Posts Tagged ‘angela’

Castel Rigone in un libro dedicato al Relais La Fattoria e la sua cucina

17 maggio 2015

IMG_0062Il 16 maggio è stato presentato nel teatro della Filarmonica di Castel Rigone un’istituzione ultracentenaria , un libro che rappresenta un pezzo importante della storia di questo piccolo borgo .

Antonio Andreani dell’Università dei Sapori di Perugia e Maurizio Pescari hanno animato un pomeriggio di ricordi ricreato dal libro scritto da Lidia Castellani e la sorella Vera ” Una vita sfondo lago ” della Bertoni editore in cui le (more…)

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IL MERCATO COPERTO DI PERUGIA: l’importanza del metodo partecipativo

11 ottobre 2014

Durante un incontro informale, l’assessore Fioroni ha condiviso con il Sindaco e alcuni consiglieri lo stato delle valutazioni circa le possibili destinazioni del Mercato Coperto. Il progetto è in uno stadio iniziale, di definizione dell’ambito, eppure ci sono già molti spunti di interesse, tra cui l’utilizzo del principio di partecipazione; il rispetto del patrimonio storico, conservando la destinazione originaria della (more…)

FOLIGNO: ANGELA TESAURI in MONSIGNORI 100 anni ma non li dimostra

30 dicembre 2013
Angela Tesauri

Angela Tesauri

Il 24 dicembre ha compiuto 100 anni ANGELA TESAURI in MONSIGNORI nata nel 1913 a Nocera Umbria. Una famiglia numerosa la sua: ben tre sorelle e due fratelli alla data di oggi tutti defunti. Angela insieme alle sue tre sorelle venivano definite “le più belle di Nocera”. E vista la foto della centenaria difficile credere il contrario. Durante la sua vita ha dovuto affrontare le due guerre mondiali, perdendo nella seconda anche un fratello a soli 22 anni (1944); sposata nel 1937 con Antonio Monsignori ha vissuto per un periodo anche a Firenze per poi stabilirsi a Foligno. Madre di tre figli, di cui una persa prematuramente, nonna e bis nonna. Sempre allegra e gioviale …. Il suo motto “gente allegra Dio l’aiuta” e così è stato visto il traguardo dei 100 anni raggiunto. Un traguardo che ha sempre detto di voler raggiungere. Tanti auguri a questa nonnina sprint….

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Auguri affettuosissimi alla bellissima nonna  anche da Goodmorningumbria.

Continuano con successo i concerti proposti dal Trasimeno Music Festival 2013!

2 luglio 2013

il 4 luglio, ore 21.15, il Mandelring Quartet, uno dei quartetti d’archi più

Mark Simpson

Mark Simpson

qualificati al mondo  eseguirà di Mendelssohn, il “Quartetto n. 2 in La minore, op. 13” e di Debussy, il “Quartetto in sol minore, op. 10”.

Nella prima metà del concerto sarà affiancato dal clarinettista Mark Simpson per la presentazione del famoso “Quintetto per clarinetto e archi in La maggiore, K.581” di Mozart.

Angela Hewitt

Angela Hewitt

Il 5 luglio, il concerto finale del Trasimeno Music Festival farà sicuramente registrare il tutto esaurito. Per la prima volta in assoluto, Angela Hewitt si esibirà nell’ultimo capolavoro di Bach, l’integrale dell’Arte della Fuga in un unico recital (senza intervallo). Pochi pianisti al mondo osano proporre in pubblico questo complesso lavoro che è considerato come una delle più importanti composizioni di sempre di Bach concepita per strumenti a tastiera.

www.trasimenomusicfestival.com

 

 

INFORMAZIONI, BIGLIETTERIA, PREVENDITA

Associazione Trasimeno Music Festival

Tel. e Fax 075 5733078 Cell. 347 862 4957 e 345 216 4548 info@trasimenomusicfestival.com

La grande musica classica torna protagonista a Magione con il Trasimeno Music Festival

25 giugno 2013
Angela Hewitt

Angela Hewitt

Magione torna ad ospitare, dal 29 al 5 luglio, il Trasimeno Music Festival il prestigioso evento musicale, voluto e diretto dalla pianista Angela Hewitt, che da nove anni vede l’esibizione di musicisti di fama mondiale in luoghi di grande suggestione quali il castello dei Cavalieri di Malta. (more…)

Assisi, Celebrata la Beata Angela Da Foligno

22 giugno 2013

Assisi, Sala Romanica Sacro Convento San Francesco: celebrata la figura della Beata Angela Da Foligno. Presenti all’incontro il Cardinale Giuseppe Betori (more…)

Personale a Washington per l’artista umbra Angela Cacciamani

3 ottobre 2012

Angela Cacciamani

Volerà a Washington per una personale di tre mesi, Angela Cacciamani, l’artista trevana di adozione, spoletina di origine, che ha inaugurato lo scorso fine settimana la mostra “Veritas e Voluptas- Verità e Passione”, al Museo Civico di Bevagna, che terminerà il 14 ottobre. La mostra bevanate è a cura di Alberto Iron d’Atanasio, Docente ordinario di semiologia dei linguaggi non verbali e critico d’arte. “Dire che le opere della Cacciamani- ha detto il critico D’Atanasio-sono belle è come ridurne il valore: la mostra dell’artista è una sintesi della storia dell’arte. La Cacciamani, paragonata al celebre Alberto Burri, bilancia i materiali usati in modo equilibrato e sapiente con colori e forme diverse: quello che viene fuori è la passione del rosso o il vissuto del pezzo di sacco da lei usato o i trucioli che ha scelto per completare una sua opera. La Cacciamani –ha continuato il critico D’Atanasio- sa creare soggetti (more…)

ARTE: Tra Verità e Passione di Angela Cacciamani

1 ottobre 2012

Angela Cacciamani

di Giovanna Grieco

E’ stata paragonata al celebre Alberto Burri l’artista spoletina, Angela Cacciamani, trevana d’adozione, che ieri ha inaugurato la mostra “Veritas e Voluptas- Verità e Passione”, al Museo Civico di Bevagna. La mostra è a cura di Alberto Iron d’Atanasio, Docente ordinario di semiologia dei linguaggi non verbali e critico d’arte, cui seguirà una conferenza dal titolo “La verità e la Passione nella storia dell’arte-dall’antichità ad Angela Cacciamani” . Artista a tutto tondo, la Cacciamani ha attraversato varie fasi nella sua carriera, già a partire dagli 8 anni quando per la prima volta invia un disegno ad un concorso e lo vince: da quel momento non abbandonerà mai la sua passione per l’arte e nell’arco della sua storia artistica passerà attraverso vari generi per arrivare dal surrealismo all’astrattismo fino ad arrivare all’astrattismo materico che l’ha (more…)

