Posts Tagged ‘cutrona’

Gubbio accoglie l’artista Mariella Cutrona

22 settembre 2017
cut

Mariella Cutrona

Dipingere è un’operazione particolarmente complessa, è mettere i colori delle proprie esperienze sul bianco, come se le pennellate portino ad una spontanea confessione del proprio passato, della propria vita.

I colori allora diventano una possibilità, la possibilità di tonificare i muscoli intellettivi con quel gioco di luci e ombre che, nel dare forma e sostanza a un fiore, a un paesaggio, a un volto, sembra riportare su una tela o altro supporto quella che è la vera anima della pittrice Mariella Cutrona. (more…)

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Arte: Pennellate di Autunno, mostra dell’artista siciliana Mariella Cutrona a Gubbio

7 settembre 2017
mari

Mariella Cutrona

E’ il Festival internazionale del Medioevo a Gubbio l’ambiente ideale per Mariella Cutrona per presentarsi agli appassionati d’arte. Mariella è stata protagonista del volume Sacro Femminile in Umbria con uno scritto ” La donna nel Medioevo”  presentato la primavera scorsa in un memorabile incontro con la partecipazione  (more…)

“Sacro Femminile in Umbria” presentato a Gubbio, intervento di Massimo Capacciola

11 giugno 2017

copertina sacroIl “sacro femminino” nella terra Umbria: terra di mezzo, terra mater eppure terra dai mille volti, dalle molte voci dissonanti. Cuore verde. Oasi di pace.Terra a misura d’uomo, umile e silenziosa terra dei contrari: lodata eppure trascurata, indifesa eppure temuta. Io dico: Terra femmina!

Questa terra è sacra e profana: è femmina come le sue femmine.

Regine, schiave, sante e peccatrici, sagge eppur leggere.

(Chiara, Agnese, Beatrice, Rita, Scolastica, Angela, Veronica, Angelina di Marsciano, Lucia di Narni Margherita e tantissime altre sconosciute, magari anche prima dell’era cristiana, e Vittoria Accoromboni, Colomba Antonietti, Maria Alinda Bonacci Brunamonti). (more…)

Beethoven, quinta sinfonia … per Elisa o per …Teresa?

8 giugno 2017
cutrona

Mariella Cutrona

di Mariella Cutrona

A distanza di quasi due secoli dalla morte Beethoven non ha posteri, ma solamente contemporanei. Noi viviamo la sua musica come se fosse ancora tra noi e potessimo udire quella sua voce irata, il suo riso selvaggio, il suo carattere tipicamente fiammingo, volubile. Nulla è svanito, l’umanità in lui diviene suono, e da lui riceve il più potente messaggio del proprio tempo perché Beethoven ha dolorosamente conquistato la propria umana dignità. Il  suo senso selvaggio di indipendenza, la fanatica volontà di perfezione, la grandezza morale e spirituale, la tragedia del suo vivere è divenuta un inno all’esistenza. Come nessun altro infatti, egli rappresenta la sorte umana, come nessun altro ha dato l’esempio dell’uomo che non si piega, che si erge in tutta la sua forza, la sua grandezza e suggella il proprio dolore sublimandolo e trasformandolo in musica. E in musica rappresenta l’inquietudine, l’amore, la felicità, le emozioni.
“La musica è un’espressione più alta di qualsiasi filosofia…nella musica vive una sostanza infinita non del tutto afferrabile”.
L’inquietudine si coglie nella 5 sinfonia scritta tra la fine del 1807 e l’inizio del 1808, quattro note “il destino che bussa alla porta” popolarmente interpretato come senso di inquietudine per la sordità crescente. Si

Beethoven

Beethoven

racconta che l’idea musicale gli fu stimolata da un avventore di un’osteria che durante l’attesa, tamburellava con una moneta sul bancone. Il destino batte alla porta, l’umanità lotta contro il fato avverso. La quinta sinfonia è il simbolo musicale della grandezza umana. Nei palchi di prima fila, un anno dopo la morte del compositore fece singhiozzare molti giovani, altri risero forte, altri ancora si strapparono i capelli tra mille contorsioni stravaganti.

