Posts Tagged ‘d’alema’

PD:l’unico a dire qualcosa di sinistra è Papa Francesco

23 marzo 2015

Riceviamo e pubblichiamo

Guido Lanzo

Guido Lanzo

Si riuniscono sempre, perché sempre hanno da discutere, da confrontarsi, ma, per come finisce, solo per farsi vedere, per farsi notare, e nulla più.

Soni i vari Capetti delle varie correntucole di un PD sempre più proprietà privata di Renzi, sempre più insignificanti, impotenti, e, perciò, mortificati. Sabato, coi Bersani, Cuperlo, Fassina, Civati, Bindi, equivalenti, nullavalenti, si è rivisto D’ Alema che, quando c’è da menar le mani, le parole cattive nel caso, c’ è e si fa valere, il più capace in malevolenze, in odiosi rancori. (more…)

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La Zarina, l’Umbria e il rito emiliano delle tangenti

7 Mag 2014
Maria Rita Lorenzetti

Maria Rita Lorenzetti

di Cincia Ficco

“La biografia politica di Maria Rita Lorenzetti consente di leggere in filigrana la storia recente dell’Umbria e capire come e quando è iniziata quella fase degenerativa in cui la regione si trova ormai da anni. L’inchiesta sull’Alta Velocità ferroviaria tra Bologna e Firenze, che ha coinvolto l’ex governatrice, apre uno squarcio sul sistema di funzionamento delle grande aziende di Stato che, così come le società partecipate, rappresentano il ventre molle della corruzione italiana”. (more…)

IL PARTITO COMUNISTA DELL’UMBRIA RICORDA LA FONDAZIONE DEL PCI

21 gennaio 2014

Il Coordinamento regionale umbro del rinato Partito comunista ricorda il 93° anniversario della fondazione del Partito comunista d’Italia, avvenuta il 21 gennaio 1921 nel celebre congresso di Livorno a opera di Antonio Gramsci che ne divenne segretario e di Amedeo Bordiga.

partito comunista logoDa li sono passati quasi cento anni e con lo scioglimento del Pci nel 1990 a opera di Occhetto e dei suoi collaboratori D’Alema e Veltroni, di fatto i lavoratori e i proletari in generale hanno perduto il loro partito di riferimento che, fin dal 1945, ne aveva rappresentato le istanze e le esigenze. Il Pci del dopoguerra aveva subito una profonda mutazione genetica durante gli anni ‘60 del ‘900, ma, ciononostante, seppure oramai agisse in chiave socialdemocratica, fu (more…)

PRIMARIE PD, RENZI E IL PERICOLO “ANI”

30 novembre 2013

di Ciuenlai

L’hanno costretto a misurarsi con le correnti e con i “Capibastone” e Renzi è andato subito nei guai”. Uno dei suoi più grandi sponsor, De Luca, Il Vice Ministro, Sindaco di Salerno, Direttore dei lavori dell’area e (more…)

CARO D’ALEMA BISOGNAVA PENSARCI PRIMA!

21 novembre 2013
di Ciuenlai

Caro D’Alema ti scrivo, così ti bacchetto un po’. E’ tardi, ormai per le recriminazioni; è tardi per prendere coscienza dei danni fatti alla sinistra in questi 20 anni. Ha voluto la “democristianizzazione” del Pci e Renzi gliel’ha servita al coscio. Ora non le rimane che prendere atto del fallimento della (more…)

POLITICA E RIPOSIZIONAMENTI: BIRRA “MORETTI “

12 ottobre 2013
Alessandra Moretti

Alessandra Moretti

di Ciuenlai 

La birra della signora delle signore del Pd, la Moretti, sembra finita. Bussa a tutte le porte, ma, dopo il velocissimo abbandono del perdente Bersani, forse per eccesso di inaffidabilità, non gli apre nessuno. Ha bussato alla porta di Renzi (lei smentisce), ma dall’altra parte avrebbe risposto la De Micheli “Occupato!!!!” (anzi occupatissimo). Ha provato a tornare a casa con una dichiarazione che è un (more…)

PEPPONE SI CANDIDA ALLA SEGRETERIA DEL PD

22 aprile 2013

pepponeTornasse Peppone sarebbe meglio. Avrebbe la saggezza del contado e i valori dei campanili. Quello che manca: l’onestà, il senso del lavoro, il rispetto della comunità, la malizia contadina delle stagioni. Qui, invece, non c’è più il senso neppure del tempo che passa. La verità è (more…)

BERSANI IL PREMIER DELLA VALLE SOLITARIA

29 marzo 2013

di Ciuenlai

Doveva ad andare a sbattere su quel muro. E tutti hanno fatto in modo che ci andasse a sbattere. Napolitano gli ha posto condizioni capestro, impedendogli persino di presentarsi davanti alle Camere, com’era suo (more…)

PROFUMO DI INCIUCIO:FINOCCHIARO, SCHIFANI E D’ALEMA TRE NOMI E UNA GARANZIA (PER LE BANCHE)

15 marzo 2013

vignetta-anna-finocchiaro-119177di Ciuenlai

Dopo che Bersani (come dice Renzi) “sarà andato a sbattere contro quel muro” che chiamano Napolitano, cominceranno i veri giochi. E il valzer delle poltrone più accreditato è una barzelletta. Ma visto che l’Italia ormai è governata solo da comici potrebbe anche diventare realtà. Naturalmente il capo inciuciatore, manco a dirlo, sarebbe Massimo D’Alema. Allora alla camera va Lorenzo Dellai il più centrosinistrista della lista Monti (in alternativa Ichino per il gaudium (more…)

IL “DALTRONISMO” MALATTIA INFANTILE DELL’INCIUCISMO

2 marzo 2013

di Ciuenlai

A proposito di vecchia politica, quella italiana è scossa da una epidemia contagiosa : “Il Daltronismo”. Passato il voto i giornali italiani sono pieni di (more…)

Bersani e i conti che non tornano QUEL 30 CHE NON FA 51 DA USARE COME 49……..

