Posts Tagged ‘craxi’

Stefania Craxi a Spoleto a sostegno dei candidati del Centro destra

8 Mag 2014

Stefania_CraxiSpoleto via delle Lettere 26 SABATO 10  ore 12
L’ex sottosegretaria al Ministero degli Esteri e presidente della associazione Riformisti Italiani, Stefania Craxi sabato a Spoleto per sostenere tutti i candidati del Centro Destra ed il candidato sindaco Giampaolo Emili oltre la candidatura in particolare di Maria Catanzani per la lista Destre Unite.

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Perugia: Conferenza stampa sul tema “Presidenzialismo: Strada per la modernità”

15 dicembre 2013

16 dicembre alle ore 11,30 a Perugia, presso la Sala della Vaccara, Palazzo dei Priori

La tappa umbra di una serie di iniziative territoriali che da mesi stanno interessando l’intero territorio nazionale promosse dai “Riformisti Italiani” e dal Comitato “Scegliamoci la Repubblica”.

L’iniziativa è volta a sostenere attraverso la forza della sottoscrizione (more…)

Bersani e la lampada di Aladino

28 marzo 2013

lampadaVi ricordate la “Lampada di Aladino”? Ebbene, Bersani (nelle vesti del giovane perdigiorno della fiaba) crede di averla trovata nelle urne, con la quasi-sconfitta di febbraio 2013. Solo che, pur sfregandola furiosamente, il Genio che la abita si rifiuta di affacciarsi e di mettersi a disposizione del disperato “Pigì”, per tramutare Grillo in Biancaneve! Incaricato (o “caricato”) a metà, cioè “a salve”, da un prudentissimo Giorgio Napolitano (che non ne vuole sapere di fare il Pietro Micca della situazione, dando fuoco all’arsenale della politica), Bersani se la deve vedere con un rompicapo a tre (Pd, Pdl e M5S), in cui nessuno dei tre ermafroditi politici intende maritarsi (more…)

CARLO GIACCHE’: AHI, BETTINO, QUANTO CI MANCHI !

15 aprile 2012

Carlo Giacchè

La Lega è sotto scacco come giusto che sia. Ricordo, senza rancore, ma per la storia, l’accanimento dei primi leghisti contro Bettino Craxi e gli slogan forcaioli -cappi compresi-di quei tempi. La disgrazia della Lega è quasi la fortuna della Margherita, saccheggiata dal suo ex amministratore Lusi, espulso dal PD a cose fatte. Lo scandalo rutelliano è finito in secondo piano ma Rutelli, altro forcaiolo che voleva Craxi in galera, continua a fare la vittima, si atteggia a derubato, dimentico dei 900mila € che Lusi ha dato alla sua fondazione politica. Delle due l’una: o non sapeva nulla e allora c’è quantomeno da diffidare di uno che si fa sfilare sotto gli occhi 13 milioni di euro (+ forse altrettanti) oppure sapeva e conniveva. Comunque è difficle che “non potesse non sapere”. Con questa formula CRAXI venne lapidato e costretto all’esilio. Toccherà la stessa sorte al giocondo Rutelli? Quanto a Vendola, quello con l’orecchino, dopo aver fottuto noi socialisti postmoderni, insiste nel moraleggiare pur avendo a fianco uno scandalo mostruoso, quello della sanità pugliese con a capo l’ex PD (ridagli…) sen. Tedesco e la sua corte di maneggioni alle spalle della salute pubblica e in barba alla sana amministrazione della cosa pubblica. Il caso Penati (PD, ridagli…) è scivolato nelle ultime cronache nonostante la colossale truffa che da sola è pari a metà di tutta tangentopoli. Il pulpito dei maestri moralizzatori trema ed è prossimo al crollo. Noi socialisti che troppo spesso li abbiamo puntellati, in varie parti d’Italia, non ne trarremo alcun vantaggio, perchè siamo quasi invisibili, con Nencini segretario misteriosamente silente, sperandosi in una futura ricompensa elettorale in vista di una possibile riforma. Ci regaleranno uno sbarramento al 4/5% (ma noi siamo – Umbria esclusa – praticamente all’ 1 – 1,5%, dunque? Allora ci daranno (forse) un misero diritto di tribuna in Parlamento e questo già piace a qualcuno che pensa occupare quello scranno. La politica, nel suo insieme, viste le isterie e la demagogia dell’IDV, l’ignavia dell’UDC (con Casini che studia da presidente della Republica e va a spasso con tutti), la confusione totale del PDL, la paralisi del PD, la politica dicevo è “a bestia”! Indisturbato scorrazza Monti che fa le “riforme” saccheggiando le tasche di chi lavora, aumentando il numero di chi non lavora, massacrando pensioni, stato sociale, sviluppo, impoverendo quelli già poveri tagliando su tutto meno su ciò dove dovrebbe tagliare. E’ un gran casino: il buon senso, l’intelligenza latitano. L’ossessione antiberlusconiana ha tolto alla sinistra ogni capacità di analisi e di proposta. Siamo nelle mani di Dio. Ma tutti noi possiamo comunque fare qualcosa. Per fortuna ci sono i “moniti” di Napolitano: sembrano però messaggi dei marziani, lanciati da uno arrivato in Italia solo ieri e che invece è da sei anni Presidente della Repubblica e da decenni in primari ruoli politici di governo e di opposizione. Poi dicono, forse è vero, che siamo un popolo di furbi, imbroglioni e paraculi. Sarà anche vero e forse è per questo che esprimiamo una classe politica conseguente, con rarissime eccezioni che però non hanno voce e dunque seguito. Per quelli che non vogliono arrendersi a tutto ciò, la battaglia si fa durissima.

