Posts Tagged ‘azienda’

Expo 2015: è di Todi l’unico formaggio umbro

2 maggio 2015
Riccardo Marconi

Riccardo Marconi

E’ prodotto a Todi l’unico formaggio che rappresenterà l’Umbria ad Expo 2015 all’interno del selezionatissimo “tagliere” firmato dallo Slow Food, frutto di una attenta scelta tra gli  oltre 2.000 formaggi tradizionali esistenti al mondo.

Nella rosa degli 84 scelti quali ambasciatori della biodiversità animale e vegetale, che saranno proposti a rotazione nei sei mesi della manifestazione, figura inserito il “Bodoglino” del Caseificio Montecristo.

Il formaggio tuderte sarà protagonista all’esposizione universale a Milano nella settimana dal 15 al 21 maggio, raccontando del latte, dei pascoli e della caseificazione ma anche il territorio tutto, grazie ai profumi e ai sapori di questa caciotta dolce, prodotta con latte crudo di mucca, a pasta morbida e dal gusto molto delicato. (more…)

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L’azienda vinicola umbra Rialto alla fiera di Dusserldof

11 marzo 2015

vinoL’azienda Agricola Rialto di Eraldo Dentici trova per la prima volta Spazio all’interno del Prowein in Dusserldof nei giorni dal 15 – al 17 Marzo, una delle fiere di settore più quotate a livello internazionale. Ci distingue rispetto agli altri espositori la collaborazione con la rivista specializzata Euposia che in questa circostanza insieme all’associazione DE.S.A (Deutschland Sommelier Association) organizzerà questo evento con Area per riunioni, Promozione di master-class tematiche dove vede coinvolti giornalisti internazionali, degustazioni di vini in abbinamento alle pietanze presenti. Cantine Rialto presenterà i singoli prodotti spiegando il processo di vinificazione che si distingue dagli altri.


 

Vini: Brunello di Montalcino Coldilamo alla conquista dei mercati esteri

20 novembre 2014

brunello col di lamoColdilamo, azienda agricola di Giovanna Neri, guidata con saggezza tutta femminile, sta acquisendo di giorno in giorno nuovi mercati esteri, dall’America Centrale, alla Spagna, alla mitica Francia. questo nettare si può trovare infatti nelle boutique e punti di ristorazione di Parigi, Sain Tropez, Principato di Monaco, Madrid, Barcellona.

La politica è principalmente quella di seguire  la tradizione, Sangiovese Rosso e botti grandi, dalle quali nasce e si apprezza questa splendida realtà che è il Brunello (more…)

Ospedale ex Silvestrini Gastroenterologia in tilt per il caldo

21 giugno 2013

Riceviamo e pubblichiamo

Da circa una settimana, finalmente è arrivata l’estate, e l’ospedale ex Silvestrini si è trasformato in un vero Inferno. Si proprio così, perché in questi giorni dove la temperatura esterna assume valori alti 35– 40 gradi, (more…)

Al via “Corciano castello di vino”

5 ottobre 2012

Cerimonia di premiazione Miglior cantina 2011

Venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 ottobre 2012 l’antico ed incantevole borgo di Corciano ospita la seconda edizione di Corciano castello di vino, un evento nato con l’obiettivo di sostenere e qualificare la città di Corciano attraverso la riscoperta e il recupero di tradizioni vinicole del territorio umbro. (more…)

Alla CANTINA GORETTI di Perugia a Pila… 20 PROPOSTE per festeggiare i 20 ANNI di Cantine Aperte

17 aprile 2012

27 maggio 2012

A Pila, a 5 minuti da Perugia, l’Azienda Agricola Goretti è l’esempio di come tradizione e innovazione possano convivere nel rispetto della natura e nell’amore per la terra. Quella per il vino di qualità, infatti, è una vera passione di famiglia, tramandata di padre in figlio, dove oggi collaborano le ultime 3 generazioni. La produzione di vino è affiancata a quella delle Grappe, dell’Olio Extra Vergine d’Oliva, del Miele, del Balsamico oltre che ad una collezione di Brandy di 20 anni. Per tutti gli amanti del benessere, la linea di prodotti per il corpo,“Winetherapy”, soddisfa esigenze e richieste di tutti i clienti, non solo donne. La Cantina Goretti è fra le pochissime aziende che ha aderito fin dalla prima edizione ed ogni anno registra grandi successi sia in termini di quantità di partecipanti che di qualità del servizio offerto, come testimoniano le tante impressioni positive che di anno in anno si riscontrano nei numerosi visitatori. Quest’anno il programma è particolarmente ricco di 20 stimolanti attività, che ricordano e festeggiano i 20 anni della manifestazione, che appagheranno tutti i gusti e le diverse età dei nostri numerosi visitatori! Oltre alle attività diventate tradizionali, tra cui le degustazioni libere di vini e delle varie specialità gastronomiche umbre nel parco e quelle guidate all’interno della Torre medievale, le visite guidate, a grande richiesta sarà possibile effettuare anche quest’anno un giro in elicottero per ammirare in un’altra ottica le colline della DOC Colli Perugini e la tenuta Goretti. Ma tante saranno le sorprese che verranno proposte a ritmo di musica dal vivo.

