Posts Tagged ‘casta’

La “Casta” … “Magna” e tanto!

29 agosto 2013

riceviamo e pubblichiamo

A che cosa sono serviti i vari Fiorito, Penati ecc. ecc… personaggi rappresentativi di molti partiti che con le loro furbizie hanno contribuito a rovinare la già disastrata economia italiana? A che serve parlare di crisi profonda, di (more…)

LEGGE ELETTORALE “COME PRIMA PEGGIO DI PRIMA” LA CASTA? NON L’AMMAZZA NESSUNO!

12 ottobre 2012

di Ciuenlai

Dal Porcellum al Troiellum il passo è breve perché sempre di porcata si tratta. L’impunità di questa classe politica non ha limiti. Sono mesi che, in materia di legge elettorale, ci propina la (more…)

I perugini fanno sacrifici, la “casta” no !

20 agosto 2012

E’ tempo di spending review e di sacrifici, ma non per tutti. La Giunta Comunale di Perugia con delibera 283 del 26.luglio.2012, votata all’unanimità, ha attribuito ad uno dei Segretari del Sindaco Boccali un compenso accessorio di 5 mila euro all’anno. Non si comprende bene quali (more…)

Bocciato alla camera l’emendamento con il quale si voleva rendere obbligatorio il Codice Etico Antimafia

25 maggio 2012

Scandaloso! Ieri, alla Camera, è stato vergognosamente bocciato l’emendamento, sostenuto da Futuro e Libertà e dall’IDV, con il quale si voleva rendere obbligatorio il Codice Etico Antimafia, prevedendo il blocco dell’erogazione del finanziamento pubblico per quelle forze politiche che portano in Parlamento corrotti e mafiosi. PD, PDL e UDC hanno votato contro, la Lega si è (more…)

“DIVIDI ET IMPERA” IL METODO DELLA CASTA POLITICA, Il quotidiano italiano è una circolare privata di gruppi di potere

9 maggio 2012

di Stelio Bonsegna

Scorrendo i giornali, quotidiani e settimanali, assistendo a trasmissioni televisive, si nota uno strano approccio alla crisi economica, a quella dei partiti politici e della Casta in genere. Leggo che il famoso “Cetto la Qualunque” (Antonio Albanese), ha abbandonato la satira politica. Il perché è ovvio, è il genero del neo Tecnico di turno del Governo Monti, tal Piero Gnudi. (more…)

PALERMO E L’OPERAZIONE “SALVACASTA”

5 marzo 2012

“Ferrandelli è un moderato che ha stupito chi da lontano ha fatto scelte calate dall’alto. Chi a livello nazionale non ha più un rapporto fecondo con il territorio”. Giuseppe Lumia, senatore del Pd e politico di primo piano in Sicilia, commenta la vittoria del suo candidato alle primarie del Centrosinistra a Palermo e per attaccare Bersani, Vendola e Di Pietro: “Quella di Palermo è stata una grossa scoppola per loro e per la foto di Vasto. E’ uno schiaffo a chi pensa di governare il Mezzogiorno con una idea estrema della politica. Una alleanza che non deve avere pregiudizi e deve coinvolgere le forze sane sia del Centrosinistra che del mondo moderato”


