Posts Tagged ‘città di castello’

Arte a Città di Castello, mostra di CARLO ZAULI “I BIANCHI”

7 aprile 2015

ZauliVerticale (1)La personale sullo scultore faentino Carlo Zauli, comprende una selezione di opere scultoree in grès ceramico realizzate dall’artista  durante oltre vent’anni, dagli anni ’60 sino alla metà degli anni ’80.

Un nucleo di circa 25 pezzi tra sculture medio-grandi, da sempre considerate fra le maggiormente rappresentative della produzione artistica dello scultore.

ATLANTE Soc. Cooperativa
Via Vittorio Emanuele Orlando 24/bis
Città di Castello PG
Tel e Fax 075 3721525
www.atlantecooperativa.it

 

Turismo Spirituale: In Cammino lungo La Via di San Francesco

5 giugno 2013

basilica di assisidi Chiara Condello

La Via di San Francesco è un itinerario della storia e del cuore, una via maestra che ripercorre e passa per molti luoghi legati alla vita del Santo di Assisi. Ti muovi attraverso paesaggi rigogliosi e verdeggianti, su strade e sentieri su cui passò Francesco e che attraversano pianure, colline e montagne; incontri alberi, rocce e fiumi sinuosi mentre intorno a te c’è pace… solo il (more…)

Su RETE 4 la vetrina delle eccellenze enogastronomiche, turistiche, culturali e produttive dell’Umbria

10 giugno 2012

Michela Coppa

La città di Perugia domani sarà protagonista di “Ricette di famiglia”, il fortunato programma televisivo itinerante in onda tutti i giorni su Rete4. La trasmissione avrà inizio alle 10,50 e si concluderà alle 11,30.

Martedì 12 alla stessa ora sarà la volta di Assisi.

Mercoledì 13 si parlerà di Todi e di Spoleto.

Ma è tutta l’Umbria che sarà raccontata in tv: dodici puntate per due settimane consecutive per mettere in luce le eccellenze turistiche, agroalimentari e produttive del territorio regionale. L’iniziativa è stata voluta dalle Camere di Commercio e dalla Regione Umbria fra le attività previste dal protocollo d’intesa sottoscritto per la promozione turistica del territorio. Collaudata la formula: in ogni puntata il conduttore Davide Mengacci si mette ai fornelli con l’aiuto di una famiglia del paese e dialoga, grazie a continui collegamenti, con l’inviata Michela Coppa, (more…)

Certificato antinucleare/Elenco candidati della Sinistra aderenti all’appello

12 Mag 2011
Ecco l’elenco dei candidati alle amministrative de La Sinistra per Castello e della Federazione della Sinistra di Gubbio aderenti al certificato antinucleare promosso dal Comitato Nazionale. Inoltre i candidati della Federazione della Sinistra di Assisi, Bevagna, Trevi e Nocera.

CITTA’ DI CASTELLO Mauro Alcherigi, Marta Melelli, Ilias Abdulhafiz,Alessandro Alunno, Errica Bianconi, Marco Canosci, Angelo Cecci, Gionatan Coradazzi, Agnese Dini, Antonio Feligioni, Francesco Giaccaglia; Mara La Rocca, Augusto Mariotti, Marcello Morini, Riccardo Nicosanti, Maria Odoni, Francesco Paoli, Andrea Pisu, Simonetta Pordoli, Giovanni Procelli, Luciano Rossi, DonatellaSponticcia, Alberto Veschi, Franco Zappitelli

GUBBIO Maria Cristina Ercoli, Katia Mariani, Remo Bellucci, UbaldoBossi, Sofia Brugnoni, Aldo Cacciamani, Patrizio Casagrande, MarinoCernicchi, Riccardo Farneti, Barbara Filippetti, Catia Mariotti, Enrico Mattiacci, Loris Meniconi, Tatiana Miti, Maria Giulia Nuti, Fabrizio Palazzari, Lucio Panfili, Fausto Procacci, Lorenzo Pruscini, Emanuele Salciarini, Fabio Sebastiani, Antonella Stocchi, Maria StellaTraversini, Alvaro UrbaniASSISI Franco Cesario, Maria Luciana Favorito, Massimiliano Dragoni

