Posts Tagged ‘associazioni’

Nasce a Piacenza il Comitato Italiano delle Associazioni Nazionali Storiche

15 marzo 2016

Sabato 19 marzo alle ore 11.30, in occasione della XII edizione di Armi&Bagagli – Mercato Internazionale della Rievocazione Storica, si terrà a Piacenza Expo la conferenza stampa di presentazione del Cians – Comitato Italiano delle Associazioni Nazionali Storiche. In tale occasione verrà apposta la firma sull’atto costitutivo dal primo nucleo di soci fondatori, tra i quali Cers Italia, Figest, Figs, Fisb, Fitast, Fitetrec, Lis, Litab, Uisp.

Il Comitato nasce dall’esigenza, da parte del settore rievocativo italiano, di ottenere il riconoscmento giuridico quale specifica attività culturale, così da poter sviluppare in collaborazione con il Mibact le necessarie politiche a sostegno di un’attività per lo più volontaristica che in Italia annovera migliaia di appassionati. La scelta di presentare a Piacenza tale comitato nasce dalla consapevolezza di come il locale ente fieristico ospiti il più importante fieristico del settore a livello nazionale.

I soggetti Umbri presenti nel Comitato sono:

Figs (Federazione Italiana Giochi Storici) il presidente è Carlo Capotosti di Narni

Lis (Lega Italiana Sbandieratori) con sede a Città della Pieve

Figest (Federazione Italiana giochi e e sport tradizionali)

Ed il sottoscritto che è di Valfabbrica e cura la comunicazione e organizzazione.

Responsabile Comunicazione e Organizzazione

Emanuele Binucci Tel. 338/3320801

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“Progresso e nuove famiglie” “Sarà ancora possibile dire Mamma e Papà?”

24 ottobre 2014

famiglia-disegnoDomanda, per chi ha una famiglia che presuppone una risposta scontata “certo che sì”.
Purtroppo, però anche questa certezza e punto fermo nella vita di ogni essere umano sta cominciando a scricchiolare sotto i colpi di una, chiamiamola “apertura”, verso forme diverse dal concetto di famiglia intesa come unione tra un uomo e una donna, la procreazione naturale e la vita insieme sia in senso etico, (more…)

RIFLESSIONI DOPO “ UNA CANDELA E UN LIBRO” A S. BEVIGNATE

11 marzo 2014

Non senza qualche perplessità e le conseguenti riflessioni, il 7 marzo scorso ho assistito al raduno che era stato organizzato tramite il sancollegamento su Fb, con il titolo: “Una candela e un libro”, davanti alla chiesa di S.Bevignate. Eravamo tanti, qui convocati, per rispondere all’allarme lanciato in queste ultime settimane, per un probabile scempio edilizio, che rischia di abbattersi nei pressi della celebre Chiesa templare del S. Bevignate.

Tutto questo dibattito è nato, per un contestato progetto, realizzato e finanziato, con denaro pubblico, dagli Enti Regione dell’Umbria e Comune di Perugia in concorso con l’Adisu, che ha deliberato di costruire in questo sito storico, un’altra Casa per lo studente. Questa sarebbe, l’ennesimo scempio con una colata di cemento nel territorio perugino, in spregio di qualsiasi oggettiva opportunità e necessità, di costruire nuovi edifici, oltre  al notevole danno per il paesaggio ambientale. Tra i tanti presenti (circa 300 n.d.r.) che hanno accolto, l’invito su Fb, ritrovandoci sul luogo, ormai diventato famoso in queste ultime settimane, non abbiamo intravisto presenze, di alcuni tra i più autorevoli rappresentanti delle Associazioni Socio Culturali della nostra Città.

Le loro assenze ci lasciano perplessi, anche in considerazione questi autorevoli rappresentati di Associazioni Culturali, sono stati i promotori, della denuncia di scempio che si sta perpetrando. Questo è stato un evento nato (more…)

Le associazioni private sono partiti o i partiti sono associazioni private?