Lezione-concerto della pianista Angela Hewitt per gli studenti della sezione ad indirizzo musicale della scuola di Magione

1 febbraio 2012

La pianista Angela Hewitt incontrerà venerdì 3 febbraio, alle ore 10.30, gli studenti della scuola secondaria di primo grado, ad indirizzo musicale, Giuseppe Mazzini di Magione per una lezione concerto. Nonostante gli impegni la chiamino in tutto il mondo la grande concertista, che dirige ogni anno a Magione con grande successo il Trasimeno Music Festival, considerato dalla critica uno dei più importanti festival musicali a livello nazionale, non ha voluto rinunciare a quello che è ormai un appuntamento consolidato. In programma musiche di Bach, Chopin, Debussy, Granados che saranno eseguite al pianoforte dalla stessa Angela Hewitt. L’iniziativa è promossa dall’associazione Trasimeno Music Festival in collaborazione con l’Istituto Omnicomprensivo, l’Assessorato alla Cultura e la Pro Loco di Magione.

Nigel Farage: “non voglio vivere in un’Europa cosi”

20 novembre 2011

Nigel Farage

L’europarlamentare inglese si scaglia contro le istituzioni europee colpevoli a suo dire “siamo sull’orlo di un disastro finanziario eppure continuiamo ad ascoltare i discorsi più noiosi e più tecnocratici mai sentiti. Mi chiedo: chi di voi è stato eletto? (riferito ai commissari europei) chi ha la legittimità democratica per i ruoli che rivestite? Nessuno. In questo vuoto è entrata Angela Merkel e oggi stiamo vivendo in una Europa sotto dominazione tedesca ed io non voglio vivere in una Europa cosi.”

Il parlamentare inglese continua… “ quando il presidente Papandreu ha pronunciato la parola referendum lo avete fatto rimuovere sostituendolo con un governo fantoccio, è stato uno spettacolo disgustoso”.

Ovviamente non potevano mancare riferimenti al caso italiano “ non soddisfatti avete deciso che Berlusconi se ne doveva andare cosi è stato rimosso e sostituito con Monti, ex commissario, vostro collega corresponsabile di questo disastro, un uomo che non era neppure un membro del parlamento, sta diventando un caso alla Agatha Christie, chi sarà il prossimo ad essere fatto fuori? Siete voi che dovreste essere licenziati, a Lei, Mr. Van Rumpuy dissi che sarebbe stato l’assassino silenzioso delle democrazie nazionali, mi devo ricredere, Lei è stato piuttosto rumoroso, Lei, da non eletto, si è recato in Italia e ha detto: questo non è il momento di elezioni ma di azioni, chi, in nome di Dio, le ha dato il diritto di dire questo al popolo italiano?”

nota di redazione: questo intervento è passato sotto silenzio sulla stampa e sui tg italiani, siamo stati già normalizzati?

ECONOMIA: L’INDIGERIBILE SARKEL

28 ottobre 2011

Alla fine resteremo solo noi a credere d’essere il problema dell’euro, come se gli umori leghisti e i cinque anni che ci dividono dall’entrata a regime del sistema pensionistico su base contributiva siano una specie di grattacapo continentale.  Invece il problema dell’Europa è l’euro, concepito come moneta senza governo e attrezzato per affrontare l’inflazione, laddove se la deve vedere con la stagnazione e la recessione. E dentro l’euro il problema sono i tedeschi, che concepiscono l’Europa come una specie di germanizzazione collettiva.  E dentro la Germania il problema è il governo di Angela Merkel, punito in tutte le elezioni, retto da una coalizione che non regge, sotto scacco della propria corte costituzionale e sconfessato da chi, come Helmut Kohl, vide nell’Europa l’alveo che avrebbe consentito di unificare la Germania, e nell’euro la valuta che avrebbe favorito la crescita del mercato interno e le esportazioni.  Noi siamo un problema, certamente, ma per noi stessi.  Siamo fermi, imbambolati, preda delle pressioni corporative e dell’illusione che si possa conservare il passato.  Con un sistema istituzionale in cui contano solo quelli che bloccano, a scapito di quanti intendono cambiare quale che sia cosa.  Con un bipolarismo che premia la rendita degli estremismi (da entrambe le parti) e mortifica la grande maggioranza dell’elettorato, che votando a destra o a sinistra resta moderato.  Con un governo in crisi da un anno e oramai fermo da due.  Senza un’opposizione in grado di sostituirlo perché sulle cose che contano (dalle pensioni alle privatizzazioni) laddove la maggioranza è inerte l’opposizione è reazionaria.
Con le parti sociali, sindacati dei lavoratori e degli imprenditori, che firmano accordi per fermare il poco che si fa.  Certo che siamo un problema e certo che pagheremo un’ibernazione che dura da diciassette anni.  Ma dire che siamo noi il problema dell’euro è una colossale sciocchezza, anche perché i problemi veri sono vecchi e le cose nuove (pochine) sono positive, a cominciare da una disciplina fiscale grazie alla quale abbiamo il bilancio primario in attivo e un debito pubblico che, rispetto al pil, dal 2008 a oggi è cresciuto meno di quello altrui.  Allora, come è possibile che siano queste cose nuove ad avere scatenato la speculazione?  Infatti non è possibile, perché non è vero.  E’ successo, invece, che la debolezza istituzionale europea è stata surrogata dall’asse franco-tedesco, autonominatosi guida dell’Unione.  Tale asse è stato gravemente incapace prima di capire e poi di fronteggiare quel che succedeva in Grecia, supponendo di potere salvare le proprie banche chiedendo ai greci di rinunciare al presente e al futuro.  L’asse ha enunciato un dogma mortifero: la Grecia non sarà mai lasciata alla bancarotta, sarà protetta da tale prospettiva, ma questo senza modificare nulla della struttura dell’euro e della Banca centrale europea.
Da quel momento è cominciata la corrida, con gli speculatori che (giustamente, dal loro punto di vista) si arricchiscono a nostre spese.  E più la Germania della Merkel ha puntato a far credere che la Bce sia una specie di Bundesbank, ispirandosi alla dottrina della moneta forte e del rigore interno, più la speculazione s’è leccata i baffi, addentandoci ai polpacci e puntando al collo.
Così andando stramazza l’euro. C’è la controprova: sia i giapponesi che gli statunitensi hanno un indebitamento lordo che, in rapporto al prodotto interno, è superiore a quello europeo, essendo l’Europa l’area più ricca, eppure pagano interessi inferiori ai nostri.
Come ci sono riusciti? Governando la loro moneta e non credendo nella scempiaggine che si possa farla volare con il pilota automatico. Quando i mercati hanno a che fare con una valuta governata sanno bene che chiedendo tassi d’interesse progressivamente sempre più alti si va incontro ad una svalutazione, che a sua volta può generare inflazione, quindi, oltre un certo limite, essere esosi non è conveniente.  Un po’ come gli strozzini, se mi è concesso il paragone: fino ad un certo punto puntano a farsi restituire i soldi, con le buone o con le cattive, dopo un certo livello possono prenderti la macchina e l’amante, perché i debiti, oramai, sono una montagna non scalabile.
La Merkel ha commesso l’imperdonabile errore di volere guidare l’Europa avendo in mente i più chiusi e limitati interessi immediati del sistema produttivo tedesco, mentre nella difesa delle proprie banche, inguaiate con titoli sempre meno esigibili (e ciò significa che hanno prima lucrato a spese di greci, spagnoli e italiani), ha trovato un partner in Nicolas Sarkozy, il quale a sua volta non vince più elezioni intermedie e l’anno prossimo si gioca il posto all’Eliseo, che per lui conta più di ogni altra cosa. La premiata pasticceria Sarkel passa il tempo, in cucina, a darsi mazzate, perché gli interessi francesi e tedeschi non coincidono manco per niente, ma poi mette in vetrina torte indigeribili, deglutendo le quali prima sparisce l’euro e a ruota l’Unione europea.
Lo spiritosone con la ridarella ha un deficit di bilancio innanzi al quale noi siamo maestri di rettitudine e buona amministrazione, con in più una banca, Dexia, già nazionalizzata e le altre in arrivo. Queste operazioni comportano il sommarsi dei debiti bancari al debito pubblico, con il che i francesi ci raggiungeranno presto (se non si pone rimedio), posto che il loro debito lordo (pubblico + privato) è già superiore al nostro.
Ridi ridi, diceva la mia nonna.  Una cosa triste ve la dico io: la nostra classe dirigente è demoralizzante, ma quella che oggi guida l’Europa è imbarazzante.

