Posts Tagged ‘cgil’

Perugina, buongiorno sindacati…

16 maggio 2017
Riceviamo e pubblichiamo
movSe non fosse per la situazione drammatica, ci sarebbe da “sbellicarsi dal ridere” leggendo il comunicato stampa diffuso dai sindacati sulla Perugina… Una vera “pantomima”, che trasforma la tragedia in farsa!!!
Replichiamo, punto per punto, a tutte le “favole” contenute nel comunicato… I sindacalisti nostrani parlano di ipotetici e misteriosi «nuovi codici» per rendere competitivo il settore della Confiserie. Ma nuovi codici equivalgono a nuovi prodotti? Ci pare strano, visto che a San Sisto gira voce che l’azienda stia “semplificando” e diminuendo il numero dei codici! I “prodi” sindacalisti si sono spinti a chiedere una nuova «rete vendita»: peccato che a noi risulta che l’azienda abbia recentemente “accompagnato all’uscita” alcuni venditori…

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LA REGIONE DISATTENDE GLI IMPEGNI PRESI CON LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DELL’UMBRIA

1 ottobre 2016

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Le Segreterie Territoriali e Regionali dell’Umbria di FILCTEM-CGIL, FLAEI-CISL, UILTEC-UIL esprimono un forte disappunto nei confronti della Regione per: Aver disatteso gli impegni presi il 9 Febbraio u.s. alla riunione con il Vice Presidente della Regione dell’Umbria e Assessore Dott. Fabio Paparelli, che alla presenza di Enel, delle Organizzazioni Confederali e di Categoria dell’Umbria e dei Sindaci dei territori interessati prendeva l’impegno di aprire con ENEL un confronto per discutere essenzialmente di piani e progetti di sviluppo per i siti umbri di generazione, prima di parlare di qualsiasi ipotesi di dismissione e/o ridimensionamento. (more…)

M5S Perugia – LO SPI CGIL SI SCHIERA PER BOCCALI

3 maggio 2014

 

Cristina Rossetti

Cristina Rossetti

Lo SPI CGIL, organizzazione dei pensionati italiani, si schiera con la coalizione di centro sinistra alle prossime amministrative.
Ha infatti organizzato una serie di iniziative sul territorio di Perugia, ben 3, nei giorni dell’8, 12 e 19 maggio, alla presenza del Sindaco Boccali, per discutere della politica per gli anziani, dell’Europa e dell’Euro. Tutte le iniziative sono accompagnate da un “Ricco buffet” offerto dall’organizzazione.

Sul sito dello Spi CGIL si legge che lo SPI è “il sindacato generale delle pensionate, dei pensionati e delle persone (more…)

IO COMUNISTA PER 40 ANNI, VOTERO’ BERLUSCONI

27 marzo 2013

riceviamo e pubblichiamo

Conversazione con Marinella Tomasi

Disgustato e schifato del mio partito , voterò Berlusconi !
Il mio nome è Muzzetto Paolino ( noto Paolo ) e sono di Olbia.
Convintamente comunista da oltre 40 anni sia io che tutta la mia famiglia , comunista-exquelle che vedete sono le mie tessere di partito e quelle della mia famiglia , la prima tessera è del 1946 appartenente a mio padre .

Sono stato sempre fedele al partito , in ogni minima cosa compresa (more…)

