Posts Tagged ‘comuni’

Profughi, Flamini – Prc: L’Umbria dei comuni e di San Francesco faccia la propria parte

7 settembre 2016

Quello che sta succedendo in Umbria rispetto all’emergenza profughi sta dentro una situazione generale di carattere nazionale: gran parte dei richiedenti asilo sono gestiti tramite le prefetture e solo una percentuale minima con il sistema Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati)  in cui sono i comuni a decidere. La dice lunga il fatto che su 8000 comuni solo un decimo ha accettato di avere uno o più Sprar. Anche (more…)

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Borghi più Belli d’Italia in Umbria: uniti per il turismo

12 febbraio 2016

Foto-sindaci-2-e145518071549613 comuni umbri, certificati “Borghi più Belli d’Italia”, si uniscono per potenziare la loro capacità turistica. (more…)

Ronconi: cosi si affossano le infrastrutture umbre

17 novembre 2015

ronconiMaurizio Ronconi

L’amministrazione comunale di Foligno, unitamente a quelle di Valtopina, Nocera Umbra e Gualdo Tadino,  assumano immediatamente posizione, anche in ossequio a precedenti deliberati consiliari, contro  il cervellotico e autolesionista emendamento presentato  in Commissione dei Consiglieri regionali, Ricci, Smacchi (PD), Fiorini(Lega Nord) e Biancarelli (Umbria più Uguale) . (more…)

Strisce blu: “Come mai quasi tutti I Comuni “aggiustano” il Codice strada per battere cassa sulle spalle dei cittadini?”

13 maggio 2015

strisce bluAldo Tracchegiani (FI) chiede lumi a Regione e Comuni umbri.

I parcheggi sulle strisce blu in Umbria sono irregolari? Secondo il Codice della strada, sembrerebbe di sì ma l’unico aspetto che rende realmente illegali alcune strisce blu è la mancanza di parcheggi gratuiti nelle immediate vicinanze delle stesse. Così come alcune sentenze del Tar hanno più volte ribadito. In questo caso fare ricorso è assolutamente corretto. (more…)

PD, Domenica 9 marzo primarie a Magione, Panicale e Montefalco

6 marzo 2014

pd_logoSono tre i Comuni, tutti in provincia di Perugia, in cui domenica il Partito Democratico aprirà le porte di sedi e circoli per legare alla partecipazione degli elettori la scelta del candidato sindaco. Primarie, quindi, a Panicale, dove a correre sono Giselda Bruni e Giulio Cherubini, a Magione, dove si confronteranno il democratico Giacomo Chiodini e Giuseppe Materia di Sel, e a Montefalco, candidati Maurizio Biondi e Alessandro Broccatelli. Seggi aperti dalle 8 alle 20. Ne (more…)

Cannara al top tra i Comuni Virtuosi: primo premio nella categoria impronta ecologica

16 settembre 2013

Ci sarà anche il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ai festeggiamenti per la settima edizione del Premio Comuni Virtuosi, promosso dall’omonima (more…)

“CONTRORIFORME” – QUELLE UNIONI SPECIALI CHE NON RIDUCONO I COMUNI E AUMENTANO LE PROVINCE

17 settembre 2012

di Darko Strelnikov

Non tutti i mali vengono per nuocere. E il gota della politica umbra, data ormai la Provincia di Terni per “andata”, si è subito precipitato a studiare come trasformare una perdita in una risorsa (more…)

LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DAI COMUNI DELLA MEDIA VALLE DEL TEVERE

10 settembre 2012

AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA Avv. Prof. Paola Severino di Benedetto

E P.C. AL PRESIDENTE REGIONE UMBRIA Dott.ssa Catiuscia Marini

AL PREFETTO DI PERUGIA Dott. Vincenzo Cardellicchio

AL PRESIDENTE DELLA CORTE D’APPELLO Dott. Wladimiro De Nunzio

Signor Ministro,

dalle informazioni in nostro possesso, il processo di rivisitazione della geografia degli uffici giudiziari italiani si concluderà con l’annessione del territorio della Media Valle del Tevere, oggi servito dalla sopprimenda Sezione distaccata di Todi, al Tribunale di Spoleto. (more…)