27 aprile 2012

di Darko Strelnikov

La gran parte degli osservatori continua a meravigliarsi del diffondersi a macchia d’olio di questa moda delle associazioni politiche nazionali e regionali. Una moda che ha affascinato soprattutto il Centrosinistra. C’è chi ne parla come uno scandalo, chi come una nuova opportunità, chi come un nuovo modo di fare politica. Ma non c’è un cane che ha provato a dare una risposta ai tanti perché che questa pratica si porta dietro e, soprattutto, perché prende piede ora, mentre era sconosciuta (perlomeno in questi termini) nel passato. Nessuna meraviglia; la non analisi e l’ignoranza politica, sono in linea con i tempi. Diversi di quelli che oggi calpestano le stanze del potere vengono o sono eredi diretti della generazione che si vantava di non aver mai letto “un libro tutto intero”, neanche il Bignami. Una generazione che sta contagiando anche quelli che i libri non solo li leggevano, ma erano abituati a studiarli. Meglio evitare di pensare per non farsi venire troppi dubbi! Eppure lo sfaldamento è evidente e, direi, anche preoccupante. Ma se non si parte da una onesta rappresentazione della realtà, non si va da nessuna parte. Non è vero che le associazioni e le Fondazioni sono una risposta alla crisi dei partiti. Una cosa per andare in crisi deve esistere. I partiti, cari signori, non esistono più. Non solo quelli di una volta, ma quelli (finti) di adesso. Sono solo sigle, targhette affisse ad una porta. Dicesi partito politico un’associazione tra persone accomunate da una medesima finalità ideale e politica, ovvero da una comune visione su questioni fondamentali della gestione dello Stato e della società. Visione ideale e politica comune, capito? E allora che ci fa nello stesso posto un ex comunista, con un ex democristiano (Il Pd), o un ex socialista con un ex fascista (Il Pdl). Ci fa solo un “tragico errore”. Il tragico errore di trasformare le coalizioni in forze politiche “disorganizzate”, ma non in partiti. In soggetti senza una identità e con la caratteristica comune di essere estranei, oltre che ai bisogni, ai sogni della gente. Forse è anche per la sempre più cronica mancanza di finalità di grande e lungo respiro, che un amministratore, ad un certo punto, trovi più utile spendere i soldi del finanziamento pubblico, per comprare diamanti, piuttosto che per stampare manifesti. Qualcuno dice che la politica non c’entra niente, è un principio di sana gestione economica! I diamanti sono per sempre, i manifesti per una volta sola. Se tutto ciò viene unito allo sviluppo esponenziale della pratica individualista in politica, comincerete a trovare qualche risposta alla ricerca dei perchè. L’introduzione dell’elezione diretta, finchè le organizzazioni politiche hanno mantenuto una continuità, anche piccola, con i loro valori e con la loro storia, non ha creato problemi insormontabili. Sono stati i cosiddetti organismi dirigenti a proporre per la gestione degli scranni più alti Locchi, la Lorenzetti, Cozzari, Maddoli, Borgognoni, Brachelente, Raffaelli, Cavicchioli e compagnia cantando. Grandi scontri interni, ma alla fine soluzioni condivise da presentare agli elettori. Giusto o sbagliata che sia, questa conformazione, certamente da modificare, certamente da modernizzare, certamente da democratizzare, aveva mantenuto ancora un proprio equilibrio. Ma poi, insieme alle “coalizioni partito”, sono arrivate le primarie ed è cambiato tutto. Che senso ha, infatti, avere segreterie, direzioni, funzionari, apparati, organizzazioni e circoli territoriali, se poi non è questa la sequenza che determina le cose più importante nelle elezioni dirette e cioè i candidati e i programmi? E’ logico che chi ha intenzione di presentarsi, non potendo contare su quello che chiamano erroneamente “il suo partito”, si metta in proprio e ordini e ammassi le sue truppe dentro contenitori che fanno riferimento solo a lui. Alle primarie bisogna votare tizio mica il partito. Ed è altrettanto logico che i protagonisti lo facciano con aggregazioni che prevedono un segno tangibile e riconoscibile di fedeltà” (il tesseramento) e un minimo di radicamento territoriale (circoli, club, gruppi ecc.). Anche perché così si può spaziare tranquillamente anche fuori dei confini del giardino di casa. Perché nelle schede depositate nell’urna non c’è scritto per chi voti alle elezioni. Come dite? Esagero. Beh allora, per capire l’inutilità degli attuali contenitori politici, vi racconto una piccola cosa, che però rende l’idea di quello che sto dicendo. Guardate quello che sta succedendo in quel di Città di Castello. Al Partito Democratico “manca” da mesi un assessore. Il segretario e gli organismi dirigenti hanno fatto due nomi, ma la sedia è restata vuota. Dice che si sono scomodati anche i segretari regionale e provinciale del Pd ottenendo lo stesso risultato; sedia vuota. E’ normale. Non sono loro che controllano il gruppo consiliare, ma quelli che comandano correnti e, magari, associazioni e il sindaco lo sa e si comporta di conseguenza. Cioè, se, come in questo caso, i centri direzionali sono fuori da quella cosa che erroneamente chiamano partito è logico che chi “gareggia” si attrezzi per avere un qualcosa di autonomo, che abbia un peso condizionante interno ed esterno. E, scusate se lo dico, ma è ipocrita fare i moralisti e sparare a zero contro chi costruisce associazioni, se poi, magari, si organizza la stessa cosa, articolandola in altro modo. Magari davanti ad un caminetto e ad una tavola con inviti rigidamente selezionati. Non avrà un nome, sicuramente non avrà una sede fissa o ufficiale, ma che cos’è questo “andar per case e ristoranti”, se non un diverso modo di concepire la presenza e la lotta politica in gruppi di potere. E perché coloro che non sono ammessi a quel caminetto o a quei caminetti non dovrebbero ribellarsi organizzandosi di conseguenza? Qui non ci sono possibili sconti da fare. O si critica, come faccio io, l’intero sistema che è venuto avanti e se ne sta alla larga o se ne accettano, senza se e senza ma, le inevitabili conseguenze. Per chi sta dentro attuale quadro politico, Il tempo delle lezioni di moralità è finito da un pezzo. Per chi sta fuori è ancora tempo di partiti. Ma bisogna rifarli davvero e daccapo!

