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Risposta a Fausto Bertinotti, comunista pentito

5 settembre 2014

Riceviamo e pubblichiamo

Per rilanciare il progetto del Socialismo reale, della rivoluzione, del cambiamento, del rovescio del malato sistema capitalista, occorre anche evitare di ripetere i soliti dogmi e le consuete “liturgie”; al contrario, bisogna innanzitutto compiere una analisi critica e profonda del nostro passato, purchè tale analisi non sia liquidatoria (cosa che già hanno fatto e continuano a fare in molti, anche tra coloro che si professano Comunisti), dato che non è possibile cancellare decenni di storia che hanno fortemente influenzato gli eventi del secolo da poco concluso.

Come è stato liquidato il Socialismo reale durante la “monarchia bertinottiana”? In occasione di un convegno tenutosi a Livorno intorno alla prima metà degli anni ’90, Bertinotti presentò un temino ginnasiale in cui cancellò l’intera storia del ‘900.
Togliatti – che pur essendo stato leninista ebbe le sue responsabilità sia sul (more…)

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Sopravvivere Senza Petrolio : l’esperienza di Cuba

2 Mag 2011

Riceviamo da Movimento 5 Stelle di Perugia  e pubblichiamo

In questo periodo, ma oramai si ripete da anni,  le nazioni del PRIMO MONDO, sono sempre impegnate in missioni di pace per lo più ( stranamente ) in paesi ricchi di petrolio e/o di uranio; come mai? E’ lecito chiedere ai governi di affrontare la futura crisi del petrolio anche senza ricorrere alla guerra ? Noi pensiamo di SI e vorremmo discutere con le istituzioni di un serio programma energetico, non per i prossimi 2-3 anni, ma per i prossimi 50 anni ! Il pensiero del Movimento 5 Stelle e di molti altri si basa su tre principi fondamentali:

Ridurre i consumi e gli sprechi con tutte le tecnologie disponibili ad oggi; Microcogenerazione diffusa e rete di distribuzione libera, di proprietà dei cittadini: ci sarà chi perlopiù produrrà e chi perlopiù consumerà e saranno i comuni stessi a gestire i conti con un piccolo software; Puntare sulle fonti rinnovabili, il futuro già ci mostra il picco del petrolio; poi ci sarà quello del gas e dell’uranio ecc; i combustibili fossili sono destinati a finire e probabilmente sono anche la causa dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale, quindi meglio pensare oggi di passare ad altro;

Di seguito proponiamo la lettura di un fatto avvenuto a Cuba ovvero la storia del picco del petrolio artificiale e come la comunità ha affrontato tale evento; ovviamente loro avevano ed hanno una dittatura forte che noi ovviamente non ci auguriamo nel nostro paese (meno male n.d.r.) ma pensiamo che certe scelte vadano condivise con i cittadini in modo da coinvolgerli assieme alle istituzioni e provare insieme ad affronatre un cambiamento che noi crediamo in meglio.

L’isola caraibica, sin dalla presa del potere da parte di Fidel Castro e dei suoi rivoluzionari, ha goduto dell’enorme aiuto dell’ ex. Unione Sovietica. Forniture regolari ed economiche di petrolio, generi alimentari, farmaci, fertilizzanti e pesticidi per l’agricoltura, hanno sostenuto l’economia cubana per tre decenni ( 1960 -1990 ). Inoltre l’ Unione Sovietica acquistava dall’ Isola la canna da zucchero ( maggior produttore al livello mondiale ) al doppio del  valore di mercato. Tanto per capire quanto le conseguenze del crollo sovietico sull’economia di Cuba furono devastanti, citiamo alcuni dati; dall’oggi al domani l’ Isola si ritrovò con l’80% delle importazioni e delle esportazioni in meno, 90% di petrolio in meno, 50% in meno di medicinali e cibo e l’ 88% dei fertilizzanti in meno. Il PIL calò in breve tempo del 34%, l’apporto calorico pro capite calò da 2.908 a 1.863 calorie/giorno in 5 anni e in media i cubani persero in media circa 10 kg a testa.

Cosa ha fatto il governo Cubano? A posteriori possiamo dire tranquillamente che le scelte furono molto appropriate anche se nell’immediato portarono a gravi problematiche interne e a forti critiche dai paesi con economie basate sul consumismo. Ma vediamo nel dettaglio le scelte governative:

1)  Limitazione del consumo energetico: conseguenza diretta frequenti blackout, per questo, pannelli fotovoltaici su tetti di scuole e ospedali ( in mancanza di energia avevano comunque generatori ), questi servizi rimangono gratuiti per tutti; 2)    Razionalizzazione del cibo : razioni alimentari garantite solo per anziani, donne in gravidanza e bambini; 3)    Riforma agraria : parcellizzazione di grosse fattorie governative da distribuire gratuitamente a chi ne facesse richiesta; con stanziamento di fondi per stimolare l’abbandono della città e favorire il ritorno alla campagna : senza più fertilizzanti si ritornò all’agricoltura naturale, vengono reclutati i “vecchi” contadini ( aspetto sociale ), ri-nascita delle attività artigiane come calzolaio, maniscalco, fabbro ecc ( conseguente calo della disoccupazione ) ad oggi il cibo naturale a Cuba è dell’ 80%; 4)   Campagna per favorire l’uso dei mezzi pubblici, acquisto di oltre un milione di biciclette con distribuzione gratuita, concessione di licenze di trasporto anche per carrozze trainate da animali : prima conseguenza, diminuzione dell’inquinamento ; 5)   Permessi per la nascita dell’agricoltura urbane ( esclusi allevamento per problemi igenici ) : nascita dei mercatini urbani, nasce così anche un ministero dell’agricoltura urbana, vengono assegnati 1500mq a chi ne fa richiesta, ( presi da giardini pubblici, aree non utilizzate, aiuole, terrazzi) ottenendo così la vera filiera corta. 6)   Nasce la produzione di bioetanolo : dagli scarti della canna da zucchero. Altri dati : nel 2007 ( fonte CIA ) negli USA il reddito medio era di 44.000$ a Cuba 4.000$, ciò nonostante la mortalità infantile negli USA risultava del 6,37% contro il 6,04% di Cuba, aspettativa di vita 78 anni contro 77,08 e mentre la disoccupazione negli USA era del 4,08% mentre a Cuba si aveva l’ 1,9% ( oggi gli USA hanno una disoccupazione del 8,8% mentre a Cuba il valore è stabile all’ 1,9% , media Italia 8,3%, media Europa 9% ) . Pensiamo ci sia molto su cui riflettere e invitiamo le istituzioni, soprattutto quelle locali, a farlo….