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LA REGIONE UMBRIA E L’OPPOSIZIONE PARTIME :ESPONENTI DEL PD FANNO OPPOSIZIONE AL POSTO DEL CENTRODESTRA.

31 maggio 2011

RICORDATE LA VICENDA DELLA RESIDENZA SANITARIA UMBRA DOVE DISABILI ED ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI FACEVANO DA CAVIE ?
L’ONOREVOLE DEL PD MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI HA PRESENTATO ,INSIEME A 5 DEPUTATI DEL PD,UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE VOLTA A VERIFICARE LA DINAMICA DELL’ANGOSCIATE EPISODIO

Interrogazione a risposta scritta 4-12018
presentata da
MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI
lunedì 23 maggio 2011, seduta n.476
FARINA COSCIONI, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI.
Al Ministro della salute.
Premesso che: il quotidiano Corriere dell’Umbria nella sua edizione del 30 aprile 2011 denunciava quanto segue: «Usati come cavie, sottoposti a protocolli non autorizzati, oggetto di test e di somministrazione di prodotti non contemplati nella cartella clinica. Vittime di questi “esperimenti” gli anziani non autosufficienti ricoverati in un clinica dell’Altotevere, in Umbria. Ad insospettire i familiari degli anziani, ricoverati a seguito di delicati interventi neurologici, sono stati degli “strani” prelievi di sangue che precedevano o seguivano la somministrazione di alcune pillole e le “stranezze” notate nel comportamento degli anziani a seguito dell’ingestione delle compresse. A quel punto l’allarme si diffonde e si scopre così che anche ad altri pazienti erano state somministrate le stesse pasticche conservate nella medesima sacchetta. Scattano le denunce e l’inchiesta dei Nas. Si tratterebbe di sostanze somministrate su pazienti di una certa età, fa capire il legale di uno dei pazienti. Paolo Panichi, solo con l’obiettivo di testare le reazioni sull’organismo degli assuntori, valutare le conseguenze e tutto quello che, per l’appunto, serve per sperimentare gli effetti. “Ci siamo sentiti indifesi, a pezzi, ignari di cosa ci stava capitando – ha raccontato uno degli anziani -. E la cosa che ci amareggia è che ancora, a distanza di tempo, io non so esattamente cosa sia stato somministrato con precisione e perché”. Dalla clinica ammettono e fanno sapere che si tratta di un farmaco non italiano, per verificarne l’effetto sul risveglio neurologico. Un complesso ormonale, dicono, che non avrebbe effetti sulla salute dei pazienti. Si vedrà. Intanto, il 1o giugno è fissato il dibattimento e in quella sede verrà esposto, con dovizia di particolari, come sono andate le cose nella struttura dove alcuni pazienti ignari si sono ritrovati a fare da cavie» -:

se quanto pubblicato corrisponda a verità;

in caso affermativo quali urgenti iniziative di competenza si intendano promuovere adottare e sollecitare in ordine a quanto sopra esposto. (4-12018)

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SLA: risposta all’on.Coscioni in merito alla visita dei consiglieri regionali al sig.Brunelli

27 maggio 2011

“Colgo nelle dichiarazioni dell’On. Coscioni  –  intervenuta sulla vicenda del sig. Brunelli, da oltre otto anni malato di SLA e che nei giorni scorsi ha ricevuto la visita di alcuni consiglieri regionali, tra cui la sottoscritta – un inutile tentativo di polemica strumentale. Come consiglieri regionali siamo andati dal sig. Brunelli per prendere atto di una realtà sulla quale stiamo legiferando: la totale presa in carico del sistema sanitario e l’assegno di cura per i malati di SLA. Non che mi attendessi dall’On. Coscioni un plauso per un’iniziativa che, pur banale nella sua semplicità, intendeva sostituire con la normalità di un’azione politica che entra nel cuore dei problemi ed esce dai palazzi, una pratica burocratica ingessata e ferma, ma almeno che ci fosse risparmiato un attacco seppur sottile in nome di un indefinito concetto di benaltrismo che non mi piace e tanto meno mi convince. La proposta di legge presentata e sulla quale intendevamo rompere il muro del silenzio istituzionale e politico, è volta a dare un contributo economico per dare pieno riconoscimento ai diritti del malato, la cui sofferenza non può essere sopportata soltanto dalle famiglie. Le considerazioni di carattere umano sono lasciate alla sensibilità di ognuno. Sarebbe fin troppo facile per me spostare l’attenzione sul terreno della polemica politica, ma in questo caso preferisco lasciare ad altri il ruolo di provocatore, o meglio di provocatrice, perché credo che ci siano momenti nella vita, specialmente di un politico, in cui fare un passo indietro, senza rinnegare affatto le proprie idee, sia necessario per certificare l’onestà del proprio lavoro, che se è tale non può essere sostenuto dalle polemiche più o meno sottili alimentate sulla pelle dei malati”.

Sandra Monacelli – Presidente gruppo consiliare  “Casini – Unione di Centro”