Posts Tagged ‘bella’

Elezioni regionali, Blu-Bella Libera Umbria con Tesei

7 ottobre 2019
blu2

Donatella Tesei e Adriana Galgano

“Sotto il governo del Pd, l’Umbria ha perso lavoro, giovani e ricchezza. Siamo diventati il fanalino di coda d’Italia. Siamo sempre più isolati. Vota come noi di Blu Donatella Tesei. E’ competente, concreta e determinata”. Così Blu-Bella Libera Umbria annuncia il proprio appoggio alle prossime elezioni regionali alla candidata presidente.blu3
“L’abbiamo incontrata e abbiamo condiviso le priorità di Blu per la nostra regione: – scrivono ancora dall’associazione – più FrecciaRossa; più voli; più fondi europei; più turismo; meno burocrazia; un piano del commercio; un piano dell’energia; focus su imprese e occupazione delle donne; focus su rievocazioni storiche e tradizioni; Umbria come set cinematografico.

Vieni a conoscere Donatella Tesei alla cena di Blu all’Etruscan ChocoHotel, il 17 ottobre, alle ore 20.30″ via Campo Di Marte 134

_______________________________________________________________

Museo multimediale della cultura Etrusca – Perugia via Roma 15 – info 348 6015908

Vacanze in Sicilia, le spiagge più incontaminate e le calette più remote

24 Mag 2015
Isola Bella, Taormina

Isola Bella, Taormina

Riserva dello Zingaro

Riserva dello Zingaro

L’idea delle (meritate) vacanze inizia a farsi sempre più insistente. Quale meta scegliere e soprattutto dove trovare mare cristallino e calette nascoste dove godersi pace e relax? Senza dubbio in Italia c’è l’imbarazzo della scelta quando si tratta di scegliere la meta dei sogni ma, tra le varie destinazioni, la Sicilia resta una delle più gettonate e ambite. (more…)

CINEMA: UNA “SORPRESA CHE FA RIFLETTERE”

16 marzo 2015

film

di Federico Santoni

Il cinema sicuramente è uno dei modi di trasmissione più popolari e diretti del mondo culturale. L’11 Marzo  di quest’anno presso le sale cinematografiche italiane è uscito un film intitolato “Ma che bella sorpresa”, regia di Alessandro Genovesi. Il cast vede un geniale Claudio Bisio, simbolo di questa commedia a dir poco genuina e molto realistica, che interpreta un professore di lettere affabile e simpatico, il quale viene lasciato da sua moglie in quanto troppo prevedibile e monotono nella sua routine. Inizia così per lui un periodo di crisi talmente forte che arriverà al punto di immaginarsi la famosa “donna ideale”, magistralmente interpretata da Chiara Baschetti, con la quale istaurerà un vero e proprio rapporto di coppia. Servirà a poco l’aiuto offerto dal suo amico e (more…)

Urban Live Music Club

21 marzo 2013

 

Jolebalalla

Jolebalalla

VENERDI’22 MARZO

FRIDAY I’M IN ROCK: 80s VS 90s A GRANDE GRANDISSIMA RICHIESTA UN NUOVO PARTY 80s VS 90s

Un palco, due consolle, per ripercorrere il meglio ma anche il peggio degli anni 80 e 90. 4 Dj si alterneranno in una sfida senza (more…)

Fine settimana all’Urban Live Music Club

23 gennaio 2013

Venerdì 25 gennaio Friday I’m in rock riporta sul palco dell’ Urban il duo veneto dall’anima divisa tra il rock e il pop. Tutti amano i

Mojomatics

Mojomatics

! Si, quei due vestiti di nero sempre in tour in giro per il mondo; proprio loro che con arroganza e stile ti sbattono in faccia un concerto che te lo ricordi per un bel po’. Hanno la fama di essere uno dei migliori gruppi garage in circolazione, beh garage forse non è il termine esatto visto che il duo, ossessionato dalla forma canzone perfetta riesce a mischiare in modo unico e naturale hillbilly e country blues, la malinconia delle folk ballads, la (more…)

URBAN LIVE MUSIC CLUB

4 novembre 2011

Dropout

Venerdì 4 novembre Friday I’m in rock presenta i Drop Out Orchestra, duo Svedese nome di punta dell’attuale scena disco-funk.

A seguire dj set by Fabmayday e Lorenzo Lavoratori.

