Posts Tagged ‘alemanno’

Consegnate a Norcia  28 soluzioni abitative e inaugurata scuola materna

10 maggio 2017
sc

Antonio Bartolini e Nicola Alemanno sindaco di Norcia

Dopo aver portato i saluti della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, l’assessore regionale all’istruzione Bartolini ha detto che “da subito dopo

l’emergenza, le scuole sono state una priorità della ricostruzione perché la ripresa dell’attività  didattica garantisce ai nostri bambini di riprendere la loro vita di sempre e di tornare alla normalità.

(more…)

Annunci

Centro-destra umbro, alle regionali insieme per vincere

27 novembre 2014
Andrea Romizi - fotografia di Marco Zuccaccia

Andrea Romizi – fotografia di Marco Zuccaccia

“La pessima abitudine di suscitare reazioni a mezzo stampa pare ormai diffusamente consolidata e lascia poco spazio a quanti vorrebbero dare il proprio apporto positivo al progetto politico di avere un unico candidato alla carica di Presidente della Giunta Regionale Umbra, unanimemente condiviso da tutte le forze, civiche e politiche, che si ritengono alternative all’attuale Governo della Regione”. (more…)

IL SERVIZIO PUBBLICO PER DIFFAMARE ALEMANNO, MA E’ LO STESSO FILM GIA’ VISTO CONTRO BERLUSCONI

16 aprile 2013

alemano-e-silviodi Marinella Tomasi

Siamo sempre punto e a capo, il metodo è sempre lo stesso ovvero sia quello che per 20 anni si usa con Berlusconi , ora è il turno di Gianni Alemanno. La capitale sta diventando molto allettante per la sinistra, così allettante da mettere in moto il solito meccanismo diffamatorio, così a Report la Gabanelli descrive Roma come una città nelle (more…)

COMUNITA’ PER TOSSICODIPENDENZA DI CITTA’ DELLA PIEVE: “L’EPURAZIONE” DI UNA COOPERATIVA SCOMODA?

20 marzo 2012

Il prossimo mese dovrebbe finire la gestione, da parte dalla Cooperativa Sociale “Il Cammino”, della Comunità di tossicodipendenza di Città della Pieve a causa di un bando di gara indetto dal Comune di Roma, di cui è la proprietà, il cui esito vede vincitrice un’altra associazione. Tutto ciò potrebbe sembrare lineare sennonché riteniamo necessario ricordare che “Il Cammino” gestisce la Comunità dal 1982 e ha raggiunto ottimi risultati nel processo di disintossicazione e reinserimento nella società delle oltre 1600 persone che vi sono state in cura e che sono riuscite a riappropriarsi della propria esistenza. In tutti questi anni la struttura è stata sempre ben integrata nel tessuto sociale del Comune ospitante con costanti rapporti di cooperazione, tant’è che diverse sono le persone che, una volta uscite dal centro, hanno deciso di rimanere nel territorio pievese e nei paesi limitrofi, aprendo attività e mettendo su famiglia. Ciò che a noi sembra strano è come non si tenga conto dei tanti anni di lavoro svolto e degli ottimi risultati raggiunti. Non sarà che dietro a un bando di gara sui generis ci sia una decisione politica stabilita a tavolino per spazzare via realtà indesiderate da tempo in una sorta di epurazione? Inoltre come non rilevare con estrema preoccupazione le nuove regole per la gestione della struttura. In primo luogo per accedere alla Comunità non sarà più necessario un periodo di preparazione e di analisi della domanda di accesso in concerto con il Ser.T., ma sarà sufficiente un’autodichiarazione di tossicodipendenza, facendo venir meno un processo di accertamento della volontà del paziente e abolendo ogni forma di controllo da parte del servizio pubblico sull’utenza accolta, con la conseguenza che l’accesso nella Comunità potrebbe facilmente divenire una scorciatoia per chi deve scontare reati o situazioni poco chiare. Sempre nel bando, inoltre, viene specificato che la gestione dovrà avere un profitto economico (ben maggiore dell’attuale vendita di frutta e verdura), ma come coordinare finalità di recupero sociale ad attività remunerative di ampio respiro? È facile prevedere come la Comunità di tossicodipendenza verrà totalmente stravolta e saranno messi a repentaglio i percorsi delle persone attualmente ospitate nella struttura. In conclusione vorremo sottolineare che ad oggi a “Il Cammino” non è ancora stato concesso di accedere agli atti concorsuali, nonostante il tempo per far ricorso stia arrivando al termine, un caso o una strategia ben studiata dall’amministrazione di Alemanno?