strelnikov.d@libero.it

 

UGLe AssoConsum uniti in difesa dei cittadini

10 novembre 2011

Firmato  dai Segretari regionali  Enzo Gaudiosi  ed  Ernesto Rossi, il protocollo d’intesa tra UGL e AssoConsum dell’Umbria. Una grande opportunità per potenziare l’azione dei due enti sul territorio umbro, che collaboreranno d’ora in avanti, non soltanto per le questioni legate al mondo dei consumatori ma anche per spostare un po’ più in alto l’asticella dell’attenzione su servizi e decisioni di interesse sociale, in particolare sul mondo del lavoro. Da lunedì 14 novembre, gli avvocati di AssoConsum ONLUS, Associazione dei Consumatori riconosciuta dal Ministero dello Sviluppo Economico, prenderanno servizio presso la sede dell’Unione Generale del Lavoro di Perugia e le sedi zonali della provincia, e tra qualche giorno il servizio inizierà anche nella provincia di Terni. Il protocollo stabilisce che ogni iscritto all’UGL avrà a titolo gratuito, la tessera dell’AssoConsum e l’opportunità di consulti presso i Punti d’Ascolto al Consumatore istituiti nelle sedi UGL e in tutti gli sportelli AssoConsum dell’Umbria.

Il Segretario Regionale Confederale UGL– Gaudiosi Enzo : “Questo protocollo d’intesa dimostra come è possibile costruire corretti rapporti tra le organizzazioni e di come sul merito dei problemi di oggi una collaborazione basata sul dialogo e la concertazione, pur rispettando le prorpie prerogative, possa affrontare le problematiche in tutti i suoi vari aspetti, in particolare quelle che da molto tempo risultano essere irrrisolte. L’Ugl da sempre ha messo al centro della proria attenzione “la famiglia” (fattore famiglia), quale punto di partenza e di attenzione in relazione alla crisi del mondo del lavoro, ma da oggi in Umbria, con la collaborazione dell’Assoconsum possiamo certamente osservare e sviluppare, attraverso la nascita di un “gruppo di lavoro”, anche tutti quegli aspetti e le difficoltà che quotidianamente si trovano ad affrontare le famiglie italiane e le classi sociali più deboli, costruendo strumenti capaci di garantire sevizi di qualità ed efficienza adeguati alle necessità del mondo attuale. 

Il Segretario Regionale AssoConsum Ernesto Rossi: “Il nostro intento dal breve periodo in cui siamo in Umbria, è sempre stato quello di cercare dialogo e collaborazione con le altre realtà regionali, non importa di quale segno e matrice, perché la mission di associazioni come la nostra, è quella di essere trasversali, avendo come principale obiettivo la tutela dei diritti del consumatore, cioè, la persona nella sua dimensione di vulnerabilità, rifuggendo quindi, da logiche di compromesso e riverenza che non sempre esprimono il bene comune. Grazie a questa collaborazione che ho in alta stima e per quello che con i miei limiti posso permettermi, cercherò di contribuire a tutelare la giustizia sociale”.

