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LIBRI. Tribunale di Milano: “Falce e Carrello” torni sugli scaffali delle librerie

13 febbraio 2012

Bernardo Caprotti,  ad ottobre si è dimesso da presidente del gruppo Esselunga, sostituito da Vincenzo Mariconda. Ma la sua battaglia è andata avanti, e il nuovo round giudiziario gli rende onore: la prima sezione civile della Corte d’Appello di Milano ha infatti ordinato la sospensione dell’esecutività della sentenza di primo grado. Il libro, per ora, può tornare liberamente sul mercato in attesa della decisione di secondo grado, prevista in primavera. Nell’ordinanza, firmata dal giudice Giuseppe Patrone, si legge che la sospensione della distribuzione è indicata come «un provvedimento cui non sembra agevole, per l’ attualità degli effetti, negare una sostanziale valenza di sequestro e censura». La battaglia giudiziaria, infinita, andrà però ancora avanti: con l’anno nuovo arriveranno le sentenze d’Appello a Milano e di primo grado della causa con Coop Adriatica, dopo che l’ex patron di Esselunga ha già avuto la meglio contro Coop Liguria e Coop Estense, i cui rispettivi ricorsi sono stati respinti.
Per ora “Falce e Carrello” torna sugli scaffali delle librerie.

fonte: http://www.qelsi.it

PERUGIA – IL THE END DI “CALCE E CARRELLO”

12 ottobre 2011

UN’ATRA IDEA DI CITTA’ E’ POSSIBILE?

di Ciuenlai

Chiude una grande catena di elettrodomestici ed elettronica di via Settevalli. Non è la prima in quella zona zeppa di super ed ipermercati. Altri tre magazzini di altre tre grandi catene avevano abbassato le saracinesche, sempre in quel quartiere. La cosa fa il paio con la vicenda dei palazzoni sequestrati a Ponte San Giovanni. Edilizia e commercio non possono mai rappresentare il principale volano di sviluppo di un territorio. Perché, soprattutto al tempo della crisi e del ridimensionamento del pubblico impiego, rischiano di lasciarlo in mutande. E’ una semplice considerazione che chiama in ballo la politica “Calce e carrello”, seguita dal Comune di Perugia negli ultimi 15 anni. Chiama in ballo l’assessorato all’urbanistica che annuncia la costruzione di due nuovi quartieri e progetti edilizi e commerciali che, per il loro volume, farebbero storcere la bocca perfino al Consiglio Comunale di New York. Le conseguenze sono quelle che vediamo tutti i giorni : chiusure di attività commerciali e una marea di invenduto nell’edilizia. Cose che, notoriamente, favoriscono speculazione e riciclaggio. Fenomeni, di fronte ai quali, poi sorprendersi è come versare lacrime di coccodrillo. E allora; non è forse venuto il momento di fermarsi e ripensare Perugia? Non è forse venuto il momento di costruire un progetto alternativo di città, fondato sull’innovazione, la riscoperta dell’artigianato e il recupero edilizio, chiamando tutte le forze sane del capoluogo, a partire dalle Fondazioni bancarie, a parteciparvi? Una cosa è sicura; se si vuole fermare il degrado bisogna cambiare musica e alla svelta.