Posts Tagged ‘civica’

Candiani, Lega Nord Umbria: “ Per il bene della comunità a Bettona occorre ripartire dal Progetto della Lista Quadrifoglio e dalla positiva esperienza Amministrativa di Lamberto Marcantonini”

27 gennaio 2016

quadrifoglio.jpgRiceviamo e pubblichiamo

Il fallimento della Giunta Frascarelli certifica l’incapacità del Pd di Bettona e dei partiti di Sinistra di assicurare alla comunità un’Amministrazione in grado di affrontare i problemi concreti di famiglie ed imprese. Per la terza volta in quindici anni l’esperienza della Sinistra al Governo della Città si conclude con un commissariamento. Cosa ancora più grave, negli ultimi tre anni, caratterizzati dal più totale immobilismo, la maggioranza è stata in grado solo di distruggere, pezzo per pezzo, quanto di buono era (more…)

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CLAUDIO RICCI, ORA BASTA: Nessuno tocchi Abele!

7 maggio 2015

Riceviamo e pubblichiamo Il comunicato stampa congiunto del Candidato alla Presidenza della Regione Umbria Claudio Ricci  e Cinzia Diamanti Presidente del Gruppo “in Movimento”

:
ricci7“Nessuno tocchi Abele”, vuol dire un impegno preciso, forte e condiviso, per allontanare dall’Umbria chi non rispetta la legge. Con il Gruppo “In Movimento”, condivido, non solo il programma sulla sicurezza, che poi avremo modo di spiegare nelle sue articolazioni, ma anche una collaborazione a Terni e Perugia e una visione politica e di coinvolgimento del sociale che supera il livello regionale per allargarsi a una Costituente Civica per Umbria Popolare, che ha carattere nazionale. Solamente collegando i cittadini a una politica che nasca sempre più dalla società civile e dalle sue reali esigenze, potremo uscire fuori dalle logiche della “politichicchia”. (more…)

Alziamo il “velo” sulle candidate della lista civica “Ricci presidente”

8 aprile 2015

ricci presidente logo buonoEcco la lista civica “Ricci Presidente” in rigoroso ordine alfabetico

Patrizia Buini, Marina Busti, Ernesta Cambiotti, Carlotta Caponi, Luana Chiappini, Luisa Di Curzio, Maria Rosaria Ferraro, Michela Mencarelli, Valentina Patacca, Rosella Pomanti, Elga Profili e Luana Sensini.

Gli 8 uomini sono: Sergio De Vincenzi, Andrea Fabbri, Fabrizio Palazzari, Mauro Panico, Angelo Riccioni, Claudio Serafini, Marco Tomassoni e Floriano Ventura.“

 

Il programma migliore? Del Pdl, parola degli economisti di Oxford (e del Corriere della Sera…)

19 febbraio 2013

Il confronto dell’impatto delle misure dal 2012 al 2018 commissionato dal quotidiano di Via Solferino alla “Oxford Economics”. Ma il verdetto viene “imboscato”.

Il Corriere della Sera ha promosso l’iniziativa parlando di “obiettivo trasparenza”. Lo studio è stato affidato all’imparziale Oxford Economics. Obiettivo della ricerca, stabilire da oggi al 2012 – anno per anno – quale programma di governo tra quelli proposti dalle formazioni politiche che si presentano alle elezioni sia il più efficace. Il “core business”, ovvio, è l’economia. Ma la (more…)

Elezioni 2013. Pd e Lista Civica, vittoria in tasca?

6 febbraio 2013

L’inciucione tra culatello Bersani e sherpa Monti gia’ definito e addirittura con i ministri principali gia’ incasellati. eccoli: lo sherpa, manco a dirlo, va agli esteri. il direttore generale di bankitalia, Fabrizio Saccomanni va all’economia, Letta Enrico allo sviluppo economico (more…)

Un nuovo progetto per Piazza Grimana, una nuova mobilità per la città

7 settembre 2012

La fine dei lavori in via Fabretti e l’avvio dell’intervento di consolidamento dell’Arco Etrusco propongono con urgenza il tema di un nuovo progetto per tutta l’area, che comprende alcuni dei luoghi più importanti per la storia e l’architettura cittadina: l’Arco di Augusto, palazzo Gallenga, (more…)

PERUGIA CIVICA: Restituiamo il XX Giugno ai cittadini

10 luglio 2012

LETTERA APERTA al Sindaco del Comune di Perugia

Il Movimento Perugia Civica, che ha aderito all’appello della Società operaia di mutuo soccorso di Perugia a partecipare alla cerimonia commemorativa del XX Giugno, dopo una pausa di attenta (more…)

Politica energetica umbra: troppa elettricità da biomasse, mancano risparmio, calore e mobilità sostenibile

9 luglio 2012

di Roberto Pellegrino – Movimento Perugia Civica

Il Piano d’Azione Nazionale sulle energie rinnovabili (PAN), adottato dal Governo nel giugno 2010, fissa al 17% l’obiettivo del consumo energetico rinnovabile rispetto al consumo finale lordo (CFL). Tale obiettivo è raggiungibile agendo in quattro direzioni: (more…)

