Posts Tagged ‘bori’

Tommaso Bori è il nuovo capogruppo del Pd al Consiglio Regionale dell’Umbria

9 novembre 2019

La decisione è stata presa ieri sera, unanimemente, dal nuovo gruppo consiliare democratico all’assemblea legislativa riunitosi alla presenza del Commissario regionale del partito Walter Verini. Bori procederà da subito ai primi adempimenti per la costituzione formale del gruppo e al lavoro comune tra le forze della coalizione che ha sostenuto il programma e la candidatura a Presidente di Vincenzo Bianconi.

L’Assemblea legislativa dell’Umbria, risultati delle elezioni 2019

28 ottobre 2019

Donatella TESEI, candidata presidente eletta nella coalizione di
Centrodestra. Nata a Foligno nel 1958, sposata con due figli, avvocato,
sindaco del Comune di Montefalco dal 2009 al 2019. Eletta senatrice nel 2018,
è presidente della Commissione Difesa del Senato.

Vincenzo BIANCONI (candidato presidente per il Centrosinistra), nato a Norcia
nel 1972, sposato con due figli. Laurea in Economia e tecnica del Turismo,
imprenditore nel settore alberghiero.

LEGA

VALERIO MANCINI (6.636), STEFANO PASTORELLI (5.951), VALERIA ALESSANDRINI
(4.942), FRANCESCA PEPPUCCI (4.878), PAOLA FIORONI (4.791), DANIELE CARISSIMI
(4.107), DANIELE NICCHI (3.719), EUGENIO RONDINI (3.662). (more…)

Perugia, le supposte in cemento armato e la strane amnesie dei consiglieri Pd

29 luglio 2014

di Giampiero Tasso

suppostaSarà l’umido, sarà la pioggia… ma le facce di bronzo spuntano come funghi. Oddio comprendo che in politica tutto è ammesso, tutto è legittimo ma presentarsi con il candore dell’innocente, dell’inconsapevole e del non aver vissuto gli ultimi 5 anni… mi pare troppo.
Prima il progetto di via Sicilia (robetta da 270 mila euro della vecchia giunta Boccali) spacciato come affare da “orrore” del nuovo sindaco ed assessori, poi la caserma di Ponte d’Oddi, invocando a gran voce l’intervento si Alfano e Romizi. Insomma se alzano le supposte.

Siccome il Tasso su questa faccenda la faccia ce l’ha messa e sono stato uno dei pochi che l’ha seguita, mi occorre fare alcune precisazioni.
Il consigliere Tommaso Bori, come aveva fatto per il progetto delle supposte in cemento armato in via Sicilia, giustamente si accorge che ha chiuso ed invoca la presa di posizione del sindaco Romizi.
Giustamente, ovvio.
Ma non si ricorda il consigliere Bori quello che era accaduto? Non si ricorda che la decisione era stata presa dalla giunta Boccali?
No non se lo ricorda?
Io conservo gli articoli:
1)Ponte d’Oddi, Mariuccini smentisce chiusura caserma carabinieri
“La caserma dei carabinieri di Ponte D’Oddi non sarà né chiusa né trasferita”. Parola di Nicola Mariuccini, delegato territoriale del Sindaco Boccali per le aree della III e IV circoscrizione che prova a rassicurare i cittadini del quartiere perugino e ribadisce che “le voci circolate in merito sono del tutto prive di fondamento”.
Non risulta, infatti, che sia stata avviata nessuna procedura di smantellamento o di trasferimento in altra zona di questo presidio. L’amministrazione comunale è ben consapevole dell’importanza che la presenza della caserma ha per la tranquillità del quartiere e di tutta l’area circostante”.
Anzi, dopo l’incontro tra il sindaco Boccali e il ministro dell’Interno Cancellieri, tra le iniziative da attivare al più presto c’è l’incremento degli organici delle forze di polizia presenti sul territorio, non è certo quindi questo il momento per dismettere i presidi già esistenti e che hanno dimostrato di essere un baluardo contro il diffondersi della criminalità.
Questo lo affermava Mariuccini il 26 maggio del 2012.
Mariuccini è un altro che in questi giorni si spertica di delusione ed accoramento per la chiusura definitiva… ma lui mica c’era in consiglio comunale….
2) Carlo castori risponde così a Mariuccini il 6 giugno del 2012: Alcuni giorni fa siamo stati accusati di “fare allarmismi” da parte del Collega consigliere del Pd Mariuccini che ha tentato di rassicurare i cittadini di Ponte d’Oddi negando il trasferimento. Oggi la chiusura della stazione è una realtà, quindi “prive di fondamento” si rilevano, piuttosto, le stesse dichiarazioni rese da Mariuccini.
La storia non si inventa, nemmeno con le facce di bronzo, si finisce più spesso per passare da Pinocchi…
Il web è terribile conserva tutto e racconta quando non si è scritto un rigo per difendere quella caserma… basta saper cercare.
Un tempo la scuola comunista era micidiale per preparazione, attenzione, capacità: fate qualcosa di sinistra per il bene della città…studiate come insegnava uno che si chiama Enrico Berlinguer. Non fategli i film commemorativi e le citazioni postume, imitatelo… è più difficile ma rende moltamente di più. (more…)

