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I Templari a Perugia

30 gennaio 2010

l'esterno della Cappella del Sancta Sanctorum in Laterano ( notare le finestre ad oculo )

di Gianfranco Pirodda

Nel 1240 appare un primo documento che menziona un certo Frerus Bonvicinus, di probabile origine assisana, circa due anni dopo la concessione di San Giustino di Perugia alla milizia del Tempio. Il Frerus Bonvicinus di Perugia, fu nominato poi dal Papa suo cubiculario, ovvero capo della sua guardia del corpo nel Laterano a Roma. Il Precettore Bonvicinus gestì a lungo i beni del Tempio dell’Umbria e di altre zone come la Sardegna. Le proprietà templari della Precettoria perugina di San Giustino e San Girolamo comprendevano estesi domini che continuavano ad essere chiamate con l’antico nome di Massae. La Massa Arni era appunto uno di questi domini, che annoverava castelli, ville e chiese, oltre una trentina. L’insieme dei beni prima che Gregorio IX lo devolvesse ai Templari era di proprietà del Benedettini fin dal sec. XII. Benchè costituisse un solo enete ecclesiastico, la Precettoria di San Giustino e San Girolamo si articolava in due domus templari, distanti circa 12 km l’una dall’altra. San Giustino di Pilonico Paterno si trova in una pianura, situata fra il Tevere ed il Chiascio, non lontano dalla rotabile per Gubbio. San Girolamo sorgeva dove oggi esiste il San Bevignate, a due km circa ad est di Porta Sole di Perugia.

Gli insediamenti dei Templari a Perugia – dice Francesco Tommasi – non differivano granchè dalla degli stabilimenti templari  nelle città dell’Alta Italia, che erano di norma posti a levante o a amezzogiorno, fuori dalla cinta muraria. Tutto ciò rispondeva ad un preciso simbolismo, dove orientamento delle case verso Gerusalemme e missione dell’Ordine appaiono intimamente connessi.

Sveliamo ora il primo mistero. La costruzione delle sedi templari ad est ed a sud delle città era la conseguenza della imitazione di Gerusalemme, in modo che venisse rappresentata la città santa e poste le sedi del Tempio come erano collegate a Gerusalemme, dove appunto il Tempio di salomone era posto ad est ed a sud dell’antica città santa.

Il Tommasi non si spiega il perché nelle precettorie di San Girolamo e San Giustino talvolta erano presenti due Precettori e in altri tempi un solo precettore le governava entrambe. Le due precettorie umbre erano gemellate, perché questo era il sistema templare che funzionava come metodo organizzativo e quando la situazione economica lo imponeva il sistema funzionava con un solo centro. Ma quando l’abbondanza era presente il sistema si duplicava. Nella chiesa di San Bevignate a Perugia, molto conosciuta come chiesa dei Templari, appaiono appunto delle rosette a diverso simbolismo, che confermano questo segno come caratteristico dell’Ordine del Tempio. Queste forme sono legate all’inizio del cristianesimo e spesso si tratta di due rosoni con sei o otto raggi. Renè Guenon parla della rosetta a sei e a otto raggi nel suo testo più significativo (I Simboli della scienza sacra). La scintilla che ci ha fatto collegare i due oculi con le due rosette è scoccata quando abbiamo visto la forma di alcuni sarcofagi ebraici antichi, in cui appunto si vedevano due cerchi o rosette con fioriture di vario genere. Gli oculi che nelle chiese permettevano il passaggio della luce all’interno della chiesa in penombra probabilmente volevano rappresentare lo stesso simbolismo dei due cerchi scolpiti o disegnati nei sarcofagi protocristiani o ebraici. Il loro simbolismo esprime il concetto di due mondi con cui chi lascia questa vita si trova a contatto: il mondo materiale da cui sta uscendo e quello spirituale in cui sta entrando. L’aggiunta della Croce, come a San Bevignate, perfeziona il trittico dei simboli.

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