Posts Tagged ‘costa’

Assisi: “Concerti per Francesco” dal 2 ottobre – sala San Gregorio

28 settembre 2015
Nadia Testa e Alessandro Crosta

Nadia Testa e Alessandro Crosta

La rassegna “Concerti per Francesco” organizzata dall’Associazione  Culturale CDGnext con il patrocinio del Comune di Assisi, propone 3 appuntamenti ad ingresso gratuito il 2, il 3 e il 4 ottobre 2015.

I concerti, che si svolgeranno presso la sala San Gregorio in via Bernardo da Quintavalle, sono idealmente dedicati a San Francesco e al Santo Padre e ispirati ai temi della pace e del dialogo interculturale e interreligioso.

Il primo concerto, venerdì 2 ottobre ore 18.00, è affidato al Duo formato dal flautista Alessandro Crosta e dalla pianista Nadia Testa con un (more…)

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MARATONA DLES DOLOMITES: L’UMBRIA C’E’

30 giugno 2015

Foto Maratona 6Ci siamo: domenica prossima 5 luglio una folta rappresentanza di ciclisti umbri prenderà parte alla Maratona dles Dolomites che scatterà con i primi raggi di sole ad illuminare le vette dolomitiche alle 6,30 da La Villa per concludersi a Corvara, in Alta Badia, una manifestazione giunta alla 29esima edizione che ogni anno vede al via circa novemila partecipanti provenienti da oltre 50 nazioni, novemila fortunati a fronte di oltre trentunomila richieste di partecipazione. (more…)

Il Sindaco di Assisi Claudio Ricci e “Per l’Italia Popolare” a Verona – Convegno Nazionale “Un nuovo Centro Destra per il Popolo Italiano”

30 novembre 2013
Riceviamo e pubblichiamo
logo ricciIl sindaco di Assisi Claudio Ricci, parteciperà a Verona, al Convegno Nazionale “ Un nuovo Centro Destra per il Popolo Italiano”. Nell’ambito dei lavori a cui prenderanno parte, Formigoni, Cicchittto, Roccella, Costa, Compagna,Giovanardi, Sacconi, e le cui conclusioni sono (more…)

Il Santuario di Mongiovino nell’Angelus di Papa Francesco di Domenica scorsa 9 giugno

12 giugno 2013

papa-angelus-ok_84223-L0x0Da San Pietro, domenica 9 giugno scorso, Papa Bergoglio ha salutato con affetto, tra gli altri,  le Confraternite e i volontari del Santuario di Mongiovino, un graditissimo ed importante segnale che incoraggia tutti noi ad andare avanti nel nostro incondizionato impegno per questo Santuario che rappresenta un grande valore sotto l’aspetto culturale, turistico e pastorale per Panicale e non (more…)

Naxos-Tauromenion, emozioni oltre la barriera del tempo

13 ottobre 2011

di Roberta Capodicasa

Proprio a ridosso della strada che s’affaccia sulla splendida e famosa  spiaggia di Giardini Naxos, (Giaddini  in siciliano) frequentata da  numerosi  turisti, si trova lo scavo di Naxos una delle colonie greche più  antiche di Sicilia. Lo scavo, a quanto mi ricordo, è così bene nascosto a sguardi troppo  indifferenti al passato da rendere del tutto probabile la  permanenza a  Giardini per una vacanza e non rendersi neanche conto di trovarsi nei pressi di  uno scavo di straordinario rilievo.

