Posts Tagged ‘casini’

E IL COCCOGRILLO COME FA? PARODIA SULLE ELEZIONI 24/25 FEBBRAIO 2013

26 febbraio 2013
Costanza Bondi

Costanza Bondi

di Costanza Bondi

Un dato di fatto è certo: vince la protesta, sia con le percentuali ottenute da Grillo che con quelle dell’astensione. Altra certezza: gli italiani hanno cassato i relativismi di parte, rispedendoli chi alla finanza e chi alla magistratura, chi a “fare” invece che a millantare e chi in (more…)

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FINI: BERLUSCONI NON HA PIÙ REGOLE

19 febbraio 2013

SONY DSCdi Elena Testi

Sarà la sala gremita di gente a togliere l’aria ai polmoni. Sarà quella stanzetta da cinquanta posti a essere claustrofobica. Quella stanzetta prenotata dopo un flop pazzesco ad Agrigento. Quella stanzetta all’Hotel Brufani di Perugia, noto ai più per essere il luogo della non storia da dove (more…)

Elezioni 2013 – LA SINDROME DEL 92

8 febbraio 2013

di Ciuenlai

L’impressione che questa, come quella del 1992, sia una legislatura di passaggio, si va facendo sempre più strada tra gli osservatori politici. Gli ingredienti ci sono tutti : basso tasso di credibilità della classe dirigente dei principali partiti, alto tasso di conflittualità dentro e fuori le coalizioni, uso delle contraddizioni come gioco delle parti. Facciamo un piccolo riassunto : (more…)

ELEZIONI 2013: LA VITTORIA PAREGGIATA

28 gennaio 2013

di Ciuenlai

Le simulazioni sondaggistiche di oggi dicono che al Senato il centrosinistra potrebbe avere 140 seggi, Monti e soci una venticinquina. Insieme farebbero quello striminzito 51% che Bersani vuole usare come il 49%. In giro, nel mondo che conta, c’è ancora voglia di Gross Coalition. Le doverose inchieste della magistratura stanno dando una involontaria mano a risistemare i conti. E (more…)

IL CIRCO BARNUM DEI POLITICI ITALIANI

23 gennaio 2013

In questo inizio di campagna elettorale scendono in campo i “pagliacci” di ogni schieramento politico. Clown di un sistema che tassa e spende ben oltre metà del reddito nazionale pronti a giurare il taglio o l’eliminazione di questa o quella imposta. Persino Monti, dopo aver portato il carico tributario ad un livello mai raggiunto prima, sta raccontando che è possibile invertire la (more…)

Monti primo dittatore finanziario della Storia

21 gennaio 2013

di  Magdi Cristiano Allam

Per la prima volta nella Storia dell’Europa e della Democrazia un esponente politico rivendica la guida del Governo dello Stato, dà vita ad un proprio partito, partecipa attivamente alle elezioni ma rifiuta di sottoporsi al voto dei cittadini. Persino Hitler e Mussolini assunsero il (more…)

I CATTOLICI HANNO MOLLATO MONTI O MONTI HA MOLLATO I CATTOLICI? ENTRAMBE LE COSE

14 gennaio 2013

Scena prima, Cagliari.

Giorgio La Spisa è assessore al Bilancio della giunta berlusconiana in Regione Sardegna. Ex Forza Italia, cattolico, iscritto alla Fraternità di Comunione e Liberazione. Annuncia lo strappo dal Pdl e la candidatura nella Lista Monti. Capolista al Senato. Tante grazie all’eurodeputato Mario Mauro, (more…)

POLITICA: ANCORA TU? MA NON DOVEVAMO RIVEDERCI PIU’?

3 gennaio 2013

Chissà perché nella mia mente continua a tormentarmi l’ idea che i miei connazionali si stiano facendo prendere in giro un’ altra volta! Dunque, circa tredici mesi fa avevamo un governo eletto dal popolo italiano. Governo che stava scomodo a molti, non tanto perché di centro destra, ma perché guidato da una persona che stava sui calli a molti, anzi a moltissimi! È stato fatto di tutto per delegittimare il volere del popolo. A partire dalla guerra scatenata dalle procure, dal gossip (more…)

SIAM MICA VENUTI QUI PER CAMBIARE QUALCOSA!

11 dicembre 2012

di Ciuenlai

L’uscita del cavaliere è stata utilizzata per una gigantesca opera propagandistica a favore di Monti. Il professore era in caduta libera in tutti i sondaggi. La ragione è semplice; le cifre e i fatti parlano per lui e raccontano di un sonoro fallimento su tutta la linea (debito pubblico su, pil giù, (more…)

Per il rinnovo del Parlamento nel 2013 La Destra presenterà proprie liste anche in Umbria

8 dicembre 2012
Stefania Verruso

Stefania Verruso

di Stefania Verruso  – segretario regionale de La Destra Umbria

Le incertezze che hanno scosso il centrodestra – dopo il tormentone primarie, comitati, ex An, scissioni e ora l’imminente ritorno di Berlusconi – sia a livello nazionale che umbro, non riguardano in nessun modo il partito de La Destra. Gli uomini e le donne del segretario Francesco Storace sono pronti per la prossima tornata elettorale con un programma, con proprie liste e con le idee ben chiare su valori, giudizio sul Governo Monti e rilancio del Paese. Una realtà questa anche per la sezione dell’Umbria. A noi interessa il futuro dell’Italia post-Monti, un governo che in un anno ha messo in ginocchio cittadini, famiglie e (more…)

UN ANNO DI INUTILE MACELLERIA SOCIALE

8 dicembre 2012

Il patto è rotto, l’accordo mai ufficializzato tra Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano non ha retto. Berlusconi aveva abdicato in cambio di impegni ben precisi da parte del capo dello Stato, ed in nome di questi impegni aveva pure, obtorto collo, assicurato piena stima e attestati di (more…)

BERLUSCONI : IL RITRATTO DI DORIAN GRAY

7 dicembre 2012

riceviamo e pubblichiamo

di Ciuenlai

Sono diverse le canzoni che possono essere accostate alle recenti mosse dell’agonizzante Berlusconi. “Desperado” degli Eagles, “Salviamo il Salvabile” di Edoardo Bennato, “Ancora tu” (more…)

LA POLITICA IN ITALIA …. UNA SCIMMIA IMPAZZITA

19 novembre 2012

di Roberto Corcione

Gli eventi politici negli Stati Uniti , con la vittoria di Obama, che si voglia ammetterlo o no, ci hanno regalato un autentico spettacolo di “fair play” politico, peraltro autentico, non (more…)

LE NOVITA’ DEL NUOVO GOVERNO DEL PD : “MONTI PASSERA E FORNERO”

10 novembre 2012

di Ciuenlai

Il povero Bersani non sa più che inventarsi per non farsi sfilare la poltrona di Primo Ministro. Dopo aver promesso a Mario Monti il posto di Napolitano, adesso cerca di rassicurare il colle e i (more…)

La farsa delle “false” elezioni QUANDO LA TROKA RIELEGGE MONTI E “TROMBA” BERSANI

23 luglio 2012

di Ciuenlai

Quelli che fino ad alcuni giorni fa, se gli parlavi di elezioni anticipate “mettevano mano alla pistola” (Casini, Letta, Veltroni, D’Alema, Cicchitto e compagnia brutta), ieri si sono svegliati (more…)

SUL PRESIDENZIALISMO IL PDL HA FRETTA, BERSANI E CASINI NICCHIANO

31 Mag 2012

La palla è in campo ma ancora non è chiaro se e chi è disposto a giocare la partita. La proposta del Pdl c’è, dall’altra parte dopo il refrain “è tutto un bluff” qualcosa si muove. Ma almeno per ora siamo ai tatticismi. La linea tracciata dal Cav. e da Alfano segna lo spartiacque del capitolo riforme: adesso nessuno può bipassare il confronto sul presidenzialismo. Bersani apre con (more…)

CARO PD NON METTERCI NEI “CASINI”

10 Mag 2012

di Ciuenlai

E so’ de coccio. Gli oligarchi del Pd, un giorno si e l’altro pure, l’unica cosa che hanno da dire sulla drammatica situazione in cui viviamo, è “Ti prego Casini vieni con noi”. E giù una paccata di interviste by Bersani, D’Alema, Veltroni, che dal repartino di geriatria politica continuano a rilanciare l’accordo con l’isola che non c’è, quella dei moderati. Sarà ora di produrre un progetto serio di alternativa di sinistra perché il tempo stringe. La Grecia è andata, tra un anno andrà la Spagna e poi toccherà all’italia. Se lasciamo fare la politica dei ricchi a Merkel, Barroso, Monti e compagnia parlando, saranno guai seri per noi e i nostri figli. Non metteteci nei Casini , abbiamo altri Grilli per la testa.

PDL: SI CAMBIA, BERLUSCONI VUOLE ANDARE A VOTARE!

9 Mag 2012

E’ iniziata l’attesa rivoluzione del PdL, si sapeva che sarebbe cambiato qualcosa dopo le amministrative ed infatti tra poche ore verranno ufficializzati cambiamenti epocali.  Berlusconi sta riprendendo in mano il partito e la leadership, vuole il cambiamento e per prima cosa preferisce andare a votare che continuare nell’autodistruzione dell’appoggio a Monti. Sulle elezioni ad ottobre si spacca il partito: da una parte Verdini, la Santanché, gli ex An e persino l’ex ministro Fitto premono per le elezioni, per il recupero di un’azione politica autonoma rispetto all’UDC, per un appoggio critico al governo, bocciando ulteriori tasse. Dall’altra Alfano ed i suoi fedelissimi, come Lupi ma anche Cicchitto, ritengono il voto una jattura, spingono per l’ABC ed il recupero persino di Fini!  L’elettorato ha dato una sonora risposta ad Alfano; o cambia politica o si deve fare da parte. Alcune fonti di stampa riferiscono che Berlusconi ieri ha fatto una riunione segreta con quello che sarà il nuovo team: La Russa e Verdini, gli ex ministri Gelmini, Brunetta, Rotondi, il capogruppo al Senato Gasparri, Crosetto e Corsaro. La regola aurea e mai smentita in politica è che il vincitore delle Amministrative sarà lo sconfitto alle Politiche.