SANITA’: RAZIONALIZZAZIONE DELLE RISORSE IN DIFESA DEL CITTADINO

4 giugno 2012

La difesa del “ punto di nascita” dell’ospedale di Assisi ha preso una nuova forma con la conferenza stampa e l’occupazione simbolica del Consiglio Regionale da parte del Comune di Assisi, sostenuto da altri Comuni, Associazioni, Pro Loco, cittadini. La scrivente, come cittadina (more…)

Perugia Civica è per il mercatino dell’antiquariato in piazza Italia

27 aprile 2012

Il Movimento Perugia Civica è a favore del mercatino dell’antiquariato a Piazza Italia che andrebbe anzi istituzionalizzato senza alcuna necessità di dover chiedere il permesso ogni mese. La decisione dell’amministrazione comunale di spostare altrove il mercatino appare in contrasto con la dichiarata volontà di rendere attrattivo il centro storico per i perugini oltre che per i turisti. Anche la liberalizzazione dell’accesso alle auto private in Piazza Italia erode ulteriormente l’area pedonale a disposizione dei perugini che è di soli 9 centimetri quadrati per abitante. Vediamo in questi provvedimenti ulteriori motivi di desertificazione del centro storico che verrebbe così lasciato sempre più al degrado derivante dalla piaga dello spaccio. Viceversa crediamo che iniziative che possano animare il centro con continuità, piuttosto che grandi eventi annuali, contribuiscano a creare un legame più stabile tra periferia e centro città. Tra queste è già attivo il mercato mensile dei prodotti biologici e potrebbe essere istituito un mercato periodico dei prodotti artigianali locali. Potrebbe inoltre essere previsto uno spazio dedicato al baratto e alla cessione gratuita di oggetti da soffitta, pratica già in voga in molte città del nord Europa e che consente notevoli risparmi sullo smaltimento di oggetti che potrebbero così godere di una seconda vita. Infine, se piazza Italia non fosse sufficiente ad accogliere tutti gli espositori una parte di essi potrebbe allestire gli stand all’interno del mercato coperto, visto che è finalmente libero da operazioni di speculazione edilizia.

 

