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Castel Ritaldi – Saverio Mariani con la sua Rock Band incanta il Paese delle Fiabe e presenta l’ultimo EP dal titolo “Eclissi”

23 luglio 2012

di RMG

Un successo sicuramente non inaspettato quello che venerdì sera 20 Luglio ha ottenuto il cantautore rock Saverio Mariani unitamente alla Rock Band composta dai chitarristi Mauro Moscati, Federico Sebastiani Ferri, dal basso Lorenzo Fiori e dal batterista Gianmarco Falchi presso l’Anfiteatro della Piscina di Castel Ritaldi. La presenza non solo di un gran numero di giovani ma anche di estimatori del rock della zona spoletana ha trasformato il concerto in una sorta di analisi della musica rock riferita alle nuova generazioni in quanto il cantautore Saverio Mariani ha presentato “Live” il suo nuovo EP dal titolo Eclissi, con il patrocinio del Comune di Castel Ritaldi. Durante il concerto Mariani ha chiesto al pubblico di “votare” le musiche più belle e quelle meno belle. Ho fatto un giro di interviste verso il termine dell’esibizione della Band, segnalando che, inizialmente, il brano dal titolo “Eclissi” ha avuto un enorme applauso non superiore di quello avuto per le (more…)

NOVITÀ E TRADIZIONI AL PALIO DELLE BARCHE DI PASSIGNANO SUL TRASIMENO

19 luglio 2012

Tutto pronto, a Passignano sul Trasimeno, per il taglio del nastro della 29esima edizione del “Palio delle barche”. La manifestazione, infatti, prenderà il via sabato 21 luglio e proseguirà, per (more…)

Domenica 22 luglio 2012, in Piazza Garibaldi a Trevi, dalle ore 9 fino al tramonto, ci saranno il Mercato delle Pulci e il Mercato del Contadino

18 luglio 2012

In questo tempo di caldo afoso, perché non salire a Trevi, domenica 22 luglio a farsi coccolare dalle ombre ventilate del centro storico della città? Questo mese e come ogni quarta domenica, la Piazza di Trevi sarà animata dal Mercato del Contadino e dal Mercato delle Pulci. Tanti gli (more…)

Trevi: Torna il Mercato del Contadino e Mercato delle “Pulci”

21 giugno 2012

Domenica 24 giugno 2012, in Piazza Garibaldi a Trevi, dalle ore 9 fino al tramonto, ci saranno il Mercato delle Pulci e il Mercato del Contadino – Farmer’s Market.

In questo tempo di caldo afoso, perché non salire a Trevi, domenica 24 giugno a farsi coccolare dalle ombre ventilate del centro storico della città? Questo mese e come ogni quarta domenica, la Piazza di Trevi sarà animata dal Mercato del Contadino e dal Mercato delle Pulci. Tanti gli espositori, piccoli artigiani, antiquari, collezionisti, presenti per raccontarvi (more…)

BEVAGNA: MERCATO DELLE GAITE 2012 DAL 14 AL 24 GIUGNO

12 giugno 2012

Il mercato delle gaite trae ispirazione dall’antica divisione di Bevagna in quattro quartieri denominati Gaite su cui si basava l’organizzazione amministrativa della città in epoca medievale. Lo scopo della manifestazione è quello di ricostruire con la maggiore precisione  storica e dovizia di particolari la vita quotidiana degli abitanti di Bevagna nel periodo compreso tra il 1250 e 1350 A tal scopo, fin dal 1983 un gruppo di studiosi esamina accuratamente lo Statuto cinquecentesco del Comune di Bevagna da cui sono tratte le informazioni necessarie alla ricostruzione storica della vita politica, amministrativa, economica e sociale. Per dieci giorni, quindi, alla fine di giugno Bevagna fa un tuffo, in questo remoto passato: le antiche botteghe dei mestieri medievali riaprono i loro battenti e riprendono le attività e le strade si popolano di bevanati che in abiti d’epoca vivono la quotidianità dei loro avi mangiando, lavorando, giocando proprio come loro. Oggi come allora la città si divide in quattro gaite, ma oggi ognuna rivaleggia con le altre nel tentativo di dare un (more…)

Ancora un suicidio dal ponte delle Torri di Spoleto

22 Mag 2012

Credo che in questa occasione sia rispettoso non alimentare polemiche sui suicidi dal ponte delle Torri. La questione dovra’ essere ripresa dopo il silenzio e le condoglianze per l’ultimo lutto. Prendo atto solo che il sindaco di Spoleto e le istituzioni iniziano a porsi il problema, ma bisogna fare in fretta

Maurizio Ronconi

Arte: Silvia Vagnoni a “Stifone, le Fonti del Colore”

18 Mag 2012

Silvia Vagnoni il 19 e 20 maggio 2012 organizza e partecipa a “Stifone, le Fonti del Colore”

Silvia Vagnoni

evento promosso dall’Associazione Contratto del Fiume Nera nell’ambito di Umbria Water Festival. Mostre, momenti d’incontro, poesia, musica, the e dolcezze, aperitivo in piazza la domenica, pittura en plen air; su Monet: luce e colore nell’acqua, ed altri eventi collaterali, tra cui la visita al Giardino del Colore al Mulino dei Marchesi Eroli, la passeggiata lungo il fiume dall’area archeologica del Ponte di Augusto al borgo di Stifone attraverso le Gole del Nera, la visita del borgo di Taizzano e la pregevole Chiesa della SS.Annunziata).

Il 27 maggio 2012 organizza e partecipa in occasione della giornata di Cantine Aperte  al Castello delle Regine di S. Liberato alla mostra di pittura “… tra barriques e tonneaux”

 

 

19 AZIENDE UMBRE PRESENTI AD ART LA FIERA NAZIONALE DELL’ARTIGIANATO DI FIRENZE

17 aprile 2012

Sono 19 le aziende artigiane che insieme ad Unioncamere Umbria, con il contributo della Regione e d’intesa con le associazioni di categoria, parteciperanno ad Art Firenze 2012, una delle più importanti vetrine italiane per le produzioni tipiche ed artistiche. Nove giorni fitti di iniziative, dal 21 al 29 aprile, pensati per valorizzare l’alta tradizione artigianale ma anche le innovazioni tecnologiche che un settore chiave del “Made in Italy” propone di continuo. Sabato prossimo, l’inaugurazione ufficiale, negli storici spazi della Fortezza da Basso. Sono attesi quasi 200mila visitatori. Più di 800 gli espositori, con più di 5000 operatori professionali. Quest’anno verrà presentata ai visitatori una importante novità: il tracciato della mostra è stato costruito attraverso percorsi sensoriali dedicati alle varie regioni. Un modo per privilegiare il territorio attraverso l’artigianato: dal turismo all’enogastronomia, dagli antichi mestieri al paesaggio. Art 2012 si presenta come una vera e propria “Città del bello”, un punto di incontro fra produttori e consumatori dove però sarà possibile anche fare acquisti e degustare prodotti tipici e tradizionali. Artigianato da vedere, da toccare e da assaporare, in orario continuato, per tutto il periodo della rassegna, dalle 10 alle 23. Per l’Umbria, una importante occasione di promozione attraverso le sue produzioni di eccellenza: ceramiche artistiche, maglieria, cornici, legni antichi decorati, accessori sartoriali, mobili dipinti a mano, oggetti in vetro, oreficeria, arredamenti per interni, mattoni artigianali, bigiotteria ed oggetti medievali. Saranno presenti 19 aziende: Laboratorio di Corniceria; Società agricola Maridiana Alpaca; Libero laboratorio d’Arte Ceramica; il Mercatino delle Pulci; Claudia Andreani; Legno&Colore; Ceramiche Mazur; Mogrè Ceramiche; Vetri d’arte Bodrero; Enrico Marrani; Bottega orafa Bartoccioni; La Quercia 21; Fabula; Folisa; Acacia Giuseppe; Peccetti Gino; Ceramiche Mercante; Scala di Luca e il Cotto Umbro.

 

IL MISTERO DEI CODICI TEMPLARI A RENNES-LE-CHATEAU

13 aprile 2012

di Diego Antolini – Jakarta – (www.thexplan.net)

“La collina appoggiava i suoi dolci declivi sulla silenziosa campagna Francese. Il cielo rischiarava a Oriente, fugando a poco a poco il velo della notte dalle cime degli alberi. I Cavalieri stavano immobili a osservare l’orizzonte. I primi raggi di sole si posarono velocemente sul metallo delle armature e sul lino delle tuniche bianche, sulle barbe brune e sulle else ingioiellate delle spade. Le croci rosse sembrarono sanguinare alla luce del nuovo giorno, quando uno degli uomini si voltò e si avvicinò a una grande quercia, alla cui base giaceva una lastra di pietra aperta. A un cenno dell’uomo, un secondo Cavaliere si fece avanti, portando una scatola d’oro. La scatola fu deposta a terra, la lastra chiusa, e si cominciò a incidere nella pietra…”.

Il mistero di Rennes-le-Chateu ruota intorno al parroco Padre Berenger Sauniere, un personaggio controverso che nei primi racconti che lo riguardavano (anni ’50) appariva come un uomo lascivio che “preferiva le donne e il vino alla cura delle anime”.

Sembra che alla fine del XIX Sec. Sauniere, durante i lavori di restauro della Chiesa di Maria Maddalena, avesse rinvenuto parte del tesoro che Blanche de Castile aveva raccolto in nome della Corona di Francia per pagare il riscatto di Saint Louis, prigioniero degli infedeli. I pezzi d’oro in eccedenza sarebbero stati da lei nascosti al di sotto della chiesa.

Questo spiegherebbe sia l’ossessione con la quale Sauniere proseguì negli scavi (abbandonando la restaurazione della chiesa temporaneamente) sia le immense risorse economiche cui sembrò avere accesso quando riprese i lavori di ristrutturazione.

Oltre all’uomo, Rennes-le-Chateau sembra nascondere codici esoterici di alto valore simbolico: dalla figura diabolica che sorregge l’acqua santiera all’iscrizione quantomeno bizzarra (Questo è un luogo Terribile) poste all’entrata della chiesa; dalle iscrizioni sulle lapidi al dipinto di Poussin (“Et In Arcadia Ego” E.I.A.E.) a quelle fatte incidere dallo stesso Sauniere sul Priorato di Sion; fino alle geometrie, allineamenti, e angoli particolari intessuti nella planimetria del villaggio.

 

I Cavalieri Templari sono stati associati al mistero di Rennes-le-Chateau sin dal principio, specialmente riguardo al sospetto che essi possano aver nascosto parte dei loro tesori nella regione, incluso quello che riportarono alla luce dal Tempio di Salomone a Gerusalemme. Vi sono molte leggende locali che parlano dell’Arca dell’Alleanza, del corpo di Gesù’ e del Sacro Graal come oggetti che sarebbero stati sepolti nell’area del misterioso villaggio francese.