Spending Review – Municipi “Virtuosi” – Salvi i dipendenti dei Comuni umbri

6 luglio 2012

di Ciuenlai

Il taglio del 20% dei dirigenti e del 10% della pianta organica degli enti pubblici, approvato dal Consiglio dei Ministri, non è automatico per i Comuni. E’ infatti subordinato alla media (more…)

Unione dei Comuni, Massimo Alunni Proietti: «Basta con chi cerca la logica del particolarismo»

13 gennaio 2012

Lago Trasimeno visto da Castel di Zocco

Proseguono i lavori degli otto Comuni del Trasimeno per arrivare a breve alla definizione della nuova forma giuridica dell’Unione dei Comuni il cui Statuto è in fase di approvazione.

«Stiamo lavorando da tempo all’Unione dei Comuni – spiega Massimo Alunni Proietti, presidente pro tempore della Conferenza dei Sindaci del Trasimeno -. Un iter che questo territorio, con grande lungimiranza rispetto a quanto è andato poi evolvendosi anche a livello regionale e nazionale, ha visto avviare forme di collaborazione tra i diversi Comuni lacustri per vari servizi, dalla scuola alla sicurezza, fino ai servizi socio-assistenziali dove la collaborazione ha coinvolto tutti gli otto comuni. Il passaggio successivo, la costituzione dell’Unione dei Comuni, sul cui Statuto stiamo lavorando, e che a breve troverà la sua definizione, anche in ottemperanza a quanto previsto nella Riforma endoregionale della regione Umbria approvata a dicembre 2011, è il punto di arrivo più importante che ci consentirà di poter avviare quella riforma dei servizi, da gestire sempre più in maniera associata, unico strumento per cercare di difendere le conquiste che, nei diversi settori, hanno portato tutto il nostro territorio ad un livello di elevata qualità della vita».

«È sbalorditiva la disinformazione e la superficialità di alcuni mezzi di comunicazione – commenta poi il presidente in merito all’articolo pubblicato ieri su un quotidiano locale -. Quell’articolo non lede solo la credibilità degli amministratori che da mesi stanno lavorando per cercare soluzioni ad una situazione di grande difficoltà economica, come le notizie a livello nazionale ci ricordano tutti i giorni; ma è grave per la miopia dell’analisi che cerca di creare, a quale scopo sarebbe interessante saperlo, fratture, in un momento in cui la coesione è l’unica possibilità che abbiamo per tutelare e difendere quello che è il nostro fiore all’occhiello: il sistema socio-assistenziale del Trasimeno, preso, come è stato riconosciuto anche dall’articolista ad esempio dalla Regione Umbria».

 

Acqua, le tariffe aumentano, ma il Comitato 2 Si per l’acqua bene comune non ci sta

13 dicembre 2011

Il Comitato 2 Sì per l’Acqua Bene Comune – Magione esprime la propria insoddisfazione per quanto deliberato dal Consiglio Comunale il 30 Novembre 2011 in merito all’ordine del giorno “Acqua Bene Comune”. Il documento approvato disattende la proposta del Comitato sottoscritta da oltre 200 cittadini magionesi nei giorni precedenti il referendum e confermata dallo straordinario successo nel voto del 12 e 13 giugno 2011. Quanto deliberato è privo di qualsiasi efficacia, in particolare per l’omissione di alcuni punti fondamentali: non viene affermato il principio di non rilevanza economica dell’acqua – senza questo l’espressione “Acqua Bene Comune” diventa mera demagogia; è assente l’impegno per garantire ad ogni cittadino il quantitativo minimo di acqua considerato vitale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Prendiamo atto dell’intenzione di aderire alla campagna di ripubblicizzazione del servizio idrico portata avanti dal Forum dei Movimenti per l’Acqua, ma tale intenzione andrà confermata da un impegno concreto dell’Amministrazione comunale che non potrà prescindere dalle seguenti azioni:

– approvazione delle proposta di delibera di iniziativa popolare

“Riconoscimento del diritto umano all’acqua e sostegno alla campagna per la ripubblicizzazione dei servizi idrici”;

– sostegno attivo alle iniziative del Coordinamento nazionale – Enti Locali per l’Acqua Bene Comune a cominciare da quelle per l’applicazione dell’esito referendario.

