Posts Tagged ‘commento’

Sacro Femminile in Umbria

28 aprile 2017

copertina sacro

Riceviamo e pubblichiamo

Congratulazioni a Francesco La Rosa per aver scelto un argomento per nulla semplice, stupendo e toccante ma allo stesso modo spinoso. Un libro che sicuramente passerà alla storia non solo nella Regione Umbria.

firmato: Parliamoci chiaramente

Commento a: Società: “SPIRITO DEL POPOLO” NON SIGNIFICA ALCOOL PER TUTTI

20 aprile 2016

di Mariella Cutrona

Gentile Direttore,  desidero commentare l’articolo, a firma di Massimo Capacciola,  citato nel titolo sperando di avere dignità di pubblicazione

“Ho letto con attenzione e mi sovviene alla mente Pico della Mirandola. Nel De Dignitate Hominis egli pone le basi dell’uomo come padrone del proprio destino, come libero creatore della propria dignità. La dignità dell’uomo non più ontologicamente costitutiva dell’uomo in quanto creato da Dio, ma è una conquista frutto della creatività dell’uomo.L’Umanesimo…quella Humanitas che indica le discipline atte a sviluppare nell’uomo quelle capacità che gli consentono di sviluppare la propria dignità di uomo capace di costruire un futuro. L’humanitas che appartiene a pochi…oggi a chi possiede la coscienza per esempio di andare a votare per esprimere il proprio dissenso!!!… (more…)

Commento in risposta all’articolo di Francesco Pinelli su Loredana Pesaresi

22 marzo 2015

ivanaCommento di Ivana Bouché

Ho avuto modo di vedere dal vivo l’attività di Lorena Pesaresi e mi associo in pieno a Franceso Pinelli. Lorena è una persona che si mette in gioco, sempre presente e con idee innovative, concreta. Pur non essendo di Perugia, proprio l’attività e il clima che si respirava a Perugia nel valutare le questioni ambientali e affrontarle concretamente quando Lorena era Assessore all’Ambiente mi spinsero, a suo (more…)

Giacopetti (Pd): “Ora una riflessione seria che coinvolga tutti i livelli del partito”

10 giugno 2014
Francesco Giacopetti

Francesco Giacopetti

“A Perugia perdiamo. Con un dato inequivocabile e per certi versi inatteso”. E’ questo l’incipit della conferenza stampa del segretario del Pd di Perugia Francesco Maria Giacopetti per una riflessione sul ballottaggio della scorsa domenica. “Dopo un risultato tutto sommato positivo al primo turno – ha detto – in cui il Pd ha dimostrato una tenuta, evidentemente in parte pd_logoadombrata dai numeri delle europee, sia in termini percentuali che in termini assoluti e il candidato del centrosinistra si attesta su buone posizioni, al secondo turno perdiamo circa 14mila voti assoluti. Si è vinto solo in 32 seggi, nelle estreme periferie, dove la mobilitazione del partito strutturato è ancora forte. Si è perso dove, (more…)

Pietro Laffranco: breve analisi della debacle del Pdl

8 Mag 2012

La  debacle, per altro più marcata in alcune zone, assai meno in altre, tipo la mia Umbria può

Pietro Laffranco

essere sintetizzata in questi punti:

– Esperienza del Governo Berlusconi percepita molto negativamente nel secondo biennio per non aver mantenuto alcuni impegni con gli elettori, aver negato la crisi e non aver saputo portare cambiamenti allo stallo in cui ci siamo infilati,

– Vicenda Fini, scissione, litigi interni da pollaio, casa di Montecarlo…

– Crisi economica, da sempre imputata alla politica e a chi governa, come dimostrato da voto in tutta Europa

– Oggettiva impreparazione della classe dirigente in alcuni territori

– Appoggio al governo Monti che con le sue scelte ha penalizzato soprattutto il nostro blocco sociale ( imprenditori, artigiani, professionisti….)