E’ un fatto dimostrato da più parti la presenza dei Templari nella regione. Nel XII sec. Bernarus Sismondi de Albezuno, Signore di Bezu, e due fratelli appartenenti alla casata dei Reddas entrarono nell’Ordine. D’altra parte, il Chateau de Blanchefort è stato più volte indicato come una comanderia templare, mentre i Blanchefort di Rennes non erano imparentati con la famiglia del sesto Gran Maestro dei Cavalieri Templari. Tra i vari racconti sorti intorno al collegamento Templari-Rennes, vi sarebbe quello secondo il quale Bertrand de Blanchefort avrebbe chiesto ai Templari di aiutarlo a sfruttare una miniera d’oro situata nei pressi del suo castello nel 1130.

La presenza dei Templari nell’area sembra comunque evidente. Essi erano estremamente posizionati nella regione sia in termini di terre sia d’influenza. I siti Templari più vicini a Rennes-le-Chateau erano La Croix Rouge (La Croce Rossa, emblema dei Templari) e Les Murs du Temple (Le mura del Tempio). I membri dell’Ordine erano certamente a conoscenza del tesoro dell’Arcadia e si pensa che dopo la loro epurazione nel 1307 e conseguente fuga in Scozia, parte del tesoro abbia lasciato l’Europa con loro, fino a giungere oltreoceano nella misteriosa Oak Island (Isola della Quercia).

Vi sono molte teorie in circolazione che parlano dei Cavalieri Templari come dei custodi di un segreto che potrebbe cambiare l’intero corso della storia. Essi avrebbero mantenuto il segreto per tutto il corso della loro esistenza e di generazione in generazione potrebbe essere tuttora in possesso degli autentici discendenti dell’Ordine.

Considerato il coinvolgimento dei Templari non solo nell’area di Rennes-le-Chateau, ma prima di tutto nel Tempio di Salomone, non sorprende che essi, una volta entrati in possesso del “segreto” lo abbiamo mantenuto assolutamente protetto per le implicazioni estreme che la sua divulgazione avrebbe certamente causato.

Il Tesoro dell’Arcadia, un mistero che circonda il villaggio francese grazie soprattutto all’enigmatica opera di Poussin, si dice sia formato da tavolette di smeraldo contenenti delle iscrizioni in un linguaggio sconosciuto simile a quello della pietra trovata nel Pozzo delle Monete.

 

A Cannara, per la Settimana della Cultura aperti musei e chiese

12 aprile 2012

Da  sabato 14 aprile: alle 17.30 presso il Museo della Città si terrà la presentazione del restauro della tela raffigurante la veduta di Cannara nel Settecento, opera precedentemente conservata nel Palazzo del Circolo cittadino, una struttura da recuperare situata nel centro. Saranno inoltre aperte al pubblico, a cura della Proloco, una serie di mostre di particolare suggestione e strettamente legate alla storia e alle tradizioni cannaresi: In Piazza Umberto I le mostre fotografiche “ Cannara com’era” e “ Cannara e il mondo agricolo” mentre Palazzo Preziotti ospiterà la mostra della civiltà contadina: una vera e propria full immersion nella storia locale per conservarne la memoria e le radici. Presso il Museo della Città sarà inoltre possibile visitare la mostra dei costumi della filodrammatica cannarese: tutte le mostre sono state realizzate grazie anche al prezioso contributo di tante famiglie in possesso di importanti testimonianze del passato. Il Museo città di Cannara rimarrà aperto nei giorni di domenica e lunedì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 20.00 e sarà possibile visitare il Mosaico delle Terme oltre agli altri reperti provenienti dalla zona archeologica di Urvinum Hortense.

Venerdi 20 Aprile è previsto alle ore 21.00 presso il Museo “La Fisarmonica” con Luciano Trinoli in concerto, mentre sabato 21 aprile sarà dedicato alla riapertura della Biblioteca Comunale nella nuova prestigiosa sede del Torrione del Molino proprio accanto all’Archivio Storico intitolato ad Antonio da Cannara evento previsto per le 16.30 a cui seguirà una lettura animata “Don Chisciotte raccontato ai bambini” tratta dal famoso romanzo di Cervantes con musiche originali di Luca Piccioni e con la voce recitante di Pino Minzolini.

Nei sabati e domeniche della Settimana della Cultura saranno aperte tutte le Chiese della città grazie alla Parrocchia di S. Matteo e il Sacro Tugurio in collaborazione con i Terziari Francescani.

ESCURSIONE di racchetteneve e sciescursionismo al Piano delle Macinare – Monte Cucco

2 marzo 2012

A  cura di Becchetti Antonio  e Diosono Paolo(Istruttori AISER)

Ritrovi: ore 8,00 – Perugia, Ip di fronte Hotel Plaza – ore 8,15 – Bar di Collestrada,

Difficoltà: E 5 /10 (Rak) 5/10 Sciescursionismo – Dislivello m 200 circa Lunghezza: Km 6 circa (secondo il meteo e la neve) Indispensabili: Attrezzatura per Racchetteneve o Sciescursionismo oltre a: Zaino, Abbigliamento completo da montagna invernale (occhiali, guanti, cuffia, ghette ecc.) Cibi e bevande – ferma stomaco e muovi gambe – Ricambio vestiario completo.

Informazioni e prenotazioni presso: Diosono Paolo 333.9750644 – Ciclismo Sport/SportLand di Rossi Gian Luca tel. 075.5052531- cell 393.9452394 – info@ciclismosport.it

Noleggio su prenotazione e sino ad esaurimento:  set racchetteneve completo –  set per sci escursionismo

 

Martiri delle foibe, polemica botta e risposta fra Stefania Verruso e Carla Spagnoli

9 febbraio 2012

Vedo che la Sig.ra Verruso, Segretario Regionale della Destra, lancia accuse e definisce triste e scorretto strumentalizzare la data del 10 febbraio, il Giorno del Ricordo dei Martiri delle Foibe. Non si rende conto che è lei stessa a cadere nella strumentalizzazione quando speciosamente usa questa tragica ricorrenza per una odiosa e vergognosa “polemichetta” per procurarsi un po’ di visibilità e rompere l’ annoso e totale silenzio che caratterizza il suo impegno politico. Ribadisco con forza e convinzione la nostra dolorosa e sentita partecipazione al ricordo dei Martiri di quell’immane tragedia e ricordo alla signora Verruso che è stato proprio l’on. Roberto Menia, Coordinatore Nazionale di Futuro e Libertà, il promotore della Legge che ha istituito il Giorno del Ricordo. Io ero nella Destra di Storace quando ci presentammo con “Santanchè Presidente” contro il PDL gridando forte contro Berlusconi ed il berlusconismo. C’era anche la signora Verruso. Io sono uscita. Lei e La Destra oggi affiancano il PDL ed inciuciano con Berlusconi. Voglio ricordarlo alla signora Verruso e a La Destra. Ma forse pretendere coerenza da La Destra e dalla signora Verruso, è pretendere troppo!

Carla Spagnoli

Perugia: Nasce il comitato umbro “10 febbraio” per le iniziative di Futuro e Libertà in ricordo dei Martiri delle Foibe

8 febbraio 2012

E’ stato costituito anche in Umbria, in seguito alla nascita di quello nazionale, un comitato che coordinerà tutte le iniziative di Futuro e Libertà in merito alla ricorrenza del 10 febbraio “Giorno del Ricordo dei Martiri delle Foibe e dell’esodo istriano, fiumano, dalmata”. “Il Comitato umbro “10 febbraio”– spiega Francesco Siciliano – Coordinatore Provinciale di FLI – “sarà presieduto dal coordinatore nazionale di FLI On. Roberto Menia, promotore della legge che ha istituito il “Giorno del Ricordo”, e composto da Carla Spagnoli, Coordinatore Regionale di FLI Umbria e da altri 10 componenti rappresentativi del territorio regionale (Francesco Siciliano, Gianluca Procaccini, Cristiano Paggi, Francesco Mignani (Assessore Comunale di Assisi), Lorenzo Mattioni, Massimo Antonini, Wolfgang Bernelli (Consigliere Comunale di Spoleto), Giangiacomo Galassi, Antonio Aiello, Daniele Moriconi,)”.

Tra le iniziative delle quali Futuro e Libertà Umbria si farà promotore sono previste, nel corso del 2012, richieste ufficiali di intitolazione di una via “Martiri delle Foibe” in tutti i Comuni dell’Umbria dove ancora oggi non è stata realizzata; l’allestimento di una mostra sulle Foibe e la presentazione di uno spettacolo teatrale in ricordo dei Martiri.

A Trevi domenica 18 dicembre 2011 Mercato del Contadino e Mercato delle “Pulci”

16 dicembre 2011

Domenica 18 dicembre 2011, a Trevi dalle ore 9 fino al tramonto, in edizione speciale per il Natale, ci saranno il Mercato del Contadino “Farmer’s Market “ in Piazza Mazzini e il Mercato delle Pulci in Piazza Garibaldi.

Ad attendervi al Farmer’s Market troverete il prezioso Olio Nuovo Extravergine di oliva di Trevi dell’Azienda Elisir dell’Umbria, di Casa Margherita e di Pietro Venturini. Nel cesto potrete aggiungere miele e propoli, utilissimi per i mali di stagione, prodotti da Walter Arbolino, i salumi di Santilli carlo, i prodotti di Ianniello Giovanni, quelli di Gianni Terenzi, le composizioni di lavanda e i saponi naturali dell’Az. Agr. Gonzales Concita, i legumi dell’az. Agr. Montebufo, quelli dell’Az. Agr. Dolci Giuseppina e quelli di Spitella Simonetta, le verdure del Poggio degli Scoiattoli, i tartufi di Mari Fedele, le cipolle di Cannara di Fani Antonio le marmellate del Castello del Sole, il vino della Piccola Cantina dei Rossi e quello di Virili Piero.

Informazioni Tel. 0742 332269

 

“Il Mercatino delle Strenne di Bastia”

14 dicembre 2011

C’è attesa per il Mercatino delle Strenne che allieterà piazza Mazzini questo fine settimana, con presepi artigianali, addobbi natalizi e specialità alimentari.

Con il grande albero di Natale ecologico, realizzato con 2000 bottiglie di plastica dall’associazione giovanile “A ruota Libera”, piazza Mazzini si è già immersa nella piena atmosfera natalizia. In questo fine settimana, dal 16 al 18 dicembre, la piazza centrale di Bastia Umbra sarà arricchita anche quest’anno dal “Mercatino delle Strenne di Bastia”, organizzato dal consorzio dei negozianti Bastia Umbra City Mall in accordo con l’Amministrazione Comunale.