L’UMBRIA DEL FUTURO – PROGETTO “CIVICONE” – L’IDEA C’È MA GLI UOMINI (ANCORA) NO

7 marzo 2012

di Darko Strelnikov

La vicenda Goracci un merito, se così si può chiamare, sembra averlo avuto. Ha aperto le danze e la discussione sul dopo. Indipendentemente da come andrà a finire questa legislatura e nel mentre si sta cercando di difendere con le unghia e con i denti lo status quo, si comincia a ragionare su altre prospettive. Su un domani molto diverso dall’oggi. E non si parla solo di cambi di maggioranza, anzi quelli vengono catalogati nell’ambito del “vecchio teatrino”, ma soprattutto di scenari di carattere generale completamente alternativi. In alcuni ambienti politici (e non solo politici) trasversali agli attuali partiti (con una buona presa soprattutto tra i quadri intermedi), ormai la domanda non è più se è preferibile continuare con il centrosinistra classico o aprire al centro, ma se questo ceto e assetto politico, nel suo complesso, si possa riproporre o meno. La domanda ricorrente è, se sia possibile o no,  trovare al suo interno forze, organizzazioni e persone in grado di fare quella svolta epocale nel sistema istituzionale e amministrativo della quale questa Regione sembra avere un disperato bisogno. Una svolta giudicata indispensabile perché la nostra, dice uno degli animatori della nuova prospettiva “è una Regione che, come affermano numerosi esperti, non è più governata, con la G maiuscola, da diverso tempo”. Del resto le proposte sulla Giunta di salute pubblica, sul metodo Monti, sono le cartine di tornasole che hanno, in qualche misura, già anticipato l’oggetto della questione e della disputa. E così Il dibattito si è aperto, in particolari e, occorre dirlo per verità di cronaca, ristretti ambienti. Siamo, secondo me e nonostante l’ottimismo dei proponenti, ancora a poco più che ai preliminari. Ma, comunque, si è aperto e questo è un fatto. E come è logico, ha già fatto subito registrare la presenza di due scuole di pensiero. Ma andiamo per ordine. Tutto parte da una convinzione generale, è cioè che l’elemento dominante della situazione attuale è “l’irriformabilità” del quadro politico esistente. Preso questo assunto come dato comune, ci si divide, però, sul come procedere per poter determinare un cambiamento profondo della realtà umbra. La prima corrente pensa di affiancare, con una partecipazione autonoma l’attuale assetto delle coalizioni e di sfruttare l’arma delle primarie come metodo, per produrre “la mutazione genetica”. In particolare, nel centrosinistra, c’è già chi guarda con “enorme simpatia” alla proposta Emiliano, il Sindaco di Bari. Un “civicone di sinistra, aperto anche a contributi provenienti da altre aree” con un programma innovativo, formato da personalità riconosciute, da gente che l’alternativa l’ha sostenuta e in alcuni casi anche praticata, con l’innesto, infine, anche di amministratori che hanno marciato su questa strada (e siccome io di questi non ne vedo nessuno, alla domanda chi, la risposta è stata molto vaga e molto simile ad un nessuno). Un “civicone” che sia in grado di mettere in campo, alle primarie, candidati di peso, presi fuori dall’attuale nomenclatura. L’altra parte crede invece che i nemici del rinnovamento sono “dentro casa” e che con essi non siano più possibili alleanze di alcun tipo. E allora il “civicone” o i “civiconi” debbono uscire dall’attuale realtà politica nazionale e regionale e produrre programmi, progetti, liste e soprattutto candidati alternativi. Candidati che non affiancano, ma si scontrano frontalmente con quelli ufficiali dei due poli. Una sfida a 360 gradi. Per capirsi; vincere eventuali primarie è considerato insufficiente, perché poi il candidato alternativo da “la copertura politica alla vecchia casta che, nascondendosi dietro le sue gonne, tornerebbe a sabotare le riforme, difendendo l’attuale sistema”. Si conta sulla novità e sul fatto che oggi tutto ciò che viene presentato contro quella che viene chiamata “casta”, ha un alto gradimento. Ma la difficoltà più grossa di chi sostiene e comincia ad organizzare queste tendenze, non sta nel produrre idee, ma nel trovare chi le presenta e le porta avanti. Qui gli Emiliano, i Vendola, I De Magistris, i Pisapia e i Doria non ci sono e non si sono mai visti. O perlomeno non sono ancora emersi. In Umbria il Pd, salvo rari casi, se perde le primarie, le perde con concorrenti che stanno dentro al sistema, com’è il caso di Bacchetta a Città di Castello. Per Dalema segretario del Pds, noi pesavamo quanto un quartiere di Roma. E forse è questo uno dei segreti, delle ragioni del perché la conservazione resiste e alla grande. Un posto piccolo come il nostro è ancora facile da controllare. Ed è un posto, nel quale, se vuoi sopravvivere, è difficile sganciarsi dal sistema imperante. Tuttavia il fatto che ci siano pezzi di società e di ceto politico che cominciano ad affrontare il problema, denota l’avvio di una mutazione. Quella mutazione che i sondaggi già segnalano. Quella mutazione, oggi silenziosa, che può trasformarsi in dissenso aperto, se non in rivolta, quando i provvedimenti che riguardano le tassazioni locali diventeranno realtà e verranno messe a sistema. C’è chi dice, addirittura, che sarà sufficiente l’applicazione dell’Imu per generare la scintilla. Ma vale la pena ricordare che non siamo di fronte ad una novità assoluta. Di questo si parlò anche prima delle scorse elezioni amministrative. Il progetto civico, in salsa anti Boccali, veniva addebitato ad Alberto Stramaccioni. Si fece anche il nome del candidato alternativo il Giudice Cardella. Se ne parlò anche nella vicina Corciano dove i civici avrebbero dovuto combattere sotto le bandiere di Truffarelli. Ma non se ne fece nulla e tutto restò a livello di indiscrezione. Certo oggi le condizioni sono cambiate, il distacco dalle istituzioni è notevolmente aumentato e la fiducia nella classe dirigente è finita sotto i piedi. Ma tutto questo genera ancora solo mugugni e non fa progetto. I “cospiratori” hanno tre anni per trasformare la proposta in realtà politica. Si attendono “buone notizie da Roma”. E poi via; la traccia del programma è già scritta e ci sono già le prime ipotesi sui nomi dei personaggi da coinvolgere. C’ è un unico dilemma :accetteranno i nostri eroi di mettersi in gioco o si sfileranno al primo soffio di vento, com’è successo fino ad ora? Dubitate gente, dubitate!

 

 

E lo chiamano sviluppo! Autostrada, nodo, maxistalla, mercato coperto, argini del Tevere, Monteluce, Ikea, inceneritore… Vecchie idee che non funzionano più

