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Mostra: L’Aquila e il Dragone: due Imperi a confronto.

22 gennaio 2011

di Francesca Romana Plebani

Francesca Romana Plebani

Ultime due settimane per ammirare la prestigiosa mostra “I due imperi. L’Aquila e il Dragone”, che si concluderà il prossimo 6 Febbraio. La seconda tappa italiana dell’esposizione è ospitata presso Palazzo Venezia, sede della Soprintendenza per il patrimonio Storico-Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma.


La mostra, inaugurata il 18 Novembre 2010, da più di un anno e mezzo sta toccando i maggiori poli culturali di Cina e Italia, conta più di 400 pezzi, autentici capolavori della cultura cinese e romana. Due infatti le sezioni, romana e cinese, unite da un unico percorso che si snoda tra  immagini, statue, emozioni e conoscenza. Testimonianze di vita quotidiana, religione, società ed economia costituiscono la cifra di questa mostra che si propone  di ripercorrere sinotticamente le tappe salienti dei due Imperi,  nel periodo che va dal II sec. a. C. al IV sec. d.C.

Il padiglione romano pone l’accento, mediante opere di statuaria, monete, iscrizioni, oggetti – quali manifestazione dell’ambito sia pubblico che privato -, su alcuni elementi costitutivi e strutturali dell’impero: ideologia e politica (particolarmente ricca la sezione degli affreschi, tra cui quelli di Atena, Pegaso e Bellorofonte da Pompei, e le pitture parietali provenienti da Boscoreale); quello delle opere cinesi presenta al pubblico una selezione dei tesori più preziosi – alcuni dei quali esposti per la prima volta  in Occidente – della millenaria storia delle dinastie cinesi Qin e Han. Accanto a manufatti della cultura materiale i tesori cinesi constano di splendide giade, lacche, sete, ori, bronzi, terrecotte. Eccezionali per la qualità e il colore della giada[1] impiegata sono l’imponente sarcofago di legno, lacca e giada (280x110x108 cm) appartenuto a un sovrano dell’antico regno di Chu, rinvenuto a Shizishan nella provincia del Jiangsu (II-I sec. a.C.), e la veste funeraria del re Jian di Zhongshan, rinvenuta a Beizhang nella provincia dello Hebei (I sec. d.C.), costituita da migliaia di piastre di varie dimensioni e diversi spessori cucite insieme con filo d’oroDi grande interesse sono anche alcuni drappi funerari di seta, uno dei quali di inestimabile valore (ne esiste solo un altro simile e nessuno dei due era mai uscito, fino ad ora, dalla Cina). Posto sul sarcofago del figlio del marchese di Dai (II sec. a.C.), il drappo descrive il viaggio dell’anima del defunto verso il Cielo. Colpiscono le dimensioni di queste delicato manufatto a forma di “T” (235 cm circa per 141), la bellezza delle immagini, la straordinaria ricchezza e complessità dei motivi iconografici. Di eccezionale valore è anche il cosiddetto albero delle monete, in terracotta e bronzo: una sorta di altare al quale venivano recate offerte in denaro per invocare la benevolenza delle divinità. Tra le ceramiche, si segnalano alcune riproduzioni di edifici a più piani, tra i quali spicca il modello invetriato di una torre riccamente ornata (h 216 cm). Dall’8 ottobre, intanto, continua alla Curia Iulia, sede dell’antico senato nel Foro romano, il settore della mostra che illustra la grandezza politico-militare dei due Imperi. Di notevole importanza ed inestimabile valore, dieci statue dell’esercito di terracotta del Primo Imperatore – rinvenuto alla fine degli anni Settanta del secolo scorso a Xi’an (Shaanxi) -, e due imponenti animali fantastici di pietra che, posti all’ingresso del sepolcro dello stesso, avevano il compito di tutelare le sue esequie dall’influsso degli spiriti maligni. Questo progetto, oltre al suo indiscutibile rilievo culturale, costituisce un tassello importante all’insegna della positiva integrazione tra Occidente e Oriente, e rende merito alla positiva collaborazione tra l’Amministrazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana  e lo State Administration for Cultural Heritage della Repubblica Popolare Cinese.  Infatti, l’accordo stipulato tra i due paesi prevede l’istituzione di un partenariato pluriennale attraverso un rapporto strutturato, che lancerà un forte impulso allo scambio di mostre e collezioni museali, all’organizzazione e coproduzione di progetti espositivi. Il MiBAC, inoltre, parteciperà al progetto di musealizzazione del nuovo Museo Nazionale della Cina di Piazza Tien nan men (192.000 mq espositivi – uno dei più grandi musei al mondo), che dopo un lungo ed importante intervento di restauro riaprirà i battenti la prossima primavera.

[1] Si riteneva che la giada preservasse la salma dalla decomposizione, consentendo di raggiungere l’immortalità.

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