Posts Tagged ‘AGRICOLTURA’

Il nuovo Piano di Sviluppo Rurale: nuove opportunità per l’Umbria

21 ottobre 2014

agriLa nuova Politica Agricola Comunitaria (PAC) per il periodo 2014-2020 è ormai realtà e si appresta ad entrare nella fase attuativa. Molte le novità ed anche le opportunità per gli operatori del settore agricolo ed agroalimentare, contenute nel nuovo Piano di Sviluppo Rurale dell’Umbria predisposto dalla Regione con una portata economica complessiva di oltre 850 milioni di euro. Si tratta dunque di uno strumento che avrà una ricaduta di assoluto rilievo per l’economia locale e che necessita della massima informazione e programmazione. Proprio per questo, all’Istituto Agrario Ciuffelli di Todi, mercoledì 22 ottobre, alle ore 18, si terrà un incontro pubblico sul tema che vedrà l’intervento delle massime autorità regionali in materia per illustrare ad imprenditori e professionisti tutti i provvedimenti in materia. Sarà presente la Presidente della Giunta regionale dell’Umbria Catiuscia Marini, l’assessore regionale all’agricoltura Fernanda Cecchini e il dirigente coordinatore dell’ambito agricoltura della Regione Ciro Becchetti. L’incontro risulta quanto mai tempestivo, poiché dopo le ipotesi e le proposte inoltrate nei mesi scorsi all’esame dell’Unione Europea, si è adesso giunti alla fase definitiva che precede la pubblicazione dei bandi specifici per accedere ai contributi messi in campo. Se si considera che le tutte le misure sono attivate con la formula del co-finanziamento, l’impatto che il nuovo PSR avrà sull’economia regionale nei prossimi sei anni è misurabile in circa 2 miliardi di euro, un importo fondamentale per il rilancio del sistema, tanto più prezioso in un periodo congiunturale difficile come quello che l’Umbria, al pari del resto del Paese, sta ancora attraversando.

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TORGIANO: FABRIZIO LALONI E LE ENOIDEE

5 giugno 2014

 

Fabrizio Laloni

Fabrizio Laloni

“Ho intrapreso una strada, semplicemente guidato dalla passione. E ce l’ho fatta. Ho realizzato quello che sognavo di fare sin da quando avevo 14 anni: vivere e lavorare in campagna, tra i mille ulivi che appartengono alla mia famiglia”.
Racconta così la sua esperienza Fabrizio Laloni, nato ad Assisi nel 1987, che, nel 2006 ha conseguito il diploma di Perito agrario e che oggi vende cantine chiavi in mano.
“Fin da piccolo – dice – sono sempre stato affascinato dal mondo dell’agricoltura. Mi ricordo che in gita all’ Istituto agrario di Todi in quarta elementare e poi in terza media, avevo già capito quale strada avrei percorso. Volevo studiare e applicare alla realtà quello che avevo appreso a scuola. Faccio proprio quello. L’amore per la campagna, come ho detto, l’ho provato sempre. Me l’hanno trasmesso mio nonno e poi mio zio, coltivatore diretto. Da piccolo (more…)

AGRIUMBRIA… E IL SEME DELLA RETORICA

5 aprile 2013

di Elena Testi

Apre i battenti Agriumbria, la mostra nazionale dell’agricoltura, zootecnica e alimentazione a Bastia Umbra. Apre i battenti, ovviamente, con i saluti della (more…)

