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CINEMA: Ritorna ancora più prestigioso “Retro Film Festival”

3 Mag 2012

L’Associazione Culturale Argo organizza dall’ 8 al 13 Maggio 2012 la seconda edizione dell’evento “Retro Film Festival” con il patrocinio e il sostegno del Comune di Perugia, nella figura di Andrea Cernicchi, Assessore alla Cultura e alle politiche giovanili, ed il patrocinio della Provincia di Perugia, Regione Umbria, Università per Stranieri e Adisu. L’evento prenderà parte alla candidatura PerugiAssisi2019 come capitale europea della cultura. Dopo la scorsa edizione, svoltasi interamente al Cinematografo Sant’Angelo e all’Informagiovani i due giovani organizzatori, Giacomo Della Rocca ed Emanuele Galatioto, hanno dato un respiro più ampio al Festival, inserendo nella programmazione anche luoghi storici del centro di Perugia come il Teatro Pavone e la Sala dei Notari. Sei giorni di film d’epoca che seguiranno il tema centrale della manifestazione: “La commedia all’italiana – tra il comico e il grottesco”. “L’obiettivo di questo evento – spiegano i due organizzatori – è quello di far conoscere il cinema di grande spessore culturale ai giovani che non hanno mai avuto la possibilità di vederlo e di riproporlo ai meno giovani che già lo conoscono. Per farlo abbiamo deciso di organizzare tutte le proiezioni in pellicola 35mm in modo da rendere la visione di questi capolavori un’esperienza diversa e unica nel suo genere per chi è abituato al cinema commerciale di oggi”. Una “Grande Abbuffata” di autori del passato quindi, da Mario Monicelli , al quale viene dedicata una retrospettiva, a Dino Risi per arrivare a Pietro Germi con alcuni dei loro più grandi cavalli di battaglia quali “L’armata Brancaleone”, “Il Sorpasso” e “Divorzio all’Italiana”. L’inaugurazione si svolgerà l’8 Maggio al Teatro Pavone con un aperitivo di benvenuto, e l’introduzione del film “L’armata Brancaleone” da parte del critico cinematografico Fabio Melelli insieme alla partecipazione straordinaria della compagna del regista Mario Monicelli, Chiara Rapaccini.

Il concorso per cortometraggi – spiega Giacomo Della Rocca, direttore artistico – è un progetto al quale teniamo molto e che ha come fine ultimo quello di divenire promotori del cinema indipendente nei prossimi anni”. I premi infatti, di €1000 per la sezione a “tema libero” e di €500 per la sezione “commedia, tra il comico e il grottesco” saranno erogati per coprire le spese di un futuro lavoro a livello cinematografico, di cui il RetroFilmFestival diverrà co-produttore.

Il concorso avrà termine il 13 Maggio, serata conclusiva del Festival, nella quale si svolgerà la premiazione a cui parteciperanno gli autori e la giuria capitanata dal presidente Piergiorgio Bellocchio. Da segnalare un importante appuntamento per giovedì 10 Maggio alle ore 19,00 presso la Sala dei Notari in cui sarà presente il critico cinematografico Johnny Palomba, famoso per le sue recensioni satiriche in romanesco e per le sue apparizioni su La7.

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Monti cede alle multinazionali, con il nuovo accordo sul corridoio verde

20 febbraio 2012

È stato siglato il rinnovo accordo con il Marocco, il cosiddetto (corridoio verde), un accordo fatto a suo tempo dall’ex Ministro dell’agricoltura Gianni Alemanno, l’attuale Sindaco di Roma. Questo intreccio tra politica internazionale, banche e multinazionali, prevede l’importazione di prodotti non solo dal Marocco, ma tutto il Nord Africa dove i regolamenti europei nel rispetto dei fitofarmaci sono “un miraggio”. A questo punto sorge spontanea una domanda: come mai noi in Europa ci dobbiamo attenere alle regole quando poi arrivano sui tavoli dei consumatori prodotti trattati con pesticidi a noi vietati? L’accordo del Parlamento europeo in sede ( con 369 si, contro i 225 no, e 31 astenuti), prevede il contrario di quanto noi abbiamo richiesto al Governo e alle nostre Regioni, in materia di corridoi verdi. Tutto ciò va a scapito di una leale concorrenza, a queste condizioni, con queste Leggi non potremmo mai più essere competitivi, ciò si tradurrà nella chiusura definitiva della aziende agricole. Sarà un disegno di qualcuno? Oppure sotto ci sono compromessi economici? Si parla di filiera agroalimentare poi invece si fanno accordi per importazioni selvagge. Questi buon temponi del Governo tecnico hanno ridotto le tariffe doganali per l’importazione del Marocco dal 55% al 33% sui prodotti importati. Niente da dire, sono dei veri geni!! A questo punto, ci farebbe piacere che la Finanza, ossia le Fiamme Gialle, togliessero gli occhi dai scontrini fiscali per puntarli su intrallazzi molto più grandi, dove il tornaconto per i nostri politicanti e assai più grande degli scontrini fiscali?! Vediamo sempre scattare i blitz per i pomodori cinesi venduti in Italia, per le scarpe o altri prodotti che al momento non vengono in mente: dov’è la differenza tra un pomodoro cinese e uno marocchino o tra una scarpa fatta dai cinesi o fatta in Cina? Si perché per chi ancora non lo sapesse le multinazionali si sono spostate nei paesi dove la manodopera non costa nulla, non ci sono le normative europee, però poi i prodotti li vendono in Europa, quindi anche in Italia È proprio vero: si vede la pagliuzza nell’occhio del vicino, ma non si vede la trave davanti al proprio! Basta ormai la cosa è chiara, quando si vanno ad intaccare le multinazionali allora scattano i blitz della Guardia i Finanza verso i poveri cinesi? Si spera che la Procura della Repubblica, almeno una volta si attivi per la tutela degli agricoltori e dei consumatori e non solo per i Ruby o per Schettino, continuando di questo passo l’Italia affonda da sola non servono manovre azzardate.

