Posts Tagged ‘chiacchella’

MUSICA: UmbriaEnsemble – Il Bosco Incantato “Serata Impressionista”

16 agosto 2015

Martedì 18 Agosto 2015, ore 19, Giardino dell’Usignolo, Porta Sole. Perugia

                       Quando la Natura si fa potente fonte di suggestioni, Musa ispiratrice delle Arti fino a rinnovarne il linguaggio, allora è Impressionismo. Le regole formali e le strutture compositive della tradizione diventano secondarie rispetto alle forti impressioni destate dal colore e dalle atmosfere sempre mutevoli che il coinvolgimento nella Natura suggerisce. Ecco allora che come il colore diventa protagonista in Pittura, così il timbro ed il fascino di forme cicliche ed aperte, di scale arcaiche ed esotiche, diventano il nuovo linguaggio della Musica. (more…)

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Il Comune di Perugia rigetta la richiesta di iscrizione di Pietro Pinna all’Albo d’oro della città

2 giugno 2015
Pietro Pinna

Pietro Pinna

Amnesia? Rimozione? Cosa rivela l’attenzione al formalismo di chi sceglie di non ricordare una figura centrale per Perugia: Pietro Pinna.

Ai radicali perugini è arrivata la spiacevole notizia del rigetto da parte del Comune della domanda relativa all’iscrizione di Pietro Pinna all’Albo d’Oro della città di Perugia. La domanda era stata avanzata da noi radicali, memori della lunga lotta di Pietro Pinna per l’obiezione di coscienza al servizio militare. Strettissimo collaboratore di Aldo Capitini, Pinna si era stabilito a Perugia nel 1962 e vi risiedeva stabilmente, tanto che nel 1964, insieme allo stesso Capitini, fondò qui a Perugia la rivista “Azione nonviolenta”. Fino al 1998 diresse da Perugia il Movimento Nonviolento, occupandosene a tempo pieno nella sede perugina di Via Villaggio Santa Livia 103. Nel 1973 venne condannato a Perugia a quattro mesi di reclusione, con sentenza confermata in Appello e in Cassazione, per aver diffuso nel 1972, il 4 novembre, in occasione della Festa delle Forze Armate, un manifesto di denuncia del militarismo. Passato un mese nel carcere perugino di Piazza Partigiani, fu graziato dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone.

Da molti anni vive a Firenze, negli ultimi tempi in precarie condizioni di salute.

La Commissione  che si è occupata della nostra richiesta non ha contestato la domanda in sé e per sé (infatti, come avrebbe potuto?), ma non l’ha accolta, perché Pinna non è nato a Perugia, né vi risiede!!! La capziosità non potrebbe essere più palese, dal momento che in passato tali requisiti non necessariamente sono stati d’ostacolo alla concessione della benemerenza. Un ringraziamento va comunque al consigliere di maggioranza Franco Ivan Nucciarelli per aver fattivamente collaborato all’accoglimento della nostra richiesta.

È mancato il coraggio? Oppure Perugia è una città che sta smarrendo la memoria di sé? Soprattutto la memoria scomoda, verrebbe da dire, cioè quella di una città laica che non si piega ai venti del militarismo vecchio e nuovo, e di città che non guarda alla  retorica istituzionale, bensì alla propria faticosa storia, per salvarsi l’anima.

Michele Guaitini, segretario di radicaliperugia.org

Andrea Maori, tesoriere di radicaliperugia.org

Elisabetta Chiacchella, iscritta radicale

Un inno alla peruginità. “Tra il bianco e il nero”, otto artisti espongono al Cerp nel ricordo del comune amico Enzo Barbacci.

15 gennaio 2015
Enzo Barbacci, Tetti e piccioni

Enzo Barbacci, Tetti e piccioni

Presenta la mostra Sandro Allegrini, fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca

17 gennaio-22 febbraio, mostra al Cerp coi pittori Chiacchella, Crocchioni, Ramadori, Roila, Skizzo, Staffolani, Tarpani, Tippolotti: otto artisti, anche se non nativi, operanti da decenni nella città del Grifo.

Otto personalità riunite sotto l’intento condiviso di omaggiare l’arte e la memoria del pittore Enzo Barbacci, capace di cantare con intenso lirismo Perugia, i piccioni, i tetti, i personaggi perugini dropouts, in nome di una poetica degli umili che ha sempre ispirato le sue tele.

 

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Arte chiama arte: il liceo artistico Bernardino di Betto di Perugia alle infiorate di Spello

28 aprile 2013

foto B di Betto 1Vera e propria espressione d’arte, con un valore tecnico oltre che religioso e socio-culturale, le Infiorate di Spello quest’anno accoglieranno anche gli studenti del liceo artistico Bernardino di Betto di Perugia, e dal prossimo anno scolastico saranno inserite nell’offerta formativa della scuola. La partecipazione del liceo perugino è stata promossa dall’associazione “Le infiorate di Spello” e (more…)

Filippo Timi al Morlacchi per lo spettacolo in vernacolo “Giuliett’e Romeo m’engolfi l’core, amore”

7 novembre 2011

Filippo Timi, foto studio Trabalza

di Geraldina Rindinella

Filippo Timi torna a Perugia portando sulle scene la più famosa tragedia di Shakespeare. “Giuliett’e Romeo m’engolfi l’core, amore” è il titolo dell’originale lettura in vernacolo degli innamorati più famosi d’Italia. Dopo il successo ottenuto lo scorso luglio al Festival dei Due Mondi di Spoleto lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria, sarà al Morlacchi da mercoledì 9 novembre fino a domenica 13 novembre (doppia recita alle 17 e alle 21), con replica all’Auditorium San Domenico di Foligno lunedì 14 novembre, alle 21. Un gradito ritorno alle proprie origini per l’attore e per lo Stabile umbro che ha accompagnato con attenzione e interesse la crescita di Filippo Timi fin dal 1998, quando, ancora sconosciuto al grande pubblico, è stato tra gli interpreti de “Il Processo”, l’anno dopo de “La Tempesta”, e nel 2001 del “Woyzeck” con una formidabile prova di recitazione, tutti spettacoli diretti da Barberio Corsetti. Senza dimenticare, poi “Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioches”, del 2009, una riscrittura, originale e grottesca dall’Amleto che Timi, divenuto ormai popolare, ha interpretato e diretto, ottenendo un successo clamoroso. E ora, una rivisitazione in dialetto perugino de la famosa storia di du’ giovani innamorati, perché, come spiega nelle sue note Timi: “Con l’aiuto del volgare, l’amore diventa terreno, carnale, vivace e totale. Il dialetto sporca di vita la poesia, rendendola primaria, suscettibile all’umano. L’amore non si può tradurre, si può solo tradire, abbandonare, esibire, divorare. Il dialetto tradisce la bella lingua, gli strappa il pizzo della forma, la lascia in mutande. Irriverente? Assolutamente, sì! Viva le cosce nude della lingua scalza!”. In scena, con Filippo Timi nel ruolo inventato di Cupido, Lucia Mascino (la Balia), Vittoria Chiacchella (Giulietta), Luca Rondolini (Romeo), Mauro F Cardinali (Mercuzio).