Fima, accordo Ue-Marocco: l’ agricoltura italiana e’ stanca di essere barattata

21 febbraio 2012

di Floriana Cutini

“La notizia che giunge in questi giorni dal Parlamento europeo dimostra, attraverso la spaccatura sull’ accordo Ue – Marocco, la sconfitta dell’ agricoltura italiana. Perdono gli agricoltori del sud Europa e vincono ancora una volta i Governi e i “poteri forti del nord”, schierati contro l’agricoltura mediterranea con il sostegno dei parlamentari del PPE tra cui la Muscardini, vice presidente della Commissione commercio internazionale, a cui il Presidente Fini farebbe bene a chiedere conto del suo operato a difesa di tali accordi, che sarebbero stati stipulati per favorire la transizione democratica del Marocco, ma che accelerano e aggravano enormemente gli spazi di una non controllabile nuova povertà nel nostro Paese e negli altri paesi europei del Mediterraneo”. Lo dichiara Saverio De Bonis, coordinatore della Fima, Federazione Italiana Movimenti Agricoli, nata per tutelare l’ agricoltura italiana.

 

L’ accordo prevede l’apertura delle frontiere europee ai prodotti marocchini dell’agricoltura e della pesca, in particolare l’importazione di olio, cereali, agrumi e di ortofrutta, a fronte di esportazione dall’ Europa di tecnologie industriali e in cambio di ulteriori commesse di opere pubbliche. Già in passato l’ agricoltura era stata oggetto di baratto a favore dell’ industria meccanica italiana ed europea. Così, in assenza di una politica agricola valida, al di là degli slogan, i nostri prodotti saranno costretti a competere al ribasso, in una situazione di crisi economica e sociale devastante che colpisce tutti i Paesi Europei del Mediterraneo.

 

“Noi non possiamo consentire – conclude il coordinatore – che si distrugga deliberatamente l’agricoltura del nostro Paese e si azzeri la prospettiva di un rilancio produttivo dell’economia agraria delle Regioni del Mezzogiorno, senza un’ adeguata politica di compensazione e senza tener conto dei drammi causati a centinaia di migliaia di agricoltori, condannati così alla rovina. Nella revisione della PAC occorre rispettare i principi sanciti nei trattati istitutivi, che prevedono di assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola migliorando il reddito individuale di coloro che lavorano nell’ agricoltura. Un reddito che in Italia e’ già calato del 35 per cento negli ultimi dieci anni. Ogni accordo di questo tipo, non condiviso e non votato dai Parlamentari dei Paesi UE Mediterranei, fa certamente gli interessi di alcune grandi lobby ma si pone in conflitto con l’economia reale di tutti i Paesi Mediterranei e in contrasto con il diritto comunitario”.

 

Il ministro Romano in Umbria

11 ottobre 2011

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Il ministro dell’agricoltura Romano avrebbe fatto bene, vista la presenza in Umbria, a non soffermarsi solo sui massimi sistemi ma rispondere sulla situazione drammatica del comparto, particolarmente in Umbria, con la tabacchicoltura in fase di dismissione, gli allevamenti suinicoli quasi tutti chiusi, con una Agea che “dimentica” reiteratamente di liquidare i contributi legati alla Pac, con i prezzi dei carburanti agricoli ormai non più sostenibili. Gli agricoltori umbri sono certo interessati agli ogm, alla green economy, all’eco sostenibilità, ma molto di più alla sopravvivenza delle loro aziende a meno parate e a più risposte.

Maurizio Ronconi

Missione in India per le aziende della meccanica agricola umbra

23 settembre 2011

Destinazione India per le imprese umbre che operano nel settore della meccanica agricola. Umbria Export, nell’ambito di un Progetto finanziato dal Centro Estero Umbria ed in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana di Mumbai, sta curando una missione in India che coinvolge importanti aziende del comparto  dell’agromeccanica.

Il progetto si inserisce nel quadro delle attività previste nel Programma Promozionale 2011 del Centro Estero Umbria ed ha avuto l’adesione di otto aziende del comparto che hanno tutte sede nell’area dell’Alto Tevere umbro. Si tratta della De Cloet Srl, Erreppi Srl, Faza Srl, Giunti Spa, Mial Srl, Nardi Spa e Sitrex Spa. Le azioni promozionali si sviluppano in due fasi. La prima fase si è svolta nei mesi di giugno e luglio 2011, durante i quali una delegazione indiana formata da rappresentanti della Camera di Commercio Italiana in India e dell’Agenzia Statale Indiana per l’Agricoltura ha fatto visita alle otto aziende umbre che partecipano al progetto. Successivamente, la Camera di Commercio Italiana in India ha realizzato uno studio di pre-fattibilità verificando le potenzialità dal mercato indiano per queste le imprese umbre.