– Appannamento della leadership di Berlusconi dovuto alle vicende giudiziarie e al dileggio internazionale

– Vicende locali ( chiaro che se ti arrestano mezza giunta comunale come a Parma poi difficilmente e giustamente prendi più del 10%)

– Antipolitica, generata dalla crisi economica e da comportamenti scandalosi tipo vicende Lusi e Belsito

Quanto poi ciascun motivo abbia pesato è difficile dirlo ma è evidente che non c’è una sola causa. Questo non significa ovviamente che tutto sia da buttare, anzi. Ma anche che si deve immediatamente, prendere il toro per le corna ed agire con tutti i correttivi, con la consapevolezza però che ci vorranno tempo, pazienza e tenacia per uscire da questo tunnel. So che non sarà facile, ma chi crede in ciò che fa deve saper soffrire. Io vengo dal Msi e questa dote non mi manca, come non mi mancherà la determinazione per combattere stando eventualmente all’opposizione per un po’ di tempo.

nota di redazione: Ci convince molto l’ultima frase di questo intervento, “all’opposizione per un po’ di tempo”. Nel Pdl non tutti hanno capito che il sostegno a Monti è un cappio al collo che li distruggerà, e non ascoltano i lamenti degli italiani che sicuramente non reggeranno l’impatto con una tassazione impazzita e che sta provocando  sconquassi difficilmente sanabili nella nostra debole economia, cosa aspettano i nostri politici per prendere decisioni forti e condivise? Una rivolta sociale?

Commento di Stelio Bonsegna: Allora caro Pietro, cominciate col puntare i piedi, in modo chiaro ed inequivocabile con questo Governo. Un primo passo che sicuramente vi permetterà di riconquistare un pizzico di fiducia. Poi prendete in esame tutto quello che in questi anni avete promesso e mai mantenuto, cioè uno stato leggero, meno burocrazia e sopratutto meno tasse (meno tasse, più consumi, più lavoro, ecc. ecc.). Ci sarebbe molto altro da dire anche nei confronti dei componenti del PDL, in fatto di panni sporchi, lavati troppo spesso in pubblico. La gente vuole più onestà intellettuale e coerenza, chi non ha queste doti, venga buttato fuori, come si fa con una mela marcia, che rischia di far marcire le altre mele.
Per ora credo che ciò basti come contestazione, altro seguirà su questo ed altri Blogs.

POVERO BERSANI, POVERA SINISTRA!

29 settembre 2011

Veltroni e D'Alema

Il commento di Ciuenlai

D’Alema parla e Veltroni risponde, intervenendo su questioni vitali per il paese e per i lavoratori. Torna la linea del “nuovismo”. I suoi vogliono Casini che è un nuovo di zecca, un nuovo congresso, un nuovo segretario o (in subordine) un nuovo (e loro) candidato alle primarie. Questo alza il Pil, aiuta la ripresa, favorisce la crescita, sistema il bilancio dello stato e risolve la crisi.

P.S. – I radicali si sono astenuti nella votazione contro il Ministro Romano. I cattolici moderati (pardon i democristiani) del Pd, fregandosi le mani, hanno immediatamente approfittato dello scivolone dei pannelliani per chiederne l’espulsione, che, tra le altre cose, in caso di elezioni, libera 10 posti. Un grido “democratico” si è levato a Montecitorio : “bisogna cacciarli subito”. Solo loro?

 