Il servizio erogato è oggi disponibile presso le sedi UGL sottoindicate:

Perugia via Savonarola, 74 – 06121 Perugia telefono: 075.5837526

Ponte S. Giovanni (PG) via Adriatica, 7 – tel./fax 075.397365

Città di Castello via S. Antonio, 4 – tel/fax 075.8558631

S.M. degli Angeli (Assisi) via Becchetti, 16 – tel./fax 075.774697

Foligno via Gorizia, 3/B – tel./fax 0742.352120

Gaifana / Nocera Umbra via Gaifana, snc – tel./fax 0742.818976

LAMPEDUSA E “I PROFESSIONISTI DELL’IMMIGRAZIONE”

6 ottobre 2011

Fino a due settimane fa, lo spettacolo pressoché quotidiano a Lampedusa e dintorni era il seguente. Le navi della nostra Marina avvistano il barcone carico di disperazione. A differenza di quanto sarebbe accaduto se si fosse trovata in acque maltesi, greche o spagnole, la carretta viene scortata in porto. I profughi sbarcano. La Protezione civile li rifornisce di acqua, cibo, coperte. Alcuni operatori salgono a bordo per prendersi cura di donne e minorenni, che vengono assistiti per primi. Gli agenti di polizia individuano lo scafista che aveva tentato di mimetizzarsi tra i fuggiaschi: sono loro a indicarlo alle forze dell’ordine. I migranti vengono portati al centro di prima accoglienza di Lampedusa per il riconoscimento fotosegnaletico. A quel punto subentra l’attesa per conoscere quale destino li attende: l’asilo, il permesso temporaneo di soggiorno, il rimpatrio.
A un certo punto della trafila, si inserisce un elemento particolare. È il presidio delle Onlus, le associazioni umanitarie presenti in forze a Lampedusa. La loro non è un’attività clandestina: ogni organizzazione agisce in base a un progetto approvato dal ministero dell’Interno. E ciascuna Onlus è dotata di un cospicuo fondo spese per pagare, tra l’altro, vitto e alloggio non agli africani, ma ai drappelli di volontari. Cosa che ha fatto felici albergatori e ristoratori dell’isola disertata dai turisti.
L’impegno dello Stato italiano per fronteggiare l’emergenza, valutabile in un miliardo di euro, non basta. Occorre l’intervento delle associazioni umanitarie. Il cui compito non è procurare prima assistenza ai profughi, ma inserirli in un circuito di protezione. Spiegare loro quali diritti hanno. Fare loro conoscere mediatori culturali, interpreti, avvocati. Organizzare la permanenza nell’isola. Aiutarli a sfruttare ogni piega della legge per poter restare in Italia. Metterli in contatto con i familiari, perché devono sapere che in Italia c’è posto per tutti.
Appena sbarcati, i nordafricani ignorano dove si trovano, non conoscono la lingua e le leggi del posto, sono stralunati. Eppure in pochi minuti hanno già firmato un plico di moduli in cui si mettono nelle mani di un avvocato sconosciuto ma garantito dalla provvidenziale Onlus. La formula è standard: «Io Tal dei Tali attualmente trattenuto presso l’ex base Nato Loran a Lampedusa dal giorno X nomino mio avvocato di fiducia Pinco Pallino, presso il cui studio eleggo domicilio, affinché svolga le pratiche necessarie per porre fine al mio trattenimento e richieda per mio conto un permesso di soggiorno. Ai sensi delle norme vigenti in materia di autocertificazione autorizzo ai trattamenti dei miei dati personali». Spesso la firma è una sigla incerta ma certificata da un funzionario del comune di Lampedusa sulla base del numero identificativo dello sbarco.L’emergenza nordafricani è un sacrificio per gli automobilisti, che pagano più cari i carburanti. È un aggravio ragguardevole per il bilancio dello Stato. Ma è anche un’occasione di business. Per il 2011 il Fondo europeo per i rifugiati ha stanziato all’Italia 7.740.535,42 euro, più altri 6.850.000 straordinari per le «misure d’urgenza». Ulteriori 6.921.174,29 euro arrivano tramite il Fondo europeo per i rimpatri. Con questi soldi il Viminale finanzia progetti presentati dai soggetti più vari (enti locali e pubblici, fondazioni, organizzazioni governative e non, Onlus, cooperative sociali, aziende sanitarie, università) selezionati attraverso concorsi pubblici. Si tratta di 21 milioni e mezzo di euro complessivi.
Molti dunque sfruttano l’emergenza per ottenere visibilità, rivendicare ideologie, attaccare il governo, e anche per fare soldi. Ogni carretta del mare approdata a Lampedusa mette in movimento un complesso apparato. I direttori operativi delle Onlus si precipitano, dettano appelli scandalizzati e li diffondono tramite solerti uffici stampa chiedendo interventi, trasferimenti, soldi, chiaramente in tempi improrogabili. Gli avvocati, tutti attivi nel campo dei diritti umani e spesso difensori di pacifisti e no-global (la genovese Alessandra Ballerini, legale segnalata da Terres des Hommes, si candidò con la sinistra alle regionali 2010), redigono denunce ed esposti. I parlamentari di opposizione presentano interrogazioni allarmate in cui si parla di «prigionieri», «reclusione», «condizioni indegne di un Paese civile».
Il business dei diritti umani contagia perfino il mondo dell’arte. La scorsa settimana è stato presentato a Roma il progetto di trasformare le imbarcazioni abbandonate a Lampedusa in opere d’arte. «Un modo per dire che un relitto è tragica testimonianza – fanno sapere gli ideatori – ma anche porta verso il futuro». A ciò si aggiunge «la valenza epocale del fenomeno immigrazione», cui l’arte offre «un segno di solidarietà». Peccato che per la regione Sicilia le carrette siano rifiuti tossici perché verniciate da sostanze contenenti piombo. Altro che opere d’arte messe in vendita a beneficio dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati: dovrebbero essere smaltite con mille precauzioni. Assieme a tanta retorica assistenziale.