Finalmente Fini si dimette? forse che si…forse che no

25 aprile 2012

Nei giorni scorsi ho scritto in un tweet di “impedimenti istituzionali. Non dico che Fini deve dimettersi, ma è chiaro che l’incarico istituzionale lo blocca. Deve tornare in campo con un ruolo centrale, essere lui a guidare l’innovazione, non Casini. A settembre deve valutare l’ipotesi delle dimissioni da presidente della Camera”, ha dichiarato Fabio Granata, esponente di Futuro e Libertà, ai microfoni della Zanzara su Radio 24. “Il mio leader è Fini, e comunque non c’è bisogno di un nuovo partito, bastano quelli che ci sono che fanno un’alleanza. Io non sono nato democristiano e non voglio morire democristiano. Noi siamo incompatibili con le logiche del vecchio centrodestra“.

Commento di Vito Schepisi da “Il Libero Pensiero”: Basterebbe una semplice riflessione per comprendere che in questa fase politica siano spariti sia Fini che il suo partito. La ragione è che non contano niente. Sono fuori gioco. Al massimo possono unirsi o meno alle strategie degli altri. Per dirla facile sono del tutto inutili! Sarà per questo che, come le serpi più aggressive, reagiscono nervosamente al movimento degli altri. L’altro ieri Bocchino ci fa sapere d’essere disposto a spartirsi le istituzioni col PD, rispolverando Prodi per la Presidenza della Repubblica. Ieri, invece, ha ripreso quota il disimpegno di Fini dalla Presidenza della Camera, per dedicarsi al suo partito. Un atto, quest’ultimo, che da essere dovuto, per le tante ragioni che si conoscono, tra cui l’evidente indegnità, diventerebbe una carta da giocare per manifestare la priorità, per Fini, dell’impegno politico sulla poltrona che occupa.

OPERAZIONE SALVACASTA – TERZA PUNTATA – IL RICICLO

21 aprile 2012

di Ciuenlai

Riassunto delle puntate precedenti. Il Governo di Monti, l’impiegato dei banchieri, con il Placet e la sponsorizzazione del Capo dello Stato, ha stretto un patto con l’attuale classe politica : “Voi mi lasciate mano libera nel campo dell’economia e della riorganizzazione sociale (obbiettivo trasformazione dei paesi mediterranei nell’Asia d’Europa con bassi salari, fine del welfare e nessun diritto) e io vi garantisco la possibilità di studiare prima e di mettere in pratica poi i provvedimenti che vi permetteranno di sopravvivere allo “tsunami” dell’antipolitica. E l’operazione “Salvacasta” ha avuto subito inizio con le proposte di riforma costituzionale e, soprattutto della legge elettorale, costruite per fare in modo che nessuna forza alternativa possa disturbare il potere dei manovratori e con la difesa a spada tratta dei rimborsi elettorali che sarebbero pubblici, ma che invece, abbiamo scoperto, essere destinati a soddisfare piccole e grandi esigenze private, alle quali è difficile rinunziare. Adesso va in onda la terza puntata, quella del riciclo. Si comincia a parlare di svolte epocali, di partiti, formazioni e di movimenti nuovi, di cose che sconvolgeranno l’attuale realtà politica. Insomma “le armi segrete che cambieranno in corso della guerra, ci sono: tie!”. Invece cambieranno solo i nomi sulle targhette d’ingresso, ma gli interpreti resteranno gli stessi, con le stesse idee, con lo stesso modo di utilizzare la cosa pubblica a loro favore. E così Berlusconi in omaggio a Lavitola lancerà “Avanti Italia” con Montezemolo, sognando (la) “Passera”, Casini il partito dei “Mari e Monti” corteggiando (il) Passera e Bersani che non lancerà niente. Cambierà solo un accento : Il Pd? “Passerà”.

CARLO GIACCHE’: AHI, BETTINO, QUANTO CI MANCHI !

15 aprile 2012

Carlo Giacchè

La Lega è sotto scacco come giusto che sia. Ricordo, senza rancore, ma per la storia, l’accanimento dei primi leghisti contro Bettino Craxi e gli slogan forcaioli -cappi compresi-di quei tempi. La disgrazia della Lega è quasi la fortuna della Margherita, saccheggiata dal suo ex amministratore Lusi, espulso dal PD a cose fatte. Lo scandalo rutelliano è finito in secondo piano ma Rutelli, altro forcaiolo che voleva Craxi in galera, continua a fare la vittima, si atteggia a derubato, dimentico dei 900mila € che Lusi ha dato alla sua fondazione politica. Delle due l’una: o non sapeva nulla e allora c’è quantomeno da diffidare di uno che si fa sfilare sotto gli occhi 13 milioni di euro (+ forse altrettanti) oppure sapeva e conniveva. Comunque è difficle che “non potesse non sapere”. Con questa formula CRAXI venne lapidato e costretto all’esilio. Toccherà la stessa sorte al giocondo Rutelli? Quanto a Vendola, quello con l’orecchino, dopo aver fottuto noi socialisti postmoderni, insiste nel moraleggiare pur avendo a fianco uno scandalo mostruoso, quello della sanità pugliese con a capo l’ex PD (ridagli…) sen. Tedesco e la sua corte di maneggioni alle spalle della salute pubblica e in barba alla sana amministrazione della cosa pubblica. Il caso Penati (PD, ridagli…) è scivolato nelle ultime cronache nonostante la colossale truffa che da sola è pari a metà di tutta tangentopoli. Il pulpito dei maestri moralizzatori trema ed è prossimo al crollo. Noi socialisti che troppo spesso li abbiamo puntellati, in varie parti d’Italia, non ne trarremo alcun vantaggio, perchè siamo quasi invisibili, con Nencini segretario misteriosamente silente, sperandosi in una futura ricompensa elettorale in vista di una possibile riforma. Ci regaleranno uno sbarramento al 4/5% (ma noi siamo – Umbria esclusa – praticamente all’ 1 – 1,5%, dunque? Allora ci daranno (forse) un misero diritto di tribuna in Parlamento e questo già piace a qualcuno che pensa occupare quello scranno. La politica, nel suo insieme, viste le isterie e la demagogia dell’IDV, l’ignavia dell’UDC (con Casini che studia da presidente della Republica e va a spasso con tutti), la confusione totale del PDL, la paralisi del PD, la politica dicevo è “a bestia”! Indisturbato scorrazza Monti che fa le “riforme” saccheggiando le tasche di chi lavora, aumentando il numero di chi non lavora, massacrando pensioni, stato sociale, sviluppo, impoverendo quelli già poveri tagliando su tutto meno su ciò dove dovrebbe tagliare. E’ un gran casino: il buon senso, l’intelligenza latitano. L’ossessione antiberlusconiana ha tolto alla sinistra ogni capacità di analisi e di proposta. Siamo nelle mani di Dio. Ma tutti noi possiamo comunque fare qualcosa. Per fortuna ci sono i “moniti” di Napolitano: sembrano però messaggi dei marziani, lanciati da uno arrivato in Italia solo ieri e che invece è da sei anni Presidente della Repubblica e da decenni in primari ruoli politici di governo e di opposizione. Poi dicono, forse è vero, che siamo un popolo di furbi, imbroglioni e paraculi. Sarà anche vero e forse è per questo che esprimiamo una classe politica conseguente, con rarissime eccezioni che però non hanno voce e dunque seguito. Per quelli che non vogliono arrendersi a tutto ciò, la battaglia si fa durissima.

Carlo Giacchè

Si fa strada un partito trasversale dove lo sconforto è sempre sul punto di sfociare nell’ira sociale?

15 aprile 2012

Mentre le famiglie italiane pensano a come difendersi sul fronte settentrionale dall’Imu, su quello meridionale dalle addizionali Irpef, su quello occidentale dall’Iva (che sferrerà il suo attacco- pare- fra qualche mese) e si rassegnano all’idea di rinunciare, la domenica pomeriggio, alla gita fuori porta per ripiegare sui capelli color mogano di Giletti, mentre i nonni e le vecchie zie, memori di epopee belliche, covano il progetto di ficcare quattro galline da uovo sul cortile condominiale per la sopravvivenza dei nipoti, si resta attoniti di fronte alla mediocrità della politica e di molti amministratori dalla mano così adunca, che per un piatto di pregiatissime tagliatelle non hanno problemi a sfidare la galera. Noi, anime candide, se dobbiamo due euro al fruttivendolo siamo capaci di non dormirci la notte. Eppure Scajola russava come un ghiro nella sua stanza con vista sul Colosseo, Emiliano ha riempito la vasca di branzini, scorfani e cozze pelose e quasi è stato tentato dal farci il bagno col tridente in mano, già perché una certa somiglianza con Poseidone ce l’ha. E adesso pare che la questione si estenda a Bossi e a un altro pesce, ancorché d’acqua dolce, il trota. Alcuni anni fa con un referendum gli italiani avevano bocciato il finanziamento pubblico ai partiti aprendo la prospettiva di un sistema all’americana dove i fondi vengono reperiti attraverso sottoscrizioni private. Poi la politica ha introdotto i famosi rimborsi elettorali sui quali qualcuno ha pensato bene di lucrare. Morale: i partiti sembrano aver perso credibilità e, al di là dell’ufficialità delle appartenenze, si fa strada un partito trasversale dove lo sconforto è sempre sul punto di sfociare nell’ira sociale. Significativa è stata l’ invettiva di un operaio che nella trasmissione di Santoro, ha mandato tutti a quel paese scompigliando i boccoli del conduttore e i baffi ineffabili di Ruotolo. Ci sono dunque oggi due fazioni: gli optimates (che comprende gli agiati delle varie caste, inclusi sindacalisti, giornalisti e politici sedicenti proletari) e i populares (dove militano gli italiani sfiniti dai continui balzelli). Potremmo parlare, in definitiva, di due sovrapartiti, quello dei montagnards e quello degli antimontagnards (per la verità c’è anche quello degli ultramontagnards di Casini, il quale forse un giorno spiegherà dov’è tutto questo amore di Monti per la famiglia italiana). I malumori dei populares sono visibili anche in rete, uno strumento di apparente libertà che non a caso è stato utilizzato dall’antipolitica. Ma ora mi fermo: siamo sicuri che questa strana piazza possa sostituirsi all’areòpago della democrazia parlamentare fondata sui partiti? A me sembra che una certa agorà telematica stia degenerando nella democrazia fognaria. Qualche giorno fa, dopo essermi inserito in una discussione in rete, sono rimasto impigliato in uno scambio di insulti dove i campi semantici utilizzati erano due: quello delle parentele (mamme, zie etc) e quello delle malattie (cancro, infarto, blocco renale) : sono stato anche fortunato perché una anima pia mi ha detto gentilmente che, per quello che scrivevo, non ero degno di considerazione. E allora? Non ci resta che scommettere di nuovo nei partiti, sperando in una nuova generazione di amministratori onesti, auspicando regole certe, e affidarci a giornalisti seri per evitare di essere sommersi da volgari forum e blogger logorroici. Intanto confidiamo nel Padre Eterno.