5 novembre 2011

A metterle tutte in fila, le grandi pensate degli amministratori locali, c’è da rabbrividire:  la trasformazione della E45 in autostrada (con annesso pedaggio); il nodo di Perugia (22km di strada che per collegare l’ospedale alla “regione” e “snellire il traffico” distruggerà per sempre aree agricole di pregio); la Maxistalla con annesso biodigestore indispensabile per salvare dal collasso le Opere Pie (piazzando l’impianto giusto a Santa Maria Rossa, epicentro di una zona già martoriata da residui zootecnici prodotti dagli impianti di Olmeto/Bettona); la trasformazione del mercato coperto in un mega centro commerciale (con s-vendita alla società privata “nuova Oberdan” dell’intero complesso e con lo scavo di una voragine a pochi metri dal Palazzo del Popolo); l’arginatura scriteriata del Tevere (con la conseguente urbanizzazione delle aree non più a rischio di esondazione, il tutto sembra fatto apposta per accontentare qualche imprenditore locale); l’operazione Monteluce (demolizioni terminate… ricostruzione quando?); l’operazione Ikea (con il discutibile scambio di terreni su cui indaga la magistratura, l’altrettanto discutibile aumento dei posti di lavoro e lo sbandierato arrivo di 2 milioni di clienti all’anno – e altrettante auto circolanti!); l’inceneritore rifiuti da costruire a tutti i costi anche se non ci dicono dove (con una raccolta differenziata che sembra fatta apposta per fallire); la demolizione dell’ex Tabacchificio di Ponte Valleceppi, oramai ex esempio di archeologia industriale (da rimpiazzare con le ennesime palazzine che rimarranno invendute). Il tutto infarcito da interventi “di contorno”, come le tante deroghe dal piano regolatore per rendere edificabili le aree agricole, rotonde che spuntano ovunque come funghi, (altri sette se ne attendono in via Pievaiola), distese di impianti fotovoltaici al posto dei campi coltivati, parcheggi al posto di antichi orti medievali, centrali termiche che bruceranno biomasse (o rifiuti?) a due passi dall’ospedale regionale, eventi “altamente culturali” come l’eurochocolate ecc…  Tali scelte, capaci di arricchire solo un limitato gruppo di imprenditori/speculatori, non sembrano portare grossi benefici ad una larga fetta di cittadini, sempre più poveri e costretti, in nome della crescita economica, a subire come inevitabili i tanti episodi di inquinamento dell’aria e delle falde acquifere, la desertificazione di quartieri vecchi e nuovi ceduti  alla microcriminalità, un traffico automobilistico in continuo aumento e una vita sempre più difficile. La frenetica corsa al cemento per inseguire il miraggio dello sviluppo non funziona più: abitazioni e capannoni rimangono invenduti, gli ipermercati chiudono per mancanza di clienti (si veda la recente chiusura di ELDO, preceduta negli anni dalla chiusura di STANDA, COIN, UPIM) e le opere pubbliche sono ferme per mancanza di risorse e di idee della classe politica. E’ ora che i cittadini tornino a dire la loro per trovare nuove vie alternative ad un sistema che sembra essersi  esaurito. E’ ora che la politica si apra ad una reale partecipazione.

Movimento Perugia Civica

Il referendum ha scelto: pubblico è bello se partecipato

14 giugno 2011

Movimento Perugia Civica

Il risultato del referendum è positivo per tanti motivi: innanzitutto perché dà un nuovo indirizzo sulle tematiche specifiche (acqua pubblica, uscita dal nucleare, uguaglianza davanti alla legge), perché apre la strada a una nuova concezione dei beni pubblici. Ma il risultato del referendum è importante anche perché ci dice che l’ideologia della privatizzazione è fallita, e ormai si può parlare di gestione pubblica dei beni comuni, che smettono finalmente di essere considerati una merce. Si è chiusa una fase storica, e se ne apre un’altra in cui  “pubblico” non potrà più essere sinonimo di partitocrazia ma di gestione trasparente e partecipata. Questo risultato si è ottenuto grazie alla entusiastica partecipazione di tante cittadine e tanti cittadini alla mobilitazione referendaria, sia nelle piazze che in rete. I partiti che solo negli ultimi tempi hanno orientato il loro atteggiamento nella direzione indicata dai promotori dei referendum e che oggi festeggiano valorizzino il contributo della società civile aprendo spazi reali alla partecipazione.

Ora sappiamo che la prossima tappa, per noi, è la gestione pubblica e partecipata dei “rifiuti”, cioè delle materie recuperate. Tutti i cittadini e le cittadine devono essere informati e si devono poter pronunciare su come gestire un settore che coinvolge importanti beni comuni, come la salute e la disponibilità di materie, che rischiano di essere sottratti alle generazioni future. Nessuno pensi di fare un inceneritore senza consultare cittadine e cittadini su cosa realmente vogliono.

 

Movimento Perugia Civica, SI ai Referendum

7 giugno 2011

Il 12 e 13 giugno andiamo tutti  a votare, invitiamo tutti a votare!

 Il movimento Perugia civica invita quindi tutti e tutte a recarsi alle urne e a votare SI ai quattro quesiti:

SI per l’acqua pubblica

SI per togliere il profitto sull’acqua, bene comune

SI all’uguaglianza davanti alla legge

SI all’uscita dal nucleare e alla scelta di energie pulite e del risparmio energetico

Osservazioni del Movimento Perugia Civica al Piano annuale Opere Pubbliche 2011 del Comune di Perugia

2 marzo 2011

Il Movimento Perugia Civica denuncia con forza lo sbilanciamento degli impegni comunali a favore della mobilità privata, in stridente contraddizione con la conclamata volontà di favorire il trasporto pubblico (nel frattempo penalizzato con aumenti tariffari e tagli dei servizi). Non è inoltre credibile l’impegno del Comune a favore della mobilità dolce (scarso impegno sui progetti pedonali, nessun progetto ciclabile, abbandono dei progetti annunciati), e della conservazione e messa in sicurezza dei beni architettonici. Un terzo del bilancio per opere pubbliche impegnato per “favorire il traffico” ci sembra veramente troppo: in tempi di tagli, il Comune scopre di avere a cuore solo l’asfalto? Particolarmente grave è la  scomparsa degli stanziamenti per la messa in sicurezza per le scuole con interventi già previsti lo scorso anno e non realizzati.