Sabato 5 novembre torna all’Urban Bugo, artista che fugge da qualsiasi definizione, da sempre aperto al mondo e con antenne

Bugo

capaci di captare ogni minimo movimento, sia fuori sia dentro, come testimoniato dall’ultimo album “Nuovi rimedi per la miopia”.

Prima di lui sul palco Il pinguino imperatore. Il progetto del Pinguino Imperatore nasce dopo anni di formazione in campo artistico e filosofico dei propri membri.

Il nocciolo duro del gruppo è formato da 3 ex componenti del gruppo “Maya Razor Woman”: un mix di indie-punk e post techno che ha fatto ballare tutto

Pinguino

il centro italia. Matteo Eleuteri alla batteria, il fantasioso chitarrista compositore Mattia Genovesi e Roberto J J Contardi. Giacomo Piermatti, ex “Pneuma”, entra nel gruppo col suo basso a tracolla, lo fa prepotentemente e senza remore. Ultimo, per ordine d’arrivo, il cantante Daniele Freddio, proveniente dal gruppo “The Project Omega”.

Domenica 6 novembre torna Ralf con il suo Bellaciao!

Grotta Bella di Avigliano: il mistero delle figurine di Marte di piombo

30 aprile 2011

La produzione di figurine di piombo è esclusivamente attestata solo nella zona di Amelia e non trova confronti in tutta Italia per l’epoca protostorica.  Gli studiosi si sono posti due domande: perché usare un materiale come il piombo tipico di manufatti funerari per dei votivi di guerrieri? E, soprattutto, esistono dei confronti in altri siti al di fuori dell’Italia?

di Marina Antinori

Il Monte l’Aiola si erge fra i rilievi più settentrionali della catena dei monti amerini, parallela al gruppo montuoso dei monti Martani. Alle pendici N-O si apre un’ampia e articolata cavità naturale chiamata Grotta Bella. È compresa nell’ambito settentrionale del comune di Avigliano Umbro, distante 2 Km, e a sud-est del paese di Santa Restituta.  È accessibile per una mulattiera dalla frazione di Casa Vecchia.  La grotta-santuario era collegata attraverso la via Amerina ai vicini centri di Todi e di Amelia distanti rispettivamente 16,5 e 8 Km.

Gli scavi all’interno della camera principale sono stati condotti, tra il 1970 e il 1974, dalla Sopraintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria in collaborazione con l’istituito di Paleoetnologia dell’Università di Milano. La frequenza insediativa si estende a partire dal neolitico fino all’Età Romana. Il santuario di Grotta Bella aveva un ruolo politico ed ideologico oltre che economico e sociale, come il servizio “emporico”, posto sotto il controllo da parte di una classe dominante che in questo modo esercitava il proprio prestigio su di un territorio non ancora urbanizzato. I dati suggeriscono per il periodo che va dal V-IV sec a.C. una frequentazione di aristocratici il cui potere si basava sul controllo di possedimenti di armenti, sull’allevamento, sui pascoli e sull’agricoltura. A costoro si riconducono i votivi più antichi come i bronzetti e di strumenti premonetali come l’aes rude e di pezzi contromarcati. L’immagine della classe dominante è espressa simbolicamente anche nelle figure dei guerrieri, scudini e di danzatrici di piombo ( IV sec a.C.), oltre che nei bronzetti di Marte ( Gruppo Nocera Umbra, V sec. a.C. ); questi ultimi alludono ad individui aventi lo specifico ruolo sociale di capi militari. La produzione di figurine di piombo è esclusivamente attestata solo nella zona di Amelia ( anche nella necropoli preromana in località Pantanelli, dove era un santuario testimoniato da terrecotte architettoniche ) e non trova confronti in tutta Italia.  Gli studiosi si sono posti due domande: perché usare un materiale come il piombo tipico di manufatti funerari per dei votivi guerrieri? E, soprattutto, esistono dei confronti in altri siti al di fuori dell’Italia?

Le figure maschili, alte tra i 7 e i 12 cm,  realizzate con la tecnica di fusione, restituiscono una figura di guerriero con busto di prospetto. Il guerriero indossa un chitonisco, e sopra una corazza con spallacci allungati. Il braccio è alzato, nell’atto di impugnare la lancia, in una posa non dissimile da quella dei bronzetti di Marte. Gli scudini, realizzati per coniazione, non sono dei votivi isolati, ma si integravano con le figurine dei guerrieri: il retro che raffigura un braccio quasi in alto rilievo, con l’avambraccio infilato nel bracciale dello scudo a tre lacci, e la mano ancorata all’asta della monopola. Le immagini sugli scudini vanno da semplici globetti a quella di un gorgoneion di tipo “orrido” ma addolcito, caratterizzato da grandi occhi prominenti, un lungo naso e, una bocca sottile con lingua pendula, per tipologia databile al IV sec. a.C.

