorio, avversato dai cittadini e dalle imprese proprio per  il suo alto tasso di iniquità. Si è preso atto che il Comune di Massa Martana insieme a quello di Todi, sono gli unici due  della Provincia di Perugia, insieme ad altri della Provincia di Terni sottoposti, in riferimento alla tutela idrogeologica del proprio territorio, addirittura ad  una doppia tassazione, una applicata dal Consorzio, l’altra a carico della fiscalità generale. E’ stata stigmatizzata pertanto una iniqua imposizione fiscale che crea una evidente disparità di trattamento tra utenti nell’ambito dello stesso territorio provinciale e tra utenti in ambito  Regionale. E’  emersa pertanto l’esigenza di  creare un organismo civico che, spinto dal principio “partecipare è fare”, svolga  una funzione che, superando le diversità partitico-politiche, porti avanti con determinazione iniziative finalizzate al raggiungimento di un obiettivo: ridefinire la normativa di salvaguardia idrogeologica del territorio, sollecitando la Regione all’approvazione in tempi rapidi del Disegno di legge riguardante le modifiche normative delle Comunità Montane con lo scopo di  inserire la materia nell’ambito della istituenda Agenzia Forestale Regionale. Il neo- Comitato richiede con forza l’impegno dell’Amministrazione Comunale di Massa Martana, guidata pro-tempore dal Sindaco Maria Pia Bruscolotti, a farsi carico delle istanze poste dai cittadini /utenti al fine di poterle rappresentare agli Organi Regionali preposti. Auspica inoltre che nel prossimo Consiglio Comunale di Massa Martana si raggiunga l’approvazione unanime di un documento che testimoni la volontà politica  di voler conseguire quelle finalità che i cittadini/utenti, a gran voce e con urgenza, richiedono.