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TORNA LA SATIRA DI TRILUSSA PER CAPIRE QUESTI MESI

25 maggio 2020

 

trilussa“La situazione politica in Italia è grave, ma non seria”, diceva Ennio Flaiano. Tanto più possiamo dirlo in questi mesi, sospesi come siamo fra la gravità della pandemia e lo spettacolo surreale offerto da questa classe di governo.
Forse per questo uno degli autori più citati – fra gli osservatori non conformisti – a commento delle cronache è stato Trilussa, il famoso poeta satirico romano di cui, fra l’altro, ricorre quest’anno il 70° anniversario della morte. Gli spunti di cronaca sono stati tanti.
Il Capo del governo, Giuseppe Conte, dopo essersi specchiato più volte in Winston Churchill e nell’epica dimensione del grande statista durante la Seconda guerra mondiale, ha detto e ripetuto a reti unificate, con enfasi: “Stiamo scrivendo una pagina di Storia”.
Così Marcello Veneziani ha demolito quell’autoesaltazione evocando per lui non Churchill, ma “la lumachella della vanagloria” – appunto – di Trilussa:

“La Lumachella della Vanagloria,
ch’era strisciata sopra un obbelisco,
guardò la bava e disse: Già capisco
che lascerò un’impronta ne la Storia”.

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Coronavirus: il Cav. Gradassi al Premier Conte: “File ai Supermercati e Farmacie … il Virus non si sconfigge così”

2 aprile 2020
gradassi

Riccardo Maria Gradassi

“Premio il coraggio di Conte per la chiusura di alcune Aziende non strettamente necessarie, ma doveva favorire con urgenza la spesa a domicilio”

Il discorso notturno del 21 Marzo scorso del Premier Giuseppe Conte ha destato numerose critiche e riflessioni tra le quali il duro affondo del Cav. Riccardo Maria Gradassi (all’epoca il più giovane Cavaliere al Merito in ambito culturale, impiegato nella gestione del credito e Segretario sindacalista “senza portafoglio” della Uilcom, ndr): (more…)

Il Gen. Pappalardo scrive a Conte: LA LIRA ITALICA, Complementare per l’Economia in Crisi causa Coronavirus

1 aprile 2020

Gentile Presidente,
il Movimento “Gilet Arancioni” da tempo chiede l’emissione di una moneta complementare da affiancare all’euro, come stabilito nelle circolari della Banca Centrale Europea, per fronteggiare difficoltà economiche di vario genere.
Lo Stato può ben affiancare all’euro un’altra moneta, avente corso libero, emessa dallo Stato medesimo.

L’accettazione di tale moneta indurrebbe i consociati a fare altrettanto, accettando una moneta a corso libero in pagamento dei propri crediti.

In tal modo si introdurrebbe una doppia circolazione monetaria, una con l’euro per le relazioni internazionali, una con la nuova moneta, riservata alle transazioni interne.

L’adozione di questa nuova moneta può essere effettuata per il pagamento dei tributi e per varie provvidenze (buoni trasferibili per sconti fiscali più o meno posticipati, la cosiddetta moneta fiscale, a  condizione che tali buoni restino trasferibili anche per lo Stato, ciò al fine di ridurre il carico tributario del contribuente).

Non avendo bisogno di tassare i cittadini per procurarsi la moneta a corso libero, lo Stato ridurrebbe la pressione fiscale, così aumentando anche la domanda privata.

In merito va osservato che la Banca Centrale Europea ha rilevato: “I sistemi di moneta
complementare consentono ad una comunità locale o regionale di mobilitare le proprie risorse sottoutilizzate per soddisfare bisogni che altrimenti rimarrebbero insoddisfatti. La liquidità aggiuntiva che  essi forniscono è un modo per incrementare i servizi, sia commerciali che pubblici, senza ricorrere a mutui
o ad incrementi di tassazione. Le monete locali consentono l’adozione di soluzioni lavorative più eque ed  efficienti, poiché i cittadini a basso reddito possono effettuare i pagamenti di servizi mediante moneta  locale, che possono procurarsi lavorando a progetti di pubblica utilità, piuttosto che nella moneta nazionale che a loro manca. Le monete complementari sono legali, nonostante vi siano normative da considerare, a livello nazionale o sovranazionale.

Le monete complementari possono incoraggiare il dibattito democratico negli enti locali circa il livello dei servizi pubblici desiderato, in ambiti che includono:

l’educazione, la salute, i servizi sociali, la sicurezza pubblica, la protezione ambientale, ecc. Le monete complementari consentirebbero di evitare i rischi connessi ad un pesante indebitamento, sia comunale, sia  regionale, che statale”.
Quale miglior modo di investire oltre 700 miliardi di moneta complementare, che si potrebbe chiamare “Lira italica”, al cambio di 1 a 1 con l’euro, per affrontare e superare l’emergenza Covid 19?
Tutto ciò per alcune valide e ineccepibili ragioni:
– è un suicidio economico attendere 10 giorni per conoscere le decisioni dell’Uniove Europea sulla  richiesta del governo italiano di contributi, non conoscendone nemeno l’importo, mentre ogni  giorno le famiglie italiane non hanno il denaro necessario per sopravvivere;
– invece, i 700 miliardi di lire italiche si possono stampare in poche ore e in pochissimi giorni distribuirle agli italiani, agli ospedali, alle imprese, così allentando la pericolosa tensione che sta crescendo contro le Istituzioni della Repubblica.

Si fa presente che copia di questa lettera è stata allegata alla denuncia che il nostro Movimento ha presentato in data odierna alla magistratura.

Cordialmente
Il Presidente Nazionale
(Antonio Pappalardo)

Una bellissima storia di donne. Sensibilità, intelligenza, lungimiranza, amore.

23 gennaio 2015

brozzettiweb3di Benedetta Tintillini

Ma andiamo con ordine. Il luogo: San Francesco delle Donne (non a caso) chiesa ormai sconsacrata all’interno delle mura dell’antica città di Perugia, dedicata al Santo di Assisi ed eretta quando era ancora in vita nel posto da lui prescelto per ripararsi quando veniva a Perugia.. La più antica delle chiese francescane della città e tra le più antiche di Italia.

La chiesa, dal 1250, dai Francescani passò ad un convento di suore benedettine che ne modificarono l’aspetto originario e dalle quali mutuò il nome “delle Donne” (un nome, un destino). (more…)

Mostra: Il Conte Dracula…ma niente paura

23 gennaio 2013

di Amuart

A distanza di 100 anni della morte dello scrittore Bram Stoker, Dracula invade le sale della draculaTriennale di Milano con una mostra spaventosa. Ovviamente a far spavento è solo il tema intorno al quale è stata sapientemente organizzata questa esposizione: il famigerato Conte Dracula.

Onestamente non ero molto elettrizzata all’idea di vedere questa mostra, trovavo il soggetto poco interessante, ma mi sono dovuta ricredere. Il percorso è suddiviso in quattro parti: la prima (buia buia buia) è dedicate al Conte Dracula (quello esistito per davvero, Vlad) con una serie di ritratti, costumi medioevali dell’est, e documentazioni scritte delle prime riflessioni “scientifiche” e folcloristiche sul fenomeno del vampirismo, oltre a interessanti spiegazioni che accompagnano tutti i reperti storici. Quest’introduzione si conclude con una teca nella quale è conservata una delle prime edizioni del romanzo di Bram Stoker, e da quel punto preciso si intravede, dietro ad un vetro rosso sangue, la successiva parte del percorso: composta da una grande sala con murali citanti varie parti di (more…)