Dino Rossi – Movimento dei Forconi

DALLA PAUSINI A FERRO FINO A CROZZA E BRIGNANO GRANDI NOMI PER LA STAGIONE D’AUTORE 2012

14 gennaio 2012

Dodici grandi nomi anche per la prossima Stagione d’Autore promossa dalla Musical Box Eventi di Sergio Piazzoli. Dopo il grande successo di pubblico riscosso dalle anteprime con i concerti di Zucchero, Negramaro e I soliti idioti, il ricco cartellone parte lunedì 16 gennaio con la musica d’autore di Ivano Fossati, al teatro Morlacchi di Perugia, per proseguire con i Negrita (data zero al Pala Paternesi di Foligno il 28 gennaio), Caparezza (al PalaEvangelisti di Perugia il 2 marzo), seguito da Mario Biondi (all’Auditorium San Domenico di Foligno il 3 marzo), Laura Pausini (al PalaEvangelisti il 21 marzo) e Antonello Venditti (al PalaEvangelisti il 12 aprile). A maggio, infine, chiuderanno la Stagione Fiorella Mannoia (al teatro Lyrick di Assisi il 7), Tiziano Ferro (al PalaEvangelisti il 16) e Biagio Antonacci (al PalaEvangelisti il 30). Spazio anche al teatro e alla comicità con gli spettacoli di e in “Tutto suo padre” (al PalaEvangelisti il 26 gennaio), Rocco Papaleo in “Una piccola impresa meridionale” (al teatro Pavone di Perugia il 16 marzo) e Maurizio Crozza con una tappa del suo nuovo tour (al PalaEvangelisti il 30 marzo). Fiore all’occhiello di questa nuova edizione, poi, è la versione italiana dell’opera moderna “Notre dame de Paris”, prodotta da David Zard (al PalaEvangelisti dal 18 al 21 aprile), che torna a Perugia a dieci anni dalla prima. Infine con gli statunitensi Dream Theater (al PalaEvangelisti il 22 febbraio) la rassegna musicale si apre alla musica internazionale.

Quest’anno, inoltre, torna anche la rassegna “Gli Incantevoli” dedicata ai giovani cantautori, artisti emersi a livello radiofonico, da manifestazioni quali il Premio Tenco, Musicultura, Il Premio Ciampi e altre vetrine importanti dedicate alla musica italiana emergente. La rassegna si apre con Dente, che si esibirà stasera, sabato 14 gennaio, all’Urban club di Perugia. Nuova location che ospiterà anche Cristina Donà (giovedì 8 marzo), Nobraino (sabato 17 marzo), e che, insieme al Contrappunto di Perugia, si annovera tra i nuovi spazi che accoglieranno gli artisti emergenti dell’edizione 2012 de Gli Incantevoli. Il Contrappunto, in particolare, ospiterà cinque cantanti, tra cui Cesare Basile (giovedì 1 marzo), Tony Campo (sabato 10 marzo), Colapesce (giovedì 15 marzo) Amycanbe (giovedì 22 marzo) e Dino Fumaretto (giovedì 29 marzo). Brunoris Sas e Be Forest invece si esibiranno ad aprile rispettivamente al teatro Pavone e al Serendipity di Foligno.