La seconda fase del progetto prevede quindi una missione in India, che si svolgerà dal 26 al 30 di settembre, cui parteciperanno cinque delle otto imprese coinvolte. Il programma della missione prevede tre tappe: Mumbai, Pune, Delhi/Ludhiana. In ogni città, i rappresentanti delle aziende umbre incontreranno possibili controparti commerciali indiane.

La missione umbra si svolgerà in perfetta concomitanza con una importante vetrina commerciale, ovvero la Indo–Italian Business Conference Mumbai,  cui prenderanno altre 38 aziende italiane.

Mozione di Maurizio Ronconi in consiglio provinciale sull’agricoltura umbra

2 aprile 2011

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Oltre 3000 aziende agricole umbre sarebbero ancora in attesa di vedere liquidati i contributi del Piano Rurale di Sviluppo  riferiti agli anni 2008 2009 e 2010. Questa situazione sarebbe ancora più incredibile se davvero fosse conseguenza della incapacità dell’ARUSIA ad istruire le relative pratiche da inviare all’AGEA per la relativa liquidazione. Una situazione non solo incresciosa ma incredibile che se rispondesse al vero richiederebbe una valutazione critica della disattenzione dello stesso assessorato regionale alla agricoltura. L’agricoltura umbra, insieme a quella nazionale, vive un momento drammatico e privare, per mera incapacità burocratica,  della necessaria liquidità le aziende agricole, sarebbe una scellerata volontà di desertificare le campagne dell’Umbria. Sulla questione ho predisposto una mozione al Consiglio Provinciale di Perugia.

Maurizio Ronconi

L’agricola Romanelli sarà presente a Livorno Food festival

14 ottobre 2010

Con oli extravergine da agricoltura biologica e vino di prima qualità si fa portavoce della produzione umbra nella più importante e ricercata kermesse enogastronomica della Costa Tirrenica. Dopo “I Primi d’Italia”, i prodotti “Romanelli” sbarcano a Livorno.

Olio, vino e natura: sono i tre elementi che si fondono per garantire eccellenza all’agricola Romanelli di Montefalco, nel cuore verde dell’Umbria. Reduce dalla brillante partecipazione ai Primi d’Italia di Foligno come fornitore ufficiale di olio extravergine di oliva biologico, l’azienda continua la sua azione di promozione del patrimonio enogastronomico regionale con la partecipazione il 23 e 24 ottobre alla seconda edizione di Livorno Food festival.  Allestita in sette meravigliose sale dell’NH Grand Hotel Palazzo, è la più importante e ricercata kermesse enogastronomica della Costa Tirrenica. Sarà l’agricola Romanelli a rendere onore all’Umbria tra i produttori vinicoli e di olio in questo festival del gusto. Insieme agli altri espositori, darà vita ad un viaggio incentrato sui sapori che solo l’alta qualità e la genuinità dei prodotti Made in Italy sanno regalare, con tantissimi prodotti da degustare, assaporare e acquistare direttamente.

David Romanelli, giovane titolare dell’azienda:

“È nostra ferrea volontà valorizzare la tipicità dei prodotti del territorio umbro. Siamo molto soddisfatti di aver contribuito al successo dei Primi d’Italia, che ha usato il nostro olio per preparare le sue eccellenti portate che hanno ricevuto largo apprezzamento dalle migliaia di persone accorse. Abbiamo inoltre partecipato alla kermesse con due stores dedicati al nostro vino, presso il rione Pugilli e nella splendida cornice di Palazzo Candiotti. Siamo nati come una piccola azienda, ma nel tempo ci siamo sviluppi ampliandoci con innovazioni e nuovi prodotti, registrando positivi riscontri a livello nazionale. Crediamo molto nella partecipazione ad eventi culturali di diversa portata, sia regionali che nazionali. La prossima tappa sarà al workshop del Livorno Food festival dove pubblicizzeremo la nostra azienda, ma allo stesso tempo intendiamo valorizzare l’intero territorio umbro”.