L’amore…Per Elisa un pezzo pianistico del 1810 dedicato ad una donna Teresa Malfatti, uno dei grandi amori del compositore. Non esiste l’autografo di Beethoven, ma in una copia dell’epoca in possesso di un suo allievo non figura il nome Elisa ma Teresa, la figlia di un commerciante viennese. Amore delicatissimo, trasognato, affidato alle mani si anima brevemente per concludersi dolcemente con il ritorno al cullante tema iniziale.
La felicità…Inno alla gioia della nona sinfonia, su testo di Schiller composto tra il 1822 e il 1824 è una marcia di gioia, felicità festante che accompagna l’uomo che percorre il cammino gioioso della vita. Un messaggio grandissimo di pace e fratellanza universale. La gioia, non allegria e spensieratezza, ma risultato unico, speciale che l’uomo raggiunge quando si libera dall’odio e dalla cattiveria.
Nel 1985 i capi di Stato e di governo europei adottano l’Inno alla gioia come Inno ufficiale dell’Unione Europea.
” L’uomo è per ogni uomo un fratello! Che tutti gli esseri si abbraccino! Un bacio al mondo intero!”
E per rimanere in tema di emozioni anche la sua morte come scrisse il conte Zmeskall produsse a Vienna un’emozione di cui non si ebbe mai ricordo. Da venti a trentamila persone accompagnarono Beethoven alla tomba, Schubert reggeva i cordoni del feretro. Oggi, la musica di Beethoven viene suonata nelle scuole, per i bambini è importante capire che i suoni che ci circondano sono anch’essi musica e che loro stessi possono far parte del mondo musicale: cantare in locali chiusi per sentire l’effetto della propagazione sonora, associare diversi strumenti ai suoni della natura, iniziare a studiare uno strumento musicale, indovinare l’emozione che evoca un brano musicale, cantare una melodia ascoltata per la prima volta. Già le emozioni…
“Egli fu un’artista, e chi verrà dopo di lui non potrà proseguire lungo la sua via ma dovrà ricominciare da capo, perché Egli non si è fermato che là dove ha termine l’Arte…cosi lo saluta per l’ultima volta il suo amico Grillparzer” .

 

 

 

 

 

Mariella Cutrona: Perugia ed Il Sacro Femminile, cuore dell’immenso

28 aprile 2017

Perugiapg

Un lembo di cielo senza colore,
il saltellare del nero lucente di un merlo
mi accolgono a Perugia.
La pietra inghiotte i miei passi, incerti.
Un’assoluta gioia
e il bisbigliare del cuore riempie le
ombre della sera.
La bellezza della città antica mi conduce a Dio.
Avverto i grani della polvere sacra d’amore,
il cigolare dei carri latini
nell’eterna fuggitività del tempo.
Perugia…
Il calore della sua gente scritto per le
vie, sulle aste delle bandiere,
nell’atmosfera fidata della saggezza
umana che sfugge all’imperversare del vento
primaverile.
Emozione di un canto mistico, sacro,
perpetuo.
Profumo di armonia,
di incontri che cambiano l’animo
di poesia che gira nell’aria come
polline.
Perugia…
Accoglienza
di gente che non misura il respiro,
di gente che non ha confine umano,
di gente che ti apre il cuore
in quell’immenso
sacro femminile di Umbria.

Mariella Cutrona

Con questi versi desidero rendere omaggio a Perugia e far giungere il mio grazie alla Presidente del Consiglio Regionale Donatella Porzi, all’assessore alla cultura del comune di Perugia Teresa Severini, e a tutte quelle persone intervenute alla presentazione del Sacro Femminile in Umbria che con il loro sorriso hanno espresso tutto il proprio interesse per il volume e per quanto da me firmato, dalle mie opere pittoriche alla applauditissima fiaba della Fata Burlona. Un sorriso il vostro care amiche e amici che difficilmente dimenticherò. Un grazie grande ..grandissimo a te caro direttore Francesco La Rosa per la fiducia accordatami!!

UMBRIA SACRA E SANTA, PRESENTATO A PERUGIA IL VOLUME ” SACRO FEMMINILE IN UMBRIA”

27 aprile 2017
da sinistra: Floriana La Rocca, Francesco La Rosa, Teresa Severini, Donatella Porzi, Mariella Cutrona, sullo sfondo il manifesto perla pace dedicato al Sacro Femminile in Umbria

da sinistra: Floriana La Rocca, Francesco La Rosa, Teresa Severini, Donatella Porzi, Mariella Cutrona, sullo sfondo il manifesto perla pace dedicato al Sacro Femminile in Umbria

Nella prestigiosa sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni in Regione, con il patrocinio dell’Assemblea Legislativa Umbra, del Comune di Perugia e relatori Donatella Porzi, presidente, Teresa Severini, assessore alla cultura del Comune di Perugia, Mariella Cutrona, artista e preziosa nostra collaboratrice, giunta appositamente da Palermo, Umberto Trenta, portatore apprezzato del manifesto firmato dai premi Nobel per la pace, Floriana La Rocca, attrice che ha letto con sapiente maestria due poesie, è stato illustrato il volume “IL SACRO FEMMINILE IN UMBRIA”.

