Posts Tagged ‘civiltà’

PERUGIA, apertura Museo Multimediale della Civiltà Etrusca

24 settembre 2019

rasna buonaIl giorno 04 luglio 2019 alle ore 17:00 è stato inaugurato il museo multimediale della civiltà etrusca presso i locali situati al piano terra e seminterrato del complesso monumentale Sant’Anna a Perugia.
Il Museo denominato anche “Laboratorio di Orientamento nello Spazio e nel Tempo” nasce come sostegno didattico, basato sullo studio della civiltà etrusca, per le scuole primarie e secondarie di primo grado.
Dall’inizio del 2020 sarà anche aperto al pubblico.
Le finalità del Museo, ideato e gestito dall’Associazione Culturale Catha, sono quelle di riscoprire attraverso lo studio della cultura etrusca, le radici culturali della civiltà occidentale.
Allestito all’interno di suggestivi spazi cinquecenteschi del complesso monumentale offre un percorso a senso unico, che si spinge nelle viscere della terra, dove si trovava il “frigidarium” del complesso. (more…)

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Grande Oriente d’Italia, la Fratellanza Massonica e il conflitto di civiltà

12 aprile 2012

Lo scorso fine settimana, mentre il Presidente del Consiglio Mario Monti interveniva sul Corriere della Sera per l’ennesima picconata morale al sistema dei partiti, i lavori della Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia hanno rilevato una realtà che emerge e si rafforza da anni. Nella crisi della nazione, l’unica agenzia etica in grado ancora di proporsi come costruttrice d’un quadro di principî e valori condivisi è la maggiore comunione massonica italiana. Essa, infatti, resta il principale luogo materiale, dei sentimenti e spirituale, cioè la pressoché unica “comunità”, ad essere un quadro di riferimento nella società “profana”, al di fuori del contesto fideistico dogmatico delle chiese, chiuso alla proposizione valoriale degli “infedeli”, della famiglia il più delle volte precaria se non disciolta, dei partiti indispensabili in democrazia ancorché “di parte” ma che oggi, per lo più, non sanno nemmeno loro da che parte stanno. Questa Gran Loggia è stata un momento di riflessione per andare oltre questa crisi, con una bussola rivolta verso l’essere umano. A partire dal talk show diretto da Alessandro Cecchi Paone in cui, prima dell’apertura rituale dei lavori, Claudio Bonvecchio, Gian Mario Cazzaniga, Dino Cofrancesco, Aldo Masullo, Antonio Panaino e Valerio Zanone si sono confrontati sul tema: “La sfida delle scelte: non numeri ma Uomini per restituire l’Italia all’Europa e l’Europa a se stessa”. Si può dire che il Grande Oriente d’Italia abbia tirato le somme d’un anno speso in giro per il Paese non tanto a celebrare il secolo e mezzo d’unità nazionale, quanto a riproporre una spiritualità civile che possa far da cemento in un contesto sociale “profano” caratterizzato sì da pluralità di valori, il ché è un punto di forza, ma anche da contraddittorietà di sentimenti e comportamenti e da fugacità dei risultati, che è il punto di debolezza dell’attuale vivere comune. Intendiamoci, suscita ammirazione a qualunque spirito non superficiale il mondo antico, in cui forse per millenni si sono ritualizzati i Misteri eleusini ma di cui nulla si sa, in quanto nessun iniziato ha mai proferito verbo. Questa stessa ammirazione, però, ispira i veri maestri massoni, che nulla debbono dire dei lavori rituali in cui si temprano alla battaglia costante per la libertà, l’uguaglianza e la fraternità, ed a cui, tuttavia, proprio l’intuizione del mistero dell’essere umano nel cosmo fa sentire una fratellanza senza distinzioni per ogni essere intelligente e senziente. Tanto spiega come, a margine dei lavori interni, essi abbiano sentito bisogno di esporre ai profani alcuni significativi documenti custoditi dal servizio biblioteca, che coprono il periodo dal XVIII secolo ad oggi. In un mondo in cui le divisioni politiche e religiose sembrano talora degenerare nel “conflitto di civiltà”, il Gran Maestro ha ammesso gli stessi “profani” tra le colonne del Tempio. A chi fantastica di congiure d’illuminati questa è la risposta: una d’esse forse vi è, ma è quella di chi si sforza d’illuminare il mondo contro le tenebre dell’oscurantismo e delle sue ideologie, ed evitare che prevalgano le porte degli inferi dell’intolleranza, della miseria materiale, morale e spirituale che ogni giorno rischiano di spalancarsi sotto i piedi di noi tutti.