Davide Giacalone

 

 

“DALLA TERRA ALLA TAVOLA”: LE ECCELLENZE UMBRE NEL PUNTO VENDITA TAGLIONI

15 settembre 2011

 Inaugurazione della vendita diretta del nuovo negozio AgriGastronomia a Bastia Umbra in via Pertini 129 .  Domenica 18 settembre ore 16

Animali allevati in modo tradizionale, con alimentazione controllata, che garantiscono carni e derivati di qualità. Filosofia “a chilometro zero” e rapporto diretto produttore consumatore. Prodotti, insomma, esclusivamente “dalla terra alla tavola”. Sono questi i valori a cui si ispira l’azienda Taglioni che, domenica 18 settembre, aprirà a Bastia Umbra il nuovo punto vendita “AgriGastronomia”, in cui i consumatori potranno conoscere e scoprire specialità agroalimentari esclusivamente del territorio, lavorate secondo la tradizione umbra. Proprio per la sua specificità nel settore agroalimentare di

Enzo Taglioni e Adriana Spelloni

qualità, la nuova attività è stata presentata nella sala Piediluco di palazzo Cesaroni oltre che dai titolari dell’azienda Enzo, Angela, Franco e Beatrice Taglioni, Adriana Spelloni e Giulia Montagnoli e da Ilvano Chiaraluce, direttore marketing dell’azienda Taglioni, anche da Gianfranco Chiacchieroni e Maria Rosi, Raffaele Nevi e Massimo Mantovani, rispettivamente presidente, vicepresidente e membri della seconda commissione del Consiglio regionale dell’Umbria. Presente anche Adolfo Orsini, amministratore dell’Arusia (Agenzia regionale umbra per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura). “La novità  che sta alla base dell’attività di Taglioni – ha spiegato Chiaraluce – è che per la prima volta il prodotto passa dal produttore al consumatore con la garanzia di un allevamento tradizionale, con metodi che risalgono a un periodo precedente l’industrializzazione. Gli animali crescono, infatti, liberi in ampi spazi aperti, sono nutriti solo con cereali e vegetali, senza mangimi chimici, additivi e proteine animali e il risultato è una carne più soda e saporita. Lo stesso discorso vale per i derivati e i salumi che sono prodotti con le nostre carni e la semplice aggiunta di spezie, con metodi di produzioni tramandati di padre in figlio e lavorati localmente da artigiani del mestiere. Riportiamo, quindi, sulle tavole delle famiglie prodotti genuini e sapori quasi dimenticati. Con le nostre produzioni non ci

Raffaele Nevi, Maria Rosi, Gianfranco Chiacchieroni

rivolgiamo alla grande distribuzione, che richiede prodotti standardizzati e qualità garantita, ma alla piccola distribuzione che accetta la produzione locale che ha caratteristiche specifiche: produzioni non standardizzate, stagionalità dei prodotti, qualità incostante secondo natura, discontinuità delle forniture, ma che garantisce la genuinità del prodotto”. “‘AgriGastronomia’ a Bastia Umbra è uno ‘shop test’ – ha concluso Chiaraluce – e, a seconda delle indicazioni che il mercato ci darà, contiamo di espanderci in diverse zone anche fuori regione”.  “Quella di Taglioni – ha spiegato Chiacchieroni – è una famiglia che da cinque generazioni si occupa di suinicoltura e ci sta dimostrando che non vuole smettere e che sa rinnovarsi nella sua proposta. Lo sforzo di riconvertire la sua attività, l’apertura di questo un nuovo punto vendita, basato sulla specifica filosofia appena illustrata, dimostra la cultura profondamente radicata alla base dell’azienda, e spiega la presenza al fianco di questa realtà della seconda commissione del Consiglio regionale dell’Umbria. Nella nostra regione, d’altronde, c’è un legame con il settore dell’allevamento e della suinicoltura che la gente non vuole abbandonare e lo dimostrano anche i dati emersi dal censimento del 2010 secondo i quali il 46 per cento del prodotto interno lordo proveniente dall’agricoltura regionale viene dalla zootecnia”.

Anneliese Hurter: Mi piacerebbe tanto invitare persone dalla Svizzera per far loro conoscere un’Italia diversa dall’immagine che si ha lì di questo Paese.