Enzo Nardi

 

OPERAZIONE SALVACASTA – SECONDA PUNTATA “SODDISFATTI E RIMBORSATI”

10 aprile 2012

di Ciuenlai

“Alfano, Bersani e Casini trovano l’accordo” sulle nuove norme per la trasparenza dei bilanci dei partiti. A parte i contenuti dell’intesa che lasciano le cose esattamente come stanno, come mai questa fretta solo adesso? Come mai, infatti, questa fretta non c’è stata quando Penati (che a differenza del Trota non si è ancora dimesso) veniva indiziato di finanziamento illecito? E come mai la vicenda Lusi della Margherita, pur avendo le accuse contenuti simili, non lo stesso rilievo di quella della Lega? E come mai le vicende delle varie case di Montecarlo e di Roma sono state archiviate nella rubrica “a loro insaputa”? E come mai non è successo niente dopo le decine e decine di inchieste che hanno coinvolto esponenti di tutti i partiti della maggioranza? Già, come mai. Perché la vicenda Lega è una manna caduta dal cielo. Oggi dietro alle presunte malefatte di Bossi e soci , una classe politica che ha fatto e dichiarato fallimento con il Governo Monti, può nascondere i suoi tanti “precedenti”. Anzi addirittura ci si può tirare su anche un po’ di propaganda a buon mercato, cercando di apparire come i salvatori della patria, come quelli che, istituendo nuove regole, ci liberano dai ladri di rimborsi elettorali. Di quei rimborsi che loro continuano lautamente a prendere. Dopo la proposta di legge elettorale (il superporcellum), va in onda il secondo tassello del serial “operazione salvacasta”. Titolo della puntata “soddisfatti e rimborsati”.Volete sapere il terzo? La giustizia al grido di “salvate il saldato Berlusconi”.

 

NOTIZIE DALLA CRISI 3 – LA CRESCITA… DEI PAGAMENTI, IL MERCATO DEGLI SCHIAVI E I CASINI DI CASINI

28 dicembre 2011

di Ciuenlai

 Promemoria per il Pd 1 – Oggi parte la fase 2. Si parla di aumento delle tariffe autostradali, di rendite catastali vicine ai prezzi di mercato e di prestito forzoso (una roba da 400 miliardi sulle spalle dei contribuenti). Dice che sono provvedimenti per la crescita (?). Alla domanda “E di che?” il portavoce del Governo avrebbe risposto “dei pagamenti da fare”.

Promemoria per il Pd 2 – Dunque la fase 1 d’inverno è stata aumento dell’irpef, dell’iva, dell’Imu e fine delle pensioni, la fase due di primavera sarà ritocco delle tariffe, delle tasse sulla casa e azzeramento dei pochi risparmi rimasti. Nella fase tre d’estate non avendo più niente da aumentare, non avendo più niente da tassare, non avendo più niente da incassare, si sta studiando di passare subito al pignoramento dei mobili. Infine la fase 4 d’autunno pare prevede, finalmente e dopo tanti sacrifici, la riapertura del mercato del lavoro. I sopravvissuti in buone condizioni alle tre fasi precedenti, verranno venduti in piazza e nei mercatini rionali come schiavi, per abbassare lo spread.

Promemoria per il Pd 3 – Casini attacca Berlusconi “Chi ha creato il problema non può essere la soluzione. Giusto! E visto che lui ha fatto pappa e ciccia con il nano dal 1994 al 2008, anche lui fa parte del problema e non è la soluzione.

Commento di Leonella Filippucci

Attualmente nessuno del “transatlantico” è la soluzione….. per il promemoria n.2 si constata la legge di sopravvivenza…non tutti ma solo il più forte

Commento di : Stelio Bonsegna

Caro Ciuenlai, il problema di Berlusconi era solo quello di essere al Governo, quindi inviso alla Sinistra, come il fumo negli occhi, da quando rovinò quel famoso giocattolino da guerra di occhettiana memoria. Danni non ne ha fatti, anzi, il Governo attuale gioca con i risparmi fatti dal suo Governo. La crisi andava affrontata civilmente, come in tutti gli altri stati Europei, mentre in Italia, le opposizioni hanno approfittato per mettersi in vista ideologicamente, ma senza progetti. Non guardiamo poi il tradimento all’interno del PDL, come d’altronde cova anche nell’opposizione. Il risultato è stato: Ognuno per se. Dio per tutti.
Il Debito lasciatoci in eredità dai vecchi governanti, dobbiamo risolverlo con i nostri mezzi, uscendo dall’euro ghigliottina, che ci ha impoveriti all’inverosimile. Ma sopratutto, mandare a casa Monti, prima che faccia dell’Italia, terra bruciata.

MANOVRA E ODORE D’INCIUCIO

7 dicembre 2011

di Ciuenlai

Per far digerire questa manovra ingiusta, iniqua, spostata sempre sui più deboli, il Governo e soprattutto Monti, usano toni apocalittici per far transitare il concetto del “dopo di me il diluvio”. Usano comunicazioni “terroristiche” (dal punto di vista verbale) del tipo : 1) “eravamo sull’orlo del fallimento” 2) “rischiavamo di non pagare gli stipendi…” 3) “potevamo finire come la Grecia” 4) “E’ stata evitata la catastrofe” (notare i tempi dei verbi che tendono a far credere che oggi, solo perché c’è lui e solo se si fa come dice lui, non si fallisce più. Eravamo, non siamo, potevamo ecc.) Il tutto per ottenere due obbiettivi : Il primo immediato; e cioè l’approvazione, senza se e senza ma della manovra, con il consenso rassegnato dell’opinione pubblica imbonita da un bombardamento mediatico a reti unificate sul postulato del “non si poteva fare altro” ; l’altro di prospettiva elettorale; e cioè poter dire tra un anno, sono io il salvatore della patria, per tornare in sella “a grande richiesta” con un governo di coalizione nazionale (stavolta politico) per altri 5 anni. Ma sono Tutte balle!! Il pericolo del default non esiste per la Grecia figuriamoci per l’Italia; Questo è il Governo dei “creditori” che, per non rischiare di andare a fondo, vogliono solo mettere in riga i “debitori”. Il loro scopo è farci pagare non farci fallire. E farci pagare a modo loro per mantenere un determinato ordine sociale. Se no non si capirebbe come mai, a saldi invariati, non si può cambiare il segno della manovra. Purtroppo dobbiamo segnalare che su questa linea si è ormai accomodato e accodato anche il Partito Democratico che, per la paura di essere escluso dai futuri banchetti governativi, ha ormai abbandonato qualsiasi tipo di rappresentanza dei più poveri e dei lavoratori in generale. Anzi minaccia Di Pietro che prova a fare un minimo di opposizione seria ai provvedimenti “lacrime (loro) e sangue (nostro). C’è aria di inciucio in via dei Palazzi. Anche i Socialdemocratici tedeschi hanno concluso il loro congresso lanciando la parola d’ordine della necessità di una profonda redistribuzione del reddito. Oggi, assieme alla difesa dei diritti, è questa la discriminante maggiore e più importante tra sinistra e destra. Ammesso e assolutamente non concesso, che il Pd abbia questa intenzione, con chi pensa di realizzarla? Con Berlusconi, Casini e Fini? Sono loro le nuove frontiere della “moderna sinistra”?

Vittorio Feltri: Perchè con Monti non protesta più nessuno?

Ma dove sono tutti quelli che protestavano durante il governo Berlusconi? ‘Il Popolo Viola non si sente più, gli uomini di Beppe Grillo non aprono più bocca, gli indignati sono scomparsi, anche i sindacati sono praticamente annichiliti, ma in altri tempi avrebbero fatto cortei pazzeschi, raduni a Roma, disordini’.

GOVERNO TECNICO O GOVERNO DELLA BCE?

21 novembre 2011

Questo Governo Tecnico è pieno di conflitti d’interesse, dal primo ministro all’ultimo sottosegretario. Poi, tutti o quasi, antiberlusconiani DOC, ma quello che è più strano è la fiducia incassata da questo Governo Tecnico, dai due maggiori partiti PDL e PD. E’ il caso di dire, “cornuti e mazziati”, questi partiti accodatisi alla santificazione del Primo Ministro Mario Monti. Su tutti i membri di questo pseudo-Governo pesa un marchio di fabbrica, chi del Vaticano, chi del Partito Democratico, chi della BCE, chi di area Prodiana e chi di Goldman Sachs, ecc. ecc. Interessante è stata la presentazione del Programma di Governo, piena di buoni propositi e tante belle parole di contorno, molto attento a non calcare la mano su argomenti chiave, come l’Art. 18, la Patrimoniale, l’Ici, Eliminazione di Privilegi, ma non ha ben specificato quali ed a chi, in quanto argomenti di rottura con i partiti dell’arco, così detto Costituzionale. Ne vedremo delle belle al momento dell’attuazione di tale programma, ma questo interessa poco a questi signori, in quanto a loro interessa un’altra parte del programma, quella delle privatizzazioni e dismissioni. Credo sia il caso di tirar fuori il vecchio detto: “Siamo finiti dalla padella nella brace”. Quello che interessa a tale Governo Tecnico (se così lo si vuol definire) ed il motivo per cui ci è stato imposto in modo antidemocratico, è una parte dei punti della famosa lettera della Unione Europea e precisamente le privatizzazioni. Quello che interessa alla Francia, alla Germania, all’America e perché no anche all’Inghilterra sono i nostri gioielli industriali, come Fintecna, Ferrovie, Rai, Poligrafico e perché no, anche alcune utilissime dismissioni e liberalizzazioni, inoltre a causa della conseguente povertà indotta da questo Governo, vi saranno scorribande Francesi e Tedesche per mettere le mani sulle nostre migliori affidabili Banche (troppo concorrenti alle loro) per un tozzo di pane. Interessanti e significative le parole dell’On. Gianfranco Rotondi: “Nasce una specie di centrosinistra, con fido bancario”, parole sicuramente conseguenti all’eccessiva santificazione del Primo Ministro Mario Monti, da parte del Partito Democratico e da Pier Ferdinando Casini (UDC). Non tutti, nei vari partiti, hanno condiviso questa fiducia in bianco data al Governo Tecnico impostoci, pertanto un pericolo d’implosione interna è latente per tutti, a cominciare dal PDL. Gode Bersani per essere riuscito a dare la sua maggior impronta a tale Governo, cosi detto di Tecnici (suoi). Gode Casini, che oggi più che mai, vede vicina la ricostituzione della vecchia Balena Bianca (la vecchia Democrazia Cristiana). Unica in assoluto l’opposizione (credo molto coerente) della Lega Nord, unica, la quale vede allontanarsi il completamento del tanto agognato Federalismo. C’è chi vede in atto la costituzione di un iciucio da prima Repubblica. Incredibile come sia stata sospesa la Democrazia nella nostra Italia. Nessuno che abbia avuto il coraggio di rispondere alla Merkel e a Sarkozy, come ai burocrati di Bruxelles, che i Governi Italiani vengono eletti dal Popolo Italiano e da esso fatti cadere (Berlusconi, nonostante la sua piccola statura, riusciva a fare ombra alla Merkel ed al piccolo Napoleone Sarkozy). A seguito del caos finanziario, iniziato in America e che ora coinvolge il mondo intero, in Italia non si è trovato di meglio che fare un Golpe. Un Golpe dei Banchieri.

