Posts Tagged ‘boldrini’

Arte:Mario Boldrini in mostra a Spazio 121

12 maggio 2016

locandina wPerugia – Spazio 121  via A. Fedeli 121

Orario: 16.00-19.00 o su appuntamento

Dal 14 maggio al 26 maggio

Titolo: Materie in Transito

Artisti: Mario Boldrini

Curatore: Andrea Baffoni (more…)

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IL TERZOMONDISMO IN SALSA ITALICA. MANDANTE LIVIA TURCO

18 luglio 2013

Riceviamo e pubblichiamo

di Giovanni Sartori

Quando cadde il Muro di Berlino tutto il mondo libero esultò. L’inconveniente fu che il marxismo-leninismo-stalinismo – in breve, il comunismo – rimase orfano, rimase senza ideologia. In Germania, nel 1959 a Bad Godesberg, la (more…)

Boldrini: “Alloggi popolari? Precedenza agli immigrati”

17 luglio 2013

“L’immigrazione non va gestita con logiche di difesa. Costituisce un pericoloso anacronismo che una legge sulla cittadinanza non prenda atto che in Italia vivono quattro milioni di immigrati ai quali sono preclusi diritti civili. Ciò (more…)

L’Italia lentamente muore e voi non ve ne accorgete neppure…

9 aprile 2013
Laura Boldrini a Civitanova Marche

Laura Boldrini a Civitanova Marche

LETTERA APERTA ALLA PRESIDENTE DELLA CAMERA LAURA BOLDRINI

di Marinella Tomasi

Presidente Boldrini, apprendo come la maggior parte degli Italiani che in passato non lontano ebbe a dire di essere nata nel paese sbagliato , quindi mi domando: come può lei (more…)

A Panicale i fiori tassati ” si infiammano”

30 aprile 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Ringrazio anzitutto Massimo (concittadino che mi ha visto nascere e che conosco e stimo da anni) per l’opportunità – che colgo al volo – di approfondire questa spinosa questione dicendo la mia. Tengo prima di tutto a precisare che il fatto che i cittadini arrivino a presentare esposti è chiaro indice del forte malcontento e dello spiccato senso di ingiustizia che si respira nel comune di Panicale, comune in cui agli occhi dell’Amministrazione sembrerebbero esserci cittadini di serie A e di serie B (a Panicale, per dirne una, si tollera lo scempio della Danese, ma non vasi di fiori che stanno li da 13 anni a beneficio del paese e dei turisti che vi sostano a fare le foto). Per me è un vero e proprio invito a nozze poter dire come stanno le cose su quello che sta succedendo. Ecco la mia esperienza personale: mia madre (titolare del ristorante Lillotatini a Panicale) è stata tra i primi destinatari (forse la prima) dell’invito alla rimozione dei fiori che circondavano lo spazio pubblico da lei pagato salatamente per 12 mesi all’anno. Il sindaco che ci concesse l’autorizzazione a suo tempo ci “impose” di circondare lo spazio con fiori, congratulandosi poi della bellezza dell’investimento e per la passione con cui mia madre teneva lo spazio a lei concesso e pertanto, la missiva della Municipale ci ha lasciato basiti.

Inizialmente abbiamo creduto che si trattasse di un errore: abbiamo dunque cercato di far valere le nostre ragioni cercando in tutti i modi di “mediare” ponendo l’amministrazione di fronte a quelle che sarebbero state le conseguenze della Tosap sui fiori, tentando di farla desistere da questo scellerato proposito, ma ogni tentativo è stato vano. Abbiamo allora rimosso (anche con notevole dispendio economico) tutti i fiori e tutte le piante cresciute in 13 anni ed amorevolmente curate in tutto questo tempo ed abbiamo cercato di pubblicizzare la cosa avvisando quante più persone siamo riusciti a raggiungere nella zona del Campanone che presto gli sarebbe toccato lo stesso trattamento. Ci siamo poi rivolti all’unica voce che a Panicale recepisce le istanze dei cittadini e che si prodiga per tutelare il patrimonio artistico e naturalistico del paese: Pan Kalon, nella persona del suo Presidente. Da settimane Pan Kalon ha infatti ricevuto una mia mail sulla situazione e mi ha concesso, per il numero della Voce del Campanone di Giugno, uno spazio per spiegare ai miei concittadini come stanno le cose. Sarebbe stato semplice evitare questa situazione incresciosa e lesiva della reputazione del nostro comune: sarebbe infatti bastato che nel momento in cui la Polizia Municipale invitava “alcuni” cittadini e non altri a rimuovere i fiori si fosse presa la responsabilità dei propri atti e soprattutto avesse avuto ben presenti le conseguenze che essi avrebbero recato con sè. Non si può infatti pensare di applicare la legge (che per sua natura è atto GENERALE ed astratto) ad personam e non nei confronti di tutti e di celarsi poi dietro la frase “è stato un atto dovuto”. Atto dovuto è applicare la legge in maniera uniforme, così come dice la Costituzione Italiana (art. 3 comma 1 e 2 sancisce il principio di uguaglianza formale e sostanziale secondo cui casi uguali devono ricevere uguale trattamento). In questo caso però la Municipale nonostante le molte avvisaglie ed i tentativi di farla desistere da questo aberrante proposito ipotizzando le conseguenze della Tosap sui fiori (tutti nero su bianco) ha deciso di andare avanti per la sua strada ed ora è giusto che non si nasconda addossando le conseguenze delle proprie azioni dietro agli esposti di poveri cittadini esasperati. Non è mai troppo tardi per riconoscere i propri errori e per tornare sui propri passi. Peccato solo per quei fiori e per quelle piante faticosamente cresciuti in 13 lunghi anni! Oggi più che mai rimpiango i tempi in cui il Sindaco Orlandi, uno al quale il paese stava davvero a cuore, si premurava affinché tutti contribuissero a renderlo gradevole con fioriere o altri abbellimenti. Oh tempora, oh mores!! Resto a disposizione di quanti vorranno visionare il materiale in mio possesso (carteggio con l’Ufficio di Polizia Municipale) dopo di che ognuno avrà gli strumenti oggettivi per farsi una propria idea sulla questione.

