Posts Tagged ‘anziani’

ASSISI: DISAGIO E PROTESTE DEI CITTADINI SULLA FORNITURA DEI PRESIDI SANITARI PER L’INCONTINENZA CHE RISULTANO ESSERE INADEGUATI.

20 gennaio 2014

Nota di redazione: MA DOVEVA CAPITARE ANCHE QUESTO?

Un coro di proteste si è levato in questi giorni anche ad Assisi, da parte di anziani,di persone incontinenti e di molti famigliari, sui presidi sanitari per l’incontinenza (pannoloni) Tale situazione ha portato,oltre a danneggiare fortemente le persone più disagiate, nel  caos le (more…)

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Gli auguri di Natale di Claudia Travicelli alla “Casa di riposo Andrea Rossi” di Assisi

22 dicembre 2013

travLa presidente della III Commissione Consiliare di Assisi, Claudia Travicelli, si è recata in visita alla “Casa di Riposo Andrea Rossi” per gli auguri natalizi agli anziani ospiti ed al personale di servizio, e per incontrarsi con il nuovo Consiglio Direttivo, insediatosi di recente. Impegnata da sempre nel sociale, Claudia Travicelli si è (more…)

Assistenza agli anziani: si ripristini l’assegno di cura!

12 luglio 2013

Riceviamo e pubblichiamo

Le immagini dei poveri anziani maltrattati e picchiati nell’ospizio-lager “Villa Maria Luisa” di Terni hanno indignato giustamente i cittadini umbri e non solo e hanno fatto emergere in tutta la sua tristezza il dramma di persone (more…)

Schiaffi, morsi, botte e umiliazioni agli anziani: la casa di riposo degli orrori a Terni

9 luglio 2013

Quattro soggetti, individuati nel gestore di una residenza per anziani ubicata nel ternano e tre operatori sanitari, fra cui un’infermiera, impiegati nella (more…)

il Centro sociale anziani di Giano dell’Umbria approva il consuntivo 2012 e presenta le nuove attività per l’anno in corso.

26 marzo 2013

Nei giorni scorsi si è svolta, presso la sede di via San Felice, la tradizionale assemblea primaverile dei Soci del Sociale Centro Anziani di Giano dell’Umbria per approvare il bilancio consuntivo dell’anno 2012. Di fronte ad una folta platea di soci (lo scorso anno il centro ha toccato i 375 iscritti, 25 in più (more…)

QUEL VIZIO DI DEPORTARE FORSE E’ NEL LORO DNA

31 dicembre 2012

di Giorgio Terzo Catalano

Ho pensato e ripensato, prima di scrivere quanto state per leggere. Siamo in un periodo di festività, abbiamo bisogno di serenità e pace, ma come tacere quello che stanno architettando ai nostri danni? Da mesi scrivo che Monti, per ordine dei suoi mandanti europei, vuole ridurre il (more…)