Io non mi sento informato …

30 novembre 2011

di Dino Amenduni –  Il fatto Quotidiano

Da quando c’è il governo Monti mi sento meno informato di prima. Forse è colpa mia, forse sono io che cerco meno le notizie. O forse si è creata una situazione anomala sui media italiani. Il governo delle larghe intese è stato benedetto da un’altrettanto larga (e inusuale) convergenza tra i principali gruppi editoriali italiani, che difficilmente potranno comunicare scetticismo verso il Governo dopo averlo promosso con tale forza. I media che attaccano Monti, soprattutto quelli vicini alla galassia berlusconiana soffrono a loro volta un grave deficit di credibilità maturato negli anni e potenziato dall’appoggio, perlomeno formale, del Pdl all’attuale maggioranza. Esiste poi un’altra galassia di opposizione, quella che sostiene la tesi dei ‘Poteri forti’ dell’economia e della finanza mondiale come veri registi della nomina di Monti: una ricostruzione sicuramente avvincente che è nata e cresciuta con facilità in un contesto di sicuro anomalo (la domanda: “Stiamo provando a uscire dalla crisi con gli stessi strumenti che l’hanno generata?” non ha ancora trovato una risposta compiuta) ma promossa ed elevata a realtà quasi incontestabile senza alcuna prova dei rapporti diretti tra le cause ed effetti di ciò che si teorizza.

Per tutte queste ragioni un’informazione libera, critica ma non pregiudizialmente ideologica, che analizza le singole questioni nel merito, è ridotta ai margini o comunque non fa ‘egemonia’. Eppure questo atteggiamento è nelle corde di una quota non irrilevante di italiani che probabilmente hanno fiducia in Monti, che sostengono la necessità di un governo tecnico ma non per questo aderiscono a questo progetto politico in modo plebiscitario.

Questi cittadini si stanno forse chiedendo perché il vertice MontiMerkelSarkozy, definito ‘un fallimento’ da quest’ultimo, è stato raccontato solo come il ritorno dell’Italia nell’Europa che conta.Vorranno anche comprendere le ragioni per cui i risultati della Borsa di Milano e di tutte le Borse europee hanno continuato a peggiorare e il differenziale tra i nostri titoli di Stato e quelli tedeschi si mantiene oltre la soglia d’allarme dopo che per settimane ci è stato detto che la caduta di Berlusconi avrebbe comportato un immediato effetto psicologico che valeva un ridimensionamento dello spread tra i 100 e i 300 punti base. Si chiederanno per quale motivo la giusta fretta che ha portato all’accelerazione della crisi di governo Berlusconi e che ha animato la penna di direttori ed editorialisti in quei giorni convulsi (sono bastati otto giorni dal voto sul rendiconto dello Stato, che ha sancito la fine della maggioranza eletta nel 2008, per avere un nuovo Premier) ora si è trasformata in attesa e studio (ma non erano i migliori, i tecnici, con le riforme già pronte?). Gli italiani che hanno applaudito al cambio di passo a Palazzo Chigi oggi, forse, non si aspettavano che il Governo Monti non riuscisse a prendere alcuna decisione mentre il Parlamento ha, perlomeno, abolito i vitalizi dal 2018. E infine, i tanti italiani che sarebbero voluti andare a votare ma che hanno accettato l’idea di sospendere la loro valutazione sulla classe politica in nome di un governo di ‘salvezza nazionale’, inizieranno a domandarsi se tutto sommato non fosse stato meglio andare a votare, dato che sono passati 18 giorni dall’inizio della fine del governo Berlusconi (dall’otto novembre, giorno dei 308 della Camera) e che Maroni ha ripetuto più volte che le elezioni si potevano celebrare 40 giorni dopo quella data. Molte di queste domande, me lo auguro, potrebbero diventare vecchie o persino inopportune da un momento all’altro. Sta di fatto che nessuno le ha potute leggere o ascoltare, salvo rare eccezioni. Sia chiaro, non sono costruzioni retoriche e non ho la minima idea di cosa sia giusto per l’Italia. Se tutte queste domande fossero le mie, se avessi una posizione certa su ciò che sta accadendo, mi prenderei i miei rischi e lo direi. Ma lo scopo di questo post è un altro: vorrei che si tornasse a ragionare, a porre e porsi interrogativi; vorrei che fosse ripristinato il dubbio, la riflessione.

(p.s.  magari, alla fine, qualcuno si porrà un’ultima questione: ci avevano detto che l’informazione in Italia non era libera per esclusiva colpa di Berlusconi. Pur avendo inequivocabilmente inquinato il dibattito pubblico italiano grazie al conflitto di interessi, sarà vero che l’ex-Premier ha il 100% delle repsonsabilità?)

Nota di redazione:  L’informazione in Italia non era libera? beh chi lo diceva mentiva sapendo di mentire, non dimentichiamo che le dimissioni di Berlusconi sono state chieste con la scusa che le cose in un lampo si sarebbero messe a posto da sole. Niente di tutto questo, sinceramente mi auguro che non peggiori tutto, ma forse lo scopo principale era quello di far sistemare un po di cosine ai soliti noti, (sono spariti tutti visto?) e poi andare alle urne, infatti Monti ha chiesto almeno garanzie economiche, senatore a vita e altri provilegi, nel caso molto probabile si andasse alle urne a gennaio. E noi cittadini? Beh ci becchiamo lo spread che da 500 punti arriverà a mille, cosi impariamo a credere ai raccontatori di favole. ELEZIONI SUBITO