 

La previsione di spesa per il 2011 è di €  27.045.000, di cui € 8.291.000 da fondi propri del Bilancio comunale e € 18.754.000 da finanziamenti europei, regionali, privati (es. Fondazione Cassa Risparmio Perugia) di cui si attende l’erogazione.

Operando un raggruppamento dei progetti per aree di destinazione (vedi Tabella 1), e confrontando il Piano 2011 col Piano 2010, il movimento Perugia civica rileva che il Piano si caratterizza per:

 

  • Forte incremento della spesa per viabilità, pari al 34,61% del Piano (nel 2010 era al 18%) (sia nei fondi propri che tra i finanziamenti ricercati);
  • Decisa riduzione della spesa per scuole, pari solo al 3,62%    (nel 2010 era al 13%), interamente a carico dei fondi propri; sono scomparsi alcuni progetti 2010 non realizzati;
  • Forte incremento per energie rinnovabili, pari al 5,62% (nel 2010 era < 1%): tale incremento tuttavia è in gran parte a carico di finanziamenti attesi;
  • Forte incremento per percorsi pedonali, pari all’8,21% (nel 2010 era < 1%): anche tale incremento è in gran parte a carico di finanziamenti attesi; inoltre, di questi, € 1.931.000, pari al 7 % della previsione complessiva, e l’87% dell’area, sono per accessi e interventi relativi al minimetrò; sono invece scomparsi il percorso per minorati e il percorso P.Pattoli-V.Pitignano, previsti nel 2010 e non realizzati;
  • Ripresa senza variazioni di tutti i progetti di restauro monumenti (anche urgenti, come le mura etrusche della Cupa e l’arco del Bulagaio), rinviati di anno in anno, sia quelli a carico dei fondi propri che quelli in attesa di altri finanziamenti.

 

Entrando nel dettaglio delle opere previste, segnaliamo con favore alcuni nuovi progetti, tra cui, con fondi propri del bilancio: l’intervento sul muro del Frontone (100 mila euro),  il collegamento pedonale di S. Sisto (280 mila euro), la messa in sicurezza di alcune fermate Apm (100 mila €). Ma a fronte di queste modeste cifre, risalta la previsione di spesa per opere stradali, tra cui ben 350 mila € per realizzare una nuova rotonda all’incrocio tra via Mentana e via Campo di Marte, un punto in cui il traffico in realtà è già abbastanza scorrevole e i tempi di attesa semaforica del tutto modesti. Il Movimento Perugia Civica propone al Consiglio comunale di operare una drastica virata alla progettualità comunale in materia di opere pubbliche, in direzione di quelle opere davvero necessarie ed urgenti, a cominciare da una nuova idea di mobilità, dall’adeguamento normativo degli edifici scolastici, dal restauro dei beni architettonici, dall’espansione delle fonti di energia rinnovabile sugli immobili comunali.

Dichiarazioni Confagricoltura, Perugia Civica “non ci sta”

19 gennaio 2011

Apprendiamo da “Il Giornale dell’Umbria” del 14 gennaio che  Confagricoltura attribuisce al movimento Perugia Civica affermazioni  mai rilasciate ufficialmente da nessuno dei suoi componenti. La  correlazione tra abuso edilizio ed agricolo del territorio e l’attività
criminale è una libera interpretazione di Confagricoltura. Quest’ultima  farebbe meglio a preoccuparsi della sostenibilità dei modelli di  sviluppo che appoggia se intende veramente garantire il mantenimento  di  lavoro di qualità e soprattutto duraturo nel tempo, e non
semplicemente fare politica. Il sospetto di una azione speculativa finalizzata ad incamerare lecitamente i soldi del conto energia ed il sospetto che una gestione ampiamente in rimessa non possa dare ad oggi le garanzie necessarie a sviluppare un progetto tanto ambizioso quanto
potenzialmente pericoloso per l’ambiente, non significa accusare le Opere Pie di attività criminale, ma dovrebbe far riflettere Confagricoltura che se vuole realmente tutelare il futuro delle imprese  agricole locali questa è la strada sbagliata. L’istat ci consegna uno scenario ortofrutticolo Umbro desolante, con  produzioni ampiamente al di sotto del fabbisogno regionale,  penalizzando anche lo sviluppo di un commercio di qualità basato sulla filiera corta. Appare quindi insostenibile continuare ad utilizzare il comparto agricolo per coltivare pannelli solari e/o biomasse: si torni  a produrre pomodori, fave, fagioli, zucchine puntando alla costruzione  di un futuro dell’agricoltura umbra anche potenziando le coltivazioni  biologiche a km zero, non ascoltando le sirene estemporanee dei sussidi  di stato per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Consiglio Esecutivo
Movimento Perugia civica