Magione: festeggiate le nozze d’oro da 35 coppie del centro anziani

29 marzo 2012

Riconfermare la promessa fatta cinquanta anni fa, per due addirittura sessanta, è quello che hanno fatto alcune coppie di sposi magionesi domenica 25 marzo. Un appuntamento annuale promosso dal Centro sociale anziani che è molto sentito dalla comunità locale. Insieme a figli, nipotini, e per alcuni qualche pronipote, è stato festeggiato, tutti insieme, l’ambito traguardo delle nozze d’oro. Cinquanta anni di vita in comune non sempre facile, soprattutto se si pensa che alcune di queste coppie si sono giurate “eterno amore” in anni di gravi difficoltà, in momenti in cui il paese usciva dalla guerra. Ma la volontà di farcela insieme ha prevalso su tutto e, in questa speciale occasione, si sono gustati il meritato omaggio del sindaco Massimo Alunni Proietti che ha messo l’accento sui valori che sono stati alla base di unioni così solide, quali la solidarietà e la pazienza «un esempio per tutti noi»; e ricordando, con la Santa Messa celebrata da don Stefano Orsini, quel giorno in cui, giovani e fiduciosi, si giuravano di stare insieme per sempre “nella buona e nella cattiva sorte”. Il presidente del centro sociale anziani, Mario Mariuccini, riconfermato nell’ultimo rinnovo delle cariche, ha espresso la sua felicità nel poter essere promotore di un’iniziativa che ogni anno vede la partecipazione entusiasta di un gran numero di sposi. Dopo la Santa Messa foto di gruppo e poi, pranzo tutti insieme al ristorante, come da tradizione. Le coppie che hanno festeggiato i cinquanta anni di matrimonio sono state trentacinque: Dante Anticaglia, Rita Paolantoni; Edo Baldini, Clotilde Marsili; Arturo Barbanera, Anna Rossi; Sestilio Bizzarri, Maria Battaglini; Fernando Bobò, Maria Fausta Baioni; Giuseppe Bolloni, Maria Lepri; Carlo Bovaio, Dea Bricca; Armando Cardillo, Clotilde Della Massa; Mario Chierico, Bruna Rossigni, Giuliano Chionne, Anna Rosa Casavecchia; Alberto Cocchini, Luisa Beira; Nello Ercolanelli, Concetta Peverini; Tarcisio Fiorucci, Dina Pompei; Pietro Foiani, Anna Liucci; Fernando Fortezza, Antonietta Barlozzi; Orlando Frittelli, Sestilia Mattioli; Otello Lepri, Maria Pia Cincini; Luzietti Franco, Sisani Aida; Magnoni Vittorio, Fierloni Mafalda; Mencaroni Francesco, Cialini Letizia; Menconi Santorre, Viola Anna Maria; Angelo Nucciarelli, Adriana Chiappino; Guido Orli, Maria Polidori; Bruno Paccaduscio, Maria Chierico; Marino Papalini, Solidea Morettini; Mario Perella, Elda Battigambe; Giovanni Pispola, Rita Marinacci; Secondo Pucciarini Teresa Bellavista; Orlando Quadrati, Leonia Marchesi; Antonio Seppoloni, Annunziata Menculini; Giuliano Stortini, Genoveffa Sorbaioli; Paolo Taddia, Gisella Monconi; Giotto Cenerini, Iolanda Stivali; Virgilio Tini, Franca Martinetti; Carmelo Trottolini, Emma Barbacci.

 

Hanno festeggiato i sessanta anni Rolando Mencarelli Rosa Marinacci e Domenico Ponsini e Nazzarena Cipollini.

“CASE DI RIPOSO LAGER… ALLARME IN UMBRIA… I DATI METTONO PAURA”

21 marzo 2012

Strutture non conformi,26 sanzioni amministrative e ben 100 sanzioni penali , 2 arresti su 14 in tutta Italia , 34 provvedimenti di chiusura su 150 provvedimenti analoghi adottati su scala nazionale . Nell’assistenza agli anziani brilla per inefficienza la socialmente evoluta Umbria. E’ più di un allarme ed è squillato assordante alcuni giorni fa quando il comandante dei Nas, Cosimo Piccinino, ha riferito nel corso dell’audizione davanti la commissione di inchiesta del Senato sui risultati dei controlli effettuati nelle RSA (Residenze sanitarie assistenziali) e nelle strutture ricettive per la terza età . L’Umbria rispetto alle altre regioni Italiane si distingue in negativo, al punto che al termine dell’incontro in Senato il presidente della commissione Ignazio Marino, ha sottolineato come sia rimasto sorpreso delle irregolarità in regioni annoverate come virtuose in sanità, l’Umbria e le Marche . Residenze sanitarie assitenziali (quelle che ricevono i maggiori controlli dalle asl e con gli accreditamenti di massimo livello ) hanno ricevuto 4 provvedimenti di chusura su 8 a livello nazionale e 8 segnalazioni giudiziarie . Per quanto riguarda le Strutture ricettive per anziani su 288 verifiche sono state riscontrate ben 102 irregolarità ,con ben 100 sanzioni penali. In 2 casi sono scattate le manette e ben 54 segnalazioni all’autorità giudiziaria . In Umbria i provvedimenti di chiusura sono stati 34, record nazionale solo avvicinato da Lazio (26),Campania (25),Sicilia (23). I membri della commissione di inchiesta del Senato sono rimasti basiti davanti le parole del generale Piccinino il quale ha sottolineato che emerge una situazione drammaticamente allarmate .”…..

Giuseppe Silvestri – Corriere dell’Umbria

Commento di Silvana Di Modena: E non dimentichiamo i fatti allucinanti accaduti lo scorso anno ad Umbertide : Anziani e disabili usati come cavie in una struttura riabilitativa della ASL .
Per questa vicenda è  in corso un procedimento giudiziario presso  il tribunale di Perugia.

