Posts Tagged ‘chiusura’

Pd, chiusura campagna referendaria

2 dicembre 2016
pd

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UMBRIA: VIA LIBERA ALLA DISMISSIONE DELL’IMPIANTO ENEL DI BASTARDO

11 ottobre 2016

centrale-bastardo-enelSpett.le Regione Umbria

Spett.le Comune di Gualdo Cattaneo

Spett.le Comune di Piegaro
LETTERA APERTA

La scrivente Organizzazione Sindacale con riferimento: alla riunione del 9 febbraio u.s. con il  Vice Presidente della Regione dell’Umbria e Assessore Dott. Fabio Paparelli, alla presenza di Enel, delle Organizzazioni Confederali e di Categoria dell’Umbria e dei Sindaci dei territori interessati  dove la Regione prendeva  l’impegno di aprire con ENEL un confronto per discutere essenzialmente di piani e progetti di sviluppo per i siti umbri di generazione, prima di parlare di qualsiasi ipotesi di dismissione e/o ridimensionamento ; (more…)

LA REGIONE DISATTENDE GLI IMPEGNI PRESI CON LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DELL’UMBRIA

1 ottobre 2016

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Le Segreterie Territoriali e Regionali dell’Umbria di FILCTEM-CGIL, FLAEI-CISL, UILTEC-UIL esprimono un forte disappunto nei confronti della Regione per: Aver disatteso gli impegni presi il 9 Febbraio u.s. alla riunione con il Vice Presidente della Regione dell’Umbria e Assessore Dott. Fabio Paparelli, che alla presenza di Enel, delle Organizzazioni Confederali e di Categoria dell’Umbria e dei Sindaci dei territori interessati prendeva l’impegno di aprire con ENEL un confronto per discutere essenzialmente di piani e progetti di sviluppo per i siti umbri di generazione, prima di parlare di qualsiasi ipotesi di dismissione e/o ridimensionamento. (more…)

Ronconi: Anche se tardiva, condivisibile la contrarietà del sindaco di Foligno della chiusura delle Comunanze agrarie

1 marzo 2016

centrodemocratico-300x205[1]Stupisce come la Regione dell’Umbria, nel tempo in cui sono state praticamente sciolte le Comunità Montane, il governo ha decretato l’assorbimento del Corpo delle Guardie Forestali a quello dei carabinieri, decreti un ulteriore impoverimento delle associazioni di comunità da secoli impegnate nella cura e nella coltivazione dei territori montani. (more…)

Solidarietà ai giornalisti del Giornale dell’Umbria

27 gennaio 2016

il giornaleCon la chiusura del Giornale dell’Umbria se ne va un faro dell’informazione della nostra regione.

Esprimo pertanto solidarietà all’intera redazione con l’auspicio che possa essere trovata una soluzione a vantaggio sia dei lavoratori sia del pluralismo dell’informazione, colonna portante di una società democratica.

Il Capogruppo di Forza Italia Massimo Perari

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Francesco La Rosa e gli amici di Goodmorning Umbria si associano e si augurano di rivedere presto in edicola Il Giornale dell’Umbria

Aldo Tracchegiani (FI) chiude a Campello sul Clitunno la campagna elettorale davanti a 400 persone

30 maggio 2015

chiusura7Aldo Tracchegiani. Un uomo che quotidianamente spende le sue energie umane al servizio della salute e della vita delle persone, candidato di Forza Italia al consiglio regionale dell’Umbria,  il  28 maggio  ha voluto ringraziare i sostenitori, amici, collaboratori chiudendo la campagna elettorale con una graditissima cena al ristorante Il Caminetto a Campello sul Clitunno.

