Posts Tagged ‘crollo’

CASAPOUND TERNI: CROLLA IL TEATRO, CROLLA LA CITTA’

19 gennaio 2011

“Un boato ricopre di polvere e detriti Corso Vecchio. Non è il terremoto, né una bomba, ma la dimostrazione di come investimenti sbagliati e false promesse facciano letteralmente
‘crollare’ Terni”. Lo afferma Piergiorgio Bonomi, responsabile di CasaPound Italia Terni, riferendosi al crollo di una parte del controsoffitto del teatro Verdi avvenuto sabato 15 gennaio, crollo che ha ispirato la protesta dei militanti dell’associazione: uno striscione con la scritta “La città cade a pezzi. Vergogna”, affisso in Corso Vecchio. “Veder cadere a pezzi un simbolo storico della nostra cultura – prosegue Bonomi – è una sconfitta per tutti. La vecchia amministrazione prometteva investimenti milionari e posti di lavoro nel settore. Ma, si capisce, era periodo elettorale, e alla fine sono state spese poche migliaia di euro utili solo a tamponare la situazione e tirare avanti, fino al problema successivo. Il teatro Verdi però, non è la sola vittima dell’incuria culturale e storica che sta disgregando Terni, basta guardare lo stato in cui versano la fontana di Piazza Tacito, gli impianti sportivi, le mura delle città sotto il continuo assedio di vandali che le ricoprono di scritte di ogni genere”. “Finché saremo in balia dell’abbandono – conclude Bonomi – saremo costretti a gridare il nostro disappunto. Vogliano le nostre grida
essere da monito per tutte le forze politiche della città e per tutti i cittadini che giorno dopo giorno, scritta dopo scritta, crollo dopo crollo, si stanno rendendo conto che il degrado, lo sporco e la mancanza di riferimenti culturali e sportivi sono le uniche cose che queste amministrazioni sono state in grado di offrire ai loro elettori e alla gioventù futura”.

Terni, crolla il teatro Verdi, indovinate di chi è la colpa

17 gennaio 2011

di Michele Rossi – Coordinatore Comunale PDL Terni

Ciò che sta subendo il nostro Teatro Verdi è qualcosa di indecente, assurdo e deplorevole.
E’ il triste epilogo di una vicenda che fortemente umilia l’intera città. Perché una città privata del suo teatro è una città senza cultura e inevitabilmente senza futuro. Paghiamo così le scelte di chi da Amministratore ha preferito orientare attenzioni e conseguentemente risorse finanziarie verso altri progetti, tralasciando e procrastinando nel tempo il necessario recupero dello storico teatro cittadino. Altre scelte culturali che di fatto hanno privato la città dell’unico spazio capace di ospitare concerti, rappresentazioni teatrali o comunque eventi di caratura nazionale.
Ogni città si distingue per un teatro degno di questo nome, da Todi a Narni, da Amelia a Orvieto, da Perugia a Città di Castello… Terni da troppi mesi non ha più il suo teatro.
Il mancato rinnovo della convenzione con la famiglia Lucioli, gli annunciati proclami d’investimento per tre milioni di euro dell’allora sindaco Raffaelli, la triste realtà di oggi con le poche migliaia di euro a disposizione per mettere qualche toppa e ridargli l’agibilità (riaperto avremo comunque un teatro inadeguato a una città come Terni) riassumono l’incapacità e la mancata lungimiranza di chi ci ha amministrato e di chi oggi ci amministra.  L’incapacità che ha portato a questa vergogna oggi è sotto gli occhi di tutti. Trovo giusto ricordare che il nostro gruppo consigliare in sede di approvazione del bilancio preventivo 2010 si fece promotore di un atto d’indirizzo, votato poi all’unanimità, per destinare idonee somme per lavori ben più significativi; la Giunta lo ha fino ad oggi completamente ignorato. Non possiamo far finta di niente, minimizzare quanto accaduto, non possiamo sopportare anche questo…ci deve essere un sussulto di dignità collettivo, un sussulto di orgoglio cittadino perché offesi da tanta incapacità e negligenza. Per questo come PDL cittadino siamo pronti a organizzare tutte le forze civiche che vogliono insieme gridare il loro sconcerto. La città ci sta crollando addosso, giorno dopo giorno, pezzo dopo pezzo e non solo metaforicamente purtroppo… La fontana di Piazza Tacito, gli avvallamenti sotto Porta Sant’Angelo, l’asfalto davanti al Santuario di S.Francesco, la piscina dello stadio ed ora anche il Teatro cittadino… Che la colpa sia del Ministro Bondi?… Qualcuno avrà anche la sfacciataggine di sostenerlo.

Crollata la volta della chiesa di S. Giacomo di Spoleto

23 novembre 2010

Non si segnalano danni alle persone. L’evento capitato durante i lavori di manutenzione e restauro della chiesa situata al centro della omonima frazione. I vigili del fuoco sono prontamente intervenuti per transennare la zona interessata e metterla in sicurezza. Non si conoscono  ancora le cause del crollo, anche se si sospetta un’infiltrazione d’acqua dovuta alle copiose piogge che hanno investito  negli ultimi giorni il territorio spoletino.

Il miracolo dei galli di Santo Domingo della Calzada, dello Spagna

La chiesa di San Giacomo, risale al XIII secolo ed è famosa in tutto il mondo per ospitare gli affreschi di Giovanni di Pietro detto “Lo spagna”, inizialmente collegata ad una struttura medievale antecedente al 1290 è stata ristrutturata ed ampliata nel 1568 dal parroco San Felice Mansueto da Cascia, che ha fatto aggiungere le due navate laterali.

Vinti: Il governo Berlusconi odia la cultura e questi sono gli effetti.

7 novembre 2010

di Stefano Vinti

La “banda” che ci governa produce ogni giorno danni incalcolabili al nostro Paese, il ministro Bondi se avesse un pò di dignità personale già si sarebbe dovuto dimettere. Chi vuole bene all’Italia deve cacciare questo governo impresentabile. I crolli alla “Domus Aurea”, al Colosseo, quelle a Pompei dell’aprile scorso, alla “Casina dell’Aquila”, e poi al Thermopolium e, a gennaio, alla “Casa dei Casti Amanti”, e alla “Casa di Giulio Polibio” annunciavano che una catastrofe archeologica, prima o poi, si sarebbe abbattuta sul nostro patrimonio culturale. Oggi la “Scola armaturarum juventis Pompeiani” non esiste più. A via dell’Abbondanza, nel cuore di uno dei siti più famosi del mondo e del più grande museo all’aperto esistente, si registra solo un cumulo di macerie e l’area è stata chiusa per preservare i frammenti della Scola, o meglio, quel che resta di un bene considerato unico nel campo dell’archeologia.

Il crollo dell’Armeria dei Gladiatori è uno scandalo internazionale i cui effetti sulla credibilità, complessiva, dell’Italia sono facilmente intuibili. La gestione commissariale, voluta da Bondi, affidata a Marcello Fiori, braccio destro di Guido Bertolaso, che ha avuto a disposizione 79 milioni di euro, è stata catastrofica. L’irresponsabile taglio dei finanziamenti è una causa prioritaria di questo e altri crolli, ma non la sola, è tutta una politica ad essere fallimentare.