Posts Tagged ‘articolo’

Ancora commenti all’articolo su Lorena Pesaresi

23 marzo 2015

“Lorena è mia amica, è una persona con cui ho discusso varie volte e mi son trovata anche dall’altra parte del tavolo ma su di una cosa sono certa: è una persona corretta; mi spiace e continuerò a dirlo ovunque che questo modo di far politica rovina la politica !! In politica Lorena ha sempre messo la propria faccia nel bene e nel male e per questo ha la mia stima. Antonella Pulci (more…)

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Commento in risposta all’articolo di Francesco Pinelli su Loredana Pesaresi

22 marzo 2015

ivanaCommento di Ivana Bouché

Ho avuto modo di vedere dal vivo l’attività di Lorena Pesaresi e mi associo in pieno a Franceso Pinelli. Lorena è una persona che si mette in gioco, sempre presente e con idee innovative, concreta. Pur non essendo di Perugia, proprio l’attività e il clima che si respirava a Perugia nel valutare le questioni ambientali e affrontarle concretamente quando Lorena era Assessore all’Ambiente mi spinsero, a suo (more…)

NESSUNO ESCLUSO, ILLUMINIAMO LE LAMPEDUSA DEL MONDO

31 dicembre 2013

foto“Nessuno escluso, illuminiamo le Lampedusa del mondo” è questo l’appello della rivista San Francesco d’Assisi e di Articolo21 affinchè politica, (more…)

Degrado di via delle viole, “fiorivano le aiuole” non ci sta

5 dicembre 2013

Gentilissimi,

il 22/11 sul Corriere dell’Umbria è apparso un articolo circa Via della Viola descritta come luogo di desolazione giunta ormai al massimo del degrado e della depressione. L’amore e l’impegno che tutti noi, associati di Fiorivano le Viole, abbiamo fin ora impiegato con estremo sforzo investendo al progetto di riqualifica della zona  tutto il tempo libero a disposizione e in forma di (more…)

IL SINDACO BOCCALI NON CI STA, “ARTICOLO DI REPUBBLICA INACCETTABILE”

12 giugno 2012

INCHIESTA DI REPUBBLICA, PERUGIA OSTAGGIO DELLA DROGA

“Qualcosa di positivo c’è, nell’articolo inaccettabile che ha pubblicato oggi Repubblica: sono le tantissime telefonate, mail, messaggi ricevuti da cittadini che protestano e difendono la loro (more…)