P.S. Un avvertimento al Governo!. Attenzione a non reinserire l’ICI sulla prima casa ed attento alla Patrimoniale. Prima si operi SERIAMENTE sui disonesti Privilegi, poi le Privatizzazioni, le Dismissioni. In ultimo si chiederà, se manca, qualche euro al popolo pecoreccio (solo qualche euro).

Stelio Bonsegna

 

 

UNA MANO DAVANTI E UNA DIETRO, MA NON BASTA!

9 novembre 2011

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Voglio cimentarmi anche io nei commenti affonda-Governo che in queste ore affollano FB. Lo faccio a modo mio, ovviamente. Come sempre. Con una riflessione impopolare che sarà derisa. Già lo so. Se Berlusconi si dimettesse oggi stesso e domani stesso ci fosse il Governo delle Larghe Intese o della “Salvezza nazionale” cosa accadrebbe? Probabilmente i mercati reagirebbero in maniera positiva. Il primo giorno di sicuro, mi ci gioco le palle. Il secondo forse. Il terzo…Il terzo boh! E il quarto, e il quinto? C’è qualche Nostradamus di sinistra, di centro o di destra che sà dire con certezza (e in coscienza e in buona fede) cosa accadrà dopo il primo giorno? Ne dubito. Quando Berlusconi sarà stato schiodato dalla poltrona di Palazzo Chigi, i problemi dell’Italia tipo questo famoso “spread” saranno risolti? Non ci sarà più bisogno di fare le riforme “lacrime e sangue” (più lacrime visto che il sangue già ce l’hanno levato)? O, più probabilmente, toccherà farle lo stesso?? Secondo me bisognerà farle lo stesso. Anzi, forse bisognerà fare di ancora più crudeli. Ah! E allora cosa sarà cambiato effettivamente per le nostre tasche, per il nostro futuro? Beh…non avremo più Berlusconi tra le palle. E no!! Nossignori! Berlusconi tra le palle NON ce lo avranno più in Parlamento i vari Di Pietro, Bersani, Casini, Fini ecc. Perché, carissimi amici facebookiani, statene pur certi che noi comuni cittadini di Berlusconi continueremo a sentir parlare eccome i telegiornali, i giornali, le trasmissioni di approfondimento…tutti i giorni, su ogni argomento! Tutto avverrà per colpa di ciò che non ha fatto Berlusconi, o a causa di ciò che egli ha fatto (leggi ad personam). Allora, a noi comuni mortali cosa porta il nuovo Governo di larghe intese?? Se me lo fate capire ve ne sarei grato. Il vero risultato che si conseguirà con un eventuale Governo di Larghe Intese, o Governo Tecnico, o Governo Letta (Gianni) è che l’Italia perderà’ definitivamente la sua sovranità di fronte alle logiche della finanza e della speculazione internazionale. 4-5 banchieri che si sono inventati il giochetto della finanza derivata e le agenzie di rating (vedere report, rai3, del 31 ottobre scorso) scommettono sul fallimento degli stati, e sulle dimissioni di Berlusconi, come del resto hanno fatto su quelle di Papandreu. Alla fin fine, dunque, le dimissioni di Berlusconi portano guadagno soltanto ai soliti noti e a quei piccoli noti di casa nostra che potranno andare al potere propinando a noi poveretti le stesse misure anticrisi di Berlusconi (forse ancora peggiori) e litanie drammaturgiche da far scoppiare il cervello.

Andrea Fabbri

nota di redazione: lettera scritta prima dell’approvazione del rendiconto finanziario

Economia e Politica: ICHINO, LA BOCCA DELLA VERITA’

28 ottobre 2011

Commento di Ciuenlai
“La possibilità di facilitare i licenziamenti contenuta nella lettera del premier Silvio Berlusconi al Consiglio europeo potrebbe trasformarsi in norme che, se fatte bene, possono incentivare l’economia”. Firmato Pietro Ichino Pd.

Ecco la sinistra potrebbe fare una cosa che fa bene alla sua economia; licenziare Ichino “Il Parlamentare che la destra ci invidia”.
Ma il Pd se lo tiene perchè forse lui dice quello che i dirigenti del partito sono pronti a fare nell’ipotetico Governo di unità nazionale che avrebbe Casini e Fini come partner e la lettera della Bce come programma. Lavoratori, pensionati, precari, disoccupati e affini, preparatevi a fare un altro buco sulla cinghia, se c’è rimasto ancora lo spazio per farlo.

CERCANDO DISPERATAMENTE IL PD

9 ottobre 2011

di Ciuenlai

Sono ormai tre giorni che sfoglio i giornali alla disperata ricerca di un segno di vita del Pd e di Bersani. Mentre Il palazzo (Grazioli) brucia, l’opposizione parla per bocca di Fini, Casini e Vendola. I primi due vogliono fare il “Governo dei Padroni” (Montezemolo, Profumo, Monti, Della Valle e più soldi hai più ne metti) il secondo vuole votare subito. Bersani non dice niente (se no l’accoppano), Veltroni non dice niente (ed è una notizia), D’Alema non dice niente (perché tanto Veltroni sta zitto). Riflettono? No non possono parlare. Se intervengono per il Governo di tregua si incazza mezzo partito + 1, se chiedono le elezioni si incazza l’altra metà – uno. Ma il centrosinistra ha bisogno di una parola chiara. Soprattutto quel popolo che continua a scendere in piazza o con altri partiti (Sel e Idv), o con i movimenti (il 15 ottobre), o con gli studenti, o con la Cgil o con le associazioni (Giustizia e Libertà). C’è un moto nel paese che chiede di essere rappresentato da una coalizione che si proponga di vincere le elezioni su alcuni punti semplici, semplici : Redistribuzione del reddito, patrimoniale per i ricchi, salvaguardia dei beni comuni, cultura del merito, sostegno al sapere e alla ricerca, diritti e libertà individuali ecc. Non c’è più tempo. L’altro Centrosinistra sta aspettando il Pd, Intero o ridotto non importa, purchè si decida. Se mancano Casini; Fioroni e compagnia non è un problema perché l’allargamento che conta il centrosinistra deve farlo con la gente e non con questa gente.

PD –NUOVO ULIVO ADDIO, ARRIVA LA BARRA AL CENTRO

4 ottobre 2011

di Ciuenlai

La Direzione nazionale del Pd ha segnato un punto di svolta. La sinistra si è scoperta minoranza nel partito. Una svolta che non è giunta inaspettata e della quale si aveva sentore ormai da tempo. Bastava ascoltare, nelle ultime settimane, i racconti dei protagonisti delle varie riunioni che si succedono quotidianamente nella sede romana del Pd. Racconti che parlavano di forti malumori per la linea “rossa” (sic) del segretario. La maggioranza dei leader democratici non vuole il “Nuovo Ulivo”. Salvo i fedelissimi di Bersani e pochi altri, Area Dem, Modem, pezzi di maggioranza (Letta e Fassino) pensano che lo schema del segretario vada completamente ribaltato. Non si deve partire da un’intesa di ferro con Vendola e Di Pietro, da allargare possibilmente all’Udc, ma da un intesa con il terzo polo, da allargare eventualmente alla sinistra. Sta in questa distinzione la diatriba tra elezioni subito e Governo di emergenza. Il passaggio per un esecutivo largo è lo strumento necessario a cementare le future alleanze e la collaborazione con i centristi. E lo strumento metterebbe i più pericolosi concorrenti (Sel e l’Idv) nell’angolo, costringendoli o ad aderire ad un progetto moderato o a stare fuori dall’alleanza. Incanalandoli verso un cammino irto di difficoltà. Se aderiscono si snaturano, se vanno da soli saranno costretti a sopportare, per l’ennesima volta, una campagna di stampa ed elettorale tutta in salita all’insegna della responsabilità nazionale e del voto utile, contro il fantasma di Berlusconi. Le argomentazioni non mancano : il momento è difficile, anzi drammatico, occorre una maggioranza larga per governare e ricostruire il paese, ci vuole una grande alleanza tra moderati e progressisti per vincere le elezioni ecc. ecc. L’offensiva non arriva a caso. Tutti i sondaggi, quelli noti e, soprattutto, quelli riservati, dicono che se si votasse oggi il centrosinistra classico vincerebbe a mani basse. E vincerebbe su un progetto sbilanciato a sinistra. La proposta di Governo di emergenza, come scelta strategica, serve dunque a decantare questa situazione e a produrre una inversione di tendenza. La scelta si porta dietro anche un’ altra conseguenza. Non ci saranno le primarie. Il prossimo capo del Governo dovrà essere una personalità “bipartisan” in grado di azzerare tutte le pretese di leadership nell’area antiberlusconi, con buona pace di Bersani e di “Nichi”. In questa ottica appare anche meno incomprensibile l’uscita “massimalista” di Fausto Bertinotti, che invita la sinistra a rifugiarsi tra i movimenti, rinunciando a qualsiasi ipotesi di governo. Il minoritarismo come ideologia e la rinuncia alla sfida del Governo non sono certo soluzioni auspicabili per la sinistra, ma è indubbio che un simile scenario complicherebbe le cose. C’è però da dire che anche la strada del voto utile e della rincorsa al centro, comporta i suoi rischi per il Pd. Le simulazioni attuali parlano di una sinistra guidata da Vendola in grado di arrivare fino al 25% dei voti in caso di corsa solitaria. Questo avverrebbe a scapito del Pd, che si troverebbe a non essere più la forza principale ed egemone di una alleanza al centro, con il terzo polo rinforzato da truppe provenienti dal centrodestra. Per questo sono in molti tra i democratici a sperare che alla fine uno dei due “radicali” accetti di far parte della nuova coalizione. E le pressioni sono tutte per Vendola, perché Casini Di Pietro non lo digerisce proprio.