UMBRIA – CI VUOLE UN PIANO PER IL PUBBLICO IMPIEGO

17 gennaio 2012

di Ciuenlai

Siamo stati noi, dopo una prima denuncia sulla rete, con l’articolo “PROGETTO UMBRIA – PIU’ TASSE AI CITTADINI E PIU’ SOLDI AI DIRIGENTI?” a sollevare la questione delle questioni e cioè quella del costo dei dirigenti e degli apicali in genere. Lo abbiamo fatto il 24 di dicembre scorso e da allora giornali, sindacati ed esponenti politici, ne hanno diffusamente parlato. Ma eccezion fatta per i sindacati, ed in particolare per la Cgil, nessuno ha colto l’essenza vera del problema. Siamo alle solite denunce, ma resta un deficit di proposte che fa paura. E il deficit viene soprattutto da chi dovrebbe trovare soluzioni strutturali al problema e cioè chi governa la cosa pubblica. L’immobilismo conservatore la fa ancora da padrone. Ma attenti perché, in questo campo, può fare danni irreparabili. La questione del pubblico impiego , nella nostra Regione, sarà, nei prossimi anni, una priorità. Perché si sta formando un intreccio di questioni che non possono essere affrontate con soluzioni “di giornata” o, al massimo, quando il problema si presenta. Tanto per capire di che parliamo, sul tappeto ci sono, ci saranno e ci potrebbero essere, gli esuberi derivati dalla soppressione delle Comunità Montane e di agenzie o altri enti intermedi, la possibile ricollocazione di parte o di tutto il personale delle due Province, se va avanti il progetto di cancellazione di queste istituzioni, la sistemazione del problema dei precari che lavorano negli enti locali, la riorganizzazione delle aziende pubbliche e la questioni relative all’indotto delle aziende che girano attorno ai servizi pubblici. C’è così tanto materiale in giro che diventa una necessità irrinunciabile costruire un progetto unitario di settore. Un progetto che coinvolga tutti gli enti e che preveda una gestione unificata di una specie di pianta organica regionale, con stop ai concorsi e l’avvio di un processo di mobilità compatibile. E’ in questo quadro che va vista la questione dirigenti e la necessità di un piano organico di riduzione delle posizioni più onerose dal punto di vista finanziario, per liberare risorse necessarie all’attuazione di questa riorganizzazione. Certo non mi nascondo che parliamo di una cosa delicata e complessa, perché il presupposto di una simile ipotesi e che “nessuno si deve far male”. La salvaguardia dei diritti dei lavoratori deve essere la prima garanzia. E, infine, bisogna far presto, perché una legge Monti, di cui si è parlato, e relativa alla gestione degli esuberi nella pubblica amministrazione, potrebbe portare diversi guai in una Regione nella quale la voce Pubblico impiego è di primaria importanza.

UGL Umbria: “Bravo, Presidente Sen. Prof. Mario Monti” .

8 dicembre 2011

12 dicembre 2011, ore 10, in P.zza Italia con UGL, CGIL, CISL e UIL

Bisogna riconoscere a questo Governo, che è riuscito ad unire in una unica protesta di piazza i sindacati Confederali, UGL, CGIL, CISL e UIL; protesta che si accompagna, nello stesso giorno, ad uno sciopero unitario di tre ore che si terrà in tutta Italia. Forte è la nostra preoccupazione per l’impatto che questa manovra avrà sulle famiglie umbre e sui lavoratori, incidendo negativamente sul potere d’acquisto di ogni singolo cittadino (aumento dell’IVA), una manovra che favorisce esclusivamente le imprese ed il sistema bancario. Registriamo l’ennesimo aumento della benzina, che contribuirà ad aumentare i prezzi dei beni di prima necessità, ma diventa il tutto ancora più sconcertante se pensiamo che il 70% del prezzo pro litro del carburante, sono tasse tra le quali le accise della “guerra in Abissinia” del 1935 e “la crisi di Suez” del 1956. Purtroppo, anche in questa regione alcune scellerate politiche aziendali hanno favorito la nascita di un numero considerevole di lavoratori cassaintegrati o in mobilità che, con questa manovra, rischiano di trovarsi senza pensione né stipendio e senza nessuna possibilità di reintegro professionale favorendo così il lavoro sommerso o la crescita della criminalità locale ed organizzata. Con questa manovra, per infortuni e malattie professionali si ferma ogni forma di tutela per molti lavoratori cancellando tutti gli istituti dell’accertamento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio, rimborso spese mediche ed equo indennizzo.

“Provvedimento inaccettabile”, basti pensare che quest’anno in Umbria, sino al mese di novembre, sono state registrate già 17 vittime sul lavoro mentre gli infortuni, nonostante abbiamo circa 20.000 lavoratori in “cassa integrazione” sono aumentati rispetto al 2010 circa del 4% pari a 15.467. Questa protesta è volta a richiamare l’attenzione di tutti i politici locali sulle ripercussioni che questa manovra avrà sulle “fasce più deboli”, augurandoci che la Regione Umbria vorrà velocemente organizzare nei prossimi giorni un incontro con le parti sociali e le associazioni che costituiscono il “Tavolo per lo Sviluppo” perché in questo momento è assolutamente necessario “fare meno slogan e più fatti” realizzando programmi a favore delle famiglie e dei lavoratori umbri, rilanciando politiche attive del lavoro, delineando nuove e più incisive strategie per combattere l’evasione e per il contenimento della spesa pubblica.

