Posts Tagged ‘ciotti’

Sintesi della conferenza stampa del Comitato per la democrazia in Umbria sulla legge elettorale della Regione Umbria

22 dicembre 2014

foto_conf_stampa_22_dicSi è tenuta oggi presso la sala delle conferenze dell’hotel La Rosetta la conferenza stampa indetta dal comitato per la democrazia in Umbria  a cui hanno partecipato

Michele Guaitini ed Andrea Maori, rispettivamente tesoriere e segretario di Radicaliperugia,   Luigino Ciotti, Sinistra Anticapitalista,  Adriana Galgano, deputata di Scelta Civica e il prof. Mauro Volpi, costituzionalista e docente presso l’Università degli studi di Perugia.

Tutti gli intervenuti hanno stigmatizzato lo scarso livello di partecipazione e di trasparenza che sta caratterizzando la fase di elaborazione della nuova legge. (more…)

Annunci

LIBRI – “IL SALVATORE”: IL PRIMO ROMANZO DEL GIOVANE LORENZO CIOTTI

20 maggio 2013

copertina (1)di Manuele Fiori

Sarà il periodo storico che l’Italia sta vivendo, un bisogno dettato quindi dalla crisi o che sfocia dopo anni di “fermo” ma quel che è certo è che a Spoleto, i giovani, tornano a scrivere e a farci riassaporare il gusto di una letteratura che non si amava più da anni.

Questo è quello che ha fatto anche Lorenzo Ciotti, giovane spoletino che in questi giorni sta tenendo alto il nome della nostra città anche alla fiera del libro di Torino: studente universitario e lavoratore, risulta essere un ragazzo molto posato, in gamba, con la testa sulle spalle e tante (more…)

A Marsciano con Claudia Ciotti “L’argilla si fa arte”

23 dicembre 2011

Mostra – mercato di Claudia Ciotti al Museo dinamico del Laterizio e delle Terrecotte fino all’8 gennaio 2012

Fino all’8 gennaio 2012, presso le sale delle esposizioni temporanee del museo del Laterizio   sarà possibile visitare la mostra di Claudia Ciotti “L’argilla si fa arte”. L’artista, pittrice ceramista, dal 1980 vive e lavora a Deruta. Da oltre 20 anni partecipa ad estemporanee di pittura conseguendo riconoscimenti e premi in tutto il centro Italia, come il Premio nazionale della ceramica “Lupo d’Oro”.  È proprio la ceramica che Claudia Ciotti  utilizza per proporre un vasto repertorio iconografico legato prevalentemente alla storia dell’arte italiana dal Medioevo  al Rinascimento fino ad arrivare all’Art Nouveau. La scelta dei soggetti, la cura dei dettagli con le sfumature cromatiche e i motivi decorati in oro e platino, imprimono alle opere della Ciotti una particolare vitalità che le allontana dall’austerità del museo per calarle in un vissuto e una quotidianità fruibile ad un vasto pubblico.

“Nell’opera della ceramista – spiega la prof. Anna Rita Mereu, insegnante presso l’istituto d’Arte di Deruta – trovano ampio spazio i soggetti sacri, prevalentemente legati all’iconografia della  Madonna con bambino che nel corso del tempo hanno visto grandi interpreti quali Giotto, Simone Martini, Gentile da Fabriano, che è presente in mostra con la riproduzione della preziosa Adorazione dei magi, per arrivare a Raffaello del quale l’artista ha riproposto la Madonna d’alba…”

Castiglione del Lago, INCONTRO SUL TEMA: GENITORI – FIGLI “IN AUTUNNO TUTTI A SCUOLA”

18 luglio 2011

“Sono felice di essere qui perché finalmente la Piazza è tornata ad avere il suo ruolo originario cioè quello di essere centro di aggregazione, confronto, dialogo. Da ora in poi chissà quante volte racconterò l’esperienza di questa sera che mi sta dando grande emozione”. Così ha esordito la dottoressa Fausta Ciotti – psicologa dell’età evolutiva – nella sua relazione di apertura all’incontro organizzato dall’Associazione Politico Culturale “Progetto Democratico” dal titolo: “GENITORI E FIGLI: TORRE DI BABELE DI LINGUAGGI DIVERSI?”.