Nei giorni scorsi, constatata l’inadempienza da parte degli ATI (e quindi dei Sindaci) umbri, anche nella nostra regione è partita la campagna di obbedienza civile per l’autoriduzione delle bollette dell’acqua, per la quota di remunerazione del capitale investito (ovvero sopra il 7%), in applicazione di quanto abrogato col secondo quesito. Sulla scia dello sportello già attivato dal Comitato Umbro Acqua Pubblica a Perugia in Via del Lavoro 29 (aperto tutti i mercoledì dalle 17.30 alle 19.30), avvieremo a breve anche a Magione un servizio di ricalcolo delle bollette. Se i Sindaci non applicano la legge, allora lo faranno i cittadini!

Comitato 2 Sì per l’Acqua Bene Comune – Magione

Riforma endoregionale: spazi chiusi alle imprese e le Unioni obbligatorie dei Comuni?

22 novembre 2011

La riforma endoregionale predisposta dall’Esecutivo di Palazzo Donini prefigura la più grande stabilizzazione di personale mai attuata in Umbria, arriva con un enorme ritardo, non riduce la spesa pubblica, toglie spazi al privato e porta i Comuni ad associarsi nelle ‘Unioni speciali’ in modo obbligatorio solo per garantire al centrosinistra il controllo di territori in cui il Pdl ha conquistato sindaci e consensi. Sono queste le critiche più rilevanti che il gruppo consiliare del Popolo della libertà a Palazzo Cesaroni muove alla proposta di riforma stilata dalla Giunta ed ora in discussione in Prima Commissione (che procederà con l’approvazione entra la fine della settimana). La posizione del Pdl in merito è stata illustrata durante una conferenza stampa che si è svolta questa mattina nella sede dell’Assemblea regionale a Perugia, alla presenza di tutti gli esponenti del gruppo, del capogruppo Raffaele Nevi e del vicecoordinatore regionale del partito, Pietro Laffranco.