Circolo PRC Città della Pieve e Circolo PRC Alto Orvietano

Gli indignados italiani: la brutta copia di girotondini e popolo viola in salsa black block

16 ottobre 2011

L’OPINIONE di Matteo Bressan

Commentare le immagini di devastazione avvenute ieri a Roma è impresa quanto mai ardua in questo complesso momento politico ed economico.
La guerriglia urbana premeditata scatenata dai black block sbarcati a Roma che di fatto hanno condizionato e sconfitto chi in maniera pacifica era giunto a manifestare deve avviare un’attenta riflessione sul clima che negli ultimi dieci, quindici anni ha accompagnato le varie forme di protesta, più o meno organizzata, più o meno spontanea in questo paese.
Se andiamo a ritroso fino agli scontri del G8 di Genova del 2001 ritroviamo da una parte una schiera di manifestanti che in modo del tutto pacifico contestavano i grandi della Terra e dall’altra un nutrito gruppo di delinquenti che in maniera del tutto premeditata mise a ferro e a fuoco la città.
A quella esperienza seguirono poi i movimenti contrari alla politica statunitense dell’amministrazione Bush e il fenomeno tutto italiano dei girotondini. In tutti e tre i casi, seppure con sfumature e differenze qualitative e quantitative, anche la parte sana dei manifestanti ha sempre operato e si è sempre ispirata a dei cattivi maestri. Così è avvenuto quando illustri icone della peggiore sinistra italiana bruciavano la bandiera americana insieme a quella israeliana e così è stato quando i leader dei girotondi paventavano addirittura il rischio di una nuova dittatura in Italia.
Il linguaggio e le argomentazioni di questa “presunta cultura” è stato anche infarcito da immagini e terminologie che andavano a richiamare nelle menti addirittura la resistenza.
Da queste pericolose premesse ha preso forma la versione italiana degli indignados: un popolo caricato ad uso e consumo di chi negli ultimi giorni non ha fatto altro che invocare lo scontro fino ai limiti estremi e che oggi dopo i fatti di Roma ha creato quelle premesse pseudo culturali per cui anche tra i manifestanti pacifici si sentono dire frasi del tipo: “tutto sommato bisogna capire questi ragazzi che sono arrabbiati.”
Ovviamente anche la versione italiana degli indignados gode della straordinaria logistica e organizzazione di cui godevano qualche anno fa i girotondini e che consentiva di spostare con estrema facilità centinaia di persone sui pullman.
A questa folla però non solo si sono aggiunti e contrapposti i black block, ma sono arrivati ancora una volta i NO TAV che di certo non sono noti per i metodi gandhiani.
All’appello, sembrerebbero non essere pervenuti i NO Dal Molin, ma al di là del puro censimento delle note sigle della protesta in Italia, si possono riscontrare delle ricorrenti mobilitazioni di gente pronta alla guerriglia urbana in grado di essere presenti al momento del bisogno.
Va ricordato come anche nelle proteste campane contro le discariche e i termovalorizzatori accanto alle comunità locali si registrasse la presenza di svariate sigle, anche anarco-insurrezionaliste, sempre pronte allo scontro con le forze dell’ordine.
Il contrasto a questi eserciti della protesta dovrà essere sempre più rigoroso ma molto dovrà fare la politica affinché queste simili forme di guerriglia non siano minimamente e subdolamente tollerate o peggio ancora incoraggiate.

ALEMANNO PREOCCUPATO PER IL DERBY DELL’OLIMPICO

“Il derby di oggi desta preoccupazione, ma ciò che più mi preoccupa e’ che, dopo quello che e’ successo ieri, non succeda ciò che e’ accaduto a Roma il 14 dicembre dello scorso anno, quando successero incidenti molto simili, e il giorno successivo i manifestanti arrestati furono tutti rilasciati perché, con il solito permissivismo, si disse che erano solo dei ragazzi che manifestavano”.

I precari del Comitato 9 aprile: “Respingiamo al mittente qualsiasi tentativo di strumentalizzazione. Da qualsiasi parte esso arrivi. Noi non ci facciamo manipolare da nessuno”. E sugli scontri: “l’azione di piccoli gruppi organizzati di violenti non ci appartiene e  non ci rappresenta”.