BEVAGNA Mirko Ronci, Mario Lolli

NOCERA UMBRA Luca Gammaitoni

TREVI Gianni Terenzi

LA SINISTRA CHE NON SI PUO’ SCEGLIERE, LA SINISTRA CHE NON SI PUO’ RIFIUTARE

23 novembre 2010

di Darko Strelnikov  

Adesso per il Partito Democratico Umbro le cose si complicano. Le grandi difficoltà nazionali e locali di questo periodo mettono …in gioco il bene più prezioso che ha; la sua incontrastata egemonia su questa regione. E’ un passaggio delicatissimo che potrebbe portare a scenari impensabili fino a poco tempo fa. Ma andiamo per ordine e vedrete che le questioni da risolvere sono un botto e tutte di difficoltà massima. Primo si complica la gestione delle elezioni amministrative. Come noto, al momento, a Città di Castello, Gubbio e Assisi non ci sono in pista candidati democratici. Qualcuno aveva pensato, perlomeno in due di questi comuni, di risolvere la cosa attraverso le primarie di coalizione. Adesso in questo momento di crisi, andare ad una conta e probabilmente perderla, potrebbe significare aprire delle voragini, difficilmente tamponabili. Ma l’alternativa è terribile per il Pd. Niente primarie nessun candidato a Sindaco nei centri maggiori. Un accordo politico con gli alleati è cosa impossibile, anche perché ogni località fa storia a se. A Castello diventa difficile dire di no al socialista Bacchetta. C’era l’on. Verini che qualcuno vedeva alla finestra, in attesa che fosse dichiarata “l’inesistenza in vita” di un candidato spendibile del Pd, per poi prendere le sembianze del “salvatore della patria”. Ma dovrebbe andare al confronto con l’attuale sindaco, con l’immancabile Ciliberti e forse anche con l’avvocato Zaganelli. Tenuto conto del suo storico scarso appeal nella sua città e della situazione generale, il vice Veltroni rischierebbe “più di Gagarin”. E allora, per non andare sotto ancora una volta e fare una nuova brutta figura con Sel, è partito il tam Tam “Bacchetta Forever”. A Gubbio il segretario Guerrini ci prova, ma trova solo nemici interni ed esterni alla sua candidatura. Difficile che una sinistra con il vento in poppa ceda la poltrona del primo cittadino al Pd. Potrebbe succedere solo in due casi : che il Pd vada, come le altre volte, da solo o che Goracci passi con i democratici. Possibilità delle due ipotesi, zero spaccato (soprattutto la seconda di quelle che ho detto). Assisi è già persa. E’ una questione tra Ricci e Bartolini. Sono così messi male i democratici da pensare l’impensabile. Cavoli, si sono detti, se Bersani e Dalema possono fare un Governo con Fini, perché noi non possiamo fare una Giunta con Ricci? Insomma, per qualche assessorato in più, c’è chi pensa anche di recitare la parte dello zerbino con il cast di uno dei due contendenti della destra. Mentre la sinistra è già in campo con un proprio candidato il Pd, ha di questi brutti pensieri. Anche se li scaccerà, per non tracollare definitivamente, al massimo, potrà puntare su un esterno. Quindi neanche qui candidati di partito. E allora, se le cose andranno così, facendo due conti, tra comuni persi in questi anni e comuni ceduti agli alleati, il ridimensionamento sarebbe già evidente. Secondo questa impasse sui candidati si porta dietro un’altra e amara riflessione. Il Pd non presenta propri candidati semplicemente perché non ne ha. La legge dei “10 anni e più moltiplicar non deve” (quella delle due legislature massime per Sindaci e Presidenti), sta asciugando le ultime risorse umane del partito. Dietro alle Cecchini, agli Orsini, ai Panfili, ai Barboni, ai Borgognoni e ai Romoli il vuoto assoluto. Partendo da quelli del 68 e passando per quelli del 77, dietro loro c’è il nulla. Non esiste una terza generazione. E non esiste per due ragioni; perché non è stata fatta (scientificamente) crescere e perché quella che c’è, o viene tenuta ai margini o si è indirizzata verso altri lidi (principalmente Vendola). Ed è su questa riflessione che si incanala il terzo elemento negativo : i congressi. Orgogliosamente si dice che la maggior parte dei segretari sono giovani. E’ vero, ma cambia qualcosa rispetto all’analisi che ho fatto? Assolutamente no! Innanzitutto perché i circoli non hanno alcun ruolo dirigente. Anzi direi nel Pd non hanno un ruolo. Una volta i segretari di sezione avevano un peso politico e organizzativo. Per questo venivano scelti i più meritevoli. Per questo c’era sempre una classe dirigente di ricambio. Ma adesso queste nomine rappresentano contentini per tenere buoni le scalpitanti “giovani promesse”. E salvo qualche rara eccezione, che purtroppo fa la regola, questi segretari sono incastrati nel gioco delle correnti. Il manuale Cancelli ha funzionato alla grande. Non c’è stata concorrenzialità, tutto è stato ricondotto alla tecnica vecchia, ma sempre efficace, delle liste e delle candidature uniche. Ma c’è di più. Quando si sale verso i segretari comunali e provinciali, niente viene lasciato al caso. I nominati sono gente di sicuro affidamento per i vari capibastone. Ma come vedete, tutto questo è una accomodamento interno, incurante della bufera che sta imperversando fuori della finestra. La convinzione che il Pd stia diventando una cosa immobile ad uso e costume di una piccola oligarchia e delle sue diramazioni, sta ormai dilagando nel corpo del partito. Molti ormai si stanno convincendo della sua irriformabilità e si guardano intorno. Nella stazione del Pd, ora come ora, c’è solo la tabella delle partenze (poche tra i dirigenti, tante tra gli iscritti), mentre manca quella degli arrivi (nessuno). E in una stagione nella quale le inchieste hanno già prodotto cospicui danni politici, in una stagione amministrativa di “lacrime e sangue” nella quale gli enti diretti dai Democratici dovranno chiedere grandi sacrifici ai cittadini, il pericolo di deragliare definitivamente, sale al massimo livello. Non è certo la destra a fare paura, ma le notizie che parlano, in tutte le regioni rosse, di alleati di sinistra che viaggiano ormai sopra le due cifre, che sono in una continua e quasi inarrestabile crescita e che disegnano uno scenario nel quale il Pd diventa, da subito, un primis inter pares. E gli scenari nazionali non aiutano. Milano, tutti i sondaggi, portano dritti verso una strada chiamata sinistra, che i democratici, per costituzione, non possono scegliere e che, per tradizione, non possono rifiutare. Ma prima o poi la contraddizione andrà sciolta in un senso (Vendola e Di Pietro) o in un altro (Fini e Casini) e allora niente sarà più come prima. Siete curiosi? Volete sapere come va a finire? Io non lo so , chiedetelo a Mandrake! Ma faticherà anche lui a darvi una risposta.