Carlo Giacchè

Aloia: indispensabile la revisione della Costituzione della Repubblica Italiana

8 febbraio 2012

Anche il Consigliere Comunale  di Gubbio, l’Avv. Nicola Maria Aloia, ha partecipato ed invitato a partecipare alla raccolta di firme lanciata dall’On. Stefania Craxi finalizzata alla presentazione di un disegno di legge per la revisione della Costituzione della Repubblica Italiana. Grande eco ha avuto sulle maggiori testate giornalistiche Italiane il risultato ottenuto da questa nuova azione politica intrapresa dall’On. Craxi, ben 30.000 firme in poco meno di un mese. Nelle interviste rilasciate ai vari quotidiani, sia di centro, che di centro sinistra, che di centro destra, la promotrice On. Craxi ha riaffermato un principio di libertà rinnovamento e riformatore che ha sempre caratterizzato la Sua opera. Sintetizzando, con questa petizione popolare, massima espressione della volontà dei cittadini, e non dei partiti sui cittadini, l’On. Craxi lancia questa sfida finalizzata alla richiesta di una nuova Costituente con l’obiettivo di scrivere una nuova Costituzione, in quanto quella odierna viene definita dalla stessa On. Craxi, e condivisa da tutti noi che sosteniamo questa idea come  “  un ammasso di regole tese a combattere il rischio di un nuovo fascismo. Di qui i poteri quasi nulli del presidente del Consiglio, il bicameralismo con doppia lettura delle leggi, il potere dei partiti sui cittadini. Ma il pericolo fascista non si è mai affacciato, salvo che nelle manifestazioni di certi partigiani, e tutti siamo rimasti fermi a fissare un fantasma mentre la macchina dello Stato andava a rotoli”

Finalmente qualcuno che ha avuto il coraggio di gridare … Il Re è nudo!

 

Stefania Craxi presenta il nuovo Manifesto dei Riformisti Italiani e lancia una raccolta di firme per formare un’assemblea costituente