Nel corso della serata ha poi preso la parola ribadendo i concetti più volte espressi durante questa lunga e sofferta corsa verso Palazzo Cesaroni dove ha già ricoperto la carica di consigliere dal 2005 al 2010. (more…)

Dopo i Punti nascita chiuso anche lo storico CENTRALINO DELLA ASL A PERUGIA

22 gennaio 2014

La ASL 1. ad un anno della sua unificazione, non ha pensato minimamente a riorganizzare l’azienda togliendo figure dirigenziali doppie, o consulenti di troppo, ma togliendo i servizi ai cittadini. Mentre le liste di attesa diventano sempre più lunghe e i RAO non riescono a fornire (more…)

PERUGIA: Approvata la Mozione contro la chiusura del Bar Morlacchi”.

18 giugno 2013

Questa mattina in IV Commissione Consiliare è passata la mozione che chiedeva la sospensione d’urgenza del procedimento disciplinare che (more…)

Chiusura della campagna elettorale di INTESA POPOLARE a Spoleto con il candidato al Senato Aldo Traccheggiani.

21 febbraio 2013

intesa popolare logoUna campagna elettorale breve ma intensa, ha visto crescere l’interesse verso una nuova compagine politica quale è Intesa Popolare. Con pochi mezzi e molta buona volontà, il simbolo del partito è stato reso riconoscibile grazie ai manifesti, alle pagine facebook, alla presenza nei media, Tv, giornali e internet.

Il volontariato è uno dei punti principali di Intesa (more…)

Assisi, ospedale depotenziato, prodromi di chiusura?

5 gennaio 2012

Il penultimo giorno dell’anno ha avuto luogo l’incontro tra il Sindaco Ricci, con alcuni componenti dell’apposita Commissione Comunale per la sanità di Assisi, e l’assessore regionale alla Sanità Tomassoni. A parte i buoni propositi e la promessa di un nuovo incontro in Assisi a gennaio, la riunione è terminata con un nulla di fatto. Purtroppo il Direttore generale ha provveduto in questi anni a depotenziare l’Ospedale di Assisi: tra l’altro è stato trasferito a Foligno, da oltre due anni, il Primario del Punto Nascita non più sostituito, e trasferito a Pantalla, proprio dal primo gennaio 2012.  Ciò ha portato alla riduzione delle nascite in Assisi a circa 400 all’anno, numero inferiore a quello previsto dal Ministero e Regione per il mantenimento del settore. Il Sindaco Ricci, di fatto, ha sempre difeso l’operato del Direttore Generale, assicurando ai cittadini che l’ospedale non sarebbe stato depotenziato. La Commissione Comunale che ha stilato il documento ritiene fondamentale il mantenimento del punto nascita in modo efficiente con un congruo personale, quale presupposto per una valida e completa chirurgia e pronto soccorso. Infatti, un punto nascita funzionante ha l’anestesista 24 ore tutti i giorni. Senza il servizio di anestesia tutti i giorni, la chirurgia si trasforma in servizio programmato che chiude il venerdì per riaprire il lunedì. Per cui anche i casi urgenti del pronto soccorso saranno costretti al trasferimento altrove. Ciò vuol dire che l’ospedale funzionerebbe in modo ridotto, trasformandosi, di fatto, in una medicina per lunghe degenze e qualche ambulatorio specialistico. Il fatto poi che Ricci, a differenza di quanto affermato fino ad oggi, cioè che il punto nascita non sarebbe stato toccato, ora dichiara che “cercherà di tutelare il punto nascita ed i distretti sanitari del territorio” mettendo inopportunamente nello stesso piano la funzione di un ospedale con quelle degli ambulatori e uffici, la dice lunga sulla fine a cui appare destinato l’ospedale di Assisi. Si spera almeno che l’Assessore Tomassoni, nell’incontro programmato a gennaio in Assisi, dica finalmente la verità pretesa giustamente dai cittadini di Assisi e dal personale tutto dell’ospedale.

Emidio Fioroni – Consigliere Comunale

 

UMBRA ACQUE: CHIUSURE PROGRAMMATE UFFICI DI CONTATTO

5 dicembre 2011

Umbra Acque S.p.A. comunica alla clientela del servizio idrico integrato che rimarranno chiusi gli uffici di contatto nei Comuni e nei giorni di seguito indicati:

Venerdì 09 dicembre: Perugia, Bastia Umbra, Passignano sul Trasimeno, Gualdo Tadino e San Giustino – rimane comunque attivo il numero Verde 800.00.55.43 del CALL CENTER per le pratiche commerciali con il consueto orario dalle 8.00 alle 13.30.

