Posts Tagged ‘camillo’

LA TONACA MANCANTE

30 novembre 2016
massimo-capacciola

Massimo Capacciola

“Sparita l’ultima tonaca, l’universo svanirà nel nulla.”

(G. Bernanos)
Quando penso alla figura del sacerdote cattolico, il pensiero corre ad una figura austera, pensosa ma aperta ad un sorriso accogliente, una specie di parente virtuale cui, una forma di discrezione e timore reverenziale, impedisce di abbracciare in tono confidenziale, ma che tuttavia intuiamo essere ispirato da un gratuito spirito fraterno. La Chiesa infatti, nel corso dei secoli, ha consentito che il delicato servizio pastorale fosse riconoscibile e quindi accolto dai cristiani con sincera  apertura e gratitudine proprio anche in virtù di una indiscussa visibilità: la forma era sostanza.
Lo è ancora?

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Case agli extracomunitari, “Peppone e Don Camillo” a Tuoro sul Trasimeno 2

30 agosto 2012

Vittorio Sgarbi

Netta presa di posizione di Vittorio Sgarbi su IL GIORNALE

“…In prossimità della Chiesa, dove sarebbe stato saggio, dopo l’abbattimento di un tristo edificio, lasciare lo spazio vuoto per una piazza, l’amministrazione  comunalele ha iniziato, in migliori forme, la ricostruzione dell’edificio abbattuto. Non so se si possa tornare (more…)

Case agli extracomunitari, “Peppone e Don Camillo” a Tuoro sul Trasimeno

28 agosto 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

L’articolo del 24 agosto, pubblicato sul Corriere dell’Umbria dal titolo “ex casa Cardinali” ecc., l’articolo del 24 agosto, pubblicato su “La Nazione” dal titolo “Lo scempio più grande dal (more…)

Libero: “Togliete i libri alle donne e torneranno a far figli”- Ipse Dixit.

5 dicembre 2011

di Viviana Picchiarelli

Viviana Picchiarelli

Va bene, pare che l’articolo sia ironico. D’accordo, non si tratta di un consiglio, bensì di un dato statistico, guarda un pò, riportato solo alla fine dell’articolo firmato da Camillo Langone sulle pagine del quotidiano di Belpietro del 30 Novembre.

Un articolo volutamente provocatorio, un intervento a gamba tesa in cui è stato messo in evidenza il legame tra la scolarizzazione femminile e il calo delle nascite. Fonte autorevole di suddetta conclusione è la ricerca condotta dalla Harvard Kennedy School secondo la quale le donne con più studi ed educazione sono più facilmente nubili mentre le donne con meno educazione sono quelle che fanno più figli. Concorda anche il ministro dell’educazione inglese Wallace, dicendo che più istruzione femminile superiore si traduce con meno famiglie e meno figli.

La conclusione del Langone, dopo aver peraltro parlato di stretto legame tra culle vuote e barconi pieni di immagrati, è più o meno questa: togliete i libri alle donne e faranno più figli. Riaprire i reparti di maternità chiudendo qualche facoltà.

Queste le mie personalissime considerazioni in materia (da accanita lettrice):

1) fare figli non può essere una mera questione fisiologica, la logica del “si è donne quindi si devono mettere al mondo dei figli” è deleteria. Non siamo tutte in grado di e predisposte a.

2) fare figli deve necessariamente essere una presa di coscienza consapevole. I figli non chiedono di venire al mondo, per questo meritano rispetto ancor prima di nascere. Rispetto che prima di tutto si deve tradurre in piena coscienza e accettazione dell’enorme impatto che la nascita di un figlio ha sulla vita e del singolo e della coppia.

3) i figli non si fanno se:

a) si sta insieme da anni, il rapporto fa acqua da tutte le parti e allora si pensa bene di mettere una toppa con l’illusione delinquenziale di salvare in extremis un legame che va troncato caricando di responsabilità un essere di 2-3 kg.

b) si rincorre la moda dell’”accasamento” perché così fanno tutti o, peggio, la cerchia dei nostri amici. Non sia mai che si rimanga indietro. Lo stesso dicasi per i matrimoni. Ma questa è un’altra storia.

c) si pensa di “depositarli” presso nonni, parenti, baby sitter e affini. Direte voi, e il lavoro? Ci si organizza. O l’uno o l’altro, almeno nei primissimi anni di vita. O si fa un passo indietro nella professione. Non si può avere tutto. Anche perché tanto non ci si riesce. Quindi sarebbe quanto meno opportuno che la priorità venisse data ai figli se si decide di metterli al mondo.

4) i figli non sono:

a) scusa per “vacanze prolugate” grazie all’istituto della maternità anticipata

b) escamotage per procrastinare contratti lavorativi in scadenza

c) alibi per non separarsi

d) strumenti di ricatto tra ex-coniugi

e) pungiball per frustrazioni, rancori, rimpianti e rivendicazioni di genitori incapaci di scindere se stessi dal ruolo che rivestono

Detto questo, sarà poi vero che il troppo leggere abbia reso le donne meno inclini al concepimento? Fermo restando che non ero a conoscenza della natura anticoncezionale delle pagine scritte, direi che se fosse vero, considerando la deriva a cui stiamo assistendo, forse noi donne abbiamo sbagliato libri. Se il troppo studio ci ha condotto a pessimi risultati quantitativi e qualitativi sarà il caso di ritornare a scuola. Seriamente, però.