26 febbraio 2013

bersanidi Ciuenlai

Non c’è da meravigliarsi che il Pd rimanga al palo per la seconda volta. E’ la storia di un errore blu della sinistra, di una “cosa 3” , nata senza cuore e soprattutto senza identità e senza progetto. In una crisi, in una bufera che travolge milioni di famiglie che prospettive poteva avere una forza politica che ha come slogan principale il culto del “ma (more…)

Elezioni 2013. Pd e Lista Civica, vittoria in tasca?

6 febbraio 2013

L’inciucione tra culatello Bersani e sherpa Monti gia’ definito e addirittura con i ministri principali gia’ incasellati. eccoli: lo sherpa, manco a dirlo, va agli esteri. il direttore generale di bankitalia, Fabrizio Saccomanni va all’economia, Letta Enrico allo sviluppo economico (more…)

CANDIDATURE PD, PERCHE’ D’ALEMA NO?

9 gennaio 2013

di Ciuenlai

Mentre la macchina della propaganda del Pd stava producendo il massimo sforzo per dimostrare la grande apertura delle liste e soprattutto il rinnovamento delle stesse, un impietoso sondaggio di Ballarò (il talk show di casa democratica) metteva a nudo che oltre l’80% degli intervistati (more…)

PICCOLA RENZEIDE TASCABILE, DA NONNA MARI’ ALLO SCOPONE DI BERSANI

22 ottobre 2012

E’ incredibile. Il Popolo della Libertà è ridotto in mille pezzi ma il Partito democratico, nonostante abbia i sondaggi col vento in poppa (la politica da un po’ di tempo, in un modo o nell’altro, è una (more…)

PD – DAL “CAIMANO” ALLE CAYMAN

20 ottobre 2012

di Ciuenlai

Forse inconsapevolmente D’Alema e Bersani stanno certificando il loro più grande errore politico. Quell’errore si chiama Partito Democratico. E’ il modo con cui attaccano Matteo Renzi in questi giorni, a renderlo evidente. Lo trattano come fosse un esponente di un partito antagonista, come un corpo estraneo al Pd. Perché Matteo è un moderato e un liberista. Come Fioroni, Letta, Franceschini, Ichino, Morando, Bindi e tanti altri. Gli ex comunisti fanno finta di scoprire ora che nel Pd c’è una grande componente conservatrice, culturalmente filomontiana, che potrebbe anche vincere ed intestarsi il partito. Ma di che hanno paura? Hanno inciuciato col Caimano possono farlo anche con le Cayman.

IL GOVERNO MONTI – D’ALEMA – LA GRANDE COALIZIONE CAMUFFATA DA “INCONTRO TRA MODERATI E PROGRESSISTI”

1 ottobre 2012

di Ciuenlai

Povero, Bersani e, in qualche modo, anche povero Renzi. Dopo Monti c’è Monti. Le primarie rischiano davvero di diventare solo un giochino fine a se stesso. Le elezioni un noioso film da (more…)

GLI IMPRESENTABILI. DA D’ALEMA A RUTELLI – QUELL’ARMATA BRANCALEONE CHE IMBARAZZA BERSANI (E NON SOLO)

11 settembre 2012

di Ciuenlai

Ci sono alcune notizie che in quel di Reggio Emilia (Festa democratica) sono finite sotto traccia. La prima è la decisione di “sgomberare” il palco del comizio finale dai dirigenti del partito. Non è stata una concessione alle seconde file o ai militanti, ma una precisa scelta funzionale alle primarie. Ve l’immaginate una foto di Bersani con vicino D’Alema, Bindi, Letta, Veltroni, Finocchiaro, Franceschini, Fioroni e il resto ella tribù degli “impresentabili”? Renzi ci avrebbe fatto mezza campagna elettorale con (more…)

I ROTTAMATORI DELLA SINISTRA

4 settembre 2012

di Ciuenlai

Ci stanno pilotando lentamente, ma inesorabilmente, verso un futuro che prevede ancora Monti, l’agenda Monti e l’austerity con quello che ne consegue per i milioni di poveri cristi che  stanno già pagando la crisi e ai quali verranno fatte firmare, dagli attuali partiti di maggioranza, altre (more…)

La farsa delle “false” elezioni QUANDO LA TROKA RIELEGGE MONTI E “TROMBA” BERSANI

23 luglio 2012

di Ciuenlai

Quelli che fino ad alcuni giorni fa, se gli parlavi di elezioni anticipate “mettevano mano alla pistola” (Casini, Letta, Veltroni, D’Alema, Cicchitto e compagnia brutta), ieri si sono svegliati (more…)

IL CENTROSINISTRA DEI MERCATI

2 luglio 2012

di Ciuenlai

“C’è un nuovo centrosinistra europeo (?). Monti in sintonia con questa svolta (?,?). E’ un liberale che può mitigare le resistenze stataliste (ah ecco!)”. Firmato Massimo D’Alema (Dal Corriere della Sera di ieri). (more…)

D’ALEMA DI’ QUALCOSA DI DESTRA!