7 dicembre 2011

L’iniziativa di Milano, promossa dall’ On. Stefania Craxi, ha dato il via al movimento dei Riformisti Italiani. Davanti ad una platea di oltre mille persone, alla presenza di personalità quali Casini, Formigoni, La Russa e Alfano, con la partecipazione di rappresentanti del mondo sindacale, del lavoro e dell’università e l’intervento di giovani ragazzi e ragazze che hanno portato l’esperienza di tutte le regioni d’Italia, Stefania Craxi ha presentato il Manifesto dei Riformisti. Grande apprezzamento per l’iniziativa è arrivato da tutti i presenti, in riferimento ai temi fondamentali su cui il manifesto ha posto le sue basi. Una grande riforma diventa oggi l’unica soluzione in grado di far uscire il Paese da una crisi permanente. Bisogna prendere atto che da oltre venti anni il Parlamento e la Politica tutta non hanno avuto la forza e la capacità di affrontare questo tema, impedendo di fatto una fase di modernizzazione necessaria a dare risposte alle grandi sfide lanciate dall’Europa, dai mercati, dalla finanza e da una società in costante evoluzione. In Italia esiste un blocco conservatore che ha impedito nel passato ed impedisce tuttora una politica delle riforme. Una bocrazia insopportabile, una miriade di leggi spesso incomprensibili, forme di corporativismo radicate nel tessuto sociale e lavorativo e una sistema parlamentare lento ed inadeguato, sono alcuni dei freni che impediscono al Paese di crescere, di creare lavoro e sviluppo. L’idea che la Carta Costituzionale sia intoccabile fa oramai da sponda ad una cultura conservatrice, cieca di fronte ad un sistema-paese che, se non trova il coraggio ed un metodo per cambiare strutturalmente, sarà relegato ad uno stato di crisi permanente.

Su questi presupposti, anche in Umbria, i Riformisti Italiani lanciano una raccolta di firme per da vita ad un’ Assemblea Costituente, da eleggere con sistema proporzionale, che lavori alla redazione di una nuova Carta Fondamentale dello Stato, cosi come consentito dall’art. 138 della Costituzione. A tal fine nel corso dei prossime settimane i Riformisti Italiani dell’ Umbria si attiveranno nelle principali piazze con dei tavoli per sottoscrivere la petizione. Chi volesse puo’ aderire si da subito visitando il sito http://www.riformistitaliani.it.

Floriano Pizzichini –  coordinatore regionale

L’ultima tenda del Colonnello

21 ottobre 2011

Razionalmente questo articolo si sarebbe dovuto scrivere molto tempo fa e forse dire certe cose oggi è sin troppo facile se non ipocrita. Oggi tutti vogliono voltare pagina in Libia e anche chi tra i leader dell’opposizione libica era fino a qualche mese fa parte integrante del regime di Gheddafi ora si appresta a rappresentare il nuovo. Termina così, dopo 8 mesi di sanguinosa guerra, l’ultima resistenza del Colonnello, calpestato e sfregiato come altri dittatori della storia, accomunati dall’esser trucidati dalle stesse mani di chi per anni ha applaudito il Rais. Molti sono stati i Governi che a vario titolo hanno consentito al Rais di godere di una rispettabilità internazionale al di sopra dei suoi reali o presunti meriti. Il petrolio prima e la paura di Al Qaida poi hanno reso indispensabile il dialogo con il Colonnello, sempre più leader autoreferenziale di un Mediterraneo in fibrillazione.
Chi era Gheddafi? Un rivoluzionario, un anticolonialista, un riformatore, un brutale dittatore, ma anche un guerrafondaio che ha rifornito le milizie palestinesi in contrasto con Arafat e foraggiato gli eserciti privati che si sono contrapposti in Libano negli anni della guerra civile, un terrorista e infine l’argine del fondamentalismo islamico in Nord Africa. I Governi europei hanno fatto a gara per avere buoni rapporti con il Rais e se tanto rumore hanno provocato i caroselli e le pagliacciate messe in scena nella sua ultima visita ufficiale in Italia ben più grave è stato il silenzio sulla liberazione da parte della autorità scozzesi di Abdelbaset al Megrahi, unico condannato per l’attentato di Lockerbie, dove morirono ben 259 persone.
Il rapporto tra l’Italia e la Libia di Gheddafi è stato contraddistinto da un cinico mix di propaganda interna contro il passato coloniale italiano controbilanciato da ottime relazioni bilaterali. All’indomani della presa del potere di Gheddafi nel 1969 che sancì l’esproprio e la cacciata, senza spargimento di sangue, dei 12.000 italiani e della comunità ebraica presente in Libia, i governi italiani sono stati costretti a più riprese a dover mercanteggiare la propria sicurezza e le proprie forniture energetiche con il dittatore libico, a scapito della dignità di quelle famiglie italiane che espulse dalla Libia non avevano nulla di che vergognarsi.
Se è vero che l’Italia di Andreotti e Craxi salvò il rais dai bombardamenti americani del 1986 è altrettanto vero che sia i Governi di centro sinistra che di centro destra della seconda repubblica hanno concesso molto, forse sin troppo, per cancellare le violenze del passato coloniale indistintamente compiute dall’Italia di Giolitti così come da quella di Mussolini.
Gheddafi ora non c’è più e il conto che l’Italia ha pagato alla Libia prima di Re Idris e poi del Colonnello è stato saldato da tutti i Governi del dopoguerra in ragione di evidenti interessi di politica estera ed economica. Lo scenario è oggi cambiato e l’Italia è chiamata a ridefinire i propri rapporti con la vicina Libia lasciando alle spalle qualsiasi forma di sudditanza psicologica inconcepibile per un paese che vuole avere un ruolo dignitoso nel Mediterraneo.