 

BERLUSCONI 48 MORTO CHE PARLA

28 settembre 2011

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Silvio Berlusconi

di Ciuenlai
Il dottore fu chiamato d’urgenza. Visitò il paziente e disse al figlio “mi dispiace, suo padre è morto”. Dalla camera si udì la voce del babbo che diceva “Oh n’è vero che so morto”, “sta zitto papà ne vuoi sapere più del dottore”. E’ una storia che sembra fatta apposta per quelli del Pd. Hanno dato il Nano per morto una infinità di volte. Continuano a credere ai loro “dottori” (Confindustria, sindacati gialli, Casini, moderati di ogni rango ecc.). “Berlusconi è morto” e invece è ancora lì. Anzi ieri hanno scoperto che è passato all’offensiva. Increduli hanno taciuto. Non hanno avuto la forza nemmeno di ripetere la solita tiritera; quel “dimettiti” che è venuto a noia anche a Bersani. Un piccolo consiglio, senza un progetto alternativo alla destra e anche ai vostri “dottori” , Berlusconi resterà 48 morto che parla. Vogliamo provarci o non è che il palco di Vasto era su scherzi a parte?

D’Andola: lettera aperta all’UDC

6 giugno 2011

La presente lettera nasce dalla necessità che sento di assolvere al dovere, civico e cristiano, di dire la verità. Una verità, sulla gestione umbra dell’UdC, che si è tentato di mistificare negli ultimi mesi con vari argomenti, di condire con discorsi politically-correct, ma che con queste ultime elezioni amministrative ha finito di emergere in tutta la sua chiarezza. E nonostante ciò constato esterrefatto che qualcuno si ostina a non prenderne atto. È evidente che mi rivolgo principalmente al Commissario regionale, nonché Responsabile nazionale per il Mondo Cattolico, ambito nel quale ho finora svolto la mia attività politica nell’UdC come responsabile regionale.
Anche se ormai non ho molto altro da aggiungere a quanto ho già chiaramente esposto nella mia
lettera del 29 novembre scorso, ritengo doveroso trovare le parole per esprimere la mia profonda
amarezza e delusione. Dopo averci creduto per anni in questo partito, da mesi viviamo nella
profonda incertezza che ne ha caratterizzato nel recente passato l’azione politica, la proposta è
risultata spesso incomprensibile ed ambigua, soprattutto per l’elettorato cattolico. A fatica ne
abbiamo portato il peso, ma siamo andati avanti nel lavoro con tutte le realtà ecclesiali, fatto di
dialogo umile e sincero con tutti. Questo dialogo ha prodotto una rete molto ricca, che in questi anni ha dato anche qualche significativo frutto elettorale. Non sto qui a ripercorrere i vari passaggi, già ampiamente argomentati nella precedente lettera. Sorvolando sull’imbarazzante gestione del tesseramento, sia per quanto riguarda le nomine prima che la chiusura delle operazioni poi, sulla cui utilità in vista dei fantomatici congressi comincio a coltivare un legittimo scetticismo, vado dritto al punto. Dal recente responso elettorale umbro emerge drammaticamente tutta l’incoerenza di scelte fatte al solo scopo personale del medesimo soggetto che da decenni ormai conduce la gestione del partito in Umbria, il quale attualmente ricopre la carica di consigliere provinciale, anche se preferisce essere chiamato “commissario” provinciale piuttosto che “ex-parlamentare”. A lui si deve da lungo tempo la cronica non-crescita dell’UdC locale, obiettivo a lui molto caro per la facilità a governare un “orto piccolo” piuttosto che un grande giardino. Mi è chiaro quindi il suo scopo, ciò che mi sfugge totalmente è la ragione della copertura che il Commissario regionale gli ha fornito in questi mesi…
Non sto qui ad elencare la lunga serie di operazioni che in questi anni hanno lasciato una scia di
morti e feriti, in termini politici. ma fra un paio di giorni mi limiterò a focalizzare l’attenzione sulle sciagurate operazioni politiche messe in atto alle ultime elezioni amministrative.

Francesco D’Andola 

IL PD TRA L’UTOPIA (CASINI) E LA SCIENZA (VENDOLA)

22 aprile 2011

di Ciuenlai

Non riescono a cambiare linea, hanno il terrore di cambiare linea. Il Piave del Pd resta o Udc o Morte. Con sfumature diverse, questa è diventata una specie di ossessione. Bersani è per l’alleanza con il terzo polo anche in caso di vittoria di una coalizione di centrosinistra (Pd – Idv… – Sel). Dalema manco a parlarne, più si va a destra e meglio si inciucia. Veltroni propone il Governo di decantazione ed in subordine la grande ammucchiata dei cosiddetti moderati, alla quale dovranno aderire anche i democratici. Franceschini e Letta la chiedono da tempo. Fioroni va ancora più in là; la chiede e la pratica (nel senso che i suoi stanno già scasando verso Casini e Rutelli). La Risposta dei terzopolisti è sempre stata chiara e netta : No. Del resto una aggregazione claudicante, in attesa di Godot – Montezemolo, nasce come sfida al bipolarismo, nasce per romperlo, non per sostenerlo. Per di più, in quella logica, come dimostra la storia delle democrazie, sceglierebbe la destra non il centrosinistra. Ma loro insistono, presi come sono, da una paura terribile : “sta a vedere che stavolta vinciamo”. Mentre fanno questo, dall’altra parte i loro naturali alleati gli propongono un patto di consultazione e qualcuno (Giordano) la creazione di un grande partito della sinistra di governo, per riallinearci alle altre democrazie europee. Silenzio assoluto. Non hanno il coraggio di dire no per paura di tagliarsi i ponti con l’unica prospettiva che gli rimane e non hanno il coraggio di dire si perché imboccherebbero una strada che rimescolerebbe completamente gli schieramenti esistenti. Infine questa prospettiva genera nei dirigenti del Pd un diffuso timore. Si chiama Opa. Temono che una nuova classe dirigente possa imporsi (come è già avvenuto in tante elezioni primarie),se messa a confronto diretto con quella vecchia, inadeguata e scalcinata che ancora governa quel partito. Però tra risposte che non vengono e che probabilmente non verranno mai e risposte che mancano, continua questa fase di stallo, che permette a Berlusconi di sopravvivere e di non avere una corretta e vera opposizione in Parlamento e nel paese. Ferrero ha torto quando critica questa impostazione politica dell’altra sinistra. Bisogna espletare qualsiasi tentativo per fare rimanere in questa dimensione milioni di militanti e di elettori di questo partito, che lentamente stanno entrando in una fase di disimpegno, di apatia e di accettazione supina della situazione. In giro si sentono un mucchio di “Tanto che vuoi fare è così”. Se non altro bisogna provare a risvegliarli. Ma, sul medio e lungo periodo, Ferrero ha ragione. Se questa prospettiva non troverà, in tempi accettabili, una adeguata risposta da parte del Pd, allora bisognerà pensare ad una sinistra senza i democratici. Non si può aspettare in eterno un Pd che può entrare nella spirale perversa dell’incapacità a scegliere.

Giuseppe Moles: le idee, il turbo della rivoluzione liberale

9 febbraio 2011

Intervista di Matteo Bressan

In un momento in cui il rapporto tra i giovani e la politica è ridotto al lumicino è forse

On Giuseppe Moles, laurea in scienze politiche, indirizzo internazionale; Professore universitario, Esperto di relazioni internazionali e di comunicazione e mass media

significativo (e per molti versi esemplare) discutere con l’on. Giuseppe Moles, un leader politico giovane ma già forgiato da forti esperienze ad alti livelli istituzionali, i temi più spinosi dell’attualità in un locale tradizionalmente frequentato da giovani romani all’ora dell’aperitivo domenicale.

On. Moles i giovani non hanno una grande opinione della politica italiana, ma al tempo stesso sono una componente decisiva per la vittoria elettorale. Secondo lei come è considerato il mondo giovanile dalla politica? E perché un giovane dovrebbe votare per il centro destra?

Innanzitutto sono felicissimo di questo incontro, perché “voi siete la politica” e perché avete il coraggio di fare politica ben sapendo che altrimenti la politica comunque si occupa di voi. Quindi, così come ho fatto io, fate politica per “legittima difesa” ma con il vantaggio di avere dalla vostra la forza delle idee vincenti: quelle idee che non solo hanno vinto prima ma che è necessario far vincere domani. Non è facile fare politica oggi venendo da una tradizione di Forza Italia in un momento storico così difficile. È molto più semplice invece essere stupidamente proni ai cattivi maestri della contestazione di sinistra. Inoltre sono felicissimo di essere qui perché voi siete la evidente dimostrazione che esiste ancora, e mi auguro anche abbia sempre più forza e rilevanza, quella componente giovanile che tanto ha fatto nei 16 anni della vita politica di Berlusconi, e cioè quella di Forza Italia, che è parsa a volte porsi in secondo piano rispetto al semplice movimentismo di destra sociale.

Ma allora può riuscire la fusione tra i due movimenti giovanili?