LA MAGIA DELLE ERBE – IL ROSMARINO (Rosmarinus officinalis)

25 novembre 2011

Rosmarino

di Loriana Mari

 

Caratteristiche: è un arbusto sempreverde che appartiene alla famiglia delle Labiate. Originario delle regioni del bacino del Mediterraneo. Alto fino a due metri ha fusti prostrati o ascendenti, molto ramificati, con foglie piccole, lineari, coriacee, biancastre sulla pagina inferiore.

I fiori azzurro violacei, anch’essi piccoli, sbocciano riuniti in grappoli ascellari in diversi periodi dell’anno, in relazione al clima, tutta la pianta, ma particolarmente le foglie e i fiori, è fortemente aromatica.

Habitat: cresce sia allo stato spontaneo che coltivato, in Italia è presente ovunque, in luoghi aridi e assolati fino agli 800 mt slm.

Proprietà: è una delle piante aromatiche più utilizzate in cucina, ma anche in medicina per le sue proprietà terapeutiche: è infatti aromatico, stimolante, digestivo, nervino, antisettico, antidolorifico, rilassante, tonico per la memoria, astringente e diuretico. Questo arbusto sempre verde, originario delle coste del Mediterraneo, oggi è coltivato ovunque: lo troviamo negli orti, nei giardini e nelle siepi, ed il suo profumo intenso respinge gli insetti nocivi. Pare che la pianta di rosmarino allontani gli insetti dalle piante vicine. Sacchetti contenenti rosmarino sono spesso messi negli armadi per tenere lontane le tarme. In passato veniva usato per deodorare gli ambienti e purificare l’aria.

Storia, mito, magia: per la sua azione rinforzante sulla memoria, è ritenuto la pianta del ricordo, come dice Ofelia nell’Amleto: “Ecco laggiù il rosmarino, la pianta del ricordo”. Anche Shakespeare accenna alla relazione fra il rosmarino e la memoria; nel dialogo tra Ofelia e Amleto scrive: “C’è il rosmarino, per la rimembranza. Ti prego, amore, ricorda”.

Secondo una leggenda i fiori del rosmarino una volta erano bianchi, divennero azzurri quando la Madonna, durante la fuga in Egitto, lasciò cadere il suo mantello su una pianta di rosmarino.

L’uso della pianta di rosmarino fin dall’antichità è stato da sempre legato alle sue positive proprietà terapeutiche. Sono numerosissime le leggende e le “ricette” proposte a base di questa pianta nel corso dei secoli.  Una preparazione divenuta molto famosa è “l’Acqua della Regina d’Ungheria” che diceva: “Io donna Isabella, regina d’Ungheria, di anni 72, inferma nelle membra e affetta di gotta, ho adoperato per un anno intero la presente ricetta donatami da un eremita mai da me conosciuto, la quale produsse su di me un così salutare effetto che sono guarita ed ho riacquistato le forze, sino al punto da sembrare bella a qualcuno. Il re di Polonia mi voleva sposare ma io rifiutai per amore di Gesù Cristo. Ho creduto che la ricetta mi fosse stata donata da un angelo. Prendete l’acqua distillata, quattro volte trenta once, 1 20 once di fiori di rosmarino, ponete tutto in un vaso ben chiuso, per lo spazio di 50 ore: poi distillate con un alambicco a bagnomaria. Prendete una volta alla settimana una dramma di questa pozione con qualche altro liquore o bevanda o anche con carne. Lavate con esso il viso ogni mattina e stropicciate con essa le membra malate. Questo rimedio rinnova le forze, solleva lo spirito, pulisce le midolla, dà nuova lena, restituisce la vista e la conserva per lungo tempo; è eccellente per lo stomaco ed il petto” (cfr . Giuseppe De Vitofranceschi, Le virtù medicinali del rosmarino, Milano 1983).

Ancora famoso è “l’Aceto dei quattro ladri”.

Un altro balsamo famoso è “Il Balsamo Tranquillo”, chiamato così perchè fu inventato da frate Tranquillo, un cappuccino, formato da una mescolanza di varie erbe, dove spicca il rosmarino, utile per curare i reumatismi.

Ancora ritroviamo nel libro “Teatro farmaceutico” di Giuseppe Donzelli (medico, chimico e filosofo napoletano vissuto nel 1600) la seguente ricetta: “Piglia di fiori di rosmarino libre una, zucchero libbre tre. Si cuoce lo zucchero a cottura di manuschristi e si lascia raffreddare, e poi vi si mescola li fiori sani e si fanno cuocere poco perchè così facendo li si resta il loro colore natio. Conforta il cerebro humido, giova al cuore e corrobora le membra nervose”.

Nota a molti è “l’acqua di San Giovanni” che consiste in una serie di rituali da compiere in concomitanza della festa di San Giovanni, il 24 giugno che corrisponde al solstizio d’estate. Vuole la tradizione che si debbano raccogliere una serie di erbe (ginestra, iperico, artemisia, verbena, timo, rosmarino, salvia, basilico, maggiorana, lavanda, rosa, ecc. La composizione delle erbe varia da regione a regione) il giorno prima del 24 e che siano lasciate in acqua, fuori di casa durante la notte del 24. La mattina dopo ci si deve lavare con quest’acqua e poi buttarla via in quanto si dice che porti benefici alla pelle e come protezione per le malattie. Utilizzata come acqua fatata serve per aumentare la fecondità, la buona salute e difendersi dalle fatture, in modo particolare quelle ai bambini. Si racconta che le massaie, il giorno di mezza estate, preparassero il pane con quest’ acqua, senza usare il lievito e formulando un rituale magico.

Nell’antica Grecia, chi non poteva procurarsi l’incenso per sacrificare agli dei, bruciava rosmarino che veniva chiamato “pianta dell’incenso”. Anche dagli egizi e dai romani era tenuto in grande considerazione. Pianta governata dal sole, il rosmarino, ha ispirato antiche leggende.

Ovidio, nelle Metamorfosi, racconta la storia della principessa Leucotoe, figlia del re di Persia, che sedotta da Apollo, intrufolatosi furtivamente nelle sue stanze, dovette subire l’ira del padre, che la uccise per la sua debolezza. Sulla tomba della principessa i raggi del sole penetrarono fino a raggiungere le spoglie della fanciulla, che lentamente si trasformò in una pianta dalla fragranza intensa, dalle esili foglie e dai fiori viola-azzurro pallido. Da questa leggenda deriva l’usanza degli antichi Greci e Romani di coltivare il rosmarino come simbolo d’immortalità dell’anima; i rami venivano adagiati fra le mani dei defunti e bruciati come incenso durante i riti funebri.

Per gli antichi romani il profumo del rosmarino allietava i defunti e li accompagnava nell’oltretomba, e ancora nel XIX secolo veniva considerata una “pianta del ricordo”: era usanza portare ai funerali rametti di rosmarino, oltre che margherite, fiori di linaria e salvia.

Secondo alcuni il nome latino rosmarinus deriverebbe da “ros marinus”, rugiada del mare, secondo altri da “rosa maris” rosa del mare.

I Sicilia si racconta che tra i rami di Rosmarino sono celate delle figure magiche femminili, esili fatine pronte ad aiutare chi è veramente degno.

Il forte aroma di questo arbusto sempreverde ha una particolare qualità sottile: attirare i ricordi amorosi; per questo motivo veniva usato nei filtri d’amore per incantare il cuore. La sua fragranza aiuta le persone malinconiche a risollevarsi dalla tristezza. In antichi scritti si legge che gli studenti romani facevano uso di coroncine di rosmarino per superare brillantemente gli esami.

Regalarsi un ramo di rosmarino significa dirsi:”Io penso a te!”; il ramoscello, infatti, sembrerebbe avere il potere di mantenere vivo il ricordo della persona che ce lo ha donato.

Nei rimedi dei semplici si legge che un buon infuso fatto con le sommità fiorite del rosmarino può aiutare a rievocare avvenimenti remoti e risvegliare la facoltà perse. Si racconta che un rametto, messo sotto il cuscino, aiuti a sognare mondi fantastici ed allontani gli incubi.

Nel Medioevo veniva usato per scacciare spiriti maligni e streghe durante le pratiche esorcistiche. Per secoli venne usato come fumigante per disinfettare le stanze dei malati. Il decotto di rosmarino serviva per la pulizia delle cucine, lavelli, vasche da bagno. Rametti di rosmarino venivano posti nei cassetti della biancheria, negli armadi per profumare e tenere lontane le tarme.

le giovinette, tempo fa, non usavano ramoscelli di rosmarino solo per sognare, ma veniva anche impiegato per lavarsi i capelli; si mettevano delle foglioline verdi sminuzzate nell’acqua piovana e l’infuso rendeva la chioma più lucida; per combattere la caduta dei capelli ed avere una buona crescita occorre macerare un misto di foglioline di bosso fresche e rosmarino, triturare e lasciare il tutto per quindici giorni in infusione in un litro di alcol puro, filtrare e frizionare sul cuoio capelluto.

La qualità antisettica del Rosmarino è stata riconosciuta fin d’antichità, forse per questo si usava bruciare ed appendere i ramoscelli per allontanare le malattie e pestilenze.

Una volta le partorienti venivano lavate con l’infuso di quest’erba, ed anche il neonato veniva delicatamente deterso con l’acqua precedentemente bollita con foglioline di Rosmarino; questo avrebbe protetto entrambi dalle infezioni.

Nella simbologia cristiana si narra che il Rosmarino abbia preservato la Madonna e Gesù Bambino dall’inseguimento dei soldati, occultandoli tra i suoi rami, mentre fuggivano verso l’Egitto.

A proposito di protezione, ecco una simpatico incantesimo di protezione fisica e spirituale, con varie erbe, tra cui ovviamente il rosmarino: versare in un contenitore a chiusura ermetica un litro di ottima acquavite di vinaccia di circa 45 gradi e tre quarti di litro di acqua distillata; tagliare a fettine due arance fresche e ben mature e due limoni, lasciarli in infusione nel vaso chiuso, esposto giorno e notte all’aperto in modo che possa ricevere la luce solare e lunare.

Il rituale deve iniziare il primo giorno di luna nuova.

Passati quattordici giorni, colare il macerato filtrando il tutto, spremendo le fettine di arancia e di limone che saranno impregnate di grappa.

