Posts Tagged ‘bruni’

Rifondazione Comunista di Bevagna, no al commissariamento del Comune

12 settembre 2014

 

logo rifondazione comunistaSi è riunito mercoledì 10 settembre il direttivo del Circolo Oberdan Bruni di Bevagna del partito di Rifondazione Comunista per discutere la questione del bilancio locale in relazione alle politiche fiscali nazionali.

Erano presenti, con il segretario del Circolo Giuseppe Santagata e i membri della direzione, il segretario provinciale Enrico Flamini e il segretario regionale Luciano Della Vecchia. (more…)

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Forse è Cascia o forse no, ma sicuramente è “una stupenda di notte”

3 febbraio 2012

Si pensa sempre che un comune arrampicato sui monti debba avere un’anima rude e montanara, ma Cascia non ci stà, ed in questa foto gentilmente inviataci da Roberta Bruni, si offre ai nostri sguardi ammirati con la sua struggente  e armoniosa  bellezza,  il cielo commosso  per tanta sfrontatezza e ardire le ha mandato la neve come polvere di stelle per renderla magica e indimenticabile.

CITTA’ DI CASTELLO: NON SOLO IL DANNO, ANCHE LA BEFFA!

1 febbraio 2012

Jessica Bruni

È risaputo che nell’Alta valle del Tevere, nelle zone collinari, vicino alla vegetazione boschiva, i raccolti degli agricoltori sono soggetti a devastazioni da parte di animali selvatici, ormai in costante crescita. Così, ogni anno, a centinaia di contadini, non rimane che raccogliere gli steli di quello che era orzo, grano, mais, girasoli; cinghiali e caprioli, si sono riempiti la pancia lasciando a bocca asciutta l’agricoltore, senza raccolto e con le tasche vuote a causa dei soldi investiti, senza ritorno, per la semina e la coltivazione. La Regione, attraverso una legge fa fronte a questo problema risarcendo gli agricoltori che hanno subito la lesione. La novità che coglie oggi di sorpresa molti, sta nell’aver scoperto, attraverso una lettera, che secondo le disposizioni del R.R. Attuativo n. 5/2010, in particolare l’articolo 7 comma 5, gli agricoltori che hanno subito un danno inferiore ai 200 euro sono obbligati a pagare il costo della perizia. Cito testualmente: “Nel caso in cui la stima del danno sia inferiore ai 200 euro, dall’indennizzo riconosciuto verrà trattenuto il costo della perizia”. I poveri agricoltori non solo non possono essere risarciti per intero di un danno subito, ma devono anche farsi carico della spesa prevista per il perito che in loco ha stimato l’ammontare della lesione. Il costo della perizia (come comunicato dall’A.T.C. PG 1- ambito territoriale caccia) è di € 113,92; ciò significa che, nei casi in cui il danno sia inferiore alla somma del costo della perizia, l’agricoltore, non solo non verrà minimamente risarcito del danno subito, ma dovrà addirittura restituire la somma mancante.

Un’ingiustizia senza pari, dove, da parte lesa con diritto di risarcimento, l’agricoltore diventa parte imputata con obbligo di pagamento.

Questa è la dimostrazione di come, per l’ennesima volta, in questa Regione governata dalla sinistra, i cittadini non vengano trattati tutti allo stesso modo e di come si colpisca sempre la parte più debole. Gli enti preposti sbagliano non una, ma ben due volte; la prima nel pretendere che vengano risarciti per il costo della perizia, che è un obbligo di loro competenza dato che il danno è stato causato dalla fauna selvaggia (bene regionale); la seconda, nel momento in cui impongono che siano solo alcuni a doversi fare carico del pagamento di tale “servizio” che poi servizio non è.

La beffa è doppia, quella del danno subito e quella della presa in giro da parte di quegli Organi che, come la Regione, dovrebbero farsi garanti dei singoli all’interno della medesima comunità, che dovrebbero schierarsi sempre dalla parte del giusto e non della convenienza cercando di trarne un vantaggio in termini di riduzione dei costi, a discapito dei cittadini.

Futuro e Libertà denuncia il fatto e si schiera da parte di tutti coloro che hanno subito questa ingiustizia. Chiediamo che la Giunta Regionale provveda celermente a porre rimedio a questa assurda situazione.

 Jessica BruniCoordinatrice del Circolo Futuro e Libertà Alto Tevere Umbro

Caso Battisti: Lula nega l’estradizione

2 gennaio 2011

Commento di Matteo Bressan – Coordinatore Provinciale Giovane Italia Terni

Carla Bruni

Il parere negativo dell’Avvocatura Generale del Brasile all’estradizione del terrorista Cesare Battisti anticipa  il parere che il Presidente Lula ha comunicato da poche  ore. In sostanza quindi l’Avvocatura e il Presidente Lula hanno riconosciuto  lo status di rifugiato politico ad un conclamato pluriomicida.

La gravità di una simile decisione è ovviamente sotto gli occhi di tutti perché di fatto si andrebbe a legittimare la lotta armata degli anni di piombo in Italia riconoscendo ad un brutale assassino l’onore di aver addirittura combattuto per una causa politicamente giusta. Si badi bene però che i contorni di questa vicenda non sono ancora molto chiari. Non bastano infatti le simpatie di alcune note star come l’attrice Fanny Ardant e la Carla Bruni nei riguardi di qualche terrorista nostrano a giustificare un certo buonismo verso i cattivi maestri. Vi è piuttosto un preoccupante atteggiamento

Luis Inàcio Lula Da Silva

culturale, se così può essere definito, che alberga nei salotti buoni, così come in molte università italiane, e che concepisce come “normali” alcune anomalie tutte italiane o peggio ancora, riconosce nelle lotta armata contro lo Stato e le forze dell’ordine delle giuste e sane motivazioni. Non si spiegherebbe altrimenti il clima di tolleranza manifestato da ampi settori della magistratura nei riguardi dei teppisti che hanno messo a ferro e a fuoco Roma lo scorso 14 dicembre. Non si spiegherebbe come sia possibile dare come per scontato l’occupazione permanente di alcune aule universitarie da parte di soggetti che tutto sembrano essere meno che studenti universitari. Non andrei quindi a scomodare e rispolverare l’ignominiosa dottrina Mitterand che ha consentito protezione ed impunità ad un folto gruppo di terroristi italiani per ricercare le cause che stanno consentendo a Battisti di farla franca ancora una volta. Certamente pur non disponendo ancora di elementi che possano chiarire quali possano essere le ragioni di un simile atteggiamento da parte delle istituzioni brasiliane posso altresì avanzare dei leciti dubbi sulla credibilità delle medesime istituzioni che sia a livello economico che a livello diplomatico hanno manifestato una notevole dinamicità soprattutto negli ultimi anni.

Cesare Battisti

Quanto è credibile a livello internazionale  uno Stato che aspira ad essere la quinta economia al mondo e che al tempo stesso riconosce l’asilo politico ad un terrorista come Cesare Battisti? Dopo questa vicenda si potrà ancora dare credito ad uno paese che non più di qualche mese fa aveva cercato addirittura di svolgere un ruolo determinante insieme alla Turchia nella complessa questione del nucleare iraniano?

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Il potere della Carlà è immenso e Lula si è sottomesso.
Mi viene il sospetto che dietro a quello strano terrorismo di Sinistra, ci sia stata proprio la Francia. Strano come tutti i terroristi (Brigate rosse), dopo aver compiuto misfatti e crimini di ogni genere, scappassero proprio in Francia!
Stefano Bonsegna