porta di Apollo

Si comincia  la visita da un piccolo Antiquarium all’interno di una struttura  borbonica a Capo Schisò; da qui è possibile orientarsi sull’area archeologica  vera e propria. Mi rendo perfettamente conto a questo punto del bisogno sempre  più necessario di spiegare  la grande rilevanza che dò a questa località, il  motivo affettivo che ad essa mi lega. Ricordo chiaramente che fu uno dei miei
momenti più emozionanti  in Sicilia,  l’accorgermi all’improvviso, girato  l’angolo oltre la splendida e mondana spiaggia di Giardini Naxos , di trovarmi  su uno scavo greco arcaico; d’incanto  la confusione era cessata, lo spazio si era  come dilatato, il silenzio dominava le cose. Mi sembrò di aver superato, senza  accorgermene, la barriera del tempo.  Nasso  fu la prima colonia greca di Sicilia, se vogliamo prestar fede a   Tucidide, e numerosi autori tramandano di Teocle calcidese che insieme ad  alcuni Ioni di Nasso, l’omonima isola delle Cicladi,  avrebbe occupato l’area di Capo Schisò sottraendola probabilmente a degli indigeni Siculi. Il sito dove  sarebbe sorta Naxos doveva essere un approdo sicuro  ed obbligato per le navi  che facevano

panorama Giardini Naxos - Taormina

rotta verso Occidente dal Mediterraneo Orientale. I primi coloni  sarebbero arrivati su una spiaggia dove eressero un tempio ad Apollo  Archeghetes il dio di Delo protettore dell’impresa coloniale, nell’anno 754 a. C.: anche questo riferimento a Delo ci riporta all’area delle Cicladi da cui proveniva il nucleo forte dei coloni, considerato anche il nome dato al sito e  mutuato probabilmente dalla omonima isola dell’Egeo, Nasso. Dai pochi dati che  abbiamo risulta che la polis fu partecipe degli eventi politico economico  militari che riguardarono la costa est della Sicilia per tutta l’età arcaica e  si trovò spesso in lotta con Siracusa. Le guerre intestine caratteristiche del  mondo greco la videro completamente distrutta da Dionigi, il celebre tiranno  siracusano, nel 403 a. C.. Gli abitanti superstiti cercarono continuamente  di

Gelsomino

riprendere possesso della polis fino a che Andromaco, padre del grande storico  Timeo, non vide più opportuno abbandonare il sito di Nasso per preferire  quello  prospiciente di Tauromenion, la moderna Taormina, città gentilmente  appoggiata su una collina a 200 m. slm. da cui è possibile uno sguardo  meraviglioso sulla costa est della Sicilia fino all’Etna. Il dato d’eccellenza,  tra i molti, su cui ci soffermeremo  è l’essere stata celebre nell’antichità  per il rinomato vino di cui ci testimonia Plinio il Vecchio nella sua opera  Naturalis Historia  insieme alle monete su cui è spesso raffigurato il dio del  vino, Dioniso. Plinio famoso per la sua competenza in materia, prediligeva il vino ‘Taormina bianco’ prodotto con le antiche uve Catarratto bianco*,

grappolo uva catarratto

Carricante, Grillo, Inzolia e Minella bianca.  Tali testimonianze, consentono a questo punto di spendere qualche  insufficiente e certamente povera parola sul vino di Sicilia: il vino siciliano
potrebbe essere davvero confuso con un’ambrosia divina, direttamente donata da  Dioniso; le uve particolari, i raggi del sole cocente sotto cui i chicchi  maturano, il paesaggio caldo e mediterraneo che lo nutre, il suo profumo  impregnato di mare, con il retrogusto al sapore di mandorle,  gli conferiscono un carattere particolare che lo rendono inimitabile: non  riesco mai a decidere dinanzi ad un vino siciliano se mi affascini di più il  colore, il profumo o il sapore. La miscela dei tre è, comunque, un cocktail   prediletto tra le cose amabili di questo mondo e della Sicilia in particolare.