Iscriviti alla newsletter inviando il tuo nome e indirizzo a: goretti@vinigoretti.com

Firmata la convenzione tra l’Azienda Ospedaliera e la ASL 2 per l’attivazione dell’unità di degenza Pschiatrica

8 ottobre 2011

A distanza di 4 mesi, finalmente è stata sottoscritta e  pubblicata la convenzione tra l’Azienda Ospedaliera e la ASL 2 per  l’attivazione dell’unità di degenza Pschiatrica (SPDC) Dopo tanti mesi di attesa, la convenzione penalizza fortemente i cittadini, in  quanto vi è un vistoso ridimensionamento dei posti letto che passano da 16 ad 8 cioè  dimostrando ancora una volta lo scarso interesse della Regione  dell’Umbria per gli Ammalati Psichiatrici. Anche i Dipendenti della ASL 2 , a seguito della convenzione sono penalizzati,  perché pur rimanendo dipendenti ASL, l’intera responsabilità igienico,  organizzativo e amministrativa è dell’Azienda Ospedaliera, ed i Dipendenti  oltre ad indossare la divisa senza il logo ASL, devono timbrare all’orologio  dell’azienda ospedaliera, con tutte le conseguenze negative, poiché le due  aziende hanno distinti centri di costo.  Dalla convenzione, in termini commerciali, sembra che la ASL 2 abbia svenduto
un servizio forse scomodo ed impegnativo, e l’Azienda Ospedaliera, pur  accettando tali incombenze cerca di scaricare all’SPDC anche le prestazioni di  Pronto soccorso Psichiatrico, utilizzando personale Infermieristico ed OSS  assegnati all’SPDC. La FIALS, chiederà alla Regione un impegno maggiore per la Psichiatria, perché  risparmiare non significa aumentare i Ticket sulle prestazioni sanitarie e  tagliare i posti letti e le risorse umane.

La segreteria FIALS

Terni, l’azienda ospedaliera ridimensionata? I cittadini si mobilitano

8 settembre 2011

Sulle problematiche della Sanità ternana e dell’ospedale S. Maria che potrebbero derivare con la creazione dell’Azienda Ospedaliera integrata con l’Università e con la riduzione delle attuali quattro a due ASL, significhiamo la nostra posizione. Innanzitutto corre l’obbligo di apprezzare pubblicamente il coraggioso atteggiamento del Prof. Pardini che attraverso l’estremo e clamoroso atto delle dimissioni, ha saputo richiamare l’attenzione sulla valorizzazione delle eccellenze ternane. Dimissioni che sono state congelate a seguito delle rassicurazioni regionali, che accogliamo positivamente e con grande sollievo. Allo stesso tempo non possiamo che, con grande amarezza, registrare ancora una volta l’incapacità della amministrazione locale di farsi interlocutore credibile e autorevole con la regione dell’Umbria. Un gruppo di amministratori subalterni al livello politico regionale incapaci di tutelare le ragioni del proprio territorio, soprattutto in questa fase in cui è in discussione il futuro riassetto dell’organizzazione della sanità, con la possibilità che  la Asl sia accorpata con sede a Foligno e l’azienda ospedaliera ternana ridimensionata; tutte scelte importanti che potrebbero compromettere il futuro della città. Per colpa di  una classe di amministratori locali che manca di autorevolezza, subalterna, incapace di presentarsi quale interlocutore credibile, di farsi ascoltare e far valere le ragioni del proprio territorio, nonché di imporsi per scelte condivise, la città rischia ancora una volta di pagare tragiche e definitive conseguenze. La città tutta, ancora una volta deve saper reagire, perché il necessario, giusto e sentito bisogno di razionalizzazione non si trasformi in affrettate e negative scelte che rischierebbero di colpirci pesantemente. Per queste ragioni ci sembra troppo remissiva, debole e non rispondente pienamente alla reale gravità della situazione la risposta della Conferenza dei Capigruppo che decide  di inviare lettere (grave la posizione di chi non ha voluto coinvolgere direttamente la governatrice Marini), per futuri e sicuramente tardivi incontri istituzionali,  e non convoca con tempestività un Consiglio Comunale straordinario o un Consiglio Regionale da svolgersi a Terni, aperto alla città così come richiesto dal nostro Capogruppo. La situazione è così pericolosa che è necessario quello scatto di orgoglio che ad esempio c’è stato per situazioni altrettanto difficili del nostro recente passato. Risulta così fondamentale il compito di chi è  forza politica organizzata, perchè attraverso l’impegno sul territorio deve rompere il muro del silenzio, sconfiggere la dilagante rassegnazione ed evidenziare tutti i reali rischi che la città può correre. Per questo come Partito siamo già mobilitati; non resteremo certamente a guardare penalizzare ancora una volta la città. Come primo partito di opposizione ci faremo forza motrice, capofila per tenere alta l’attenzione su questi temi, pronti non solo a urlare in strada ma a difendere con convinzione, con forza e capacità di proposta, in tutte le sedi opportune, gli interessi della comunità ternana. Nei prossimi giorni  il coordinamento comunale (convocato per martedì 13 settembre) deciderà le modalità pratiche per  una mobilitazione cittadina.