M5S Perugia – “E’ ARIVATO PENSECE”: CONSIDERAZIONI SULLA PROPOSTA DI TOMMASO BORI PER LE LICENZE AI LOCALI DEL CENTRO STORICO

11 marzo 2014

logo m5s perugiaRICEVIAMO  E PUBBLICHIAMO

“E’ arivat’ pensece” è un’espressione dialettale perugina usata  quando qualcuno suggerisce in extremis una soluzione affrettata e banale per risolvere un problema complesso, magari creato da lui stesso. Questo dovrebbe essere lo slogan del PD perugino per questo assurdo  periodo pre-elettorale.
Fra gli iperbolici progetti, le pompose inaugurazioni e le dichiarazioni di buoni intenti, è spuntata una proposta che ha il sapore amaro della beffa, tanto per gli addetti ai lavori, quanto per i normali fruitori della vita notturna del centro storico.
Si Tratta della proposta del consigliere Tommaso Bori, giovanissimo rampollo del PD, sui nuovi parametri per (more…)

Festa Sinistra Ecologia e Libertà, in migliaia per Vendola e Don Gallo

26 settembre 2011

Vendola “L’Umbria faccia i conti con la questione morale”

La festa regionale di Sinistra ecologia e libertà si è conclusa con due autentici bagni di folla. Migliaia di persone hanno partecipato, sabato,  all’intervista del Vice Direttore del Sole 24 Ore Elia Zamboni al leader del partito Nichi Vendola e, la sera dopo, alla incredibile performance di Don Andrea Gallo a sua volta intervistato da Giorgio Forconi giornalista di “Report”. Vendola ha ribadito la non preclusione per nessuno sul tema delle alleanze che “si costruiscono sui contenuti” e ha elencato le proposte concrete per il rilancio economico e sociale del paese basato su una diversa concezione di Governo (innovazione, sostegno mirato alle imprese, green economy, investimenti su sapere, cultura e giovani, lotta al precariato, piano per il lavoro, potenziamento dei servizi pubblici, nuovo welfare, uso pubblico dei beni comuni ecc.). Il Presidente di Sel si è soffermato anche sulle vicende che riguardano la nostra regione dicendo che “l’Umbria deve fare i conti con la questione morale per aprire la strada ad una nuova stagione politica e culturale del centrosinistra”. Don Andrea Gallo ha invece sfoderato tutto il suo repertorio ironico contro gli eccessi del capitalismo, invitando tutti alla partecipazione e ad essere uniti nelle dure battaglie che attendono i più deboli “dalla cui parte bisogna sempre stare”.  Lo scopo, per il “prete partigiano” è “essere tutti uniti sotto lo striscione di “osare la speranza”, lo slogan che è ormai diventato il cavallo di battaglia di Sel.