Commento di Ciuenlai

La Borsellino ha perso. Sarebbe sbagliato nascondersi dietro i brogli, gli inquinamenti, i raggiri ecc. Palermo è una città dove destra e mafia hanno costantemente dettato legge. Il vecchio Pci, soprattutto alle comunali, ha avuto sempre un ruolo di rappresentanza, scendendo immancabilmente, ogni volta, sotto il 10%. Per me sarebbe stata quindi una grande sorpresa se una candidata fortemente caratterizzata a sinistra avesse avuto una incoronazione plebiscitaria o consistentemente maggioritaria. Ma non è questo il punto, perché le primarie di Palermo travalicano il fatto locale. Sono state il punto culminante di una offensiva delle forze moderate dentro il Pd e dentro il centrosinistra, tesa a scardinare lo schema di Vasto, ad emarginare la sinistra, per cementare l’ultimo anello di una gigantesca operazione conservatrice. Non è un caso che nello stesso momento viene annunciato un accordo sulle riforme costituzionali e soprattutto su una legge elettorale liberticida che dà cittadinanza solo ai partiti che superano l’11% e diritto di tribuna solo a chi supera il 5%. Una legge dove i parlamentari sono ancora nominati dai partiti sia nella parte dei collegi che in quella delle liste, che, udite udite, restano bloccate, come in passato. Il porcellum non viene quindi superato, ma adattato e in peggio. Sembrava impossibile, ma Violante e soci sono sulla buona strada. Lo scopo è semplice. Decidere le alleanze dopo le elezioni, potenziare il cosiddetto voto utile, salvare quella che chiamiamo casta e visto che nessuno dei principali concorrenti (destra, terzo polo e Pd) otterrà i voti necessari a governare da solo, sancire la “dittatura” del potere finanziario attraverso la prosecuzione della grande coalizione sotto il cappello e l’egida di Monti o della Passera di turno. Non è un caso che proprio questa mattina il vicesegretario del Pd Enrico Letta suoni le campane a morto per l’art.18. E non è un caso che sia il Pd a fare proposte di legge che somigliano tanto a salvacondotti per i processi di Berlusconi. Tutti elementi che evidenziano il mutamento degli equilibri nel Partito Democratico a favore dei centristi cattolici e dei moderati, che hanno deciso di imboccare decisamente la strada del consociativismo, cominciando con il confermare ed allargare il sodalizio con Lombardo. L’attuale classe dirigente ha capito che solo facendo fronte comune può salvarsi. Così si diletta nella cosa che gli viene più naturale; ridisegnare le regole a suo uso e consumo. Una domanda urgente : Di fronte a questo la sinistra e le forze alternative a questo schifo, che faranno? Perché questa, se non l’avete capito, è l’ultima chiamata!

nota di redazione: Palermo da sempre è il laboratorio politico dove si fanno le prove generali per Roma, niente di nuovo sotto il sole di Sicilia e sotto il cielo italiano.

Liberalizzazioni:perché prendersela con i tassisti? Ovvio la ripresa economica dipende solo da loro

11 gennaio 2012

Il Presidente del Consiglio Monti ha annunciato l’imminente varo di provvedimenti per le liberalizzazioni. Lo ha fatto con enfasi, come se la soluzione della crisi economica e finanziaria dell’Italia, stesse nell’adozione di quelle misure. In taluni casi si rendono necessarie. I privilegi di casta vanno combattuti ed eliminati. Magari cominciando da quelli di cui gode il mondo politico e quello della finanza. Invece alla politica si concedono ingiustificate ed ingiustificabili dilazioni. Della finanza non si parla neppure, anzi si tollera che le banche vengano finanziate e ricapitalizzate dalla Banca Europea con miliardi di euro “regalati” al tasso dell’1% e si concede loro di “rivenderli” a tassi esorbitanti e che spesso vengono percepiti al limite dell’ “usura”. Certo è molto più facile prendersela con i tassisti, additandoli come una casta e non come una semplice e non ricca categoria del mondo del lavoro. Hanno “ideato” di regalare una licenza gratis per ogni licenza posseduta (60.000 in Italia) a titolo di parziale risarcimento degli effetti della liberalizzazione. Queste licenze, immesse sul mercato, serviranno soltanto a consentire al Governo di affermare di aver creato 60.000 nuovi posti di lavoro. Ma solo sulla carta. Perché, nel concreto, il provvedimento avrà come unico effetto quello di creare 120.000 nuove povertà: quelle dei tassisti,vecchi e nuovi, che non potranno trovare, con una professione inflazionata ed un mercato fermo, sufficiente sostentamento per le proprie famiglie. Per di più senza alcun vantaggio per i cittadini che non vedranno certamente abbassarsi le tariffe a causa dei costi incomprimibili che i tassisti sostengono per la loro attività. E’ probabile invece che – a causa del contrarsi della quota individuale di mercato sulla quale oggi possono contare – la liberalizzazione provocherà un aumento del costo che il cittadino dovrà sostenere per il servizio che i tassisti svolgono. Se c’è qualcosa che nel settore non funziona, se ne parli, se ne discuta, con la categoria e con i rappresentanti dei consumatori. per trovare una adeguata soluzione. Provvedimenti affrettati rischiano di provocare soltanto danni e nessun beneficio alla collettività. Quando si mostra di avere tanta pazienza nell’attendere che la politica tagli i propri privilegi, è proprio indispensabile avere tanta fretta nell’emanare provvedimenti che rischiano di colpire ingiustamente una categoria di onesti e certamente non ricchi lavoratori?