L’aumento della Tia punisce i cittadini che fanno la raccolta differenziata

6 dicembre 2010

Ma Comune e Gesenu in realtà vogliono costruire un inceneritore

Stanno arrivando in questi giorni le bollette di conguaglio della Tia, che il Comune di Perugia emette, e la Gesenu incassa. Un bell’aggravio per le famiglie e le attività economiche, soprattutto in tempi come questi. E infatti, mano a mano che arrivano le bollette aumenta il malumore popolare.
Si tratta dell’aumento deciso a primavera, come compensazione del fatto che, pur essendo abolita l’Iva sulla Tia, il Comune deve comunque pagarla alla società che effettua le operazioni di cassa (la Gest), e quindi si rivale sui cittadini.
Ma il fatto più grave è che questo aumento è stato pensato come una conseguenza dell’avvio della raccolta differenziata: infatti con esso si pagheranno (delibera del Consiglio Comunale n. 81 del 26 aprile scorso) 450 mila euro per la raccolta differenziata in orari notturni nel centro storico e 1.468 mila euro per estendere il “porta a porta” nelle aree periferiche. La delibera è stata adottata alla unanimità, votato cioè praticamente sia della maggioranza che dell’opposizione. Ma il paradosso è che nella stessa seduta l’assemblea ha approvato anche un emendamento che stabilisce di “dare mandato ai propri consiglieri in seno al consiglio di amministrazione della Gesenu di intervenire affinché i maggiori gettiti derivanti dall’aumento della differenziazione dei rifiuti siano in prospettiva destinati alla riduzione della Tia”. Invece, al di là delle belle parole, il costo dell’operazione viene interamente addossato ai cittadini. Un bel modo per rendere impopolare la raccolta differenziata: invece di incentivarne la diffusione tra i cittadini, aumentandone la consapevolezza ambientale, si trasforma la differenziazione in un balzello e in peso fiscale per le famiglie. Invece di ricompensare i cittadini per il conferimento di materie preziose come la carta, il vetro, la plastica, ecc., li si punisce aumentando i costi della raccolta. Eppure in tante città italiane in cui si fa una seria raccolta differenziata, le bollette della Tia sono calate sensibilmente. E intanto la stessa Gesenu, e molti politici locali, vanno ripetendo che bisogna costruire un inceneritore a Perugia, ma non ne discutono con la popolazione e non chiariscono alcuni punti fondamentali: Dove si farà l’inceneritore? Chi pagherà l’inceneritore?
Quanto costerà l’inceneritore? Quanto costerà al cittadino ogni tonnellata di “rifiuti” distrutta nell’inceneritore? Quanto si perderà, in valore di mercato, per ogni tonnellata di materie recuperabili distrutte nell’inceneritore? E, viceversa, quanto costerà l’avvio di una seria raccolta differenziata, e quanto renderà una volta a regime? Di quanto potranno esser ridotte le bollette Tia una volta realizzata la raccolta differenziata su tutto il territorio comunale?
Rispondere a queste domande, da parte degli amministratori comunali, sarebbe un buon modo per cominciare a discutere seriamente della questione, prima di avventurarsi in dichiarazioni del tipo “l’inceneritore è indispensabile”: se si fanno bene i conti, possiamo vantaggiosamente esser dispensati dal rischio che comporta un inceneritore in città. Il Comune faccia chiarezza sulle scelte, faccia informazione sui rischi dell’incenerimento, faccia partecipare i cittadini alle scelte decisive per il futuro della comunità cittadina.

Maxi-stalla: Perugia civica solidale con il Comitato popolare di S. Maria Rossa

29 novembre 2010

In questi ultimi mesi, la voracità dei cementificatori e dei distruttori del territorio si sta scatenando senza freni: uno dopo l’altro vengono alla luce progetti distruttivi come l’inceneritore (non sappiamo ancora dove),  la maxi-stalla a S. Maria Rossa,  l’arrivo di Ikea a S. Martino in Campo,  il “nodo” a Madonna del Piano, e persino un mega-impianto fotovoltaico di due ettari alle falde del Monte Tezio.