“Parlare della festa di Sel – commenta il coordinatore regionale del partito Gigi Bori – è parlare di un miracolo, è parlare del ritorno di antichi sapori della politica. Un miracolo permesso , in primo luogo, dalle decine e decine di persone che con il loro lavoro hanno fatto in modo che tutto funzionasse alla perfezione. Ed è un miracolo perché l’abbiamo realizzata senza un soldo e senza la tradizionale pubblicità che di solito accompagna i grandi eventi, sia per questioni finanziarie e sia, purtroppo, per la scarsa visibilità che l’avvenimento ha avuto sui media locali. Siamo riusciti a sopperire a tutto questo con il tam tam della rete, che ormai funziona a meraviglia. La nostra festa ha messo in luce, dunque, la grande voglia di partecipazione che c’è in giro. Ma non è una voglia qualsiasi. I cittadini sono stanchi delle vecchie litanie, dei riti oligarchici della politica e si indirizzano e guardano con attenzione a nuove proposte, come la nostra. Infine, con questa iniziativa Sel  ha dimostrato di non essere più una cenerentola, ma un soggetto radicato tra la gente, che si candida ad essere protagonista della vita politica della nostra regione. Un soggetto al quale i cittadini guardano con speranza, come dimostrano le decine di iscrizioni fatte durante i tre giorni della festa e le migliaia di firme raccolte per il referendum anti porcellum e, infine, un soggetto del quale, ormai, il centrosinistra non potrà fare a meno, sia sul piano numerico che su quello dei contenuti innovativi. Per questa Ragione la festa di Sel Umbria è un miracolo che si ripeterà e probabilmente si moltiplicherà”.

” SANITA’ UMBRIA, DIECI ANNI SI, DIECI ANNI NO, DIECI ANNI FORSE “.

14 luglio 2011

Quanta ipocrisia e quanto pressappochismo nel pasticcio accaduto nell’aula di Palazzo Cesaroni sulla legge per le nomine di primari e direttori di Asl! Una maggioranza evaporata sotto l’astensionismo di IDV e PRC. Un PD che, almeno in parte, vota contro se stesso.
Una legge inutile e contorta. Contorta al punto che molti dei presenti in aula si sono posti dubbi sull’interpretazione del testo che avevano appena votato. In Umbria c’era una vecchia legge che poneva il limite del mandato dei direttori generali a dieci anni. Dopo un po’ ce ne fu un’altra (salva-qualcuno) che consentì le eccezioni. Poi la recente proposta di iniziativa della Giunta Regionale (salva-tutti), che toglieva qualsiasi limite di mandato. Infine la legge approvata l’11 u.s., che conferma il limite e (forse) lo rende retroattivo. Legge nata sulla scia della “sanitopoli” folignate, che dagli effetti della legge stessa non viene neanche sfiorata! Legge che, comunque, non esclude l’ipotesi di nominare commissari di se stessi direttori generali di lungo corso…Un pasticcio nato in Giunta, cresciuto in Commissione Consiliare e morto in aula.
Ma che cosa di questa legge e del suo incredibile iter importa ai cittadini dell’Umbria, ai lavoratori della sanità (precari inclusi), ai pazienti ricoverati in ospedali belli, nuovi ed inefficienti? Assolutamente nulla. Perché, nonostante le ipocrite dichiarazioni di quasi tutti i partiti (ridurre l’influenza della politica, premiare il merito invece che l’appartenenza, prevenire i coni d’ombra e così via), questa legge non cambia nulla: i direttori, quelli di ieri e quelli “nuovi”, verranno comunque nominati dai partiti in barba al merito e alla competenza, i primari lo stesso.
Chi vivrà vedrà. La si smetta dunque di far finta e si faccia l’unica vera riforma di cui l’Umbria ha davvero urgente bisogno: una riforma che non richiede né leggi né atti amministrativi, quella che prevede che la politica torni ad essere tale, torni ad occuparsi dell’interesse generale, sappia guardare ben oltre il naso dei suoi rappresentanti.