Carla Spagnoli

nota di redazione. Questo intervento di Carla Spagnoli che condivido in pieno, mi fa venire in mente una domanda: ma  a quei giovani tassisti che hanno voluto intraprendere questo lavoro per  guadagnarsi da vivere   onestamente che con grandi sacrifici hanno comprato una licenza anche oltre cento mila euro , cosa diciamo? Da oggi la tua licenza vale zero perchè il tuo comune le darà gratis? e chi aveva ottenuto un prestito per farlo come si troverà? E questa secondo Monti sarebbe una casta? Se  secondo Monti la ripresa economica dipende dai tassisti stiamo messi davvero male, oltre ogni pessimistica previsione.

Manovra: L’ENNESIMA PRESA IN GIRO?

5 dicembre 2011

Come volevasi dimostrare.

Qualunque cittadino italiano avrebbe risolto i problemi, di un’Italia indebitata fino al collo, con i soldi dei cittadini ed in particolare dei lavoratori, che con i pensionati, sono in maggiori Contribuenti. Erano questi i grandi esperti che avrebbero dovuto risolvere i nostri problemi? I pianti di coccodrillo non hanno avuto l’effetto previsto. Quello che fa più senso è il modo in cui si è trascurato l’esoso costo dello Stato italiano, il finanziamento pubblico ai partiti (più volte abiurato nei referendum), l’eliminazione “vera” delle Province, La riduzione delle costose Regioni Italiane, la riduzione degli stipendi dei parlamentari (anche quelli degli enti locali), l’esagerato stipendio dei Magistrati e la loro ultra esosa liquidazione e pensione, un costo della Giustizia ingiusta, che anche la Comunità Europea ci rimprovera e ci multa, la drastica riduzione delle pensioni dei Burocrati di stato, il finanziamento delle testate giornalistiche di partito, etc. etc. etc. Eppure sarebbe stato così semplice, far pulizia partendo dall’alto e salvaguardare i miseri stipendi e pensioni dei lavoratori, i quali a sorpresa, non si vedranno aggiornare la loro pensione al costo dell’inflazione per ben due anni, gravati inoltre della nuova ICI maggiorata e da un’IVA pesante sui consumi giornalieri. Dove li troveranno i soldi? Questa è una bella occasione per togliere ossigeno a questo Governo del Presidente. Il partito o i partiti politici che riusciranno a farlo cadere, potranno poi passare da salvatori della Patria. Basta far saltare il Governicchio Monte dei Pegni. Tutto il popolo italiano sarà grato.

Stelio Bonsegna

Nota di Redazione: I giornali spesso hanno istigato ( a volte a torto, a volte a ragione) la popolazione contro la casta sprecona, ma dimenticano ( ma tu guarda caso!!!) i bei soldini che lucrano con il contributo dello Stato alla stampa. Ma quella la chiamano democrazia…

Guasticchi “Da Perugia l’offensiva per la verità sui costi della politica”

23 settembre 2011

“Da Perugia vogliamo lanciare un’offensiva di verità per dare un forte contributo alla semplificazione del sistema istituzionale e rispetto alla questione dei costi della politica. Il taglio delle Province porterebbe ad una aggravio di costi e ad una grande confusione istituzionale, elementi che hanno consentito, anche secondo l’agenzia Moody’s, il declassamento del debito pubblico. Lo dimostra il dato certificato secondo cui il costo del personale delle Province in Umbria, in caso di soppressione, aumenterebbe del 30% e cioè di 13milioni di euro”. Sono le  parole del presidente dell’Upi regionale e presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi in apertura della conferenza stampa convocata stamani nel Palazzo della Provincia di Perugia a cui ha partecipato il presidente dell’Upi nazionale Giuseppe Castiglione per fare un’analisi della situazione dopo il ddl sulla eliminazione delle Province. “La casta non abita nelle Province, la casta non siamo noi, sprechi e privilegi risiedono altrove – ha affermato Castiglione – Le Province sono un luogo dove non ci sono sprechi e dove si esercita la democrazia, non vittime designate. Non ci stiamo!”.

