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SCOMPARSA GIORGIO CASOLI, IL CORDOGLIO DEL PARTITO SOCIALISTA UMBRO

8 ottobre 2019
Giorgio_Casoli

Giorgio Casoli

“Il Psi dell’Umbria esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Giorgio Casoli, già senatore della Repubblica, sindaco di Perugia e storico esponente socialista. Giorgio Casoli ha interpretato, al meglio, la tradizione riformista a Perugia e nella nostra regione ed è sempre stato una guida e un grande esempio per tutti noi. Ne ricorderemo le straordinarie qualità umane, politiche e professionali che ha saputo dimostrare sino alla fine. Ci stringiamo alla sua famiglia in questo momento di dolore e a tutti coloro che gli sono stati vicini, con stima e affetto”. Questo il commento del segretario del Psi dell’Umbria Cesare Carini.

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Museo multimediale della cultura Etrusca – Perugia via Roma 15 – info 348 6015908

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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AMANDA E RAFFAELE: INNOCENTI OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO?

11 ottobre 2011

di Giampiero Tasso

Non mi sono mai voluto impicciare di questo processo e se lo ho fatto ho sempre cercato di guardare le prove vere e reali. Ho fatto due trasmissioni di Don Chisciotte e il buon Giorgio Casoli mi ha insegnato come è facile condannare prima della sentenza e come invece è difficile dividere i fatti dell’accusa e della difesa. Come mai sono stati condannati in primo grado e poi assolti? semplice, perché le prove che l’accusa ha fornito sono cadute giù come castelli di carta e badate bene, per perizie volute dallo stesso tribunale d’appello e che non era stato volute in primo grado. primo punto fondamentale. Ricordiamo sempre che può capitare a chiunque di noi di essere accusato ed egli è semplicemente accusato, non colpevole fino a quando non si arriva al terzo grado, definitivo, di giudizio. Questo è il nostro ordinamento giudiziario. Occorre ricordarlo.
Le chiacchiere danno spazio a qualunque sentenza, ma poi sono le prove, vere e reali che fanno la differenza ed in una sentenza…. contano solo le prove vere e reali, al di fuori di ogni ragionevole dubbio, dice il nuovo testo processuale. Parlare serve a poco e perdonatemi se mi permetto di fare chiarezza. Punto primo nella scena del delitto, nella stanza dove è stata uccisa Meredith vi sono solo le tracce di Rudy Guede, non vi è un capello, un liquido organico, una impronta, un segno della presenza di altre persone, non dico di Amanda e Raffaele, di altre in generale. Sappiamo che Rudy Guede era sulla scena del delitto… lo sappiamo per ciò che ha lasciato nella stanza, nel bagno e su Meredith. La perizia sul famoso gancetto, sottoscritta da tutti i periti, di parte civile, accusa, difesa ed imputati ha dato esito negativo, negativo…. vale a dire non c’è dna di Sollecito… solo polvere e spore.(se volete vi posto le 142 pagine della perizia) La perizia ed i risultati sono stati accettati e firmati da tutti i periti nominati. Tutti sapevano che non vi era dna, su quel gancetto, conservato sigillato e con tutti i crismi della procedura. Sul coltello rinvenuto in casa di Sollecito c’è dna compatibile con quello di Amanda, ma si sa per certo che quello non è stato il coltello dell’uccisione, troppo stretto per le ferite più grandi, troppo largo per le ferite più piccole. Se volete continuo all’infinito… guardate che non mi sono mai stati simpatici i due fidanzatini… ma so che chi è accusato deve essere condannato per prove e non per indizi. Non voglio fare il saccente, non amo mai farlo, ma vorrei solo invitarvi a leggere, come se fosse un libro, le parti processuali, se volete posso postarvele come volete. Credetemi a leggerle è comprendere come e a chi affidiamo la giustizia, come si fa un processo e perché ci vogliono 4 anni per chiarire i fatti.
Se Rudy Guede sia stato il solo ad uccidere Meredith? non lo so… so solo che da 30 anni, la sentenza di cassazione porta a 16 la reclusione…. tra sconti, indulti e buona condotta tra sette/otto anni è fuori…. i morti sono due, oltre alla Meredith c’è la giustizia, ora se per incapacità di trovare le prove, per incapacità investigativa, per orpelli giuridici, per una giustizia assurda non ve lo posso dire…. ma ogni sentenza va rispettata… è alla base della democrazia.