Luigi Bori, Coordinatore regionale di Sinistra Ecologia Libertà

PEDAGGIO PERUGIA-BETTOLLE: Aumentano le iniziative di mobilitazione popolare

26 Mag 2011

Prosegue la mobilitazione contro il provvedimento del Governo che impone all’ANAS di introdurre il pedaggio anche sui Raccordi Autostradali come la superstrada Perugia-Bettolle. In Commissione Consiliare al Comune di Perugia i dirigenti ANAS hanno riferito che i lavori per la messa a pagamento della superstrada inizieranno dal prossimo ottobre e che saranno soggette a pedaggio già dall’inverno le uscite di Foiano della Chiana, Cortona, Pietraia, Castiglione del Lago, Tuoro, Passignano Ovest, Passignano Est, Torricella, Magione, Mantignana, Corciano, Olmo, Ferro di Cavallo, Madonna Alta – Stadio, S. Faustino, Prepo, Piscille, Ponte San Giovanni. Dopo l’ufficializzazione della notizia sono state molte le prese di posizione sia istituzionali che politiche. Al Senato e alla Camera sono state depositate due interrogazioni al Governo dai Parlamentari del Partito Democratico che chiedono una retromarcia sull’introduzione del pedaggio. Si è mosso anche il gruppo consiliare del Partito Democratico al Comune di Perugia che con una mozione chiede di verificare la compatibilità tecnica del pagamento lungo l’arteria stradale che attraversa la città. Molti Sindaci dei Comuni del Lago Trasimeno, tra cui Alunni Proietti di Magione, hanno segnalato il grave danno che il ticket comporterebbe all’economia locale e al comparto del turismo.

“Le iniziative procedono in maniera molto partecipata dai cittadini, non solo in pochissimo tempo abbiamo ricevuto numerose adesioni al gruppo facebook, ma è partita anche una raccolta di firme online, alla quale a breve seguirà una petizione cartacea nei comuni interessati dal provvedimento. Al riguardo stiamo coinvolgendo non solo i comuni umbri, ma anche quelli della Provincia di Arezzo e di Siena.”spiega Daniele Chiappini, coordinatore della segreteria PD provinciale“Ci spiace rilevare come l’auspicata unità dei partiti locali al fine di tutelare i cittadini della regione in realtà non si è verificata. L’On. Laffranco ritiene il pedaggio “inevitabile” ed il Ministro Matteoli specifica che anche gli umbri dovranno pagare. Appare chiaro come i rappresentanti del PDL non abbiano a cuore né chi li ha eletti, né le loro città, che avranno solo problemi da questo provvedimento. E’ un peccato che in questa situazione non si sia raggiunta un’unità d’intenti indispensabile”.

“Incomprensibile il tentativo del Governo di trasformare un servizio, come una strada, in una tassa. Soprattutto in un periodo di crisi economica come l’attuale in cui molte famiglie sono in difficoltà ed aggiungere ulteriori costi per servizi fino ad ora gratuiti, ma soprattutto qualitativamente scadenti, sembra veramente assurdo.”sostiene Tommaso Bori dai banchi del Consiglio Comunale di Perugia“Questo è un danno alle città, che subiranno una congestione del traffico ed un aumento dell’inquinamento, un danno al turismo, che sarà meno appetibile per chi viene da fuori regione, un danno all’Università, che sarà più costosa per gli studenti pendolari e fuorisede. Insomma per i cittadini solo danni  dal decreto del Governo. Ci piacerebbe vedere una reazione anche dai colleghi del PDL eletti negli enti locali”continua Bori “dato che i loro rappresentanti eletti nel Parlamento si sono detti favorevoli e hanno sostenuto che è giusto pagare tutti.

LE TRE (IN)COERENZE DELLA PRESIDENTE MARINI PRESENZA FEMMINILE, INCARICHI RICCHI A RICCHI PENSIONATI E LA SANITA’ ” UNIVERSITARIZZATA “

16 febbraio 2011

di Luigi Bori Coordinatore  regionale di Sinistra Ecologia Libertà Umbria

Dove sono finiti tutti i buoni propositi di cambiamento? Speriamo di sbagliare, ma questo dubbio viene alimentato proprio dal comportamento recente della Presidente della nostra Regione, che sembra avallarne il sospetto.

Sono TRE i punti incriminati.

PRIMO: LE DONNE – Alla manifestazione di Roma di domenica scorsa, Catiuscia Marini  dal palco ha affermato che le Istituzioni dovrebbero obbligatoriamente (e, per noi, auspicabilmente) avere il 50% di presenza femminile. Ci domandiamo allora: come mai  la sua Giunta è al 20% e il “listino” delle elezioni, quello di sua competenza, conteneva solo uomini? Se ha quella convinzione la dimostri tornando indietro, per quanto possibile, sulle nomine fatte e agendo di conseguenza su quelle che deve ancora fare.