Archeologia: La casa è dove si trova il cuore. (Gaio Plinio Secondo)

22 novembre 2010

Francesca Plebani

di Francesca Plebani

“Conosci ora perché io preferisca la mia villa in Tuscis a quelle di Tuscolo, Tivoli e Preneste.” (V, 6). Plinio il Giovane (61-112 d.C.), oratore della prima età imperiale e governatore della Bitinia sotto Traiano, nell’epistola ad Apollinare riferisce della proprietà da lui preferita: la villa in Tuscis, residenza ubicata nel territorio di Tifernum Tiberinum, l’attuale Città di Castello. “L’aspetto del paese è bellissimo: immagina un anfiteatro immenso e quale soltanto la natura può crearlo. Una vasta e aperta piana è cinta dai monti, e le cime dei monti hanno boschi imponenti ed antichi. […] Eppure, benché vi sia abbondanza di acque, non vi sono paludi, perché la terra in pendio scarica nel Tevere l’acqua che ha ricevuto e non assorbito.” A Giovanni Magherini Graziani (1892-1924), storico tifernate, spetta il merito di aver sciolto l’annosa disputa sull’esatta

Villa Plinio in una foto aerea

ubicazione della residenza pliniana – indicata  nell’epistola IV, 1 semplicemente come in Tuscis (in Etruria) – riconoscendola nei resti affioranti (colonne, marmi, mosaici) nel campo di Santa Fiora, nei pressi dell’attuale abitato di Colle Plinio, nel Comune di San Giustino Umbro (PG). Il rinvenimento, infatti, di bolli impressi su tegola recanti le lettere CPCS, corrispondenti alle iniziali del nome completo di Plino, Caius Plinius Caecilus Secundus,  e la conformazione del luogo coerente con la descrizione pliniana, ha sollevato ogni dubbio da questa identificazione.

La scoperta dell’eccezionale estensione dell’area archeologica alla fine degli anni settanta del Novecento fu frutto del tentativo di bonificare il campo di Santa Fiora dai ruderi affioranti ad ogni aratura. I

l conseguente intervento di tutela della Soprintendenza Archeologica condusse poi ai primi saggi di scavo, e  successivamente alla proficua collaborazione scientifica con le Università di Perugia e di Alicante. Dal 1986, infatti, il rapporto di cooperazione tra l’equipe perugina e l’università spagnola ha condotto a ben 18 campagne di scavo,  l’ultima nell’agosto 2003.

Lo scavo ha esplorato in forma estensiva tutta l’area archeologica individuata, che attualmente occupa un’estensione di circa 2 ettari. La villa, che deve nome e notorietà ovviamente al suo più insigne proprietario – il quale provvide ad ampliarla e a dotarla di  un porticato aperto verso l’esterno – presenta fasi precedenti: quella c.d. “etrusca”, databile tra III e II sec. a.C. (lacerti di strutture murarie, pavimentazioni, scarti di fornace e terrecotte architettoniche), ed una fase di fine I sec. a.C. – inizi I sec. d.C. attribuibile agli interventi di Marco Granio Marcello.

Ulteriori fasi edilizie, ristrutturazioni e materiali, testimoniano continuità di frequentazione del sito almeno fino al V sec. d.C. Inoltre i bolli IMP(eratoris), databili tra II e III sec. d.C. su base paleografica, registrano come la proprietà, morto Plinio, fosse divenuta parte integrante del demanio imperiale. Nel corpo della villa, a nord dell’atrio, doveva collocarsi la chiesa di Santa Fiora o Flora, che ha dato il nome al campo. Da questa limitata area provengono frammenti di ceramica medievale (ancora in corso di studio). Interessante l’ipotesi che il culto di santa Fiora o Flora possa costituire una sopravvivenza, o piuttosto un’eco, del culto di Cerere che all’epoca di Plinio si praticava in questo luogo (la villa infatti ospitava un tempio dedicato a Cerere, ricordato da Plinio stesso nella lettera a Mustio, e probabile luogo di culto etrusco preesistente all’insediamento romano). Questa “continuità” cultuale sarebbe inoltre connessa con la presenza della vicina Pieve di San Cipriano. Il dies natalis di questo santo (14settembre), forse non casualmente, cade infatti il giorno seguente a quello della festa di Cerere, ricordata da Plinio (idi di settembre).

Fiore all’occhiello tra le antichità romane che il territorio umbro può vantare, la villa di Plinio ed il progetto di valorizzazione a questa legato, costituiscono un’esemplare prova di collaborazione tra l’Università degli Studi di Perugia (di cui personalmente ringrazio il prof. P. Braconi per la cortese disponibilità) e le istituzioni. Al Comune di San Giustino si rende infatti merito per la recente realizzazione di una copertura protettiva dell’area archeologica e per le iniziative promosse (apertura al pubblico di Villa Graziani e visite guidate agli scavi, Agosto 2010), finalizzate non unicamente alla tutela di un bene di inestimabile pregio, ma alla restituzione dello stesso al vasto pubblico.

Per ulteriori approfondimenti si segnala inoltre il sito www.arkecultura.com e l’intervento di R. Masciarri.

