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LA NUOVA MONTELUCE SARA’ UNA FUTURA CATTEDRALE NEL DESERTO?

12 Mag 2014

monteluceLa Monteluce che verrà, non sarà un’ennesima cattedrale nel deserto, frutto di ambizioni politiche e delle solite speculazioni finanziarie?

Un progetto, molto ambizioso, suggerito da menti pensanti, poco lungimiranti, sulla fattibilità e prospettive future, messo in atto, dagli Amministratori pubblici del (more…)

VALFABBRICA: La “Befana della diga che vorrei” e la cattedrale nel deserto

3 gennaio 2012

Con questo titolo l’amministrazione comunale di Valfabbrica, con la collaborazione

Oriano Anastasi

dell’associazione “don Ulisse Reali”, della pro-loco di Casacastalda , delle associazioni del territorio, dei Vigili del Fuoco, dell’istituto comprensivo di Valfabbrica, dell’Ente Irriguo, propone un’iniziativa che vuole porre all’attenzione dell’opinione pubblica la situazione della diga di Valfabbrica che, iniziata nel 1980, non è ancora stata completata rientrando appieno in quelle che sono definite “cattedrali nel deserto”. “Le cosiddette “cattedrali del deserto”, ovvero le opere pubbliche incompiute, sono i simboli più evidenti della cattiva amministrazione: tanti soldi pubblici spesi senza ottenere un risultato finale. Purtroppo queste opere sono così tante che l’on. Pippo Fallica aveva chiesto e ottenuto tramite un emendamento alla finanziaria di renderne obbligatoria l’anagrafe. E non pensiamo che esistano solo al Sud, tant’è vero che un significativo esempio di incompiuta ce l’abbiamo proprio a Valfabbrica: la diga sul fiume Chiascio che dovrebbe delimitare un lago che esiste da anni sulle cartine geografiche, ma non nella realtà – afferma il sindaco Ottavio Anastasi. Ora l’amministrazione comunale di Valfabbrica vuole – come successe lo scorso anno con il capodanno presso la galleria della Picchiarella per la Perugia-Ancona – riaccendere i riflettori sulla situazione di incompiutezza di questa importante opera. E lo fa con un’iniziativa che coinvolge i più piccoli che questa diga l’hanno vista sempre presente e mai attivata legandola all’Epifania, insomma che il completamento della diga giunga come regalo di questo periodo post natalizio. Il programma prevede per il 5 gennaio prossimo alle 16.30 nella zona della Barcaccia – presso il coronamento della diga – uno spettacolo durante il quale i bambini riceveranno doni dalla Befana che arriverà veramente su una scopa volante. Saranno presenti anche alcuni artisti di strada che garantiranno l’animazione del pomeriggio e una dimostrazione degli arcieri di Valfabbrica. Inoltre dalle 16 funzionerà un servizio navetta da Valfabbrica e da Casacastalda per raggiungere la diga. “Tutti i bambini per ricevere la calza e i cittadini che intendono protestare per un uso improprio dei fondi pubblici sono invitati a partecipare all’evento- fanno sapere da Valfabbrica. Sarà presente l’assessore regionale Silvano Rometti e una rappresentanza del nuovo “ente irriguo”.

Questi i dati salienti che ripercorrono la storia della diga incompiuta: Inizio lavori: 1980 – costo circa 100 milioni di euro – ultimo finanziamento del 2010  43 milioni  di euro per completare i lavori, “Proprio lo sblocco di questi fondi, la partenza della gara e il completamento di questa importante e strategica infrastruttura regionale è quello che vogliamo sollecitare anche attraverso questa iniziativa – conclude il sindaco Anastasi. La diga di Valfabbrica sul fiume Chiascio, con la sua disponibilità di 145 milioni di mc annui, è in grado di corrispondere alle necessità idropotabili della città di Perugia e di molte altre città minori, oltreché alle esigenze idriche della maggior parte del territorio irriguo dell’Umbria. Lo sbarramento sottende un bacino idrografico di 471 kmq e determina uno specchio lacustre lungo oltre 20 km.
Si tratta di un’opera maestosa, ma caratterizzata da gravi problemi di stabilità in un tratto di sponda   come si può capire osservando anche la posizione del sovrastante castello medievale di Coccorano che ha assunto una posizione simile alla torre di Pisa   problemi che avevano condannato all’abbandono questa grande infrastruttura.

Aeroporto di S’Egidio, l’ennesima cattedrale nel deserto?

27 febbraio 2011

di Maurizio Ronconi

Esercitando responsabilità e raziocinio, sarebbe il momento, sull’aeroporto di S’Egidio, di abbandonare stucchevoli giaculatorie e guardare la realtà per come si presenta. Agli stati generali della città di Roma, il sindaco di Roma ha proposto di triplicare le capacità dello scalo di Fiumicino, di adeguare la viabilità intorno a quel aeroporto, di costruirne uno nuovo a Viterbo ovvero ad un tiro di schioppo dall’Umbria e per alcune città umbre molto più vicino rispetto a quello di Perugia. Non si perda ulteriore tempo in inutili auto celebrazioni ma si risolva, con le autorità competenti, insieme alle questione viarie di accesso, la drammatica questione della sovrapposizione degli scali altrimenti tra pochi anni troveremmo con S’Egidio, l’ennesima cattedrale nel deserto