17 agosto 2011

Anneliese Hurter

Per “bere il sole, scaldarsi al chiaro di luna..” ho incontrato: Anneliese Hurter

di Angela Contessa – per Robe da Favola Foligno

Anneliese vive in Foligno da diversi anni, ed è di origine svizzera. Lavora presso un negozio, ma la sua passione è la danza meditativa in cerchio: è una raccolta di danze popolari di vari Paesi del mondo e nuove coreografie di danze in cerchio con musica contemporanea e classica.  L’ho intervistata incontrandoci a casa mia, condividendo un tè e parlando “tra donne”, entrambe appassionate di musica e danza. Le sue parole sono immediate e semplici, a volte tradotte da un pensiero in tedesco, la sua lingua nativa. Vorrei non toglierle  spazio con altri miei commenti..

 Chi/cosa ti ispira maggiormente?

 La natura e i suoi i suoni:  i suoi odori colori, forme, gli animali. Mi ispira tantissimo lo stare in cerchio, il fare delle cose stando in cerchio: credo sia per questo che ho fatto una formazione per condurre danze meditative in cerchio, lo sento profondamente. E’ come se la danza in cerchio facesse parte di me da sempre. Mi sento a casa, sento le mie radici e il mio essere radicato con la natura e con gli umani, sono in contatto con la mia essenza quando danzo in cerchio. 

Tieni un diario su cui annoti le tue ispirazioni?

Non propriamente un diario, ma a volte scrivo un’ispirazione o un’intuizione forte, come quella che circa due anni fa mi ha fatto “vedere” di voler realizzare un progetto culturale in collaborazione con altri…  (cosa che poi si è effettivamente realizzata)

Immagino che avrai tanti progetti futuri…

Mi piacerebbe tanto invitare persone dalla svizzera per far loro conoscere un’Italia diversa dall’immagine che si ha lì di questo Paese. Mi piacciono gli incontri ai quali partecipano persone di vari paesi: la danza, la musica sono comunicazione non-verbale,  non importa che lingua si parla. Con Maria Luisa e Giacomina abbiamo appena creato l’associazione “Mandorli in fiore” a Cammoro, Sellano  (PG), per offrire corsi di danza in cerchio nella natura, meditazione, possibilità di creare con elementi naturali e di conoscere le tradizioni del posto. La nostra associazione nasce come luogo di incontro per aiutarci ad alleggerire lo stress della vita quotidiana attraverso le sensazioni e le emozioni che gli elementi della natura ci offrono. Amiamo la natura, con lei ci piace creare, sperimentare, sentire, ricercare, scoprire… Mi piacerebbe anche avere tempo di danzare di più in Svizzera, dove già conduco circa tre incontri all’anno. Vorrei approfondire attraverso la danza e la natura il vivere “oggi”, qui e ora, con tutti i sensi, per una vita più consapevole e creativa insieme agli altri.

Raccogli/collezioni qualcosa?

Prima degli incontri di danza raccolgo cose della natura (pietre, piante, pigne) per poter creare il centro intorno il quale danziamo. Ne raccolgo anche prima delle feste, come pasqua e natale, per decorare la casa.

Puoi dirmi quali sono le tre costanti che caratterizzano spesso la tua giornata?

Ho la passione per la lettura, quindi leggo moltissimo, ma è bellissimo riuscire a  fare meditazione la mattina, andare in bici, andare fuori a guardare e curare le piante che crescono nel giardino intorno casa.

Quali suggestioni ti dona l’estate? 

L’estate stimola la voglia di libertà, di vita, ti regala calore e colori forti, si può uscire a piedi nudi,  per godere della natura che si offre generosa con tutti i sensi.

Qual è il tuo cibo preferito in questa stagione? 

Mi sento molto italiana in questo, adoro la panzanella ed il cocomero, ma cerco anche di non farmi mancare deliziosi lamponi e panna montata, tante verdure con l’insostituibile olio d’oliva umbro di cui sono una grande estimatrice!

 E il capo d’abbigliamento cui non puoi stare senza?

Amo vestire in libertà, senza seguire le mode, quindi vestiti pratici e scarpe comode, con cui mi piace eventualmente anche correre o potermi arrampicare sui monti o lunghe passeggiate in campagna.

Fra le tue letture preferite ci sono anche le favole? Se si quale è la tua favola preferita?

Da bambina mi piaceva moltissimo la Piccola Strega, che racconta le vicende e avventure di una giovane strega (ha appena 130 anni mentre le sue colleghe ne hanno più di 300!) che deve sostenere delle prove per poter far parte della “comunità” delle streghe, rischia di esserne espulsa perché non vuole fare magie “cattive”, ma solo per aiutare gli altri: alla fine sarà lei a “vincere” le streghe stesse, ma mi piace molto anche Mago Merlino, della saga di Re Artù. Mi piace tantissimo guardare le immagini o leggere le favole, perchè sento che entrano dentro di me profondamente

Se potessi scrivere un lieto fine per la tua attività attuale, quale potrebbe essere?

Come ho detto prima, poter svolgere la conduzione di danze sia in Italia che in Svizzera, lavorando più a lungo lì.

Alla fine di una danza cosa ti rimane nella mente e nel cuore?

Sicuramente il silenzio, infatti finendo una danza in cerchio ci teniamo ancora per un momento per mano, chiudendo gli occhi e stando in silenzio. Questo silenzio mi fa sentire collegata con il tutto. E’ una sensazione bellissima che mi riempie di vita, di gioia, di serenità e di forza: mi  rigenera, mi aiuta a concentrarmi su di me e a sentirmi me stessa, a vivere qui e ora, a percepire la vita con tutti i sensi. Stare nella natura mi aiuta a percepire il silenzio, ma mi sto ‘allenando’ a viverlo anche in tanti altri momenti, e questo da più serenità alla mia vita, anche se non è semplice.

In che modo la tua creatività ti ha migliorato/migliora la tua vita?

Mi sento più viva e sento di vivere veramente la mia vita. Scoprire la mia creatività è come un risveglio, è un’avventura, che migliora lo stare insieme agli  altri. Percepisco gli altri, me stessa e il mondo sempre più vivo, più gioioso, più interessante. Mi crea anche la voglia di scoprire me stessa e mi da gioia quando altri scoprono sempre più se stessi e sono in contatto con la propria forza.