A questo punto rimettere il liquore ottenuto nel suo contenitore lavato ed asciugato, incorporare le seguenti erbe in trenta grammi per ognuna: enula, issopo, salvia, rosmarino, menta ed angelica. Dopo di che, chiudere accuratamente il contenitore ed esporre il tutto all’aperto per altri quattordici giorni; con la raccomandazione di ritirare il vaso il giorno prima della luna nuova susseguente.

Compiere nello stesso giorno la spremitura accurata delle erbe e la filtrazione del liquore ottenuto, che andrà ripetuta tre volte: al termine, aggiungere due cucchiai di miele di acacia.

Da assumersi in un bicchierino dopo i pasti. E tanti auguri!

Nel simbolismo dei fiori, il messaggio di questa pianticella sempre verde esprime: “sono felice quando ti vedo”. Sembra che portare sul cuore un ramoscello fiorito doni un grande felicità interiore.

Si dice che annusare spesso il suo legno mantenga giovani, mentre ornarsi la testa con una corona di rosmarino aiuta la memoria.

Il rosmarino è uno degli incensi più antichi e possiede dei forti poteri protettivi e purificatori.

Prima di praticare un rituale sarebbe una buona abitudine lavarsi le mani con un infuso di rosmarino.

Il rosmarino attira gli elfi e le sue foglie polverizzate avvolte in una pezza di lino e legate al braccio destro fanno sparire la depressione.

Anche molti rituali di guarigione vengono praticati utilizzando questa meravigliosa pianta, che può inoltre sostituire l’incenso!

La tradizione popolare mediterranea lo ritiene la pianta degli innamorati e di tutti quelli che non vogliono dimenticarsi.

Raccogliete alcuni rametti di rosmarino e legateli con un nastrino di seta azzurra, sul quale avrete precedentemente scritto il vostro nome e quello della persona che desiderate vi ricordi. Preparate un sacchetto di stoffa azzurra e inserite il mazzetto di rami di rosmarino; ponetelo poi sotto il cuscino. E’ di ottimo auspicio se in una delle prime 7 notti, a partire da quella in cui avete preparato l’amuleto, sognerete la persona che vi sta a cuore.

 

Piccole perle:

per fare il vino: far macerare per un giorno due manciate di foglie sminuzzate in un litro di buon vino bianco e quindi filtrare.

Berne un bicchierino prima di ogni pasto in caso di debolezza e inappetenza.

Per il mal di gola fare dei gargarismi con un infuso tiepido o caldo.

Per scurire i capelli: sciacquare i capelli, dopo averli lavati, con un infuso preparato con 3 cucchiai di rametti fogliati tritati, fatto riposare coperto per circa 30 minuti.

 

Amnesty denuncia: Torture nella Libia dei “democratici”

25 ottobre 2011

di Gennaro Esposito

Il Consiglio Nazionale di Transizione è ormai vicinissimo ad ottenere il controllo totale della Libia, con le sue milizie impegnate nell’ultima e decisiva battaglia per la conquista di Sirte, città natale del Colonnello Gheddafi. Ma le premesse di quella che dovrebbe essere la Libia del futuro non sono delle migliori.
Se infatti il mondo intero auspicava un cambio di regime in Libia (tanto che le potenze occidentali sono intervenute militarmente a sostegno dei ribelli), nessuno poteva immaginare che l’alternativa potesse essere un altrettanto cruento regime. E’ quanto si evince dalla denuncia di Amnesty International che ha reso noto di essere a conoscenza di preoccupanti abusi (incluso il ricorso alla tortura) da parte proprio degli uomini del Cnt ai danni di 2500 detenuti vittime di arresti arbitrari compiuti in questi mesi di guerra civile.
Una notizia che getta una lunga ombra sulla bontà dell’alternativa di governo sponsorizzata dall’Occidente e che rischia di far rimpiangere, alla popolazione locale, il regime abbattuto del Colonnello Gheddafi. Il rapporto di Amnesty International, dal titolo emblematico “Abusi detentivi macchiano la nuova Libia”, si basa su un’indagine condotta dalla stessa ONG britannica tra il 18 agosto (alla vigilia della caduta di Tripoli) e il 21 settembre in 11 penitenziari dell’hinterland di Tripoli, Zawiya e Misurata conducendo a scoperte raccapriccianti.
L’indagine avrebbe infatti fatto emergere un vero e proprio sistema di torture ed abusi ai danni dei sospetti collaborazionisti del regime di Gheddafi tanto che in alcuni casi, si legge sul rapporto, “vi è una chiara evidenza del ricorso alla tortura per estorcere confessioni o semplicemente per infliggere una punizione”.
Hassiba Hadj Sahraoui, vice-direttrice di Amnesty per il Medio Oriente ed il Nord Africa, ha affermato che “le autorità transitorie stanno certamente affrontando numerose sfide, ma se non si impegnano a rompere chiaramente con il passato, manderanno all’esterno il messaggio che maltrattare i detenuti sia una pratica tollerata nella nuova Libia” così come in precedenza, considerando che arresti arbitrari e torture erano tratti tipici del regime di Gheddafi.
Il rapporto di Amnesty International, dunque, solleva numerose preoccupazioni sul futuro della Libia dal punto di vista della repressione del dissenso. Il rischio concreto è infatti che, almeno da questo punto di vista, il rovesciamento del regime di Gheddafi non porti alcuna novità rendendo fallimentare l’ennesimo tentativo di esportazione della democrazia.

Fonte: L’OPINIONE DELLE LIBERTA’

Ecco l’immagine della grande tela rubata al Santuario delle Fontanelle

4 ottobre 2011

dipinto eseguito nel 1593 da autore ignoto, raffigurante  Santa Maria Assunta con Santi Francesco e Bonaventura

Il ritrovamento di opere d’arte trafugato dalle chiese, molto spesso eseguito su commissione e spesso con un acquirente già pronto, è sempre molto difficile ma un grande deterrente è certamente la conoscenza dell’opera rubata. Per questo l’Amministrazione comunale di Magione intende dare ampia diffusione della foto del quadro rubato lo scorso 26 settembre dal Santuario Madonna delle Fontanelle di Montecolognola a Magione, così che chiunque ne venga in possesso, qualora l’opera venga immessa sul mercato antiquario, non possa dire di ignorarne la provenienza. Inoltre il quadro, eseguito nel 1593 da autore ignoto, raffigurante una Santa Maria Assunta con Santi Francesco e Bonaventura, per le sue grandi dimensioni, circa un metro e mezzo per due e mezzo di altezza, non può passare di certo inosservato. Purtroppo, al momento della ricognizione effettuata a seguito del furto, che lo ricordiamo è stato scoperto casualmente durante un sopralluogo richiesto dall’assessore alla cultura del Comune Giacomo Chiodini, per una verifica dello stato di conservazione di alcuni monumenti del territorio, è stata rilevata anche la mancanza di un’acquasantiera del Settecento ed il tentativo di rubare anche la tela a destra dell’altare. Forse i ladri sono stati disturbati, visto che la zona è molto frequentata da cacciatori, per cui hanno lasciato incompiuto il furto. Per evitare che il quadro venisse trafugato in un secondo momento la Curia diocesana, proprietaria dell’immobile e delle opere che sono conservate all’interno, sono state messe in sicurezza dall’ufficio diocesano per i beni culturali ed ecclesiastici di Perugia . Una modalità di tutela resa indispensabile dal particolare isolamento dell’edificio che ne rende impossibile un controllo continuo. «Ci auguriamo che la tela venga ritrovata – è il commento dell’assessore Chiodini – per quello che ci riguarda cercheremo di dare massima diffusione alla conoscenza dell’opera con l’augurio che possa servire alla sua identificazione. Rimane la difficoltà a proteggere questo ricchissimo patrimonio artistico che è, non solo espressione della devozione religiosa di un luogo, ma testimonianza storica della bellezza e ricchezza di questi monumenti».

MAGIONE: Rubata una delle tele del Santuario delle Fontanelle

27 settembre 2011

Rubato uno dei dipinti  del Santuario della Madonna delle Fontanelle in località Montecolognola a Magione. La scoperta del furto è avvenuta questa mattina durante un sopralluogo, richiesto dall’assessore alla cultura del Comune Giacomo Chiodini, per una verifica dello stato di conservazione di alcuni monumenti del territorio. Il gruppo di lavoro, costituito da Roberto Minelli, della Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici dell’Umbria; Giovanna Bacoccoli, della Soprintendenza Archeologica; don Augusto dell’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve; Stefano Picciafuoco, Comitato per Montecolognola, dopo aver effettuato il sopralluogo alla chiesa di Montecolognola, pregevole edificio che conserva al suo interno affreschi di Gerardo Dottori in gravi condizioni di degrado a causa di infiltrazioni provenienti dal tetto; ha proseguito, senza l’assessore Chiodini, il giro per l’accertamento dello stato di conservazione di alcuni monumenti del territorio comunale, raggiungendo la seconda tappa della visita: il Santuario delle Fontanelle. La porta, con evidenti segni di scasso, ha subito allertato gli studiosi che, entrati nell’edificio, hanno visto che uno dei due grandi dipinti, realizzati nel Settecento ai lati dell’altare e incorniciati da una ricca edicola di stucco, era stato tagliato e rubato. Il giro di ricognizione, che doveva toccare anche Collesanto ed Agello, dove altri edifici religiosi necessitano di interventi, è stato quindi interrotto ed i presenti si sono recati presso la locale stazione dei carabinieri per sporgere denuncia.

Il santuario, edificato nel Cinquecento, in un luogo di grande suggestione, è stato sempre oggetto di grande culto. Come altri edifici del Comune anche questo necessita di lavori di restauro, da qui le ricognizioni volute dall’Assessore Chiodini di cui la prima, effettuata nel mese di marzo di quest’anno, aveva visto la presenza dell’allora soprintendente Vittoria Garibaldi.

«Il furto del dipinto – fa sapere l’assessore Giacomo Chiodini – rappresenta una gravissima perdita per il patrimonio artistico del nostro territorio e conferma la necessità di una maggiore tutela non solo per quanto riguarda la manutenzione ma, anche, per la sua sicurezza».

NOTTE BIANCA TERNI – SAPORI….IN MUSICA

22 settembre 2011

Piazza Clai – Terni

ore 20:00 – Performance musicali a cura della scuola “Sintonie”
ore 23:00 – Esibizione della tribute band “The Dangerous”, cover di Michael Jackson
ore 24:00 – Degustazione gratuita primi piatti realizzati dalla “Chef Academy” e assaggio gratuito di vini di qualità offerti dalla cantina “Castello delle Regine”
ore 01:00 – Degustazione gratuita di dolci tipici napoletani offerti dal Ristorante “Anema e Core”

Ponte delle Torri di Spoleto ormai Ponte dei Suicidi

20 settembre 2011

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

La notizia dell’ennesimo suicidio dal Ponte delle Torri di Spoleto rattrista e suscita anche un moto di rabbia per l’inerzia da parte delle autorità competenti che ancora, dopo anni di solleciti, si rifiutano di mettere in sicurezza il monumento. Rimango incredulo di fronte a tanta mancanza di volontà e della ostinatezza di chi non ha voluto evitare che quel monumento si trasformasse nel “luogo dei suicidi”.