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Sisma: Chianella “Anas autorizza transito straordinario nella galleria di forca canapine per portare i trattori a Castelluccio”

20 marzo 2017
fata burlona

La fata burlona di Castelluccio in un dipinto di Mariella Cutrona

Arriva un primo segnale positivo per sbloccare la situazione degli agricoltori di Castelluccio che sono alle prese con il problema della semina della lenticchia. L’assessore regionale ai trasporti Giuseppe Chianella, che nei giorni scorsi aveva seguito costantemente la vicenda, ha concordato con Anas la possibilità di un trasporto straordinario dei mezzi attraverso la Galleria di Forca Canapine. “A partire da giovedì prossimo – ha affermato Chianella -, in un giorno ovviamente concordato con le altre Istituzioni ed i coltivatori interessati, sarà possibile far salire i trattori, tutti i mezzi e le attrezzature necessarie per la semina, da Norcia fino a Castelluccio. Era questa una delle richieste che venivano dagli stessi imprenditori agricoli ed il fatto che l’Anas abbia acconsentito sblocca sicuramente la situazione. (more…)

Auguri di Natale a tutti gli amici e lettori con una poesia di Mariella Cutrona

24 dicembre 2016

Notte di Natale

mariella-cutrona

Mariella Cutrona

Sul mio capo chino

la lieve carezza di una mano.

Chiudo gli occhi,

le campane suonano

di pace

sulla terra,

di buona volontà
per gli uomini.
E quella carezza,

dono fatato,

inatteso
insiste sulle mie braccia.

È Gesù Bambino.

Pallido, triste,
quasi furtivo
nell’asciugare lacrime di fame
dei fanciulli,
nello spingere
gli uomini
in un abbraccio universale
per abbattere
i muri della miseria,
della povertà,

dell’indifferenza,

dell’intolleranza,
della discriminazione,

della disuguaglianza.

E le campane suonano,

a festa.

Nel cielo risplende una stella divina.
Gesù è nato.
L’ho visto, mi ha accarezzato.
Mariella Cutrona

Referendum, le ragioni del NO

30 novembre 2016

Riceviamo e pubblichiamo

comitato-del-noIn questi giorni che ci separano dal 4 dicembre, le forze ‘’brute’’ del SI stanno scatenandosi con l’intento di incutere terrore e paura negli elettori e soprattutto tra gli indecisi e annunciano che: se dovesse vincere  il NO si fermerebbe il Paese che precipiterebbe nel caos con conseguente abbattimento sull’intera Italia di una sorta di giudizio universale.

Un ricatto morale bello e buono! (more…)

Poesia:” Il bacio del Cavaliere” inedito di Mariella Cutrona

30 giugno 2016
farf
Il bacio del cavaliere
E una farfalla vestita
di stelle
nel vento trasporta
il suo bacio.
Quel leggero battito
d’ali

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“SE DIO NON ESISTE TUTTO E’ PERMESSO” Mariella Cutrona risponde a Massimo Capacciola

22 aprile 2016

Nel continuare ad onorare la mia garbata cortesia nel confrontarmi con il prossimo ribadisco che: dall’umanesimo definito come movimento ideologico-culturale che afferma la dignità degli esseri umani e che caratterizza una grande fiducia nell’intelligenza umana parte la citazione a Pico della Mirandola e alla sua opera letteraria il De dignitate hominis.

E non dal mio non professare la fede cristiana.

Preferisco la chiesa invisibile alla chiesa visibile …ma ciò non toglie che io non creda in un essere superiore che sta più in alto degli uomini…altrimenti esisterebbe una spiegazione per tutto. Per quanto riguarda il suo quesito posto in merito a Dio e all’assolutezza della legge morale, uno dei postulati della ragione pratica di Kant prevede l’esistenza di Dio. La stessa vita morale rimanda a Dio: non nel senso che la legge morale e la sua obbligatorietà si basi su Dio, ma nel senso che Dio è basato, cioè è rivelato dalla legge morale. Non dobbiamo considerare certe azioni come doverose perché sono precetti di Dio, ma dobbiamo considerarli come precetti di Dio perché sono interiormente doverose. Secondo Kant è la religione che si basa sulla morale e non viceversa. La religione è infatti la legge che è in noi, in quanto riceve autorità da un Giudice: è la morale applicata alla conoscenza di Dio. Se la religione non è integrata dalla morale, essa non è che implorazione dei favori celesti. Kant identifica religione e morale, ad assorbire la prima nella seconda.