Anneliese si è incuriosita per l’iniziativa di “bere il sole, scaldarsi al chiaro di luna”: ci troviamo in sintonia quando parliamo di occasioni e spazi da poter condividere con chi vuole attingere a forze di creatività e autenticità, come alle forze della natura, per migliorare i rapporti con se stessi e con gli altri. Il prossimo appuntamento del ciclo di 7 incontri sarà SABATO 20 Agosto, dalle 17 alle 23.30, in Foligno, via A.Volta 23. Il titolo dell’incontro è: Da cosa nasce casa, ovvero: strategie (musicali) per migliorarsi la vita. Per altre informazioni e prenotazioni potete contattarmi: Al cellulare: 389.127.31.56 – o mail: angelacontessa2@gmail.com

Per “bere il sole, scaldarsi al chiaro di luna” ho incontrato: Julia.

23 luglio 2011

Intervista di Angela Contessa – Associazione culturale “robe da Favola”

Julia è una giovane musicista (suona la fisarmonica) e musico terapeuta: ha radici italo/tedesche, vive e lavora a Darmstadt in Germania. Attualmente lavora come dipendente di un ospedale, con progetti di musicoterapia sia nella sezione di medicina palliativa che  in un reparto geriatrico. Presta servizio anche presso un’istituzione per pazienti psichiatrici. Ho avuto il piacere di incontrarla durante il mio soggiorno nella sua città, ospite di amici comuni che me l’hanno presentata. Ha occhi chiari e trasparenti capelli biondi, un viso acqua e sapone. Durante una serata trascorsa insieme, abbiamo improvvisato insieme una seduta di musicoterapia alla quale ha partecipato anche la famiglia che ci ospitava. Da quella condivisione è nata la disponibilità di Julia a mettersi in sintonia con lo spirito delle proposte di “Bere il sole, scaldarsi al chiaro di luna” e a rispondere alle domande dell’intervista… Sceglie lei di non partire dalla prima, ma dall’ultima domanda, tra quelle che le ho scritto per facilitare il colloquio. E procede con ordine, con un ritmo rallentato, un po’ per trovare le parole in italiano, un po’ in linea con il suo stile meditativo.

In che modo la tua creatività ti ha migliorato o migliora la tua vita?

Ho l’impressione di cambiare prospettiva entrando nel mondo creativo e quindi di trovare nuove soluzioni per le situazioni della vita anche professionale. La creatività è uno spazio in cui voglio entrare il più possibile nelle mie giornate,  e che cerco anche di condividere con i miei clienti, è uno spazio che unisce gli uomini, le energie, non solo delle persone, ma le energie che ci sono dappertutto, è uno spazio largo, che allarga, che unisce  e che ispira, è anche un motore per me.

A te, cosa regala il silenzio?

Considero il silenzio un   regalo, perché se arrivi lì, quello è il regalo, il punto finale di ogni percorso. Sulla strada ci sono altre cose da vivere, da superare, ma il silenzio è il regalo, collegato con la serenità, con la calma, con la pace. E’ superiore alle emozioni che ci tirano in una direzione o che ci mettono in prigione, è uno stato di libertà..

Il mondo delle favole ispira o ha ispirato il tuo lavoro? 

E’ un mondo che mi interessa, ma nel mio lavoro finora non è la cosa principale, Sì, ora vedo le metafore, più che da piccola, vedo le fiabe meno crudeli: a volte lo sono, ma ora le vedo in modo più immaginativo.

La tua favola preferita? Con quale personaggio o situazione ti identifichi?

Mi piace molto il Principe Ranocchio, lo sviluppo della principessa che all’inizio è piena di angoscia e di schifo e poi invece bacia il ranocchio. E’ una favola terapeutica, come tutte le favole, non l’abbiamo inventata noi … la terapia.

Quali sono le tre costanti della tua giornata?

Sicuramente la meditazione, la considero un vero  momento di riposo. Mi siedo in un posto dove posso guardare un aspetto della natura, un bel fiore, un bell’albero, momenti di respirazione… Poi momenti di incontrocon colleghi, con i miei cari, con i clienti, con amici. Ma mi piace mangiare  bene, nel senso di “cibo salutare”, può essere collegato al primo punto, quello della meditazione, momenti dove mi prendo il tempo di preparare una cosa anche semplice ma che mi fa bene,

Che progetti hai per il futuro?

Fare studi superiori, o workshops per approfondire certi argomenti di musicoterapia o terapia in generale. Vorrei anche fare una tournè anche in Italia con la mia band di musica latino-americana (siamo tra 3 e 6 persone).

Mi sembra di capire che la natura ti ispira moltissimo?

Vero, la natura, come  suoni, colori, forme, la natura ispira anche il mondo della tecnologia: sia gli aerei sia le navi copiano molto dagli animali. Sì, la natura mi ispira, anche il suo silenzio, la sua radicalità, il fatto che la vita può essere anche crudele, la natura è bellissima ma non domanda il permesso, non è una cosa personale, supera l’individualità..

L’ho invitata di cuore in Italia,  la ringrazio per la sua trasparenza, per questo suo parlare immediato e semplice, molto modulato, quasi come un canto  che attinge da esperienze di incontro, di suoni e di silenzi. Se potesse, parteciperebbe volentieri agli incontri di “Bere il sole, scaldarsi al chiaro di luna”. Che vogliono appunto offrire agli adulti spazi di ascolto e di immersione nella natura, per poi scendere in se stessi e scoprire le radici della propria creatività, anche grazie al silenzio. Il prossimo appuntamento infatti  è sabato  23 Luglio, presso località La Pila di Bettona, dalle ore 17 alle 23. A guidare l’esperienza di mediazione artistica, che avrà per titolo: “Allineamento, cammino in equilibrio”, sarà Marta Sebben.

Per  informazioni e per prenotare  inviare un messaggio al numero 333.6196266

 

Per Associazione culturale “robe da Favola”

Angela Contessa

 

 