Bianca Boldrini – Panicale

Commento di Stelio Bonsegna: Le chiacchere non servono a nulla. In concreto, la ragione è che il comune ha bisogno di tenere sotto stress la popolazione, affinché non sfugga al suo controllo. Purtroppo è una disarmante verità, in questi tempi di antipolitica.

Cavalieri d’ Italia impegnati sul fronte della protezione civile

13 maggio 2011

L’auditorium Urbani è stato teatro della quarta festa di primavera promossa dalla sezione dei Cavalieri d’Italia di Perugia (Unci). Erano presenti sindaci del lago Trasimeno, Giuseppe Mascio, già assessore regionale alla mobilità, il presidente del comitato provinciale della Croce rossa Franco Binaglia, Alvaro Fiorucci, redattore capo di Rai regione e Goodmorningumbria.it. Ospite per le forze dell’ordine il comandante la compagnia Carabinieri di Città della Pieve, capitano Marcello Sardu. A dare il benvenuto ai soci, alle autorità e agli ospiti è stato il presidente della sezione Unci di Perugina Elio Carletti che ha anche ringraziato i soci Marcello e Costantino Fiorenzoni e Alfredo Cardoni per aver promosso la realizzazione della festa, il sindaco di Magione Massimo Alunni Proietti e il sindaco di Passignano Claudio Bellaveglia che hanno contribuito al successo dell’ evento. Sono stati premiati con medaglia e diploma al merito dell’Unci i soci Marcello e Costantino Fiorenzoni, imprenditori edili, Alfredo Procacci, imprenditore commerciale, il professor Gianluca Pazzaglia medico oncologo e il geometra Alfredo Cardoni imprenditore edile. Dopo l’intervento del presidente il prefetto Vincenzo Gallitto ha introdotto il tema centrale del seminario cioè la prevenzione di protezione civile e i rischi naturali, argomento poi ampiamente discusso e approfondito da Lucio Ubertini, Piergiorgio Manciola, Stefano Casadei e Annibale Luigi Materazzi. Tra le varie soluzioni sulle quali alacremente si sta lavorando è da segnalare il modello proposto dal socio Unci Pietro Paolo Alunni Boldrini che consente alla struttura edificabile di agire orizzontalmente o verticalmente sulla stessa materia costruttiva. Anche la parte culturale ha ricevuto ampi consensi da parte dei presenti che hanno apprezzato musiche classiche e moderne eseguite con professionalità da un quartetto d’ archi. Applaudito al termine l’inno nazionale  in omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia.

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La valutazione del rischio nelle aree inondabili ed interventi di difesa

di Piergiorgio Manciola – Dipartimento di ingegneria Civile ed Ambientale, Università degli Studi di Perugia

La stima dei danni prodotti dalle inondazioni ha grande importanza per la prevenzione e per la mitigazione del rischio idraulico con provvedimenti strutturali e di protezione civile. Per la valutazione dei danni prodotti dalle inondazioni esistono due approcci riconducibili ad un’analisi a posteriori e a priori dei danni per assegnati eventi di piena (Penning-Roswell et al. 1977). Il primo metodo è basato sulla valutazione a posteriori del danno prodotto a seguito di eventi realmente accaduti (ex-post). Tale metodo, benché formalmente più rigoroso, presenta tuttavia un’ampia indeterminazione legata alla difficoltà di quantificare i danni prodotti dalle inondazioni. Negli ultimi anni, si è andata quindi affermando l’esigenza di una valutazione preventiva (ex-ante) dei danni da inondazione, basata sul valore atteso del danno per eventi di assegnata probabilità di accadimento (rischio). La conoscenza del rischio, inteso come prodotto della magnitudo del danno per la probabilità di accadimento dell’evento che lo provoca è di supporto alla fase decisionale in numerosi campi applicativi, dalla pianificazione territoriale, alla protezione civile, fino alla progettazione di misure strutturali per la mitigazione del rischio stesso. L’analisi ex-ante non presuppone che l’evento calamitoso sia accaduto ed è quindi applicabile in modo generale in qualsiasi contesto. L’intervento, chiariti i presupposti metodologici della valutazione del rischio idraulico,  ha illustrato alcune tecniche di difesa dalle inondazioni di tipo mobile che si sono recentemente diffuse in ambito europeo. Si tratta di pannelli prefabbricati modulari a tenuta idraulica sostenuti da supporti verticali o puntoni inclinati che possono essere facilmente montati in opera ed altrettanto facilmente smontati per realizzare delle difese temporanee in tratti d’alveo a rischio di inondazione, necessarie quando non siano tecnicamente fattibili soluzioni di tipo permanente. Tale tipologia di difesa può essere di interesse anche in molte situazioni nazionali, soprattutto per sopraelevare strutture arginali già realizzate ed inserite in contesto urbano e per tamponare le connessioni (sottopassi, tombini, …) tra aree idraulicamente separate da rilevati stradali e ferroviari.