SECONDO: GLI INCARICHI – Dopo aver nominato i vertici dirigenziali regionali, ha premiato, alla faccia del risparmio, alcuni neo “pensionati di lusso” con contratti da 120 mila euro l’anno per tre anni (intanto!). E questo mentre non si parla, né si fa niente per i precari della Regione, ai quali si sta prospettando la ricetta “Provincia di Perugia”, una ricetta che rischia di mandarli a casa dopo anni e anni di lavoro senza alcuna garanzia. Non ci sembrano esempi di buone politiche per il lavoro, né segnali di discontinuità con il passato.

TERZO:  IL ” REPARTINO PSICHIATRICO ” PERUGINO – L’annoso problema è stato risolto, ma a Terni. A Perugia la sistemazione e soprattutto la riorganizzazione di questa eccellenza sanitaria, (di questo fondamentale pezzo di storia della civiltà umbra), è di là da venire. Nonostante le promesse e gli annunci nella duplice veste di Presidente nonché di Assessore alla Sanità. Evidentemente ciò che interessa marginalmente l’Università, desta marginale interesse anche per la Regione.

Ci sarebbero infine da aggiungere diverse incongruenze presenti nel Dap, ma, non volendo infierire, si auspica che la Presidente si fermi un po’ a riflettere. Favorendo, magari, una riflessione collettiva con l’intera coalizione per stabilire un percorso che mostri davvero ai cittadini l’inizio di un’epoca di cambiamento e non quella, con la conservazione, della fine del centrosinistra.

L’ex assessore provinciale Giuliano Granocchia in Sinistra Ecologia e Libertà

13 febbraio 2011

Si nota una certa agitazione intorno a scelte autonome che esponenti politici di vari partiti del centrosinistra hanno fatto, si apprestano a fare o sulle quali, semplicemente, stanno ancora riflettendo. Si tratta di percorsi personali ai quali bisognerebbe conferire il massimo rispetto per i travagli che si portano dietro. Sel dell’Umbria, che è parte integrante dell’alleanza di centrosinistra della Regione , alleanza che ha sostenuto con i propri voti sia alle recenti regionali che alle precedenti amministrative , basti ricordare, fuori dai tecnicismi, che la metà dei candidati consiglieri nei collegi provinciali della lista “Sinistra e Libertà” sono direttamente riconducibili al nostro progetto politico e che ha sempre confermato il suo appoggio al Presidente Guasticchi in questi due anni di governo, “non ha mai inteso fare forzature” o allestire fantomatiche “campagne acquisti”. Il nostro è però un progetto aperto che ha come obbiettivo la costruzione di un nuovo centrosinistra. Noi non cerchiamo nessuno, ma, nel contempo, non impediamo e non impediremo a nessuno di bussare alla nostra porta, se condivide il nostro progetto politico e la sfida che lanciamo per un’Italia migliore. Comprendiamo che il caso dell’ex Assessore Provinciale Giuliano Granocchia, possa aver fatto rumore, per il grande prestigio di cui gode in tutta la sinistra, per l’indiscutibile valore politico e morale della sua scelta e per gli inusuali metodi adottati (si è dimesso dal suo incarico di assessore, cosa che al giorno d’oggi non fa nessuno,anzi…) . Prestigio,valori e metodi che arricchiranno il percorso politico e la comunità di Sel.

E questa agitazione generale è la dimostrazione palese del distacco che spesso le forze politiche hanno con il paese reale, ignare della volontà di cambiamento che sale sempre più alta e che passa dalla costituzione di un grande soggetto politico della sinistra, ad ispirazione maggioritaria che si confronti, proponendo un’alternativa vera al progetto immaginifico delle destre, con la sfida del governo.

Abbiamo aperto il tesseramento da soli 10 giorni e siamo ad un passo dall’aver raggiunto il 100% degli iscritti dell’anno passato. Ma la novità sta nel fatto che centinaia e centinaia di questi iscritti sono nuove adesioni di cittadini, che appartengono a tutte le categorie (lavoratori pubblici e privati, precari, studenti,operai, artigiani e una marea di donne e giovani). Molti di questi militavano in altri partiti della sinistra (Pd, Prc, Pdci ecc.) e altri avevano abbondonato la politica attiva perchè non trovavano più un punto di riferimento credibile , ma della loro scelta di abbracciare il progetto di Sel non si è accorto e non si è lamentato nessuno.