Bere il sole, scaldarsi al chiaro di luna presenta: Francesca Greco

7 luglio 2011

Francesca Greco

Chi è Francesca Greco? Quando ha risposto a questa mia domanda, è scoppiata in un sorriso di sollievo: “Questa è facile : Eccomi!! ” Eccola, con i suoi splendenti occhi vivi e il suo corpo esile e forte insieme, da ballerina. Francesca Greco è pittrice e illustratrice e non solo. Per lei, “quando un’idea germoglia nella testa c’è sempre una possibilità diversa di esprimerla”: le penne, i colori, ma anche il legno, le stoffe, le bambole. Ci siamo incontrate per un’intervista: volevo approfondire la nostra amicizia e chiederle, per conto di chi parteciperà agli appuntamenti di Bere il sole, scaldarsi al chiaro di luna: cosa ti regala il silenzio, quanto benessere ti dà la tua creatività? Francesca è come l’aria: mobile, cangiante, mai ferma. Ha una mente aperta ad incursioni continue, e l’immaginazione nutrita da suggestioni e ispirazioni che arrivano dal mondo dell’arte, della musica, dalla natura come da qualsiasi espressione artistica, dalla contemporaneità come dal passato. Tutto può “risvegliare nuove idee” o attivare “nuove sinapsi”: come non crederle, quando le sue tre costanti della giornata, oltre al lavoro, sono connettersi al mondo del lavoro e degli amici tramite Internet, giocare e coccolare il cane Pongo, ballare e ballicchiare. La sera, soprattutto, Francesca sfoglia i suoi amati libri di illustratori, o scrive e disegna sul suo diario schizzi e appunti, con una nuova fantastica penna/pennello. In questa vita in movimento  il silenzio può essere non sempre positivo: una sorta di risonanza per pensieri più scuri o insistenti. Oppure un rifugio sicuro per concentrarsi e creare,  o ancora il regalo per nuove scoperte,  come quel fruscio d’ali di uno stormo di uccelli che somigliava al gorgoglio di una cascata d’acqua, che l’ha incuriosita l’altro giorno. Insomma, l’impressione è proprio questa: che ad una bellissima donna come lei il silenzio e la creatività regalino un ulteriore “espansione” della quotianità, qualcosa che riempie il tempo e lo rende più interessante e divertente, aperto ogni volta su finestre nuove. Un’espansione anche di rapporti umani: Francesca si meraviglia di come e quanto le persone si fermino nel suo studio/negozio o a casa affascinate dal suo pennello, che, dicono, regala positività. Ora Francesca sta per pubblicare il suo ultimo progetto editoriale, una rivisitazione della fiaba di Pierrault, Barbablù. Una storia che l’ha particolarmente coinvolta e toccata, permettendole di “tirar fuori” anche lati nascosti del suo vissuto. Una fiaba che lei ama, come ama “Alice nel Paese delle meraviglie”. Non mi stupisce, questo amore. Alice e Francesca sono ugualmente curiose di scoprire mondi sempre nuovi. “Se potessi scrivere un lieto fine, per questi mondi che vorresti?” le chiedo. ” Forse  cambiare la disposizione d’animo: non tutto deve essere un profitto personale, un becero guadagno neanche condivisibile” Lasciamo che ci siano spazi e silenzi anche per inventarsi dell’altro.

Bere il sole, scaldarsi al chiaro di luna vuole offrire proprio questo: con l’aiuto dei suoni della natura e della musica, regalarsi di scendere attraverso un breve tunnel, come quello attraversato da Alice fino al centro di se stessi. E da lì risalire, per attingere ad acque nuove, e ripulirsi lo sguardo sul mondo. L’invito ai sette incontri a cadenza quindicinale – dal 9 Luglio al 1 Ottobre- è aperto a tutti gli adulti che hanno voglia e desiderio di questo. Intanto grazie, Francesca. Per la freschezza, il senso di libertà e il gioco di colori che il tuo sguardo regala, mi ha regalato. Il testo integrale dell’incontro con Francesca sarà parte integrante di un progetto editoriale, al quale tutti coloro che prenderanno parte ai percorsi di “Bere il sole” potranno collaborare : con il loro diario, o schizzi e disegni, o foto, o creazione di testi elaborati durante i tempi condivisi del ciclo di appuntamenti.

Ci vediamo per il primo, di questi appuntamenti: Sabato 9 Luglio, presso Paradiso 41, a San Vetturino di Assisi, dalle 17 alle 23

Vi aspetto!
Angela Contessa – didattica e terapia musicale, cell.3891273156

I SUONI APPESI AD ASCIUGARE NON HANNO PER QUESTO MENO ACQUA

4 luglio 2011

I suoni semplici :  i suoni della natura, della voce,  degli strumenti acustici..distesi in tempi rallentati, gustati, meditati..rilasciano tutto il loro potere di nutrirci e dissetarci.

E chiudere gli occhi per permettere alle orecchie non solo di sentire ma anche di udire è uno dei segreti per entrare in se stessi e permettere ai suoni di guaririci.

Questo, in sintesi, il percorso che Angela Contessa, come insegnante e musicoterapeuta, proporrà ad un gruppo di adulti Sabato 9 Luglio, inaugurando il primo dei sette incontri del ciclo “Bere il sole, scaldarsi al chiaro di luna”. Tutti sono invitati, non occorre avere competenze musicali. Nella splendida cornice di Paradiso 41, a S. Vetturino di Assisi, il tempo della proposta di terapia musicale si incastonerà nel silenzio del paesaggio collinare con questi ritmi: *alle 17 Nella magia della natura:  accoglienza e percorso a piedi. * alle 18 Esperienza musicale: I suoni appesi ad asciugare non hanno per questo meno acqua.. * alle 20 InSieme: cena al sacco (ciascun ospite provvede alla propria cena) * alle 21 A ritmo con te stesso:  per uno spazio di silenzio e creatività personale * alle 22 In Cerchio:
tempo di condivisione ed elaborazione
dell’esperienza in gruppo.

E’ necessario prenotare contattando:

Angela Contessa

Cell. 389.127.3156 * angelacontessa2@gmail.com

In caso di pioggia l’appuntamento verrà rinviato.

MACERIE

31 maggio 2011

di Angela Piscitelli www.zonadifrontiera.org

La più grande jat­tura sono i com­menti post-elettorali. Già si sen­tono i poli­tici di tutti i colori fare ana­lisi cam­pate in aria, si sus­se­guono gli scon­tati trion­fa­li­smi di tutte le sini­stre, ed i gior­nali tito­lano. Cha­peau per il Gior­nale che ammette la scon­fitta senza giri di parole. Malis­simo la Pada­nia e degli altri si tac­cia, per carità di patria.

La vit­to­ria di Pisa­pia non ci inquieta. In fondo trat­tasi di fisio­lo­gico ricam­bio tra nota­bili di una bor­ghe­sia ben radi­cata. Pisa­pia non è uno sciocco e certo una volta sin­daco, non potrà far troppi danni alla città che è la vera capi­tale eco­no­mica. E’ una “gau­che caviar”, ma il risotto è il risotto. Forse avranno qual­che immi­grato in più, ma non man­cherà lo zafferano.

Ma Napoli. Ah! Napoli, Napoli!