26 giugno 2012

di Ciuenlai

“Si al patto con i moderati perché va sconfitto chi vuole impedire che si esca dalla crisi con uno spostamento a sinistra”. Firmato Massimo D’Alema. E per uscire a sinistra arruola subito tra i “bolscevichi” Casini, Fini, Rutelli (sic), Granata, Cesa e Bocchino, aspettando la stagione dei “nuovi arrivi” di Montezemolo (eccole le liste civiche di cui parlava Bersani) Pisanu , Bondi e Frattini e magari mandando giù qualche rospo alla Totò Cuffaro (Prima tappa dell’intesa è infatti l’accordo per le elezioni siciliane). Se l’uscita dalla crisi era a destra a chi si sarebbe pensato? A Storace e Forza Nuova?

 

ELEZIONI IN BURUNDI – BERSANI: “HA VINTO IL PD”

22 Mag 2012

di Ciuenlai

Elezioni in Francia : il Pd “abbiamo vinto”, Elezioni in Grecia : il Pd “abbiamo vinto”, elezioni nei land della Germania : il Pd “abbiamo vinto”, elezioni nel Burundi : il Pd “abbiamo vinto”. L’ordine di Bersani al suo ufficio stampa è stato perentorio “in qualsiasi parte del mondo si è votato noi (more…)

CARO PD NON METTERCI NEI “CASINI”

10 Mag 2012

di Ciuenlai

E so’ de coccio. Gli oligarchi del Pd, un giorno si e l’altro pure, l’unica cosa che hanno da dire sulla drammatica situazione in cui viviamo, è “Ti prego Casini vieni con noi”. E giù una paccata di interviste by Bersani, D’Alema, Veltroni, che dal repartino di geriatria politica continuano a rilanciare l’accordo con l’isola che non c’è, quella dei moderati. Sarà ora di produrre un progetto serio di alternativa di sinistra perché il tempo stringe. La Grecia è andata, tra un anno andrà la Spagna e poi toccherà all’italia. Se lasciamo fare la politica dei ricchi a Merkel, Barroso, Monti e compagnia parlando, saranno guai seri per noi e i nostri figli. Non metteteci nei Casini , abbiamo altri Grilli per la testa.

NOVITA’ A SINISTRA – D’ALEMA SI RICANDIDA

24 aprile 2012

di Ciuenlai

Visibilmente invecchiato, impacciato, noioso e capace solo di raccontare, con preoccupanti e sorprendenti titubanze, quattro formulette in politichese stretto. Questo è il Dalema stanco e più arrogante del solito apparso, nel programma Otto e Mezzo di La7. Ha continuato a proporre storie e bugie in evidente contraddizione tra di loro, senza ritegno e senza che, naturalmente, i giornalisti presenti avessero il coraggio di farglielo notare. La linea è quella che ha dettato al suo ventriloquo Bersani; dire cose vagamente di sinistra (perché tira) e fare cose profondamente di destra (perché è utile alla sopravvivenza). E allora viva Hollande che è contro il fiscal compact (il pareggio di bilancio), per le tasse ai ricchi, per pensioni a 60 anni, per salari e assegni di pensione più alti e via proletarizzando. Viva Hollande senza ricordare che in parlamento lui e il suo Pd hanno votato, non proposto, l’inverso (pensioni a “babbo morto” con tanto di “esodati” al seguito, tasse di cento tipi che hanno falcidiato il reddito delle famiglie, fine dei diritti sul lavoro). E’ come per i referendum sui beni comuni; il Pd non li promuove, ci monta sopra se ne attribuisce la vittoria e poi, negli enti locali, continua imperterrito a privatizzare acqua, rifiuti e compagnia bella (in Umbria, per esempio, si sta ancora aspettando l’eliminazione dei famosi 7 euro sulla bolletta dell’acqua). Carte truccate insomma, che però, nessuno va a vedere. E se il baro lo lasci fare, ti porta via anche le mutande. Ma c’è una cosa sulla quale non ha mentito. Ha annunciato che si ricandiderà nel 2013. E’ la novità che tutti aspettavano. Lo slogan del Pd è cambiato in un istante : dall’usato sicuro al rudere sempiterno.

P.S. – Il momento più sconcertante della trasmissione è stato quando “baffino”, per salvarsi la faccia, ha spudoratamente tentato di accumunare gli obbiettivi di Hollande con quelli di quel “comunista” che va sotto il nome di Monti. Traduco Mario Monti, è contro il pareggio di bilancio e le politiche dei suoi datori di lavoro (banche finanziarie e affini che stanno affossando banche e spread per ricattare i francesi e indurli ad eleggere Sarkozy), è contro la Merkel (perché state ridendo?), è per mandarci in pensione prima dei 67 anni, è per la patrimoniale, le tasse ai ricchi e l’aumento di stipendi e pensioni. Si il troppo contatto con Berlusconi gli ha nociuto. Racconta anche lui barzellette che non fanno ridere