Sabato 10 dicembre: Perugia;

Rimane attivo 24 ore su 24 il servizio segnalazione GUASTI al numero Verde 800.250.445.

 

La censura in Italia: 50.000 blog a rischio chiusura?

1 giugno 2011

Fonte: www.rischocalcolato.it

All’inizio di maggio una sentenza della prima sezione penale della Corte di Appello di Catania ha equiparato un blog ai giornali di carta. Dunque commette il reato di stampa clandestina chiunque abbia un diario in Internet e non lo registra come testata giornalistica presso il tribunale competente, come prevede la legge sulla stampa n 47 del 1948. La vicenda è paradossale e accade in Italia. Lo storico e giornalista siciliano Carlo Ruta aveva un blog: si chiamava Accadeinsicilia e si occupava del delicato tema della corruzione politica e mafiosa. In seguito a una denuncia del procuratore della Repubblica di Ragusa, Agostino Fera, quel blog è stato sequestrato e chiuso nel 2004 e Ruta ha subito una condanna in primo grado nel 2008. Ora la Corte di Appello di Catania, nel 2011, ritiene che quel blog andava considerato come un giornale qualsiasi – ad esempio La Repubblica, Il Corriere della Sera o Il Giornale – è dunque doveva essere registrato presso il “registro della stampa” indicando il nome del direttore responsabile e l’editore. La notizia farà discutere a lungo la blogosfera italiana: cosa succederà ora?
Massimo Mantellini se la prende con Giuseppe Giulietti e Vannino Chiti per aver presentato in Parlamento la Legge 62 sull’editoria, che è stata poi approvata, con la quale si definisce la natura di prodotto editoriale nell’epoca di Internet. Ma il vero problema, a mio avviso, è la completa o scarsa conoscenza di cosa sia la Rete da parte di grandi pezzi dello Stato, incluso la magistratura. Migliaia di burocrati gestiscono quintali di carta e non sanno quasi nulla di cosa accade in Internet e nei social network. Questa sentenza, quindi, è un regalo alla politica cialtrona che tenterà ora di far chiudere i blog scomodi. Proveranno a imbavagliarci.
In Italia ci sono oltre 50 mila blog. Soltanto BlogBabel ne monitorizza 31 mila. Nel mondo esistono almeno 30 milioni di blog e forse sono anche di più. I blog nascono come diari liberi on line, può aprirne uno chiunque. Una casalinga. Uno studente. Un professore universitario. Un operaio. Un filosofo. Chiunque. Ma adesso in Italia non è più possibile e possiamo dire che inizia il Medioevo Digitale. Nel mondo arabo i blog e i social network hanno acceso il vento della democrazia, il presidente americano Barack Obama plaude il valore di Internet e la libertà d’informazione, Wikileaks apre gli archivi segreti delle diplomazie, e noi, in Italia, in un polveroso palazzo di giustizia, celebriamo la morte dei blog.
(…) Vogliamo innalzare una grande scritta davanti alla Corte Costituzionale con lo slogan “Io bloggo libero, non sono clandestino!”. Eggià: perché gli avvocati di Ruta faranno appello in Cassazione e a quei giudici bisognerà far sapere che in Italia ci sono 50 mila persone libere che hanno un blog e confidano nell’articolo 21 della Costituzione, che permette la libertà di espressione con qualunque mezzo.