LE CONTRADDIZIONI DELLA MAGGIORANZA E LA POLVERIERA DEI CONSIGLI A SCARTO RIDOTTO

23 ottobre 2011

di Darko Strelnikov

Le scaramucce in Consiglio Regionale non sono altro che la punta di un malessere profondo che investe il centrosinistra umbro in generale e il Partito Democratico in particolare. La mancata elezione della Consigliera di parità e il passaggio di questo incarico alla destra, non è un incidente tecnico, ma un dato politico diffuso. Vengono a galla i problemi e le contraddizioni di una coalizione divisa sulla linea da seguire, di una Giunta che esclude la minoranza del Pd, di un Consiglio sotto la spada di Damocle delle inchieste giudiziarie. Ma non c’è solo questo. La guerra del centro è anche il risultato delle tante battaglie che si combattono in periferia. Il Comune di Terni resta in precario equilibrio. A Spoleto il Pd perde pezzi verso l’opposizione ed è sempre più in balia delle manovre dell’ex sindaco Brunini detto, non a caso, “il cinghiale”. A Foligno non si riesce nemmeno a convocare il Consiglio Comunale per la mancanza cronica del numero legale. , mentre fuori ci si affronta a colpi di bazooka sulla presidenza della Vus. A Gubbio si è sull’orlo di una crisi di maggioranza e a Città di Castello cominciano a spuntare i primi comitati che contestano la nuova amministrazione. E mi fermo qui, anche se le turbolenze investono quasi tutti i principali centri della Regione. Turbolenze che sono destinate inevitabilmente ad aumentare per una ragione molto semplice : la quantità di potere da distribuire diminuisce a vista d’occhio. Di conseguenza l’instabilità aumenta, per l’aumentare di coloro che cercano nuovi approdi, sperando di riconquistare, in altre sedi, quello che hanno perso o che rischiano di perdere, nelle loro attuali collocazioni. Adesso, come abbiamo visto nelle settimane passate, l’attenzione si concentra sulla riforma endoregionale il cui documento continua ad essere una tela di Penelope : il giorno viene scritto e la notte cancellato. Ma il pericolo più serio, quello di cui ancora si parla poco, deriva dalle le norme della legge finanziaria, i cui effetti si faranno sentire da qui al 2015 in maniera dirompente. Parlo delle disposizioni che impongono la diminuzione dei Consiglieri e dei membri delle Giunte di tutti gli organi elettivi. Proviamo a fare una proiezione sui nostri maggiori enti locali, per capire quello di cui stiamo parlando. Iniziamo dalla Regione. La prossima volta si dovranno eleggere 20 consiglieri invece degli attuali trenta e la Giunta non potrà essere formata da più di un quinto dei membri dell’assemblea e cioè da 4 assessori. Se, ipoteticamente, le regole fossero state queste, l’anno passato 10 inquilini di palazzo Cesaroni sarebbero andati subito a spasso. Provo a fare dei nomi, tanto per capire l’ordine di grandezza della cosa. Raccomando a tutti di non prendere la cosa alla lettera, si tratta solo di una simulazione. Sono cosciente che nella realtà sarebbe anche potuto toccare ad altri e gli effetti non sarebbero cambiati. Cosciente di questi limiti scientifici ci provo lo stesso : Avrebbero potuto prendere la via di casa o del pensionamento, per la maggioranza, 4 membri del listino dei quali è impossibile valutare i possibili voti di preferenza (Fabrizio Bracco, Lamberto Bottini, Gianluca Rossi, Paolo Brutti); Roberto Carpinelli, anche lui proveniente dal “gratta e vinci” del listino, del quale però i cui 100 voti di preferenza raccolti nella lista della Fds sono stati invece ampiamente valutati; l’ultimo degli eletti del Pd (Renato Locchi); il socialista Massimo Buconi che ha sostituito Silvano Rometti eletto anche nel listino e, infine, per la minoranza, gli ultimi degli eletti nelle due circoscrizioni, Maria Rosi, Alfredo De Sio e Rocco Antonio Valentino. Parliamo di 10 membri che hanno una grande influenza e un notevole seguito nei loro partiti e la cui (solo ipotetica naturalmente) esclusione avrebbe potuto provocare, secondo Carlo Verdone, “un macello” dalle proporzioni bibliche. Ma questo è niente. Con la Giunta sarebbe andata anche peggio. 4 assessori; si presume, due al Pd e due agli alleati. Avendo avuto più voti Idv e Fds, gli esclusi sarebbero potuti essere i socialisti, che si sarebbero subito (e non ipoteticamente) precipitati a reclamare la Presidenza del Consiglio. In casa Pd l’incastro dei due assessori avrebbe, invece, dovuto tenere conto della rappresentanza delle due province e delle varie componenti politiche. Sarebbero girati “pizzini” del tipo “ trovare uno di Terni che vada bene alla minoranza e nella minoranza ai cattolici e tra i cattolici a Monsignor Paglia ecc. Insomma esponenti che magari a Roma sono di una corrente, a Perugia di un’altra e sul territorio di un’altra ancora. Non sono marziani; li chiamano quelli con il piede su tre staffe, dei quali c’è già qualche buon esempio in diverse parti dell’Umbria. Con le Province, poi, è quello che si chiama “il tracollo perfett0”. La messa nel limbo di queste istituzioni ha, infatti, provocato la loro spoliazione in termini di rappresentanza. Prima la riduzione dl 20% dei Consiglieri e poi la divisione per due del risultato ottenuto. Questa specie di equazione, con un’incognita che non è x, ma la soppressione o la sopravvivenza, la Provincia di Perugia passerebbe dagli attuali 30 a 12 Consiglieri; 8 di maggioranza e 4 di minoranza. Il Pd, sulla base dei risultati del 2009, passerebbe da 12 a 5 eletti. Il Pdl da 10 a 4. Una strage. Anche qui Giunta a 4. E ci sarebbe stato subito da risolvere questo quiz : Se il Presidente è altotiberino e uno dei due assessori del Pd necessariamente del capoluogo, quale territorio dovrà rappresentare l’altro?. Si accettano suggerimenti da Foligno, Spoleto, Gubbio, Lago, Bastia e Marsciano. Provateci voi ad usare il bilancino se vi riesce. Va invece un po’ meglio con i Comuni. La diminuzione del 20% di Consiglio e Giunta rende, come si è visto nelle prime elezioni con riduzione, possibile una gestione politica delle maggioranze e delle minoranze. Ma anche qui i vuoti sono consistenti. Forse non è un caso che le richieste di Unioni Comunali (siamo arrivati a 12, ma se ne annunciano 14) spuntano come funghi. Sarà per coprire i posti soppressi dalla finanziaria? Il punto è che questa serie di norme rischia di far esplodere una polveriera, perché viene innescato su un contesto, che ha determinato l’effetto inverso e cioè la moltiplicazione degli incarichi. Se non c’è una inversione di cultura rispetto all’individualismo come unico criterio della politica, il rimedio rischia di essere peggiore del male. Se non si mette in discussione l’elezione diretta di Sindaci e Presidenti, perlomeno nelle forme attuali, se non la si diluisce in una rete democratica di garanzie, aumentando il ruolo di controllo, di proposta e di partecipazione alle scelte dei Consigli, si rischia seriamente il default istituzionale. Del resto con Consigli molto più snelli la cosa è fattibile. Ma bisogna superare la concezione dominante “dell’uomo solo al comando”, quella che ci ha portato a queste conseguenze e che ha determinato la formazione delle oligarchie, l’autoconservazione delle classi dirigenti e la lievitazione dei costi della politica.