LA STALLA VUOTA DELL’ART.18 E IL “SOL DELL’AVVENIRE” TARGATO DALEMA

26 marzo 2012

di Ciuenlai

Il modello tedesco sull’art. 18 non è la linea del Piave per il Pd. Siamo già a Giarabub, all’oasi isolata nel deserto, circondata da nemici, che prima o poi si arrenderà, magari con l’onore delle armi, ma si arrenderà. Il fatto è che il “fronte” è stato già sfondato in più punti e che il Partito Democratico (e direi anche la Cgil) è in ritirata su tutta la linea. Perché i protagonisti si soffermano sullo scontro (si fa per dire) di questi giorni e pochini ricordano i punti di partenza. Quando Il Governo Monti si insediò il Partito Democratico sbandierò ai 4 venti che “il risanamento stavolta toccava a chi non aveva mai pagato”. E il provvedimento dei provvedimenti che sanciva questa svolta era l’introduzione della tassa patrimoniale. Naturalmente di ciò non c’è traccia nelle decisioni prese dal sig. Monti che invece è andato avanti falcidiando le pensioni, aumentando l’irpef e l’Iva, raddoppiando il prezzo della benzina che ha moltiplicato quello della spesa delle famiglie, cancellato la voce diritti e via bastonando. Quello che si era detto di voler evitare, “il massacro sociale” è stato servito al coscio. Chi ha pagato la crisi? I soliti noti! Chi ha lucrato dalla crisi? I soliti ricchi (leggi possidenti, padroni, banchieri, finanzieri e affini). E adesso, a sconfitta annunciata, siamo alla farsa : La Cgil proclama uno sciopero generale a “babbo morto” e nel Pd cominciano a suonare forte le sirene di Fassino, Ichino, Veltroni, Fioroni, Letta, Gentiloni per l’aggiustamento, senza reintegro, del famigerato articolo. La metà del Pd è già pronta a firmare la resa di Giarabub “art.18”. L’altra metà, dopo aver constatato che tutti i buoi sono già usciti dalla stalla, si sta preparando a voltarsi dall’altra parte. Lo conferma un sibillino Dalema che per tenere buona la piazza, si dichiara Laburista e invita tutti ad ingoiare il rospo promettendo una svolta a sinistra nel 2013. Dobbiamo ridere?

 

Partito Democratico e caso Renzi

8 novembre 2011

LETTERA APERTA DI MARIO FELICIONI

“I CAPPONI DI RENZI”

Cari democratici credo che occorra dare luogo ad una riflessione, ad un dibattito  attento, costruttivo, privo di preconcetti all’interno del Partito dopo “l’evento” dei cosiddetti “Rottamatori” della Leopolda  di Firenze. Personalmente ritengo Renzi un amministratore capace, anche alla luce di recenti sondaggi che lo vedono tra i sindaci più graditi in Italia, un ottimo comunicatore i suoi interventi sono fluidi, apparentemente anticonvenzionali, lucidi, coinvolgenti. Ma ho anche la percezione, il sesto senso che sia un soggetto ambizioso, desideroso di gloria, vanitoso, spregiudicato, aggettivi pericolosi se accostati ad un politico insomma non vorrei che chi giustamente vuole pensionare D’Alema non ne divenga poi la giovane copia. Ho ascoltato con attenzione le conclusioni della Leopolda e pur mantenendo le  mie personali convinzioni sul personaggio-fenomeno Renzi trovo motivi di condivisione su alcuni passaggi, specie quando dice che uno statista quando governa non guarda alle prossime elezioni ma deve cercare di guardare al futuro delle generazioni che verranno. O quando dice che i nostri nonni e padri ci hanno lasciato con una casa un conto in banca, delle sicurezze, insomma un certo benessere, mentre i nostri nonni-padri politici sono andati a mangiare al ristorante e ci ha lasciato il conto da pagare, ossia l’irresponsabilità nel creare un debito pubblico che graverà su di noi e le generazioni che verranno. Oppure quando dice che il centrosinistra  deve dividere chi vive di finanza da chi fa impresa da chi ha voglia di rischiare da chi vive di rendita, e questo proposito non posso non ricordare che  vivo personalmente  sulla mia pelle il fatto che oggi sempre più spesso la finanza rovina l’impresa e chi come me lavora per quell’impresa. Ho condiviso anche quando dice che dobbiamo scrivere tutti insieme una nuova storia e questo lo devono fare i pionieri e non i reduci, ma attenzione non dobbiamo mai dimenticare, mai buttare alle ortiche le nostre radici perché altrimenti avremo creato un partito senza  basi solide, senza valori,  avremo creato in sintesi un PDL di sinistra.

nota di redazione: la lettera è molto lunga, per l’argomento trattato merita di essere pubblicata per intero, ma  per ragioni di opportunità editoriale l’abbiamo divisa in due parti, ci scusiamo con l’autore ed i lettori, ma promettiamo di pubblicare presto la seconda parte.

COMIZI D’AMORE DIBATTITO DEMOCRACK – LA RELAZIONE DI VELTRONI E LE CONCLUSIONI DI D’ALEMA (MILIONESIMA REPLICA SENZA ALCUNA RICHIESTA)

12 ottobre 2011

di Ciuenlai

La relazione di Veltroni – “Ci vuole un governo di emergenza, che non sia un ribaltone”. Bravo, come dice Ferrara, un Berlusconi bis.

Giuliano Ferrara

Il Dibattito (assenti giustificati Fassino che (dice) è in gita con Marchionne e Napolitano che, viste le guerre nel Pd, ha deciso di smettere di fare i pistolotti sulla coesione. facesse l’effetto inverso!) Ecco la cronaca di un dibattito affrontato con spirito unitario : Gentiloni non vuole le primarie, Letta preferisce la Bce a Fassina, Morando vuole un nuovo congresso, Fioroni è contro il nuovo ulivo, Franceschini vuole andare al centro e sta ancora aspettando l’autobus. Bersani, Renzi, Zingaretti e Civati, per non ripetersi, parleranno alle loro convention. La Bindi, colta di sorpresa, non avendo niente da dire, ha fatto sapere che sta organizzando un “reality Pd” con Castagnetti “ e Marini dal titolo “Il grande fardello”.  Le conclusioni di D’Alema – “In questa fase l’unità del partito è essenziale”.  Oggi le comiche terza edizione.