Assolutamente si, sono poche le cose che ci dividono dai nostri amici provenienti da AN ma molte quelle che ci uniscono. A condizione però che le nostre idee, i nostri valori, quello in cui crediamo, quello che Berlusconi ha sempre sostenuto non vengano offuscate dalle logiche di palazzo. Dobbiamo e dovete essere orgogliosi di quello che siamo, perché anche giovani ex FI sanno fare politica, magari non urlata, hanno idee che sono quelle giuste e sanno, quando vogliono e quando possono, portarle avanti con la forza e la coerenza che li contraddistingue.

Se ascoltiamo alcune voci sorge spontaneo un quesito: il PdL è all’inizio o alla fine del suo percorso politico?

Non possiamo cambiare il passato ma possiamo influire sul futuro. La rivoluzione di Berlusconi è nata per cambiare l’esistente. Non per gestirlo. In tutti questi anni a causa di una serie di fattori indipendenti dalla vera volontà di Berlusconi la rivoluzione liberale italiana è iniziata ma non si è compiuta, e ciò spesso proprio a causa delle logiche perverse della politica politicante. Tre esempi per tutti: il tradimento di Bossi del 94 con l’avallo del Presidente della Repubblica; le enormi difficoltà e i veti posti dall’UDC di Casini nel precedente Governo Berlusconi; la pazzia perversa di Fini oggi. Ben venga non solo una rivoluzione fiscale ma anche qualsiasi riforma che tenti di abbattere finalmente il potere vero, quello dell’establishment.

Ma proprio adesso On. Moles? Con tutte le difficoltà del momento storico?

Si, soprattutto adesso, perché è il momento storico che segnerà la frattura con il passato. O i poteri forti abbattono noi e Berlusconi o noi rilanciamo la grande riforma liberale con la forza delle idee. E quindi avanti con la riduzione delle aliquote, la separazione delle carriere dei magistrati, la cancellazione degli enti inutili, il presidenzialismo, la modifica del sistema elettorale.

Un sistema elettorale che non va bene perché di fatto siete dei nominati…

Chi lo dice ha ragione. La mia personale preferenza è per l’uninominale secco all’americana. Ma siccome ritengo che i sistemi elettorali sono degli strumenti, la fortuna o meno di un sistema elettorale la fa chi lo utilizza. Anche con un sistema elettorale uninominale si potrebbero verificare casi di “nominati” ma bisognerebbe vedere che tipo di assetto vogliamo e, sulla base di quello, adattare il sistema elettorale. Questa legge avrebbe potuto consentire anche a chi non ha enormi disponibilità finanziarie o di partito di entrare in Parlamento e portare la propria professionalità e contributo ed era questo l’intento di Berlusconi; purtroppo è anche vero che poi le perversioni hanno colpito questo sistema. Il ritorno al Mattarellum sarebbe un primo passo avanti. Secondo alcuni calcoli se al 2008 avessimo avuto il Mattarellum il Popolo della Libertà avrebbe avuto una maggioranza superiore perfino dell’attuale.

Che assetto ipotizza per un partito moderno? Il partito delle tessere o il partito che si mobilita solo per i grandi appuntamenti?

È ormai chiaro che a Berlusconi il contenitore PDL così com’è non piace. Quando Berlusconi dice potessi tornare a FI non fa solo riferimento al contenitore, ma fa riferimento a quello che FI era. Un insieme eterogeneo ma tendenzialmente unito dai valori comuni e rivoluzionari all’interno del quale senza le storture e le beghe del partitismo stile vecchia repubblica, convivevano tutta una serie di componenti senza che mai si sia verificato nessun tipo di divisione perché il programma rivoluzionario univa su quei principi e su quei valori tutti. In secondo luogo c’era una sintesi effettuata diversamente da Berlusconi che ha sempre premiato le persone in base non all’appartenenza a correnti o componenti ma in base a quello che sapevano fare o alle idee che avevano. Questo a maggior ragione era importante in quello che era il giovanile di FI, che era un pour puri di gente entusiasta che si era avvicinata a quelle che erano le idee vincenti. Qualsiasi sia il contenitore, se non ci si mettono le idee, rischia di diventare uno dei tanti partiti modello Prima Repubblica. Perciò anche io ho sottoposto, nel mio piccolo, un contributo in tal senso a Berlusconi sul futuro del nostro movimento.

Movimento o partito?

Mi piacerebbe che si tornasse al movimento. Mi piacerebbe che fosse più il partito delle idee che quello delle tessere.

Che opinione si è fatto della miriade di associazioni, circoli e club che compongono la galassia del PdL?

Qualsiasi iniziativa presente passata e futura che possa essere utile a far si che il PdL in quanto movimento possa diventare il partito unico del centrodestra italiano mi vede favorevole. Ma se l’intento fosse quello di affermare componenti o correnti mi farebbe schifo. Ho partecipato e parteciperò a qualsiasi manifestazione di queste realtà, ma se mi accorgessi che la finalità è separare anziché unire ne trarrò conclusioni.

Secondo lei Berlusconi ristrutturerà il centrodestra procedendo con un cambio generazionale?

Il cosiddetto “cambio generazionale” è un concetto molto populistico e mi fa venire i brividi. Un cambio generazionale significa annullare in un colpo solo sia cose positive sia fattori negativi allo stesso tempo. La classe dirigente di oggi era giovane ieri. Ma senza quella che è oggi la classe dirigente, i giovani di domani da chi potrebbero ricevere il testimone delle idee e dei valori vincenti? Anni fa ci fu una tesi di laurea affidata dall’ On. Antonio Martino ad una studentessa. Questa verificò che il 95 % dei testi di economia politica nelle Università italiane erano keynesiani e solo il 5% erano monetaristi. Le nostre idee, quelle di Berlusconi sono il libero mercato, la libera impresa, l’avversione alla patrimoniale e la limitazione dell’ingerenza dello stato. Da chi possiamo apprendere queste cose se cancelliamo una generazione che deve insegnare? Diverso è invece individuare nuovi e migliori strumenti che consentano a chiunque, a prescindere dalla generazione, di dare il suo contributo al PDL.

In questi giorni stiamo registrando l’ennesimo scontro tra politica e magistratura. Un duello infinito?

È necessaria la separazione dei poteri e la separazione delle carriere. Se una componente, seppure minoritaria, della magistratura fa politica non siamo in un paese civile: automaticamente rende non più liberi ed indipendenti gli altri poteri, e ciò alla faccia di quella grande componente della magistratura che fa il suo lavoro ed il suo dovere in silenzio. Questa è l’unica magistratura che noi rispettiamo, quella magistratura che non guarda dal buco della serratura per un anno sputando su uno dei principi liberali più sacri: la libertà personale e la privacy.

Che idea si è fatto di quanto sta avvenendo in Medio Oriente ed in particolare in Tunisia ed Egitto?

Se mai ce ne fosse bisogno è la dimostrazione del fallimento della politica del Presidente Obama. Fin dall’inizio ha abbassato la guardia nei confronti degli estremismi aprendo all’Iran e ad altri non solo ricevendone schiaffi in faccia ma anche legittimandoli e ponendo le premesse che potrebbero consentire loro di impossessarsi dell’intero Medio Oriente. L’appoggio di Obama alla piazza in Egitto non favorisce una transizione democratica gestita con l’attenzione dovuta. Tutti noi riteniamo che la libertà sia un valore assoluto ma, nonostante tutte le critiche, proprio Berlusconi ha bene esposto quella che deve essere una linea in politica estera giusta, indicando la necessità di una attenta e non frettolosa fase di transizione dell’Egitto. Hamas ha in mano Gaza, Hezbollah ha il potere in Libano, l’Iran è degli ayatollah, ci manca solo che l’estremismo islamico metta le mani sull’Egitto.

La scorsa settimana una sua collega, l’On. Calipari, ha contestato l’eccessiva spesa per le operazione militari in Afghanistan che, a suo dire, avrebbero tolto risorse dalla spese di ricostruzione e cooperazione. Qual è il suo punto di vista su questa vicenda e sulla situazione in Afghanistan?

L’On. Calipari è un’amica ma, come al solito, fa propaganda pur sapendo perfettamente che ogni operazione o intervento all’estero costa di tre fasi: militare, militare e civile, civile. È evidente che in Afghanistan siamo ancora nella prima fase, che è quelle di assicurare il controllo e la sicurezza sul tutto il territorio. Sarebbe molto bello poter solo stanziare soldi per fare asili senza che i bambini rischino di saltare su una bomba mentre vanno a scuola. Invece dovremmo aumentare uomini e risorse per portare a termine la missione e per consegnare il paese alle sue istituzioni. Altrimenti non si onorerebbe il sacrificio dei nostri morti. Non ti difendi da un RPG solo dicendo che hai stanziato soldini per opere di bene.

Ma perché non si parla abbastanza del peacekeeping italiano che rappresenta un modello vincente delle nostre Forze Armate?

I nostri militari si contraddistinguono per un approccio estremamente professionale e nello stesso tempo elastico negli impegni delle missioni all’estero, e questo è uno dei punti di forza delle nostre partecipazioni. È indubbio che ci siano state molte difficoltà per superare la propaganda cattocomunista che per anni ha identificato il militare con l’uomo di destra, il fascista. Oggi, per fortuna, il clima è in parte cambiato, e la gente pian piano è tornata e guardare con affetto le donne e gli uomini in divisa.

A proposito delle nostre missioni militari. Alla luce della caduta del Governo Hariri, ha ancora senso la nostra presenza in Libano?

Sono stato sempre contrario alla missione in Libano perché in realtà l’hanno voluta Prodi e D’Alema solo per far dimenticare che erano scappati dall’Iraq; in più hanno limitato e mortificato l’azione dei nostri militari con assurde regole di ingaggio. Se il compito affidato dall’ Onu era di disarmare Hezbollah le regole imposte dal nostro Governo hanno rischiato di mettere in pericolo i nostri militari, tanto da rischiare di farli trovare tra due fuochi senza possibilità di agire. Un esempio su tutti: se i nostri militari fermano un camion di armi di Hezbollah non possono sequestrarli ma devono chiamare i militari libanesi e consegnare loro uomini e armi; il problema è che, però, la gran parte dei componenti dell’esercito libanese proviene proprio da Hezbollah. Io sposterei i nostri militari dal Libano all’Afghanistan proprio per perseguire quanto detto prima: più truppe, più controllo del territorio, più sicurezza.