Strelnikov.d@libero.it

“Unione dei Comuni”: nuovo esborso di soldi per i contribuenti !!

14 giugno 2011

Un Presidente, un vice presidente, una giunta e 16 consiglieri, uffici propri ed un proprio apparato burocratico, ecco come si presenta l’Unione dei Comuni. 

Un doppione dei comuni già esistenti, un altro ente pubblico che i nostri politici locali hanno creato nonostante le casse dell’amministrazione pubblica siano oramai a secco.

Degli 8 comuni che fanno parte dell’Unione dei Comuni  solo tre superano i 5.000 abitanti e precisamente: Trevi 7.923, Gualdo Cattaneo 6.165, Montefalco 5.624, mentre  Bevagna 4.956, Massa Martana 3.657, Giano dell’Umbria 3.457, Castel Ritaldi 3.116, Campello sul Clitunno 2.404 Sarebbe interessante accorpare tutti i comuni al di sotto dei 5.000 abitanti, così ce ne sarebbero il 70% in meno su tutto il territorio nazionale “L’Unione” avrà autonomia finanziaria con risorse proprie, con l’accesso ad eventuali  contributi statali e regionali, e le competono gli introiti derivanti dalle tasse, dalle tariffe e dai contributi sui servizi ad essa affidati. Insomma una nuova mannaia sulla testa dei contribuenti che, probabilmente si vedranno  aumentare le tasse, perché sono i contribuenti umbri che, con i propri soldi,  sostengono le iniziative dei politici locali, i quali invece di snellire e razionalizzare la macchina burocratica tagliandone le spese, pensano bene di duplicarne gli uffici già esistenti. Relativamente al “Corpo Unico dei Vigili Urbani”, questa O.S. è antitetica per due aspetti: il sicuro aumento dei costi di gestione e mantenimento del “Corpo” con una sede unica, probabilmente a Bastardo, e la poca qualità del controllo del territorio visto gli attuali 31 operatori di Polizia che risultano essere assolutamente insufficienti  a garantire tutte le necessità in un così vasto territorio, Kmq. 488,34 totali (Bevagna Kmq. 56,16 – Gualdo Cattaneo Kmq.96,79 – Montefalco Kmq.  69,34 – Campello sul Clitunno Kmq.49,82 – Castel Ritaldi Kmq.22,53 – Giano dell’Umbria Kmq. 44,43 – Massa Martana Kmq. 78,11 – Trevi Kmq. 71,16).