Maurizio Ronconi

L’impianto d’illuminazione artistica potrebbe far male alla Cascata delle Marmore, o forse è un problema di bollette enel non pagate?

18 luglio 2011

Cascata delle Marmore

Se quello che leggiamo riguardo ai  motivi dello spegnimento dell’impianto d’illuminazione della Cascata delle Marmore fosse vero, non solo sarebbe grave ma rappresenterebbe in maniera evidente l’incapacità e l’inadeguatezza di chi oggi indegnamente è chiamato ad amministrare la città. E’ sconvolgente leggere nelle dichiarazioni di qualche esponente politico locale che il vero motivo dello spegnimento dell’impianto potrebbe essere legato esclusivamente al contenzioso economico che il Comune avrebbe con l’Enel Sole, e dunque al mancato pagamento delle bollette pregresse. Sappiamo in verità che la situazione è più complicata; si tratta di un contenzioso che si protrae da anni ma essere arrivati a questo, in pratica al distacco dell’impianto elettrico, dimostra incuranza, lassismo e menefreghismo verso quello che è  il sito d’interesse più importante del nostro comprensorio, la nostra unica e certa ricchezza turistica, uno dei dieci siti più visitati in Italia. Siamo schifati da simili atteggiamenti amministrativi che alla fine umiliano e ridicolizzano l’intera città agli occhi dei turisti e che vanificano in un sol colpo i tantissimi sforzi di valorizzazione fatti negli anni per questa che  è la più importante risorsa turistica. La situazione del distacco andava assolutamente evitata in ogni modo, arrivare a questo, oscurare la Cascata, cadere così in basso, disonora la città e noi tutti.

Per questo è incomprensibile che non si sia fatto nulla per evitare il distacco della fornitura elettrica e che si tenti ora maldestramente di giustificare il tutto con l’esistenza di un complesso contenzioso tra le parti.

Contenzioso che seppur serio ed esistente da tempo, non doveva assolutamente risolversi  con il distacco della fornitura elettrica.

Considerando poi che lo spegnimento avviene nel periodo estivo quando la Cascata è aperta anche nelle ore notturne è ancor più assurdo. Immaginate soltanto il caso in cui un turista sapendo dell’apertura notturna decidesse di venire a visitare la cascata.. cosa vedrebbe? Dovrebbe accontentarsi solo del fragore delle acque? Sono ormai venti giorni che la cascata è al buio , questo è grave ed è inutile ogni tentativo di sminuirlo. Grottesche le parole dell’Assessore Ricci, che sostiene che l’impianto d’illuminazione artistica potrebbe far male alla Cascata delle Marmore, insulso concetto per spiegare il mancato tentativo di recuperare la situazione. La triste realtà è che siamo incapaci di gestire una così grande  e importante ricchezza; mentre le altre città dell’Umbria, anche le più piccole, s’inventano iniziative culturali estive in grado alla fine nel concreto di attrarre masse turistiche, noi non solo siamo fermi e addormentati nella calura estiva della conca, ma dimostriamo di non essere all’altezza nemmeno di gestire quello che abbiamo, ciò che fortunosamente la storia ci ha lasciato.

Michele Rossi

Coordinatore Comunale PDL Terni

Magione, Festa della Madonna delle Fontanelle

1 giugno 2011

santuario Madonna delle fontanelle

DOMENICA 5 GIUGNO

Realizzato grazie alle elemosine degli abitanti di Magione, della piccola frazione di Montecolognola e di tutti coloro che appresero dei miracoli che in questo luogo avvenivano, in conseguenza di un’immagine della Madonna dipinta su un muro in prossimità di una fonte in cui si recava a prendere l’acqua, il Santuario della Madonna delle Fontanelle, edificato nelle forme attuali nel 1498, è stato sempre oggetto di un grande culto. Una tradizione antichissima vede gli abitanti di Magione e di Montecolognola recarsi in pellegrinaggio in occasione dell’Ascensione di Gesù per la tradizionale della Festa delle Fontanelle. Il luogo di grande suggestione, la presenza del Santuario, dove, sotto il transetto sinistro dell’edificio, vi è una piccola grotta dotata di una sorgente d’acqua dove, sopra una roccia verde di muschio e di felci, è posta una piccola statua della Madonna molto venerata, hanno reso questa occasione momento di grande partecipazione per le famiglie del posto in cui, fino a trenta anni fa, al momento religioso, quello della processione, faceva seguito un pranzo al sacco sul prato circostante. L’Amministrazione comunale di Magione, la Pro Loco di Magione il comitato di Montecolognola e la Parrocchia di Magione hanno inteso riproporre questa antica tradizione ritenendolo uno dei momenti religiosi e collettivi più significativi del territorio. La processione partirà alle ore 9 da Magione e da Montecolgnola per incontrarsi all’incrocio della strada sterrata che porta al Santuario. Dopo la celebrazione della messa ci sarà un pranzo tradizionale da consumare tutti insieme.

STORIA DEL SANTUARIO

Il santuario fu edificato nel 1498, probabilmente sui resti di una chiesetta preesistente. La leggenda legato ad esso narra infatti l’esistenza di un’immagine della Madonna dipinta su un muro e ritenuta miracolosa. Nei primi anni del secolo XVI, la chiesa passò all’ordine francescano e ciò generò contrasti con la comunità di Montecognola circa l’amministrazione dei beni spettanti ad essa. Nel corso del secolo XVIII, fu restaurata nella prima metà Ottocento da Don Vincenzo Agostini, nativo di Magione, che demolì il colonnato del chiostro, su cui si trovavano le camere dei frati, e sistemò l’abitazione del sacerdote. Realizzato in pietra arenaria, il santuario ha pianta a croce latina a navata unica. La facciata, molto semplice, presenta un portale ligneo delimitato da una trabeazione in pietra sorretta da due pilastri. Al di sopra è una finestra rotonda a mo’ di rosone. All’interno l’elemento più caratteristico e appariscente è l’enorme dossale in pietra arenaria che fa da sfondo all’altare, dividendo la zona absidale e assegnandole la funzione di sacrestia. Ai lati dell’altare si trovano due grandi dipinti incorniciati da una ricca edicola di stucco.


 

Perugia, mercatino delle pulci il 1° maggio

29 aprile 2011

Domenica Primo Maggio torna puntuale l’appuntamento col Mercatino delle Pulci di Porta Sant’Angelo. Domenica è la festa dei lavoratori, ma passeggiare per il centro storico e precisamente nel Rione di Porta Sant’Angelo non è un lavoro ma un vero piacere! Viviamo la nostra città sempre! Girare per le bancarelle colorate del  Mercatino, che si svolge in Piazza Lupattelli, è piacevole e divertente sia per grandi che per piccini. Vi aspettiamo numerosi.

Associazione Vivi il Borgo – Info e prenotazioni stand: 348 2945333

http://viviilborgo.blogspot.com/

L’ uragano “ LIBERTA’ ” ha iniziato il suo cammino

5 marzo 2011

Ricevimo da CLUB della LIBERTA’  “ Il Regno delle Due Sicilie “ Perugia e volentieri pubblichiamo

I tempi sono maturi; i popoli sono maturi; è tempo di cambiare aria, è giunto il momento della libertà individuale in ogni angolo del mondo senza nessuna riserva! Non è possibile, nel 2011, che esistano ancora paesi privi della libertà individuale, privi di quella democrazia totale che sta alla base di qualsiasi progresso sociale. Adesso che questo contagioso “vento” sta crescendo di intensità è bene alimentarlo e dirigerlo verso tutti quei paesi ancora sotto dittatura, ancora lontani da quel sole che illumina, riscalda e regala sorrisi liberi e sinceri. E’ giusto far scegliere al popolo i propri “ leader “, è giusto che sia la gente a scandire il tempo della politica, della cultura, dello sport e di tutto ciò che li riguarda in prima persona, in fondo è proprio questo insieme di persone che forma uno stato e quindi deve essere libero di scegliere e deve essere partecipe delle proprie ricchezze. Tutto il mondo, tutti i popoli che lo abitano devono far sentire la propria voce innalzando la bandiera della democrazia e della fratellanza, tutti noi abbiamo l’obbligo morale di aiutare questo cammino verso la libertà perché ci riguarda direttamente e non di riflesso come molti ancora credono. Dobbiamo iniziare a ragionare come “cittadini del mondo” anche se nati in uno piccolo stato, perché solo in un mondo completamente libero, dove ogni individuo è importante e fondamentale, può nascere e crescere il bene più prezioso che possa mai esistere, “ l’amicizia “ tra popoli culturalmente diversi ma legati da un forte spirito di fratellanza e di ospitalità. Per centrare tale obiettivo per niente facile, è necessario entrare nelle menti di coloro che ancora oggi si ostinano a frenare, con la propria dittatura, la libertà soggettiva e la crescita del paese stesso e fargli capire che forse è giunto il momento del loro tramonto e il momento di ascoltare la volontà “sovrana” dei cittadini, solo loro possono e devono scegliere chi e come deve governare. Non si può più immaginare un popolo sottomesso a una sola persona, non si può più vedere in tv scene di guerre e di povertà, di bambini senza speranza e senza cibo, di lotte interne per una libertà che dovrebbe invece essere nostra fin dalla nascita. Anche noi occidentali, abitanti di stati “ ricchi “ dobbiamo fare la nostra parte ribellandoci e alzando la voce contro le dittature che ancora opprimono molte persone che hanno tutti i diritti di vivere liberamente. Dobbiamo combattere questo freno socio-culturale ed auspicare, in un futuro prossimo che il vento di libertà che sta toccando molti paesi possa portare questo mondo, ricco di speranze e di buone intenzioni, ad abbattere qualsiasi tipo di barriere materiali e psicologiche. Immaginiamoci un mondo, dove non serve passaporto o altro, dove siamo tutti liberi di viaggiare in qualsiasi direzione si voglia, dove ognuno di noi rispetta il nostro simile per quello che è e non per le sue origini. Sarà solo utopia? Pensandoci bene non mi sembra un problema insormontabile, se tutti fossimo d’accordo non vedo chi o cosa potrebbe ostacolare tale aspettativa, e per quale motivo. Siamo sicuri che un limitato numero di soggetti possa manipolare miliardi di persone? E non mi pare giusto impoverire il popolo privandolo delle proprie ricchezze per un accumulo personale di tesori sparsi in tutto il mondo. Chissà perché i dittatori di paesi poveri hanno tesori a non finire e intanto la propria gente muore di fame quando invece i proventi dovrebbero essere usati per il bene del popolo stesso? I tempi sono maturi per dare una svolta netta a questo mondo che dovrebbe appartenere sempre di più alle persone comuni e per evitare lo sfruttamento a favore di pochi ma perfidi personaggi. Che sia il cittadino a scegliersi il proprio destino!