L’arrivo del manet­taro con la bril­lan­tina con l’armata Bran­ca­leone che si porta die­tro, Boc­chino com­preso, potrebbe scri­vere dav­vero la parola fine sulla spe­ranza. Benin­teso, un po’ ce la siamo cer­cata. Su Napoli occor­reva più che un can­di­dato forte, una pro­po­sta rivo­lu­zio­na­ria ed entu­sia­smante che non è arri­vata. Biso­gnava offrire ad una popo­la­zione ormai ferita, ras­se­gnata, ma non esente da colpe, un’alternativa che fosse com­pren­si­bile a tutti, chia­mando alle respon­sa­bi­lità di ciascuno.

Biso­gnava soprat­tutto cer­care nella società tutti i gen­ti­luo­mini defi­lati — e ce ne sono — e coin­vol­gerli, indi­pen­den­te­mente dalle loro con­vin­zioni ad un grande pro­getto. E’ chiaro, i napo­le­tani aspet­ta­vano il mes­sia, ed un po’ come quei dispe­rati che si affi­dano a veg­genti e ciar­la­tani, nel vuoto totale, hanno preso il primo dema­gogo che pas­sava, e senza andar troppo per il sot­tile gli hanno piaz­zato in testa la corona di re di Napoli.

Peserà, e molto, que­sta corona. Giac­ché da domani, col con­senso bul­garo che ha, il neo­ma­sa­niello dovrà comin­ciare a pagare il conto elet­to­rale. Per­ché dopo la festa, domat­tina Napoli sarà quella di sem­pre: un’alba fumosa senza pro­fumi, la brezza, che un tempo era marina, farà vol­teg­giare bran­delli del tap­peto dei mani­fe­sti elet­to­rali strap­pati per terra, gli occhietti diver­titi dei topi sui cumuli di spaz­za­tura, e quelli dei napo­le­tani, esau­rita l’adrenalina, a guar­darsi intorno e attendere.

Ed è cosi’ che mesta­mente, il Sud si allon­tana sem­pre più sul bar­cone dell’irragionevolezza verso chissà quali oscuri destini, a meno che da domani tutti coloro che, a torto o a ragione si defi­ni­scono “poli­tici” in terra di Mez­zo­giorno, non si sve­glino dal tor­pore e deci­dano che è tempo di agire, è tempo di costruire.

Ed è in que­sta dram­ma­tica con­giun­tura che il cen­tro­de­stra dimo­strerà se e come meri­tare il titolo di forza capace di gover­nare, di costruire un pen­siero all’insegna di una rivo­lu­zione di ragio­ne­vo­lezza. Per­ché, atten­zione: con­ti­nuando così, con­se­gnando il Sud all’antipolitica più becera, ai loca­li­smi ottusi ed alle clien­tele che si tra­smet­tono per suc­ces­sione, col pre­te­sto delle mafie, l’Italia diven­terà uno sti­vale bucato ed inser­vi­bile. Il cen­tro­si­ni­stra si è assunto oggi una respon­sa­bi­lità gra­vis­sima: quella di salire sul carro del nulla all’ombra del Vesu­vio. Lo ha fatto spre­giu­di­ca­ta­mente, a spese di una città dispe­rata e senza guar­dare oltre il pro­prio naso. Cosi’ come nello stesso modo il cen­tro­de­stra ha pen­sato di poter caval­care un’onda lunga che noi sape­vamo già infranta senza pro­get­tare un bel nulla. In que­sta cecità gene­rale, il mira­colo di avere i conti in ordine non basta. I conti saranno anche in ordine, ma tutto il resto è nel caos.

Angela Hewitt elogia le bellezze del Trasimeno alla BBC di Londra

13 aprile 2011

A Londra, per uno dei tanti concerti che la portano in giro per tutto il mondo, la pianista canadese di fama internazionale Angela Hewitt, direttrice artistica del Trasimeno Music Festival, durante un’intervista in diretta presso gli studi della BBC Radio3 della capitale britannica, dove la sera prima si era esibita alla Royal Festival Hall, ha parlato delle bellezze dell’Umbria, del Lago Trasimeno, di Magione e Perugia. A darne notizia Patrizia Cavalletti, ufficio stampa dell’artista, presente all’intervista insieme alla Presidente dell’Associazione Trasimeno Music Festival, Maria Beneduce.

Angela Hewitt, “umbra d’adozione”, non perde occasione per parlare della qualità della vita, della cultura, e dell’enogastronomia dell’Umbria e del Trasimeno, come dimostrano gli articoli usciti in importanti magazine e quotidiani del Canada e del Nord America.

Il programma del Trasimeno Music Festival 2011, che si apre ufficialmente il 2 luglio con l’esibizione di Angela Hewitt nel Castello dei Cavalieri di Malta di Magione, prevede un concerto straordinario gratuito  il primo luglio, alle ore 19.00, presso la piazza del borgo di San Savino, frazione del Comune di Magione. Si esibiranno giovani musicisti canadesi e italiani per celebrare la festa nazionale del Canada e il 150o anniversario dall’Unità d’Italia.

 

Si può guarire con la musica?

10 marzo 2011

L’azione dei suoni sull’essere umano è molto profonda e reale, e gli elementi musicali (melodia, intervalli, armonia, ritmo) possono essere utilizzati a scopo ri-creativo e curativo per la loro particolare affinità con ciò che l’uomo è, vive e sente.
In un gruppo di terapia musicale, gli adulti che “fanno musica”, con la voce e con gli strumenti, hanno una possibilità molto efficace di:
* affinare le capacità di memoria, ascolto, attenzione, concentrazione;
* sviluppare le potenzialità intuitive, espressive e di comunicazione;
*prendersi cura del proprio stato di benessere, e dell’armonia delle proprie forze;
* migliorare la funzionalità degli organi fisici e regolarizzare il respiro;
* integrare diversi aspetti di personalità, il mondo emotivo con la razionalità, per un senso più pieno della propria vita;
*regalarsi incontri umani in un clima di accettazione, calore, non giudizio;
* ricevere le basi per proseguire la pratica musicale, sia vocale che strumentale.