Enzo Gaudiosi – segretario regionale Ugl

Nota di redazione: Le varie sigle sindacali si ricompattano, ma forse la situazione economica e finanziaria del paese meritava più di tre ore di astensione del lavoro. Qualche  anno  fa per molto meno i sindacati avrebbero messo a ferro e fuoco il paese, che succede? Eppure mai come questa volta i cittadini ed i pensionati sono stati cosi maltrattati, e non basta dire come fa Angeletti (Uil) che ” se il governo non riapre la trattativa con i sindacati sulla manovra e in particolare sulle misure che penalizzano lavoratori e pensionati è possibile che entro dicembre possa essere proclamato un altro sciopero, stavolta di otto ore.”  Angeletti parla solo a nome Uil o anche a nome di tutto il sindacato? Certo che fare uno sciopero di otto ore a fine dicembre è come chiudere le stalle dopo che i buoi sono scappati.

Dracula e tutti i suoi discendenti volano in boeing, vera mutazione genetico – finanziaria.

18 settembre 2011

L’OPINIONE

Peccato che l’Occidente sedotto per troppo tempo da fasti e nefasti non abbia trovato in tempo la cura ai suoi mali ed abbia offerto una ghiotta occasione a fattori od esseri para-normali, finora invisibili ed inafferrabili , al cui amo, dall’esca velenosa, siamo abboccati fatalmente. Ma finalmente, dopo una mia piccola indagine, ho trovato qualche riferimento che potrebbe consentire di individuarne le origini e il capostipite che, dopo un certo periodo di oblio e di astinenza s’è risvegliato dal letargo insieme alla numerosa discendenza, che come sappiamo da vittime ereditavano automaticamente il suo carattere affabile e seducente, le sue aggraziate sembianze che all’occasione però mostravano quei canini piuttosto affilati ed occhi di fuoco per la sete insaziabile di una bevanda biologica al 100 % .

Proprio lui il conte Dracula che stanco della solita Transilvania e dei soliti Carpazi, annusando un colossale salasso per sé, la sua famigliola e tutta la sua stirpe, ha deciso di fare il giramondo adattandosi con una vera mutazione genetica  ai luoghi e tempi diversi con modi , mezzi e fini al passo con la modernità . Quindi , ora passando dalla leggenda alla realtà odierna Dracula perde il suo charme di seduttore o vampiro in carne ed ossa, ora è invisibile, ha anche perso quella parvenza aristocratica di fascinosa truculenza ed agisce su spazi illimitati con feroci scatti felini, non gira più con la carrozza traballante ma ovviamente preferisce il veloce boeing per i suoi spostamenti intercontinentali , la sua arma letale non sfoggia più dietro il suo smagliante sorriso, ma dal macabro strumento telematico armato di un Internet spietato e fulmineo, ora, con grande spirito di adattamento, osservando che tra i popoli e le finanze del mondo non corre “buon sangue“, si accontenterà di un suo succedaneo, non più biologico, ma comunque di grandi risorse di liquidità ( ben diverse da quelle nei flaconi dell’Avis, ma spesso sottoforma di titoli finanziari dai nomi più strambi ed esotici , comunque di finta liquidità ) .

Ovviamente questi oriundi vampiri, di fronte a un sì vasto scenario ricco di sterminate prede, non si attardano nella selezione di singole vittime , colpiscono indiscriminatamente interi popoli e così l’evoluzione della specie, dietro le forme più varie ed indistinte , ha sviluppato il “dissanguamento di massa “  .

Ormai , anche se è troppo facile capire le cause del male ( materialismo sprecone , globalizzazione selvaggia , scomparsa dei valori universali ………) , per evitare che Dracula si arrenda per sazietà ( cosa impossibile ) , occorre rispondere a due cruciali punti :

1. Identifichiamo questi vampiri clandestini, peraltro senza permesso di soggiorno, non si può vincere una guerra con un nemico anonimo ( anche se un sospetto, avallato poi da altri, l’ho avuto subito collegandomi alla tesi della  “ mutazione genetica “ che a bordo del boeing fa presto dalla Transilvania all’estremo Oriente facendo apparire vampiri con occhi a mandorla che con la loro accumulata forza di liquidità immensa ormai umilia anche gli USA ( finanziariamente e politicamente ) e minaccia di accrescere in Europa una stratosferica rete di banche del sangue per vampiri

