Posts Tagged ‘capoccia’

PERUGIA, BRUTTURA EDILIZIA DISTRUGGE IL PAESAGGIO MEDIEVALE

21 febbraio 2014

san bevignate panoramadi Vanni Capoccia

La monumentalità della perugina chiesa templare di san Bevignate (NELLA FOTO A SINISTRA), iniziata verso il 1256 e conclusa intorno al 1262, certifica l’importanza dell’insediamento dell’Ordine; dovuto probabilmente alla ricorrente presenza in città della Corte papale nella quale i dignitari dell’Ordine rivestivano rilevanti incarichi.

È una delle più importanti e affascinanti chiese templari d’Europa, ospita affreschi di notevole (more…)

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QUANDO PERUGIA RICHIAMO’ IN PATRIA LE SUE ECCELLENZE.

10 giugno 2013

dI Vanni Capoccia

Perugia alla fine del ‘400 fece quello che non sa fare l’Italia d’oggi: richiamò in Patria due sue intelligenze. Il Comune offrì all’umanista perugino Maturanzio, allora all’Università di Venezia, di riprendere l’insegnamento nello Studio di (more…)

Omaggio ad Aldo Capitini, l’inventore della marcia della pace.

7 gennaio 2013

di Vanni Capoccia 

Quando si pensa al non violento Aldo Capitini il primo pensiero che viene è la “Marcia della

Aldo Capitini

Aldo Capitini

Pace Perugia Assisi” da lui inventata. Ma è una visione riduttiva. Capitini è stato una personalità grande e complessa del ‘900 italiano. Figlio del campanaro del Comune di Perugia riuscì a laurearsi a Pisa ed a diventare il segretario della Normale. Non un impiegato: Il Segretario. Posto che perse per non aderire al fascismo. Tornato a Perugia, Capitini visse di lezioni private e continuò la sua attività d’antifascista che gli costò privazioni, persecuzioni e galera. La sua stanzetta nel Palazzo dei Priori divenne un punto di incontro. Una vera e propria oasi di libertà, come la chiamò Mario Spinella, per tutti i più importanti antifascisti italiani. Calamandrei, Calogero, Ugo La Malfa, Bobbio, Franco Fortini, Giaime Pintor, i Rosselli… (more…)

Meredith, assolti Amanda e Raffaele

4 ottobre 2011

di Vanni Capoccia

Il processo Meredith è finito e speriamo che finisca anche l’indegna gazzarra che i media hanno

Meredith

organizzato intorno ad esso. In questi giorni a Perugia i giornalisti mai hanno esercitato il diritto di cronaca ma, trasformando un processo in uno spettacolo da circo, il diritto all’inciviltà, alla volgarità ed alla prepotenza. Una mancanza di rispetto verso una città, verso giudici che avrebbero dovuto emettere la sentenza senza pressioni mediatiche e psicologiche, verso l’ansia di genitori che avevano i figli in carcere e, soprattutto, verso Meredith una ragazza morta ammazzata a Perugia la città che aveva scelto per studiare. I cui familiari, con il loro intenso e composto dolore, sono una lezione per tutti.

Perugia, Presentazione del libro di poesie di Walter Cremonte “RESPINGIMENTI”

18 maggio 2011

Associazione “Vivi il borgo” – Human Beings – Società Mutuo Soccorso di Perugia

 Rimpatriati, ma cosa vuol dire, se uno una patria proprio non ce l’ha, ritorneremo nel nulla dove non siamo mai stati

con Walter Cremonte, Ombretta Ciurnelli e Paolo Ottaviani

Frammento teatrale di Danilo Cremonte

Introduce Vanni Capoccia

Perugia, “Sala Miliocchi”, Corso Garibaldi 136

Sabato 21 maggio 2011 ore 17.30

Seguirà cena di solidarietà per BAOBAB Infermerie Dino Frisullo ed Enzo Baldoni  in Mali

Per rimanere a cena telefonare a Primo Tenca 075 5732015

UNA DONNA E’ STATA LAPIDATA IN ITALIA

6 ottobre 2010

Mentre molti palazzi pubblici hanno appeso alle loro mura il volto della donna che il regime iraniano vuol lapidare: Sakineh. In Italia è stata lapidata dal marito pachistano la moglie, colpevole di difendere la figlia che rifiutava il matrimonio combinato. Colpevole di non voler che sua figlia fosse un oggetto nelle mani del padre. Mi sembra che di fronte alle violenze familiari contro le donne immigrate le donne siano come bloccate?  Sembrano incapaci di provare una rivolta emotiva? Di sentire la rabbia necessaria? Di sentire sul loro corpo di donna il lancio dei sassi che hanno colpito un’altra donna?

Vanni Capoccia

Commento: Sono veramente colpita dall’insensatezza di certe compagne che in nome della differenza culturale giustificano anche queste cose.
Occorre promuovere una battaglia culturale per snidare certe pratiche. Occorre una condanna sociale fermissima di certi mariti, fratelli, madri, sorelle,  aguzzini,  ed istituire un sussidio per le donne che denunciano queste pratiche e decidono di ribellarsi e di tutelare i propri figli…

Rosa – Perugia