Posts Tagged ‘banchieri’

BERSANI IL PREMIER DELLA VALLE SOLITARIA

29 marzo 2013

di Ciuenlai

Doveva ad andare a sbattere su quel muro. E tutti hanno fatto in modo che ci andasse a sbattere. Napolitano gli ha posto condizioni capestro, impedendogli persino di presentarsi davanti alle Camere, com’era suo (more…)

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Teatro: La commedia Harmonica di Adriano Banchieri al Cucinelli di Solomeo

15 febbraio 2012

Con un concerto dedicato alla più nota delle commedie madrigalesche, l’accademia del Ricercare presenta un programma leggero, realistico e comico al tempo stesso: Il festino del giovedì grasso di Adriano Banchieri. La commedia Harmonica, è questo il nome del curioso genere frutto dell’intellettualismo tardo-cinquecentesco, vide nelle opere di Vecchi principalmente, e poi di Banchieri i momenti di più felice Manifestazione. Orazio Vecchi (1550-1605) e Adriano Banchieri (1568-1634), entrambi emiliani (modenese il primo e bolognese il secondo) e monaci benedettini, rappresentano al meglio lo spirito e la natura della “comedia harmonica” che, muovendo da episodi minimi di vita quotidiana – fortemente contaminati da elementi desunti dalla commedia dell’arte o esplicitamente caricaturali e più o meno pretestualmente confezionati in senso narrativo – recupera la tradizione della villanella, del balletto, della canzonetta negli anni stessi in cui la monodia inizia la sua marcia trionfale.La commedia armonica, così come la definì Vecchi, rientra nel genere del madrigale rappresentativo e del madrigale dialogico. Queste le parole usate da Vecchi nell’avvertenza “ai lettori” che apre L’Amphiparnaso (1597) che ci forniscono la migliore definizione del genere: “accoppiamento di Comedia et di musica”, che “si mira con la mente, dov’entra per l’orecchi e non per l’occhi” e in cui la musica non è “tramezzata dalla vaghezza della vista”.

Interpreti:Teresa Nesci, soprano Laura Lanfranchi, soprano Gianluigi Ghiringhelli, alto Alberto Allegrezza; tenore Dario Previato; basso Manuel Staropoli, Germana Busca; flauti Gianmarco Gaviglio; cornamusa Roberto Terzolo; dolzaina Massimo Sartori; viole da gamba Claudia Ferrero; clavicembalo – Direttore Pietro Busca

UNA MANO DAVANTI E UNA DIETRO, MA NON BASTA!

9 novembre 2011

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Voglio cimentarmi anche io nei commenti affonda-Governo che in queste ore affollano FB. Lo faccio a modo mio, ovviamente. Come sempre. Con una riflessione impopolare che sarà derisa. Già lo so. Se Berlusconi si dimettesse oggi stesso e domani stesso ci fosse il Governo delle Larghe Intese o della “Salvezza nazionale” cosa accadrebbe? Probabilmente i mercati reagirebbero in maniera positiva. Il primo giorno di sicuro, mi ci gioco le palle. Il secondo forse. Il terzo…Il terzo boh! E il quarto, e il quinto? C’è qualche Nostradamus di sinistra, di centro o di destra che sà dire con certezza (e in coscienza e in buona fede) cosa accadrà dopo il primo giorno? Ne dubito. Quando Berlusconi sarà stato schiodato dalla poltrona di Palazzo Chigi, i problemi dell’Italia tipo questo famoso “spread” saranno risolti? Non ci sarà più bisogno di fare le riforme “lacrime e sangue” (più lacrime visto che il sangue già ce l’hanno levato)? O, più probabilmente, toccherà farle lo stesso?? Secondo me bisognerà farle lo stesso. Anzi, forse bisognerà fare di ancora più crudeli. Ah! E allora cosa sarà cambiato effettivamente per le nostre tasche, per il nostro futuro? Beh…non avremo più Berlusconi tra le palle. E no!! Nossignori! Berlusconi tra le palle NON ce lo avranno più in Parlamento i vari Di Pietro, Bersani, Casini, Fini ecc. Perché, carissimi amici facebookiani, statene pur certi che noi comuni cittadini di Berlusconi continueremo a sentir parlare eccome i telegiornali, i giornali, le trasmissioni di approfondimento…tutti i giorni, su ogni argomento! Tutto avverrà per colpa di ciò che non ha fatto Berlusconi, o a causa di ciò che egli ha fatto (leggi ad personam). Allora, a noi comuni mortali cosa porta il nuovo Governo di larghe intese?? Se me lo fate capire ve ne sarei grato. Il vero risultato che si conseguirà con un eventuale Governo di Larghe Intese, o Governo Tecnico, o Governo Letta (Gianni) è che l’Italia perderà’ definitivamente la sua sovranità di fronte alle logiche della finanza e della speculazione internazionale. 4-5 banchieri che si sono inventati il giochetto della finanza derivata e le agenzie di rating (vedere report, rai3, del 31 ottobre scorso) scommettono sul fallimento degli stati, e sulle dimissioni di Berlusconi, come del resto hanno fatto su quelle di Papandreu. Alla fin fine, dunque, le dimissioni di Berlusconi portano guadagno soltanto ai soliti noti e a quei piccoli noti di casa nostra che potranno andare al potere propinando a noi poveretti le stesse misure anticrisi di Berlusconi (forse ancora peggiori) e litanie drammaturgiche da far scoppiare il cervello.

Andrea Fabbri

nota di redazione: lettera scritta prima dell’approvazione del rendiconto finanziario