Si ringraziano il Prof. Paolo Braconi, docente di “Antichità Romane” presso l’Università di Perugia e direttore delle operazioni di scavo, responsabile scientifico degli scavi di Colle Plinio insieme al Prof. José Uroz Sàez dell’Università di Alicante, e tutti gli studenti dei corsi archeologici.

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Bibliografia

BRACONI 1998: P. BRACONI Paysage et amenagement: un domaine de Pline le Jeune, in Cité et Territoire II (Atti Bézier 1997), Paris 1998, pp. 155 ss.

BRACONI 2001: P. BRACONI, La Pieve ‘Vecchia’ di San Cipriano e la villa in Tuscis di Plinio il Giovane, in Umbria Cristiana. Dalla Diffusione del culto al culto dei santi (secc. IV-X) (Atti Spoleto 2000), Spoleto 2001, pp. 737 ss.

BRACONI 2003: P. BRACONI, Les premiers propriétaires de la villa de Pline le Jeune in Tuscis, in Histoire & Sociétés Rurales XIX 1, 2003, pp. 37 ss.

BRACONI-UROZ 1999: P. BRACONI – J. UROZ SÀEZ (a cura di), La Villa di Plino il Giovane a San Giustino. Primi risultati di una ricerca in corso, Perugia 1999.

BRACONI-UROZ 2001: P. BRACONI – J. UROZ SÀEZ, Il tempio nella tenuta di Plinio il Giovane in Tuscis, in Eutopia n.s. I 1-2, 2001, pp. 203 ss.

UROZ-ESTEVE 2002-03: J. UROZ SÁEZ – R. ESTEVE TÈBAR, Las Maufacturas etrusco-romans y el santuariode época republicana de Colle Plinio, in Lucentum XXIXXII, 2002-03, pp.103 ss.

ACCORDO TRA CONFINDUSTRIA PERUGIA, BANCA CR FIRENZE E LE CASSE UMBRE DEL GRUPPO INTESA SANPAOLO

12 novembre 2010

1 MILIARDO DI EURO PER SOSTENERE LO SVILUPPO DELLE IMPRESE DEL TERRITORIO

Banca CR Firenze e Confindustria Perugia, hanno presentato, a margine dell’Assemblea Generale delle Imprese associate a un ulteriore importante accordo che fa seguito a quelli nazionali siglati da Intesa Sanpaolo e che intende attivare strumenti per assistere al meglio le piccole e medie imprese nell’attuale fase congiunturale, ancora difficile ma certamente più orientata alla crescita e allo sviluppo.  L’Accordo è stato illustrato agli imprenditori dal Presidente Confindustria Perugia e da Luciano Nebbia, Direttore Regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo. L’Accordo conferma e prolunga gli strumenti attuati nel 2009, disegnati per fronteggiare le principali emergenze della crisi, come ad esempio la linea di credito aggiuntiva per la gestione degli insoluti, i programmi di ricapitalizzazione per il rafforzamento patrimoniale, l’allungamento fino a 270 giorni delle scadenze a breve termine e il rinvio rate su mutui e leasing, diventate poi oggetto dell’Avviso comune ABI del 3 agosto 2009. In 12 mesi si è potuto dare un riscontro positivo a oltre 50.000 richieste a livello nazionale, di cui oltre un migliaio in Umbria. Banca CR Firenze, le Casse Umbre del gruppo Intesa Sanpaolo (Cassa Risparmio di Città di Castello, Cassa di Risparmio Cassa di Risparmio Spoleto e Cassa di Risparmio di Terni e Narni) e Intesa Sanpaolo mettono a disposizione delle aziende del territorio un plafond di 1 miliardo di euro specificamente destinato a interventi e investimenti in tre ambiti strategici per il rilancio della competitività delle imprese:

Internazionalizzazione: aiutare le imprese a sviluppare nuove strategie sui mercati esteri attraverso il supporto operativo in 40 paesi nel mondo e le consulenze specialistiche del polo per l’internazionalizzazione del gruppo Intesa Sanpaolo.

Innovazione: finanziamento e sviluppo di programmi di ricerca, acquisizione di nuove tecnologie, raccordo tra banca, impresa e università.

Crescita dimensionale: sviluppo delle iniziative volte a migliorare i parametri patrimoniali e la cultura creditizia delle imprese. Promozione delle reti d’impresa e delle sinergie territoriali.

 

RUGBY PERUGIA – SUCCESSO DI TUTTE LE FORMAZIONI PERUGINE

7 novembre 2010

di Luana Pioppi

Luana Pioppi

LIOMATIC CUS PERUGIA – PESARO 38-17

PERUGIA: Pacchera, Magi, Speziali, Franzoni, Biconne, Tavutunawailala, Corbucci (Gioè), Rossetti, Biagini, Bresciani (Tagliavento), Cilo (Santori), Giorgetti, Cassetti (Russo), Cappetti, Palazzetti. A disp.: Ferrini, Nunzi, Angelini. All.: Aio.

PESARO: Martinelli, Mancini, Canapini, Villarosa, Bertera, Panzieri, Cardellini, Riccardi, Sanchioni, Galdelli, nucci, Moretti, Santini, Lastoria, Riccardi. A disp.: Gennari, Borelli, Jaouhari, Pistolesi, Lucci, Angelini, Pini. All: Subissati.

PERUGIA – Mete: Giorgetti (2), Pacchera, Franzoni. Calci piazzati: Pacchera (4). Trasformazioni: Pacchera (2),  Tavutunawailala.