CERCANDO DISPERATAMENTE IL PD

9 ottobre 2011

di Ciuenlai

Sono ormai tre giorni che sfoglio i giornali alla disperata ricerca di un segno di vita del Pd e di Bersani. Mentre Il palazzo (Grazioli) brucia, l’opposizione parla per bocca di Fini, Casini e Vendola. I primi due vogliono fare il “Governo dei Padroni” (Montezemolo, Profumo, Monti, Della Valle e più soldi hai più ne metti) il secondo vuole votare subito. Bersani non dice niente (se no l’accoppano), Veltroni non dice niente (ed è una notizia), D’Alema non dice niente (perché tanto Veltroni sta zitto). Riflettono? No non possono parlare. Se intervengono per il Governo di tregua si incazza mezzo partito + 1, se chiedono le elezioni si incazza l’altra metà – uno. Ma il centrosinistra ha bisogno di una parola chiara. Soprattutto quel popolo che continua a scendere in piazza o con altri partiti (Sel e Idv), o con i movimenti (il 15 ottobre), o con gli studenti, o con la Cgil o con le associazioni (Giustizia e Libertà). C’è un moto nel paese che chiede di essere rappresentato da una coalizione che si proponga di vincere le elezioni su alcuni punti semplici, semplici : Redistribuzione del reddito, patrimoniale per i ricchi, salvaguardia dei beni comuni, cultura del merito, sostegno al sapere e alla ricerca, diritti e libertà individuali ecc. Non c’è più tempo. L’altro Centrosinistra sta aspettando il Pd, Intero o ridotto non importa, purchè si decida. Se mancano Casini; Fioroni e compagnia non è un problema perché l’allargamento che conta il centrosinistra deve farlo con la gente e non con questa gente.

La campagna elettorale anticipata e i dolori del Pd Umbro

4 ottobre 2011

di Darko Strelnikov  Strelnikov.d@libero.it

Il ripetuto “mi ricandido” del Sindaco di Perugia Vladimiro Boccali denuncia una anomalia

Wladimiro Boccali

politica, che può determinare e sconvolgere il corso dell’intera legislatura amministrativa. L’attacco alle Province ha in pratica sancito l’apertura della campagna elettorale due anni prima del previsto. I posti che contano diminuiscono, quindi ogni partito, ogni componente e ogni aspirante candidato deve fare i conti con la contrazione dell’offerta. Le Province potranno anche resistere fino alle prossime elezioni, ma non saranno più un posto appetibile. Oramai sono il male nell’immaginario collettivo, come dimostra un sondaggio di un blog umbro, nel quale l’86% delle persone interpellate si sono espresse favorevolmente per la loro totale abolizione e solo il 4% per il mantenimento nella forma attuale. Quindi, al di là dei tempi di cambiamento, chi ci si avventurerà, rischierà di fare la parte del commissario liquidatore. Un tipico ruolo da fine carriera. Lo sanno in parecchi e  la “grande fuga” da Piazza Italia 11 è già iniziata. Da qui i “mi ricandido” che sanno tanto di gente che mette il

Catiuscia Marini

cappello sulla sedia occupata per non perdere il posto. Non è il caso di Boccali, che questa mossa non avrebbe mai voluto farla. Perlomeno adesso. Secondo persone vicine al primo cittadino di Perugia la sua intenzione sarebbe stata esattamente quella opposta. E c’è da capirlo : oggi fare il Sindaco è solo oneri e niente onori. E questa è una condizione che può levare il sonno a coloro che oggi siedono sugli scranni più alti dell’Umbria. La diminuzione degli incarichi a 5 stelle aumenta, inevitabilmente, il numero dei concorrenti. In questa situazione è impensabile che il centrosinistra possa scegliere la strada delle riconferme per i secondi mandati. Le primarie sono una opzione “senza se e senza ma”. E, in questa situazione, chi rischia di più sono, paradossalmente, Boccali e la stessa Marini. La crisi favorisce gli sfidanti. In un contesto fatto di tagli e di tasse, di diminuzione dei servizi e di aumento delle tariffe, di ticket sanitari e di panini che sostituiscono i secondi (come ai miei tempi) nelle mense scolastiche, Sindaci e Presidenti possono giungere all’appuntamento letteralmente spompati e con un alto tasso di impopolarità. Per di più sotto la minaccia del “fuoco amico” di consiglieri fedeli ai pretendenti al trono. Non c’è, nel partito di maggioranza relativa, il clima giusto per un accordo. Quello precedente (Regione e Comuni di Perugia e Terni alla maggioranza e Province alla minoranza) è stato fatto saltare in aria dalla nuova realtà dei fatti. Farne uno nuovo è difficile. Le inchieste giudiziarie hanno scosso dalle fondamenta gli equilibri interni alle componenti del Pd. Gira un aria di sospetto da far paura. L’accordo di pace tra Dalemiani e Area Modem siglato in un famoso pranzo è quasi carta straccia. L’unica soluzione sarebbe quindi quella di competere alle primarie e poi trattare sulla base dei risultati raggiunti. Ma questo presuppone che correnti, cordate e componenti parlino con una voce unica. Non è così. Meno posti fa rima con più litigi. Risultato i Bersaniani sono spaccati e  i modem sono divisi. La frammentazione aumenta e la fa da padrona. Non esiste un leader riconosciuto, non esiste un gruppo dirigente autorevole, non esiste una linea politica da indicare e da seguire. Si va alla giornata, secondo gli umori e tenendo conto delle tante asperità di percorso. Si va per compromessi che spesso sono storia di un minuto. Le cosiddette riforme regionali risentono di questo clima. Spostare o abrogare qualcosa è una delle 7 fatiche di Ercole. Ogni giorno è un passo indietro rispetto al punto di partenza. E allora enti e strutture da salvare si moltiplicano ogni documento che esce. Ma più conservazione si fa e più gli elettori si distaccano dall’attuale classe dirigente. E, a modo loro, lo fanno anche sapere. Per il secondo anno consecutivo le feste di partito hanno impietosamente fatto registrare il tutto deserto per il Pd e il tutto esaurito per Vendola e Soci.  Mentre la Presidente Rosy Bindi parlava nel pieno centro di Perugia a 4 gatti e tre micine, in quel di Ramazzano, sperduta contrada di campagna, per raggiungere la quale è consigliato il navigatore, tale Don Andrea Gallo, alla kermesse regionale di Sel, trascinava fino ad ore piccole, migliaia di persone. Una aspetto che marca la diversità tra l’indifferenza per gli uni e la passione per gli altri. Ma c’è un altro indicatore che registra queste difficoltà. Le ennesime elezioni amministrative parziali. Anche stavolta, come qualche mese fa, i rumors parlano di difficoltà dei democratici ad individuare candidati forti a Todi, Bettona e Deruta. Nella città della Marini si andrà probabilmente alle primarie nelle quali quasi tutti i partiti del centrosinistra hanno già un candidato decente. Tutti meno il Pd dilaniato tra l’avvocato Marconi e l’ex segretario Rossini. Due persone che non sembrano riscuotere grandi consensi dentro e fuori il partito. E allora spunta il grande favorito. L’uomo che ancora non c’è; il candidato dei socialisti. Come andrà a finire lo vedremo, ma questa è l’ennesima prova di un partito che non riesce più a governare e ad egemonizzare la coalizione. E stavolta non sono elezioni normali, sono elezioni parziali in casa della destra (Todi, Deruta e Bettona). Perderle vorrebbe dire sancire definitivamente le ragioni di un declino. E pensate che potrebbe succedere dentro il gruppo dirigente del Pd, se in casa della Presidente il candidato non fosse del Pd e non risultasse vincente. Dicono che Antonino Ruggiano abbia ultimamente ricevuto strani segnali di appoggio. Sarà vero?