 Michele Rossi – Coordinatore Comunale PDL Terni

 Orlando Masselli – Vice Coordinatore Comunale PDL Terni

 

Regione, Segnali di cambiamento o segnali di aggiustamento?

4 dicembre 2010

di Darko Strelnikov
Apparentemente le cose stanno cambiando. Lentamente ma stanno cambiando. Le Comunità Montane verranno (probabilmente) abolite, l’Azienda unica dei Trasporti è una realtà certificata dal notaio, gli amministratori della Regione si sono tagliati lo stipendio del 10%. La situazione impone decisioni forti e di netta discontinuità con il passato. Questi primi segnali sembrerebbero andare in questa direzione. Dunque questo inizio di legislatura non può che non essere giudicato in maniera positiva. Però, (c’è sempre un però), nonostante tutto, alcuni vizi di fondo sembrano essere ancora presenti e il giudizio non può che rimanere appiccato all’esito finale delle varie operazioni, che si stanno compiendo e che ancora si devono compiere. E allora nasce spontanea una domanda : siamo di fronte ad un aggiustamento del vecchio metodo di governare o ad un  deciso cambio di passo, ad una vera e propria rivoluzione? Leviamo subito di mezzo Lenin, perché sconvolgimenti epocali e di assalti al palazzo d’inverno, in giro non se ne vedono. Piuttosto si ha l’impressione di una volontà, anche decisa di mutamento, che, ad un certo punto, si ferma e frena nel momento più importante. Insomma saremmo ai “Vorrei ma non posso”, ai “Due passi avanti e uno indietro” o peggio al viceversa (uno avanti e due indietro). Andiamo per esempi pratici prendendo subito di petto la questione della Comunità Montane. Se le aboliranno, come credo, sarà (ancora apparentemente) una scelta coraggiosa. Eliminare gli enti intermedi significa dare un colpo mortale a quel sistema di potere locale, inutile e costoso dal punto di vista istituzionale e amministrativo, ma preziosissimo per il mondo e le esigenze della politica. Ma solo se si ha il coraggio di arrivare fino in fondo. La scelta di accorpare tutto in una agenzia regionale desta più di una perplessità. Si continua a privilegiare soluzioni che non prendono la via maestra; quella degli enti elettivi, gli unici che debbono e possono essere i titolari di tutte le competenze di Governo. La mossa, più che una necessità, più che una novità è apparsa come un escamotage per permettere alla Regione di non perdere e cedere ad altri quei poteri. Ed è un classico di questi anni. Un classico che ha riguardato viabilità, acqua, trasporti e altre materie. La Regione Umbria del secondo millennio, credo unica in Italia, ha sempre voluto mantenere, accanto alle proprie ed esclusive prerogative di programmazione e legislazione, un ruolo significativo nel campo dell’amministrazione attiva, che invece, in uno schema ideale, dovrebbe appartenere totalmente a Province e Comuni. Ma sulla vicenda delle Comunità Montane c’è di più. Quello che è uscito dalla porta potrebbe anche rientrare dalla finestra. Come? Delegando a fantomatici Consorzi dei Comuni diverse attribuzioni dei vecchi enti. Non è una ipotesi, ma una precisa richiesta che “l’enclave” del Trasimeno ha già ufficialmente fatto. Se fosse così avremo una Agenzia Regionale che gestisce attraverso associazioni degli enti locali. E allora che sarebbe cambiato, visto che le Comunità Montane erano proprio questo? Sarebbe cambiato nome e avremmo un’agenzia in più. Tombola! Come razionalizzazione potremmo classificarla come una perla, una goduria, un esempio indimenticabile di gattopardismo. Ma anche la creazione di “Umbria Tpl”, l’azienda unica dei Trasporti, accanto ad una significativa opera di aggregazione e semplificazione, si