PESARO – Mete: Lucci. Calci piazzati: Martinelli (4).

Torna alla vittoria, conquistando per la prima volta anche il punto di bonus, la Liomatic Cus Perugia che ieri, sul campo di Pian di Massiano, ha superato il Pesaro per 38-17. E’ stata una partita disputata a fasi alterne con il primo tempo, concluso per 16-9, dove nessuna delle due squadre ha veramente prevalso sull’altra. Molti i calci piazzati effettuati da entrambe le formazioni, da Pacchera per il Perugia e da Martinelli per il Pesaro.

GLI ALTRI RISULTATI: Romagna Rfc – Asd Rugby Viterbo 56-0; Vasari Rugby Arezzo – Lions Amaranto Livorno 28-0; Asd Cus Roma Rugby – Imola Rugby Asd 23-16; R.Colorno Soc.Coop.Dil – U.Rugby Prato Sesto 23-22; Asd Union Rugby Tirreno – Unione R. Capitolina 18-32

CLASSIFICA: Romagna punti 25; Arezzo punti 20; Unione Capitolina punti 19; Colorno punti 17; Cus Roma punti 16; Sesto Prato e Cus Perugia punti 15; Tirreno punti 14; Imola punti 10; Viterbo punti 9; Lions Amaranto Livorno punti 7; Pesaro punti 2. ***Romagna 4 (quattro) punti di penalizzazione.

NB. La classifica non tiene conto del risultato della gara Capitolina – Viterbo del 24 ottobre u.s., non omologata dal Giudice Sportivo FIR, per accertamenti connessi al reclamo presentato a fine gara dal Viterbo.

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RUGBY FEMMINILE SEVEN COPPA ITALIA RUGBY PERUGIA RAGAZZE TRIONFA A VITERBO

– Continua a vincere la Barton Rugby Perugia Ragazze, impegnata ieri a Viterbo nella seconda giornata del campionato Seven di Coppa Italia. Le perugine hanno vinto tutti e 4 gli incontri in programma. Protagonista è stata il capitano Paola Ignozza che nei quattro incontri, è andata in meta ben dieci volte trascinando la sua squadra alla vittoria.

Dopo i primi due turni di Coppa la Barton Rugby Perugia Ragazzi è in testa alla graduatoria.

BARTON RUGBY PERUGIA RAGAZZE-CASTELGANDOLFO (40-0). Mete: Ignozza (5), Mastroforti, Keller, Chabj.

BARTON RUGBY PERUGIA RAGAZZE-ALL REDS ROMA (15-0). Mete: Mastroforti (2), Keller.

BARTON RUGBY PERUGIA RAGAZZE-OLMATE VITERBO (45-0). Mete: Ignozza (3), Keller (2), Mastroforti (2), Miere Tavy, Chaby).

FINALE: BARTON RUGBY RAGAZZE PERUGIA-L’AQUILA (20-5). Mete: Ignozza (2), Keller, Mastroforti.

BARTON RUGBY PERUGIA RAGAZZE: Barilari, Chaby, Cordellini, Giacchè, Ignozza, Keller, Matteo, Mastroforti, Miere Tavy, Moretti, Pellicani, Bolerisani, Roscini, Tolomei. All.: Tagliavento.

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RUGBY UNDER 16  LIOMATIC CUS PERUGIA  – CITTA’ DI CASTELLO 41-15

LIOMATIC CUS PERUGIA: Clemente, G.Bellezza, Salvadori, Falcioni, Stradaioli, E.Bellezza, Iandiorio, Tirelli, Massoli, Cenerini, Castrignanò, Marioli, Flores, Sonini, Tesorini. In panchina entrati: Martic, Milizia, Alunni Cardinali, Errighi, Marabitti, Moscatelli, Sisani. All.: Fabrizio Fastellini e Alessandro Speziali.

CITTÀ DI CASTELLO: Jagannajh, Mottura, Rossi, Basili, Barhoumi, Facchini, Romanici, Cattozzo, Loschi, Granci, Bondi, Mettozzi, Menichetti, Tacchino, Macchioni. In panchina entrati: Fiorucci e Bernardi. All.: Fullman.

PERUGIA – Mete: Salvadori (4), G.Bellezza, Falcioni, Martic. Tre trasformazioni di Tesorini. CITTÀ DI CASTELLO – Mete: Loschi (2), Rossi.

Ancora una vittoria per la Liomatic Cus Perugia Under 16. I ragazzi di Fabrizio Fastellini e Alessandro Speziali ieri mattina, sul campo del Pian di Massiano, hanno superato per 41-15 il Città di Castello. L’inconto era valido per la quarta gironata del campionato interregionale di rugby Under 16, girone tosco-umbro.

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SERIE C – AMCHEVOLE: FOLIGNO – BARTON RUGBY PERUGIA 27-14

RUGBY FOLIGNO: De Santis, Gammarota (Tobanelli), Onali, Quagliani, Spaziani, De Souza, Camilli, Freddo (Caporaletti), Marconi, Meniconi (Morozzi), Taraddei (Proietti), Cesarini (Cerquiglini), Lunghi, Lupparelli, Ciccone (Tavone). Allenatore: Arena.