I NO DI CASINI E IL PIANO “B” DI DALEMA E C.

11 gennaio 2011

di Ciuenlai

Silvio Berlusconi

“Tanto lo sposo lo stesso” era la frase con cui Philippe Noiret nel film “La grande abbuffata rispondeva agli amici che gli portavano prove concrete dell’infedeltà della donna che amava. La stessa cosa succede in politica. Più il Pd insiste con l’alleanza costituzionale da Fini a Vendola, più Casini si avvicina a Berlusconi, mandando a dire ai democratici che la cosa (forse) si può fare mandando a casa Vendola e Di Pietro. Insomma il terzo polo non si allea con la sinistra ma solo con il Pd, che evidentemente non viene più considerato di sinistra. Ma allora

Massimo D'Alema

perché questa insistenza? Voci romane parlano di un piano B. Adesso al Pd e ai terzopolisti non conviene votare, quindi si da altro tempo al governo Berlusconi (anche offrendo una escamotage al berlisca sul legittimo impedimento, costruito dal casiniano Vietti vicepresidente del Csm, nominato anche dal Pd). Il seguito lo annuncia il solito Fioroni “Da Casini una grande apertura verso il Pd,  per la prima volta non parla di equidistanza, non dice vedremo. Con chiarezza afferma che se il Pd vuole governare con i moderati deve fare delle scelte e dire dei no. Non è questione di alleanze è questione di contenuti. Prendi Mirafiori, io con la Fiom e Vendola non ci sto”. Tradotto in soldoni : La linea rimane la coalizione costituzionale da Vendola a Fini,

Pierferdinando Casini

ma il programma sarà indigeribile per la sinistra, che sarà costretta a chiamarsi fuori. A quel punto diranno che il Pd è una sinistra responsabile e riformista e che il resto è sinistra antagonista il cui atteggiamento di chiusura favorisce Berlusconi e aiuta la sua eventuale vittoria. Si la storiella del voto utile. A volte ritornano, soprattutto quando non si è alla frutta e non si hanno altre idee che quella del Governo per il Governo. A prescindere dai contenuti, vero caro Fioroni?

Pane e Volpe … e il trio lescano

18 dicembre 2010

di Ciuenlai

Tutto si può dire dei democratici nostrali, meno che manchino di fantasia. E di fantasia ce ne vuole molta per uscire dai casini (quelli veri non quelli desiderati) in cui si ficcano. Non a caso dice che a pranzo mangiano come piatto unico pane e volpe. Allora per andare al Governo, secondo loro, bisogna sposare Fini e Casini, continuando ad avere Vendola come amante. Una amante da nascondere perchè i terzopolisti il Governatore della Puglia non ce lo vogliono Quindi la missione è diventata “Come far sparire Vendola e non perdere i suoi voti” (vivendo felici al Governo). Prima idea : il Nuovo Ulivo. Hanno pensato che mettendolo dentro questo contenitore, il problema e lui fossero “missing”i e diventati come invisibili agli occhi degli altri. Ma il trio lescano della politica italiana (Casini, Fini Rutelli) ha avvertito Bersani che di fare accordi con l’Ulivo non voleva saperne. E’ una roba troppo di sinistra, modificare, modificare… E allora giù hanno messo sotto torchio tutti i loro migliori cervelli per trovare una soluzione alternativa. E allora dal cilindro è uscito il “grande cervello” La Torre che si è messo a cantare, sostenuto da un bel coro guidato da Sansonetti, questa allettante proposta : “dai dai, Nicki vieni via con me, it’s wonderfoul baby”. Insomma la nuova trovata è diluire Vendola dentro l’acido del Pd, perchè a quel punto i terzisti potrebbero trattare senza fare tante domande . Il tutto però dentro questo chiaro progetto di alternativa : Va bene il candidato loro, va bene il programma loro, va bene il Marchionne loro e vanno bene i voti nostri dati a loro. Il tutto per un posto al Governo senza se e senza ma. Come diceva Totò : “Ogni limite ha una pazienza”. Siccome questi non hanno limiti, speriamo che le pazienze finiscano e inizi un’altra storia, un altro racconto dell’Italia e della sinistra. Diceva Moretti “Con questi dirigenti non vinceremo mai”, meglio caro Nanni, meglio….

commenti:

Maura Firmani

Credo si siano autorottamati!
Enrico Letta ha definito una provocazione la proposta di “matrimonio” avanzata da Di Pietro al Pd! Invece la proposta di Bersani al terzo polo la dobbiamo digerire come una bella cosa.
Complimenti per la coerenza e per il rispetto dell’opinione della base!
E’ ovvio: si tratta di mosse per tenere buoni gli ex popolari dentro il Pd, altro che ragionare per il bene del Paese!! Comincio a non credere più alla buona fede del segretario Bersani. Non ho contribuito alla sua elezione e, come prevedibile, spesso non ho condiviso le sue uscite (molto ondivaghe per la verità),ma ho sempre ritenuto che ci fosse buona fede in quello che proponeva. Ora non lo credo più.
E come me molti militanti!

Federica Porfidi peccato che il risultato è sempre sconfitta e morte anche tecnicamente lasciando da parte la politica e le idee… che voti potrebbe prendere questo polo? il pd gli potrebbe potare un22- 23% ( a dire tanto…) il terzo polo è dato al 15%, con un’alleanza del genere porterebbe un 12%? non arriva neanche al 35%… il pdl da solo è dato al 29% …ditemi voi…

Stefania Piacentini propongo da tempo di reclutare vecchie maestre per ripetizioni di aritmetica, in particolare per somme e moltiplicazioni, chè le divisioni sono già la nostra specialità e le sottrazioni le lasciamo volentieri ad altri… le maestre che vorrei si recluteassero non sommerebbero mai fagioli con patate… e in classe cercherebbero strumenti per far partecipare al gioco anche quelli che se ne stanno in disparte, e sono tanti, perchè il gioco non gli piace più…i conti che si fanno, anche quelli di cui sopra, sono sempre senza l’oste… degli astenuti, non astemi, semmai disaffezionati ma in cerca di disassuefazione…. Vicenza. La strategia del centrosinistra? Degna di un romanzo dell’orrore. A dirlo è Nichi Vendola, governatore della Puglia e presidente di Sinistra ecologia e libertà, ieri sera in Fiera in una sala Palladio piena. Il suo intervento inizi…ato alle 22.10 è durato un’ora, e solo alla fine si è tolto i sassolini dalla scarpa del dopo fiducia. «Sono state portate in piazza San Giovanni a Roma dal Partito democratico migliaia di persone in attesa di una sfiducia senza essere sicuri dei numeri e per chiedere un governo di responsabilità nazionale – ha detto Vendola -. Il risultato è stato un rinculo depressivo micidiale. Ho letto tutti i libri di Stephen King, ma una cosa del genere non l’avevo mai letta». Sulla presa di posizione del segretario del Pd, Pierlugi Bersani, che ha aperto le porte per un’alleanza con il nascente terzo polo, Vendola ha tagliato corto: «Più che un’alleanza è un’annessione al centro».

IL GOVERNO DEI SOGNI E DEI DESIDERI – BREVE STORIA (DUE GIORNI) DELLE FINI E DEI CASINI DEL PARLAMENTO ITALIANO

14 dicembre 2010

di Ciuenlai

In questi due giorni si è avuta l’ennesima prova che il berlusconismo è una cultura entrata ormai nel profondo delle coscienze delle classi dirigenti e purtroppo anche di molti Italiani. Quando il denaro e la “com…pravendita” delle persone fanno breccia, significa che quell’ambiente è predisposto culturalmente alla corruzione. La lotta per la successione nel centrodestra è apparsa, nelle fredde aule del Parlamento, pervasa da una spaccatura tra quelli che avevano qualcosa (leggi interessi personali) da difendere e lo facevano con grande ardore e quelli che desideravano e forse volevano avere qualcosa da difendere e si vergognavano quasi di non farlo. Ma è normale se non esistono più ideali di riferimento, se non ci sono, come dice qualcuno, grandi storie, narrazioni diverse, sogni da coltivare, orizzonti da raggiungere, obiettivi da realizzare e ceti sociali di riferimento da tutelare. Non si può coltivare una idea di cambiamento, di un altro mondo possibile sperando che i Finiani tengano, che Casini non ne perda qualcuno per strada, che i moderati del centrosinistra non si facciamo attrarre dalle sirene della maggioranza, che la Buongiorno partorisca all’alba, Calearo sia diventato un po’ Comunista e Scilipoti abbia estinto il mutuo. Per la seconda volta hanno sbagliato i conti. Incredibile! Da mesi ci stanno spiegando che ci vuoe un nuovo CLN e che bisogna fare, tutti insieme appassionatamente, un governo di responsabilità nazionale. E con i voti di chi? Sogni; Il re adesso è nudo e bisogna sperare (sic) che domani, altri 5 o 6 deputati (com’è possibile e com’è probabile) non decidano di saltare il fosso, perché a quota 320 si governa e come. Non è detto quindi che il risultato di oggi significhi per forza “elezioni”, come vanno dicendo “singhiozzando” i signori del Pd. Lo decideranno il Caimano e Bossi. Faranno quello che gli conviene di più. Anche perché, incredibilmente, sono gli unici che non le temono e sono gli unici ad essere preparati all’evento. Se Il centrosinistra continua a pensare che la soluzione siano i giochi di Palazzo, temo che il regno di Berlusconi non avrà ancora fine. Oggi più che mai si è capito che la vera opposizione sta fuori del Parlamento e, purtroppo, non trova e non ha un’adeguata sponda dentro di esso.

 

Il Settimanale inglese “THE” colloca l’università di Perugia oltre il 500° posto nel mondo

21 novembre 2010

Non lascia indifferente, ma preoccupa molto la pesante bocciatura per l’Università di Perugia, almeno secondo la classifica pubblicata dal “The”, settimanale inglese collegato al più famoso Time, sulle migliori università del mondo, che ha impietosamente relegato oltre il cinquecentesimo posto l’università perugina, superata da atenei di Paesi come la Romania, la Malesia e la Turchia. Per trovare la prima Università italiana dobbiamo scendere nella classifica fino al 217° posto dove si piazza l’Università di Trieste. Un risultato disastroso quindi, almeno in base ai criteri adoperati per realizzare la classifica: 13 indicatori differenti raggruppati in 5 settori di valutazione, insegnamento, ricerca, prestigio nelle pubblicazioni e delle ricerche, innovazione ed internazionalità. Ai primi posti svettano università inglesi ed americane.