Matteo Bressan

La bilancia della Giustizia è scassata ?

5 settembre 2011

 

Il Commento di Vito Schepisi

Verrebbe da chiedersi se in Italia la bilancia della giustizia sia scassata, o se siano gli uomini addetti alla pesa inclini ai due pesi e alle due misure. La risposta ha la sua importanza. Le garanzie, e la Giustizia rientra tra queste, costituiscono le basi di un sistema di democrazia liberale.

Sin dai tempi di “mani pulite”, quando da destra a sinistra si alzò il grido giustizialista contro una classe dirigente incapace di emendarsi e di offrire soluzioni politiche di respiro strategico, apparve chiara la direzione, rimasta unica, in cui si voleva andare a parare.

Già da allora, più che una bilancia a due piatti, la giustizia italiana era apparsa come un piano inclinato che faceva scorrere tutto in un’unica direzione. E non c’è niente di più immorale della presenza di due pesi e due misure nella lotta all’illegalità e al malcostume. Le discriminazioni sono antipatiche e generano sfiducia nelle istituzioni, la giustizia parziale induce persino quella parte che la fa franca a perfezionare e moltiplicare le sue pratiche illegali.

L’odio, il pregiudizio, ma soprattutto un po’ d’ignoranza, unita all’incapacità di trasformare l’antagonismo politico in una proficua strategia democratica, e poi la voglia delle soluzioni sbrigative, assieme alla falsa idea della sinistra di una propria supremazia intellettuale e morale, impedì agli inizi degli anni ’90 di far prevalere l’autocritica e la stessa, ma più completa, riflessione morale, per avviare un confronto politico-istituzionale, propedeutico all’avvio di una stagione di sostanziali riforme. Ne stiamo pagando tuttora le conseguenze.

Prevalse nel Paese, sui media, e nelle correnti della magistratura, anche in quelle più autonomiste, trascinate da quelle più politicizzate, l’idea che la questione morale fosse un problema da risolvere prevalentemente all’interno dei partiti della tradizione capitalista e di democrazia occidentale.

Non è stato mai chiarito, ad esempio, per quale principio, ai tempi di “mani pulite”, il Vice Procuratore Capo della Procura di Milano, Gerardo D’ambrosio, poi diventato parlamentare DS, e successivamente PD, come ebbe a riferire il PM Tiziana Parenti, avesse maturato l’idea che, se l’azione giudiziaria si fosse allargata al Pci-Pds, sarebbe crollato tutto il teorema giudiziario del Pool milanese. Sarà stata questa la ragione per la quale c’era chi non poteva non sapere e chi, invece, poteva, ma anche la ragione per la quale era sufficiente fare atto di ravvedimento, interagendo con una ben precisa parte politica, per restarne fuori e farla franca.

E’ stato così che l’area politica più pluralista e meno autoritaria, benché responsabile per aver instaurato e assecondato quel costosissimo sistema dei partiti e delle correnti, sostenuto, com’è emerso, con le pratiche corruttive e con le tangenti, ebbe a trovarsi schiacciata, come dai due bracci di una tenaglia, dalle furbizie delle connivenze giudiziarie e dai sentimenti massimalisti e reazionari di opposta tendenza politica.

Da una parte a soffiare sul fuoco era la sinistra post-comunista. Il Pci aveva visto dissolversi la sua strategia di avvicinamento alla conquista del potere con l’utilizzo degli strumenti della borghesia, e facendo leva sulla conflittualità interna, come aveva teorizzato Lenin. La sinistra marxista si era così liberata, furbescamente, dopo la caduta del Muro di Berlino, di quel nome che ricordava l’orrore e le tragedie emerse dall’esperienza disastrosa e dal fallimento civile, sociale, economico e politico dell’est europeo.