BARTON RUGBY PERUGIA: Etchebarne, Zannoli, Chiappini, Manfroni, Bellezza, Biondo, Nasoni, Franzoni, Bolli, Polito, Calzoni, Campus, Macchioni, Fantini, Mattioli. In panchina entrati: Lucacci, Palomba, Tardioli, Signorini, Cornia, Germini, Vergari. Allenatore: Gagliardoni. PERUGIA – Mete: Germini e Bellezza. Due trasformazioni di Biondo.  FOLIGNO – Mete: De Souza (3), Quagliani, Spaziani. Una trasformazione di Spaziani.

Umbria – Tre cose da fare subito : Riforme, nuovi rapporti politici e rimpasti di Giunta

4 novembre 2010

di Darko Strelnikov

E’ cominciata la corsa al “dobbiamo cambiare”. Dopo l’apertura dell’inchiesta sulla sanità, si va avanti a botte di richieste di autocritica, di buoni propositi per il futuro, di dichiarazione sulla necessità di “invertire la rotta e rompere con il passato”. Persino i sindacati, che hanno fatto del consociativismo la bandiera della loro presenza negli enti pubblici umbri, reclamano (ma con che coraggio senza mettersi in discussione?) il cambiamento. Insomma dalle parti del centrosinistra in generale e del Partito Democratico in particolare, c’è una specie di fuggi fuggi dalle responsabilità e di messa in onda del gioco delle tre scimmiette (non c’ero, non sapevo, non vedevo, non sentivo, non parlavo). Sembra quasi che molti abbiano vissuto in un mondo lontano anni luce dalla nostra regione. Invece erano qui e partecipavano attivamente alla gestione del sistema di Governo (o di potere se vi piace di più) creato nell’ultimo decennio ed ora sotto accusa. Chi, come me ed altri,  ne parla da anni in termini politici, è stato spesso messo alla gogna, come eretico da sbattere sul rogo. Oggi, chi tappava gli orecchi, deve fare i conti con la dura “verità rivelata”. L’impressione però è che, ancora una volta, l’approccio non sia dei migliori e che si sia alle prese di posizione, ai riti di palazzo. Sembra che molti siano in attesa di tempi migliori, per poi gradatamente riprendere il lavoro : “da dove l’avevamo lasciato”. Non ci sono stati, infatti, segnali politici chiari di inversione di tendenza. Anzi, in alcuni casi (leggi la Presidenza della Vus), sono ricominciate le battaglie intestine. Ci si avvita su parole come “ trasparenza”, “merito”, “discontinuità”, che dicono tutto e non dicono niente. Persino l’opposizione sceglie strade per me sbagliate. Chiedere nuove regole per la nomina dei manager sanitari è aria fritta. L’esperienza insegna che più lacci si mettono, più si ingessano le norme, più si restringono le possibilità di opzione e più si creano le possibilità di fare “aborti”. Il punto è la modifica strutturale di un metodo e di una cultura, che è comune sia alla destra che ad una certa sinistra e cioè quella di privilegiare, negli incarichi, gli amici e gli amici degli amici. Unico requisito richiesto la fedeltà. Meglio se accompagnato da una scarsa capacità e intelligenza; cose che rendono più tranquillo il manovratore. Ma allora quali dovrebbero essere i segnali di cambiamento da mettere immediatamente in campo? Proverò ad elencarne qualcuno:1) Naturalmente le riforme. Riforme non aggiustamenti. Occorre un mezzo terremoto. Deve rimanere solo ciò che veramente serve ed essere cassato tutto quello (ed è tanto) che è inutile. Gran parte delle competenze oggi in mano ad un esercito di enti devono essere trasferite alle istituzioni elettive, anche per una questione di democrazia : sono le uniche il cui operato può essere giudicato dai cittadini. Niente nuove agenzie, via tutto l’intermedio, una sola Asl e va allargato il processo di accorpamento delle aziende pubbliche. Dopo quella dei trasporti ci vogliono quelle dei rifiuti e dell’acqua. Insomma un trend diverso, nel quale le nomine entrerebbero nel palmo delle due mani, costringendo tutti a fare in conti con la competenza, l’affidabilità e l’esperienza dei candidati.2) Le continue sconfitte elettorali, l’emergere di un sistema politico clientelare, deve imporre alla guida del centrosinistra una revisione dei rapporti interni. Il Partito Democratico è chiamato ad un bagno di umiltà e a rinunciare a fare la parte dell’asso pigliatutto e del dio- imperatore che decide ogni cosa. Il Pd ha in Umbria un potere che nessun altro partito, nemmeno il Pci, si è sognato di possedere. Ha tutte le principali presidenze, i sindaci delle città più grandi (dove non li ha è perché ha perso con il centrodestra o con altri), la maggioranza (spesso i 2/3 degli assessorati) nelle giunte, la conduzione dei Consigli. Invece di pensare, come ancora di salvezza, di allargare , ancora una volta, le sue alleanze verso l’Udc (che in questi giorni sta lanciando ponti d’oro alla Marini), condivida le responsabilità con gli attuali partners, costruisca un vero progetto comune di legislatura, impegnando tutte le istituzioni al raggiungimento degli obiettivi concordati. 3) Questo si porta dietro un altro processo da iniziare immediatamente : Il rinnovamento della classe dirigente. Qui mi tirerò dietro tutti gli strali possibili, ma, com’è mio costume, non mi sottrarrò ad esercitare il diritto di critica. E’ sotto gli occhi di tutti che, perlomeno negli ultimi 15 anni, si è assistito ad un graduale e costante peggioramento della qualità degli amministratori. Se non si riconosce questo dato è difficile produrre innovazioni per il futuro. C’è una discreta dose di incompetenza in giro, condita con qualche piccolo sorso di incapacità e di improvvisazione nella gestione della cosa pubblica, soprattutto nelle Giunte (non prendo in esame i Consigli, perché sono scatole vuote prive di poteri, che non incidono minimamente sulle scelte degli esecutivi). Questo, fra parentesi, ha reso sempre più difficile il lavoro dei Presidenti e dei sindaci eletti e li ha costretti ad assumersi in proprio, gran parte delle responsabilità dell’amministrazione. E’ l’effetto di una pratica che deve soddisfare gli orticelli delle formazioni minori e gli orti delle correnti dei democratici. Il primo correttivo da introdurre è quello di fare un accurato esame della situazione e prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di andare a rimpasti di Giunta in molti enti, mettendo dentro persone di riconosciuta capacità e dando maggiore fiducia ai giovani (se ci sono) che si sono veramente distinti nell’attività politica per spirito di servizio, che hanno già avuto esperienze pubbliche e che meritano, quindi, di essere messi alla prova. Non una rivoluzione, ma un cambiamento che dia un segnale preciso a tutta la società regionale e cioè che il merito e il rinnovamento vero (e non solo di anagrafe) diventano i principali se non gli unici criteri di scelta. 4) Fatto tutto questo abbiamo risolto? Ci abbiamo messo una pezza, una bella pezza. Perché manca ancora il futuro. Bisogna costruire meccanismi che aiutino la crescita di una nuova classe dirigente. La lancetta è già sul rosso. Le prossime elezioni amministrative testimoniano la grande difficoltà di tutte le forze politiche e dei poli a trovare candidati riconosciuti, popolari e competitivi. La generazione del 68 fa fatica a trovare sostituti. E allora ad Assisi spuntano riconferme e vecchi nomi, A Gubbio si brancola nel buio o si mettono in pista nomi di bandiera e a Città di Castello non si è ancora deciso se andare sull’usato sicuro (Bacchetta), su un dirigente di belle speranze (Biagini) o su un nome illustre che richiama la storia della nostra sinistra (Zaganelli). E, in questa confusione, il partito che soffre di più è il Pd, che scopre come le sue anime e i suoi dirigenti locali, non abbiano più il feeling di una volta con i cittadini. Per invertire questa tendenza le cose da fare sono due : una politica ed una istituzionale. I partiti debbono rivalorizzare e rivitalizzare le strutture di base, per rimettere in moto un meccanismo di confronto diretto sui problemi reali della gente e dare l’opportunità ad una nuova generazione di misurarsi sul campo con la politica delle cose e non dei palazzi. I comuni devono creare nei quartieri e nelle frazioni organismi di base, elettivi, senza compenso per i partecipanti, che costituiscano un ponte di congiunzione diretta tra l’amministrazione e i cittadini e, nel contempo, una utile palestra per decine e decine di persone, che così potranno iniziare a misurarsi su problemi, come gestione della cosa pubblica, bilancio, scelte. Tutto ciò perché la futura classe dirigente non si forma alle scuole di partito, che ci devono essere perché aiutano, ma alla scuola delle esperienze vissute sul terreno diretto, sul territorio, tra e con la gente, avendo come riferimento, una cosa ormai messa in soffitta, il bene comune. Per la serie, quando l’ovvietà diventa necessità.