La scarsa attenzione posta nei confronti del ruolo che dovrebbe avere l’università nello sviluppo della città, in un momento di crisi strutturale in cui la globalizzazione e il forte sviluppo tecnologico rischiano di rendere sempre più marginale la nostra Regione, è una realtà che va modificata. La riduzione dei servizi, delle borse di studio, l’impoverimento della formazione, legato alla sofferenza della ricerca scientifica, la chiusura quasi totale dell’accesso a borse di dottorato e alla ricerca universitaria per i migliori laureati con lo stimolo ad una forte migrazione verso paesi esteri, sono un fardello di problemi che si sta appesantendo, riversandosi inevitabilmente sull’economia della città.

Una riflessione doverosa e necessaria che mi spinge a credere sia indispensabile incoraggiare l’investimento sul capitale umano, utilizzando al meglio le risorse esistenti e puntando sulla costituzione di centri di eccellenza, al fine di ridare splendore ad un ateneo, quello perugino, che per storia e cultura non merita certamente di essere classificato come uno dei peggiori del mondo.

Sandra Monacelli – Presidente gruppo “Casini – Unione di Centro”

Lettera a Goodmorningumbria

18 novembre 2010

Luigi Fressoia

Sono decenni che si sa delle infiltrazioni mafiose al nord, tanto è vero che i primi successi della Lega furono proprio contro i soggiorni obbligati dei mafiosi al nord, soggiorni  che non potevano non portare infiltrazione mafiosa. Saviano ne riparla ora in quei termini solo perché egli è parte di una operazione politica complementare all’affossamento del governo da parte di Fini-Casini: impedire il federalismo, ovvero impedire che a molte regioni del sud arrivino meno soldi. Le mafie non ci stanno, costi quel che costi, anche spaccare l’unità d’Italia.

PDL:ORA BASTA! GLI ITALIANI SONO PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA!

13 novembre 2010

di Sveva Orlandini

Sveva Orlandini

Dopo la mozione di sfiducia al Governo presentata alla Camera da PD-IdV , quella in corso di presentazione al Senato a sostegno del Governo presentata da PdL e Lega, ecco la terza mozione, sempre alla Camera, dell’UDC-API e FLI, su cui convergerà anche quella della sinistra, come volevasi dimostrare! Abbiamo assistito a tanti paradossi in questi mesi, ma quest’ultima mascalzonata del FLI nei confronti del Governo, che fino a ieri spergiuravano di voler sostenere, per essere fedeli al patto con gli elettori, SFIORA IL TRAGI-COMICO! Maccome? cos’è cambiato? Si sono stancati della fedeltà agli elettori? A me sono sempre sembrati quegli adulteri che giurano sulla famiglia dal talamo dell’amante e questa è la prova che la mia percezione, purtroppo, era esatta! Pensano di mettere le corna a Berlusconi? NO!!!!!!!! Tradiscono il Popolo Sovrano che li ha eletti solo perché nel simbolo campeggiava: BERLUSCONI PRESIDENTE! Lo stesso Casini, che campione di coerenza! Chi non ricorda come in questi mesi si sbracciasse a negare un governo senza Berlusconi: “per non tradire quelle che sono le indicazioni precise della maggioranza degli Italiani che così si sono espressi”! E noi, pur da fieri avversari, apprezzavamo questa conversione democratica di quel partito che già nel 1994 fu protagonista di un ribaltone costato all’Italia 7 lunghi anni, 7 come una maledizione biblica, di malgoverno della sinistra-centro! Cosa si propone il Polo di Centro? Un PdL senza Berlusconi? Un contenitore per i più diversi ed eterogenei principi, in antitesi tra loro, con il solo fil rouge, ma rosso acceso, dell’anti-berlusconismo? Se questi ultimi avvenimenti hanno indicato una rotta, è quella di riunirsi intorno a Princìpi ed Ideali, i Partiti devono essere fortemente identitari, così le coalizioni, altrimenti ogni 2 anni imploderanno! E’ vero anche che il tradimento del PdL e del Centrodestra  non è avvenuto per Idee ma solo per strategie di potere, ma siamo NOI, Popolo Sovrano, che vogliamo riconoscerci in uno schieramento per fondamenti condivisi e non per fatto umorale o contingente! Casini teme la piazza, richiama Berlusconi alla responsabilità! Che coraggio! Il Premier ne ha avuta sin troppa, da quel grande statista che ha dimostrato di essere! SIAMO NOI, POPOLO SOVRANO, CHE VOGLIAMO SCENDERE IN PIAZZA CONTRO QUESTE IRRESPONSABILI DERIVE ANTIDEMOCRATICHE E NEMMENO BERLUSCONI RIUSCIRA’ A FERMARCI! Riflettano, ci stanno portando alle soglie di una guerra civile e per cosa? per bramosia di potere! Questo è stato il Miglior Governo degli Ultimi 150 Anni e poteva davvero essere cambiare l’Italia, se non ci fossero stati dei Giuda, che, come la storia c’insegna, tramano sempre nell’ombra di ogni Grande! Noi siamo pronti,vadano nei mercati, per strada, leggano Face Book: si organizzano spontaneamente decine e decine di gruppi, vogliono manifestare in tanti, target non certo da centri sociali, distinte signore con il filo di perle al collo, professionisti, dirigenti,giovani preparati e fattivi, in una parola: LA SOCIETA’ VERA!

Lo scontro non è più tra partiti ma tra Società Civile e Politicanti!

QUANTE COSE DENTRO QUELLA PIAZZA

17 ottobre 2010

di Ciuenlai

La piazza della Fiom ha messo un nudo un sacco di questioni politiche fino a ieri sottaciute per mancanza di iniziativa dell’opposizione parlamentare:
1) Il popolo della sinistra esiste ancora attorno alle piattaforme della Fiom e della Cgil e chiede a gran voce di avere quello che non ha oggi : una rappresentanza politica
2)La scomposta reazione della destra dimostra quanto tema l’opposizione sociale e come tenda ad equipararla all’estremismo per evitare che trovi anche una rappresentanza politica
3)Le contraddizioni del Pd sono esplose in maniera clamorosa non sulle questioni etiche ma su un tema di fondamentale importanza come il lavoro. L’immagine di questa disfatta l’ha fornita la Tv, mostrando, in mezzo alla marea di vessilli rossi una sparuta bandiera bianca dei democratici. Voleva essere una bandiera bianca di partecipazione è stata invece il simbolo di una resa. Abbiamo assistito al penoso spettacolo di un segretario che si defila, e manda un certo Fassina (che, tanto per evitare equivici, non è il compagno di Fassino, ma un dirigente del partito) a partecipare (in incognito), mentre i suoi compagni di partito Boccia e Dantoni sparavano bordate peggiori di quelle della destra sulla manifestazione. Ecco caro Bersani ieri hai avuto la risposta alla domanda di quando sei diventato segretario : “Un senso questa storia non ce l’ha”. Sei un capo fittizio di un partito che non può e non vuole essere e che per questa incapacità di scegliere in un solo giorno ha incassato il distacco dalla sua vecchia base scesa in piazza, l’elezione virtuale di Ventola a suo leader e il niet dell’agognato Casini che ha fatto sapere che “con quelli là, non faremo mai un’alleanza di Governo”. La canzone continua a ripetere “Ancora una volta hai rimasto solo….”.
4)Il precipitare della situazione economica impone di partire da quel corteo per riorganizzare una opposizione sociale in grado di contrastare le scelte neoliberiste dei Governi Italiani.

TESTIMONIANZA DI STEFANIA PIACENTINI

Suggestioni di una veterana

C’ero sabato 18 alla manifestazione indetta dalla FIOM, non potevo non esserci, in uno dei tre pulman partiti da Collestrada, pieni, con la sensazione che saremmo stati veramente in tanti, variegati, per censo, età ed appartenenza. Così è stato, e non era scontato, arrivati da ogni dove e infilatisi nel corteo alla spicciolata, disordinati e non solenni, arrabbiati si , ma senza eccessi folcloristici . Altra cosa la marea di soli giovanissimi arrivati in coorte compattissima, delimitata da una sorta di catena, a mo’ di servizio d’ordine, fatta in prevalenza di ragazze collegate da leggere aste di bandiere, si rosse, ma arrotolate, tutti compunti e compresi e senza alcun simbolo di partito, solo piccoli cartelli con l’articolo uno della costituzione, come a voler dire : ricominciamo da lì, da quell’ uno. Chissà se sanno a chi si deve quella stesura dell’articolo 1, se hanno contezza di quell’Amintore Fanfani di quell’antico partito sotto il cui regime in molti ci si augurava di non dover morire. C’era pure una solitaria bandiera del PD, tutti lo guardavano quell’ eroico militante imbandierato, come l’ultimo dei giapponesi che credevano la guerra non ancora finita ; di certo ce n’erano molti altri di piddini, a titolo personale : ” Le bandiere le doveva portare il partito, non i singoli. Ma quelli come Marino o la sottoscritta non dispongono delle bandiere del partito… le tengono sotto chiave! “ ha commentato il giorno dopo una militante del Pd umbro su FB…
Già sulle affollatissime scale mobili all’uscita della metro di Termini, un turista straniero stupito dalla folla, ci ha chiesto sussiegoso ” football ?” Risposta in coro : ” noooo, manifestazione politica, contro berlusconi ! ” Speriamo che lo dica in giro al paese suo che non siamo tutte capre in italia. Si, Bonanni e sodali han capito bene, era una manifestazione politica, di gente che chiede rappresentanza diversa dalla loro.
Un altro compagno m’ha poi raccontato : “a me sulle scale all’uscita dalla metro, uno spagnolo mi ha chiesto se eravamo tutti comunisti, io ho detto che erano presenti solo i dirigenti…i compagni iscritti partecipano solo alle manifestazioni più importanti…”
Orgoglio di esserci in quella grigia giornata d’autunno , caldo, cielo carico di nubi e di pioggia che solo a fine giornata s’è espressa in temporale liberatorio… che anche dio sia con noi !? Non è la prima e non sarà l’ultima…