I decimali della Marini, il Quartiere di “tangentopoli”, il “Pan bagnato” del Lago, il partito del giorno dopo e i pecoroni in aumento

4 ottobre 2010

Le pagelle di Ciuenlai

Katiuscia Marini – Rimane sola, soletta ad opporsi ad Andrea Rossi, preferendo (sembra) la riconferma di Stramaccioni a segretario provinciale del Pd. Sondaggio : da uno a dieci, quanto conta la Presidente della Regione nel suo partito? Non sono ammesse risposte che contengano numeri decimali.

Andrea Rossi – Salvo la Marini sembra l’uomo di tutti. E’ amico di Bottini e di Bersani, ha votato per Bocci, ha avuto (in extremis) l’ok della “Zarina” al grido “vade retro Stramaccioni”, è piaciuto a Boccali, Mignini, Manini e Marinelli, fa posto a Cintioli in giunta, conosce Brunini e sa come evitarlo, va a genio alla telefonista di piazza della Repubblica e ha un nome (Rossi) che sposta a sinistra l’asse del partito. Domanda : “Non è che l’uomo di tutti, è anche l’uomo di nessuno?”. Allora 7, perché un po’ di incoraggiamento ci vuole, con tanti, tanti, tantissimi auguri.

Franco Zaffini 2 – Finalmente, con una botta di coerenza, lascia i berlusconiani. In Regione e nelle Province nascono gruppi autonomi dei Finiani (i nomi sarebbero dirompenti). Povero Pdl, detto, In Umbria, anche “la destra che non c’è”. Non c’è e perde pure pezzi importanti. In una situazione del tipo “siamo al digestivo ci porti il conto”, la preoccupazione cresce. Si vocifera che qualcuno abbia chiesto di fare il punto della situazione. Ma da dove cominciare? semplice dal Comune richiedendo un certificato di “esistenza in vita”.

Alvaro Verbena – Il Sindaco di Deruta intitola una piazza a Bettino Craxi. E’ un primo passo e c’è già chi suggerisce un allargamento del discorso con la realizzazione di un progetto più ampio, che coinvolga le vie adiacenti. Accanto a piazza Caxi ci potrebbe essere Largo Forlani, via Chiesa, corso Cusani ecc. Poi una nuova inaugurazione, con un grande striscione all’ingresso che dice “Welcome nel redivivo quartiere di tangentopoli” e la deposizione di tanti zerbini in ogni uscio e in ogni luogo pubblico con la scritta in calce “qui Di Pietro non può entrare”. Nostalgico dei brutti tempi che furono 4

Massimo Alunni Proietti – Il Sindaco di Magione propone la sostituzione della Comunità Montana dei “Colli del Trasimeno”, con una Associazione dei Comuni, che dovrebbe assumerne le competenze. Per la serie “il Club dei gattopardi”, “se non è zuppa è pan bagnato”, “cambiamo un somaro con un asino” . Riformatore incallito 4

Ru486 – La pillola abortiva spacca il Pd tra quelli che preferiscono il partito del giorno dopo e gli altri che vogliono tenerlo disperatamente in vita. Discussione inutile. A che serve prendere la pillola ad aborto avvenuto?

Pd – Apre il dipartimento sanità “perché il partito è malato”. Ma dopo il primo giorno di apertura, lette le notizie sui giornali, qualcuno preso dallo sconforto avrebbe confidato ad un amico “sarà meglio chiuderlo”.