ARTICOLO 18, QUANDO IL DIRITTO DEL LAVORO È OSTAGGIO DELLA CASTA

29 aprile 2012

Le innumerevoli polemiche politiche e sindacali relative a presunti vizi e accentuate virtù dell’art.18 dello statuto dei lavoratori hanno il merito di riproporre all’attenzione della collettività la questione dei diritti dei cittadini-lavoratori. È necessario fotografare la condizione attuale contrattuale dei lavoratori, una cui minoranza gode ancora del diritto di poter ricorrere al giudice del lavoro in caso di illegittimo licenziamento, mentre, la stragrande maggioranza ha un rapporto di lavoro sancito da un contratto atipico, le cui garanzie in caso di contenzioso sono prossime allo zero. Tutti i protagonisti delle odierne polemiche evitano di chiarire come sia stato possibile che in Italia siano state introdotte oltre 40 forme contrattuali alcune delle quali reintroducono di fatto, forme di sottomissione al datore di lavoro, in ossequio alla necessità di incrementare il Prodotto Interno Lordo. L’introduzione delle nuove forme contrattuali avviene con la legge 24/06/97 n. 196 meglio conosciuta come “decreto Treu “ dal nome del ministro del lavoro del governo di centro sinistra in carica, è per la cronaca la legge che ebbe l’approvazione di tutti i partiti che componevano la coalizione, PRC compreso. Numerosi governi si sono succeduti, centro sinistra o centro destra poco cambia, ma la miriade di contratti atipici sono rimasti in vigore costringendo le nuove generazioni a confrontarsi con una precarietà lavorativa ed esistenziale mai viste. La situazione è così surreale che anche alcune organizzazioni sindacali utilizzano i contratti atipici per l’assunzione dei propri dipendenti. La ripresa economica da molti prevista, anche grazie alla riforma del lavoro (decreto Treu), non si è vista, siamo invece dentro ad una crisi recessiva molto seria e, per coerenza, la casta politica si è inventata un governo tecnico che insiste nella tesi che eliminando alcuni diritti dei lavoratori si possano agevolare gli investimenti nella penisola e di conseguenza l’occupazione. Riteniamo queste tesi completamente destituite di fondamento. La causa della disoccupazione, sostanzialmente, si trova nella delocalizzazione delle imprese italiane all’estero dove il costo del lavoro è molto più basso, la tassazione è inferiore a quella italiana e il funzionamento della giustizia civile è di gran lunga migliore di quello italico; per non parlare poi delle clausole di adesione all’euro che hanno comportato ulteriori svantaggi per i cittadini e i lavoratori, mentre hanno soddisfatto le aspettative del sistema finanziario. Modificare l’articolo 18 sarebbe una vessazione nei confronti di quella fascia minoritaria di lavoratori che ne usufruiscono, senza alcun vantaggio per una economia liberista che non vuole fare i conti con i propri fallimenti storici. L’abolizione dei diritti sono solo una scelta politica arrogante di un governo che deve mostrare il comando, che deve avere il controllo del diritto tanto da poterne decidere le sorti. L’art. 18 è solo un preteso per dire che sui diritti si può, da adesso, contrattare e non più esigerli. Noi non ci stiamo e come M5S lotteremo per modificare la rotta.

Movimento 5 Stelle  – sezione Perugia

FdS Perugia: “No all’abolizione dell’articolo 18, no alle denunce contro chi lotta per il diritto allo studio”

19 aprile 2012

sabato 12 maggio

Enrico Flamini, Segretario Provinciale Prc-FdS Perugia ha dichiarato: “Raccoglieremo le firme durante il fine settimana nella nostra provincia a sostegno e a difesa dell’articolo 18. Ci opponiamo al governo Monti e alla controriforma del lavoro che aumenta disoccupazione e precarietà e taglia diritti e democrazia. In questo senso colgo anche l’occasione per esprimere la nostra solidarietà alle cittadine e cittadini, lavoratori, precari, professori e studenti che si sono visti notificare avvisi di garanzia per la manifestazione del 30 novembre 2010 a Perugia contro la riforma Gelmini, che privatizza e scarica la crisi sugli studenti, e a difesa dell’Università pubblica e di Stato. La lotta per il diritto allo studio non si processa”.

Andrea Ceccarelli, Segretario Provinciale PdCI Perugia ha dichiarato: “Riteniamo che il disegno di legge del governo in materia di mercato del lavoro sia del tutto negativo e da respingere. Il governo ha di fatto confermato lo svuotamento e la manomissione dell’articolo 18. Questo è solo l’inizio dello smantellamento della legge 30, ovvero dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori con gravi ricadute anche nel nostro territorio”.

Oscar Monaco, Responsabile Lavoro del Prc-FdS Perugia ha dichiarato: “Proprio come ha detto la Fiom, noi riteniamo che occorra continuare la mobilitazione, fino allo sciopero generale già proclamato. Abbiamo già raccolto oltre mille firme. Per parte nostra, oltre a lavorare per la riuscita della manifestazione nazionale contro le politiche del governo Monti indetta dalla Federazione della Sinistra per sabato 12 maggio, continueremo a raccogliere le firme per la petizione popolare in difesa e per l’estensione dell’articolo 18 e a presentare in tutte le sedi istituzionali mozioni, insieme alle altre forze della sinistra, per far esprimere le assemblee elettive contro la riforma del mercato del lavoro voluta da Monti”.