ASSISI, La nuova organizzazione del comune

26 luglio 2011

Commento di Giorgio Bartolini

Alcune considerazioni nell’esclusivo intento di offrire un contributo per fare chiarezza ai cittadini in questa importante decisione. La recente delibera prevede la soppressione del posto da dirigente dell’urbanistica, la creazione di nuove 5 posizioni organizzative e l’aumento dell’indennità del 40% per il dirigente dei lavori pubblici, al quale sarà assegnata anche l’urbanistica, e l’aumento del 30% di indennità per un dirigente al quale viene attribuita anche la nuova funzione di vicesegretario. Ricci si è affrettato a replicare con uno scatto di onnipotenza che “le scelte per legge spettano al Sindaco”, il quale, abolendo il posto di dirigente all’urbanistica “risparmia 100.000 euro all’anno” e che “la scelta porta maggiore efficienza”. Mi permetto sommessamente di far presente che la decisione spetta invece alla giunta. Ma ciò che più meraviglia è la grossolana bugia ai cittadini sull’importo del risparmio, a meno che il sindaco non pensi anche alla soppressione fisica dell’ex dirigente. È un’impiegata “apicale” che percepirà comunque il suo stipendio. Quindi il risparmio è solo dell’indennità aggiuntiva di circa 30.000 euro all’anno, di cui però il 40% e il 30% andranno ad incentivare gli stipendi dei due dirigenti beneficiati. Quindi in verità, il risparmio è quasi nullo. Né ci sarà maggior efficienza. Il vice segretario è un’invenzione di cui da sempre un dirigente anelava l’incarico, ma che, da sindaco, non ho concesso, perché non lo ritenevo utile all’amministrazione. È invece ovvio comprendere che l’amministrazione avrà un danno dall’allontanamento di un funzionario con esperienza ultradecennale nel delicato settore dell’urbanistica. Infatti alla stessa tutti riconoscono capacità, correttezza e nessun amministratore di buon senso rinuncerebbe volentieri ad una persona con queste caratteristiche, per di più nel momento dell’attuazione del PRG, da poco approvato. Quindi nessun risparmio, né maggior efficienza, ma solo una scelta scellerata per allontanare una persona diligente nell’applicare leggi e regolamenti. Per giustificare inoltre le 5 nuove posizioni organizzative, leggasi aumenti da 7.500 a 12.500 euro all’anno, il Sindaco afferma che altri comuni ne hanno anche di più, ma dimentica di dire che quei Comuni (vedi Bastia) non hanno dirigenti. È vero che queste posizioni non costano al Comune, ma sottraggono denari dal fondo della produttività degli altri 150 dipendenti comunali e non penso che a loro questo piacerà molto. D’altronde la creazione di posizioni organizzative era prevedibile, se è vero come è vero che l’ex consigliere della Lega Pastorelli, guarda caso, in un incontro Lega Nord-Sindaco Ricci, nel dicembre 2010, in sede di trattative, propose un organigramma, con la creazione di alcuni posti di responsabilità per il settore urbanistica. E c’è chi scommette a chi verrà attribuita la nuova posizione. Infine il sindaco risponda finalmente con chiarezza a due domande di pubblico interesse: se intende assumere una persona in lista con Lunghi, e se ha assunto quale sua segretaria la persona che ha presentato la lista del PDL alle elezioni comunali. E non mi si ripeta che questa è polemica, ma solo desiderio di chiarezza per la gente, nel rispetto della democrazia.

 