PRIMARIE – IL PD SE LA CAVA I BERSANIANI NO!

5 aprile 2011

Di Ciuenlai

Ci sono state le primarie. Il Pd ha evitato, per il rotto della cuffia, il cappotto. E’ scomparso a Città di Castello, ma è ricomparso a Gubbio. Ma più che il Partito, quello che, ieri, ha ricevuto un nuovo tremendo scossone, sono i suoi equilibri interni. La maggioranza (Bersaniani o Dalemiani fate voi) aveva, più o meno ufficialmente, presentato tre candidati (Duranti a Castello, Casoli a Gubbio e la Travicelli ad Assisi). Per ragioni diverse, hanno perso tutti e tre. La minoranza ne aveva presentato uno solo (Guerrini a Gubbio) e , contro ogni pronostico, l’ha portato a casa. Ma il tragico non è la sconfitta, ma come e dove hanno perso gli ex comunisti. Bacchetta ha umiliato Duranti, Casoli è stato poco più di una comparsa e la Travicelli non è riuscita a prevalere sulla sinistra, nonostante la discesa in campo di pezzi da 90 come Maria Rita Lorenzetti. E tutto questo è avvenuto in posti come Castello e Gubbio che , storicamente, sono considerate due roccaforti “rosse” dell’Umbria. Tradotto in soldoni, questo significa che una parte considerevole dell’elettorato di sinistra del Partito Democratico, da noi, continua a spostarsi sulle posizioni più moderate della minoranza. E non con gli ex Ds di Verini, Bracco e Agostini, ma con gli uomini provenienti dalla ex Margherita. Se oggi ci fosse un nuovo congresso, non è per niente scontato che a vincerlo sarebbero i seguaci di “Baffino”. Del resto basta prendere una carta geografica della Provincia di Perugia per rendersene conto. Nell’alta Umbria, dei Comuni di un certo peso, dopo ieri, rimane ai Bersaniani ormai solo l’enclave di Umbertide. Nella valle umbra sud, con la possibile perdita di Nocera Umbra, resiste solo Foligno, che, però, resta sotto la spada di Damoccle delle inchieste su sanitopoli. Perugia è spaccata in due, con notevoli mal di pancia e una sottile pratica della tecnica dello sgambetto tra i vari esponenti dell’attuale ed esile maggioranza (Bottini, Boccali, Locchi e Mignini). Al Trasimeno, Batino e compagni sono sempre più asserragliati dentro la rocca di Castiglion del Lago. Il centro, con l’eccezione di Marsciano, è ormai in mano alla destra. Il segreto di questa lenta ma inarrestabile scalata della minoranza del Pd sta in due precisi elementi politici. Primo la capacità di mettere in campo e dare spazio a persone, spesso giovani, adeguate alla realtà politica territoriale, che appaiono come una novità, se confrontate con quelle della concorrenza, che, in diversi casi, puzzano di apparato, lontano un miglio. Secondo l’applicazione costante di una linea che potremmo definire “di lotta e di Governo” . Fateci caso. Nelle istituzioni guidate dai bersaniani gli esponenti della minoranza sono costantemente all’attacco. Basta guardare quello che succede in Regione, e nei due principali comuni. E infine c’è una percezione del vecchio e della conservazione che qualcuno, a torto o a ragione, è riuscito ad appioppare addosso al grosso degli ex comunisti. Sarà forse per questo che, da un po’ di tempo, questa parte ha smesso di fare la voce grossa, si siede a tavola, e cerca un accordo?

P.S. – Grande affluenza alle primarie. Buona cosa, ma qualcuno dice che un bel tantino dei partecipanti, il 16 maggio, non voterà per il candidato del centrosinistra.

AGGIORNAMENTO – IL RIFORMISTA CI INFORMA OGGI CHE IL FENOMENO E’ NAZIONALE