 

 

 

 

POVERO BERSANI, POVERA SINISTRA!

29 settembre 2011

Veltroni e D'Alema

Il commento di Ciuenlai

D’Alema parla e Veltroni risponde, intervenendo su questioni vitali per il paese e per i lavoratori. Torna la linea del “nuovismo”. I suoi vogliono Casini che è un nuovo di zecca, un nuovo congresso, un nuovo segretario o (in subordine) un nuovo (e loro) candidato alle primarie. Questo alza il Pil, aiuta la ripresa, favorisce la crescita, sistema il bilancio dello stato e risolve la crisi.

P.S. – I radicali si sono astenuti nella votazione contro il Ministro Romano. I cattolici moderati (pardon i democristiani) del Pd, fregandosi le mani, hanno immediatamente approfittato dello scivolone dei pannelliani per chiederne l’espulsione, che, tra le altre cose, in caso di elezioni, libera 10 posti. Un grido “democratico” si è levato a Montecitorio : “bisogna cacciarli subito”. Solo loro?

 

Caso D’Alema e fallimento Eutelia, un caso anche in Umbria?

9 Mag 2011

La reazione scomposta della Marini alle notizie di stampa relative alla inchiesta sul fallimento Eutelia, e sulle rivelazioni che avrebbe fatto l’imprenditore Pio Piccinini sui rapporti con D’Alema e il suo braccio destro Morichini, la dicono lunga su quanto fanno male a certa sinistra accuse che vanno a ledere il principio della loro superiorità morale su cui hanno fondato la loro politica. Altro che trasparenza! Oggi – dalla vicenda Sanitopoli fino a questa – è chiaro come la sinistra gestisce il potere e utilizza le Regioni cosiddette Rosse come polmone per alimentare un corpo molto malandato. Ora siamo curiosi di sapere se la società SDB s.r.l., che fa riferimento a Morichini, ha avuto spazio in Umbria. Per questo annunciamo un’interrogazione a risposta scritta affinchè la Presidente possa spiegare alla comunità regionale come stanno le cose, se sono stati affidati appalti a questa società  e quali sono stati i motivi. Oltre a questo chiediamo conto dei criteri in base ai quali si chiedono sponsorizzazioni da parte della Regione per manifestazioni culturali ed altro.

Fiammetta ModenaRaffaele Nevi

IL PD TRA L’UTOPIA (CASINI) E LA SCIENZA (VENDOLA)