PRIVILEGI – Ora la “Casta” va all’attacco del “popolino”.

3 agosto 2011

L’Opinione di Stelio Bonsegna

 

Un “popolino” che si lamenta da decenni, della troppa disinvoltura della classe politica nella gestione della cosa pubblica e l’indifferenza con cui la classe politica affronta questa crisi internazionale. Ma soprattutto, disturba il modo con cui i nostri rappresentanti politici tendono a salvaguardare i loro stretti interessi, privilegi, oltre a comparire spessissimo in scandali vergognosi.
I nostri politici hanno dimenticato che sono stati eletti dal “popolino”, per essere da loro rappresentati al parlamento italiano e per tenere sempre in primo piano gli interessi del popolo e non i loro. Un attacco generico alla: ANTIPOLITICA dilagante tra gli italiani e che qualche partitello cerca di cavalcare, per poi poterla imbrigliare a suo favore e smorzare con calma, quando diventa troppo pericolosa. Quindi il “popolino” è avvisato: Nessun cambiamento nei loro privilegi, ma solo ritocchi di facciata. Il “popolino” non conta più niente, sono solo dei servitori che debbono essere solo governati da, non uno, ma più padroni. Famose le parole di Indro Montanelli: “In Italia, a fare la dittatura, non e’ tanto il dittatore, quanto la paura degli italiani e una certa smania di avere un padrone da servire.  Lo diceva Mussolini: “Come si fa a non diventare padroni di un paese di servitori?”
Quanto emerge dalle misure prese recentemente dai due rami del Parlamento, dalla Presidenza della repubblica, da qualche Ente locale e da qualche raro Burocrate di Stato, danno già un’idea dell’andazzo. Misure, che se controllate con la lente d’ingrandimento, daranno l’idea dell’inghippo o per meglio definire il tutto, “la fregatura” che ci stanno propinando. Sono stati presi solo alcuni privilegi, raramente utilizzati dai parlamentari, gli è stato dato un valore (esagerato) e quindi moltiplicato per il numero dei parlamentari della corrispondente camera, ed ecco il risultato dei milioni di risparmio che ci vogliono dare a bere.
Quindi non si sono colpiti veramente gli stipendi (esosi) ed i veri privilegi dei burocrati di stato.
Se veramente fossero politici responsabili, avrebbero colpito i loro benefit, compreso il loro stipendio, a colpi di scure.

Queste responsabilità dovevano venire anche dagli enti locali, Regioni, Province, Comuni, Municipalizzate, enti limitrofi, oltre che da altri poteri dello stato.
Avrebbero dovuto fare tagli veri, per non aggravare ulteriormente la già delicata situazione delle famiglie italiane.

Questo si sarebbero aspettati i cosiddetti “ANTIPOLITICI”, che hanno ragione a lamentarsi di questo losco modo di amministrare e gestire la cosa pubblica.
Il popolo italiano non è contro la Politica, quella “vera e seria”, ma contro le Sanguisughe che stanno depredando l’Italia, riducendola ad un popolo di mendicanti ed indigenti.

Quindi, signori “rappresentanti” del popolo italiano, smettetela di offendere chi vi ha votati in buona fede, altrimenti rischiate uno scontro pericoloso, un vero e proprio cortocircuito con il “popolino”, cioè il popolo degli elettori che hanno a maggior ragione di dire che: LO STATO SIAMO NOI.

Varie sono le iniziative che stanno prendendo piede tra il popolo dei cosiddetti “indignati” e spero che trovino presto la quadra ed il modo di sincronizzarsi e far venir fuori un’unica voce di pretesa di cambiamento nella politica italiana.

Anche a suon di drastiche modifiche, dell’attuale vetusta Costituzione Italiana.
Un avvertimento ai politicanti:
Non cercate di mettere i bastoni tra le ruote a queste iniziative popolari e non partitiche (che fanno onore ad una vera Italia Democratica e Liberale), altrimenti ne pagherete lo scotto alle prossime elezioni politiche.