Perugia, ore 10-13, Piazza Italia – GAP Ponte San Giovanni, sede Prc dalle 9-12

San Giustino, ore 10-13, Piazza del Municipio, ore 10-13 Frazione Lama Piazza Ferrer

Città di Castello, ore 10-13, Corso Cavour

Umbertide, ore 17-19 Piazza Matteotti

Gualdo Tadino, ore 10-13 presso Centri Commerciali

Assisi, ore 15-19 volantinaggio e raccolta firme Santa Maria degli Angeli

Spello, ore 10-12 presso la sede del circolo in Piazza della Repubblica

Foligno, mattina volantinaggio al mercato, ore 17-19 Corso Cavour

Magione ore 10-12 davanti negozio Coop

Castiglione del Lago ore 16-18 centro commerciale Coop

Passignano ore 10-12 mercato cittadino

 

LA STALLA VUOTA DELL’ART.18 E IL “SOL DELL’AVVENIRE” TARGATO DALEMA

26 marzo 2012

di Ciuenlai

Il modello tedesco sull’art. 18 non è la linea del Piave per il Pd. Siamo già a Giarabub, all’oasi isolata nel deserto, circondata da nemici, che prima o poi si arrenderà, magari con l’onore delle armi, ma si arrenderà. Il fatto è che il “fronte” è stato già sfondato in più punti e che il Partito Democratico (e direi anche la Cgil) è in ritirata su tutta la linea. Perché i protagonisti si soffermano sullo scontro (si fa per dire) di questi giorni e pochini ricordano i punti di partenza. Quando Il Governo Monti si insediò il Partito Democratico sbandierò ai 4 venti che “il risanamento stavolta toccava a chi non aveva mai pagato”. E il provvedimento dei provvedimenti che sanciva questa svolta era l’introduzione della tassa patrimoniale. Naturalmente di ciò non c’è traccia nelle decisioni prese dal sig. Monti che invece è andato avanti falcidiando le pensioni, aumentando l’irpef e l’Iva, raddoppiando il prezzo della benzina che ha moltiplicato quello della spesa delle famiglie, cancellato la voce diritti e via bastonando. Quello che si era detto di voler evitare, “il massacro sociale” è stato servito al coscio. Chi ha pagato la crisi? I soliti noti! Chi ha lucrato dalla crisi? I soliti ricchi (leggi possidenti, padroni, banchieri, finanzieri e affini). E adesso, a sconfitta annunciata, siamo alla farsa : La Cgil proclama uno sciopero generale a “babbo morto” e nel Pd cominciano a suonare forte le sirene di Fassino, Ichino, Veltroni, Fioroni, Letta, Gentiloni per l’aggiustamento, senza reintegro, del famigerato articolo. La metà del Pd è già pronta a firmare la resa di Giarabub “art.18”. L’altra metà, dopo aver constatato che tutti i buoi sono già usciti dalla stalla, si sta preparando a voltarsi dall’altra parte. Lo conferma un sibillino Dalema che per tenere buona la piazza, si dichiara Laburista e invita tutti ad ingoiare il rospo promettendo una svolta a sinistra nel 2013. Dobbiamo ridere?

 

LA MODIFICA DELL’ART. 18? GIA’ FATTO! La colossale presa in giro di una trattativa mai avviata e già conclusa

20 marzo 2012

di Ciuenlai

Bersani e Camusso parti in gioco, nel gioco delle parti.

Tutta questa diatriba su quando, come e per che cosa possano essere sottratti i licenziamenti individuali alla norma del reintegro per la revisione dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori, è una colossale presa per i fondelli. Perché l’oggetto del contendere non c’è già più. L’art.18 è già sparito dal tavolo. Si tratta solo di stabilire quali e quante sono le possibilità di superamento. Come ha spiegato esaurientemente Sergio Cofferati, anche se si potrà fare solo per i licenziamenti economici (ma non sarà così), indovinate cosa scriverà sulla causale di cessato rapporto il titolare dell’azienda? Licenziato perché mi era antipatico, aveva le scarpe di un colore orrendo, non metteva il deodorante sotto le ascelle, mia moglie non lo sopportava ecc. Ma per piacere! Signora Camusso, Signor Bersani, piantatela di fare finta di non sapere e di partecipare a questo ignobile e stucchevole gioco delle parti. La verità la sapete anche voi : fine dell’art.18 fine delle tutele. E voi ne siete responsabili. Punto!

