Posts Tagged ‘brutti’

Brutti (Idv): “Perugia scivolata al quindicesimo posto fra le Università italiane”

19 luglio 2012

“E’ un lento e inesorabile scivolamento verso il basso, quello dell’Università di Perugia, che certifica il tramonto del suo rettore Bistoni”. Il consigliere regionale Paolo Brutti (Idv) legge in (more…)

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Marcello Serafini confermato alla guida della Consulta dei Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Umbria

5 luglio 2012

Marcello Serafini, 48 anni, esperto di Sistemi di Gestione Qualità, Ambiente, Sicurezza e di certificazioni ISO in genere, è stato confermato alla presidenza della Consulta dei Servizi (more…)

Brutti (IDV)Ticket sanità in Umbria: “Undici milioni di euro l’anno, per lo più a carico del ceto medio.

14 settembre 2011

Magari, detta così, suona diversa e qualcuno si sveglia”.

Così Paolo Brutti, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, dopo l’audizione dell’assessore alla sanità Franco Tomassoni in terza Commissione, critica la scelta fatta dalla Giunta parlando di approccio diretto con le cifre nella battaglia contro i ticket sanitari. A suo giudizio,”si è scelta la via più facile e più ingiusta. Continuiamo a ripetere che è profondamente sbagliato trasferire sui cittadini le inique manovre del Governo e che andava fatto il possibile per scaricare parte dei tagli sulla pesante macchina burocratica che amministra la nostra sanità. Undici milioni di prelievo sono tantissimi – prosegue Brutti -, anche perché vanno a gravare per lo più su un ceto medio fortemente vessato. Con i ricchi che scelgono le cliniche private, con gli evasori che in virtù del basso reddito sono esenti dal ticket, con il complice silenzio del centrodestra, ben lieto di sfilare ai cittadini umbri un mucchio di soldi a sostegno della manovra
Berlusconi: alla fine pagano solo le persone per bene. Che da oggi hanno un motivo in più per stare male”.

I TROPPI “VORREI MA NON POSSO” DELLA MARINI SU RIFORME E RIMPASTINO DI GIUNTA

9 settembre 2011

di Ciuenlai

Riforma regionale; è tutto confermato, fino ad ottobre non se ne parla. E bisogna anche vedere come se ne parlerà. Perché gli annunci sono roboanti, ma ciò che circola in giro sulle soluzioni possibili sa tanto di “conservazione furbesca” allo stato puro.
La Presidente ci riprova, ma trova forti resistenze. Non è piaciuto nè al gruppo, nè alla segreteria regionale del Pd il dover “leggere sui giornali” le sue intenzioni, “senza essere stati consultati”. E non è, soprattutto piaciuto, il tentativo che sarebbe stato fatto, in diverse sedi e con diverse modalità, di farsi accreditare come il “leader massimo” del Pd e della coalizione.
Un ruolo, non messo in discussione per il futuro, ma tutto da conquistare nel presente. Un ruolo che i “senatori e le senatrici” democratiche non hanno nessuna intenzione di mollargli adesso. E gli abboccamenti successivi, quelli di questi giorni, hanno confermato questo disagio, decretando una scontatissima mancanza di identità di vedute. Risultato : l’accordo ancora non c’è. Due Asl, una azienda ospedaliera, niente Ati e Consorzi va bene a tutti. Ma c’è modo e modo di arrivarci. Si può fare e stop cassando tutto quello che c’è da cassare o seguire una linea gattopardesca che, in sostanza, lascia le cose immutate. L’azienda è unica ma ha due direzioni, una a Perugia e una a Terni, le Asl sono due , ma hanno sedi distaccate a Città di Castello e a Foligno, gli enti intermedi di secondo livello spariscono, ma al loro posto spuntano come cavallette agenzie regionali che si occupano “di tutto e di più”.
E, al momento, è questa la strada che riscuote maggiore consensi, come temono Idv, Sel e una piccola parte del Pd. La ragione l’ha ricordata il senatore Brutti : Questa classe dirigente dell’Umbria è vissuta all’ombra di questo sistema, che ha creato e che difficilmente smonterà. E con il possibile stop alla riforma dell’Umbria, tramonta anche l’ipotesi di un nuovo rimpastino di giunta, chiesto, sottovoce, da chi, dentro il Partito Democratico, pensa che, nel mezzo delle turbolenze giudiziarie, “bisognerebbe dare un segnale rinnovando anche gli uomini”, facendo entrare personale “più giovane e fresco”.
La vera posta in gioco per la Marini è quindi la scelta tra conservazione “camuffata” da riformismo e riformismo “vero” che cancella la conservazione. Per il momento la Presidente sembra averne la volontà, ma non la forza.

Consiglio regionale, insediata la commissione di inchiesta antidroga

15 giugno 2011

Maria Rosi

Il presidente del Consiglio regionale, Eros Brega, ha insediato oggi, nella Sala Carsulae di Palazzo Cesaroni la Commissione d’inchiesta che dovrà occuparsi di “Tossicodipendenze, mortalità per overdose e fenomeni correlati” in ambito umbro. L’organismo consiliare, istituito dall’Assemblea legislativa il 22 febbraio scorso, è composto dai consiglieri Paolo Brutti (Idv), Vincenzo
Riommi (PD), Maria Rosi (Pdl), Damiano Stufara (Prc-Fds) e Franco Zaffini (Fli). Dopo aver espletato le formalità di rito e augurato buon lavoro ai consiglieri, Eros Brega ha lasciato la presidenza provvisoria della Commissione al consigliere anziano Paolo Brutti che ha proposto, con il parere favorevole degli altri commissari, di aggiornare la seduta a lunedì 20 giugno, per procedere alla elezione del presidente e del vicepresidente, e per discutere delle prime indicazioni di lavoro.

Brutti interviene sulla galleria di Casacastalda

4 novembre 2010

Paolo Brutti

“Com’era facile prevedere la cosiddetta ‘cattura di valore’ per finanziare la Perugia-Ancona ha catturato quattro mosche”. Paolo Brutti, consigliere e segretario regionale dell’Italia dei Valori, esamina i conti della società Quadrilatero Marche-Umbria, stamani all’esame della II commissione di Palazzo Cesaroni. “Alla fine della fiera – spiega Brutti – gli errori della precedente gestione costano all’Umbria dodici anni di ritardi, sempre che non avvengano altri inconvenienti. Fossero stati stipulati contratti seri, con clausole serie, avremmo potuto beneficiare di penali ed esercitare il diritto di rescissione nei confronti del general contractor a cui sono stati appaltati i lavori della Flaminia. Ora – insiste – si aggiunge il problema della galleria di Casa Castalda, in procinto di tornare all’Anas dopo tre anni di battaglie legali, il che significa altri interminabili tempi di attesa per l’assegnazione dei lavori. E non oso pensare al caos che produrrebbe un traffico elevato di tir senza il completamento della galleria”. Secondo Brutti, l’unica soluzione è “affidare al general contractor la galleria in questione, essendo già titolare del lotto precedente e di quello successivo, ricorrendo alla formula dell’integrazione, evitando la trafila di bandi e gare d’appalto. Il tutto, naturalmente, con condizioni chiare, scritte nero su bianco”