L’UMBRIA E QUEL VENTO CHE TIRA AL CONTRARIO

31 Mag 2011

di Ciuenlai

Nel giorno dello “Tsunami” politico, la conferenza stampa della segretaria provinciale di Perugia del Pd, è apparsa come una nota stonata, che stride un po’ con l’armonia di una esecuzione perfetta. Una stecca che conferma che quello è successo a Milano, a Napoli e a Cagliari, non è solo un gigantesco moto contro Berlusconi, ma anche un ammonimento contro questa roba qua. Mi spiego. Ieri si è visto con maggiore chiarezza che l’Umbria è in controtendenza rispetto al dato nazionale. Qui il centrosinistra si restringe, perde comuni e consensi, mentre dilaga nel resto d’Italia. Beh, se le cronache dei giornali sono esatte, di questo non c’è stata traccia nell’analisi di Rossi e Bottini. Abbiamo invece assistito alla noiosa e ripetitiva sfilata di persone, organizzata per raccontare la solita e sempre più evidente bugia propagandistica, alla quale, ve lo garantisco, non credono neppure loro : “abbiamo vinto noi, hanno perso loro”. Le disavventure di Assisi e Nocera, i risultati da brivido nei piccoli centri, i 10 punti in meno della coalizione presi dal candidato di Gubbio, le primarie perse ad Assisi e Città di Castello, derubricati a semplici fastidi, a piccoli effetti collaterali da risolvere con una semplice alzata di spalle. Se si continua a santificare le sconfitte o le non vittorie, si accompagna Alice nel paese delle meraviglie, si entra dentro una realtà virtuale, in una spirale molto vicina alla cultura berlusconiana, quella messa in discussione dai risultati di ieri. Dico questo non per spirito di polemica, ma per offrire un’altra chiave di lettura, che ritengo più adeguata ai tempi. I partiti e i movimenti sono infatti chiamati , in questa situazione, ad aprirsi alle novità e soprattutto alla verità, anche quando è scomoda. Operazioni che le oligarchie non possono fare, pena la loro scomparsa. Per questa ragione una risposta a queste domande non può essere trovate negli attuali assetti. La sinistra, se vuole continuare ad esprimere la sua egemonia culturale su questa regione, deve cercare strade diverse dentro e fuori il Pd, dentro e fuori le sue storiche componenti. Deve avvicinare i portatori del cambiamento, costruendo una rete e una partecipazione diffusa, una militanza articolata, zone di frontiera aperte ad una molteplicità di contributi, cercando luoghi, posti e punti d’incontro e di discussione tra le diverse anime, con i movimenti e i semplici comitati. Deve rimettere in moto le forze della cultura, riscoprire la funzione degli intellettuali, deve creare un processo dal quale emergano nuovi gruppi dirigenti che producano discontinuità e rinnovamento nei contenuti e nelle persone. Gruppi che, non necessariamente, debbono fare interamente capo ai partiti. Il tutto senza che nessuno abbia la pretesa di rivendicare primati e con la disponibilità di tutti a “confondersi tra la folla”. Insomma deve essere capace di mettere in moto un immenso cantiere in grado o di modificare profondamente, spurgare e ammodernare quello che esiste o di costruire un nuovo soggetto o aggregazione politica della sinistra. Perché il vento del cambiamento arriverà anche qui. E’ una vecchia legge della politica; quando nelle grandi città tuona, prima o poi pioverà anche in periferia. Compratevi un ombrello perché se non si è pronti, se non si è avviato un processo di mutamento profondo, rischiate che il vento, dalle nostre parti, fischi al contrario.

Elezioni 2012 – “Todi e Deruta : partita decisiva per il Governo Umbro”

26 Mag 2011
di Ciuenlai

Dopo Gubbio il quadro è completo e si possono fare alcune considerazioni attorno alla recente tornata elettorale umbra..
1) I dati confermano la lenta, ma costante, crescita della destra, che, tornata dopo tornata, aggiunge nuove amministrazione al suo carnet. 4 anni fa l’ex polo governava un cittadino umbro ogni 18, oggi ne governa uno su 5.
2) Il centrosinistra regge benino in alcune zone tradizionali come l’alta Umbria, ma presenta pericolosi e continui scricchiolii nell’area più di frontiera tra le due coalizioni; quella della cosiddetta terza provincia. Dopo la perdita di Montefalco, due altre ex enclavi rosse (Bevagna e Trevi) sono state riconfermate per una manciata di voti, Nocera Umbra è tornata alla destra e in altre amministrazioni dove non si votava si sono registrate significative defezioni nelle Giunte e nei gruppi consiliari (Spoleto e Norcia).
3) Il Pd tiene i dati delle regionali a Gubbio e a Castello (dove però era già “retrocesso” ai livelli dei Ds) crolla ad Assisi, dimezzando i consensi e va, nel complesso, maluccio nei piccoli centri. Nonostante questo i suoi alleati, con l’eccezione dei socialisti che sono stati la vera seconda gamba della coalizione, non sfondano, Anzi … I risultati sono altalenanti, e consentono alla Fds e all’Idv di conservare una propria rappresentanza consiliare quasi dappertutto e a Sel di conquistarla solo in alcuni casi.
4) Per effetto di questo andamento “lento”, il centrosinistra denuncia un complessivo ed in alcuni casi preoccupante, arretramento in termini assoluti, in termini percentuali e rispetto al numero delle amministrazioni riconquistate o vinte. Tenuto conto che questa non è una eccezione , ma un processo che va ormai avanti da un lustro, occorrerebbe aprire una discussione sulle ragioni di questo trend negativo per trovare i possibili rimedi in grado di invertire la tendenza. Anche perchè tra un anno si vota nuovamente e si tratta di elezioni parziali di fondamentale importanza. Per la prima volta nella storia della seconda repubblica il centrosinistra umbro si trova ad affrontare una partita “fuori casa” e cioè partendo, prevalentemente, dall’opposizione. Una conferma di quel primo e importantissimo risultato delle destre (Todi e Deruta), significherebbe radicamento e potrebbe aprire la strada ad un tentativo convinto per un definitivo sfondamento, allargato ai grandi centri, nelle elezioni amministrative del 2014. La riconquista di questi comuni o perlomeno dei più importanti da parte del centrosinistra , costituirebbe invece un brusco stop a questo disegno e un ritorno all’antica e immobile “Umbria rossa”. La posta in gioco è quindi notevole. Per questo ritengo che fare, per l’ennesima volta, le orecchie da mercante, potrebbe essere molto pericoloso per il centrosinistra, che dovrebbe, invece da subito, mettersi al lavoro per:
a) Costruire programmi alternativi nelle città che vanno al voto il prossimo anno;
b) Risolvere per tempo con scelte di rinnovamento, o anche attraverso le primarie, la questione delle candidature;
c) Ritrovare uno spirito unitario e di squadra in tutta la Regione.