Foligno, Il giallo delle mimose per festeggiare con “Robe da Favola”.

2 marzo 2011

A quelli di Robe da Favola piace il giallo: che è il colore della simpatia, di  chi vuol dire cordialmente “sono felice di parlare con te”. E allora, per potersi presentare in città, e parlare con quanti più possibile,  questa nuova associazione di professionisti, che opera nell’ambito dell’arte,  della didattica e della terapia artistica, invita tutta la cittadinanza di  Foligno (e non solo) all’evento: “Che favola di donna sei?”. Si tratta di un’iniziativa piuttosto originale: un mercatino/non mercato. Ossia il risultato del lavoro artigianale di donne folignate, che hanno
realizzato a mano semplici articoli (profumi speziati, candele artistiche,  bigiotteria, leccornie carnevalesche). Chi acquisterà gli articoli contribuirà con la sua offerta alla realizzazione
del primo progetto editoriale dell’associazione, intitolato “A ritmo di fiaba”. Nel cantiere di questo progetto fervono i preparativi, per poter pubblicare un  libro con Dvd allegato.
Il libro conterrà materiale didattico per laboratori di didattica musicale,  mediazione artistica e psicomotricità, tavole realizzate in acquarello,  composizioni musicali inedite per bambini, e i “foglietti illustrativi” per  educare i lettori a diventare con-creatori..

Il mercatino di “Che favola di donna sei?” si svolgerà l’8 Marzo, dalle 10
alle 18 (orario continuato), presso il B&B Alle Puellae, in Foligno, Via del
pozzo, 5: all’insegna del giallo, che è anche il colore delle mimose, della
fantasia e della creatività!

SE QUESTA NON E’ INVIDIA …

13 febbraio 2011

Riceviamo da CLUB della LIBERTA’  “ IL REGNO delle DUE SICILIE “

Ogni giorno assistiamo, puntualmente ad una esplosione mediatica di bassissimo livello sociale e culturale, sembra che l’Italia non abbia altro a cui pensare. Eppure i problemi non sono miracolosamente scomparsi anzi … Innanzi tutto bisogna sottolineare con fermezza una cosa certa ed importantissima che molti politici,  e non, fanno finta di aver già dimenticato; “ il PDL compresa la figura di BERLUSCONI, è stato votato dalla maggioranza del popolo italiano “ e quindi ha il diritto ed il dovere di governare il nostro paese vista la scelta democratica fatta nelle ultime elezioni. Tutto questo attacco mediatico si sta involgarendo ed  ha preso una brutta piega,  facendo perdere tempo, troppo tempo per poter affrontare problemi ben più seri.

Perché in una società moderna, dove giustamente si tollera l’omosessualità, le diverse religioni, dove esiste la libertà di essere ciò che si vuole, una persona come tutti noi  anche se di grande spessore politico non può essere libera di fare ciò che vuole nell’ambito della sua sfera privata?

Siamo  del parere che i personaggi pubblici debbano essere giudicati prevalentemente per i risultati ottenuti e per le capacità dimostrate nel proprio ruolo di responsabilità. Nessuno è perfetto, nessuno è esente da errori, voluti o non voluti, ma reputiamo vergognoso e futile tutta questa situazione dove ogni giorno migliaia e migliaia di pagine di giornali, ore e ore di televisione (pagate da noi), web, manifestazioni ecc.  dedicano tanto, troppo spazio ad un problema non proprio politico, sicuramente non grave di cui proprio possiamo e vogliamo farne a meno. Delle scelte sessuali o qualsiasi altre fatte da qualsiasi terrestre a me proprio non interessa e spero anche a molti altri, ogni uomo su questa terra ha desiderato avere accanto una bella ragazza, è bello anche sognare, fantasticare, (sempre nel rispetto dei diritti, ovvio).

E’ arrivato il momento di dire basta, è ora che tutte le opposizioni si mettano l’anima in pace, lasciando da parte l’invidia che gli sta facendo perdere il senno, accettando in qualche modo l’esito democratico delle elezioni, e provando a ricostruire una opposizione che ormai suona sempre lo stesso disco ormai troppo logoro per sortire cambiamenti vari. Il governo attuale è stato scelto liberamente e quindi deve finire il proprio mandato in modo naturale, ha il dovere di affrontare i “ veri “ problemi della nostra società in modo concreto e serio, deve essere libero di governare serenamente, deve rispondere del proprio operato a chi lo ha votato. Smettiamo di perdere tempo e rimbocchiamoci le maniche per affrontare al meglio questo periodo negativo.

 

 

 

L’Abbazia di San Pietro in Valle, imponente complesso fra la Cascata delle Marmore e Spoleto

3 febbraio 2011

Francesca Romana Plebani

di Francesca Romana Plebani

Esattamente come l’Abbazia di Sant’Eutizio di Preci, le origini dell’Abbazia di San Pietro in Valle affondano le proprie radici nel fenomeno del monachesimo di IV sec. d.C. Attualmente situato nel Parco naturale del fiume Nera, a metà strada tra la Cascata delle Marmore e Spoleto, e immerso in un rigoglioso bosco, il complesso abbaziale deve la sua fondazione ai due eremiti siriaci, Giovanni e Lazzaro, che negli anni centrali del IV sec. d.C. peregrinavano in cerca di un luogo recondito dove dedicarsi alle loro attività di preghiera. Varcato il Monte Solenne e da lì ridiscesi nella valle Suppenga, avrebbero fondato, su un preesistente insediamento pagano, l’eremo che sarebbe poi divenuto l’Abbazia di San Pietro in Valle. Nell’VIII sec. d.C. Faroaldo IIduca di Spoleto, infatti, proprio sui luoghi dove avrebbero vissuto Giovanni e Lazzaro, diede il via ai lavori di edificazione dell’intero complesso monastico. Secondo una leggenda, fu lo stesso San Pietro ad ispirare in sogno il duca di Spoleto, il quale esortato dal santo, fece edificare nel luogo dell’attuale abbazia un monastero benedettino. Pochi anni seguenti, Faroaldo rinunciò al privilegio del titolo e, presi i voti, divenne monaco di San Pietro in Valle. Da allora il cenobio fu strettamente legato alla città di Spoleto, divenendo luogo deputato ad accogliere le spoglie di molti dei duchi della città.

 

Nell’881 il monastero subì, affrontando la medesima sorte dell’Abbazia di Farfa, il saccheggio dei Saraceni. Fu per volere di Ottone III che risorse solo nel 996. Nel 1234 Gregorio IX assegnò la gerenza del complesso monastico ai Cistercensi, esattamente in linea con quanto stava avvenendo nel Lazio sotto Innocenzo III.

Abbazia San Pietro in Valle

Nel 1484 Papa Innocenzo VIII donò il feudo dell’Abbazia ai Cybo[1].

Dal 1917[2], l’intero complesso risulta proprietà di privati, ed attualmente, ristrutturato, è stato tradotto in struttura ricettiva alberghiera.

La proprietà è comunque un monumento nazionale, meta di molte visite per le sue opere d’arte: la chiesa conserva, ad esempio, il ciclo degli affreschi di scuola romana (1150) antecedenti il Cavallini, e gli affreschi nell’abside del maestro di Eggi del 1445. [1]

La chiesa, corpo separato a se stante rispetto all’abbazia, è ad una sola navata e risale al VII secolo; mentre l’abside venne aggiunta solo del XII secolo. L’intera struttura conserva pregevoli affreschi medievali e rinascimentali[3] di scuola umbra, raffiguranti scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, che si svolgono sulle pareti  della stessa, simulando una finta galleria. Di particolare rilievo, sono invece due lastre di epoca longobarda, scolpite a bassorilievo e impiegate come sostegni per l’altare. Quella che costituisce la fronte della sacra mensa reca un’iscrizione in lingua latina, con una curiosa commistione di caratteri maiuscoli e minuscoli: “Ilderico Dagileopa, in onore a san Pietro e per amore di san Leone e san Gregorio, per la salvezza dell’anima (pro remedio animae)”. Ilderico fu duca di Spoleto tra il 739 e il 742. La lastra presenta due bizzarre figure a petto nudo, con braccia piegate a 90° e levate verso l’alto, e corto gonnellino che scopre metà delle cosce. Entrambe sono intercalate da fusti vegetali stilizzati, che le circondano, e i quali culminano con dischi con delle croci inscritte. Una delle due figure brandisce uno sorta di stiletto, interpretato da alcuni come uno scalpello. Ciò avrebbe fatto supporre che la figura in questione fosse la rappresentazione stilizzata di Orso, lo scultore indicato come autore della lastra, la quale, non a caso, reca  l’epigrafe Ursus magester fecit (“Il maestro Orso l’ha fatto”).

Più difficile comprendere chi sia l’altra figura: il gonnellino, indumento forse adatto all’attività di scultore, mal si addice alla dignità del duca. Le braccia levate sono state interpretate come atteggiamento rituale. La posa si riscontra anche per la figura del vescovo Liudger di Werden (frazione di Essen), effigiata sul coevo altare in osso, o per quella del vescovo Agilberto, raffigurata sul suo stesso sarcofago (leggermente più antico ai casi precedenti), conservato  nella cripta di Jouarre (Francia). Congiunto alla navata della chiesa, il lato settentrionale del chiostro è scandito da tre alti e grandi archi sorretti da pilastri quadrangolari. I rimanenti lati presentano una diversa

lastra di orso di fronte all'altare

situazione: l’ordine inferiore è costituito da portici con poderose volte a crociera sostenute da robuste e basse colonne di pietra locale.  Il Campanile è di pianta quadrata leggermente asimmetrica e presenta un parato murario costituito da blocchi irregolari di pietra locale. Le sue pareti permettono di osservare il classico fenomeno del rimpiego di materiali antichi: ad altezze differenti si notano, tra l’altro con intento decorativo, suggestivi frammenti di epoca romana e longobarda.

Bibliografia:

C. Favetti, Ferentillo Segreta: L’Abbazia di San Pietro in Valle Suppegna.

Francesco Dell’Acqua, Ursus «magester»: uno scultore di età longobarda, in Enrico Castelnuovo, Artifex bonus – Il mondo dell’artista medievale, ed. Laterza, Roma-Bari, 2004.