CITTA’ DI CASTELLO, INAUGURATA LA MOSTRA DEL MOBILE IN STILE

26 settembre 2010

Mobile decorato di Luciano Rotini

“Il mobile in stile di Città di Castello rappresenta la storia dell’artigianato dell’alta Umbria, un settore che ha cercato di resistere alla profonda crisi economica grazie alla propria maestria e alla qualità d’eccellenza”. E’ quanto ha sottolineato Andrea Smacchi (PD) partecipando alla cerimonia di inaugurazione della mostra del mobile in stile di Città di Castello che ha visto l’intervento delle massime autorità regionali, provinciali e comunali. Smacchi evidenzia come “alcune aziende, esplorando nuovi mercati, come quello russo, della Corea del Sud, californiano, hanno ottenuto una risposta entusiasta da parte degli acquirenti perché viene proposto un prodotto basato sulla qualità, sull’eccellenza costruttiva, risultato di una sapiente conoscenza delle tradizioni e non sulla quantità della produzione di massa”.  “In molte parti del mondo – spiega l’esponente del Partito Democratico – avere un prodotto del vero Made in Italy rappresenta ancora uno status-symbol, un’ostentazione di benessere. Queste sono occasioni che permettono ai nostri artigiani di far conoscere i loro prodotti e penetrare in nicchie di mercato ad alta redditività. Investire sulla valorizzazione delle eccellenze che caratterizzano fortemente il tessuto produttivo di
alcuni territori della nostra regione – osserva Smacchi – rappresenta una buona occasione di ripresa dell’economia”.
“Per questo settore, – aggiunge il consigliere regionale del PD – che conta circa 230 imprese artigiane con un fatturato aggregato di circa 160 milioni di euro annui, occorre che innovazione ed internazionalizzazione siano la base di rilancio per quella profonda e storica capacità dei nostri artigiani di creare e proporre sempre qualcosa di nuovo. Rimanendo però, al tempo stesso, – conclude Smacchi – rispettosi custodi delle tradizioni e delle antiche tecniche di produzione”