Ci sentiamo davvero assediati, da sud e da nord, dall’aggressione di interessi potenti che vedono, nelle aree agricole che i cementificatori definiscono ancora”vuote”,  la possibilità di fare grossi affari.
In realtà, non sono aree vuote: sono aree “piene” e preziose, non solo da un punto di vista paesaggistico, ambientale, storico e culturale, ma anche dal punto di vista economico: hanno infatti molto più valore come aree agricole di pregio che trasformandole in anonime aree industriali come quelle che assediano tante periferie. Il turismo, lo stesso marchio “Umbria” prendono valore e portano ricchezza alla nostra città per il pregio del suo territorio, non certo per i capannoni che lo deturpano (restando magari vuoti e creando disoccupazione). Anche l’occupazione, in tempi bui come questi, può avere un futuro solo dalla filiera ambiente-cultura, non certo da avventate operazioni di multinazionali o di società che non hanno nessun interesse a cercare dipendenti in Umbria.
La cosa che colpisce è vedere che in queste operazioni, a fianco dei portatori di grandi interessi privati, si schierano regolarmente gli amministratori, che dovrebbero invece tutelare il bene pubblico (e altri interessi privati, meno forti ma altrettanto legittimi e più orientati a una visione sostenibile del nostro futuro): assessori e amministratori (in primo luogo del Comune di Perugia) che, senza mettere niente in discussione, sono ancora convinti che lo sviluppo passi per la distruzione del territorio e si fanno in quattro per favorire le grandi imprese che usano l’Umbria come piattaforma per i loro affari. Ecco allora che fioccano varianti a Piano regolatore, con cui si autorizza ogni scempio, senza neanche curarsi di trovare misure compensative per mantenere il (già alto) livello di cubatura previsto dal Piano regolatore stesso. L’assemblea pubblica del 27 novembre a S. Martino in Campo ha messo in evidenza come esistano invece seri ostacoli normativi, igienico-sanitari, sociali, alla autorizzazione del mega-impianto industriale della maxi-stalla: gli amministratori non possono scavalcarli allegramente al solo fine di facilitare la speculazione. In questo quadro, noi appoggiamo e sosteniamo tutte le azioni dei cittadini per la salvaguardia degli interessi diffusi, a cominciare dall’interesse pubblico e collettivo alla difesa del patrimonio territoriale comunale: fermare la maxi-stalla non è una pretesa di chi vuol difendere il proprio “cortile, ma anzi è interesse civico di tutta la città.

A MASSA MARTANA LA SCUOLA DI FORMAZIONE CIVICA E POLITICA

19 novembre 2010

Venerdi 19 novembre alla Chiesa Nova di Massa Martana (ore 21) si terrà il secondo incontro della Scuola di formazione civica e politica “L’Erica” organizzata dal Movimento politico per l’unità nei comuni di Spoleto, Massa Martana, Deruta e Montefalco (i capofila in Umbria delle Città per la fraternità, associazione quest’ultima ispirata all’insegnamento della focolarina Chiara Lubich). L’iniziativa è promossa anche dalla Consulta giovanile di Massa Martana, una delle poche e più nutrite dell’Umbria e dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Maria Pia Bruscolotti. A condurre il dibattito sui temi di una “cittadinanza che non dorme” e della “democrazia intelligente” sarà la politologa trentina Daniela Ropelato, autrice di saggi su rappresentanza, partecipazione e conflitto, deliberazione, principio di fraternità e interdipendenza, cittadinanza di genere. Le sue principali aree di ricerca riguardano la qualità della democrazia e la qualità della partecipazione, il governo locale, i processi inclusivi del policy making, la e-democracy e la comunicazione politica.

«La questione in gioco», spiega Maria Pia Bruscolotti, sostenitrice dell’appuntamento «è importantissima, oggi più che mai. È decisivo, infatti, continuare ad interrogarci sul “tipo” di democrazia a cui vogliamo puntare. Quella che noi vogliamo è una democrazia realmente partecipata “dal basso”, una democrazia decisamente “più matura”.

Elezioni amministrative, aperti i confronti programmatici tra le parti politiche di Assisi

12 novembre 2010

Giorgio Bartolini

Le prossime amministrative che interessano la città hanno visto il confronto tra la lista civica Bartolini ed il coordinamento UDC di Assisi, presso la sede UDC di Santa Maria degli Angeli, in un clima cordiale e costruttivo. Bartolini accompagnato da una delegazione di suoi sostenitori ha illustrato alcune linee guida del suo programma politico. Giorgio Bartolini ha dichiarato che si sente “di poter ancora fare molto per questo territorio. La gente è contenta per quanto fatto in questi anni e mi chiede di proseguire”. Tra i concetti emersi dal programma, certamente il problema crisi economica, che si può superare “affiancandosi agli imprenditori, agli agricoltori, agli operatori turistici” che devono però darsi da fare per la loro città, devono “fare sistema”, cosa non sempre semplice. “Abbiamo un brand, una Ferrari ma non abbiamo il pilota –  in questo ha presentato la sua proposta di potenziare il settore turismo attraverso la costituzione di un progetto organico curato da un super-professionista – come fanno nella riviera adriatica con grande successo”. Durante la serata ha dato spazio e voce ai suoi delegati, anche perché si auspica di lavorare di meno e delegare il più possibile, per lasciare in futuro la città in mano ai giovani, ad una classe dirigente di amministratori preparati. Il coordinamento UDC di Assisi ha ascoltato con attenzione, ha posto dei quesiti e apprezzato alcuni dei punti programmatici proposti, sottolineando che “qualcosa del programma l’avevamo già sentito”. Il centro per ora ascolta, si confronta mantenendo la sua vocazione centrista e di autonomia. “ se mai convergeremo lo faremo su un programma serio ed articolato, che garantisca i cittadini di Assisi e restituisca speranza e prospettive di crescita ad una città “brand” che sembra addormentata”. Bartolini ha sottolineato, infine, che nei prossimi anni ci saranno seri problemi di bilancio. Anche per questa ulteriore difficoltà, i centristi ritengono che la prossima amministrazione dovrà essere colta, innovativa, preparata e con la capacità di fare sistema e rilanciare l’immagine di Assisi nel mondo. L’incontro è terminato con la disponibilità reciproca ad approfondire gli argomenti, alla luce di una situazione politico amministrativa comunale più comprensibile.