Riccardo Scarpa –  opinione.it

Cristianesimo:Identità tra perdono ed intolleranza

29 novembre 2009

Papa Benedetto XVI

Vangelo è il luogo in cui certezza e dubbio vengono sotterrati da una manciata di libertà personale

di Massimo Capacciola

La più grande preoccupazione dei teologi è quella di trovare una collocazione al cristiano nel mondo: strana preoccupazione in verità perché il Vangelo ci insegna che il cristiano non vi ha alcun ruolo. La paurosa estromissione dall’orizzonte della relazione umana dell’opzione cristiana, oggi come non mai, percepita come retaggio metafisico fuori tempo massimo, ha reso sterile, opaca ed inutilizzabile la categoria etica dell’accoglienza e della comprensione. Oggi, l’opinione pubblica (l’unica e vera macchina omologante di neutrale irresponsabilità)  preferisce al confutare lo spaventare; allo stigmatizzare il tollerare; al consigliare il pretendere; si preferisce cioè attuare una tattica grossolana di lenta ed inesorabile estraniazione del soggetto dalla propria responsabilità per poterne poi disporre esaltare, avvilire a seconda dell’utile. Il mio Vangelo però è per pochi; è il luogo in cui certezza e dubbio vengono sotterrati da una manciata di libertà personale: guerra privata contro l’effimero divenuto certezza; una solitaria inquietudine cinetica contro l’angoscia costante della folla! Il lento passo dello spirito lascia tracce pesanti nella coscienza spaesata del multiculturalismo e del relativismo: quello che si profila essere il dimissionamento della “ragionevolezza della fede” dalla coscienza occidentale si rivela sempre più  come una disfatta globale della “humanitas” giudeo-cristiana. A volte l’uomo crede che la sua impotenza sia la misura di tutte le cose per cui, con Gomez Dàvila, dico che l’unica possibilità di salvarci stia nell’ingiustizia di Dio! Nonostante tutto credo che la sana ed onesta ironia, quel sagace e screanzato squilibrio del cervello con cui Peguy e Chesterton hanno foderato i confessionali di tutte le chiese del mondo, è la sola arma tattica contro il finto moralismo laicista ed il neo clericalismo ateo da una parte e la terribile intolleranza islamica con la sua “ fatwa al tritolo “, sperando che i nipotini di Nietzsche e i fratelli Musulmani si daranno la mano in una piazza della Libertà di qualunque città del mondo. Dice Papa Ratzinger :” nella Verità, la pace!”. Occorre sperarlo anche se dipendere solo dalla volontà di Dio è la nostra vera autonomia.  Servirebbe, adesso! non domani,  una certa negligenza della legge, una anomalia disarmonica del volto che si atteggi a riso o almeno a sorriso! Ecco, quasi una sorta di sentire superiore. Mettiamoci pure in ginocchio! Umiliamoci per amare meglio! Ma intanto, contro lo scetticismo delle Civiltà, contro chi pretende classificare perfino la santità, sorridiamo nel cuore perché verrà un giorno in cui l’uomo non sorriderà più. Dopo di quel giorno  “…la grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato e tutto diventerà un credo: sarà una posizione ragionevole negare le pietre della strada e diventerà un dogma religioso riaffermarle. Vivremo razionalmente addormentati e misticamente svegli. Fuochi verranno accesi per testimoniare che due più due fa quattro; spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate; ci troveremo a difendere l’incredibile sensatezza e le virtù della vita umana:  noi saremo tra coloro che hanno visto eppure hanno creduto”. Noi, appunto! Noi chi?

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