Commento di Romina NardielloChe vergogna !! Se controllassero  di più sarebbe una strage per tutte queste strutture non regolari , è necessaria più autorità e forza pubblica, ormai nessuno si  spaventa più di  niente ! Troppe cose brutte succedono,  e’ giusto che la gente lo sappia, grazie Goodmorningumbria! Le sbandierate  riforme forse servono a fare risparmiare,  ma cosi nascono strutture non adeguate ai servizi che dovrebbero  erogare. Ma la domanda arriva maligna nella mia mente, c’è  forse un calo inaccettabile del livello di civiltà? Avrei  solo bisogno di capire a cosa stiamo andando incontro in questa regione. Grazie

Ommento di Ombretta Versiglioni. Orrore, lo scorso anno percorrevo una strada tutte le mattine ed ogni volta mi prendeva  l’ansia….avevo paura di sentire gemiti e urla che provenivano da dentro un luogo simile, e un  giorno sentii la necessità di fermarmi ed ascoltare meglio. e grande fu la voglia di sfondare quella porta immensa, cominciai  a piangere per la rabbia e l’emozione, arrivai tardi al lavoro, e per non averlo fatto dopo mi sentii più stronza di prima….

Commento di Gianluca Cirignoni: La sinistra umbra si preoccupa tanto per il benessere degli stranieri e si dimentica dei nostri anziani …VERGOGNA. Domani presenterò un’interrogazione in Consiglio regionale per riportarli alla realtà e chiedere interventi specifici per sanare questa inaccettabile situazione.

Commento di Paola De Bonis: la scorsa settimana ho chiesto al presidente della terza commissione provinciale di organizzare un incontro ad hoc sulla situazione delle case di riposo nella provincia di Perugia. E’ necessario fare luce su queste vicende vergognose. Saranno invitati tutti i soggetti interessati e chiederò chiarimenti in merito

PERUGIA. La Giunta di sinistra torchia anziani e disabili !

13 ottobre 2011

Destano sconcerto, ma non sorpresa, le misure che la Giunta Boccali intende varare per far quadrare il bilancio. Dimezzamento dei servizi per anziani e disabili come se queste categorie appartenessero ad una casta di privilegiati che gode di comprimibili risorse. Una scelta inaccettabile che colpisce gli ambiti più disagiati e deboli della nostra società. Avrebbero bisogno di attenzione e  sostegno. Vengono drammaticamente privati dei servizi di cui necessitano. Mancano i fondi? Perché il Sindaco Boccali non opera i tagli sulla elefantiaca macchina comunale e sulle posizioni dirigenziali (le più alte in Italia)? Perché non si dedica a far emergere l’enorme sommerso degli affitti in nero che oltre a garantire flussi di denaro alla casse comunali porterebbe maggior sicurezza nella nostra città? Perché non revoca l’ICI di vantaggio che ha regalato ai costruttori? Si preferisce colpire i deboli  che non possono difendersi. E’ una autentica vergogna che fa passare in secondo ordine tutte le altre misure – assurde e penalizzanti per lo sviluppo – che intende adottare. Dalla tassa sui turisti degna di chi ha sposato la via della recessione, all’aumento dell’IRPEF che farà diminuire i consumi ed aggraverà la crisi di tante attività commerciali. Dalle rette degli asili alla “vendita” ai privati del trasporto pubblico notturno. A proposito della quale poniamo una domanda: come mai il passaggio di questo servizio al privato comporterà un risparmio di 100 mila euro? Noi la risposta l’abbiamo: il “pubblico”, nella nostra città e nella nostra regione è gestito in modo clientelare ed è perciò fonte di enorme sperpero del denaro della collettività. E i cittadini pagano!

Carla Spagnoli – Vice Commissario di Futuro e Libertà Umbria

In un Istituto, anziani pazienti usati come cavie.

30 aprile 2011

La denuncia partita da un centro specialistico dell’Altotevere è finita in tribunale. Farmaci non autorizzati somministrati senza consenso.