PANICALE: IMMINENTE LA CHIUSURA DEL DISTRETTO SANITARIO

29 maggio 2011

L’OPPOSIZIONE CHIUDE UNA MOBILITAZIONE DELLA POPOLAZIONE E  DI TUTTE LE FORZE POLITICHE ED ISTITUZIONALI

Sembra ormai molto vicina la chiusura del punto di erogazione dei servizi sanitari di Panicale Capoluogo, infatti un ulteriore taglio delle presenze specialistiche  e la possibile erogazione in forma ridotta dei servizi, fanno presagire il peggio, sembra addirittura che i prelievi vengano concentrati in un solo giorno la settimana, tale scelta comporterebbe l’allungarsi notevole dei tempi di attesa. E’ ormai da tempo evidente la tendenza allo smantellamento delle prestazioni specialistiche a Panicale, che si sono ridotte alla sola presenza dell’ortopedico e del cardiologo, perdendo nel tempo il dermatologo, l’otorino, il dentista ed altri specialisti che fino a qualche tempo fa garantivano un servizio completo. La giustificazione di tutto ciò la si trova nella necessità di razionalizzazione, senza minimamente tenere in considerazione il fatto che Panicale Capoluogo ha dei numeri di richiesta dei servizi molto elevati e che il Distretto serve una popolazione prevalentemente anziana, e una popolazione che, nei mesi estivi, aumenta sensibilmente per la presenza di turisti. Oltretutto in queste scelte non si tiene in considerazione che Panicale, già negli anni settanta fece sacrifici rinunciando all’ospedale, a favore della realizzazione di una casa protetta che oggi esiste, funzione ed è al completo  con lunghe liste di attesa e, che si sta realizzando ormai da tempo un’altra Casa di riposo, strutture che necessitano di un servizio sanitari vicini ed efficienti. Il punto di erogazione di Panicale serve anche molti cittadini dei Comuni limitrofi, in particolare Castiglione del Lago zona Pineta e Paciano, inoltre la chiusura di questo distretto, andrebbe ad aggravare la situazione di Tavernelle, il quale punto di erogazione serve già una fetta consistente di popolazione, ed una scelta in tal senso aumenterebbe il disagio e i tempi di attesa anche in quella realtà. Quindi, se razionalizzazione significa tagliare gli sprechi e i servizi che non servono, invitiamo la Usl a rendere pubblici i dati statistici di affluenza al punto di erogazione di Panicale e confrontarli con altre realtà e invitiamo, anche per questo oltre che per tutto ciò che si è detto in precedenza, a valutare meglio la scelta. Il Gruppo consiliare “Liberiamoci” auspica una mobilitazione di tutte le forze politiche ed istituzionali, nonché della popolazione, a difesa del punto di erogazione di Panicale, siamo consapevoli che in questi temi ci dobbiamo adoperare tutti insieme e siamo disponibili a collaborare a fianco dell’Amministrazione Comunale e delle altre istituzioni a difesa di una realtà che è necessaria tanto a Panicale Capoluogo che a tutto il territorio comunale, della Valnestore e delle realtà limitrofe. Annunciamo la convocazione di una assemblea pubblica insieme a tutti coloro che vorranno aderire e porteremo all’attenzione della Presidenza della Giunta Regionale, del Direttore, peraltro panicalese, e dei vertici della Usl la necessità che il punto di erogazione di Panicale venga mantenuto e difeso.

Francesca Caproni – Gruppo Consiliare Liberiamoci

DISCARICA DI SANT’ORSOLA CHUDE: DOVE FINIRANNO I RIFIUTI DELL’ATO3?