In Piazza Mazzini a Castiglione del Lago erano presenti circa 80 persone  per ascoltare, ma anche per chiedere, approfondire, confrontarsi su un tema che tocca tutti per la sua complessità, ma anche perché – come ha detto la dottoressa Ciotti – “dobbiamo riscoprire la meraviglia del fatto che abbiamo affidati dei figli da crescere”.

Al termine dell’incontro Maddalena Mazzeschi – in qualità di Presidente dell’Associazione – ha proposto di invitare la dottoressa Ciotti ad organizzare una scuola per genitori anche a Castiglione del Lago. La proposta sembra essere stata accettata, se ne riparlerà in autunno, ma i genitori presenti erano entusiasti dell’idea.

 

Per amore. Come diventare irresistibili secondo i Romani

30 gennaio 2011

domenica 6 febbraio 2011, ore 16.00
Area Archeologica e Centro Visita e Documentazione “U. Ciotti” di Carsulae

Qui abita la felicità! piaceva scrivere ai Romani alludendo al loro sesso e all’arte di amare, nella quale non rinunciarono mai ad esercitarsi.
Un’indagine, spassosa, degli episodi da manuale e delle strategie di conquista più in voga nell’antichità per imparare tutti i trucchi dei piaceri, da viziosi e da virtuosi, e scoprire noi da che parte stare.
A seguire golosità.

Evento gratuito.

“La Pompei del centro-Italia”: Carsulae

17 gennaio 2011

di Francesca Romana Plebani

Francesca Romana Plebani

Le rovine dell’antica  Carsulae romana (Comune di Terni e Sangemini[1]) sono ubicate lungo l’originario ramo occidentale della Via Flaminia, asse viario di fondamentale importanza che permetteva la comunicazione tra Roma e le zone alto-adriatiche.

Va premesso che il territorio del ternano entrò nell’orbita d’interesse di Roma quando questa, nella seconda metà del IV sec a.C., pianificò la conquista dell’Italia centro – orientale. A seguito della battaglia di Sentino (295 a.C.) e grazie all’azione militare di M. Curio Dentato, avvenne la definitiva occupazione della zona, la quale fu rafforzata dalla fondazione di alcune colonie e dall’apertura della Via Flaminia. La romanizzazione di queste aree comportò, dunque, una più razionale organizzazione del territorio attraverso pianificati ed intensi interventi di urbanizzazione: Carsulae, colonia romana fondata successivamente al 220 a.C. (apertura della via Flaminia), ne costituisce uno tra i più tangibili segni.

Le rovine di questa città antica furono descritte e identificate fin dal XVII secolo. Tuttavia, soltanto le campagne di scavo svoltesi tra il 1951 e il 1972 hanno permesso di riportare alla luce buona parte del foro, il teatro e l’anfiteatro, un lungo tratto della Via Flaminia[2] e alcune tombe monumentali.

La città occupa un’area di oltre 20 ettari, di cui con immediata evidenza salta agli occhi la favorevole e strategica posizione geografica: protetta ad est dalle pendici del poggio Chicchirichi, propaggine meridionale dei vicini e visibili Monti Martani, si estende su un pianoro appena ondulato, con direzioni aperte ad ovest, a nord e a sud, dominando la vallata del torrente Naia, immissario del Tevere. Rispetto all’originario nucleo insediativo di fine III sec. a.C., s’ingrandì successivamente non solo per la sua posizione privilegiata lungo la via Flaminia, ma anche per la bellezza del luogo, di cui ne rimane memoria nelle parole di Tacito[3] e di Plinio il Giovane[4].

La via Flaminia, attraversando la città in senso nord-sud, coincide con il cardo maximus della città. Il tratto urbano della strada è pavimentato con basoli e, all’altezza dell’ingresso al foro, incrocia il decumanus maximus, altro fondamentale asse viario, che, con orientamento est-ovest, conduce agli edifici di spettacolo.