Facile a dirsi, semplice a comprendersi, difficile a farsi.

ELEZIONI AMMINISTRATIVE – CANDIDATI DEL CENTROSINISTRA CRESCONO

7 aprile 2011

Il Commento Di Ciuenlai

Punto e a capo. Le primarie che dovevano fare chiarezza nel centrosinistra, rischiano di ingarbugliare, ancora di più la situazione. Invece di ridursi ad uno i candidati potrebbero moltiplicarsi. Complice un meccanismo che permette “intromissioni” ritenute poco serie e, soprattutto, decisive per il risultato finale. Premesso che è un brutto vizio accorgersi e denunciare, dopo aver perso, che le regole potrebbero essere “truccate”, la situazione è tornata ad essere effervescente. A Città di Castello il centrosinistra potrebbe addirittura andare al primo turno con 3 candidati. Il primo è naturalmente Luciano Bacchetta, sostenuto da Pd, socialisti e Fs. In campo ci sarà sicuramente anche Paola Pillitu con una lista civica e dall’Idv. Il Consigliere Regionale, Oliviero Dottorini, deludendo le caute aperture degli uomini di Brutti, ha fatto cadere la possibilità della candidatura alternativa del professor Edoardo Calzoni (vecchia conoscenza del senatore per aver militato nella sinistra Ds), imponendo la scesa in campo della vecchia avversaria moderata dell’ex sindaco dei “rossi” Orsini (A Napoli dicono “i tempi cambiano”). Calzoni, non avendo più l’appoggio dell’Idv, ha deciso di ritirarsi dalla corsa a sindaco. L’imposizione della Pillitu non sarebbe però piaciuta a tutti. Qualcuno l’ha contestata leggendola come un tentativo di Dottorini di evitare che, a sinistra, nel tifernate emergano nuovi e pericolosi concorrenti per la sua persona. Sinistra Ecologia e Libertà perso Venanzio Nocchi, che dovrebbe presentarsi con una lista di sinistra in appoggio a Bacchetta, avrebbe deciso di far scendere in campo il Presidente della locale sezione di Lega Ambiente Simone Cumbo. Infine è stata scongiurata la quarta lista capitanata dall’on. Franco Ciliberti. Lo hanno fatto coordinatore del Pd locale per la serie largo ai giovani. Tutto questo con il Partito Democratico in pieno caos. Auguri a tutti. A Gubbio, le cose che dicevamo in premessa (quelle sull’inquinamento del voto), hanno rimesso in discussione gli equilibri precedenti. I comunisti locali hanno deciso di formare una propria coalizione. Stirati è tornato a parlare, pensando ancora di potere offrire la sua persona, come elemento di unità tra le parti. Probabilmente è una fatica sprecata, perché arriva fuori tempo massimo e fuori contesto (diversi suoi sostenitori lo accusano di non aver voluto rischiare presentandosi alle primarie). E visto che Two è meglio di one anche a Trevi e a Nocera Umbra il centrosinistra non lascia anzi raddoppia. Tutto questo ad un mese dalle elezioni, senza aver affrontato il problema liste che, visto quello che è successo ad Assisi nel Pd, possono costituire un ulteriore elemento di divisione interna al principale partito del centrosinistra. Si, mi confermano dalla regia, c’è spazio per altre puntate.