2. Mettiamo subito in atto anche noi in Italia una cura d’urto , anche se finora urta qualcuno e scansa qualcun altro; non s’è capito (o qualcuno pur avendolo ben capito non puo’ smentire la sua storia politica) che l’ubriacatura lunga 50 anni è finita, ed in modo traumatico su base mondiale nonostante i “lungimiranti” economisti di fama, e che il percorso inverso dalle stelle alle stalle prevede una infinita e massacrante maratona. Occorre quindi da subito individuare i punti deboli non solo economici (effetti), ma soprattutto quelli che li hanno determinati (cause)  ed intervenire, pur se con effetti impopolari, chiedendo sacrifici a tutti (inclusa CGIL+COOP, Magistrati e Calciatori che hanno o vorrebbero opporsi, per le loro specifiche categorie, con assurdi scioperi), anche se con maggior peso sui ricconi. Nessuno potrà o dovrà sottrarsi ed i più sono anche disponibili a condizione di una equita’ distributiva senza ulteriori colpi ai meno abbienti.

Infine un consiglio a Dracula : nel tuo stesso interesse, non esagerare coi salassi continui che hanno già provocato terremoti nelle Economie di tutto il mondo che dovranno lottare solo per non arretrare troppo, … altro che crescita, mito da tutti ingenuamente invocato a forza di miliardi di €uro. (comunque sempre a rischio, se per aumentare artificiosamente consumi indiscriminati e/o sostenere sprechi e surplus del passato, senza considerare che con oculati tagli e razionalizzando la macchina statale quella benedetta crescita sarà sottintesa in automatico) !

Insomma Dracula attento che un’ anemia cronica delle tue vittime alla fine ti ridurrà a conficcare i tuoi deliziosi canini in corpi esanimi e restando disoccupato non avrai altra scelta che il ritorno in Transilvania , come tutti ci auguriamo e per sempre.

Leonida Laconico

Rifondazione comunista Perugia: Stamattina abbiamo contestato la Marcegaglia

14 settembre 2011

Ci siamo stati perchè cogliamo un elemento positivo nella mobilitazione della Cgil contro l’articolo 8 della manovra del governo che manomette di fatto lo Statuto dei diritti dei lavoratori. In Umbria e nella nostra provincia  le ricadute della crisi sui lavoratori, sul sistema d’istruzione, sull’Università e sull’apparato produttivo stanno determinando un allargamento pesante della povertà. Dopo lo sciopero generale e alla vigilia della grande mobilitazione del 15 ottobre, Rifondazione comunista e i Giovani Comunisti di Perugia insieme alla Cgil e ai lavoratori hanno “accolto” la Marcegaglia con un sit-in improvvisato contro la manovra e contro la manomissione dello Statuto dei diritti dei lavoratori.

Enrico Flamini, Segretario Provinciale Prc-FdS Perugia

Andrea Ferroni, Coordinatore Provinciale Giovani Comunisti Perugia

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

5 settembre 2011

L’Umbria di questi tempi ha bisogno di tutto tranne che di uno sciopero generale. Assolutamente legittima l’iniziativa della CGIL ma altrettanto legittimo contestarla e ancor più non condividere la posizione di alcuni esponenti della sinistra di governo regionale che si affrettano ad aderire allo sciopero. Molto meglio se avessero scelto di rimanere alla stanga magari per lavorare su una semplificazione endo regionale o su strumenti per favorire nuovi investimenti nella regione. Quello che è certo è che il disagio lavorativo oggi non si vince con l’astensione dal lavoro.