La sua nuova strategia, una volta diventato Pds, mirava sempre alla conquista del potere, ma ora nel solco del socialismo democratico di stampo europeo, riciclandosi e disponendosi a sostituirsi al partito socialista italiano di Bettino Craxi che, non a caso, veniva additato come il maggior responsabile del sistema corruttivo e illegale instaurato in Italia. Il leader socialista, che in Parlamento aveva denunciato la presenza di un sistema  di corruzione che attraversava tutti i partiti (I partiti, specie quelli che contano su apparati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale), veniva, infatti, costretto all’esilio in Tunisia per sfuggire alla ferocia manettara, sapientemente alimentata da una connivente regia politico-giudiziaria.

Dall’altra parte, come secondo braccio della tenaglia, c’era quella parte della destra reazionaria e forcaiola che individuava nella Democrazia Cristiana e nel Partito Socialista le responsabilità del congelamento della sua consistenza elettorale ed il suo isolamento politico, e c’era anche l’emergente egoismo locale del Nord del Paese che faceva di “Roma ladrona” lo strumento per la richiesta di trasformazione dell’Italia in Stato federale che sapeva tanto di richiamo alla secessione.

Accade che i nodi che non sono sciolti si ripresentino, e la sensazione di farla sempre franca si trasformi, persino, in maggiore audacia. Il sistema Pci-Pds-Ds rischia ora di diventare il sistema PD. Se anche Giorgio Bocca sostiene di temere la minaccia di querele di Bersani, si rafforza il timore dell’intimidazione verso chi osserva e denuncia.

La sensazione che la bilancia della Giustizia sia scassata e che penda sempre da una parte, anche dinanzi alle querele, ora ha un che di ancora più inquietante.


 

PDL, Tour elettorale per la amministrative della regione Umbria

29 aprile 2011

venerdì 29 aprile 

Fabrizio Cicchitto

ON. FABRIZIO CICCHITTO  Capogruppo Pdl Camera dei Deputati

ore 17.00 SANTA MARIA DEGLI ANGELI HOTEL DAL MORO

ore 19.00  BEVAGNA sede PDL corso Matteotti INCONTRO APERITIVO

ore 20.00 GUBBIO FESTA AZZURRA-TELEFONATA IN DIRETTA PRESIDENTE SILVIO BERLUSCONI  –  DISCOTECA CRICO’S loc. CIPOLLETTO GUBBIO

sabato 30 aprile      

Raffaele Fitto

ON. RAFFAELE FITTO Ministro per gli Affari Regionali

ore 18.00 NOCERA UMBRA, incontro con il CANDIDATO A SINDACO e i CANDIDATI DELLE LISTE presso la Sala Nobile del Museo Civico di Nocera Umbra Via San Rinaldo

ore 19.30 TREVI, INCONTRO APERITIVO con il CANDIDATO A SINDACO  e i CANDIDATI DELLE LISTE  presso la sede del comitato elettorale BORGO TREVI VIA SANT’EGIDIO.

Stefania Craxi

lunedì 2 maggio      

ON. STEFANIA CRAXI Sottosegretario agli Affari Esteri

ore  10.00 ASSISI- PRESSO I PALAZZI COMUNALI-PIAZZA DEL COMUNE, 10 – ASSISI

ore 11.00 PARTENZA DA ASSISI DIREZIONE GUBBIO

ore 12.00 GUBBIO PRESSO HOTEL SAN MARCO – VIA PERUGINA, 5 – GUBBIO

ore 15.15 NOCERA UMBRA – PIAZZA CAPRERA, 1

ore 17.00 TREVI – CENTRO STORICO-  VILLA  FABRI, PIAZZA GARIBALDI

ore 19.00 AMELIA

mercoledì 4 maggio

Franco Frattini

ON. FRANCO FRATTINI Ministro degli Affari Esteri

ore 17 00 TREVI sala consiliare piazza Mazzini Trevi

ore 18.00  ASSISI DOMUS PACIS

ore 20.00  AMELIA CENA CON IL MINISTRO PRESSO L’AGRITURISMO “IL PIZZOGALLO”

venerdì 6 Maggio  ON. BEATRICE LORENZIN

Maria Rosi e Beatrice Lorenzin

ore 18.00 TREVI, INCONTRO APERITIVO con il CANDIDATO A SINDACO  e i CANDIDATI DELLE LISTE  presso la sede del comitato elettorale BORGO TREVI VIA SANT’EGIDIO.