P.S. Che brutta pagina l’intervento a gamba tesa del Capo dello Stato che, ancora una volta ha, secondo me, travalicato i margini dei suoi poteri. Il suo richiamo non era per la Camusso, che la penna per firmare (che le ha regalato Bersani) se la porta sempre dietro, ma per i mal di pancia dentro la Cgil. Non quelli di Landini e soci che sono scontati e anche ben accolti (qualcuno che è contro ci vuole sempre se no dicono che è una dittatura), ma per quelli della maggioranza della Cgil che hanno “smusato” le proposte del segretario e che devono mettersi rapidamente in riga. Volete il titolo del prossimo libro su Napolitano? Vi servo subito . “Dalla dittatura del proletariato, alla dittatura del caporalato”.

 

LICENZIARE SUBITO, LICENZIARE MEGLIO

5 gennaio 2012

Amici Di Ciuenlai

di Ciuenlai

Dice non c’è lavoro. Pronti, il Governo Monti ha subito una soluzione : proporrà ai sindacati di eliminare l’art 18, così le aziende potranno licenziare liberamente un mucchio di gente e si renderanno disponibili un sacco di posti di lavoro. E per rendere il provvedimento più efficace Confindustria ha suggerito di estenderlo anche agli statali. Pierluigi Bersani detto “Gargamella” continua a ripetere che sostiene il Governo “con proposte”. Proposte che vengono subito esaminate e smistate nella cartella “da cestinare”. La linea resta il “Pd propone e Monti dispone” (l’esatto contrario).

nota di redazione: non possiamo elimminare l’art. 18 solo per il governo? Cosi facciamo prima

Riflessione sul primo articolo della Costituzione

19 dicembre 2011

“L’ Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.

Qualcuno sa spiegarmi cosa significhi questa frase in verità? Che affinché ci sia una Repubblica prima deve esistere il lavoro? Non ho capito bene il senso. Il lavoro (che poi cos’è il “lavoro”?) viene svolto dall’uomo, quindi l’uomo dovrebbe essere più importante e dovrebbe essere lui, e non il suo agire, a comparire sul primo articolo della costituzione. Da qui invece sembrerebbe che è dal lavoro che si emana il tutto. Come un qualcosa di trascendente, di divino oserei dire, rispetto al quale l’individuo si trova in una condizione di sottomissione. Posso anche comprendere il contesto politico, culturale e, soprattutto, storico che portò a stilare questa espressione. Si usciva da una dittatura ventennale e a questo bisogna aggiungere che si doveva trovare una sintesi tra posizioni ideologiche (quella cattolica e quella comunista) non solo differenti ma addirittura antitetiche. Ecco perché molti articoli della nostra carta sono composti da due parti distinte. Capisco tutto. Ma, per utilizzare l’espressione di un costituente statunitense, la mano dei morti non può continuare a tracciare la strada dei vivi. Era Thomas Jefferson, colui che sarebbe diventato il terzo presidente USA. Ed espresse tale concetto nonostante potesse ben dire d’aver redatto una costituzione veramente all’avanguardia (e tutt’ora attualissima). Insomma, quel che voglio sottolineare è che auspicare una modifica della carta, non riguardante esclusivamente la parte inerente l’architettura istituzionale, non deve esser visto come una bestemmia laica o, peggio ancora, come un attentato alle fondamenta del nostro vivere civile. Riportare al centro l’individuo, qui sta il punto. E mentre scrivo queste ultime parole ripenso alla conclusione di Antifona, un romanzo di Ayn Rand, madre dell’Oggettivismo: “E qui (…) scolpirò la parola che dovrà essere il mio faro e il mio stendardo. La parola che non morirà (…). La parola che non può morire su questa terra, poiché ne è il cuore e il significato e la gloria. La parola sacra: EGO”.

Luca Proietti Scorsoni  – Giovane Italia  – Terni.