Mariella Cutrona

 

 

 

 

 

“SE DIO NON ESISTE, TUTTO E’ PERMESSO” (F. Dostoevskij, I fratelli Karamazov)

21 aprile 2016

(Risposta a Mariella Cutrona)

Ringrazio la gentile signora Mariella Cutrona non solo per la sua garbata risposta al mio scritto ma più ancora perché ha avuto la bontà di leggermi, forse incuriosita dal tono ironico del titolo circa il carattere del popolo (pardon) della “gente” italiana. Lungi da me entrare in polemica, ancorché soffice ed educata come la sua cortesia, devo però reclamare una diversa opinione circa la vexata quaestio sulla autodeterminazione dell’uomo. Mi spiace insistere sul fatto che, come ogni controversia di carattere metafisico, il dialogo assomigli ad un concerto tra sordi: l’autodeterminazione dell’uomo non è una conquista, (se vuole aggiungo “solo”) frutto della creatività dell’uomo ed, aggiungo io, per fortuna, perché se così fosse ci incammineremmo a grandi passi verso la catastrofe distruttiva del soggettivismo relativista che tende a fare dell’uomo e della sua dignità “ontologica”, uno sgabello per ogni sorta di licenza bioetica (ad es. aborto, eutanasia, teoria gender, manipolazione e cosificazione della procreazione, etc). Sono costretto a ribadire alla persona Mariella Cutrona, la quale suppongo non professi la fede cristiana in quanto quello che personalmente riteneva Giovanni Pico conte della Mirandola e, dopo di lui, ben più motivatamente, Immanuel Kant, non corrisponde con quanto invece mi costituisce da cattolico (e perciò peccatore!). L’uomo non è fine a se stesso e la morale kantiana, che svincola la volontà dall’atto del conoscere, determina lo sviluppo dell’autodeterminazione dell’uomo senza freni e senza limiti! L’uomo non è fine a se stesso ma è finalizzato a Dio. Certo, l’uomo ha una dignità superiore a quella degli animali, ma almeno a giudicare da quel che pensano alcuni campioni dell’ecobiosofia attuale, non sembra proprio che la pensino proprio tutti allo stesso modo. Il fondamento di questa dignità è trascendente: l’uomo è fatto ad immagine di Dio ed in vista di Lui. Ovvio che invece chi la pensa come Kant, oltre la dimensione dei fenomeni, nulla v’era di causalità nè finalità: Dio diviene  solo un postulato, altrimenti la vita morale perderebbe di assolutezza. Domanda: Dio deriva dall’assolutezza della legge morale o piuttosto è l’assolutezza della legge morale che deriva da Dio?

Con ossequio

Massimo Capacciola

Commento a: Società: “SPIRITO DEL POPOLO” NON SIGNIFICA ALCOOL PER TUTTI

20 aprile 2016

di Mariella Cutrona

Gentile Direttore,  desidero commentare l’articolo, a firma di Massimo Capacciola,  citato nel titolo sperando di avere dignità di pubblicazione

“Ho letto con attenzione e mi sovviene alla mente Pico della Mirandola. Nel De Dignitate Hominis egli pone le basi dell’uomo come padrone del proprio destino, come libero creatore della propria dignità. La dignità dell’uomo non più ontologicamente costitutiva dell’uomo in quanto creato da Dio, ma è una conquista frutto della creatività dell’uomo.L’Umanesimo…quella Humanitas che indica le discipline atte a sviluppare nell’uomo quelle capacità che gli consentono di sviluppare la propria dignità di uomo capace di costruire un futuro. L’humanitas che appartiene a pochi…oggi a chi possiede la coscienza per esempio di andare a votare per esprimere il proprio dissenso!!!… (more…)

Racconti fantastici: Il mistero della rosa viola

26 febbraio 2016
rosa viola

dipinto di Mariella Cutrona

… Là dove il verde dell’erba si fondeva con l’azzurro di un cielo terso…

Ti Ho Scelto

Un’Entità che la emozionava, che all’occorrenza sapeva asciugare le sue lacrime. Un angelo che non aveva bisogno di cambiare, che non aveva bisogno di una seconda possibilità…un’entità che le porgeva la mano e che non fuggiva alle prime difficoltà, ma che aspettava anche le seconde per sfidarle. Un’entità che camminava insieme a chi aveva deciso di amare,  e nonostante il periodo nero vedeva sempre tutto a colori. Un’Entità che non cancellava una donna difficile e complicata come lei, ma esaltava gli aspetti più intimi, cercava di migliorare la vita anche quando la vita l’aveva peggiorata. Una vera entità che non chiedeva nulla in cambio, perché aveva deciso di donarsi, di regalare il suo cuore perché contava solo lei. (more…)