Agricoltura
– Protestano i pastori. Protestano per la concorrenza sleale. Protestano per le manipolazioni genetiche sugli ovini. Insomma protestano per l’enorme aumento dei pecoroni.

Agricoltura, bella, complicata, ma non la disprezzo

29 settembre 2010

Floriana Cutini

di Floriana Cutini

L’Agricoltura sta attraversando un periodo nero. E sento di affermarlo a ragion veduta, perché pur non essendo un’esperta in campo economico, lavoro in questo settore da dieci anni e mi sto seriamente chiedendo (e non sono l’unica) se andare avanti o meno con la mia attività.

La debolezza del settore primario, in Italia, non deriva soltanto dalla congiuntura economica, ma da altri due problemi. Il primo è la politica. Negli ultimi anni i Ministri delle Politiche Agricole non sono mai stati né “tecnici” (qualità a quanto pare non necessaria, seppur auspicabile) né tantomeno professionisti del settore. Dunque, mi chiedo come si possano trovare soluzioni pertinenti quando non si conoscono a fondo i problemi che gli agricoltori e le loro aziende devono affrontare. Non solo. La dubbia qualifica di questi politici ha favorito, nel tempo, la “svendita” del nostro settore al prezzo di “favori internazionali”. Il secondo problema è la globalizzazione. Le politiche seguite fino a oggi, allo scopo di abbattere i costi, hanno messo in  concorrenza Paesi (europei e non) dalle realtà economiche e sociali profondamente diverse, ignorando che questi hanno normative, salari e costi di manodopera che non corrispondono a quelli italiani. I cosiddetti “corridoi verdi” lo testimoniano: alcuni Paesi, con una semplice autocertificazione e pagando miseri dazi, importano in Italia e in Europa prodotti la cui qualità non è minimamente paragonabile a quella della nostra filiera agricola. Così, molti prodotti scadenti vengono “ripuliti” e immessi nel mercato europeo a basso costo, eludendo ogni controllo. In un sistema come questo, è possibile una concorrenza vantaggiosa?

Quando più di dieci anni fa iniziai a lavorare in questo settore come giovane imprenditrice, ero mossa dall’ambizione di dare il mio contributo al settore agricolo e di cambiare il destino della mia famiglia in meglio. Ora, nonostante l’amore per la natura e per la mia terra, comincio ad avere qualche dubbio sul mio futuro. Ho un’azienda vitivinicola e agroforestale di medie dimensioni e, devo ammettere, a volte mi chiedo perché non abbia continuato gli studi universitari invece di mollare per questo lavoro.

In questi anni ho combattuto affrontando ogni giorno costanti aumenti di spese e con una burocrazia troppo vincolante. A fronte di ciò, giorno dopo giorno ho visto i miei guadagni precipitare e, con essi, anche la mia dignità. Non si può lavorare sodo e produrre sempre sottocosto.

Le grandi multinazionali premono sui mercati, l’inefficienza dei nostri governi che non considerano più il settore primario essenziale nella sua interezza (bensì al pari di una qualsiasi industria), la ricerca selvaggia del prodotto a basso costo a discapito della qualità e della salute delle persone: tutto ciò contribuisce a distruggere l’Agricoltura. Considerare un settore così delicato al pari dell’industria non è possibile, in quanto i problemi cui è soggetto sono legati a produzioni incerte e fin troppo variabili.

L’attribuzione di fondi comunitari poi, ha contribuito al fiorire di scandalose speculazioni che hanno compromesso lo sviluppo delle aziende meno competitive. In questo modo la concorrenza, ancora una volta, è stata messa a repentaglio (sostituita dai clientelismi) e il risultato, nel complesso, è stato il regresso dell’intero settore.

Questo sistema, indubbiamente, un senso ce l’ha: portare ingenti guadagni nelle tasche di grandi produttori a discapito dei piccoli. A questo punto però mi chiedo: si vuole tutelare anche l’interesse delle aziende meno competitive, oppure no?