Templi Gemelli

Divenuta municipium e iscritta alla tribù Clustumina, Carsulae viene menzionata da Strabone (Geogr. V, 2, 10) tra i centri più importanti lungo la strada consolare. Tacito (Hist. III, 60), rivela che il sito venne scelto da Vespasiano per accamparvi, durante l’inverno dell’anno 69 d. C., le sue truppe in marcia verso Roma alla conquista del soglio imperiale, in considerazione sia alla possibilità di recuperare rifornimenti dai fiorenti municipi vicini, e in virtù della sua posizione strategica, posta di fronte alle truppe fedeli a Vitellio, acquartierate a Narni. Si devono a Plinio il Vecchio (Nat. Hist. XVII, 213) le notizie circa il terreno locale, particolarmente adatto alla coltivazione della vite, mentre è Plinio il Giovane (Ep. I, 4) a testimoniare la presenza nel territorio carsulano di parte della proprietà della sua ricca suocera, Pompea Celerina.
La città conobbe il momento di massimo splendore tra il I ed il II sec. d.C., periodo a cui è riferibile la maggior parte degli edifici pubblici finora rinvenuti. Nulla resta del nucleo insediativo originario, formatosi probabilmente già nel corso del III sec. a.C., poco dopo la costruzione della strada.

Carsulae fu abbandonata in seguito ad un grave evento tellurico, collocabile ragionevolmente intorno al IV sec. d.C., evento che si rivelò catastrofico poiché, oltre ad abbattere numerosi edifici, comportò il collasso di alcune delle doline carsiche sopra le quali erano stati costruiti i principali edifici pubblici. Il cataclisma fu con tutta probabilità il colpo di grazia per la città, che già impoverita dallo spostamento ad est della Via Flaminia e dalla sua posizione che la rese successivamente esposta alle invasioni barbariche, finì per ridursi l’ombra delle sue antiche vestigia.

Nel medioevo, fu abitata soltanto da una comunità benedettina, raccoltasi intorno alla chiesa dei Santi Cosma e Damiano[5], che non a caso, fu edificata con materiali di rimpiego, su di un edificio romano nei pressi del foro.

Nel corso del 1500 iniziarono i primi scavi ad opera dei Conti Cesi, fra cui Federico, fondatore nel 1602 della prestigiosa Accademia dei Lincei.

Complice la luce di queste assolate giornate di metà gennaio, lo splendido panorama, incorniciato da un terso cielo azzurro, il Parco archeologico di Carsulae, oltre al suo inestimabile valore culturale, assume i contorni di una preziosa oasi di bellezza nel territorio dell’Umbria meridionale.

Chiesa Santi Cosma e Damiano

 

Approfondimenti: Il Centro Visita e Documentazione “Umberto Ciotti”, realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Terni e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, sorge a sud dell’area archeologica, in posizione rialzata rispetto agli scavi, e funge da porta d’ingresso alla città romana e da punto di accoglienza, informazione ed orientamento per i visitatori. Al suo interno ci sono la biglietteria, un bookshop, un angolo giochi per bambini, la sala di studio “Cinzia Perissinotto” sul territorio della bassa Umbria ed un’aula didattica. Nelle due sale superiori e nella galleria centrale è allestita un’esposizione permanente di reperti, rinvenuti durante gli scavi condotti fra il 1951 e il 1972, che si riappropriano del loro contesto originario dopo esserne stati allontanati per motivi logistici e di sicurezza.

http://carsulae.it/home.php?lang=ita

http://www.fastionline.org/micro_view.php?fst_cd=AIAC_1027&curcol=sea_cd-AIAC_3104


[1] Carsulae si raggiunge facilmente dalla Villa di Monte Solare percorrendo la E45 in direzione Terni e, superata Acquasparta, uscendo a Sangemini.

[2] Partendo da sud e seguendo quest’antica via consolare si intravedono le terme, attualmente ancora interrate, ma di cui si conoscono la struttura e l’esistenza di pavimenti a mosaico.

[3]Tacito, Hist., III, 60. “I capi del partito, giunti a Carsulae, si prendono pochi giorni di riposo […] . La località stessa del campo era assai piacevole: la vista era molto ampia, assicurati i rifornimenti per le truppe, avevano alle spalle municipi estremamente fiorenti […].

[4] Ep. I, 4.

[5] La venerazione di questi due santi sarebbe da porsi in relazione con il culto dei Dioscuri, largamente diffusosi in Umbria in età medio-repubblicana, e che a Carsuale sembrerebbe trovare la sua sede presso i templi gemelli – di età augustea – siti nei pressi del foro, e a breve distanza dalla chiesa stessa. Il culto dei gemelli divini, infatti, potrebbe essersi tradotto nella devozione, a partire dal VI sec. d.C., dei santi Cosma e Damiano, gemelli medici martirizzati tramite decapitazione nel 300 d.C.