22 aprile 2011

di Ciuenlai

Non riescono a cambiare linea, hanno il terrore di cambiare linea. Il Piave del Pd resta o Udc o Morte. Con sfumature diverse, questa è diventata una specie di ossessione. Bersani è per l’alleanza con il terzo polo anche in caso di vittoria di una coalizione di centrosinistra (Pd – Idv… – Sel). Dalema manco a parlarne, più si va a destra e meglio si inciucia. Veltroni propone il Governo di decantazione ed in subordine la grande ammucchiata dei cosiddetti moderati, alla quale dovranno aderire anche i democratici. Franceschini e Letta la chiedono da tempo. Fioroni va ancora più in là; la chiede e la pratica (nel senso che i suoi stanno già scasando verso Casini e Rutelli). La Risposta dei terzopolisti è sempre stata chiara e netta : No. Del resto una aggregazione claudicante, in attesa di Godot – Montezemolo, nasce come sfida al bipolarismo, nasce per romperlo, non per sostenerlo. Per di più, in quella logica, come dimostra la storia delle democrazie, sceglierebbe la destra non il centrosinistra. Ma loro insistono, presi come sono, da una paura terribile : “sta a vedere che stavolta vinciamo”. Mentre fanno questo, dall’altra parte i loro naturali alleati gli propongono un patto di consultazione e qualcuno (Giordano) la creazione di un grande partito della sinistra di governo, per riallinearci alle altre democrazie europee. Silenzio assoluto. Non hanno il coraggio di dire no per paura di tagliarsi i ponti con l’unica prospettiva che gli rimane e non hanno il coraggio di dire si perché imboccherebbero una strada che rimescolerebbe completamente gli schieramenti esistenti. Infine questa prospettiva genera nei dirigenti del Pd un diffuso timore. Si chiama Opa. Temono che una nuova classe dirigente possa imporsi (come è già avvenuto in tante elezioni primarie),se messa a confronto diretto con quella vecchia, inadeguata e scalcinata che ancora governa quel partito. Però tra risposte che non vengono e che probabilmente non verranno mai e risposte che mancano, continua questa fase di stallo, che permette a Berlusconi di sopravvivere e di non avere una corretta e vera opposizione in Parlamento e nel paese. Ferrero ha torto quando critica questa impostazione politica dell’altra sinistra. Bisogna espletare qualsiasi tentativo per fare rimanere in questa dimensione milioni di militanti e di elettori di questo partito, che lentamente stanno entrando in una fase di disimpegno, di apatia e di accettazione supina della situazione. In giro si sentono un mucchio di “Tanto che vuoi fare è così”. Se non altro bisogna provare a risvegliarli. Ma, sul medio e lungo periodo, Ferrero ha ragione. Se questa prospettiva non troverà, in tempi accettabili, una adeguata risposta da parte del Pd, allora bisognerà pensare ad una sinistra senza i democratici. Non si può aspettare in eterno un Pd che può entrare nella spirale perversa dell’incapacità a scegliere.

PRIMARIE – IL PD SE LA CAVA I BERSANIANI NO!

5 aprile 2011

Di Ciuenlai

Ci sono state le primarie. Il Pd ha evitato, per il rotto della cuffia, il cappotto. E’ scomparso a Città di Castello, ma è ricomparso a Gubbio. Ma più che il Partito, quello che, ieri, ha ricevuto un nuovo tremendo scossone, sono i suoi equilibri interni. La maggioranza (Bersaniani o Dalemiani fate voi) aveva, più o meno ufficialmente, presentato tre candidati (Duranti a Castello, Casoli a Gubbio e la Travicelli ad Assisi). Per ragioni diverse, hanno perso tutti e tre. La minoranza ne aveva presentato uno solo (Guerrini a Gubbio) e , contro ogni pronostico, l’ha portato a casa. Ma il tragico non è la sconfitta, ma come e dove hanno perso gli ex comunisti. Bacchetta ha umiliato Duranti, Casoli è stato poco più di una comparsa e la Travicelli non è riuscita a prevalere sulla sinistra, nonostante la discesa in campo di pezzi da 90 come Maria Rita Lorenzetti. E tutto questo è avvenuto in posti come Castello e Gubbio che , storicamente, sono considerate due roccaforti “rosse” dell’Umbria. Tradotto in soldoni, questo significa che una parte considerevole dell’elettorato di sinistra del Partito Democratico, da noi, continua a spostarsi sulle posizioni più moderate della minoranza. E non con gli ex Ds di Verini, Bracco e Agostini, ma con gli uomini provenienti dalla ex Margherita. Se oggi ci fosse un nuovo congresso, non è per niente scontato che a vincerlo sarebbero i seguaci di “Baffino”. Del resto basta prendere una carta geografica della Provincia di Perugia per rendersene conto. Nell’alta Umbria, dei Comuni di un certo peso, dopo ieri, rimane ai Bersaniani ormai solo l’enclave di Umbertide. Nella valle umbra sud, con la possibile perdita di Nocera Umbra, resiste solo Foligno, che, però, resta sotto la spada di Damoccle delle inchieste su sanitopoli. Perugia è spaccata in due, con notevoli mal di pancia e una sottile pratica della tecnica dello sgambetto tra i vari esponenti dell’attuale ed esile maggioranza (Bottini, Boccali, Locchi e Mignini). Al Trasimeno, Batino e compagni sono sempre più asserragliati dentro la rocca di Castiglion del Lago. Il centro, con l’eccezione di Marsciano, è ormai in mano alla destra. Il segreto di questa lenta ma inarrestabile scalata della minoranza del Pd sta in due precisi elementi politici. Primo la capacità di mettere in campo e dare spazio a persone, spesso giovani, adeguate alla realtà politica territoriale, che appaiono come una novità, se confrontate con quelle della concorrenza, che, in diversi casi, puzzano di apparato, lontano un miglio. Secondo l’applicazione costante di una linea che potremmo definire “di lotta e di Governo” . Fateci caso. Nelle istituzioni guidate dai bersaniani gli esponenti della minoranza sono costantemente all’attacco. Basta guardare quello che succede in Regione, e nei due principali comuni. E infine c’è una percezione del vecchio e della conservazione che qualcuno, a torto o a ragione, è riuscito ad appioppare addosso al grosso degli ex comunisti. Sarà forse per questo che, da un po’ di tempo, questa parte ha smesso di fare la voce grossa, si siede a tavola, e cerca un accordo?

P.S. – Grande affluenza alle primarie. Buona cosa, ma qualcuno dice che un bel tantino dei partecipanti, il 16 maggio, non voterà per il candidato del centrosinistra.

AGGIORNAMENTO – IL RIFORMISTA CI INFORMA OGGI CHE IL FENOMENO E’ NAZIONALE

I NO DI CASINI E IL PIANO “B” DI DALEMA E C.

