Posts Tagged ‘cie’

Ronconi UDC: necessario un C.I.E. in Umbria

18 ottobre 2013

In Umbria è necessario organizzare un centro di identificazione ed espulsione (CIE). Una regione di importante transito ma anche di permanenza di un alto (more…)

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Ronconi (Udc): Condivisibile la proposta del segretario di Perugia del Pd di istituire un CIE anche in Umbria.

28 agosto 2013

riceviamo e pubblichiamo

I conflitti in medio Oriente, la situazione politica e sociale di quella parte del mondo aggraverà sempre più il flusso migratorio e la nostra regione per motivi di antica tradizione già rappresenta meta privilegiata di questi flussi. (more…)

Bocciata in Regione la proposta di un CIE in Umbria: UGL “ Istituzioni ragionevoli ”

27 ottobre 2011

Enzo Gaudiosi

Prendiamo atto con piacere che la Giunta regionale Umbra ha bocciato la mozione presentata per l’istituzione di un CIE. Come non condividere – continua il segretario confederale Gaudiosi Enzo – le parole del Presidente della Regione Umbria quando dice: “che un CIE non risolve i problemi della sicurezza e non può essere confuso con i problemi sull’immigrazione”. Abbiamo assistito e letto articoli di stampa di politici locali, sia di sinistra che di destra, che hanno speso molte parole e fogli di carta bollata per richiedere e sostenere l’istituzione di un CIE in Umbria, ma oggi, i cittadini e noi dell’UGL sappiamo a chi ringraziare per aver scongiurato definitivamente il pericolo di avere per la nostra regione un futuro funesto, in quanto sicuramente invasa da delinquenti provenienti da ogni parte d’Italia. Forse qualcuno non sa che per istituire un CIE, bisogna avere in sede fissa un Reparto Mobile che possa garantire la vigilanza h24 e gli interventi in caso di sommosse all’interno del centro di accoglienza. Ma dove trovare i soldi?  Con questa crisi economica europea che ci obbliga a continui tagli in tutti i settori, credo che oggi sia meglio che i nostri politici locali concentrino i loro sforzi per elaborare strategie che possano risolvere i problemi delle famiglie e dei lavoratori umbri o magari, del trasporto pubblico o meglio, presentare progetti industriali per rilanciare le molte aziende della nostra regione che sono sull’orlo del fallimento. Continua Gaudiosi – ogni clandestino, che sosta all’interno del “centro”, costa ai contribuenti circa € 70 al giorno, ed anche per questo sarebbe meglio sollecitare il Governo per far varare una legge che snellisca le procedure dei rimpatri, invece che per la nascita di un CIE. Inoltre, è auspicabile che la questura apra un “canale” diretto verso il CIE di Ponte Galeria – Roma, il più vicino alla nostra regione, ove poter accompagnare tutti i clandestini al fine di risparmiare risorse in termini di uomini e di denaro. Non siamo così faziosi – conclude il segretario Gaudiosi – da non plaudire quando le nostre verità vengono  dalle labbra altrui.

Regione: Ex Margherita contro l’apertura in Umbria dei centri di identificazione ed espulsione

25 ottobre 2011

Anche questa mattina il PD, sulla mozione proposta dal Consigliere Zaffini sull’apertura di un CIE, ha dato ulteriore prova di mancanza di una linea chiara e univoca e si è spaccato e, pur non andando sotto, nella votazione sono stati assenti, per marcare la differenza dalla linea del gruppo, i consiglieri della ex Margherita che nei giorni scorsi, in compagnia del sindaco Boccali, erano intervenuti dichiarandosi invece favorevoli alla apertura in Umbria di un CIE. Forse avevano capito che per evitare che Perugia continui a essere una delle capitali dello spaccio e della presenza dei clandestini occorrono ricette nuove e non quelle propugnate in aula da Rifondazione e dall’ IDV sposate in pieno dal capogruppo Locchi e dalla Marini anche se, onestamente, con sfumature molto diverse.

Raffaele Nevi –  Presidente gruppo PDL Regione Umbria

UGL – I CENTRI D’IDENTIFICAZIONE SONO AGGLOMERATI DI MALAVITA…

30 giugno 2011

Risse, aggressioni, accoltellamenti, incendi e gravi situazioni di Ordine Pubblico è quanto registriamo ogni giorni in quelle provincie ove è presente un CIE –  il Segretario Provinciale dell’UGL Polizia  Benvenuti Luca – con gravi ricadute sui servizi per il controllo del territorio, come dire “oltre il danno anche la beffa” infatti quei cittadini oltre ad essere costretti a convivere con la presenza del CIE, vedono sempre meno operatori delle Forze dell’Ordine che garantiscono la sicurezza sul territorio.  Vi sono notizie di condizioni igieniche carenti, di cibo scadente, e soprattutto di mancate forniture di vestiti puliti, biancheria, lenzuola. Talvolta non esistono ambienti separati per i richiedenti asilo, né vengono previste aree separate per gli ex-carcerati: trasformando il CIE in una semplice estensione del sistema carcerario. Ciò determina frequentemente problemi di convivenza tra normali lavoratori irregolari e persone uscite da anni di carcere in cui hanno appreso le regole proprie del paradigma restrittivo. Crea promiscuità mettendo a contatto persone prive di ogni status giuridico e di ogni assistenza con ambienti che invece possono fornire una possibilità di sopravvivenza (i CIE insomma, invece di diminuire la delinquenza, rischiano di incrementarla). Continue evasioni solitarie o di massa avvengono ogni giorno dai centri d’accoglienza spesso organizzate dalla malavita organizzata, considerando che il trattenuto nel centro dispone tranquillamente di un cellulare. Disordini, danneggiamenti con incendi di materassi e la devastazione di arredamenti ed attrezzature,  all’interno del Centro di Identificazione sono all’ordine del giorno, spesso per cercare la massima risonanza mediatica. Alla luce di quanto sopra citato, siamo sconcertati da quando sostenuto da qualche sindacato di Polizia che con tenacia porta avanti l’idea di istituire un Centro di Identificazione a Perugia o in Umbria.  Basterebbe confrontarsi con il proprio sindacato posto in quelle provincie ove vi è la presenza di un centro, per conoscere le gravi ricadute di ordine e sicurezza pubblica ed il gravoso impiego di quelle poche risorse delle Forze di Polizia che oltremodo si trovano a fronteggiare anche tutte le emergenze del centro di identificazione. Ad esempio è lo stesso SIULP di Gorizia che denuncia, per il CIE di Gradisca d’Isonzo, la forte preoccupazione “dell’escalation di tentativi di fuga, dei costi di mantenimento della struttura e dei pochi uomini dedicati alla sicurezza”. Come se non bastasse si aggiungono dichiarazioni da diverse parti politiche che segnalano una situazione non più sostenibile per le gravi tensioni all’interno delle strutture, dal ferimento di personale addetto alla gestione del CIE a quello di agenti di Polizia, dalle continue fughe di massa alle poche risorse economiche destinate al mantenimento delle strutture.

Riteniamo che oggi l’immigrazione in Umbria non si possa affrontare con l’istituzione di un CEI ma debba essere affrontata con grande senso di responsabilità dai politici creando procedure più snelle per l’espulsione.