L’avvocato Panichi Rappresenta uno dei pazienti. Pazienti usati come cavie umane, sottoposti a protocolli non autorizzati, senza averne alcuna informazione, né loro né i propri familiari. Fatti oggetto di somministrazione di prodotti non citati sulla cartella clinica, dagli effetti un po’ particolari (e anche curiosi se si va a dare uno sguardo su internet), e secondo qualcuno neppure strumentali alle patologie neurologiche dei pazienti. Succede, pare, ed è successo anche nella nostra regione, dove dei  pazienti che si sono ritrovati loro malgrado oggetto di test, hanno scelto le  vie legali per veder tutelato il proprio diritto a essere trattati come persone
e non come cavie. Ignare di ingerire pillole apparentemente innocue eppure non citate nel programma terapeutico a cui erano sottoposti nell’istituto dove si trovavano ricoverati, in Altotevere. Tra l’altro accompagnate da alcuni prelievi che alla fine hanno insospettito non poco i familiari, i quali,  scoperto il prodotto, non ancora all’epoca autorizzato, hanno deciso di saperne di più. Si tratterebbe dunque di sostanze somministrate su pazienti di una certa età, fa capire l’accusa, rappresentata dall’avvocato Paolo Panichi, solo con l’obiettivo di testare le reazioni sull’organismo degli assuntori, valutare le conseguenze e tutto quello che, per l’appunto, serve per sperimentare gli effetti. Per l’istituto in questione, a un anno di distanza dal casus belli, l’autorizzazione è poi arrivata, ma dopo dodici mesi circa rispetto a quando le
pillole venivano fatte ingerire a un piccolo gruppo di inconsapevoli pazienti. Una vicenda a cui sono seguite denunce che hanno fatto scattare l’inchiesta del Nas, con una serie di documentazioni poi approdate in procura, e cause civili che ruotano entrambe intorno a fatti che si sono verificati nella primavera del 2008 in un istituto dell’Alta Valle del Tevere. Tutto inizia quando i congiunti di anziani pazienti, ricoverati a seguito di delicate operazioni a livello
neurologico, si accorgono che ai loro familiari venivano somministrate delle compresse la cui ingestione era preceduta o seguita da un prelievo di sangue. Incuriositi da questa procedura ma soprattutto spinti dall’allarme scatenato da alcune “stranezze” notate nel comportamento dei familiari ricoverati, provano a chiedere spiegazioni. E da qui partono i primi dubbi, dal momento che nessuno sembrava saperne ad eccezione di uno dei medici, tanto che tale procedura non risultava presente nella scheda terapeutica. Individuato il medico, alle tante
domande risponde che agli anziani in questione era stata somministrata della semplice vitamina e che i prelievi servivano per “determinare la concentrazione ematica di tale sostanza”. Nel contempo l’allarme si diffonde e si scopre così che anche altri pazienti si erano ritrovati ad avere a che fare con le medesime pasticche conservate nella medesima sacchetta. Assunzioni sempre precedute o seguite da prelievo di sangue. La curiosità cresce e un nucleo di familiari viene convocato da uno dei responsabili dell’istituto alla presenza del medico dai più indicato come “l’ispiratore” delle somministrazioni. In un primo momento i sanitari cercano di rassicurare, fanno riferimento a un farmaco contenente una particolare dose di vitamina, che sarebbe stata presto inserita nelle cartelle cliniche. Viene mostrato anche il farmaco, che scatena la
conseguente sorpresa dei presenti. Infatti le compresse erano diverse da quelle
viste in corsia e viste prendere dai propri familiari ricoverati. All’imbarazzo da una parte segue la crescente carica di sospetti dall’altra. E alla fine il mistero viene svelato. E’ uno stesso medico a fermare i congiunti e a svelare l’arcano, facendo subito riferimento alla sperimentazione su alcuni pazienti neurologici dell’istituto di un farmaco non italiano, per verificarne l’effetto
sul risveglio neurologico. Un complesso ormonale, viene detto, che comunque non avrebbe avuto effetti nocivi sui pazienti tanto da essere al centro di un progetto sperimentale in Toscana. I familiari continuano a chiedere ai medici come sia possibile un qualcosa del genere, ovvero che vengano somministrati  farmaci, o sostanze o qualsivoglia complesso vitaminico senza essere inseriti nel registro dei medicinali e senza il consenso del paziente: chi dice di non
saperne nulla, chi si scusa e chi invece parla della ricerca che ad alti livelli viene fatta con questi prodotti. Alla fine i familiari decidono di portare via i propri malati, con relativa cartella clinica. Che arriva qualche giorno dopo le dimissioni con la segnalazione di una “erronea somministrazione di una sostanza al posto della vitamina”. Insomma, un’ulteriore conferma, per i congiunti degli anziani, che qualcosa era stato fatto e non correttamente. A quel punto viene richiesto un parere a uno specialista, che sulla base degli accertamenti effettuati subito dopo la dimissione, evidenzia una serie di alterazioni, a livello di esami del sangue e di condizioni neurologiche. Insomma oltre ad aver effettuato una sperimentazione di un qualcosa senza
consenso libero, specifico e informato, su pazienti anziani, in uno stato particolare, reduci da situazioni di salute particolari, si sarebbe somministrato agli stessi un prodotto all’epoca ancora non precisamente classificato (come si evince dalle risposte fornite dai tecnici), un complesso
di sostanze non segnalate sulla cartella clinica e di fatto “inesistenti” per chiunque, in caso di emergenza, si fosse trovato nella condizione di dover intervenire sul soggetto in questione. Avuta consapevolezza di quello che era successo, è stata fatta denuncia ai carabinieri con relativi accertamenti del Nas e contemporaneamente è stato avviato un iter civile. Per i primi di giugno è fissato il dibattimento, quanto alla vicenda civile la causa è in sede istruttoria. Dal punto di vista morale, per coloro che si sono imbattuti in questa avventura, la fiducia in alcuni medici è completamente in ribasso

