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Intervista a Beppe Briganti autore de LA ROSA VIOLATA

22 giugno 2017

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intervista-a-beppe-briganti-autore-de-la-rosa-violata-1495544124Prossimamente presentato a Perugia

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Beppe Briganti

Talsano, uno dei quartieri più popolosi di Taranto. La sua tranquillità viene turbata da una serie di stupri e dal ritrovamento del cadavere di Elviro Gratta, personaggio dai molti lati oscuri. Intanto, tra alti e bassi, incomprensioni e litigi, assistiamo alla turbolenta storia d’amore fra Bo e Mariella. Una storia ostacolata dal padre della ragazza, ma anche dalle perfide macchinazioni di Samantha e Filippo, pronti a tutto pur di mandare a monte la relazione fra i ragazzi. Questa, in sintesi, la traccia di un (more…)

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Dalla provincia pugliese, fine anni ’90, La Rosa Violata, opera prima di Beppe Briganti,sboccia nelle librerie

21 maggio 2015

 L’esordio di Beppe Briganti racconta una storia d’amore, fatta di gelosie, intrighi, aggressioni e un delitto presentato a Perugia domenica 24 maggio presso La Casa delle Culture, via della Sposa 1/E ore 18,00

Intervista all’autore di Maria Anna Chimenti 

Beppe Briganti, nato a Taranto il 5 giugno del 1969. Vive in Toscana, nel comune di Montalcino in provincia di Siena. Di professione fa il meccanico, restauratore di mobili per passione, nel tempo libero ama scrivere raccontando storie. Il suo libro, con i suoi personaggi, spesso di origine contadina, tra una modernità che attrae e lusinga, tra progresso e tradizione, con problemi e disastrose sconfitte. Parte dei dialoghi sono in un dialetto talsanese non troppo stretto. Nelle vicende degne della peggior cronaca nera, anche personaggi e situazioni che fanno sorridere. Non mancano momenti di esaltanti emozioni permeati di male. (more…)