18 novembre 2010

Franco Zaffini

“Se, come auspichiamo da tempo, la discarica di Sant’Orsola chiude, dove finiranno i rifiuti dell’Ati3?”. E’ questa la richiesta che il consigliere di Futuro e Libertà, Franco Zaffini, rivolge all’assessore all’ambiente con una interrogazione urgente. “Abbiamo assistito –dice Zaffini – al tardivo interessamento del Sindaco di Spoleto per la chiusura di una discarica in cui per anni il conferimento dei rifiuti è stato eseguito in deroga salvo successivamente procedere con un ampliamento che andasse a sanare la situazione. Lo scorso ottobre- prosegue – chiedevo all’allora assessore quali fossero le prospettive per lo smaltimento nell’Ati3 in vista dell’imminente saturazione e conseguente chiusura del sito proprio perché i tempi divenivano stretti e non c’erano ipotesi di soluzione”. Il consigliere futurista ricorda che la risposta dell’assessore fu chiara  e affermava che la discarica sarebbe stata chiusa, che ogni Ato avrebbe dovuto fornire alla regione i piani preliminari per l’autosufficienza impiantistica e che i rifiuti, a fronte della progressiva saturazione delle discariche e in attesa della realizzazione di impiantistica vocata nell’Ati2 e, per la provincia di Perugia, esclusivamente nell’Ato2, sarebbero stati trattati in impianti esistenti. “Nel frattempo – continua l’esponente di Fli – a novembre 2009 la Giunta ha provveduto a nominare il Comitato per la gestione del Piano regionale dei Rifiuti del cui lavoro non sappiamo, ad oggi, dopo un anno, praticamente nulla, non conosciamo i piani degli Ati per l’autosufficienza e l’unica cosa certa è che ad aprile il conferimento presso il sito di Sant’Orsola verrà definitivamente cessato. Posto – conclude Zaffiini- che la discarica spoletina ha rappresentato l’ennesimo esempio di ‘disinvoltura’ ambientale perchè ha dovuto far fronte costantemente a situazioni emergenziali subendo il raddoppio della capienza iniziale, è evidente che da subito si deve trovare una soluzione alternativa per lo smaltimento e auspichiamo che sia condivisa con la cittadinanza, gli enti locali e gli addetti ai lavori, ma per far sì che ciò avvenga l’assessore dovrebbe immediatamente fare chiarezza sul futuro dei rifiuti nell’Ati3, a meno che non si stia consapevolmente andando con continui rinvii verso un nuovo ‘caso rifiuti’ alla stregua di altre regioni che in passato hanno percorso esattamente le stesse vie”.

 

CHIUSURA “MARINELLI”: “SEGNALE ALLARMANTE PER L’INTERA ECONOMIA REGIONALE

16 novembre 2010

“La cessazione di attività della Marinelli spa è un segnale d’allarme per l’intera economia

Andrea Smacchi

regionale. Dopo la chiusura della Seas e della Tinarelli, un’altra azienda storica delle costruzioni in Umbria viene travolta da una crisi di settore senza precedenti: è necessario intervenire in maniera tempestiva e concreta per creare le condizioni per un rilancio del comparto edile”. Andrea Smacchi, consigliere regionale del Partito democratico e presidente della Commissione riforme statutarie, commenta con preoccupazione la notizia della messa in liquidazione volontaria della Marinelli spa e cita i dati sulla drastica flessione di iscritti alle casse edili di Perugia e Terni. “Con 4mila addetti in meno rispetto all’anno passato e l’interessamento diretto di altri 6mila occupati tra lavoratori autonomi ed indotto – spiega Smacchi – la crisi del settore edile umbro tocca in questo momento il suo apice. Pochi appalti e tutti incentrati sulla logica del massimo ribasso non creano le condizioni per un rilancio ed aprono anzi una battaglia al contenimento dei ricavi tra le aziende, portandole allo sfinimento. Com’è accaduto in questi giorni alla Marinelli spa – sottolinea Smacchi – un marchio prestigioso delle costruzioni in Umbria, che ha svolto negli anni un ruolo di traino per l’intero settore partecipando alla realizzazione di alcune tra le più importanti strutture del territorio, non ultima la costruzione del nuovo presidio ospedaliero di Branca”. “Una situazione – prosegue il consigliere regionale – che non induce certo all’ottimismo, ma che impone alle istituzioni risposte celeri. Dopo la prima convocazione del tavolo delle costruzioni – conclude Smacchi – è venuto ora il momento di mettere rapidamente mano a provvedimenti concreti con la massima urgenza: non possiamo correre il rischio di perdere altri pezzi fondamentali del nostro tessuto economico e sociale”