*Il catarratto, l’uva a bacca bianca più diffusa in Sicilia

ALL’ABBAZIA DI SAN FELICE, PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LA PAROLA FATTA CANTO” DI MONS. GIUSEPPE LIBERTO

17 marzo 2011

Sabato 19 marzo alle ore 17.00,

Abbazia di San Felice a Giano dell’Umbria

Prende il via la rassegna di canto corale sacro Giano inCanto II organizzata dal Coro San Michele Arcangelo di Giano dell’Umbria, il Comune di Giano e l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia. Di grande prestigio questo primo appuntamento che vede la presentazione del volume Parola fatta canto di Mons. Giuseppe Liberto, direttore emerito della Capella Musicale Pontificia Sistina. Dopo la prefazione del sindaco Dott. Paolo Morbidoni, il volume sarà introdotto dalle relazioni del prof. Carmelo Mezzasalma, docente di letteratura poetica e drammatica, di Don Giuseppe Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana che ne ha curato la stampa, e dello stesso Liberto. La presentazione sarà moderata dal direttore artistico della rassegna M° Michele Pelliccia ed intervallata da brani d’organo di Giuseppe Liberto eseguiti dal M° Gianluca Libertucci, organista della basilica di San Pietro in Vaticano.

Il testo rappresenta un vero e proprio vademecum per tutti coloro che si interessano di animazione liturgica e direzione di coro. Pierangelo Sequeri riferendosi al testo afferma che “la parola scritta fa vibrare corde di risonanza che accomunano lettori diversi: quello colto e professionale, quello di interesse e di affezione.” La rassegna proseguirà in giugno con due serate presso la Chiesa di San Francesco a Giano dell’Umbria in cui si darà spazio alle esibizioni corali, e con una celebrazione liturgica conclusiva presso l’Abbazia di San Felice presieduta dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia S.E. Renato Boccardo.

Luoghi di culto, S. Stefano Protomartire a Costa di Trex di Assisi

15 Mag 2010

Appena passato porta Pelici la strada diventa piccola e sterrata, tanto verde ai bordi, macchie di rosso e di giallo che lasciano passare la luce del tramonto autunnale e sullo sfondo pini secolari da sembrare un paesaggio alpino.
Il silenzio e la solitudine accompagnano il nostro percorso sule tortuose stradine fino all’apparire di una imponente costruzione. Un castello vicino ad una piccola chiesa tondeggiante restaurata nel 1934 per volere della signora Luisa Sbaraglini su progetto dell’artista Tommaso Illuminati, è un castello del 1400.
La chiesa ha solo un altare in pietra, con la parte superiore in pietra bianca e rettangolare, tanto pesante da dover ricorrere alla forza di tale “Nannino”, un uomo forte e robusto che riusci a portarla in spalla, elogiato per l’impresa dai giornali dell’epoca.

Dopo l’ultimo terremoto la chiesa fu restaurata con la collaborazione dei parrocchiani, i quali lavorando giorno e notte e contribuendo con offerte sostanziose consentirono al nuovo parroco, Giuseppe Egizio, di riprendere le funzioni religiose domenicali.
Anche il comune di Assisi ha partecipato al ripristino della zona provvedendo ad asfaltare il tratto di strada, oggi diventata s.s. 444, e con la collaborazione della Comunità Montana che ne cura la parte verde, è diventato piacevole percorrerla.
La chiesa dedicata a S. Stefano Protomartire, voluta fortemente dagli abitanti di Pian della Pieve, offre una suggestiva visione ai fedeli che la raggiungono, e ne fa una forte attrazione per tutta la Costa di Trex che ne prende il nome. Purtroppo la zona non è raggiungibile dalla strada principale a causa di un movimento franoso che pare stia interessando il territorio.
Grazie a don Giuseppe Salari, fu costruito il campanile nel 1903 che comprende quattro campane, una delle quali, la campana del campanile dell’ex convento di S. Antonio, il Comune di Assisi decise di “darla in uso al Signor Salari don Giuseppe”, che provvedeva gratuitamente al suono per segnalare le lezioni della scuola e che a sua volta rilasciava formale dichiarazione di essere pronto a restituirla ad ogni richiesta.
Durante il restauro sono stati sorprendentemente ritrovati resti di affreschi tardo-cinquecenteschi, che danno alla chiesa un aspetto suggestivo e mistico e che facilita il raccoglimento e la contemplazione. Sicuramente da visitare.