 


[1] Il papa Innocenzo VIII (Giovan Battista Cybo – ossia Giobatta, ricordato come il pontefice romano che iniziò la caccia spietata alle streghe), come detto, costituì per suo figlio Franceschetto Cybo un principato, nominandolo oltre che duca di Spoleto, anche conte di Ferentillo, e quindi governatore dell’Abbazia. A Franceschetto, che sposò Maddalena de’ Medici, successe il figlio Lorenzo Cybo, il quale sposò Ricciarda Malaspina marchesa di Massa e Carrara. Dal matrimonio nacque Alberico I Cybo, il quale, dopo la morte della madre Ricciarda, assunse anche (sempre per volere della madre) il cognome di Malaspina. Alberico I Cybo Malaspina divenne cosi Marchese di Massa, Signore di Carrara, Conte di Ferentillo governatore di Monteleone di Spoleto, e dunque signore anche della Abbazia di San Pietro in Valle. Il feudo di dominio dei Cybo Malaspina durò fino al 1730 con Alderano Cybo.

[2] L’abbazia comunque ebbe sempre la commenda degli Ancaiani, nobili spoletini, fino alla sua vendita definitiva avvenuta nel 1907.

[3] L’intero ciclo pittorico è stato da pochi anni restaurato.

Raccolta natalizia del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Perugia devoluta all’Associazione “Palestra delle emozioni”

14 gennaio 2011

Elena Veschi

È stata devoluta PALESTRA DELLE EMOZIONI ONLUS di Monte Santa Maria in Tiberina – Città di Castello, il ricavato delle offerte natalizie che il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Perugia ogni anno realizza nel corso delle vacanze di Natale. Quest’anno la somma è stata donata ad un’associazione di volontariato che si  occupa di aiutare e sostenere le persone che si trovano in difficoltà emotive, familiari e ambientali con particolare riguardo ai bambini, agli anziani e ai malati. I ricavati verranno interamente utilizzati per finanziare percorsi di formazione emozionale promossi dall’Associazione, progetti in ambito internazionale a sostegno di iniziative avviate da altre associazioni con scopi e finalità analoghe. Per esempio nel 2010 su richiesta di padre Bruno Epis, missionario in Malawi, sono stati inviati lì  quintali di generi alimentari vari, di prima necessità.

“Riteniamo molto importante – ha sottolineato il presidente del Gruppo Giovani imprenditori di Confindustria Perugia Elena Veschi – poter contribuire al sostegno delle tante associazioni di volontariato che, senza nessuna altra finalità che quella di aiutare chi è in difficoltà, operano sul nostro territorio. Quest’anno abbiamo scelto un’associazione di cui conosciamo bene l’utilità e la finalità. Ma ci piacerebbe sostenere in futuro anche progetti di altre associazioni serie che sono nate nella nostra regione e che rivestono un ruolo sempre più importante e significativo nel nostro contesto sociale. Spesso però il solo lavoro “volontario e gratuito” non basta, c’è bisogno, infatti, di risorse economiche. L’Istat conferma che la maggior parte delle risorse provengono dal privato e cioè da donatori, singole persone o imprese che consegnano
ai volontari denaro per trasformarlo in azioni e progetti. Siamo felici quindi di poter ogni anno offrire il nostro contributo a questa rete di volontariato”.

 

 

Paciano, Il museo “Don Aldo Rossi”: la collezione

4 dicembre 2010

A cura dell’Assessorato alla Cultura Comune di Paciano

Scheda sul museo di Alessandra TiroliSoprintendenza ai Beni Storici ed Artistici dell’Umbria

Crocifissione

Il museo odierno, sezione di Paciano del sistema Museo diffuso dell’archidiocesi di Perugia- Città della Pieve, cofinanziato dai lasciti di don Aldo Rossi, dalla comunità parrocchiale di sala della confraternita del Santissimo Sacramento dove Francesco da Castel della Pieve, pittore proveniente dalla stessa città di Pietro Vannucci detto il Perugino, nel 1452 affrescò una grandiosa Crocifissione dietro commissione del priore Andrea di Giovanni Paciano e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, nasce, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Storici ed Artistici dell’Umbria, dalla volontà di valorizzare e conservare pezzi  e memorie del passato della comunità, così come già ideato da don Aldo Rossi nel 1994. La raccolta è ubicata infatti negli stessi luoghi, ovvero nella sala della confraternita del Santissimo Sacramento dove Francesco da Castel della Pieve, pittore proveniente dalla stessa città di Pietro Vannucci detto il Perugino, nel 1452 affrescò una grandiosa Crocifissione dietro commissione del priore Andrea di Giovanni. Poco più tardi, in una parete laterale, un pittore locale vi affrescò un’Annunciazione, tuttora visibile anche se rovinata. Nella grande sala confraternale sono stati collocati alcuni tra i più importanti dipinti che Paciano tuttora conserva: la Madonna del davanzale assegnata a Bernardino di Mariotto (fine XV secolo), una tela ad olio con Annunciazione della prima metà del Seicento, due pregevoli tele dell’ordine dei serviti del XVII secolo (Madonna addolorata e Madonna col Bambino e santi); una terza, sempre del Seicento, con santi domenicani (tutte provenienti dal convento di Sant’Antonio), e due dipinti raffiguranti Santa Lucia. Una piccola sezione è dedicata al pacianese Antonio Castelletti (1764-1840) con i Misteri, opera giovanile connessa alla tela della Madonna del Rosario, conservata nella parrocchiale, e il processionale Gonfalone di Santa Bonosa, compatrona di Paciano. Chiude la sezione la ricostruzione del polittico di Antonio e Giovanni Sparapane, di cui si conservano due laterali raffiguranti Santa Mustiola e San Pietro apostolo (1475-78).

Lo spazio espositivo oggi si arricchisce di altri spazi e della chiesa di San Giuseppe,

Madonna delle Grazie

recentemente restaurati e destinati al nuovo uso. Subito dopo l’ingresso della chiesa, chiamata anche Santa Maria della Concezione e “chiesa dentro”, nella cappella della Concezione, per la quale venne realizzato, si trova, entro la mostra in stucco a rilievo dipinto e dorato, il Gonfalone della Madonna delle Grazie realizzato attorno al 1470 dalla bottega  di Benedetto Bonfigli. Lungo la navata, dove nel 2000 sono riemersi una serie di affreschi votivi risalenti al XV secolo (due recano la data 1444 e 1449) raffiguranti santi e Maestà, sono alcune statue lignee (San Giuseppe, vestito, del XVII secolo; due Addolorate una del XVII e una del XVIII e una Vergine del Rosario, con capelli veri, del XVII secolo, una Natività, della fine del XVIII secolo) e un Gesù bambino detto dell’Aracoeli in cera dipinta. In alto, al di sopra dell’altare, nella sua antica collocazione è la Crocifissione di scuola bolognese della metà del XVIII secolo.

All’interno dello spazio presbiteriale dominato dalla deliziosa cantoria e inquadrato dalle due colonne neoclassiche, oltre alcuni rilievi del XVII e XVIII secolo (Angelo, Ecce Homo, Testa di Cristo e Immacolata) e la statua di San Giuseppe, posta nella nicchia sull’altare, sono una serie di espositori nei quali sono collocati pregevoli arredi ecclesiastici del XVI-XVIII secolo: croci; ostensori; calici; pissidi; servizi da mensa, da aspersione e da incenso; reliquiari; tabernacoli; carteglorie, candelabri e candelieri. Tra i calici si segnalano reperti di grande valore come quello datato 1591 ed altri due esemplari del XVI secolo. E’ qui collocata, nello spazio che l’ha sempre ospitata, la tela di Francesco Appiani (1704-1792) raffigurante lo Sposalizio della Vergine. Oltrepassate le tabelle confraternali si sale al piano ammezzato dove sono la saletta dei reperti archeologici, rinvenuti  dopo la seconda guerra mondiale nei pressi dell’area archeologica di Fonteboccio. Nella stanza adiacente trovano posto alcuni tra i paramenti sacri più significativi del territorio, per importanza ed antichità. Una piccola apertura introduce all’interno del vecchio campanile  ed ancora nella cantoria, dove si conserva un pregevole organo di Adamo Rossi datato 1795.



MASSA MARTANA. Mercatino delle Strenne 2010

30 novembre 2010

Centro Storico – sabato 4 dicembre alle ore 10.00 – 12 dicembre alle ore 20.00

Finalmente torna il nostro mercatino natalizio!
APERTO TUTTI I GIORNI DALLE (10 – 20)
Ecco alcuni dei principali appuntamenti:

Sculture di palloncini (4 dicembre, ore 16)
Teatro delle Marionette (5 dicembre, ore 15.30)
Zampognari per le vie del centro (8 dicembre, ore 16)
Magic Xmas, giochi di magia con Babbo Natale (11 dicembre, ore 16)
Il Minicirco di Natale (12 dicembre, ore 16)

E’ GIUSTO PAGARE IL PEDAGGIO SULLA E45?

21 novembre 2010

Ci chiediamo il perché di tanto interesse ed accanimento nei confronti di una superstrada che oltre ad essere vitale per una regione altrimenti isolata dal resto dell’ITALIA, non è ancora pronta per diventare autostrada. In alcuni tratti ci sono lavori secolari che ne limitano fortemente la circolazione, i limiti sono bassi, l’asfalto non è sempre perfetto, e che dire dell’impatto economico che ne deriverebbe? La nostra regione è ricca di piccole aziende, artigiani, piccoli trasportatori, immaginate di quanto aumenterebbero per loro e tanti altri i costi di trasporto? Pensiamo anche a tutti i pendolari che usano la E45 quotidianamente, che già spesso devono subire i rallentamenti e le code nel tratto di PERUGIA/P.te S. GIOVANNI. Non sarebbe meglio sfruttare le già poche risorse economiche disponibili per completare la TERNI/FOLIGNO (direttiva per FANO-CIVITANOVA MARCHE) oppure intensificare i lavori del tratto per ANCONA? Miglioriamo la E45, rendiamola più sicura, è un’arteria già esistente, utile, funzionale, va solo fatta bene la manutenzione ordinaria ed investiamo tempo e denaro per recuperare il ritardo viario accumulato nel passato “grazie” alla politica del “NO” dei precedenti  governi di sinistra. E non scordiamoci del tratto CORCIANO-SAN MARTINO-S. EGIDIO dove le gallerie spesso diventano un incubo per gli automobilisti perché  sanno quando entrano ma non quando usciranno.