Maurizio Ronconi

Elezioni Colussi, il Comitato dei Garanti respinge il ricorso dell’Ugl con parità di voti

18 maggio 2011

“Elezioni Colussi, il Comitato dei Garanti presso la Direzione provinciale del Lavoro respinge il ricorso presentato dall’Ugl Agroalimentari – prende atto l’Unione Generale del Lavoro provinciale che precisa – Ricorso respinto non a maggioranza dei suoi membri bensì con un incredibile voto di parità. Parità dovuta all’anomala astensione del presidente della commissione il cui parere in genere vale doppio. Vicenda senza precedenti che lascia a dir poco sgomenti”. La vicenda, come ricorda l’Ugl, trova il suo esordio nelle elezioni di gennaio scorso indette per il rinnovo dei rappresentanti delle Rsu. Rinnovo che prevede anche la nomina dei delegati di segreteria che devono affiancare i rappresentanti Rsu nell’attività sindacale corrente. L’incarico è andato a vantaggio della Cgil, vincitrice della tornata elettorale con soltanto 25 preferenze in più dall’ultima sigla sindacale in gara. La Cgil ha così ottenuto due delegati di segreteria, Cisl e Uil uno a testa, Ugl nessuno nonostante tra le sue fila siano stati eletti due rappresentanti Rsu. Da qui il ricorso.

“I Confederali hanno cercato in tutti i modi di non entrare nel merito del ricorso – aggiunge l’Ugl Agroalimentari – contestandone subito i tempi di presentazione. Formalità invece pienamente rispettate dall’Ugl e riconosciute ufficialmente dalla Direzione provinciale del Lavoro e dal rappresentante dell’Unione degli Industriali di Perugia”.

“Emerge ancora una volta una gestione autarchica da parte dei Confederali – dichiara il segretario provinciale Ugl Agroalimentari, Pierangelo Cairoli – che nella gestione dell’intera vicenda non si sono preoccupati minimamente di rispettare la volontà espressa dalle maestranze snobbando le preferenze indicate e affidando incarichi secondo una logica clientelare. Resta il dato gravissimo del comportamento del Comitato dei Garanti che non ha adempiuto al suo compito di terzietà ed imparzialità. La pronuncia del Comitato confermerebbe, qualora ce ne fosse stato bisogno, che alcuni rapporti sindacali confederali rischiano di rispondere sempre più a giochi di mantenimento del potere e delle poltrone, mostrandosi poco rispettosi dei cambiamenti di rappresentanza in atto all’interno di numerosi luoghi di lavoro che vedono l’Ugl crescere ed affermarsi. Allo stesso tempo è testimonianza della pretestuosità e della infondatezza delle posizioni assunte dalla Cgil che ormai porta avanti con ciclica periodicità nei confronti dell’Ugl nel vano tentativo di screditarne l’immagine presso i lavoratori e l’opinione pubblica. Giova qui ricordare soltanto – conclude Cairoli – che la nostra sigla sindacale non ha mai sposato e non sposerà mai questa condotta denigratoria. Tale  atteggiamento è rivolto soprattutto ad assicurarsi consensi su versanti ideologici e politici, forse nella recondita speranza di bilanciare la costante e inarrestabile emorragia di adesioni da parte dei lavoratori umbri molte delle quali a favore dell’Ugl”.