“LOS INDIGNADOS”. IN ITALIA SONO STATI ANTICIPATI DAI TEA PARTY ITALIA

28 maggio 2011

di Stelio Bonsegna

In Spagna sono nati gli “Indignados”, movimento spontaneo di giovani, delusi dalla partitocrazia e colpiti dalla mancanza di lavoro e da una delusione estrema nei confronti della fazione di Governo (Socialisti di Zapatero). In Francia un movimento giovanile omologo agli “Indignados” sta nascendo e in Italia?
In Italia, da una anno circa esiste un movimento di base spontaneo, chiamato “Tea Party Italia”, altri gruppi si stanno organizzando, sull’onda dei cugini spagnoli ai quali anche Beppe Grillo ha fatto visita per vicinanza di idee.  Uno di questi gruppi è “Italian Revolution”, il quale pecca di essere, in parte, attraversato politicamente dalla Sinistra estrema. Basta vedere i vari post inseriti su Facebook. Ecco come può nascere un movimento popolare spontaneo, rompendo gli schemi di un contesto politico atrofizzato e stantio. Ma vanno viste le priorità di queste formazioni spontanee, che differiscono tra loro notevolmente negli obiettivi e nel metodo. Comunque questi gruppi non si sono mai interfacciati con il Tea Party Italia che è già una realtà in Italia, e da un anno ha scelto di proporre soluzioni, piuttosto che la semplice protesta. In Tea Party Italia (sulla scia dei Tea Patry Americani) si sta allargando a macchia d’olio in tutta Italia, il cui motto è “Meno tasse più libertà”.  Tra le altre richieste: drastico abbattimento della spesa pubblica, riforma fiscale e del welfare, semplificazione e riduzione della pressione fiscale.
Questo si traduce in:
Più lavoro ai giovani; una profonda rivisitazione della nostra Costituzione, per metterci al passo degli altri paesi della Comunità Europea; una Giustizia giusta e veloce, oltre alla Sicurezza della Pena ed altro ancora, tra cui si esalta la richiesta di non essere più considerati dei sudditi dello stato, ma responsabili ed autonomi nelle scelte principali dell’essere umano.
Questo movimento sta prendendo piede in tutta Italia, proprio per la sua spontaneità ed al di fuori d’influenze della politica attuale.
Questo movimento non ha come obiettivo la trasformazione in partito politico, ma vuole essere una grande forza, tale da incidere in modo significativo sulle scelte dei vari Governi che si succederanno in Italia.
Il Tea Party Italia chiede una forte autonomia dallo Stato sulle scelte personali, che riguardano il popolo italiano, cioè meno stato più autonomia nelle libere scelte del cittadino.
Quindi ora l’Europa della Grande Finanza e delle Caste dovrà confrontarsi civilmente con queste nuove organizzazioni, le quali non hanno altro scopo che la richiesta di umanizzare l’Europa stessa, troppo presa dai valori essenzialmente molto lontani dalle esigenze popolari.
Saba Giulia Zecchi (uno dei fondatori) del movimento “Tea Party Italia”, dice che per risollevare le sorti di un’Italia troppo repressa da partiti politici e debito pubblico, bisogna puntare ad una Italia più libera nelle sue scelte essenziali, quali ad esempio i candidati politici, con elezioni primarie e interventi mirati a ridurre la spessa pubblica. In particolare a mie domande precise, risponde: “L’agenda della politica attuale è tutta da rivedere, e infatti con il movimento abbiamo preferito non seguirla per non entrare nel vortice del nonsense (che si è meanifestato alle recenti elezioni).
Il che non vuol dire cedere il passo all’anti-politica e non sporcarsi le mani, tanto che per le amministrazioni locali è stato importante aver proposto l’Impegno a difesa dei contribuenti”.
Per quanto riguarda il mondo del lavoro, in particolare ai giovani: “Occorre ridurre gli ostacoli all’accesso del mondo del lavoro, come gli ordini professionali, ridurre le tasse sul lavoro ed inoltre darci la possibilità di scegliere tra sistema previdenziale pubblico o privato (se scelgo il sistema privato non devo essere costretta a versare anche il contributo all’inps).
Ci lasciano perplessi i giovani che focalizzano la loro protesta sulla richiesta del posto fisso… però il lavoro a tempo determinato non può restare affogato in un sistema statalista, senza essere accompagnato dalla dovuta mobilità di mercato”.

BEPPE GRILLO E IL ”PARLAMENTO PULITO”.

8 aprile 2011

A Perugia, come a Roma e in tutte le piazze d’ Italia, il 16 aprile tutti noi scenderemo in piazza per difendere le 350.000 firme che liberi cittadini hanno raccolto al primo V-Day ( 8 stembre 2007 )e che ad oggi dal nostro Parlamento sembrano dimenticate. Ricordate? il 14 dicembre 2007 Beppe Grillo consegnò al Senato le 350.000 firme che accompagnavano la proposta di Legge di Iniziativa Popolare denominata “Parlamento pulito”.

1.      Via dal Parlamento i condannati in via definitiva

2.      Limite di due mandati per ogni eletto

3.      Reintroduzione della preferenza diretta

Nonostante l’impegno di moltissimi cittadini, a distanza di oltre 3 anni, la proposta di legge è ancora ferma in Commissione Affari Costituzionali del Senato. Come mai? Non è che per caso chiunque dissenta o si indigna della casta politica deve essere messo in un angolo e additato come populista?

Noi cittadini vogliamo ricordarci di quelle firme avendole raccolte con passione e impegno, certificandole anche per il deposito in Cassazione; per noi rappresentano la massima espressione di partecipazione popolare democratica di questo Paese insieme allo strumento del referendum; noi confidiamo in un futuro migliore, fatto da uomini onesti e con programmi chiari, ma soprattutto con la partecipazione di tutti i cittadini e per questo non ci sentiamo rappresentati da coloro che ignorano gli strumenti di iniziativa popolare.

Ecco perché sabato 16 aprile ci ritroveremo in tante piazze d’Italia, noi vi aspettiamo a Perugia, in Piazza Italia alle dalle ore 15.00 alle 18,00.  Unisciti anche tu a semplici cittadini, aderenti o meno al Movimento 5 Stelle, che hanno deciso di tornare di nuovo in piazza per difendere quelle firme dal menefreghismo della casta politica e dalla lenta ma incalzante deriva civica che la stessa vuol far prendere a questo Paese.