Gigi Bori segretario regionale – Sinistra Ecologia Libertà

Fabio Faina segretario provinciale Perugia – Sinistra Ecologia Libertà

Parlavecchio il “religioso”, Bori “il ribelle”, Monia “la velocista”, la “differenziata” dell’altra era e il treno “tacitato”

2 dicembre 2010

Le pagelle di Ciuenlai

Franco Parlavecchio – Appena eletto segretario comunale del Pd di Perugia annuncia che il vice sarà un cattolico. Per la segreteria si starebbero cercando un ebreo, un isl…amico e un buddista. Infine sarebbero state chieste alle comunità cinese notizie su Confucio. Per la serie a sinistra “non c’è più religione”. 4

Franco Parlavecchio 1 – Non è più verde, non è mai stato comunista, socialista o democristiano, non è popolare (nel senso che non sta con Fioroni e in tutti i sensi) e, tanto per non farsi mancare niente, non è nemmeno di Perugia. Lui e Andrea Rossi, il segretario provinciale di orientamento “strabico” (è bersaniano a Roma e bocciano a Perugia), costituiscono, secondo alcuni pezzi grossi del partito, il perfetto prototipo dei dirigenti democratici del futuro. Quelli che, dicono, sono come l’acqua “inodori, insapori e incolori”.

Tommaso Bori – Ho avuto ragione. Terminati e bruciati tutti i candidati di Perugia, il Pd del capoluogo è dovuto ricorrere ad uno che viene da fuori (Parlavecchio è romano). Per la serie “non sa manco dove sta de casa”, il giovane consigliere comunale di Madonna Alta fa l’irriverente e gli regala una mappa del capoluogo con l’indicazione di dove si trovano i circoli del partito. 7 al gesto, perché queste ribellioni giovanili allo stato puro mi fanno impazzire e 5 alla sinfonia incompiuta. Quando ci si ribella si deve avere il coraggio di suonarla fino in fondo. Bisognava sfidare Parlavecchio, se no si abbaia alla luna e si assomiglia un pò a ciò che si dice di voler cambiare.

Monia Ferranti – Vara un piano scolastico che fa imbufalire dirigenti, professori, studenti, bidelli, confezionatori di merende, accompagnatori di cani e piccioni di Piazza IV Novembre, “preoccupatissimi (sembra) per alcune voci di accorpamento con quelli di Fontivegge”. Alla fine lo ritira facendo contenti tutti; uomini e animali. Era meglio dare retta al proverbio “chi va piano, fa il piano e va lontano”. Il consiglio dei docenti le ha dato 4 rimandandola a settembre del prossimo anno.

Lorena Pesaresi – Annuncia che “il termovalorizzatore si farà, ma dopo che la raccolta differenziata sarà al 65%”. Dice che a Perugia (oggi siamo al 39%) ci si arriverà nel 2011. Ma non ha spiegato di quale era.

Pdl – I congressi umbri sono stati rinviati. Siamo sicuri che erano previsti?

Riforma endoregionale – Via le Comunità Montane. Al loro posto una Agenzia che costerà 41 milioni di euro. Perché un’altra agenzia? Non era meglio passare tutto a Province e Comuni? 3 ai fan della serie “morto un ente se ne fa un altro”.

Treni – L’unico collegamento diretto dell’Umbria con Milano, il “Tacito” verrà “tacitato”. Tranquilli il servizio prosegue con “modalità diverse”. Da Terni, avviandosi a piedi, cambiando a Foligno, facendo un pezzo in bicicletta, scendendo a Terontola, montando a Firenze e smontando a Bologna, se sei un podista e i treni non portano ritardo, in due o tre giorni, massimo una settimana, puoi raggiungere il capoluogo lombardo. Adesso sapete cosa si intende per “servizi pubblici essenziali”.

Paolo Vinti “Nessuna notte è così lunga da impedire al sole di risorgere…” Ciao con grandissima emozione!