Un ciclo di incontri per gli adulti è proposto da Angela Contessa (didattica e terapia musicale) in rete con “Robe da Favola”:
* tutti i venerdì, dal 20 maggio al 22 Luglio,
* per dieci appuntamenti di un’ora e mezzo ciascuno, dalle 19.30 alle 21,
* presso il B&B Alle Puellae, in Foligno, Via del Pozzo, 5 (vicino al vecchio ospedale).
Per altre informazioni e iscrizioni, potete contattare:
L’indirizzo mail: angela.contessa@libero.it
Il cell: 389.1273156

Foligno, Presentazione corsi di tastiera e informatica musicale

23 febbraio 2011
Dj Academy, in collaborazione con Notedimezzo
Via C. Battisti, 18 Foligno
Un’introduzione alla teoria musicale e alla pratica strumentale, per giovani e adulti che desiderano avvicinarsi allo strumento tastiera, sia per creare un loro repertorio sia per integrare i corsi di informatica musicale (cubase) e la formazione come Dj.
Venerdì 25 e Sabato 26, dalle 16 alle 19, la scuola è aperta al pubblico per presentare le iniziative e concordare il calendario delle lezioni.
per informazioni: Maurizio Benedetti 335 589 98 86

Angela Contessa 389 127 31 56

Beata Angela da Foligno, la figlia dell’Estasi

9 ottobre 2009

beata angela2“Conosci te stesso” …

da Socrate ad Angela da Foligno

Conversazione

con Padre Domenico Alfonsi*

di Francesco La Rosa

Nata a Foligno a pochi passi dalla Chiesa di San Francesco nel 1248, di ricca famiglia, sposata a 18 anni con un uomo molto più ricco di lei e quindi vissuta fra gli agi,  è colta, bella e intelligente, un cocktail esplosivo per una donna del suo tempo, e fino a 37 anni ha vissuto lontano dalla spiritualità, dalla chiesa e dalla religione, e lei stessa confessa nel suo “Liber” che già da piccola commetteva peccati.

Fra il 1279 e il 1285 una serie di devastanti terremoti distrussero metà della città, e negli stessi anni la guerra fra Perugia e Foligno portò altri lutti e distruzioni. Un altro avvenimento tragico riportato dalle cronache del tempo, un avvenimento che forse per la prima volta nella storia parla di un uragano, tanto violento che sradicò le querce e con furia le trasportò verso la città.

Questi avvenimenti fecero riflettere i cittadini di Foligno, che capivano da questi fatti quanto la vita vita umana fosse cosi fragile ed esposta alle calamità naturali. Da queste inevitabili riflessioni emerse, da una parte, una sorta di nichilismo e disincanto che portò le persone a pensare solo al quotidiano, al godimento delle cose terrene ed alla sola sopravvivenza, per altri invece questi eventi furono percepiti come un segno di Dio, e lo pensa soprattutto Angela che cominciò a considerare che gli elementi effimeri, che avevano accompagnato la sua vita, come la bellezza, la ricchezza, diminuissero di significato lasciando spazio a profonde riflessioni e ad una grande paura dell’oltre la vita. Questi fatti, insieme alla Grazia di Dio, la portarono a convertirsi ed a cambiare completamente  la sua esistenza.

Certo,  per cambiare la vita ci voleva un evento che l’aiutasse e le sue profonde riflessioni le consentirono di scoprire il sacramento della confessione, tanto che provò due o tre volte a confessarsi ma non ci riuscì mai, appena cominciava a confessare i fatti più intimi e vergognosi per una donna, si tappava la bocca e fuggiva.

Il tormento ed il rimorso della sua coscienza non la faceva dormire e l’incapacità di porre rimedio a questa situazione le faceva sentire che “le fiamme dell’inferno la bruciassero” e per la prima volta in vita sua prega, e prega San Francesco, esattamente nella chiesa di Foligno che ancora oggi è dedicata al Santo di Assisi, ed è un peccato che la parte architettonica originale sia stata distrutta dai terremoti e dagli incendi nei secoli scorsi, e oggi possiamo ammirarla solo grazie ad una ricostruzione terminata nel 1856, dove prevale lo splendore neoclassico.

San Francesco le appare di notte e le dice: “sorella mia se mi avessi chiamato prima, io sarei venuto prima, ma la grazia te la concedo lo stesso”.

La mattina seguente, Angela si reca in cattedrale a Foligno e li riesce a confessarsi da un frate del vicino convento di San Francesco, e che era suo cugino …“ Quando Dio apre una strada nessuno la chiude”…

Lei usci da questa confessione dicendo “ mi sento di essere resuscitata” , cancellando completamentente dal suo cuore il suo passato di 37 anni dissennati, e da quel momento le restano ancora da vivere 24 anni, nei quali, questa donna che viene da lontano, riuscirà a dare la scalata al Cielo come forse nessun’altra aveva osato, con un percorso che possiamo considerare “la metafisica della mistica”.

Il cammino compiuto da Angela consta di 30 passi (scalini) ridotti poi a ventisei dal suo scrivano-direttore spirituale che gli esegeti della sua opera hanno individuato nella persona di Fra Arnaldo da Foligno.

Oggi possiamo dire che l’obiettivo della ricerca spirituale di Angela è Gesù Cristo, crocifisso e “passionato” ed attraverso di lui attingere la Trinità, ma  tutto questo, ritrovandolo solo  nell’intimità della propria anima, infatti Angela sotto questo aspetto è una agostiniana, ma la risposta teologica la trova dentro di se perché il suo percorso spirituale  è riconducibile nel grande filone della teologia-filosofia greca del “ conosci te stesso” di Socrate.

Quindi la ricerca spirituale sarà tutta svolta nell’interiorità, e l’interiorità si rivelerà ad Angela come un immenso universo dove si può sempre camminare, conoscere e amare per sempre.

Angela nel 1291 professò le regole del terzo ordine francescano, ma restò laica per tutta la sua vita, ed è la laicità il grande messaggio che oggi coinvolge moltissimi credenti perché propone un tipo di santità che sa di “sforzo umano” e la rende più vicina agli uomini del nostro tempo.

Ma è molto importante ricordare il suo viaggio-pellegrinaggio ad Assisi per ringraziare San Francesco per essere stata accolta nel terzo ordine francescano, ed è in questo viaggio che sperimenta, per la prima volta, l’esperienza mistica, sente nel suo animo una voce che dice ”Io sono stato crocifisso per te” ed un’altra voce ancora “ Io sono lo Spirito Santo che ti ha rapita e non sfuggirai più dalle mie mani” ed infine una terza voce ,  tutti e tre insieme (la Santissima Trinità) “Io voglio venire parlando con te lungo questa strada”.

Questa conclusione ci porta alla riflessione che dopo l’uscita di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre, che  Dio non ha smesso mai di cercare l’uomo, e Angela dirà molto tempo dopo “ vorrei che questa strada durasse per tutto il tempo del mondo”.

Oggi, entrando nella Basilica superiore di Assisi, guardando a sinistra nella prima vetrata, è raffigurato Gesù  che mostra San Francesco come una copia di se stesso, “ Franciscus alter Christus”, e Angela sente questa voce che proviene dalla vetrata “ Così ti terrò stretta e anche di più se tu mi amerai”

*Direttore del Cenacolo della Beata Angela