La presenza di scorie di piombo fra i materiali della stipe, e strumenti di lavoro di ferro, come pinze, tenaglie, e martellini, potrebbero essere indizi, sopratutto le prime, di una lavorazione in loco, scaturita dalla necessità di una produzione a basso costo e standardizzata a uso degli utenti.

Nell’antichità il piombo era generalmente utilizzato a scopi funerari o defissori, o in ogni caso a indicare il mondo katàktonio o “sotterraneo”. Molto noti sono ad esempio le defixiones, vere e proprie maledizioni: a volte incise su tavolette di piombo poi deposte in sepolcri; oppure su dei proiettili scagliati sul nemico durante degli assedi; delle figurine venivano utilizzate per lanciare un maleficio su qualcuno, ed infilzate con dei chiodi o degli spilloni. Da sottolineare che di solito i fanciulli venivano deposti all’interno di semplici sarcofagi fatti di piombo per essere inumati.

Allo stato attuale non è possibile dare un significato certo, ma molto rilevante è riportare in questa sede racconti di abitanti della zona testimoni di ritrovamenti diretti. Questi riferiscono di un’enorme quantità di queste figurine di piombo, andate smarrite ad opera di scavi clandestini, mentre altre inedite sono raccolte nel Centro di Paleontologia Vegetale della Foresta Fossile di Dunarobba ( non esposte al pubblico ). Emerge un elemento singolare che potrebbe far supporre una ritualità specifica e un significato sconosciuto ancora agli studiosi: erano conficcati tra le rocce, a volte letteralmente arrotolati ( è il caso delle tipologie “a ritaglio”), e deposti insieme a un vasetto miniaturistico ( della tipologia a “situla”, di cui possiamo ritrovare dei confronti ad esempio a colle S. Rufino d’Assisi ) riempito con cereali.

Per quanto riguarda un confronto, la Monacchi ha saputo riscontrarne uno piuttosto convincente con  dei votivi di piombo rinvenuti in Grecia, addirittura a Sparta, nei santuari del Menelaion, dell’Amyklaion e di Artemis Orthia, distribuiti tra la fine dell’VIII sec. a.C. e il IV sec. a.C., ma concentrati soprattutto nel VI sec. a.C. e ritenuti una produzione tipica della città peloponnesiaca.

Non sappiamo quando questa grotta di grande interesse tornerà visitabile. In passato è stata gestita da varie cooperative, ma con risultati poco soddisfacenti. Attualmente il Comune di Avigliano Umbro sta lavorando affinché la custodia del sito e  le visite guidate siano gestite da un’associazione locale. C’è la volontà di coinvolgere gruppi speleologici e di eseguire ulteriori ricerche di approfondimento.

Si ringrazia il Comune di Avigliano Umbro per la visita, ( attualmente la grotta non è aperta al pubblico ) in particolare l’accompagnatore, il consigliere Fabio Pacifici, che ha fornito notizie non presenti in pubblicazioni note.

BIBLIOGRAFIA

W.G CAVANAGH – R.R. LAXTON, Lead Figures from thr Melaion and Seriaton, in ABSA LXXIX, 1984, tav. 2-6; A.J.B. WACEW, in The sanctuary of Artemis Orthia, London 1929, p. 249 segg., tavv. CXCIX, 6-8; 10-12; CLXXXIII, 13-15.

MATTEINI STOPPONI 1996 M. Matteini, Stopponi, Museo Comunale di Amelia, Electa, Amelia 1996.

MONACCHI 1984 D. Monacchi, Resti della stipe del Monte Subasio ad Assisi, in SE, vol LII, 1984, serie III.

MONACCHI 1986  D. Monacchi, Nota sulla stipe votiva di Grotta Bella, (Terni), in SE, Volume LIV, 1986, Serie III.

MONACCHI 1996  D. Monacchi, Terrecotte architettoniche dal Santuario di Pantanelli di Amelia, in SE, Volume LXIII, 1996.