FINALMENTE E DOPO TANTI ANNI DI SUBALTERNITA’ LA CISL RIALZA LA TESTA

23 febbraio 2011

Commento di ALFEO RINALDUCCI – Segretario nazionale Italia Federale

Dopo il Segretario Generale Bonanni, anche il Segretario Regionale Sbarra, in un articolo pubblicato su “Il Messaggero Umbria”, espone una lucida analisi politica ed economica sulla situazione dell’Umbria che ci sentiamo di condividere in toto. Mentre il segretario della CGIL Bravi, con una visione oramai arcaica continua a rincorrere l’unità sindacale come panacea di tutti i mali dei lavoratori, non vi nascondo la grande soddisfazione che provo nel sentire la CISL parlare di proposte concrete per lo sviluppo, l’occupazione, la produttività, la partecipazione dei lavoratori agli utili delle aziende, meglio se private. Alcune categorie della CISL, queste cose le dicevano circa 25 anni fà pretendendo per se, ma anche inutilmente per gli altri, l’incompatibilità fra cariche sindacali e quelle politiche, come fondamento per un approccio convincente all’unità sindacale. Purtroppo, oggi come allora, la CGIL è funzionale e subordinata alla sinistra, alla quale in questi ultimi anni, causa lo sbandamento della stessa sinistra, sembra indicargli la rotta e l’agenda politica; pare perfino superfluo ricordare quegli uomini che dalla “triplice sindacale” sono passati ai vertici dei partiti e delle Istituzioni, dopo aver doverosamente servito i partiti stessi di riferimento. Sotto la bandiera pseudo unitaria sono passati i provvedimenti legislativi più penalizzanti per i lavoratori subordinati, vedi ad esempio l’abolizione contingenza e scala mobile. L’unità sindacale tanto anelata oggi come ieri significherebbe per la CGIL, in particolar modo in Umbria, la supremazia sul movimento sindacale tutto avendo allora e oggi la maggioranza dei lavoratori tesserati. Tornando a Sbarra, per non rattristarci  troppo per quello che sarebbe potuto essere e non  è stato, vi riporto le sue affermazioni più significative: “La CGIL indica come traditore abbietto e fiancheggiatore tutti quelli che nell’immaginario FIOM  sono gli altri sindacati democratici. La Regione Umbria è imbalsamata da 50 anni in quello che è diventato un sistema di potere che da 20 anni si replica per cooptazione e si alimenta di spesa pubblica. Questo sistema non ha avuto stimoli, non c’è stato ricambio, si è garantito con le rendite e non  ha saputo cogliere le opportunità del terremoto dei fondi europei e della propensione al risparmio delle famiglie. La mobilità sociale? Impossibile se si è messo alla  dirigenza  degli Enti scegliendo, non i più bravi ma gli amici e se non si garantisce ai giovani un futuro che non sia basato sulla conoscenza giusta. Le Imprese? Ci vuole più coraggio, sono piccole, puntano all’aiuto pubblico e non cercano l’export ne l’innovazione del prodotto. Le Imprese hanno limiti strutturali come li ha la Pubblica Amministrazione, troppo grande e improduttiva. Non abbiamo sviluppato un sistema di sevizi privati, abbiamo unì’occupazione atipica  e precaria che penalizza donne e fasce scolarizzate di giovani, i salari sono più bassi d’Italia e non  aiuta più chi non ha lavoro neanche quel micro-cosmo economico che è la famiglia. Vi bastano quasi 25.000 posti di lavoro persi in 2 anni? Da soli abbiamo denunciato che era finito il modello Umbro dell’alta occupazione e della bassa produttività. Il sistema Regionale si deve riformare alla svelta se vuole agganciare, quando ci sarà, la ripresa economica.” Quelle di Sbarra, sono valutazioni di un uomo libero ed onesto, che speriamo sia ascoltato dai lavoratori che non vogliono essere più imbrogliati e strumenti del “potere”. Coraggio, abbiamo di fronte delle praterie sempre più verdi e sempre meno rosse!.

PD, I RACCONTI DEI DIVERSAMENTE CONCORDI

4 febbraio 2011

di Ciuenlai

Il Pd continua a parlare di alleanza costituente di Governi di unità nazionale, ma Berlusconi va avanti e supera ogni intoppo. La ragione è semplice. Continua ad avere i numeri in Parlamento dove esiste una minoranza (diversamente concorde), ma continua a non esserci una opposizione (div…ersamente alternativa). Eh si perché la più elementare delle regole è che, quando si vuol far cadere un Governo, l’azione parlamentare deve essere supportata da un movimento di massa che ogni giorno “combatte con qualcosa”. E’ il successo di questo movimento che cambia i rapporti di forza nel paese e permette a chi sta in Parlamento di dare la spallata, come è avvenuto nel 1994. Invece si è fatto l’inverso. la Fiom è stata lasciata sola, la Cgil è stata piegata alle logiche di partito (guai a parlare di sciopero generale), il movimento studentesco non è stato aiutato, ma solo strumentalizzato, il resto (leggi battaglia per l’acqua ed i servizi pubblici) letteralmente ignorato. Non meraviglia quindi che nei sondaggi Berlusconi  regga e il Pd diminuisca. Tutto è stato piegato alla logica delle alleanze a destra, sulla quale è stato indirizzato anche il “sedicente” progetto programmatico del Pd (niente patrimoniale e quindi niente redistribuzione del reddito, niente diritti civili, insomma niente sinistra e tanto Fioroni a partire dalle proposte del Forum delle famiglie). La verità è che questa è una classe dirigente nata, vissuta e cresciuta all’ombra del berlusconismo del quale ha imparato e praticato il “verbo”. La Fine dei Caimano rappresenta dunque un rischio da gestire con cautela. Per questo sono tutti uniti verso un obbiettivo comune : “buttare il bambino e tenersi l’acqua sporca”.