porta dietro anche qualche buon “vizietto” della politica e diversi interrogativi sugli orizzonti futuri. Al di là del valore delle persone nominate, alcune delle quali, come il Presidente e soprattutto il Direttore, si portano dietro una esperienza amministrativa e una capacità manageriale notevoli e consolidate nel tempo, l’organigramma risponde ancora troppo a logiche di equilibrio politico tra partiti ed enti proprietari. Anche se il Cda non è scandaloso, come dice qualcuno dell’opposizione, perchè composto da gente che ha, in misura diversa, dimestichezza con l’argomento trasporti. E questo non è poco. Ma se si voleva produrre una vera innovazione bisognava seguire la logica dell’amministratore unico, che tanto bene funzionò all’Atam e all’Asp, prima della loro fusione e che potrebbe avere ancora una sua validità. Comunque, mi si dirà, si è iniziato. E questo è un indubbio merito. Dico di si, ma solo se il processo va avanti a 360 gradi. Gli accorpamenti nei servizi riguardano diverse materie. Però di fare aziende uniche di acqua e rifiuti si parla poco, anzi non se ne parla per niente. Addirittura qui si va in senso contrario. Umbriacque ha comunicato ai sindacati che vuole dividersi in due società. Altro che fusioni, qui siamo alle divisioni! E allora perché i trasporti si e gli altri no? Perché, probabilmente, la situazione delle aziende pubbliche del settore stava diventando insostenibile. Salvo l’Apm, che ha avuto una gestione oculata e che con importanti e lungimiranti operazioni esterne all’Umbria promosse da tutti i suoi presidenti (Brutti, Panettoni e Moriconi) ha sempre avuto una gestione in attivo, i bilanci di Atc e (soprattutto) Spoletina avevano il fiato corto ed erano in situazioni finanziarie difficili. Insomma l’Azienda Unica è stata l’unica soluzione (direi obbligata) in grado di scongiurare definitivamente qualsiasi ipotesi di chiusura. Se è così, la Giunta Regionale, a questo punto, dovrebbe chiarire se tutto ciò è un inizio o è invece una fine, se quella delle razionalizzazioni aziendali è una linea valida in tutti i settori o no. Dovrebbe chiarire se l’ obbiettivo finale è la creazione di un unico soggetto imprenditoriale pubblico dei servizi, o se invece , quella dei trasporti, è una eccezione dettata da uno stato di necessità. Sta qui il nocciolo della questione. Perché si fa presto a travestire un ipotetico “cambiamento” in un semplice “aggiustamento”.

Trasporti in Umbria, SOTTO IL VESTITO… NIENTE!

30 novembre 2010

di Sandra Monacelli Presidente gruppo “Casini – Unione di Centro”

La nuova azienda unica del trasporto umbro, al netto dei proclami, nasce all’ombra della solita logica spartitoria della politica e dei gruppi partitici. Uno a me, uno a te, tre a te… Appare evidente che la preoccupazione principale sia stata quella di accontentare le varie appartenenze politico-territoriali, anziché ricercare competenze tecniche che oltre a migliorare l’integrazione del trasporto su gomma con quello del ferro, che nella fattispecie fa la parte della cenerentola, avessero aggiunto quelle conoscenze opportune e necessarie per rendere moderno il sistema umbro di trasporto pubblico locale. Evidentemente la nostra regione non riesce proprio ad uscire da questa mentalità che trasforma ogni organismo in un luogo di sistemazione politico-burocratica, incurante della funzione di servizio per cui vengono istituiti. Speravo che il terremoto, che di recente ha colpito il sistema di potere umbro, avesse indotto un cambio di rotta nella classe dirigente locale, ma si vede che dopo lo shock rimane la stessa impostazione mentale, che è dura a morire.