Assistiamo ai soliti annunci e proclami dei politici per la nascita di una nuova struttura pubblica, senza aver mai pianificato con tutte le parti sociali le questioni relative alle future condizioni di lavoro dei dipendenti ed al trasferimento delle funzioni della Polizia Locale.

L’UGL, ha forti dubbi sulla legittimità della costituzione del “Corpo Unico di Polizia Locale” per questo, la scorsa settimana, ha chiesto un incontro urgente con il Prefetto di Perugia che a dire il vero sembra prendere tempo. Forse poco interessato all’argomento?

Incidenti stradali, Cassazione: se la strada è dissestata paga il Comune.

1 dicembre 2010

Le amministrazioni comunali sono avvisate: sarà più difficile per loro sottrarsi alle responsabilità per la cattiva manutenzione delle strade. I tribunali di tutta la Penisola si sono già occupati ampiamente di risarcimento per danni a causa di incidenti stradali  dovuti a buche, fondo sconnesso, scivoloso.
Con la recentissima sentenza n. 21328, la suprema corte ha inchiodato i comuni alle loro responsabilità accogliendo il ricorso di un uomo caduto con la sua Vespa in una strada antica, sdrucciolevole e con numerosi avvallamenti . Lo sfortunato motociclista aveva fatto causa all’amministrazione comunale per chiedere il risarcimento dei danni alla persona e al mezzo, facendo appello alla “responsabilità da custodia” prevista dal Codice civile.
L’articolo 2051 del Codice stabilisce infatti che “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”. L’amministrazione dal canto suo si difende sostenendo che la grande estensione delle strade  riduce la sua  responsabilità specifica.
Ma secondo la Cassazione questa difesa non regge. E’ compito  del Comune infatti sia l’obbligo di custodire e fare manutenzione sulla strada sia quello usare  la segnaletica che evidenzi le condizioni della strada o anche con l’impiego di agenti di polizia municipale.

Quindi  il Comune è “automaticamente” responsabile in caso di incidente su strada dissestata e spetta ad esso l’onere di provare che il danno è stato provocato dal caso fortuito o, in tutto o in parte, dalla condotta colposa dell’utente.

Differenziata, premio ai comuni umbri virtuosi

6 novembre 2010

In arrivo un “premio” per i Comuni umbri che nel 2009 si sono dimostrati più virtuosi nella raccolta differenziata, una delle strategie cardine del Piano regionale per la gestione dei rifiuti. Su proposta dell’assessore all’Ambiente Silvano Rometti, la Giunta regionale dell’Umbria ha approvato i criteri per la concessione dei contributi sulla base dei risultati conseguiti lo scorso anno e che dovranno essere utilizzati per la riorganizzazione dei servizi, estendendo la raccolta differenziata “porta a porta”, e l’applicazione di agevolazioni e riduzioni tariffarie. Ammessi ai contributi regionali, da un minimo di 2mila euro a un massimo di 100mila euro, saranno i Comuni che nel 2009 hanno superato il livello del 45 per cento di raccolta differenziata, ma saranno premiati anche i Comuni che, pur non raggiungendo l’obiettivo del 45 per cento, nel 2009 hanno conseguito un incremento almeno del 10 per cento rispetto al livello del 2008, certificato dalla Regione, attraverso l’estensione dei servizi domiciliari. Nel primo caso, ha stabilito la Giunta regionale, il contributo è erogato in misura proporzionale ai residenti e al livello di raccolta differenziata raggiunto. Nel secondo caso, il contributo è calcolato in base ai residenti e all’incremento registrato rispetto all’anno precedente. Le due forme di contributo non sono cumulabili.

nota di redazione: leggere di premi ai comuni per degli obiettivi “obbligatori”  sinceramente sembra un po troppo, forse questi fondi per quanto pochi potrebbero essere usati per altri scopi, o no?