 

La raccolta differenziata è la foglia di fico dietro cui si nasconde l’inceneritore?

8 novembre 2010

riceviamo da Movimento Perugia Civica e volentieri pubblichiamo

Dopo l’incontro pubblico di Ponte Valleceppi (29 ottobre), in cui per la prima volta ben quattordici associazioni, movimenti e comitati costituitisi in “Cittadini in Rete” si sono trovati insieme per esprimere un’opinione civica sul tema dell’inceneritore, la rete si va rafforzando e dotando di strumenti organizzativi e di comunicazione. Di tale rete, Perugia Civica si sente forza propulsiva e in essa investe le sue energie e il suo impegno.

L’incontro di P. Valleceppi è stata anche la prima volta che ha visto qualcuno portare  tra la cittadinanza delle informazioni tecnico/scientifiche sul tema dei rifiuti e sui problemi e rischi che pone l’ipotesi di incenerimento. Non lo ha fatto la Regione al momento di concepire il Piano regionale dei rifiuti, non lo ha fatto il Comune al momento di varare il piano per la raccolta differenziata porta a porta.

Per questo, ci colpisce che l’assessore Pesaresi, sia nell’assemblea di P. Valleceppi, sia nelle assemblee che organizza nei quartieri, abbia sempre evitato di nominare l’inceneritore, sia pure sotto il nome di termovalorizzatore. Solo negli interventi sui giornali o sui siti, l’assessore ha dichiarato che “il trattamento termico dei rifiuti non sarà mai sostitutivo della raccolta differenziata ma complementare e indispensabile” (Corriere dell’Umbria del 12 agosto, pag. 14) e lo ha dichiarato  prima ancora di aver messo a regime la prima parte della raccolta porta a porta, quella che interessa solo alcuni quartieri minori e poco popolosi della città.

Eppure, dell’inceneritore non si parla né nelle Linee programmatiche della Giunta Boccali, né in alcun atto ufficiale della Giunta o del Consiglio comunale: non c’è mai stato confronto pubblico su questo tema a Perugia.

Allora, o l’assessore parla a titolo personale, o c’è una volontà precisa di andare verso l’inceneritore senza sentire né i cittadini, né i loro rappresentanti, né le associazioni che propongono soluzioni alternative per la chiusura del ciclo della gestione dei rifiuti. E allora, la raccolta differenziata potrebbe essere solo la foglia di fico dietro cui si nasconde l’inceneritore.

La questione dell’inceneritore fa affiorare, con grande evidenza, il problema della mancata trasparenza e della partecipazione. Infatti, mentre l’assessore polemizza con i cittadini e le associazioni accusandoli di demagogia, non provvede minimamente a far conoscere (e magari anche discutere!) il progetto di raccolta differenziata porta a porta che sta cominciando ad attuare: non è ancora emerso né il piano finanziario, né il piano di estensione della raccolta differenziata.

La raccolta differenziata porta a porta è cominciata, con un’ottima accoglienza da parte dell’insieme della popolazione, in alcuni quartieri minori e periferici, e nel centro storico: ma quando sarà avviata a Madonna Alta, Ferro di Cavallo, San Sisto, Ponte San Giovanni, cioè nei grandi e popolosi quartieri in cui si oggi si concentra il grosso della produzione dei rifiuti? Quanto tempo (mesi, anni) durerà, e con quali fasi e tappe, l’estensione della raccolta porta a porta a tutto il territorio comunale?

E non sappiamo nemmeno quanto sarà investito nell’operazione e quale sarà il ricavo utile. Eppure l’assessore ha già parlato della necessità di aumentare in misura notevole la Tia, addirittura lasciando pensare che la colpa dell’aumento sia nei costi per l’avvio della raccolta porta a porta. Un bell’autogol, specialmente se vediamo che in tutti i comuni in cui si è avviata la raccolta porta a porta , la Tia è diminuita in modo considerevole.

Prima di arrivare a una conclusione, assessore Pesaresi, parliamone in pubblico!