Rete degli Studenti Medi e Unione degli Universitari: Dura la denuncia delle due associazioni studentesche: l’intento dei black block “era noto da tempo. Siamo profondamente amareggiati per la mancata volontà di isolare politicamente tali pratiche già nella fase di preparazione e organizzazione della data”.

Tilt. La rete dei movimenti di sinistra: “Non vogliamo che tutto questo offuschi il vero messaggio della giornata di ieri, ovvero che un’alternativa a questo sistema di sviluppo,  anzi di non-sviluppo, è davvero possibile. E noi vogliamo dirlo con voce forte, chiara, che non lasci alibi a chi continua a difendere sempre e solo gli interessi dei soliti noti, che oggi hanno avuto un grande alleato nel gruppo di violenti armati che come i peggiori vigliacchi non hanno avuto neanche il coraggio di agire a viso scoperto”.

Rifondiamo il centro destra la proposta in dieci punti. Primarie per sostituire il Cav?

28 settembre 2011

Angelino Alfano

Da giorni si discute su chi debba prendere il posto di Silvio Berlusconi nel momento in cui sarà costretto a fare un passo indietro. Soltanto per citare gli ultimi interventi, ne hanno parlato anche Roberto Formigoni – che ha invocato le primarie, subito – e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ieri, dopo aver invocato riforme per la crescita, ha sposato in toto l’ipotesi di ricorrere alle consultazioni per stabilire l’erede del Cavaliere

1) Riforma fiscale – Diminuzione delle imposte, semplificazione del sistema, taglio delle aliquote, introduzione del quoziente familiare.

2) Riforma del lavoro – Più flessibilità per le categorie che oggi sono iper-garantite, più certezze e più tutele per chi oggi è precario.

3) Liberalizzazione delle professioni e degli studi – Abolizione degli albi e delle licenze e riduzione degli ordini professionali. Abolizione del valore legale del titolo di studio.

4) Riduzione della spesa pubblica e dei costi della politica – Dimezzamento dei parlamentari, diminuzione degli enti locali a iniziare dall’abolizione delle Province, abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti.

5) Privatizzazioni – Obbligo per il Tesoro e per gli enti locali di mettere sul mercato tutte le quote in società partecipate. Cessione di larga parte del patrimonio immobiliare pubblico.

6) Federalismo – Creazione di un vero federalismo fiscale e amministrativo.

7) Riforma istituzionale – Cambiare le istituzioni italiane secondo il modello presidenzialista o semi-presidenzialista.

8) Riforma della giustizia penale – Rigida separazione delle carriere, inappellabilità dell’assoluzione in primo grado.

9) Riforma della giustizia civile – Impegno straordinario per lo smaltimento degli oltre 5,5 milioni di cause pendenti e definizione di regole più rapide e tempi certi per i processi a venire.

10) Nuove regole per la sicurezza – Certezza della pena, controlli più severi per l’immigrazione, costruzione di nuove carceri

 

Maria Rosi: Lavoro e occupazione femminile secondo la logica di una politica di efficienza e meritocrazia.”

6 marzo 2011

Maria Rosi

Grande successo della manifestazione organizzata dal settore pari

Mara Carfagna

opportunità a Roma sul tema del lavoro e l’occupazione femminile. Elette iscritte e simpatizzanti da tutta Italia si sono date appuntamento all’ Eur con le due coordinatrici nazionali On Barbara Saltamartin e On Beatrice Lorenzin con al loro fianco tutte le donne del nostro Governo. L’ Umbria come sempre ha risposto con entusiasmo e con una grande adesione; diversi pullman sono partiti alla volta della capitale organizzati  dalla coordinatrice regionale delle pari opportunità  Maria Rosi e della vice coordinatrice Eleonora Pace. Tante le donne , ma tante anche le giovani accompagnate dalla neo eletta coordinatrice regionale di  Giovane Italia Claudia Luciani. L’incontro si aperto con il saluto del sindaco di Roma  Gianni Alemanno ed in successione sono salite sul palco: il Ministro Vittoria Brambilla, il Ministro Maria Stella Gelmini, il Ministro Giorgia Meloni. E’ stata poi la volta della Presidente della Regione Lazio  Renata Polverini, mentre la chiusura e’ stata affidata al Ministro per le Pari Opportunità Mara  Carfagna .