Giovanna Belardi

da: Corriere dell’Umbria

Regione/ In commissione la proposta di Buconi sull’assistenza agli anziani

27 aprile 2011

Un confronto con la giunta regionale per discutere sull’insieme delle politiche regionali per gli anziani, sui programmi e sulle prospettive del settore: e’ quanto ha deciso la terza commissione del consiglio regionale, che stamani ha avviato l’iter di discussione sulla proposta di legge di Massimo Buconi (Socialisti italiani) per riorganizzare l’assistenza degli anziani non piu’ in grado di vivere autonomamente, individuando piu’ livelli di non autosufficienza, da quella lieve e meno costosa fino allo stato vegetativo del paziente, che comporta spese maggiori e servizi ininterrotti. La terza commissione ha dedicata l’intera seduta odierna all’esame della proposta di legge di Buconi, considerandola ”complessa e rilevante sul piano politico”, perche’ affronta il tema degli anziani non autosufficienti in una regione come l’Umbria che notoriamente ha numeri record sia per il numero degli anziani sia per le aspettativa di vita. La terza commissione ha anche deciso di chiedere agli uffici del consiglio di preparare l’istruttoria sul testo, la cui trattazione dovra’ essere trasformata da referente a redigente. La proposta di legge, di sette articoli, prende lo spunto dal fatto che la Regione interviene nell’assistenza delle persone anziane non autosufficienti ricoverate in residenze protette del territorio, pubbliche e private, con un contributo giornaliero di 87,20 euro per ogni giorno di ricovero, indipendentemente dal grado di non autosufficienza del paziente. Una somma da ritenersi adeguata, se destinata ad assistere anziani lievemente non autosufficienti, non del tutto capaci di gestirsi, ma che diventa esigua se l’anziano passa ad una condizione di infermita’ totale. E’ in questa seconda situazione, della non autosufficienza grave, che il costo lievita di molto per i gestori delle residenze, perche’ il paziente nel nuovo stato richiede servizi sanitari qualificati e personalizzati da garantire 24 ore su 24. E proprio il passaggio da una gravita’ minima alla non autosufficienza totale ha dato luogo ai casi di mantenimento dei pazienti piu’ gravi all’interno delle strutture iniziali, non piu’ adatte e non autorizzate a questa nuova funzione prettamente sanitaria. Per ovviare a questo problema e per garantire continuita’ assistenziale ai pazienti, la proposta di legge di Buconi prevede la possibilita’ di organizzare, all’interno delle strutture residenziali anche esistenti, moduli diversificati in grado di assistere i diversi livelli di della non autosufficienza, anche tramite interventi di adeguamento strutturale, da realizzare entro due anni sulla base di precisi parametri tecnologici ed organizzativi. Dal punto di vista finanziario, la proposta che contribuirebbe a ridurre le liste di attesa per i ricoveri, non comporta aggravi di costi per la Regione, proprio per effetto della introduzione di piu’ livelli di assistenza con i relativi contributi finanziari differenziati, da disciplinare tramite un nuovo regolamento, ed in considerazione del fatto che il numero dei pazienti in condizione di assoluta gravita’ e’ di gran lunga inferiore rispetto ai casi di non autosufficienza lieve.