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Ronconi: all’ombra della Banca Popolare di Spoleto si è battagliato tra poteri forti e in qualche modo anche oscuri.

20 ottobre 2015

bpsLa Regione Umbria non può essere solo spettatrice nella grave ed inquietante vicenda della Banca Popolare di Spoleto.

Quella dalla BPS appare sempre più come un “affaire” che ha solo come vittime gli azionisti della Banca e i soci della Credito e Servizi oltre, in generale, l’economia di tutta la regione che ha duramente pagato i travagli dell’Istituto bancario.

E’ ormai evidente che all’ombra della BPS si è  battagliato tra poteri forti e in qualche modo anche oscuri.

La Regione dell’Umbria deve acquisire un ruolo a difesa degli interessi di chi, prevalentemente umbri, ha riportato  grave danno  da una vicenda che ormai vede tra gli inquisiti nomi eccellentissimi. La Regione non può scartare l’ipotesi, dopo  la fase istruttoria, di proporsi parte civile a difesa di tutta la società regionale.

Il Fatto:

Inchiesta Bps: atti Procura Spoleto, Visco indagato

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Ugl: Bps, sempre più banca del territorio

16 febbraio 2011

Nazzareno D'Atanasio

“Sempre di più banca del territorio, sempre di più legata alle imprese e alle famiglie umbre e non solo. Dal territorio la Bps tragga la sua forza e al territorio e al tessuto economico locale si rivolga con la maggior disponibilità possibile, sempre considerando che stiamo parlando di un istituto di credito”. E’ questo l’augurio che il segretario regionale confederale dell’Ugl dell’Umbria, Enzo Gaudiosi, rivolge al nuovo presidente della Banca Popolare di Spoleto, Nazzareno D’Atanasio che prende il posto di Giovanni Antonini.

“L’Istituto lasciato dopo quasi 10 anni da Antonini – sottolinea Gaudiosi – si qualifica come l’unica banca libera dell’Umbria. I numeri parlano di crescita. Oltre cento sportelli aperti in Italia e più di settecento addetti, impiegati al suo interno. Uno stato patrimoniale invidiabile, fattore di sicurezza per tutti i contribuenti. Una banca, ne sono convinto, destinata a crescere se cresceranno i suoi clienti. E i giovani sono il futuro su cui scommettere. Oggi, di fronte alle difficoltà imposte dalla crisi economica si finanziano le garanzie non più le idee. E’ necessario invece concedere credito ai giovani in maniera diversa rispetto a quanto fatto fino ad ora allegando alla richiesta tutte le informazioni necessarie non solo sulle garanzie reali ma anche sui progetti. Si deve cambiare approccio su come concedere il credito aprendo a chi ha business da sviluppare anche se non ha rendite da esibire. E’ opportuno che la Bps si confronti con sempre maggiore slancio su stato e prospettive del mercato umbro: dal credito al consumo ai mutui, dal finanziamento alle infrastrutture al credito alla microimpresa, ai giovani, dal credito agrario allo start-up di impresa, dal sostegno alle PMI a quello per le organizzazioni no profit.

Le difficoltà evidenti delle piccole e medie imprese umbre, note all’Ugl grazie ai propri rappresentanti sindacali, stridono evidentemente con lo scenario e lo spettacolo poco edificante che la politica umbra ha offerto di sé negli ultimi giorni. Basti soltanto pensare alla complessità di Alleanza per l’Umbria e al Dap. Le nostre sono aziende sane, che faticano a tenere il passo accelerato dalla competizione globale, che non partecipano a speculazioni e lottizzazioni.

Per sostenere un momento così difficile della nostra economia – dice il segretario dell’Ugl – occorrerebbe inserire nel circuito economico maggiori risorse, che dimostrino mediante scelte oculate, lungimiranti e strumenti finanziari ad hoc la volontà da parte delle banche di aiutare il mondo produttivo e le famiglie in difficoltà.

La ricetta per produrre la crescita e l’espansione del mercato regionale vede necessariamente allineati le banche e il mondo imprenditoriale. Occorrono interventi specifici, servizi in grado di dare consulenza e capitale al tessuto delle medie imprese di cui è costituita l’economia umbra. Proposte concrete per continuare a sostenere il credito delle piccole aziende. Il nostro territorio necessita di una viabilità adeguata e non minoritaria rispetto a quella del nord Italia. Per compiere il salto di qualità è fondamentale sciogliere tutti quei nodi infrastrutturali che bloccano lo sviluppo dell’Umbria. Ma anche puntare su innovazione e ricerca, rilanciare il turismo, valorizzare l’immenso patrimonio culturale che abbiamo, coniugare meglio esigenze formative e lavoro. Tutti gli attori coinvolti devono fare la loro parte, compresi i sindacati. L’Ugl chiedeva un confronto serio fra tutte le sigle, auspicava il rilancio dell’unità sindacale nel rispetto delle diverse posizioni e di una vivace e costruttiva dialettica a fronte di una Triplice che purtroppo non perde occasione per distinguersi, inaugurando una stagione di tutti contro tutti. Questa non è la strada giusta. Speriamo che almeno il credito si distingua per risultati migliori”.