Meria Rosi: “Finalmente il nostro Governo ha messo al centro la sua azione la donna e le sue capacità, non secondo una logica del politicamente  corretto, ma secondo la logica di una politica di efficienza e meritocrazia.”

Ospedale di Norcia, Franco Zaffini (PdL) presenta in Consiglio una proposta di risoluzione per valorizzare la struttura

21 settembre 2010

Nicola Alemanno (PdL): “Finalmente una proposta di azione integrata che renderebbe l’Ospedale di Norcia un nodo funzionale perfettamente inserito nella rete sanitaria”

“Il Consiglio Regionale continua ad essere una dependance dell’esecutivo. Ultimo degli esempi è la decisione della terza commissione di rimettere alla Giunta la questione del potenziamento dell’ospedale di Norcia, anziché elaborare un atto per impegnare l’amministrazione ad attuare gli obiettivi previsti dal Pal (piano attuativo locale) 2004-2006. E’ toccato al sottoscritto presentare una proposta di risoluzione in tal senso”. E’ quanto afferma il consigliere Franco Zaffini a margine della seduta settimanale in commissione ‘Sanità e sevizi sociali’.

Secondo l’esponente di centro destra si tratta di un eclatante caso in cui il controllato diventa controllore. “E’ evidente – sostiene Zaffini- che nel mancato potenziamento del nosocomio nursino esistono anche delle responsabilità della Regione, quindi il maggior organo di controllo, ossia il Consiglio, per tramite della commissione competente, avrebbe dovuto seguire un iter che impegnasse la Giunta ad ottemperare ai suoi impegni peraltro formalmente assunti con il Piano sanitario regionale e con il Pal”.

“La valorizzazione dell’ospedale di Norcia- spiega – rientra nell’ambito della diversificazione ed articolazione della rete sanitaria regionale così come disposto dal Piano Sanitario per rendere i presidi complementari tra loro, evitando inutili sovrapposizioni. E’ dispendioso e impensabile – prosegue Zaffini – che gli Ospedali della rete dell’Emergenza/Urgenza, a più alta tecnologia ed assistenza, vengano appesantiti dall’erogazione di prestazioni ad ampia richiesta e a minore complessità che sono meglio e più efficacemente erogabili dagli Ospedali di Territorio facendoli diventare presidi di comunità”

La proposta depositata dal consigliere Zaffni prevede, secondo quanto stabilito dal PAL 2004-2006, il potenziamento dell’area di emergenza e accettazione, lo sviluppo della Chirurgia ambulatoriale e del Day Surgery, l’istituzione di nuovi servizi di Medicina Interna, la presenza continua di Specialisti ambulatoriali e la messa a loro disposizione di innovative attrezzature di prevenzione e diagnostica, nuove strutture di assistenza, anche psicologica, per malati neoplastici in fase terminale e nuove strutture tecnologiche.

“Le richieste portate all’attenzione della commissione – conclude- sono volutamente concrete e dettagliate, richiamandosi a quanto prescritto dal pal, e rappresentano punti di sviluppo ormai irrinunciabili per l’ospedale di Norcia e la garanzia per i residenti della Valnerina di avere una rete di servizi sanitari completa ed efficiente ”

Sull’iniziativa di Zaffini è intervenuto Nicola Alemanno, Capogruppo Pdl Norcia, affermando: “Plaudo con entusiasmo alla proposta del Consigliere Zaffini. Qui in Valnerina abbiamo da tempo sollevato il problema del moltiplicarsi delle medesime prestazioni in ospedali limitrofi a scapito di una vera, concreta integrazione dei servizi offerti dal Sistema sanitario regionale. E’ per questo che non abbiamo mai utilizzato come slogan elettorale, a differenza di quanto fatto da altri, la volontà di implementare identiche prestazioni sanitarie negli Ospedali di Norcia e Cascia, cosa che sarebbe andata, è evidente, a scapito di ulteriori prestazioni per cui la popolazione della Valnerina avrebbe dovuto recarsi necessariamente presso le altre strutture ospedaliere, più lontane, della Regione”.

“Auspichiamo – concludono i due esponenti del centrodestra – che il documento venga proficuamente discusso e che la proposta possa davvero portare a nuovo sviluppo l’Ospedale di Norcia, con strumenti e tecniche di modernizzazione e nuove Specializzazioni di diagnostica e trattamento sanitario che potranno rendere la struttura nursina un nodo avanzato e funzionale perfettamente inserito nella rete sanitaria umbra”