Posts Tagged ‘attesa’

Stazione di Sant’Anna, chiusa la sala d’attesa!

5 luglio 2016

Da alcuni giorni la sala d’attesa della stazione di Sant’Anna a Perugia è stata chiusa al pubblico. Perché? Ci è stato segnalato da alcuni perugini che da tempo la sala era diventata una “casa sicura” per persone ubriache che andavano a dormire sulle panchine all’interno, lasciando come segni della loro presenza rifiuti, cattivi odori, sporcizie di ogni genere e (more…)

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Sanità:Caro utente umbro, se hai bisogno di una tac urgente all’occhio, tranquillo, torna fra un anno e faremo tutto

29 luglio 2015
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Si, può capitare di stare male, ma da anni ci raccontano che la sanità umbra ha raggiunto livelli di eccellenza sia nell’assistenza di base che in quella specialistica, tu ci credi no? Ci si riempie la bocca di sistemi valoriali, di attenzione verso le fasce più deboli della popolazione (anziani di solito) e poi ti capita di assistere ad un evento che dire scandaloso è poco. Saremo noi a non averci capito nulla? O qualcuno cerca di fregarci?

Leggete il contenuto del foglio di prenotazione di un esame all’occhio, data di richiesta e data di accettazione della prestazione. tutto qui direte, ma no, c’è anche la ciliegina, una persona anziana deve spostarsi da Perugia a Gubbio, si avete letto bene Gubbio, dicono che a Perugia le prenotazioni sono chiuse fino a data da destinarsi. (cioè a mai?) Cara presidente Marini se questo è il tuo progetto di sanità siamo davvero preoccupati.


Altro che “sistema valoriale”. A pagare per questa situazione saranno i cittadini e le fasce più deboli della società. La salute è un diritto, facciamolo rispettare anche in Umbria.. Enrico Flamini – Segretario Regionale Prc Umbria


Raffaele Nevi :  il documento programmatico del presidente della Regione è generico e privo di alcuni aspetti fondanti  e che nella sanità molti umbri sono costretti ad andare fuori Regione per curarsi.

29 maggio 2015

 

 

 

 

Sanità: prima della fecondazione eterologa pensiamo alle liste di attesa

3 settembre 2014

Prima di improbabili e non urgenti impegni sulla fecondazione eterologa, la regione dell’Umbria si impegni sull’abbattimento delle liste di attesa. (more…)

Natale è luogo dell’infinito e dell’attesa

21 dicembre 2009

di Anita D’Alessandro

Tutto l’arco che precede e conclude il tempo di Natale si può riassumere in una parola ”attesa”.

La Santità del Natale passa attraverso le nostre vite, unisce i nostri cuori colmi di grazia divina e ci proietta all’avvenire.

Ma perchè il Natale ci regala la gioia e la dolcezza di un momento che se condiviso in amore ci accompagna verso un futuro pieno di speranza? Quanti si saranno fatti questa domanda?

La verità che si deve dire è che la vita è attesa. È nell’attesa di qualcuno o qualcosa che si colloca e vive l’avvenire. Proviamo ad immaginare la nostra vita senza il desiderio di aspettarsi che accada qualcosa, che vita sarebbe, guai cessassimo di attendere qualcosa o qualcuno.

Una persona che non si attende più nulla dalla vita e che non aspetta desideroso di amare qualcuno,  può considerarsi inerte!

Dunque la vita è attesa, ma è anche vero il contrario: l’attesa è vita!

È in questo che si distingue l’attesa del credente da ogni altra attesa, perché colui che attende il Bambin Gesù che è già venuto e che cammina al suo fianco, ha la certezza che Egli venga davvero, quindi che ritorni per essergli nuovamente accanto. Dio viene come vita. Egli viene per stringerci in un abbraccio di energia vitale e di rinnovo. È nell’attesa del rinnovo che vive la fede.

Si vive dunque in prospettiva della fede, che si traduce in una forte fiducia per la vita che si sceglie per se stessi.  Ci si adopera per il bene di se stessi ma ci si adopera anche per il bene degli altri. Ed è proprio in questo scambio che si crea l’attesa, si crea la promessa: la fede.

Gesù ogni anno rinnova la sua promessa in mezzo a noi, viene ad abitare i nostri cuori, la nostra vita, le nostre case, le nostre strade facendosi esperienza di vita. Per cui l’esperienza di vita non è attesa vuota, un lasciar passare il tempo, ma è  attesa che diventa comportamento di vita.

Il Natale rappresenta il tempo ideale per meditare su tali “questioni umane” partendo dal mistero dell’incarnazione, una verità che l’Apostolo Giovanni nel quarto Vangelo riassume: « E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi». Il verbo è la “luce”, è il “senso”, quel senso eterno che colma di grazia e di verità la nostra vita.

Così il Natale diventa un’occasione unica che ci invita a fermarci un istante, a fare il punto sulla nostra rotta, a porci alcune domande sul nostro percorso interiore del presente alla luce delle esperienze passate in una prospettiva futura.

Il Natale è la dolce conferma della calma e della riflessione in forma estatica come testimoniano i presepi viventi che animano e coinvolgono i cuori della gente di ogni età in ogni luogo, ed in forma ascetica perché eleviamo i nostri cuori al Signore, per questo viviamolo perchè Egli ci dona la luce del presente ma ci dona anche la luce per il futuro.

Ebbene ricordare come nelle letture della Santa Messa nel periodo di Avvento tutti i verbi sono al futuro “accoglieremo la Sua venuta…”, “verranno giorni in cui…”, tutto è proiettato al futuro, all’attesa, quindi alla vita che inizia e che continua.

È nella continuità di un evento tanto atteso che la nostra vita va verso un incontro, proprio per questo il Natale ha qualcosa di molto importante da dirci per la nostra vita.

Il Natale è attesa infinita, il Natale è vita e come tale coinvolge tutta l’umanità. L’umanità che si dipinge nel presepe, è accolta e protetta in quella mistica capanna. Quanta dolcezza può lasciarci dentro questa immagine così caritatevole, diventando intima per ognuno di noi.

E come dire fuori c’è tensione, fuori c’è rabbia, fuori c’è guerra…ma noi sotto quella capanna siamo beati, non “urliamo” perché i nostri cuori sono vicini e non lontani, con l’attesa di fare i primi passi verso una vita piena d’amore.