11 gennaio 2011

di Ciuenlai

Silvio Berlusconi

“Tanto lo sposo lo stesso” era la frase con cui Philippe Noiret nel film “La grande abbuffata rispondeva agli amici che gli portavano prove concrete dell’infedeltà della donna che amava. La stessa cosa succede in politica. Più il Pd insiste con l’alleanza costituzionale da Fini a Vendola, più Casini si avvicina a Berlusconi, mandando a dire ai democratici che la cosa (forse) si può fare mandando a casa Vendola e Di Pietro. Insomma il terzo polo non si allea con la sinistra ma solo con il Pd, che evidentemente non viene più considerato di sinistra. Ma allora

Massimo D'Alema

perché questa insistenza? Voci romane parlano di un piano B. Adesso al Pd e ai terzopolisti non conviene votare, quindi si da altro tempo al governo Berlusconi (anche offrendo una escamotage al berlisca sul legittimo impedimento, costruito dal casiniano Vietti vicepresidente del Csm, nominato anche dal Pd). Il seguito lo annuncia il solito Fioroni “Da Casini una grande apertura verso il Pd,  per la prima volta non parla di equidistanza, non dice vedremo. Con chiarezza afferma che se il Pd vuole governare con i moderati deve fare delle scelte e dire dei no. Non è questione di alleanze è questione di contenuti. Prendi Mirafiori, io con la Fiom e Vendola non ci sto”. Tradotto in soldoni : La linea rimane la coalizione costituzionale da Vendola a Fini,

Pierferdinando Casini

ma il programma sarà indigeribile per la sinistra, che sarà costretta a chiamarsi fuori. A quel punto diranno che il Pd è una sinistra responsabile e riformista e che il resto è sinistra antagonista il cui atteggiamento di chiusura favorisce Berlusconi e aiuta la sua eventuale vittoria. Si la storiella del voto utile. A volte ritornano, soprattutto quando non si è alla frutta e non si hanno altre idee che quella del Governo per il Governo. A prescindere dai contenuti, vero caro Fioroni?

Giochi di potere 2, la politica è ormai tempo perso?

30 novembre 2010

di Ciuenlai

SCRIVEVO IL 20 SETTEMBRE SCORSO IN UNA DIDASCALIA DELLA FOTO INTITOLATA GIOCHI DI POTERE : “C’è poco di nobile nella disputa aperta dai veltroniani. Sono due gli elementi che hanno spinto Uolter, assieme a Fioroni (che questa battaglia la faceva già da tempo), a scendere in campo, E non riguardano il precariato, i disoccupati, le all…eanze, lo stato del partito ecc. ma gli assetti interni. E’ una sfida per il potere. Questione numero uno (la più nota), Uolter 2 smentisce, Uolter uno. Prima fa uno statuto che dice il segretario è il candidato premier e poi sostiene che deve essere esterno. E’ naturale prima era segretario, adesso no. Questione numero due (la più insidiosa) la commissione interna per le candidature. Se n’è parlato perché l’ipotesi di elezioni anticipate è sempre lì sul tavolo. E siccome si rivoterebbe con il “porcellum”, diventa fondamentale avere la possibilità di stabilire chi sta davanti e chi sta dietro, nelle liste. La commissione dei grandi elettori dovrebbe essere formata da Bersani e dai due capigruppo di Camera e Senato (Franceschini e Finocchiaro) e forse anche dal Presidente Bindi (Alla quale al massimo, faranno dare solo un’occhiata). La riconferma delle truppe dei due ….oni è quindi in pericolo. Ecco dunque spiegata la guerra in corso. Se trovano un accordo del tipo, si alle primarie o alla consultazione interne sul candidato premier e si all’allargamento a Fioroni della commissione, tutto rientra, con buona pace per lo spirito del lingotto, della vocazione maggioritaria e di quanto scritto nel documento. In Africa? Questa è roba da Sudamerica, da partito delle banane”.
OGGI REPUBBLICA SCRIVE : “Se si andasse ad elezioni a marzo il segretario e i capigruppo avrebbero la prima scelta sui nomi. Bersani un mese fa ha convocato Franceschini e Finocchiaro comunicando loro che al tavolo delle candidature siederanno solo loro tre”. I veltroniani sono preoccupati e chiedono aiuto a Dalema. Sono passati quasi tre mesi , è successo il finimondo, e loro sono ancora lì a preoccuparsi di chi farà le liste . salvo qualche raro raptus di Bersani, prontamente bacchettato da tutti, nessuno va alla ricerca del tempo perduto. Perché la Politica ormai è tempo perso.

ASPETTANDO FINI – GODOT

3 novembre 2010

di Ciuenlai

Gianfranco Fini e Paola Concia in una foto di archivio

 

Sono tutti appiccati alle decisioni di Fini. C’è un Ring nel quale combattono lui e il Caimano. E Attorno un pubblico rumoroso (Bersani, Franceschini, Dalema, Veltroni, Casini, Cesa, Bottiglione, Marcegaglia, Montezemolo, Rutelli ecc.) che gridano “Buttalo giù, dai buttalo giù”, soffiando continuamente sull’orecchio di Bossi : “non lo vedi che barcolla?. E mollalo, prima che cada e tiri giù anche te” . Nessuno che provi a organizzarsi da solo, a lanciare la sfida, magari mettendo in moto un movimento nel paese che reclami la svolta. E soprattutto che cerchi di essere protagonista dell’eventuale caduta. Si aspetta Fini – Godot, sperando che stavolta arrivi. Gianfranco gioca la sua partita per la leadership della destra, ma gli altri a che gioco giocano?