GIOVANE ITALIA: CONTRO L’OMOLOGAZIONE LANCIA IL TUO GRIDO DI LIBERTA’! LOTTA CON NOI!

8 giugno 2011

GIOVEDI’ 9 GIUGNO 2011
ORE 17:00
Sala delle Conferenze C.E.R.P. (Rocca Paolina) Perugia

PRESENTAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI :

Nes Umbria
LabCom

MODERA: Enea Paladino (Dirigente Giovane Italia Umbria)
INTERVENGONO: Andrea Lignani (Consigliere Regionale) Federico Iadicicco (Consigliere Provinciale PdL Roma) Cesare Giardina (Presidente Giovane Italia Roma) Riccardo Merolla (Responsabile LabCom) Achille Sammaciccia (Responsabile Nes Umbria) Mattia Mori (Presidente Rinascita Universitaria Perugia)

Che cos’è il Nes?
Il NES è una realtà politica particolarmente attiva sul territorio nazionale, in continua crescita e radicata nel tessuto sociale e politico del territorio. Questa sfida nasce ufficialmente nel 2007, ma è la prosecuzione naturale di un passato secolare. Il NES è la perfetta sintesi tra vecchio e nuovo, tra tradizione e futuro, nasce infatti sulla scia movimentista e militante della destra giovanile, rinnovata nella forma e sempre attuale nei contenuti, per non perdere contatto con la realtà sociale. Il NES è Comunità, umana e politica, è Identità, a difesa di valori imprescindibili ed è Partecipazione perché si mette in gioco quotidianamente, lancia nuove sfide e le combatte in prima persona.  L’obiettivo di dare vita ad un nuovo Umanesimo che diventi una concreta alternativa al mondo nichilista e secolarizzato, passa per la partecipazione ed il coinvolgimento di vari settori sociali. Convinti che la crisi e la deriva della società nichilista siano innanzitutto e più propriamente una profonda crisi antropologica, lanciamo la nostra sfida al mondo, perché stanchi di una società malata e perversa. Il nostro Umanesimo restituisce dignità e centralità alla Persona, ristabilisce la sacralità della Vita, persegue la Giustizia sociale, condanna tutte le mafie e pretende legalità, rivendica il ruolo decisivo di un’Europa più identitaria e meno burocrate.
In un tempo in cui le etichette politiche banalizzano e sviliscono la politica, ci piace definirci, identitari, popolari e sociali.
Il NES è una Storia da vivere, un futuro ancora da scrivere.

Che cos’è il Labcom?
La siglia LabCom sta per Laboratorio Del Comunitarismo promuove un modello di socializzazione basato sulle relazioni comunitarie, sullo sviluppo integrale della Persona, nella sua creatività individuale e nelle sue appartenenze.