CLUB DELLA LIBERTA’ “Il Regno delle due Sicilie”

L’AGENZIA THOT DI PERUGIA SI PREPARA AL PROSSIMO “MATCHING”

18 novembre 2010

Eleonora Fabbroni

L’impresa di Eleonora Fabbroni sarà al prestigioso evento “b-to-b” di Milano dal 22 al 24 Novembre. Thot con CDO Umbria in un incontro per “fare rete” con le altre imprese umbre presenti alla fiera di affari milanese. L’agenzia di comunicazione Thot Perugia, dopo aver acquisito la certificazione di qualità ISO 9001:2008 nei processi di organizzazione eventi, progettazione del design e progettazione dell’idea creativa (unica realtà della comunicazione in Umbria a contare queste tre eccellenze) presenzierà al prossimo evento “business-to-business” Matching, organizzato a Milano dal 22 al 24 Novembre dalla Compagnia delle Opere. Si tratta di un evento studiato per sviluppare le relazioni di business tra le imprese, dove tutta l’attività è incentrata su una serie di appuntamenti interlocutori tra le imprese partecipanti. Un’opportunità imperdibile per il Thot Creative Staff (che conta già oltre sessanta appuntamenti in agenda), capitanato dalla vulcanica imprenditrice Eleonora Fabbroni, la quale è tra l’altro Vicepresidente di Apid Perugia – Imprenditorialità Donna di Confapi.

A proposito dell’evento “b-to-b” Matching e della Compagnia delle Opere, l’agenzia Thot sarà inoltre partner della rappresentanza umbra di CDO in un evento nell’evento che si svolgerà a Milano la sera del 22, trascorso il primo giorno di “Matching”. Si tratta di una “strategic dinner” alla quale prenderanno parte tutte le imprese umbre presenti alla fiera, una cena di lavoro per conoscersi e pianificare strategie di networking per future azioni di business sul territorio locale e non solo.

A questo proposito, ecco le parole di Cristiano Castrichini, Presidente CDO Umbria: “E’ la prima volta, in diversi anni che le aziende umbre consociate a CDO si recano al Matching, che la nostra presenza viene organizzata in questa maniera: l’obiettivo è proprio quello di mettere in comunicazione tra di loro le imprese umbre e ipotizzare tutte le possibili forme di collaborazione, anche per studiare progetti per l’estero. Prossimamente promuoveremo altre iniziative sul territorio per far incontrare le aziende locali associate alla Compagnia delle Opere”.

 

1° Corso di Racchetteneve in Umbria

29 ottobre 2010

A.I.S.E.R. Associazione Italiana Sciescursionismo e Racchetteneve

Programma:

3  Lezioni infrasettimanali teorico-pratiche in aula – Martedì 16-23-30 Novembre 2010, ore 19,30-20,30 presso: Ciclismo Sport – Via Settevalli, 193 Perugia

3  Uscite pratiche in escursione su neve Domenicali, dove e quando c’è … la neve (Monte Tezio – Subasio – Valsorda – Pian delle Macinare,  Castelluccio)

IL NUMERO MASSIMO DEI PARTECIPANTI E’ DI 25, in ordine di iscrizione.

Il Corso è tenuto dagli Istruttori AISER: Antonio Becchetti, Lorenzo Cardini, Silvia Lambertini, Lanfranco Lovato, Francesco Porzi e Gian Luca Rossi.

Per Informazioni ed Iscrizioni:  CICLISMO SPORT – tel. 075.5052531                                              Porzi Francesco tel. 335.6633960; AISER PG 075.5847444 – fax 075.5840399 – info@aiserneve.it

Ponte delle Torri di Spoleto, interviene il ministro Bondi

23 ottobre 2010

di Maurizio Ronconi

Da giudicare positivamente, anche se purtroppo tardiva, la risposta del ministro Bondi ad una interpellanza parlamentare riguardante la messa in sicurezza del Ponte delle Torri di Spoleto. C’è da sperare che dopo tante insistenze e soprattutto, purtroppo, tanti suicidi, le autorità preposte possano mettere in sicurezza il Ponte. Un intervento dovuto, seppur tardivo, e comunque da valutare interamente nella sua consistenza. Inutili le videocamere perché non permetterebbero un intervento assolutamente intempestivo, semplicistica e dannosa la chiusura del Ponte stesso, mentre accettabile il posizionamento di strutture in materiali poco visibili così come già fatto su altri monumenti che presentavano le stesse particolarità del Ponte delle Torri. Quello che però è indispensabile è fare in fretta, con grande urgenza, abbandonando lungaggini, intralci burocratici e scarsa volontà.

Ancora una tragedia sul Ponte delle due Torri di Spoleto

14 ottobre 2010

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Cordoglio e profondo dolore per la morte del notissimo commerciante spoletino, ennesima vittima  del Ponte delle Due Torri.

Dichiaro ormai la mia evidente incapacità, e di questo chiedo scusa ai tanti parenti delle vittime, a sensibilizzare quelle istituzioni che  da tanto tempo avrebbero dovuto porre in sicurezza il Ponte e che  non l’hanno fatto e continuano colpevolmente a non farlo.

Non è servita la reiterazione di un esposto alla Procura di Spoleto e la pur gentile e tempestiva interlocuzione con lo stesso Procuratore.

A questo punto sarà probabilmente necessario che tutta la città di Spoleto si mobiliti perché il suo monumento più prestigioso non venga riconosciuto come “il ponte dei suicidi”.

Maurizio Ronconi

Perugia, in via Birago inaugurazione Club delle Libertà

13 ottobre 2010

Venerdì 15 Ottobre, alle ore 18.00 

Presso la sede di Piazzale Birago si terrà l’inaugurazione di due Club della libertà:

“Regno delle due Sicilie”, presidente Angelo  Barreca,

“Giovani Nuova Umbria”, Presidente Francesca Vittoria Renda.
All’evento interverranno:
On. Mario Valducci, Presidente Nazionale dei Club della libertà, Presidente della IX
Commissione “Trasporti Poste e Comunicazioni” della Camera dei deputati, Andrea Di Sorte, Coordinatore Nazionale Club della Libertà, Maria Rosi Consigliere Regianale Pdl

Perugia, il Mercatino delle Pulci a Porta Sant’Angelo

2 ottobre 2010

Domenica 3 ottobre appuntamento con il Mercatino delle Pulci di Porta Sant’Angelo. La tipologia di questo mercatino, che si svolge ogni prima domenica del mese in Via del Canerino (traversa di Corso Garibaldi), è unica nel suo genere nella città di Perugia. Questa è una delle iniziative promosse dall’Associazione Vivi il Borgo, che da tempo si impegna per far sì che si riporti maggiore vivibilità nel Rione di Porta Sant’Angelo, uno dei più bei rioni della città da un punto di vista storico.

Info e prenotazioni stand: 348 2945333, http://viviilborgo.blogspot.com/

Gualdo Tadino, irrompe il Palio dei Giochi delle Porte

21 settembre 2010

L’ULTIMA SETTIMANA DI SETTEMBRE

All’imbrunire del vespro settembrino, nell’Arengo Maggiore della città di Gualdo Tadino è festa grande. L’ultima settimana di settembre, infatti, si rinnova tra le quattro Porte l’antico “Pallium Decorrendum”. La festa trae le sue origini dalle antiche giostre che si svolgevano a Gualdo nella prima metà del 1400 in onore del patrono San Michele Arcangelo. La città si ripartisce in quattro rioni (Porte) riprendendo l’antica divisione in base alle porte di accesso a Gualdo che si aprivano lungo la cinta muraria eretta da Federico II di Svevia (San Facondino, San Donato, San Martino e San Benedetto). Il loro nome faceva e fa riferimento ad altrettante abbazie, pieve e monasteri del territorio fuori la città murata.
Tre giorni di festa, dalla lettura del bando del Gonfaloniere all’apertura delle taverne, dall’esibizione degli sbandieratori del venerdì al meraviglioso corteo storico del sabato, fino alle gare e alla festa della domenica. Vere e proprie riproposizione degli antichi tornei, si alternano in quattro fasi. Si inizia con la corsa con il carretto: i somari, con tanto di auriga e frenatore, percorrono l’anello del centro storico. Il secondo gioco consiste nel centrare con una biglia scagliata da una fionda, da una distanza di 20 metri, un piatto in ceramica raffigurante il cuore della strega Bastula, nemica di Gualdo. Il terzo, il tiro con l’arco, ha come bersaglio un tabellone a cerchi concentrici. La quarta gara, la più bella e avvincente, quasi sempre decisiva, prevede la corsa contemporanea dei quattro somari montati a pelo. E’ al traguardo di questa che l’assegnazione del Palio non ha più dubbi e così la Porta vincitrice può mettere al rogo al centro della piazza l’effige della Bastula, la leggendaria incendiaria di Gualdo.

IL PROGRAMMA DEI GIOCHI DE LE PORTE

IL VENERDI

Ore 18.00 Apertura dei Giochi. Il banditore a cavallo legge il bando del Gonfaloniere. Scambio dei doni tra i tavernieri delle quattro Porte. Apertura delle quattro taverne.

Ore 21.30 Esibizione del Gruppo Sbandieratori e Musici Città di Gualdo Tadino.

IL SABATO

Ore 14.00
Corteo dei giocolieri e prove di tiro con arco e fionda.

Ore 16.30 Esibizione competitiva “Balestrieri Waldum”. Cerimonia di consegna del Palio 2010 al vincitore nel tiro al tasso, che lo scorterà sino al pomeriggio della domenica per consegnarlo al Priore della Porta vincitrice dei Giochi.

Ore 20.00
Ingresso in piazza dei cortei storici delle quattro Porte. Consegna delle chiavi della Città al Gonfaloniere.

Ore 20.30 Lettura dei bandi e lancio della sfida tra le Porte.

Ore 22.00 Corteo storico. Mille personaggi in costume d’epoca del XV secolo sfilano lungo le principali vie del centro storico. I nobili mostrano la magnificenza dei loro costumi contrapposta alla scarna semplicità dei popolani. Si rappresentano le arti, i mestieri, le allegorie e le leggende che animarono la vita della città nel Medioevo.

LA DOMENICA

Ore 10.30 Pesa dei carretti di gara e sorteggio degli ordini di partenza e di tiro

Ore 14.00 Corteo storico con partenza dalla Rocca Flea

Ore 15.30 Benedizione dei Giocolieri e dei Somari.

Ore 15.45 Palio di San Michele Arcangelo.

Giochi: Corsa del somaro con il carretto, Tiro con la fionda,  Tiro con l’arco,  Corsa a pelo su somaro

Al termine delle gare la Porta vincitrice del Palio brucia in piazza l’effige della Bastola, la leggendaria nemica della città di Gualdo.

Ore 24,00 – Cerimonia di chiusura