Movimento 5 Stelle di Perugia

UN “TEA PARTY” ALL’ITALIANA? PERCHE’ NO!

26 novembre 2010

di Stelio Bonsegnahttp://www.italia.politica.it

Tea Party sono dei movimenti di pura ispirazione popolare.
Una iniziativa che nasce dal popolo, stanco delle dietrologie politiche e giochi di potere dei partiti sulla loro pelle, della costosa gestione dei partiti politici che finiscono sempre ad essere succubi delle lobbys affaristiche e soprattutto dello sperpero di denaro pubblico che risulta derivante da questi intrallazzi. Questo movimento, lontano dai partiti politici e dagli interessi delle grandi lobby, mira esclusivamente all’interesse del popolo del quale è genuina espressione, e risponde così alla grande crisi ed alle deludenti risposte di Obama e della sua amministrazione. Nelle Ultime elezioni americane, questi Tea Party, hanno affidato la loro rappresentanza a personaggi praticamente sconosciuti, ma sicuri portatori dei loro principi, i quali sono molto lontani da favori lobbistici.

In Italia, ora come ora, sarebbe impensabile la nascita di Tea Party, ma nell’aria è sempre più percepibile che gli italiani sono stufi di questa partitocrazia confusionaria e lobbistica, incapace di ammodernare ed adeguare ai tempi la Costituzione e soprattutto incapace di ridurre i troppi costosi poteri dello stato centrale e periferico, spesso conflittuali tra di loro.

Sarebbe auspicabile che anche gli Italiani apprendano e facciano propri questi suggerimenti americani di Democrazia Liberale e nascano anche in Italia, se non proprio con lo stesso nome, dei comitati collegati tra loro e con lo stesso scopo di alta democrazia. Logicamente gli obiettivi saranno molto differenti da quelli americani, ma sono quelli che vanno verso la concretezza desiderata dal popolo italiano:

1) Riforma e adeguamento della costituzione (con norme inerenti alla durata del mandato parlamentare, non oltre 3 legislature, per eliminare i politici di professione e l’eliminazione del loro diritto al pensionamento privilegiato).

2) Riduzione delle tasse.

3) Taglio della spesa pubblica.

4) Riforma della Giustizia, ed introduzione di responsabilità anche per i PM, come da vecchio referendum popolare (oltre al ridimensionamento dei poteri del pubblico ministero).

5) Riduzione del debito pubblico.

6) Un Federalismo vero e non virtuale.

7) Controllo serrato sull’immigrazione clandestina (che appesantisce la nostra spesa pubblica per la sanità).

8) Una rapida privatizzazione e depoliticizzazione della RAI (a cui si richiede una assoluta indipendenza dai partiti politici). Oggi in Rai vi è troppa politica e la gente è stufa di questa presenza arrogante.
9) Eliminazione delle Province, come da programma elettorale del PDL. Ma è importante per questi Tea Party all’italiana farsi rappresentare da persone affidabili, coerenti e immuni da sintomatologie idealiste della vecchia politica. Soprattutto esenti da sintomi di voltagabbanismo.

Tea Party all’italiana, non dovranno essere la “cospirazione” ordita da certi potentati economici detronizzati e in cerca di rivincita, non dovranno essere il mezzo attraverso il quale, un partito politico in crisi profonda, cerca di rifarsi una verginità. Ma dovranno essere la legittima difesa della persona umana attaccata da un potere occulto nella sua dignità, dal ventre della madre al conto in banca. Solo così l’Italia potrà riprendere respiro e contare di più in una Europa che si allontana sempre più dalla nostra attuale situazione statalista. Quindi ben vengano i Tea Party all’italiana, male non faranno al nostro Paese, e sicuramente metteranno un pò di pepe in questa noiosa bolgia partitocratica, purchè perseguano obiettivi concreti a portata di popolo e non i fantasiosi obiettivi alla Beppe Grillo.