ore 20.30 Nocera Umbra Cena

lunedì 9 maggio      

Mario Valducci

ON. MARIO VALDUCCI Presidente della Commissione Trasporti e Tlc della Camera e responsabile Enti Locali del Pdl

ore 12.00 Citta’ Di Castello: Conferenza stampa (Piazza) a seguire aperitivo Caffè’ Latino con il CANDIDATO A  SINDACO  e i CANDIDATI

ore 13.30 Gubbio pranzo presso ristorante Il Picchio Verde ( Via Savelli della Porta) con candidato sindaco e candidato

ore 16.00  Nocera Umbra Conferenza stampa con candidato sindaco e Candidati

ore 18.00 TREVI, INCONTRO APERITIVO con il CANDIDATO A SINDACO  e i CANDIDATI DELLE LISTE presso la sede del comitato elettorale BORGO TREVI VIA SANT’EGIDIO.

Mara Carfagna

martedì 10 maggio 

ON. MARA CARFAGNA MINISTRO PARI OPPORTUNITA’

Politica, Conflitti e strategie-vittime e carnefici

4 dicembre 2010
di Mary Mancinelli

Mary Mancinelli

L’Italia è sotto attacco, politico ed economico, una situazione che Stefania Craxi, Sottosegretaria agli Esteri, ha paragonato a quella del ’92, allorché la lira fu spinta allo sprofondo da oscure manovre di borsa che dissanguarono la Banca d’Italia e costrinsero la moneta italiana a lasciare sul banco il 30% del suo valore. Un impoverimento così repentino dello Stato e dei suoi apparati risultò necessario per dare il colpo di grazia ad una classe dirigente che aveva esaurito la sua missione storica (almeno nei rimodulati assetti internazionali  emergenti dalla conclusione della guerra fredda) e che, messa sotto accusa dalla magistratura agli inizi dello stesso anno, verrà completamente decapitata dalla mannaia di Tangentopoli nei mesi successivi. Tutti gli uomini che si trovarono a gestire malamente quell’assedio li ritroveremo con più potere e meglio collocati nei gangli delle istituzioni nei periodi a seguire. Naturalmente non si può che darle ragione, ma à dura da sostenere che questo Governo sia la “vittima” di tale ripetuta strategia (questa volta forse malriuscita causa la presa di coscienza di troppi) e riabilitare i pochi che pagarono per i “loro amici” più che farla morire e sparire dai mercati, temo si vuole farne sede di mercanti e mercati di sfruttamento, riciclaggio, ricatto. La spaventosa disequità sociale che emerge dalle ultime analisi (la forbice è a livelli dei paesi sottosviluppati) è un chiaro report della conduzione al ribasso della qualità di vita anche della classe media.  Grazie allo spauracchio crisi e le (volute) modalità inadeguate di rilancio e sviluppo economico, nonchè i tagli a mannaia, il NON voler sollevare dalla assurda pressione fiscale proprio le fasce (medio/basse) cui si dovrebbe invece dare ossigeno, permettono l’erosione sistematica dei diritti giorno dopo giorno, ed intanto lo stringere atti e fratellanze con “soggetti” che camminano nel mercato internazionale allo stesso modo, non può ancor oggi esser inteso come casuale, ed ecco la signora Craxi gridare al complotto. Ma tutto questo serve solo ad arricchire a dismisura una ristretta cerchia (di potere) per poter tener in pugno le regole del gioco… ed imporle … Certo che è una strategia… non ci vuole molto per capirlo… basterebbe focalizzarsi sulle modalità di intervento e la consequenzialità delle azioni intraprese e soprattutto di non intervento (dimenticandosi i ruby … magari messi apposta a distoglierci?). Cosa si crede stia cercando di dimostare il “signor Wikileaks”? Svegliamoci, o ci sveglieremo in un incubo ancora peggiore.