Città di Castello. Passione ed impegno, cibo di qualità e musica di qualità, due binomi vincenti

21 settembre 2010

di Gianna Nasi

Due giovani sui trentanni, Pietro Rignanese ed  Emanuele Barili gestiscono un ristorante carino in un vicolo del centro storico di Città di Castello “Trattoria degli amici miei”. Gestire un ristorante “senza spalle coperte” come dicono loro, cioè senza disponibilità finanziarie immediate e qualche adulto o genitore che ti aiuta, non è cosa da poco. Sono andata a parlare con loro perché dopo tanta crisi e lamentele dei commercianti, ho saputo che il loro locale funziona.“Qual’è il segreto?” ho chiesto e Pietro ha immediatamente risposto “La passione”. Questa è sempre la chiave di volta di ogni attività. Crederci, lavorare cercando di fare il meglio. Rinunciare a quello che fanno tutti per seguire il proprio sogno. Questo accade in un mondo dove il sistema non funziona, il lavoro giovanile non è incentivato, a volte neanche apprezzato, perché vedere alla guida di un’attività persone che non hanno compiuto i 30 anni è per molti segno di poca stabilità e serietà. Invece due giovani cucinano puntando sulla qualità in nome di quella tradizione italiana che ci distingue nel mondo intero. “Quali sono gli aspetti negativi?”. Il primo immaginabile se si pensa al calcio Sono tutti Ct. E qual’è l’altro pilastro del mondo maschile italiano? Ma la mamma no? E dunque come contrastare i loro metodi culinari?Il calcio e la mamma, due icone incancellabili per cui tutti sono tecnici della nazionale ed esperti di alimentazione. Il secondo aspetto negativo vista la giovane età, sono gli orari e gli impegni. Ed allora da gennaio ad aprile il locale ospita ogni giovedì sera eventi musicali molto vari.

Un weekend di gennaio c’è stato anche un Festival Unplugged: chiunque poteva esibirsi con 3-4 pezzi acustici. Momento di grande aggregazione. Gratuito il concerto e con possibilità o meno di cenare. Ne è stato fatto anche un cd. Ci sono state poi varie serate a tema. Serata Bavarese con birra cruda, stinchi, cavolo e patate, cameriere con abiti bavaresi e canti bavaresi. Serata Skarnevale musica Ska (una specie di raggae un po’ veloce). Serata Irlandese con stufato di vitello, birra rossa  e musica tipica. Serata Tex-Mex con chili con carne, tacos di pollo e folk americano.

C’è stato poi un progetto di serate acustiche con strumenti particolari come vibrafono e arpa; folk americano e blues; dulciment dei monti Apalachi; luculela; slide guitar, chitarra di ferro che si suona con slide che può essere anche di vetro (nella cassa armonica ha dei coni che aumentano la portanza del volume rispetto alla chitarra acustica). Ci sono stati concerti jazz uno del duo Maurizio Marrani al pianoforte e Andrea Ambrosi al contrabbasso. C’è stata una serata di tributo a Paolo Conte e Baldo e Papero che hanno fatto cabaret. Al Festival delle Nazioni hanno cucinato un piatto russo il Glubzi, involtini di cavolo con carne mista, riso, sugo di verdure e panna acida. Al ristorante ha suonato il quartetto Savino. All’evento delle vetrine c’era in palio una cena gratis alla trattoria. Ci sono state anche alcune serate di degustazioni.

«MUSEI PER I CITTADINI», INSIEME IL CENTRO DI TRADIZIONI POPOLARI DI GARAVELLE ED IL MUSEO DEL TABACCO

9 giugno 2010


La Fondazione per il Museo Storico e Scientifico del Tabacco di San Giustino (capofila del progetto) assieme al Centro di Documentazioni Popolari di Garavelle di Città di Castello hanno elaborato un progetto che è stato ammesso ad un finanziamento regionale per un importo di 15 mila euro. Stamani proprio al Museo del Tabacco si è svolta la conferenza stampa di presentazione di questo piano di valorizzazione delle due realtà alla quale hanno preso parte il presidente della Fondazione Museo del Tabacco Daniela Frullani, il direttore del Centro Garavelle professor Tommaso Bigi, il sindaco di San Giustino Fabio Buschi, l’assessore alle politiche turistiche del Comune di Città di Castello Riccardo Celestini ed il coordinatore del progetto Franco Sediari oltre a numerosi rappresentanti di associazioni culturali dei due territori, dirigenti ed insegnanti delle scuole coinvolte.

Collezione Alberto Burri

26 ottobre 2009
alberto burri

alberto burri

Citta’ di Castello  (Pg)

La Collezione espone opere d’arte dell’artista Alberto Burri, nella suggestiva cornice degli ex essiccatoi del tabacco.

il maestro nacque a Città di Castello nel 1915 e si laureò in medicina. Solo dopo la seconda guerra mondiale ed un periodo di prigionia in un campo alleato in Texas  si dedicò alla pittura utilizzando presto  tecniche e materiali (plastica, sacchi di juta, legni bruciati ecc.)  fino a quel momento del tutto originali. Novità essenziale della sua arte fu la “gradazione luminosa dei colori capace di creare strutture spaziali”.
Apertura ed orario
Visite: 9-12.30, 14.30-18.00;
festivi: 10.30-12.30, 15-17;
Chiuso il lunedi e dal 1° Novmbre al 18 Marzo.
Info Tel: 075.8554649